Il Messiah di Georg Friedrich Händel, eseguito ieri sera al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, ha rappresentato molto più di un semplice concerto: è stato un viaggio emozionale, un’esperienza immersiva capace di unire la potenza della grande musica barocca a tecnologie visive di ultima generazione. Sotto la guida di Harry Bicket, la prestigiosa formazione inglese The English Concert & Choir ha offerto una performance musicale impeccabile, ulteriormente arricchita da suggestivi effetti di videomapping curati da Teatro Carillon.
Il progetto, ideato dal direttore artistico Paolo Cascio, ha voluto recuperare la funzione narrativa dell’oratorio, arricchendolo con una dimensione visiva che ne amplifica il potenziale comunicativo. Cascio ha spiegato che l’intento che sta alla base di questa iniziativa è di iniziare un progetto articolato in più stagioni dedicato al recupero di alcuni oratori di Georg Friedrich Handel che per loro stessa natura hanno un contenuto profondamente narrativo. La narrazione, per il direttore artistico, è al centro di questo lavoro, pensato come un antidoto al rumore dello storytelling diffuso nella società contemporanea. Grazie alle nuove tecnologie di creazione e trasmissione delle immagini, come appunto il videomapping site-specific, è stato possibile restituire al pubblico una rappresentazione in cui musica e visione si fondono per intensificare il significato profondo della narrazione sacra.
Il Messiah di Georg Friedrich Händel, eseguito ieri sera al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, ha rappresentato molto più di un semplice concerto: è stato un viaggio emozionale, un’esperienza immersiva capace di unire la potenza della grande musica barocca a tecnologie visive di ultima generazione. Sotto la guida di Harry Bicket, la prestigiosa formazione inglese The English Concert & Choir ha offerto una performance musicale impeccabile, ulteriormente arricchita da suggestivi effetti di videomapping curati da Teatro Carillon.
Il progetto, ideato dal direttore artistico Paolo Cascio, ha voluto recuperare la funzione narrativa dell’oratorio, arricchendolo con una dimensione visiva che ne amplifica il potenziale comunicativo. Cascio ha spiegato che l’intento che sta alla base di questa iniziativa è di iniziare un progetto articolato in più stagioni dedicato al recupero di alcuni oratori di Georg Friedrich Handel che per loro stessa natura hanno un contenuto profondamente narrativo. La narrazione, per il direttore artistico, è al centro di questo lavoro, pensato come un antidoto al rumore dello storytelling diffuso nella società contemporanea. Grazie alle nuove tecnologie di creazione e trasmissione delle immagini, come appunto il videomapping site-specific, è stato possibile restituire al pubblico una rappresentazione in cui musica e visione si fondono per intensificare il significato profondo della narrazione sacra.
Le immagini in movimento create dal torinese Teatro Carillon sono state concepite per intensificare il contenuto spirituale dell’oratorio. Durante l’esecuzione, il pubblico è stato accompagnato attraverso un percorso visivo che si è sviluppato in sintonia con le tre sezioni principali del Messiah. Nella prima parte, il teatro si è trasformato in un Eden primordiale, un ambiente paradisiaco che ha preparato il pubblico alla narrazione della nascita di Cristo. Successivamente, una grande stella cometa ha attraversato il teatro in un crescendo emotivo e visivo che ha sottolineato la gioia e la meraviglia dell’evento. Nella seconda parte, dedicata alla Passione e morte di Cristo, le immagini si sono tinte di bianco e nero, evocando un’atmosfera di dolore e riflessione. Infine, nella terza parte, le proiezioni su pareti e soffitto hanno ripreso i grandi maestri della pittura cristiana, da Piero della Francesca a Rubens, rappresentando il Cristo Risorto come simbolo di speranza e redenzione universale.
Musicalmente, la serata ha visto il debutto sul palco del Teatro Nuovo della formazione The English Concert & Choir, specializzata nell’esecuzione del repertorio barocco e rinomata a livello internazionale per la qualità delle sue interpretazioni. La direzione di Harry Bicket, esperto del repertorio händeliano e impegnato col progetto Händel for all, ha garantito un’interpretazione ricca di precisione stilistica e dinamica, storicamente informata ma priva di eccessi, capace di valorizzare sia le parti corali che strumentali e di ricreare vellutati pianissimi. Altrettanto stilisticamente inappuntabili ed emotivamente molto partecipati i contributi dei solisti Chiara Skerath (soprano musicalissimo, preciso e parecchio ammiccante), Jess Dandy (contralto dal bel velluto ma poca polpa), James Way (tipico tenore all'inglese per timbro e compostezza) e Morgan Pearse (più baritono che basso - giunto in sostituzione del previsto Neal Davis – dal bel piglio ma dizione un po' impastata). Ottimi i passaggio solistici delle trombe di Simon Munday e Matthew Wells.
La serata si è conclusa con un buon successo di pubblico, che ha apprezzato l’originalità del progetto e l’elevata qualità dell’esecuzione musicale. Nonostante l’entusiasmo, non sono stati concessi bis, a conferma del carattere meditativo e conclusivo del Messiah, lasciando il pubblico immerso nella sua intensa suggestione spirituale.
Andrea Bomben
La recensione si riferisce al concerto di domenica 15 dicembre 2024
LOCANDINA
THE ENGLISH CONCERT & CHOIR
Chiara Skerath soprano
Jess Dandy mezzosoprano
James Way tenore
Morgan Pearse basso
HARRY BICKET direttore
George Frideric Handel, Messiah Oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra HWV 56
Teatro Carillon videomapping site specific
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