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Al Pavarotti-Freni di Modena l'opera Giulio Cesare / Muti-Dantone 24 gennaio 2025

COMUNICATO STAMPA
Modena, gennaio 2025

OPERA – GIULIO CESARE
Il titolo più rappresentato di Georg Friedrich Händel va in scena in un nuovo spettacolo firmato da Chiara Muti con la direzione musicale di Ottavio Dantone.

Va in scena al Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena venerdì 24 gennaio 2025 alle 20 e domenica 26 alle 15.30 Giulio Cesare, l’opera più conosciuta di Georg Friedrich Händel, in un nuovo spettacolo firmato da Chiara Muti. La direzione musicale è affidata a Ottavio Dantone alla guida dell’Accademia Bizantina, a partire dagli anni Ottanta uno dei complessi più apprezzati per l’interpretazione della musica antica. L’ensemble ha riscosso notevole successo di critica e pubblico e vanta la partecipazione costante ai maggiori festival europei, quali Salisburgo, Ravenna, Holstein e Lucerna oltre a lunghe tournée in Europa, Stati Uniti e Giappone.

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DIE ENTFÜHRUNG AUS DEM SERAIL, W. A. MOZART - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 17 GENNAIO 2025

Die Entführung aus dem Serail (Il ratto dal serraglio) è una delle opere più significative di Wolfgang Amadeus Mozart, composta nel 1782 e rappresentata per la prima volta al Burgtheater di Vienna il 16 luglio dello stesso anno. Questo Singspiel in tre atti, con il libretto di Johann Gottlieb Stephanie Jr. (tratto da un’opera di Christoph Friedrich Bretzner), rappresenta un punto di transizione nella carriera di Mozart, che si stava affermando come uno dei più grandi operisti del suo tempo. La trama si sviluppa attorno a Belmonte, che cerca di liberare la sua amata Konstanze, rapita dal potente pasha Selim e tenuta prigioniera nel suo serraglio, accompagnato dai suoi fidati servitori Pedrillo e Blonde. Il tema del "rapimento" e della libertà risuona con particolare forza nel contesto storico di fine XVIII secolo, una Vienna in fermento, pronta ad affrontare grandi trasformazioni politiche e sociali.

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Recital Lucas Debargue al Pavarotti-Freni di Modena cphotographer-Charly-Rappo

Recital Lucas Debargue al Pavarotti-Freni di Modena

COMUNICATO STAMPA
Modena, gennaio 2025

CONCERTI – LUCAS DEBARGUE
Il pianista francese presenta un programma romantico con musiche di Fauré, Beethoven e Chopin.

Protagonista della stagione di Concerti al Pavarotti-Freni venerdì 10 gennaio 2025 alle 20.30 sarà Lucas Debargue. Il pianista francese sarà impegnato in un recital con autori dal repertorio romantico che include pagine celebri come la sonata “Al chiaro di luna” e la terza Ballata di Chopin.

Rivelazione del XV Concorso Chaikovskij di Mosca del 2015, dove ottenne il prestigioso Premio dell’Associazione dei Critici di Mosca, oggi Lucas Debargue è ospite regolare dei palcoscenici più prestigiosi del mondo quali Philharmonie di Berlino, Congertgebouw di Amsterdam, Konzerthaus e Musikverein di Vienna, Théâtre des Champs Elysées e Philharmonie di Parigi, Wigmore Hall e Royal Festival Hall di Londra, Alte Oper di Francoforte, Philharmonie di Colonia e Suntory Hall di Tokyo. Nel 2023 ha fatto il suo debutto alla Carnegie Hall di New York e tra i festival nei quali si esibisce regolarmente vi sono quelli de la Roque d’Anthéron e di Verbier. Molto attivo nell’ambito della musica da camera, vanta importanti collaborazioni Gidon Kremer, Janine Jansen e Martin Fröst. Nato nel 1990, ha scoperto la musica classica all’età di 10 anni e ha cominciato a nutrire la sua passione e la sua curiosità con diverse esperienze artistiche e intellettuali che includono studi avanzati di letteratura e filosofia. Poi, l’incontro con Rena Shereshevskaya ha segnato la svolta: sua insegnante di pianoforte ha trasformato l’amore per la musica in impegno professionale. Lucas Debargue trae ispirazione per il suo fare musica dalla letteratura, dalla pittura, dal cinema e dal jazz. Una larga parte del suo impegno artistico è dedicato alla composizione: ha già composto più di venti opere per pianoforte solo e musica da camera. SONY Classical ha già pubblicato cinque suoi album con musiche di Scarlatti, Bach, Beethoven, Schubert, Chopin, Liszt, Ravel, Medtner e Szymanowski. Il monumentale tributo discografico in 4 CD a Scarlatti è stato acclamato dal New York Times e nominato tra “i dieci album che accompagneranno il nuovo decennio”. Sempre per SONY ha registrato un album interamente dedicato al compositore polacco Miłosz Magin, autentica riscoperta di un compositore affascinante e tuttavia sconosciuto, registrato con la Kremerata Baltica e Gidon Kremer. Nel 2024 è stato pubblicato in collaborazione con SONY Classical il suo progetto discografico dedicato all’integrale della musica di Gabriel Fauré per pianoforte. L’impressione lasciata da Lucas Debargue al Concorso Chaikovskij è il soggetto del documentario To Music, diretto da Martin Mirabel e prodotto dalla Bel Air Media, presentato per la prima volta all’International Film Festival di Biarritz.

Biglietti Da € 9 a € 25 salvo riduzioni.

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La piccola Mozart: il 9 gennaio spettacolo-concerto per le famiglie dedicato alla sorella del grande compositore

L’Orchestra Haydn incontra La piccola Mozart:

spettacolo-concerto per le famiglie dedicato alla sorella del grande compositore

Giovedì 9 gennaio 2025 a Bolzano e domenica 12 gennaio a Trento, Giulia Amato e Fabrizio Calfapietra porteranno in scena la storia dei due fratelli Mozart per la regia Andrea Piazza.

Sul podio dell’Orchestra Haydn, la giovane direttrice Danila Grassi, prima donna a dirigere al Festival della Valle d'Itria.

Nell’ambito del programma Family della Fondazione Haydn, il cartellone ideato per avvicinare con naturalezza i bambini e le famiglie alla musica classica, giovedì 9 gennaio 2025 alle ore 17.00 l’Auditorium di Bolzano accoglierà La piccola Mozart, concerto-spettacolo ispirato alla vera storia di Wolfgang Amadeus Mozart e di sua sorella Nannerl, bambina prodigio cui ben presto viene ricordato che non potrà continuare a suonare. L’evento è il racconto di un viaggio straordinario fatto di passione per la musica, di uguaglianza e sogni nel cassetto, su testo e regia Andrea Piazza, con protagonisti gli attori Giulia Amato e Fabrizio Calfapietra. Una produzione Ensemble TeatroFondazione Haydn di Bolzano e TrentoFondazione Arturo Toscanini, che andrà in replica domenica 12 gennaio all’Auditorium di Trento (ore 16.00).

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DIE ZAUBERFLÖTE, W. A. MOZART – TEATRO VERDI DI PADOVA, DOMENICA 29 DICEMBRE 2024

Composto da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1791, "Il Flauto Magico" (Die Zauberflöte) è come tutti sanno una delle opere più iconiche ed amate del repertorio lirico mondiale, che difatti ha letteralmente riempito il Verdi di Padova di pubblico festante ed appassionato. Questo singspiel si distingue per la mescolanza di leggerezza e profondità, che lo rende accessibile a un vasto pubblico pur mantenendo una complessità artistica e simbolica che incanta ancora oggi.
L'opera esplora temi universali come l'amore, il sacrificio, la ricerca della conoscenza e la lotta eterna tra luce e oscurità. Allo stesso tempo, contiene simbolismi legati alla massoneria, di cui sappiamo Mozart era membro, con riferimenti alla saggezza, alla fratellanza e alla trasformazione personale. "Il Flauto Magico" è molto più di un’opera: è un’esperienza multidimensionale. Il suo mix di comicità, dramma e misticismo la rende unica. È un'opera che parla al cuore di bambini e adulti, di esperti e neofiti, con un messaggio sempre attuale: la ricerca della verità e del bene è un viaggio che vale la pena intraprendere. Ed il regista Paolo Giani Cei ne percepisce le sfaccettate dinamiche con lo spettacolo in coproduzione con i teatri Mario del Monaco di Treviso e Teatro Sociale Di Rovigo.

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Messiah, Georg Friedrich Händel-Teatro Nuovo Giovanni da Udine, 16 dicembre 2024

Il Messiah di Georg Friedrich Händel, eseguito ieri sera al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, ha rappresentato molto più di un semplice concerto: è stato un viaggio emozionale, un’esperienza immersiva capace di unire la potenza della grande musica barocca a tecnologie visive di ultima generazione. Sotto la guida di Harry Bicket, la prestigiosa formazione inglese The English Concert & Choir ha offerto una performance musicale impeccabile, ulteriormente arricchita da suggestivi effetti di videomapping curati da Teatro Carillon.
Il progetto, ideato dal direttore artistico Paolo Cascio, ha voluto recuperare la funzione narrativa dell’oratorio, arricchendolo con una dimensione visiva che ne amplifica il potenziale comunicativo. Cascio ha spiegato che l’intento che sta alla base di questa iniziativa è di iniziare un progetto articolato in più stagioni dedicato al recupero di alcuni oratori di Georg Friedrich Handel che per loro stessa natura hanno un contenuto profondamente narrativo. La narrazione, per il direttore artistico, è al centro di questo lavoro, pensato come un antidoto al rumore dello storytelling diffuso nella società contemporanea. Grazie alle nuove tecnologie di creazione e trasmissione delle immagini, come appunto il videomapping site-specific, è stato possibile restituire al pubblico una rappresentazione in cui musica e visione si fondono per intensificare il significato profondo della narrazione sacra.

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Verona ricorda il Maestro Tullio Serafin

Il grande direttore d’orchestra rottanovano ricordato con un concerto alla Società Letteraria di Verona

Sarà un appuntamento dedicato al ricordo del grande Direttore d’orchestra Tullio Serafin, figura cardine per la storia del teatro musicale, quello che si terrà il prossimo 17 dicembre alle ore 17 presso la Società Letteraria di Verona.

L’evento, sostenuto dall’Amministrazione Comunale di Verona – Assessorato alla cultura, è organizzato dall’associazione culturale “Concetto Armonico” e dall’”Archivio storico Tullio Serafin”. Riconosciuto d’importanza storica dal 2018 sia a livello Nazionale che Regionale grazie all’impegno del suo presidente Andrea Castello (direttore artistico del “Concorso lirico Tullio Serafin” e del Festival “Vicenza in Lirica”) l’archivio si rivela ad oggi quale patrimonio teatrale inedito di estremo interesse musicologico.

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CBO: KUNDE, SICILIA, BURDENKO. UN CAST DI STELLE PER “PAGLIACCI”

Comunicato stampa
TCBO: KUNDE, SICILIA, BURDENKO. UN CAST DI STELLE PER “PAGLIACCI”
Per la chiusura della Stagione lirica, va in scena l'allestimento del celebre capolavoro verista di Leoncavallo con la regia di Serena Sinigaglia; sul podio Daniel Oren
Dal 15 dicembre alle 20.00, anche in diretta su Rai Radio3, e fino al 22 dicembre al Comunale Nouveau
Grandi interpreti come il tenore Gregory Kunde, il soprano Mariangela Sicilia e il baritono Roman Burdenko sono i protagonisti dell’ultima opera della Stagione lirica 2024 del Teatro Comunale di Bologna: Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. La produzione è una revisione dello spettacolo del 2019 con la regia di Serena Sinigaglia, che vedeva il titolo abbinato in quella occasione alla Cavalleria rusticana di Mascagni firmata invece da Emma Dante. Il capolavoro verista di Leoncavallo è proposto ora singolarmente in un allestimento riadattato nell'impianto scenotecnico per gli spazi del Comunale Nouveau ed è in programma da domenica 15 dicembre alle 20.00 - anche in diretta su Rai Radio 3 - con repliche fino al 22 dicembre, con la direzione d’orchestra di Daniel Oren. Le scene sono di Maria Spazzi, i costumi di Carla Teti e le luci di Claudio De Pace.
Sinigaglia ha immerso Pagliacci a metà tra realtà e finzione da commedia, nell'atmosfera del cinema neorealista degli anni Quaranta e Cinquanta; una dimensione metateatrale dove la regia svela i suoi trucchi davanti al pubblico, creando una visione in progress della costruzione degli ambienti. Sul palcoscenico è presente un palchetto da commedia dell’arte e intorno una sorta di prato secco e arido, montato in diretta dai mimi, dai macchinisti e dai cantanti stessi, così da creare una forte connessione fra la scena e il dietro le quinte, svelandone il meccanismo. «Un prato arso dal sole - dice la regista - che appartiene a quelle periferie che possono rimandarci a Pasolini ma anche ai prati intorno alla città calabrese da cui partiva la storia».
Nella trama dell’opera Nedda è vittima del femminicidio compiuto dal marito Canio, accecato dalla gelosia verso di lei e il suo amante (che scoprirà essere Silvio) tanto da commettere un doppio omicidio. «Da donna sento fortemente il tema della violenza, - commenta ancora Serena Sinigaglia nelle note di sala dello spettacolo - sia sociale che di classe e naturalmente, più nello specifico, la violenza di genere: la solitudine di Nedda spicca come elemento di tragedia e memento per l’umanità. Da questo punto di vista Pagliacci trasuda una contemporaneità assoluta; nascendo dal movimento verista è proprio un’opera che ricorda fatti di cronaca cui, volenti o nolenti, assistiamo, incapaci di fermarli».
La produzione segna il ritorno nella stagione della fondazione lirico-sinfonico felsinea di tre cantanti d’eccezione: Gregory Kunde è impegnato nel ruolo di Canio/Il pagliaccio il 15, 20 e 22 dicembre, Mariangela Sicilia debutta nella parte di Nedda/Colombina il 15, 20 e 22 dicembre e Roman Burdenko è Tonio/Taddeo il 15 dicembre, in sostituzione dell'indisposto Luca Salsi, e il 18 e 20 dicembre. Nella recita del 22 dicembre, al posto di Salsi canta invece Claudio Sgura. Nel cast alternativo, si avvicendano con loro negli stessi ruoli le voci del tenore Mikheil Sheshaberidze (17, 18 e 21 dicembre), del soprano Francesca Sassu (17, 18 e 21 dicembre) e del baritono Badral Chuluunbaatar (17 e 21 dicembre). Come Silvio troviamo poi in alternanza Mario Cassi (15, 20 e 22 dicembre) e Marcello Rosiello (17, 18 e 21 dicembre), mentre Beppe/Arlecchino è Paolo Antognetti. L’Orchestra, il Coro - preparato da Gea Garatti Ansini - e il Coro delle Voci Bianche - istruito da Alhambra Superchi - sono quelli del Teatro Comunale di Bologna.
Presenting partner dello spettacolo è Alfasigma.
Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.
I biglietti – da 15 a 120 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.
 
FOTO ANDREA RANZI
 
 
 

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Il Messiah di Handel al Teatro Nuovo: un’esperienza immersiva oltre la musica

Domenica 15 dicembre alle 20.30 concerto-evento, alle 18.30 conferenza introduttiva sul programma con il giornalista e scrittore Alberto Mattioli

Il Messiah di Handel al Teatro Nuovo: un’esperienza immersiva oltre la musica

Un evento realizzato in esclusiva per il Giovanni da Udine unirà il capolavoro della musica sacra barocca – eseguito dalla prestigiosa formazione inglese The English Concert & Choir  ad animazioni ed immagini in 3d che, attraverso la tecnologia del videomapping, daranno vita a suggestivi paesaggi spirituali trasformando il Teatro in una cattedrale dalle vetrate colorate e cangianti

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“Il Flauto Magico” al Teatro Verdi di Padova Il capolavoro di Mozart firmato da Paolo Giani

 “Il Flauto Magico” al Teatro Verdi di Padova
Il capolavoro di Mozart firmato da Paolo Giani: un viaggio profondo verso la luce e la conoscenza, guidato dal mistero della musica

La lotta tra luce e tenebre, tra bene e male, è un tema universale che attraversa il tempo, rinnovando il suo significato ad ogni epoca: un simbolo di speranza, di rinascita e di possibilità. La Stagione Lirica di Padova 2024 celebra la vittoria della luce sull’oscurità con "Il Flauto Magico" di Wolfgang Amadeus Mozart, in cartellone per domenica 29 dicembre alle ore 16.00 e martedì 31 dicembre alle ore 20.45; a fare da preludio, un’anteprima dedicata ai giovani venerdì 27 dicembre. 

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OTELLO, GIUSEPPE VERDI - TEATRO LA FENICE, DOMENICA 1 DICEMBRE 2024

Otello, penultimo capolavoro di Giuseppe Verdi su libretto di Arrigo Boito, ha inaugurato con grande attesa la Stagione Lirica e Balletto 2024-2025 del Teatro La Fenice. La prima del 20 novembre è stata infatti annullata a causa di uno sciopero del personale del teatro, il terzo dall’inizio della stagione, che aveva già fatto saltare Turandot il 30 agosto e il dittico La Fabbrica Illuminata ed Erwartung il 13 settembre. Proclamato dai sindacati il 20 agosto, lo sciopero è stato confermato in un’assemblea qualche giorno prima della serata inaugurale, ma non ha compromesso le recite successive, che si sono svolte regolarmente.

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ROBERTO DEVEREUX – GAETANO DONIZETTI, TEATRO DONIZETTI DI BERGAMO, SABATO 23 NOVEMBRE 2024

Il 2024 segna la fine di un ciclo per il Festival Donizetti Opera, che saluta un commosso Francesco Micheli in uscita dopo dieci anni di direzione artistica con questa ultima edizione. Da sempre divisivo, oscillando tra fanatismi e osteggiamenti da parte della critica, gli si deve oggettivamente riconoscere il ruolo centrale nel rendere il Festival un evento di riferimento per Bergamo (nonché degno omaggio al genio cui ha dato i natali), grazie a una formula vincente in grado di unire con efficacia tradizione e innovazione, altresì supportata da una comunicazione fresca e rivoluzionaria, accompagnata da una continua rete di eventi diffusi in tutta la città. E non si poteva sperare in un epilogo migliore per questo mandato, con il clamoroso successo di questo Roberto Devereux.

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G. DONIZETTI - ZORAIDA DI GRANATA- TEATRO SOCIALE DI BERGAMO - 24 NOVEMBRE 2024

La coproduzione italo-irlandese di Zoraida di Granata, dopo il debutto della versione del 1822 a Wexford lo scorso anno, arriva a Bergamo in occasione del bicentenario della versione del 1824.

Le due versioni di Zoraida di Granata (Roma, 1822; Milano, 1824) rappresentano un'importante testimonianza dell'evoluzione stilistica di Donizetti e della sua capacità di adattarsi alle diverse esigenze teatrali. La versione romana, concepita per il Teatro Argentina, segue ancora fedelmente il modello rossiniano, con una struttura formale rigidamente articolata in numeri chiusi e un’orchestrazione sobria, coerente con le limitate risorse del teatro.

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G. ROSSINI - LA CENERENTOLA, TEATRO FILARMONICO DI VERONA - VENERDI' 22 NOVEMBRE 2024

La Cenerentola di Rossini torna sul palcoscenico del Teatro Filarmonico di Verona, con un allestimento firmato da Manu Lalli, assieme alle scene girevoli ideate da Roberta Lazzeri e ai costumi fiabeschi di Gianna Poli. Sceglie una strada sicura e immediata, mirata a valorizzare i riferimenti visivi e drammaturgici già espliciti nel libretto. La scena, ispirata a un castello barocco, si struttura in modo funzionale: le camere delle sorelle si trovano ai lati del palco e, attraverso rotazioni o unioni, si trasformano nella sala da ballo o, nel secondo atto, in una rappresentazione simbolica del temporale visto dagli occhi di Ramiro. Questo impianto visivo chiaro e ordinato segue un’impostazione narrativa tradizionale, in cui le relazioni tra i personaggi rimangono fedeli alla lettera rossiniana e si sviluppano senza deviazioni interpretative rilevanti.

L’elemento originale più significativo è l’amore di Angelina per i libri, un tratto non presente nel libretto ma integrato nella messinscena attraverso soluzioni visive suggestive. Durante la Sinfonia, le sorellastre distruggono simbolicamente la biblioteca di famiglia per installare le loro stanze, mentre grandi volumi, dedicati a celebri eroine letterarie  appaiono ai margini del palco. Questo dettaglio, unito alla presenza di ballerine classiche che accentuano l’atmosfera fiabesca, imprime alla narrazione un carattere favolistico, quasi infantile, in sintonia con il contesto rossiniano.

La regia alterna momenti ben calibrati, come il duetto tra Don Magnifico e Dandini, dove i due interpreti assecondano il ritmo musicale con gesti mimetici e studiati, a scene meno articolate, come il primo duetto tra Cenerentola e Ramiro, risolto con i protagonisti statici ai lati opposti del palco e scarse interazioni. In ogni caso, la struttura complessiva richiama l’idea del "Rossini a orologeria", una concezione registica che pone al centro la precisione ritmica e musicale, seguendo le orme di maestri come Jean-Pierre Ponnelle e Michael Hampe.

Francesco Lanzillotta  guida l’Orchestra della Fondazione Arena  con una direzione vivace e teatrale, esaltando la compattezza e la precisione dell’ensemble. I tempi scelti sono generalmente spediti, specialmente nelle scene più movimentate, ma sempre calibrati per rispettare le esigenze del palco. I cantanti, infatti, non risultano mai sopraffatti, trovando nel direttore un sostegno solido e puntuale.

Lanzillotta  evita sonorità eccessive, preferendo mettere in risalto dettagli preziosi della partitura e dimostrando una profonda familiarità con il repertorio. Il Coro maschile, preparato da Roberto Gabbiani, si distingue per l’eccellente precisione negli attacchi e per la sua compattezza sonora, completando con eleganza un’esecuzione ben equilibrata.

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DEDICATO A VLADIMIR SHKLYAROV IL GALA Les étoiles, passi di danza, balzi per l'umanità

Milano, Teatro degli Arcimboldi - 29-30 novembre 2024

Sarà dedicato alla stella russa Vladimir Shklyarov, scomparso pochi giorni fa a 39 anni, il gala internazionale di balletto Les Étoiles che si terrà al Teatro degli Arcimboldi, Milano, 29 e 30 novembre (ore 21). Lo ha annunciato commosso il Direttore Artistico Daniele Cipriani. «Sono sconvolto e addolorato. Vladimir era un artista e una persona straordinaria. Umile, dolce, indimenticabile: un danzatore straordinario, capace di volare.»

Étoile del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo e considerato tra i migliori danzatori al mondo, Shklyarov aveva partecipato a diverse edizioni di Les Étoiles ed è a lui che si deve la consuetudine dell' "étoile a sorpresa". Ricorda Daniele Cipriani: «Era il 2017. Dopo aver saputo all'ultimo momento che uno degli artisti annunciati non sarebbe potuto venire a Roma, chiamai Shklyarov il giorno prima dello spettacolo. Era in aeroporto in attesa di partire per Monaco e gli chiesi di ballare il giorno successivo a Les Étoiles. "Finisco la mia prova di Manon a Monaco e subito dopo prendo un volo per Roma!" La sera stessa atterrò in Italia per danzare, come étoile a sorpresa, con Liudmila Konovalova. Mi chiesero: "Cosa vuoi che balliamo? Cigno nero? OK, no problem!" Fu una delle esibizioni più applaudite della serata. Ho anche un ricordo che mi fa tanto sorridere... quello dei 'due Corsari', del Bolshoi e del Mariinsky. A Les Étoiles di Cagliari misi in scaletta due pas de deux da Le Corsaire, senza dire nulla, per lui e Igor Vasiliev per mettere a confronto gli stili Mariinsky e Bolshoi, le due maggiori compagnie russe. Quando Shklyarov arrivò in teatro per le prove e vide la scaletta mi chiese perplesso: "Due Corsari?" "Ne preferivi tre?", risposi io. Ci facemmo una grande risata. Grazie, Vladimir, per la tua arte, la tua bellezza, la tua gioia.»

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TRAVIATA, GIUSEPPE VERDI – TEATRO VERDI DI TRIESTE, 10 NOVEMBRE 2024

La Traviata di Giuseppe Verdi, nella nuova produzione del Teatro Verdi di Trieste per la stagione 2024/25, ha dato il via alla stagione con un allestimento che ha suscitato ampi consensi e qualche perplessità. Diretto da Enrico Calesso, questo capolavoro verdiano ha offerto una lettura che ha saputo mescolare tradizione e innovazione, creando una serata ricca di emozioni e sorprese visive.

La regia di Arnaud Bernard ha optato per un’ambientazione negli anni Cinquanta, conferendo all’opera un taglio temporale più moderno e distaccato dalle tradizioni ottocentesche. La scelta stilistica ha incluso un uso marcato dei ferma immagine, specialmente nelle scene corali, dove il coro è stato spesso statico, creando una sensazione di distanza emotiva e accentuando il senso di drammaticità. In particolare, nella scena della festa, anche Calesso ha scelto di rallentare il tempo, quasi a voler sottolineare la tragedia imminente, distorcendo il ritmo frenetico della festa per mettere in evidenza la desolazione e l’ineluttabilità del destino di Violetta.

Le scene di Alessandro Camera si sono contraddistinte per l'essenzialità, con un fondale nero e una grande tavola bianca disposta in diagonale, accompagnata da sedie bianche, creando un forte contrasto visivo che ha sottolineato i temi centrali della tragedia. I costumi di Carla Ricotti e le luci di Emanuele Agliati hanno esaltato questa visione, creando un'atmosfera emotivamente intensa, ma talvolta eccessivamente marcata.

Il soprano Maria Grazia Schiavo ha offerto una Violetta Valéry vibrante ed emozionante, dimostrandosi più a suo agio nei momenti lirici che in quelli virtuosistici. La sua intimistica interpretazione di "Addio del passato", eseguita con ripresa, è stata particolarmente apprezzata, lasciando il pubblico visibilmente commosso.

Al fianco della protagonista, Antonio Poli (Alfredo Germont) ha brillato con una voce dal timbro caldo e una performance scenica che è cresciuta di intensità nel corso dell'opera. Artista ormai maturo, Poli ha mostrato una grande profondità interpretativa, ricca di sfaccettature già a partire dal brindisi, dove la sua vocalità ha saputo alternare passaggi di freschezza giovanile a momenti più riflessivi e drammatici. La sua interpretazione è maturata con il proseguire dell’opera, con una caratterizzazione emotiva sempre più intensa, culminando in un finale carico di passione.

Roberto Frontali, nel ruolo di Giorgio Germont, ha offerto un'interpretazione di grande spessore. Il duetto tra Violetta e Germont si è rivelato uno dei momenti più toccanti della serata, con un'intensa connessione drammatica che ha messo in risalto il conflitto interiore dei personaggi. Le sue arie, "Di Provenza il mar" e "Pura siccome un angelo," hanno dato piena evidenza alla maestria di Frontali nel fondere parola scenica e musica, facendo emergere il senso profondo del testo attraverso una voce autorevole e ricca di sfumature.

Accanto ai protagonisti, i comprimari hanno dato un valido contributo. Francesco Verna, nel ruolo del Barone Douphol, ha offerto una performance solida, mentre Francesco Auriemma, come Marchese d'Obigny, ha aggiunto un ulteriore spessore sociale. Andrea Pellegrini, nel ruolo del Dottore Grenvil, ha interpretato il personaggio con misura e credibilità, e Saverio Fiore, nei panni di Gastone, ha portato freschezza alla scena. Veronica Prando (Annina) e Giuseppe Oliveri (domestico di Flora) hanno completato il cast con interpretazioni precise. Gianluca Sorrentino, come Giuseppe, e Damiano Locatelli, nel ruolo di un commissario, hanno dato corpo ai personaggi minori, inserendosi armoniosamente nel contesto.

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Chamber Orchestra of Europe diretta da Antonio Pappano, pianista Bertrand Chamayou - Teatro Giovanni da Udine, 14 novembre 2024

La Chamber Orchestra of Europe, diretta con maestria da Sir Antonio Pappano e accompagnata dal pianista Bertrand Chamayou, ha offerto al pubblico udinese una serata che ha unito il Novecento musicale francese e americano con eleganza e virtuosismo. Un elemento che ha arricchito ulteriormente l'esperienza è stata la tradizione che Pappano ha continuato a portare con sé, quella di introdurre i brani prima di ogni esecuzione. Un'abitudine che il direttore britannico ci ha abituato a vedere nei suoi anni alla guida dell'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia, e che anche in questa occasione ha aggiunto un tocco di coinvolgimento e personalità facenedo apprezzare non solo la musica ma anche la storia e le interconnessioni tra i compositori.

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DOPPIO APPUNTAMENTO: LA BENEDIZIONE – Cristian Carrara
GIANNI SCHICCHI – Giacomo Puccini,
Teatro Coccia di Novara, 25 Ottobre 2024

Nel perimetro del virtuoso Progetto DNA Italia ideato dalla Fondazione Teatro Coccia, volto a promuovere giovani talenti del nostro panorama operistico, si interrompe il ciclo di farse rossiniane (proposte a partire dal 2021) per celebrare a dovere il centenario pucciniano.

La scelta ricade su “Gianni Schicchi”, che nella sua brevità viene eseguito in affiancamento a un secondo titolo come da tradizione. È tuttavia affascinante e inedito che non si tratti in questa occasione di un titolo di repertorio, ma di una nuova commissione ad hoc.

“La Benedizione”, con musica di Cristian Carrara e libretto di Marco Malvaldi, è un’opera contemporanea eseguita in prima assoluta mondiale, ma legata a doppio filo alla partitura pucciniana sia a livello di soggetto e personaggi, sia a livello stilistico-musicale. Si tratta infatti di una sorta di prologo alle vicende narrate nello Schicchi, dove si vogliono rivelare tutti i retroscena della storia nell’ultimo giorno di vita del vecchio Donati, in un racconto di lugubre ironia e un taglio di trama quasi giallo. Com’è morto il “Povero Buoso”? Perché ha deciso di lasciare tutti i suoi averi al Convento di Santa Reparata? Qualcuno per opporsi ha deciso di ucciderlo? E in che modo? Il pubblico ha finalmente modo di scoprirlo in poco più di mezz’ora di musica, caratterizzata da una struttura orchestrale sinfonicamente solida con forte valorizzazione delle percussioni e un impianto tonale in continuità con i tipici tratti pucciniani. La partitura insiste forse eccessivamente su un declamato teatrale alla lunga piuttosto ripetitivo e difficilmente memorabile, con una quasi totale assenza di abbandoni melodici e parentesi cantabili. Il risultato complessivo è tuttavia brioso e gradevole, con una nuova proposta di qualità che con approccio tradizionale si accosta in punta di piedi al titolo classico, riuscendo perfettamente a creare un’inaspettata continuità a livello percettivo.

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GIUSEPPE VERDI - STIFFELIO,
TEATRO FILARMONICO DI VERONA - 29 OTTOBRE 2024

Nel 1850, solo un artista audace come Verdi avrebbe potuto immaginare un’opera incentrata su un pastore protestante, Stiffelio, che, venuto a sapere del tradimento della moglie Lina, inizialmente la obbliga al divorzio, ma poi – ispirato dai principi evangelici – decide di perdonarla pubblicamente. Pur non essendo tra i titoli più noti di Verdi, quest’opera, posta tra Luisa Miller e Rigoletto, contiene spunti musicali e drammatici degni di nota, in particolare nel secondo e terzo atto, che ne evidenziano la validità artistica e il fascino, specialmente dal punto di vista della scrittura vocale.

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VICENZA OPERA FESTIVAL - R. STRAUSS: LE BOURGEOIS GENTILHOMME-SUITE -
ARIADNE AUF NAXOS - TEATRO OLIMPICO DI VICENZA -24 OTTOBRE 2024

Il cuore pulsante della VII edizione del Vicenza Opera Festival, dedicato alla musica operistica e sinfonica sotto la direzione artistica di Iván Fischer e in programma dal 24 al 27 ottobre presso il Teatro Olimpico di Vicenza, è stato Ariadne auf Naxos di Richard Strauss.

Dopo le atmosfere inquietanti di The Turn of the Screw di Benjamin Britten e l’intensa drammaticità di Pelléas et Mélisande di Claude Debussy, Fischer ha scelto un registro più leggero con Ariadne auf Naxos, presentando la brillante commedia nata dalla collaborazione tra Richard Strauss e Hugo von Hofmannsthal.

Dopo il trionfo di Der Rosenkavalier nel 1911, Strauss e Hofmannsthal idearono una nuova opera ambientata nel periodo barocco, affrontando il tema contemporaneo dell’ascesa sociale della borghesia. Hofmannsthal si ispirò alla commedia Le Bourgeois gentilhomme di Molière, mentre Strauss trovò interessante l’idea di rielaborare la musica originale di Lully. Hofmannsthal ridusse la commedia in due atti, offrendo a Strauss l’opportunità di comporre musica di scena, particolarmente per la vivace scena del banchetto, con riferimenti musicali legati a ogni portata. Alla commedia seguì un intrattenimento nuovo e, per l’epoca, radicale, che combinava l’opera seria con la commedia dell’arte, in sostituzione delle scene teatrali turche della versione originale. La prima esecuzione tuttavia, fu troppo lunga e accolse reazioni contrastanti, non soddisfacendo né il pubblico teatrale né quello operistico.

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