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CON LA STAZIONE TRANSALPINA TRASFORMATA NEL VIVACE “ALBERGO DEL GIGLIO D’ORO” E LA PIAZZA IN UN LUSSUREGGIANTE GIARDINO, “IL VIAGGIO A REIMS” DI ROSSINI È PRONTO A INCANTARE LA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA DI GO!2025

Il 19 e il 21 giugno alle 21.00 l’opera scritta dal compositore italiano per l’incoronazione di Carlo X di Borbone a re di Francia, sepolto a poca distanza nel Monastero della Castagnevizza, sarà presentata con un originale allestimento “site specific” nella piazza-simbolo del progetto della capitale “senza confini” di Nova Gorica e Gorizia, esattamente a duecento anni dal suo debutto parigino. 

Lo spettacolo è un nuovo allestimento in coproduzione tra SNG Opera in baletLjubljana e Piccolo Opera Festival con il sostegno di GO! 2025 e della Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Rossini Opera Festival e con il contributo del Gruppo Danieli  assolutamente “senza confini” anche il team creativo dell’opera, con il regista croato Marin Blažević, affiancato dalla costumista Sandra Dekanić, il direttore d’orchestra sloveno MarkoHribernik, lo scenografo, light e video designer austriaco di fama mondiale Wolfgang von Zoubek, il maestro di coro italiano Elia Macrì. 

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RIGOLETTO, GIUSEPPE VERDI - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 16 MAGGIO 2025

La recente produzione di Rigoletto andata in scena al Teatro Verdi di Trieste sarà ricordata a lungo dal pubblico, ed è stata indubbiamente una serata trionfale. Quest'opera, la cui complessa genesi – inizialmente pensata come La maledizione di Saint-Vallier e poi ostacolata dalla censura per la sua audace rappresentazione di un sovrano dissoluto – continua ancora oggi a interrogare le dinamiche di potere, l'amore filiale e la tragica ineluttabilità del destino. Tuttavia, la regia di stampo tradizionale affidata a Vivien Hewitt, pur distinguendosi per una cura nella gestualità essenziale e nelle controscene, non ha offerto un particolare approfondimento di questi temi, attestandosi su una lettura piuttosto didascalica.

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SESTO CONCERTO DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA – RAVEL E PROKOF’EV, Direttore Marco Angius – Mezzosoprano Anita Rachvelishvili , VERENRDI’ 9 MAGGIO 2025

Il concerto proposto dalla Fondazione Arena di Verona sotto la guida di Marco Angius ha offerto un trittico orchestrale di grande suggestione: due partiture celebri di Maurice Ravel, La Valse e Boléro, seguite dalla cantata Aleksandr Nevskij di Sergej Prokof’ev. Una serata che ha alternato momenti meno riusciti ad altri di grande intensità e impatto sonoro, culminando in una seconda parte di altissimo livello musicale.

La serata si è aperta con La Valse, poema coreografico concepito da Ravel nel 1911 come omaggio al grande valzer viennese e completato nel 1920. Sebbene spesso interpretata come una metafora della disgregazione dell’Europa dopo la guerra, l’opera non nacque con intenti allegorici: Ravel la definì piuttosto un tributo alla memoria del valzer, dominato da una forza inesorabile e vorticosa.

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Teatro Comunale Pavarotti Freni di Modena: l’ALTRO SUONO FESTIVAL: RHYS CHATHAM prima assoluta

COMUNICATO STAMPA

Modena,  maggio 2025 

L’ALTRO SUONO FESTIVAL: RHYS CHATHAM prima assoluta

Si ascolterà domenica 4 maggio 2025 alle 20.30 al Teatro Comunale Pavarotti Freni A Secret Rose for 35, concerto in prima assoluta di uno dei protagonisti dell’avanguardia americana, il compositore e strumentista Rhys Chatham. Il musicista si esibirà alla guida di un gruppo formato da Myriam Stamoυlis al basso elettrico, Jonathan Kane alla batteria e da 33 chitarre elettriche suonate da studenti provenienti dai Conservatori di Bologna, Cesena, Ferrara, a dal Liceo Musicale Lucio Dalla di Bologna.

Compositore, chitarrista, trombettista e flautista statunitense, Rhys Chatham è stato uno dei protagonisti dell’avanguardia musicale newyorkese degli anni Settanta, sviluppando uno stile e un linguaggio musicale influenzato dal punk rock e dal minimalismo americano. Espressioni tipiche dell’unione dei due universi musicali sono i suoi brani per chitarra elettrica: a partire da Guitar Trio, brano ideato negli anni ’70 e sviluppato nel corso di tutta la sua carriera, e culminando con A Crimson Grail, del 2009, Chatham ha lavorato per oltre trent’anni utilizzando ensemble di chitarre elettriche con accordature speciali, unendo composizioni modulari, improvvisazione e combinando influenze che vanno da La Monte Young e Terry Riley ai Ramones. A Modena, per i 35 anni di AngelicA Festival e per il Festival Altro Suono, il musicista presenta, in un progetto in prima assoluta, una nuova versione di A Secret Rose, concepito nel 2013. Chatham vanta oltre venti album e cofanetti per etichette come Moers, Homestead, Table of the Elements, Nonesuch, Northern Spy, Sub Rosa, e tra i musicisti con cui ha suonato e inciso si ricordano Phill Niblock, Arthur Russell, Philip Corner, David Behrman, David Toop, Charlemagne Palestine, Ghédalia Tazartès, Oneida, David Fenech, Nico Guerrero, Chloé e Z’ev.

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Fondazione Haydn Bolzano: Musica d’arte für alle - Stagione sinfonica e d’opera 2025/26

A partire dal 30 settembre 2025 avrà inizio la nuova Stagione della Fondazione Haydn con un ricco cartellone di appuntamenti sinfonici e d’opera. Tra le novità, l’aumento dell’offerta musicale e un modello di opera itinerante tra i castelli della regione.

Accanto al Direttore musicale Ottavio Dantone, al Direttore principale Alessandro Bonato e al regista in residenza Fabio Cherstich, la Stagione accoglierà alcuni grandi direttori, giovani bacchette internazionali e acclamati solisti della nuova generazione.

Campagna abbonamenti dal 13 maggio, biglietti singoli in vendita dal 9 settembre 2025.

 

La Fondazione Haydn annuncia la nuova Stagione musicale, con un unico cartellone di 23 appuntamenti tra concerti sinfonici e opera. Una programmazione ancora più ricca all’insegna del grande repertorio, alcune rarità e nuove composizioni, capace di riunire alcuni tra i più importanti direttori e solisti, nonché acclamati artisti della nuova generazione, il cui talento continua a entusiasmare pubblico e critica di tutto il mondo.

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G. DONIZETTI, LUCIA DI LAMMERMOOR - TEATRO VERDI DI TRIESTE, GIOVEDI' 17 APRILE 2025

L'allestimento di Lucia di Lammermoor al Teatro Verdi di Trieste segna il gradito ritorno sulle scene giuliane, dopo sette anni di assenza, di una delle eroine più emblematiche del melodramma romantico, un personaggio la cui fragilità e il cui tragico destino continuano a commuovere il pubblico. Lucia Ashton, intrappolata in una rete di obblighi familiari e manipolazioni, è una figura che incarna la vulnerabilità femminile in un contesto sociale rigido e patriarcale. La sua storia, originariamente narrata con tinte fosche e passioni intense nel romanzo The Bride of Lammermoor di Sir Walter Scott, trovò in Donizetti un compositore fulmineo: si narra che scrisse l'intera partitura in sole cinque settimane, un'impresa quasi incredibile che testimonia la sua vena creativa inarrestabile. L'opera, con il libretto di Salvatore Cammarano, divenne subito un successo, grazie a una partitura che esalta il belcanto e le sfumature psicologiche dei personaggi, in particolare nella celeberrima scena della pazzia, aggiunta in un secondo momento su insistenza del soprano. Il dramma di Scott, ambientato nelle brumose Highlands scozzesi, con i suoi castelli ancestrali e le faide familiari, fornisce la cornice ideale per un racconto di amore contrastato, inganni e folle disperazione, elementi che Donizetti seppe tradurre in musica di straordinaria intensità drammatica e lirica, rendendo Lucia uno dei pilastri del repertorio operistico romantico.

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LA DAMA DI PICCHE (ПИКОВАЯ ДАМА, PIKOVAYA DAMA), P. I. ČAJKOVSKIJ - TEATRO REGIO DI TORINO, VENERDI’ 11 APRILE 2025

Arriva dalla Germania e precisamente dalla Deutsche Oper di Berlino l’allestimento de La Dama di picche di Čajkovskij in scena in questi giorni al Teatro Regio di Torino, che dobbiamo dire è stato premiato da una bella accoglienza di pubblico, anche giovane, che ha accolto un’opera non certo di facile fruizione con entusiasmo e partecipazione.

L’opera in tre atti fu composta da Pëtr Il'ič Čajkovskij nel 1890, su libretto di suo fratello Modest, ispirato all'omonimo racconto di Aleksandr Puškin e trasformata in un intenso dramma romantico e psicologico, accompagnato da una musica travolgente ed ispirata. L’opera tratta come spesso accade un tema che potrebbe ricorrere anche ai nostri giorni, periodo di grandi affanni finanziari e difficoltà ad arrivare a fine mese per tantissimi meno fortunati. Il protagonista German è un ufficiale povero che vuole scoprire il segreto di tre carte vincenti, custodito dalla misteriosa Contessa, soprannominata  appunto la "dama di picche". La sua sete di fortuna lo conduce alla rovina e alla follia, culminando in un finale cupo e drammatico.

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QUARTO CONCERTO DELLA STAGIONE SINFONICA AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA – VENERDI’ 04 APRILE 2025

Quarto appuntamento ufficiale con la stagione sinfonica della Fondazione Arena, che chiama all’appello due artisti debuttanti sul palcoscenico del Filarmonico per un concerto dal sapore classico ed eterno di compositori come  Chopin e Beethoven, interpretati dal giovanissimo pianista russo Arsenii Moon e dal Maestro Giuseppe Mengoli alla testa dell’Orchestra della Fondazione Arena.

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ANNA BOLENA, GAETANO DONIZETTI – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 28 MARZO 2025

Il Teatro La Fenice di Venezia raccoglie la sfida di rappresentare il lunghissimo capolavoro di Gaetano Donizetti, Anna Bolena, salutando il nuovo sovraintendente Nicola Colabianchi  con quest’opera cha mancava in cartellone dal lontano 1857. Considerata uno dei capolavori del belcanto è particolarmente nota per la sua intensità drammatica e le difficoltà vocali dei suoi ruoli principali, soprattutto quello della protagonista, che deve poter sollevare la sua anima vocale fino a vette tali da far palpitare i cuori di chi ascolta. Ci vuole un cast assolutamente perfetto per metterla in scena e dalle rilevanti abilità recitative. L'opera racconta infatti gli ultimi giorni di vita della regina Anna Bolena, portandoci ai fasti del regno di Enrico VIII d’Inghilterra e delle sue sei mogli, di cui la protagonista è il secondo capitolo; una donna che dalle stelle di una vita accanto all’uomo più potente dell’epoca viene precipitata nell’abisso della colpevolezza e della condanna, inevitabilmente condotta a morte con l'accusa di tradimento e adulterio. Una donna dunque tormentata, dai sentimenti contrastanti che la vedono ancora legata al sovrano tra i fantasmi del suo vecchio amore Percy, tornato a tentarla e tormentarla, portandola verso una congiura ed una fine immeritata. Per questa operazione è stato scelto il veterano Pier Luigi Pizzi, che pensa di creare una ambientazione assolutamente asettica, in chiaroscuro, ove i personaggi sono lasciati ai loro sentimenti ad all’istinto interpretativo, proponendo elementi essenziali alla narrazione e senza stravolgerla, ed in cui quasi dal profondo buio emergono di volta in volta gli interpreti, a significare l’oscurità che sovrasta i loro destini. Potremmo essere anche in una stazione ferroviaria o in una fabbrica, con la schematicissima struttura che fa da sfondo all’azione, che come spesso accade si adatta facilmente a qualsiasi situazione in scena semplicemente aggiungendo dettagli. Molto dell’effetto visivo è dovuto alle luci di Oscar Frosio. Richiamano l’epoca i costumi prevalentemente neri e rossi, salvo i colori chiari della regina, anch’essa poi di scuro vestita dopo l’arresto, perché la luce si spegne dentro di lei e nella sua vita.

Nel ruolo del titolo Lidia Fridman è una imponente Anna che da’ vita ad un personaggio forte e volitivo; la voce che la caratterizza è drammaticamente scura, capace di raggiungere comunque le vette dell’impervio ruolo cui è immersa totalmente corpo ed anima; non sempre si odono pianissimi filati o sfumature particolarmente evidenti, ma la particolarità del suo tono e la passione con cui mette in scena il ruolo la rendono a tutti gli effetti una interprete vincente.

Enea Scala ha interpretato un Percy via via sempre più convincente nel corso della serata, aggiungendo alla voce dal suono dolce e setoso una passionalità ed una spinta emotiva notevole.

Alex Esposito è un Enrico dinamico, intrigante, un animale da palcoscenico che cattura l’attenzione sovra ogni misura; le sue doti attoriali sono da sempre impressionanti, spinte da una voce imponente che esalta ogni sua interpretazione. Carmela Remigio è la perfetta controparte di Anna: la sua Seymour è dilaniata da rimorso e passione per un amore troppo complicato ma desiderato ardentemente: l’interprete è generosa, da’ tutto vocalmente e fisicamente guadagnando larghi consensi.

Splendida Manuela Custer con il suo Smeton: delicato, struggente e disperato il suo personaggio espresso con abilità e padronanza vocale: c’è tutto nella sua voce: grazia, espressività, passione.  Chiudono il cast William Corrò e Luigi Morassi con i personaggi di Lord Rochefort e Sir Hervey.

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DER FLIEGENDE HOLLÄNDER, RICHARD WAGNER - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 21 MARZO 2025

L'attesa per questa nuova produzione al Teatro Verdi di Trieste era palpabile, alimentata dalla lunga tradizione wagneriana della città – anche se ormai sempre meno de facto - vista la scarsità di titoli presenti nei cartelloni delle ultime stagioni. Un interesse era accresciuto anche dal ritorno di Henning Brockhaus dopo i buoni successi di Traviata, Macbeth e Il Castello di Barbablù nel teatro giuliano. Tuttavia in questa occasione il risultato non ha pienamente soddisfatto le aspettative del pubblico, che ha accolto lo spettacolo con sonore contestazioni.

Mistero, maledizione e redenzione: Der Fliegende Holländer di Richard Wagner è un'opera intrisa di mito e simbolismo. Composta nel 1841 e rappresentata per la prima volta a Dresda nel 1843, segna l'inizio della maturità artistica del compositore tedesco. La storia si ispira alla leggenda del capitano maledetto, condannato a vagare in eterno sui mari, con la speranza di essere salvato dall'amore di una donna fedele. In questa messa in scena il regista ha spostato però l'attenzione dal tormento dell'Olandese alla figura di Senta, una scelta che ha diluito la tensione drammatica dell'opera e indebolito i temi cardine della narrazione e dell’intera filosofia wagneriana, cioè redenzione e sacrificio. Inoltre, l'idea che l'intera vicenda fosse un sogno della protagonista – come suggerito dalle note di regia – non è risultata immediatamente chiara, rendendo la lettura scenica confusa e appunto poco incisiva.

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R. STRAUSS - ELEKTRA - TEATRO FILARMONICO DI VERONA - 21 MARZO 2025

La nuova produzione della Fondazione Arena di Verona di Elektra di Richard Strauss al Teatro Filarmonico di Verona segna un evento di grande rilevanza, presentando la prima esecuzione in Italia della riduzione orchestrale realizzata da Richard Dünser. Questo adattamento, pur mantenendo la struttura e l'intensità drammatica della partitura originale, riduce le dimensioni dell'organico orchestrale, con l'obiettivo di rendere l'opera eseguibile anche in teatri con risorse più contenute senza comprometterne la tensione espressiva e la ricchezza timbrica.

Devo ammettere che il risultato non mi ha convinto del tutto. Comprendo le motivazioni dietro questo adattamento, ma il prezzo da pagare è una perdita evidente di potenza espressiva e di profondità timbrica. Dünser cerca di preservare la ricchezza sonora dell'originale trasferendola su un'orchestra sinfonica di dimensioni standard, ma il risultato è inevitabilmente una Elektra meno imponente e meno schiacciante nel suo impatto emotivo.

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A. CATALANI - LA WALLY - TEATRO FILARMONICO DI VERONA- VENERDI’ 21 FEBBRAIO 2025

Dimenticato in parte a causa dell’ingombrante fama del suo concittadino Puccini e stroncato dalla tubercolosi prima ancora di compiere quarant’anni, Alfredo Catalani è forse il compositore della “giovane scuola” che ha ricevuto meno attenzione dalla Storia. Oggi, in un’epoca in cui quel repertorio viene messo da parte per ragioni tanto estetiche quanto ideologiche – un vero vulnus per la nostra cultura musicale – assistere a *La Wally* ha il sapore della riscoperta: come rientrare in possesso di un frammento della propria tradizione, ormai percepito quasi come un reperto distante. Privata delle sue interpreti più carismatiche – pensiamo a voci come quelle della Olivero o della Tebaldi, capaci di imporsi con un’interpretazione viscerale – quest’opera oggi si ascolta con una prospettiva diversa. Più che la teatralità, marcata da un’estetica tipicamente fin de siècle, o la scrittura melodica, intensa ma frammentaria, ad emergere è soprattutto il valore della partitura orchestrale. La musica di Catalani non indulge mai in effetti facili né si lascia sopraffare da una retorica eccessiva, a differenza di quanto talvolta accade nei lavori di Mascagni – l’altro toscano della sua generazione, inserito nel triangolo con Puccini – o nelle pagine meno ispirate di Giordano. Più vicino a Wagner per l’idea di un tessuto musicale continuo, senza però rinunciare a strutture chiuse e riconoscibili, Catalani è verista più per il periodo in cui operò che per una reale affinità con il movimento. Più che rivalutato, andrebbe inquadrato nella sua giusta dimensione.

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G. DONIZETTI, LUCIA DI LAMMERMOOR – COMUNALE NOUVEAU DI BOLOGNA, SABATO 22 FEBBRAIO 2025

Sulle scene del Comunale Nouveau di Bologna approda una coproduzione con il Donizetti Opera di Bergamo della Lucia di Lammermoor, firmata dalla regia visionaria di Jacopo Spirei e ripresa da Alessandro Pasini. Come spesso accade negli ultimi anni, anche in questo allestimento si è puntato a creare un forte impatto emotivo, permettendo al pubblico di identificarsi nei temi trattati. Questi vengono resi ancora più attuali grazie alla scenografia contemporanea e stilizzata di Mauro Tinti e ai costumi moderni di Agnese Rabatti. L’allestimento richiama, seppur vagamente, il celebre dipinto Nastagio degli Onesti, primo episodio di Botticelli, evocato dalla presenza di tronchi d’albero e, soprattutto, dall’immagine della fanciulla in fuga, inseguita da figure maschili. Questo elemento visivo incarna il fulcro della visione registica: la donna come vittima di una società maschilista, in cui viene trattata alla stregua di un oggetto da possedere e scambiare. Lucia, simbolo per eccellenza di questa condizione, trova nella follia l’unica via di fuga dal destino di un matrimonio imposto e detestato.

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TRITTICO DI PUCCINI, TEATRO VERDI DI TRIESTE – VENERDI’ 21 FEBBRAIO 2025

Il Trittico di Puccini, messo in scena al Teatro Verdi di Trieste per la stagione lirica 2024-2025, ha offerto una rivisitazione affascinante di questa trilogia che, pur non essendo un adattamento diretto della Divina Commedia, ha saputo evocare in modo potente i temi e le atmosfere dantesche. Questo nuovo allestimento, in coproduzione tra la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste e la Fondazione Teatro Comunale di Bologna, è stato diretto dal Maestro Francesco Ivan Ciampa, che ha offerto una delle migliori letture musicali recenti a cui abbiamo assistito nel teatro giuliano.

La regia di Pier Francesco Maestrini ha creato una scenografia visiva che rimanda direttamente ai mondi immaginari creati dal sommo poeta. Le scene di Nicolás Boni, ispirate alle celebri illustrazioni di Gustave Doré, e i costumi di Stefania Scaraggi hanno arricchito l'atmosfera, mentre le luci di Daniele Naldi hanno creato effetti di grande impatto. Le proiezioni di sfondo hanno avuto un ruolo chiave, amplificando i rimandi e contribuendo a dare un volto simbolico agli spazi della sofferenza, della speranza e della redenzione.

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G. VERDI - RIGOLETTO - TEATRO LA FENICE DI VENEZIA - VENERDI' 07 FEBBRAIO 2025

La riproposizione del Rigoletto di Giuseppe Verdi firmata da Damiano Michieletto, già presentata alla Fenice nel 2021, si conferma come un'elaborazione ambiziosa e profondamente psicologica, incentrata sulla dissociazione mentale del protagonista. Rigoletto, logorato da un insostenibile senso di colpa per la tragica morte della figlia Gilda, unica ragione di vita dopo la scomparsa prematura della moglie, si rifugia in una realtà fittizia, rivivendo ossessivamente gli eventi drammatici che hanno devastato la sua esistenza. 

La struttura narrativa si articola come una complessa rielaborazione psichica, in cui passato e presente si fondono in un'atmosfera onirica. Gli eventi vengono evocati attraverso proiezioni in bianco e nero che ritraggono Gilda bambina, caratterizzata da treccine e da un precoce desiderio di emancipazione dalle restrizioni paterne. Questo anelito trova un epilogo tragico nella seduzione del Duca di Mantova, libertino incallito, la cui attrattiva risulta irresistibile per la giovane. Michieletto introduce una figura mascherata, un doppio scenico di Gilda, che porta con sé un velo nero, chiaro presagio del destino funesto che l'attende. 

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L’ELISIR D’AMORE , GAETANO DONIZETTI -TEATRO REGIO DI TORINO, DOMENICA 1 FEBBRAIO 2025

In coproduzione con il Teatro Regio di Parma, debutta al Teatro Regio di Torino un “Elisir d’Amore” dai tratti inediti nell’ispirata regia di Daniele Menghini, che trasfigura l’opera donizettiana in un’esplorazione astratta sospesa tra sogno e realtà. Una messinscena originale, in cui Nemorino assume i tratti di un moderno Geppetto immerso in un mondo animato da marionette ed entità astratte da lui stesso create, scolpite, intarsiate. Il protagonista non è semplicemente l’ingenuo innamorato che ben conosciamo, ma un artista-creatore che si trova progressivamente coinvolto nel gioco che ha lui stesso messo in moto: l’amatissima Adina è modellata nel legno dando forma alla sua donna ideale, rendendo labile il confine tra il reale e il fantastico. Emblematica è l’enorme mano che incombe sulla scena sulle note di “Una furtiva lagrima”– volente o nolente il ricordo va al debutto scaligero de La Fura del Baus, ben quindici anni fa, con una scelta analoga per il Tannhäuser wagneriano - identificando in definitiva la figura di Nemorino come demiurgo dell’intera storia. Salta immediatamente all’occhio come egli sia l’unica figura umana e autentica in un ventaglio di personaggi farseschi, caricature di se stessi, topoi che prendono vita in un maestoso teatro di figura.

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La Fenice celebra la Giornata della Memoria
con una cerimonia cittadina e un reading musicale dedicato alla storia dell’orchestra femminile di Auschwitz

La Fenice celebra il Giorno della Memoria 2025, in ricordo delle vittime delle persecuzioni e dello sterminio nazista, con un evento di riflessione e musica che si svolgerà domenica 26 gennaio 2025 a partire dalle ore 10.00 nella sala grande del Teatro di Campo San Fantin. Nella prima parte dell’evento si svolgerà una cerimonia cittadina nella quale si succederanno gli interventi istituzionali del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro; di Dario Calimani, presidente della Comunità Ebraica di Venezia; e di Andrea Erri, direttore generale della Fondazione Teatro La Fenice. Seguirà il Concerto per conchiglia e orchestra: un reading musicale dedicato alla storia dell’orchestra femminile di Auschwitz, raccontata attraverso le voci di otto musiciste che ne hanno fatto parte.

L'orchestra femminile di Auschwitz fu costituita per ordine delle SS naziste nel 1943, all'interno del campo di sterminio di Auschwitz II - Birkenau, e divenne una sorta di piccola comunità. Il complesso era composto in gran parte da giovani prigioniere ebree e slave, di varie nazionalità. Nel reading musicale, le tre interpreti Claudia Bianchi al violino, Isabella Condini alla viola e Nausicaa Bono al violoncello eseguiranno alcuni dei brani che facevano parte del repertorio dell’orchestra: il Minuetto dal Trio in si bemolle maggiore op. 47 n. 3 G109 di Luigi Boccherini; Le cygne dal Carneval des animaux R125 di Camille Saint-Saëns; l’Andante dal Trio in sol maggiore n. 2 Hob.IV:2 di Franz Joseph Haydn; la Pizzicato Polka di Johann Strauss figlio; la Danza ungherese in sol minore n. 5 WoO1 di Johannes Brahms; il Trio per archi in si bemolle maggiore n. 1 D471 di Franz Schubert; infine l’Adagio non troppo dal Concerto per violoncello in si bemolle maggiore n. 9 G482 di Luigi Boccherini. Le letture, tratte dal volume Eravamo il suono (ed. Lapis) di Matteo Corradini – vincitore del Premio Andersen 2024 – saranno affidate alla voce dell’autore.

L’evento è realizzato in collaborazione con il Comune di Venezia, con la Presidenza del Consiglio della Città di Venezia e con il comitato Il giorno della Memoria. 27 gennaio. Ingresso su invito.

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RICCARDO MUTI dirige l’Orchestra Luigi Cherubini, dal 18 al 24 luglio, per 4 concerti speciali in 4 luoghi d’eccezione.

RICCARDO MUTI

DIRIGE L’ORCHESTRA LUIGI CHERUBINI PER QUATTRO CONCERTI SPECIALI E IMPERDIBILI IN QUATTRO LUOGHI D’ECCEZIONE

 

 18 LUGLIO  | SONIC PARK  - PALAZZINA DI CACCIA DI STUPINIGI | NICHELINO (TO)

20 LUGLIO | VILLA MANIN | CODROIPO (UD)

22 LUGLIO | PIAZZA NAPOLEONE | LUCCA SUMMER FESTIVAL

24 LUGLIO | ANFITEATRO DEGLI SCAVI POMPEI | POMPEI (NA)  

BIGLIETTI IN VENDITA DA  LUNEDI ‘  27 GENNAIO, ORE 11:00 SU TICKTONE.IT

PER ULTERIORI INFORMAZIONI, VISITA LA PAGINA https://www.dalessandroegalli.com/

Dopo il memorabile concerto “Puccini secondo Muti” sul palco del Lucca Summer Festival la scorsa estate, in occasione delle celebrazioni del centenario dalla morte di Giacomo Puccini, D’Alessandro e Galli è orgogliosa di annunciare altri quattro concerti speciali e imperdibili in alcuni dei luoghi più affascinanti e suggestivi della nostra Penisola, sotto la direzione uno dei più grandi Direttori d’Orchestra del mondo: Riccardo Muti. 

Il tour partirà venerdì 18 luglio dalla Palazzina di Caccia di Stupinigi (To),domenica 20 luglio sarà a Villa Manin a Codroipo (Ud), martedì 22 Luglio arriverà nuovamente al Lucca Summer Festival e si concluderà giovedì 24 Luglio all’Anfiteatro degli Scavi Pompei.

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L’OTELLO di Verdi al Teatro Massimo di Palermo dal 24 gennaio con la regia di Mario Martone, la direzione di Jader Bignamini e un grande cast

Comunicato Stampa, gennaio 2025
 

L’OTELLO di Giuseppe Verdi

in scena al Teatro Massimo di Palermo dal 24 al 30 gennaio

con la regia di Mario Martone, la direzione di Jader Bignamini e un grande cast

Dramma d’amore e morte, tratto dalla tragedia omonima di William Shakespeare, l’Otello di Giuseppe Verdi su libretto di Arrigo Boito, sarà in scena da venerdì 24 gennaio alle 20:00 al Teatro Massimo di Palermo, in un nuovo allestimento realizzato in coproduzione con il Teatro San Carlo di Napoli e la regia di Mario Martone. La penultima opera di Verdi, composta nel 1887, torna al Massimo dopo 11 anni dall’ultima messa in scena, con un grande cast che schiera il tenore Yusif Eyvazov nel ruolo di Otello, il Moro geloso e femminicida, e in quello di Jago il baritono Nicola Alaimo che torna finalmente a interpretare il ruolo del malvagio assoluto; Desdemona sarà invece il soprano Barno Ismatullaeva, già apprezzatissima Cio-cio-san nella stagione scorsa del Teatro Massimo, mentre Cassio è il tenore Riccardo Rados. Ad alternarsi nelle repliche del 25 e 29 gennaio, con gli stessi ruoli, saranno Mikheil Sheshaberidze (Otello), Maria Motolygina (Desdemona), Devid Cecconi (Jago) e Rosolino Claudio Cardile (Cassio). Completano il cast Irene Savignano (Emilia), Andrea Schifaudo (Roderigo), Adriano Gramigni (Lodovico), Italo Proferisce (Montano / L’araldo).

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Donizetti Opera | Riccardo Frizza racconta il suo festival per il triennio 2025-2027: parola chiave "Evoluzione"

 
 

Comunicato stampa, 23.01.2025

Il Maestro Riccardo Frizza, direttore d’orchestra di fama internazionale, già direttore musicale del Donizetti Opera dal 2017, nominato anche direttore artistico della manifestazione il 4 dicembre scorso dal CdA della Fondazione Teatro Donizetti, annuncia la sua visione del festival per il triennio 2025-2027. Sotto il segno della parola “evoluzione”, il M° Frizza intende proseguire il percorso intrapreso negli ultimi anni con una visione innovativa, che coniuga continuità e futuro.

Se la manifestazione in precedenza ha inaugurato il suo format rinnovando la programmazione artistica e invadendo la città con la figura di Donizetti quale illustre bergamasco, ora si mira a un’evoluzione che riporti al centro il Gaetano Donizetti compositore, protagonista assoluto, accompagnato da un progetto culturale che ambisce a consolidare la posizione del festival tra i grandi eventi internazionali.

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