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CORTINATEATRO. LA “CAVALLERIA RUSTICANA” A 1.200 METRI DI ALTITUDINE, NEL TEATRO PIÙ IN QUOTA D’ITALIA

COMUNICATO STAMPA

CORTINATEATRO. LA “CAVALLERIA RUSTICANA” A 1.200 METRI DI ALTITUDINE, NEL TEATRO PIÙ IN QUOTA D’ITALIA

 

Dalla Sicilia alla Regina delle Dolomiti, la grande opera verista è tra le più rappresentate al mondo ma è la prima volta che approda in montagna: merito della rassegna promossa e sostenuta dal Comune di Cortina D’Ampezzo e organizzata da Musincantus, che sabato 2 agosto porta all’Alexander Girardi Hall di Cortina una produzione originale in sinergia con la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia e l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta.

Accanto alla lirica, CortinAteatro propone un ricco programma di esperienze musicali e teatrali dall’estate a fine anno, con un’offerta continuativa che giunge fino alla vigilia dell’anno olimpico 2026. Tra queste, i “Tramonti in musica”: il prossimo, domenica 3 agosto, si potrà ammirare dal Rifugio Col Drusciè in compagnia del Quartetto Saxophonie, immersi in un percorso musicale che attraversa epoche e continenti.

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TRAVIATA, GIUSEPPE VERDI - ARENA DI VERONA, VENERDI' 25 LUGLIO 2025

Dopo aver accantonato definitivamente (si spera} la discutibile produzione postuma di Zeffirelli, la Fondazione Arena di Verona ha scelto di riproporre La traviata nell’allestimento del 2011 firmato da Hugo de Ana, con regia ripresa da Michele Cosentino. Una scelta di repertorio che, pur garantendo una certa solidità visiva e una messa in scena di sicura funzionalità, risulta ancora una volta priva di vero slancio drammatico. La regia si affida a soluzioni ormai consunte: una narrazione letterale, illustrativa, che non tenta mai di scavare nei conflitti psicologici dei personaggi né di restituire la tensione morale che attraversa l’opera. I movimenti scenici sono prevedibili, statici, e la disposizione delle masse raramente va oltre una semplice gestione dello spazio. L’impianto visivo, dominato da scenografie monumentali e costumi eleganti ma impersonali, accentua una certa freddezza complessiva. A peggiorare l’impressione contribuisce un disegno luci piatto, inefficace nel creare profondità o atmosfere emotive, e le coreografie di Leda Lojodice, che appesantiscono ulteriormente le scene corali con movimenti artificiosi e scollegati dalla drammaturgia.

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TRAVIATA, GIUSEPPE VERDI – ARENA DI VERONA, VENERDI’ 27 GIUGNO 2025

L’allestimento de La Traviata firmato da Hugo de Ana all’Arena di Verona è una delle versioni più spettacolari e suggestive del celebre melodramma di Giuseppe Verdi, che torna con un magnifico sold-out per questo centoduesimo Festival nel 2025. Lo spettacolo di De Ana, artista argentino noto per il suo stile sontuoso e visivamente potente, è noto per offrire una visione ricca, teatrale e intensa del dramma di Violetta. In questo allestimento, l’ambientazione è spettacolarmente scenografica, con costumi d’epoca sfarzosi e scenografie monumentali che sfruttano appieno le dimensioni dell’Arena. De Ana gioca con elementi simbolici e visivi molto forti: il contrasto tra il lusso sfrenato della società mondana e la fragilità interiore della protagonista. reso evidente attraverso luci, colori e movimenti coreografici quasi cinematografici. Una delle caratteristiche principali è l’attenzione al dettaglio visivo: ogni scena sembra un grande quadro vivente, curato nei minimi particolari, ad incorniciare l’estetica e la superficialità di certa borghesia dell’epoca. L'opulenza non è fine a sé stessa, ma serve a sottolineare l’ipocrisia sociale e il destino tragico di Violetta, colta tra l’amore e il giudizio della società. Nel complesso, questo allestimento è un'esperienza immersiva, che fonde la grande tradizione lirica italiana con una regia moderna e spettacolare, pensata per valorizzare la maestosità dell’Arena di Verona.

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DIALOGUES DES CARMÉLITES, F. POULENC – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, RECITA DI DOMENICA 22 GIUGNO 2025

Va in scena in questo inizio di estate  Dialogues des Carmélites di Francis Poulenc al Teatro La Fenice di Venezia, con grande soddisfazione di chi ama assistere a spettacoli non sovente rappresentati e che si avvicinano molto ai temi più prossimi ai nostri giorni, rispetto ai capolavori che di solito calcano i palcoscenici dei nostri teatri (l’opera è del 1957). L’autore trae spunto dal dramma di Georges Bernanos ispirandosi agli eventi storici della Rivoluzione francese, ed è profondamente intrisa di temi psicologici ed esistenziali. L’analisi psicologica dell’opera si può articolare su più livelli: individuale (la protagonista Blanche), collettivo (la comunità delle carmelitane), e simbolico (paura, fede, morte, sacrificio). Il tema centrale che aleggia in tutto il libretto è quello della paura. La protagonista, Blanche de la Force, è psicologicamente guidata sin dall’inizio dal sentimento della paura esistenziale. La sua ansia non è solo causata dal contesto storico turbolento, ma ha radici interiori profonde: Blanche è terrorizzata dal mondo esterno, dal cambiamento, dalla folla, e perfino dalla vita stessa. Cerca rifugio nel convento non per vocazione spirituale, ma per fuggire da un mondo che percepisce come minaccioso. Il Carmelo diventa per lei un rifugio psicologico. Ma Blanche rappresenta anche l’essere umano dominato dall’ansia che cerca sicurezza nell’ordine e nel rituale. Le consorelle di Blanche incarnano una varietà di risposte psicologiche alla crisi; il convento diventa un laboratorio di elaborazione collettiva dell’angoscia della morte.

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PICCOLO OPERA FESTIVAL: G. ROSSINI, IL VIAGGIO A REIMS

Nell'ambito del programma ufficiale di GO! 2025 Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della Cultura, il Piccolo Opera Festival ha messo in scena "Il viaggio a Reims", opera scritta da Rossini in occasione dell'incoronazione di Carlo X di Borbone. Il dramma giocoso, il cui sottotitolo è "L’albergo del Giglio d’Oro", ha come fulcro le vicende di un gruppo di aristocratici europei, in viaggio per assistere alla cerimonia, che rimane bloccato in un albergo termale a causa della mancanza di cavalli. La storia si concentra sugli equivoci, gli amori intrecciati e le dinamiche tra i vari personaggi, culminando in un banchetto in cui si celebrano le diverse nazioni attraverso musica e poesia. 

La spettacolo, che si è svolto esattamente a duecento anni dalla prima parigina del 19 giugno 1825, oltre che ad significato celebrativo ne assume anche uno prettamente simbolico considerando che Carlo X scelse la città isontina per i suoi ultimi giorni di vita e volle essere sepolto presso il Monastero di Castagnevizza in Slovenia. 

Questo nuovo allestimento de Il Viaggio a Reims, nato dalla coproduzione tra SNG Opera in balet Ljubljana e Piccolo Opera Festival, con il prezioso sostegno di GO! 2025 e Regione Friuli Venezia Giulia, e in collaborazione con il Rossini Opera Festival “restituisce così l'essenza di un'espressione artistica senza confini e rimarca il valore storico della città come crocevia di culture e sviluppo sin dai tempi antichi” forte della trama dell’opera e di un’ambientazione transfrontaliera in cui la Stazione della Transalpina e la relativa piazza si trasformano in un palcoscenico naturale. 

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Il Teatro Olimpico di Vicenza ospita la finale dell’VIII Concorso Lirico Tullio Serafin

La bellezza senza tempo del Teatro Olimpico di Vicenza farà da cornice, lunedì 23 giugno alle ore 20:30, alla finale dell’VIII Concorso Lirico Tullio Serafin, un appuntamento di grande valore all’interno della tredicesima edizione del Festival “Vicenza in Lirica”, che unisce talento emergente e omaggio alla grande tradizione dell’opera lirica. I finalisti, selezionati tra oltre 200 iscritti provenienti da tutto il mondo, interpreteranno estratti dall’opera “Le nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart, accompagnati al pianoforte dal carismatico Maestro Marcos Madrigal, pianista di livello internazionale e presenza ormai familiare al pubblico del festival.

Oltre a essere un’importante occasione concertistica, la serata avrà un ruolo determinante nella stagione artistica del Festival: proprio nel corso della finale saranno scelti i protagonisti dell’allestimento scenico de “Le nozze di Figaro”, che andrà in scena al Teatro Olimpico nelle serate del 10, 13 e 14 settembre 2025, all’interno della programmazione ufficiale del Festival “Vicenza in Lirica”.

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COMUNICATO STAMPA
CORTINATEATRO. SI APRE IL SIPARIO SULLE DOLOMITI, PATRIMONIO DI TUTTI

La rassegna, promossa e sostenuta dal Comune di Cortina D’Ampezzo e organizzata da Musincantus, inaugura sabato 12 e domenica 13 luglio con un tributo all’arrampicata, sport montano d’eccellenza, e all’inclusione: Dolomiti PlaceToBe è il grande evento d’esordio di una stagione culturale che si prolungherà fino a dicembre, creando un dialogo intimo tra l’ineguagliabile bellezza del paesaggio della conca ampezzana, la musica e il teatro.

Un sipario ideale si apre sabato 12 e domenica 13 luglio sulle montagne più belle del mondo e sulla Regina delle Dolomiti, dando il via a CortinAteatro, la stagione concertistica e teatrale ampezzana promossa e sostenuta dal Comune di Cortina d’Ampezzo, ideata e coordinata dall’associazione Musincantus:grazie al dialogo con il paesaggio e la bellezza in cui Cortina è immersa, alla grande varietà di proposte e alla valorizzazione delle eccellenze nazionali e locali è diventata il punto di riferimento per i concerti e gli spettacoli teatrali di alto livello a Cortina d’Ampezzo.

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CANDIDE, L. BERNSTEIN - TEATRO LIRICO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 13 GIUGNO 2025

A Trieste, un'ondata di ironia, musica e satira ha brillantemente concluso la stagione del Teatro Verdi. Il nuovo, sfavillante allestimento di "Candide" di Leonard Bernstein, una coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna, ha visto il debutto alla regia di Renato Zanella  Affiancato dalla solida direzione del Maestro Kevin Rhodes, che ha affrontato per la prima volta in Europa questa gemma bernsteiniana, lo spettacolo si è rivelato una piacevole sorpresa

Definita dallo stesso Bernstein come la sua "lettera d'amore musicale all'Europa", "Candide" è un sapiente mix di operetta, musical e opera lirica, arricchito da incursioni jazz e latinoamericane. Nonostante le difficoltà legate alla persecuzione maccartista negli anni '50, Bernstein riuscì, dopo innumerevoli rimaneggiamenti culminati nella versione scozzese del 1988 presentata a Trieste, a creare un'opera colta e sofisticata. Al contempo, la leggerezza e il divertimento ne fanno una vera e propria satira danzante del potere, liberamente ispirata al celebre romanzo di Voltaire.

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TEATRO LA FENICE DI VENEZIA: Stagione Lirica e Balletto 2025-2026, Stagione Sinfonica 2025-2026 - CONCERTO STRAORDINARIO DI RICCARDO MUTI

Stagione Lirica e Balletto 2025-2026

Stagione Sinfonica 2025-2026

La Stagione Lirica e Balletto e la Stagione Sinfonica 2025-2026 della Fondazione Teatro La Fenice sono state presentate oggi dal sovrintendente e direttore artistico Nicola Colabianchi, dal responsabile artistico e organizzativo delle attività di danza Franco Bolletta e dal direttore generale Andrea Erri, alla presenza di Giorgia Pea, Consigliera Delegata alle attività Culturali Cinema e Teatro del Comune di Venezia

         La Direzione della Fondazione Teatro La Fenice annuncia che una parte della programmazione del 2026 si svolgerà al Teatro Malibran e – solamente per un titolo – anche al Teatro Goldoni, al fine di consentire l’espletamento di indispensabili lavori di manutenzione del palcoscenico del Teatro La Fenice. Precedenti lavori, effettuati nel 2024, hanno interessato la macchina scenica inferiore, con la sostituzione dei dispositivi elettronici che erano stati danneggiati dall’alluvione del 2019. L’intervento programmato per il 2026 riguarderà invece la macchina scenica superiore, che verrà sottoposta a lavori di rinnovamento e aggiornamento del sistema di comando e controllo. L’operazione sarà divisa in due fasi: da febbraio a maggio 2026 i lavori non interromperanno l’attività del palcoscenico, mentre quelli programmati dalla metà di luglio alla metà di ottobre 2026 richiederanno una sospensione dell’utilizzo del palcoscenico di Campo San Fantin. La conclusione dei lavori – il cui costo totale a base di gara è di circa due milioni di euro – è prevista tra giugno e agosto 2027.

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CON LA STAZIONE TRANSALPINA TRASFORMATA NEL VIVACE “ALBERGO DEL GIGLIO D’ORO” E LA PIAZZA IN UN LUSSUREGGIANTE GIARDINO, “IL VIAGGIO A REIMS” DI ROSSINI È PRONTO A INCANTARE LA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA DI GO!2025

Il 19 e il 21 giugno alle 21.00 l’opera scritta dal compositore italiano per l’incoronazione di Carlo X di Borbone a re di Francia, sepolto a poca distanza nel Monastero della Castagnevizza, sarà presentata con un originale allestimento “site specific” nella piazza-simbolo del progetto della capitale “senza confini” di Nova Gorica e Gorizia, esattamente a duecento anni dal suo debutto parigino. 

Lo spettacolo è un nuovo allestimento in coproduzione tra SNG Opera in baletLjubljana e Piccolo Opera Festival con il sostegno di GO! 2025 e della Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Rossini Opera Festival e con il contributo del Gruppo Danieli  assolutamente “senza confini” anche il team creativo dell’opera, con il regista croato Marin Blažević, affiancato dalla costumista Sandra Dekanić, il direttore d’orchestra sloveno MarkoHribernik, lo scenografo, light e video designer austriaco di fama mondiale Wolfgang von Zoubek, il maestro di coro italiano Elia Macrì. 

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RIGOLETTO, GIUSEPPE VERDI - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 16 MAGGIO 2025

La recente produzione di Rigoletto andata in scena al Teatro Verdi di Trieste sarà ricordata a lungo dal pubblico, ed è stata indubbiamente una serata trionfale. Quest'opera, la cui complessa genesi – inizialmente pensata come La maledizione di Saint-Vallier e poi ostacolata dalla censura per la sua audace rappresentazione di un sovrano dissoluto – continua ancora oggi a interrogare le dinamiche di potere, l'amore filiale e la tragica ineluttabilità del destino. Tuttavia, la regia di stampo tradizionale affidata a Vivien Hewitt, pur distinguendosi per una cura nella gestualità essenziale e nelle controscene, non ha offerto un particolare approfondimento di questi temi, attestandosi su una lettura piuttosto didascalica.

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SESTO CONCERTO DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA – RAVEL E PROKOF’EV, Direttore Marco Angius – Mezzosoprano Anita Rachvelishvili , VERENRDI’ 9 MAGGIO 2025

Il concerto proposto dalla Fondazione Arena di Verona sotto la guida di Marco Angius ha offerto un trittico orchestrale di grande suggestione: due partiture celebri di Maurice Ravel, La Valse e Boléro, seguite dalla cantata Aleksandr Nevskij di Sergej Prokof’ev. Una serata che ha alternato momenti meno riusciti ad altri di grande intensità e impatto sonoro, culminando in una seconda parte di altissimo livello musicale.

La serata si è aperta con La Valse, poema coreografico concepito da Ravel nel 1911 come omaggio al grande valzer viennese e completato nel 1920. Sebbene spesso interpretata come una metafora della disgregazione dell’Europa dopo la guerra, l’opera non nacque con intenti allegorici: Ravel la definì piuttosto un tributo alla memoria del valzer, dominato da una forza inesorabile e vorticosa.

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Teatro Comunale Pavarotti Freni di Modena: l’ALTRO SUONO FESTIVAL: RHYS CHATHAM prima assoluta

COMUNICATO STAMPA

Modena,  maggio 2025 

L’ALTRO SUONO FESTIVAL: RHYS CHATHAM prima assoluta

Si ascolterà domenica 4 maggio 2025 alle 20.30 al Teatro Comunale Pavarotti Freni A Secret Rose for 35, concerto in prima assoluta di uno dei protagonisti dell’avanguardia americana, il compositore e strumentista Rhys Chatham. Il musicista si esibirà alla guida di un gruppo formato da Myriam Stamoυlis al basso elettrico, Jonathan Kane alla batteria e da 33 chitarre elettriche suonate da studenti provenienti dai Conservatori di Bologna, Cesena, Ferrara, a dal Liceo Musicale Lucio Dalla di Bologna.

Compositore, chitarrista, trombettista e flautista statunitense, Rhys Chatham è stato uno dei protagonisti dell’avanguardia musicale newyorkese degli anni Settanta, sviluppando uno stile e un linguaggio musicale influenzato dal punk rock e dal minimalismo americano. Espressioni tipiche dell’unione dei due universi musicali sono i suoi brani per chitarra elettrica: a partire da Guitar Trio, brano ideato negli anni ’70 e sviluppato nel corso di tutta la sua carriera, e culminando con A Crimson Grail, del 2009, Chatham ha lavorato per oltre trent’anni utilizzando ensemble di chitarre elettriche con accordature speciali, unendo composizioni modulari, improvvisazione e combinando influenze che vanno da La Monte Young e Terry Riley ai Ramones. A Modena, per i 35 anni di AngelicA Festival e per il Festival Altro Suono, il musicista presenta, in un progetto in prima assoluta, una nuova versione di A Secret Rose, concepito nel 2013. Chatham vanta oltre venti album e cofanetti per etichette come Moers, Homestead, Table of the Elements, Nonesuch, Northern Spy, Sub Rosa, e tra i musicisti con cui ha suonato e inciso si ricordano Phill Niblock, Arthur Russell, Philip Corner, David Behrman, David Toop, Charlemagne Palestine, Ghédalia Tazartès, Oneida, David Fenech, Nico Guerrero, Chloé e Z’ev.

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Fondazione Haydn Bolzano: Musica d’arte für alle - Stagione sinfonica e d’opera 2025/26

A partire dal 30 settembre 2025 avrà inizio la nuova Stagione della Fondazione Haydn con un ricco cartellone di appuntamenti sinfonici e d’opera. Tra le novità, l’aumento dell’offerta musicale e un modello di opera itinerante tra i castelli della regione.

Accanto al Direttore musicale Ottavio Dantone, al Direttore principale Alessandro Bonato e al regista in residenza Fabio Cherstich, la Stagione accoglierà alcuni grandi direttori, giovani bacchette internazionali e acclamati solisti della nuova generazione.

Campagna abbonamenti dal 13 maggio, biglietti singoli in vendita dal 9 settembre 2025.

 

La Fondazione Haydn annuncia la nuova Stagione musicale, con un unico cartellone di 23 appuntamenti tra concerti sinfonici e opera. Una programmazione ancora più ricca all’insegna del grande repertorio, alcune rarità e nuove composizioni, capace di riunire alcuni tra i più importanti direttori e solisti, nonché acclamati artisti della nuova generazione, il cui talento continua a entusiasmare pubblico e critica di tutto il mondo.

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G. DONIZETTI, LUCIA DI LAMMERMOOR - TEATRO VERDI DI TRIESTE, GIOVEDI' 17 APRILE 2025

L'allestimento di Lucia di Lammermoor al Teatro Verdi di Trieste segna il gradito ritorno sulle scene giuliane, dopo sette anni di assenza, di una delle eroine più emblematiche del melodramma romantico, un personaggio la cui fragilità e il cui tragico destino continuano a commuovere il pubblico. Lucia Ashton, intrappolata in una rete di obblighi familiari e manipolazioni, è una figura che incarna la vulnerabilità femminile in un contesto sociale rigido e patriarcale. La sua storia, originariamente narrata con tinte fosche e passioni intense nel romanzo The Bride of Lammermoor di Sir Walter Scott, trovò in Donizetti un compositore fulmineo: si narra che scrisse l'intera partitura in sole cinque settimane, un'impresa quasi incredibile che testimonia la sua vena creativa inarrestabile. L'opera, con il libretto di Salvatore Cammarano, divenne subito un successo, grazie a una partitura che esalta il belcanto e le sfumature psicologiche dei personaggi, in particolare nella celeberrima scena della pazzia, aggiunta in un secondo momento su insistenza del soprano. Il dramma di Scott, ambientato nelle brumose Highlands scozzesi, con i suoi castelli ancestrali e le faide familiari, fornisce la cornice ideale per un racconto di amore contrastato, inganni e folle disperazione, elementi che Donizetti seppe tradurre in musica di straordinaria intensità drammatica e lirica, rendendo Lucia uno dei pilastri del repertorio operistico romantico.

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LA DAMA DI PICCHE (ПИКОВАЯ ДАМА, PIKOVAYA DAMA), P. I. ČAJKOVSKIJ - TEATRO REGIO DI TORINO, VENERDI’ 11 APRILE 2025

Arriva dalla Germania e precisamente dalla Deutsche Oper di Berlino l’allestimento de La Dama di picche di Čajkovskij in scena in questi giorni al Teatro Regio di Torino, che dobbiamo dire è stato premiato da una bella accoglienza di pubblico, anche giovane, che ha accolto un’opera non certo di facile fruizione con entusiasmo e partecipazione.

L’opera in tre atti fu composta da Pëtr Il'ič Čajkovskij nel 1890, su libretto di suo fratello Modest, ispirato all'omonimo racconto di Aleksandr Puškin e trasformata in un intenso dramma romantico e psicologico, accompagnato da una musica travolgente ed ispirata. L’opera tratta come spesso accade un tema che potrebbe ricorrere anche ai nostri giorni, periodo di grandi affanni finanziari e difficoltà ad arrivare a fine mese per tantissimi meno fortunati. Il protagonista German è un ufficiale povero che vuole scoprire il segreto di tre carte vincenti, custodito dalla misteriosa Contessa, soprannominata  appunto la "dama di picche". La sua sete di fortuna lo conduce alla rovina e alla follia, culminando in un finale cupo e drammatico.

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QUARTO CONCERTO DELLA STAGIONE SINFONICA AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA – VENERDI’ 04 APRILE 2025

Quarto appuntamento ufficiale con la stagione sinfonica della Fondazione Arena, che chiama all’appello due artisti debuttanti sul palcoscenico del Filarmonico per un concerto dal sapore classico ed eterno di compositori come  Chopin e Beethoven, interpretati dal giovanissimo pianista russo Arsenii Moon e dal Maestro Giuseppe Mengoli alla testa dell’Orchestra della Fondazione Arena.

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ANNA BOLENA, GAETANO DONIZETTI – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 28 MARZO 2025

Il Teatro La Fenice di Venezia raccoglie la sfida di rappresentare il lunghissimo capolavoro di Gaetano Donizetti, Anna Bolena, salutando il nuovo sovraintendente Nicola Colabianchi  con quest’opera cha mancava in cartellone dal lontano 1857. Considerata uno dei capolavori del belcanto è particolarmente nota per la sua intensità drammatica e le difficoltà vocali dei suoi ruoli principali, soprattutto quello della protagonista, che deve poter sollevare la sua anima vocale fino a vette tali da far palpitare i cuori di chi ascolta. Ci vuole un cast assolutamente perfetto per metterla in scena e dalle rilevanti abilità recitative. L'opera racconta infatti gli ultimi giorni di vita della regina Anna Bolena, portandoci ai fasti del regno di Enrico VIII d’Inghilterra e delle sue sei mogli, di cui la protagonista è il secondo capitolo; una donna che dalle stelle di una vita accanto all’uomo più potente dell’epoca viene precipitata nell’abisso della colpevolezza e della condanna, inevitabilmente condotta a morte con l'accusa di tradimento e adulterio. Una donna dunque tormentata, dai sentimenti contrastanti che la vedono ancora legata al sovrano tra i fantasmi del suo vecchio amore Percy, tornato a tentarla e tormentarla, portandola verso una congiura ed una fine immeritata. Per questa operazione è stato scelto il veterano Pier Luigi Pizzi, che pensa di creare una ambientazione assolutamente asettica, in chiaroscuro, ove i personaggi sono lasciati ai loro sentimenti ad all’istinto interpretativo, proponendo elementi essenziali alla narrazione e senza stravolgerla, ed in cui quasi dal profondo buio emergono di volta in volta gli interpreti, a significare l’oscurità che sovrasta i loro destini. Potremmo essere anche in una stazione ferroviaria o in una fabbrica, con la schematicissima struttura che fa da sfondo all’azione, che come spesso accade si adatta facilmente a qualsiasi situazione in scena semplicemente aggiungendo dettagli. Molto dell’effetto visivo è dovuto alle luci di Oscar Frosio. Richiamano l’epoca i costumi prevalentemente neri e rossi, salvo i colori chiari della regina, anch’essa poi di scuro vestita dopo l’arresto, perché la luce si spegne dentro di lei e nella sua vita.

Nel ruolo del titolo Lidia Fridman è una imponente Anna che da’ vita ad un personaggio forte e volitivo; la voce che la caratterizza è drammaticamente scura, capace di raggiungere comunque le vette dell’impervio ruolo cui è immersa totalmente corpo ed anima; non sempre si odono pianissimi filati o sfumature particolarmente evidenti, ma la particolarità del suo tono e la passione con cui mette in scena il ruolo la rendono a tutti gli effetti una interprete vincente.

Enea Scala ha interpretato un Percy via via sempre più convincente nel corso della serata, aggiungendo alla voce dal suono dolce e setoso una passionalità ed una spinta emotiva notevole.

Alex Esposito è un Enrico dinamico, intrigante, un animale da palcoscenico che cattura l’attenzione sovra ogni misura; le sue doti attoriali sono da sempre impressionanti, spinte da una voce imponente che esalta ogni sua interpretazione. Carmela Remigio è la perfetta controparte di Anna: la sua Seymour è dilaniata da rimorso e passione per un amore troppo complicato ma desiderato ardentemente: l’interprete è generosa, da’ tutto vocalmente e fisicamente guadagnando larghi consensi.

Splendida Manuela Custer con il suo Smeton: delicato, struggente e disperato il suo personaggio espresso con abilità e padronanza vocale: c’è tutto nella sua voce: grazia, espressività, passione.  Chiudono il cast William Corrò e Luigi Morassi con i personaggi di Lord Rochefort e Sir Hervey.

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DER FLIEGENDE HOLLÄNDER, RICHARD WAGNER - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 21 MARZO 2025

L'attesa per questa nuova produzione al Teatro Verdi di Trieste era palpabile, alimentata dalla lunga tradizione wagneriana della città – anche se ormai sempre meno de facto - vista la scarsità di titoli presenti nei cartelloni delle ultime stagioni. Un interesse era accresciuto anche dal ritorno di Henning Brockhaus dopo i buoni successi di Traviata, Macbeth e Il Castello di Barbablù nel teatro giuliano. Tuttavia in questa occasione il risultato non ha pienamente soddisfatto le aspettative del pubblico, che ha accolto lo spettacolo con sonore contestazioni.

Mistero, maledizione e redenzione: Der Fliegende Holländer di Richard Wagner è un'opera intrisa di mito e simbolismo. Composta nel 1841 e rappresentata per la prima volta a Dresda nel 1843, segna l'inizio della maturità artistica del compositore tedesco. La storia si ispira alla leggenda del capitano maledetto, condannato a vagare in eterno sui mari, con la speranza di essere salvato dall'amore di una donna fedele. In questa messa in scena il regista ha spostato però l'attenzione dal tormento dell'Olandese alla figura di Senta, una scelta che ha diluito la tensione drammatica dell'opera e indebolito i temi cardine della narrazione e dell’intera filosofia wagneriana, cioè redenzione e sacrificio. Inoltre, l'idea che l'intera vicenda fosse un sogno della protagonista – come suggerito dalle note di regia – non è risultata immediatamente chiara, rendendo la lettura scenica confusa e appunto poco incisiva.

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R. STRAUSS - ELEKTRA - TEATRO FILARMONICO DI VERONA - 21 MARZO 2025

La nuova produzione della Fondazione Arena di Verona di Elektra di Richard Strauss al Teatro Filarmonico di Verona segna un evento di grande rilevanza, presentando la prima esecuzione in Italia della riduzione orchestrale realizzata da Richard Dünser. Questo adattamento, pur mantenendo la struttura e l'intensità drammatica della partitura originale, riduce le dimensioni dell'organico orchestrale, con l'obiettivo di rendere l'opera eseguibile anche in teatri con risorse più contenute senza comprometterne la tensione espressiva e la ricchezza timbrica.

Devo ammettere che il risultato non mi ha convinto del tutto. Comprendo le motivazioni dietro questo adattamento, ma il prezzo da pagare è una perdita evidente di potenza espressiva e di profondità timbrica. Dünser cerca di preservare la ricchezza sonora dell'originale trasferendola su un'orchestra sinfonica di dimensioni standard, ma il risultato è inevitabilmente una Elektra meno imponente e meno schiacciante nel suo impatto emotivo.

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