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"Madama Butterfly" di Giacomo Puccini va in scena, dal 28 giugno al 7 luglio, per la Stagione lirica e di balletto 2024 del Teatro Lirico di Cagliari

Venerdì 28 giugno alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2024 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena il quinto ed ultimo appuntamento: Madama Butterfly, tragedia giapponese in tre atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal racconto Madame Butterfly di John Luther Long e dal dramma Madame Butterfly di David Belasco, su musica di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 - Bruxelles, 1924).

La Stagione lirica e di balletto si conclude quindi nei mesi estivi, a favore del pubblico di abbonati e dei numerosissimi turisti presenti nell’Isola, con un gradito ritorno, a distanza di tre anni dall’ultima rappresentazione (marzo 2021, in diretta televisiva e in streaming durante il lockdown) e sei dall’ultima con il pubblico in sala.

È il secondo dei due omaggi, dopo Tosca, che il Teatro Lirico di Cagliari rivolge alla memoria del maestro Giacomo Puccini, in occasione del Centenario della sua scomparsa.

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CONCERTO PER LA PACE -BASILICA DI AQUILEIA, DIRETTORE RICCARDO MUTI, 14 giugno 2024

Sul palco e in platea (o meglio, nella navata), sono stati i giovani i protagonisti del Concerto per la pace che si è tenuto lo scorso 14 giugno presso la Basilica Patriarcale di Aquileia. L’evento - terzo appuntamento mutiano in FVG dopo il concerto “Vie dell’Amicizia” del 2010 a Trieste e il Requiem di Verdi del 2015 al Sacrario di Redipuglia - è stato seguito da più di 2000 persone grazie ai due maxischermi in piazza Capitolo e in piazza Patriarcato. L'accesso alla chiesa, patrimonio Unesco dal 1994, era invece riservato - al netto di autorità e stampa - esclusivamente agli under 35 che occupavano la navata centrale per ascoltare l’Orchestra giovanile Cherubini diretta come di consueto dal suo fondatore Riccardo Muti. Un Maestro Muti asciutto sia nel gesto direttoriale che nell’eloquio, tanto da risultare emozionato durante l’atteso discorso conclusivo a cui ci ha ormai abituato.

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La Stagione di Opera 2024/2025 della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia

LA STAGIONE DI OPERA DELLA FONDAZIONE I TEATRI 2024-2025: “MOSE’ IN EGITTO” DI ROSSINI, “I CAPULETI E I MONTECCHI” DI BELLINI, “GIULIO CESARE” DI HÄNDEL E “BOHĖME” DI PUCCINI

La Stagione di Opera 2024 – 2025 della Fondazione I Teatri Reggio Emilia porterà sul palco del Teatro Municipale, da novembre a maggio il Mosè in Egitto di Gioachino RossiniI Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini, il Giulio Cesare di George Friedric Händel Bohème di Giacomo Puccini.Inaugurazione con Mosè in Egitto di Gioachino Rossini, opera di carattere sacro -  per evitare le sanzioni ufficiali contro le rappresentazionì di opere profane durante la Quaresima - dove la storia d’amore tra l’egizio Osiride e l’ebrea Elcìa si svolge nella cornice biblica che racconta le ultime piaghe d’Egitto, le promesse non mantenute del Faraone a Mosè, la scena celeberrima delle acque del Mar Rosso che si aprono per il passaggio degli ebrei e si abbattono sugli egizi inseguitori. Amore e politica, gelosia ed eroismo, senza tralasciare i temi della vendetta e della ricerca della gloria verranno affrontati dall’Orchestra Filarmonica Italiana diretta da Giovanni Di Stefano, con le voci, tra gli altri, di Riccardo Zanellato e Dave Monaco. La regia di Pier Francesco Maestrini è chiamata a realizzare un’opera il cui fascino risiede nelle suggestive scene d’insieme, nei cori e nella solennità di certi passaggi di declamazione.
Una coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia.

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Festival Illica 2024 11° EDIZIONE “Illica e Puccini” 4-5-6-7 luglio 2024 Castell’Arquato (Pc)

Al via l’11 edizione del Festival Illica, che avrà quest’anno come filo conduttore il rapporto privilegiato tra Luigi Illica e Giacomo Puccini, per celebrare il centenario dalla morte del grande compositore toscano, e si terrà dal 4 al 7 luglio 2024 nel suggestivo borgo medioevale di Castell’Arquato (Pc), insignito della bandiera arancione dal Touring Club Italiano e appartenente al club dei borghi più belli d’Italia.

Il Festival Illica è un tributo alla figura di Luigi Illica, un’eccellenza italiana e cosmopolita nella librettistica d’opera, che ha realizzato per i grandi operisti come Giacomo Puccini, Pietro Mascagni e Umberto Giordano i più celebri titoli del melodramma, ed ebbe un’amicizia forte e duratura con Giosuè Carducci, che invitava di frequente a Castell’Arquato.

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ORCHESTRA RAI: LA STAGIONE DEI TRENT’ANNI

Da settembre a giugno allAuditorium Rai Arturo Toscanini” di Torino, su Radio3, in live streaming sul portale di Rai Cultura e in TV su Rai5, con grandi bacchette come quelle di Orozco-Estrada, Luisi, Treviño, Dantone, Albrecht e solisti come Patricia Kopatchinskaja, Nikolaj Szeps-Znaider, Marie-Ange Nguci, Pablo Ferrández, Sergey Khachatryan, Mario Brunello

Omaggi a Berio, Šostakovič e Eötvös negli anniversari della nascita e della morte.

IL COMPLEANNO

L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai compie trent’anni, e li festeggia con due concerti straordinari fuori abbonamento che precedono l’avvio della Stagione Sinfonica 2024/2025. Entrambe le serate, all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, sono affidate al Direttore principale Andrés Orozco-Estrada, e ricalcano fedelmente quelli che furono i primi due concerti della neonata OSN Rai nel settembre 1994. Nelle stesse date, il 25 e il 30 settembre, sono infatti proposti gli stessi programmi che trent’anni fa furono affidati a due gloriose bacchette come quelle di Georges Prêtre e Giuseppe Sinopoli. Mercoledì 25 settembre il concerto che fu di Prêtre, con sfavillanti pagine come la Suite dal Rosenkavalier di Richard Strauss, quella da Loiseau de feu di Stravinskij e il Boléro di Ravel. Lunedì 30 settembre il concerto che fu di Sinopoli, e che accosta le due ultime sinfonie, entrambe n. 4 nei rispettivi cataloghi, di Schumann e Brahms.

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Il concorso lirico Tullio Serafin assegna i ruoli dell’opera La Cenerentola di Rossini

Martedì 11 giugno al Teatro Olimpico di Vicenza si è tenuto il concerto finale del Concorso Lirico Tullio Serafin 2024 che ha assegnato i ruoli nell’opera “La Cenerentola” di Gioachino Rossini in cartellone al Festival “Vicenza in Lirica” dall’1 al 15 settembre.

La competizione, rivolta ai giovani cantanti lirici under 34, prevedeva una fase eliminatoria che si è svolta dall’8 aprile al 29 aprile ed è stata ospitata dai teatri che collaborano con “Concetto Armonico” e l’Archivio storico Tullio Serafin, e la fase finale presso il teatro palladiano di Vicenza.

Il Concorso rende omaggio al grande direttore d’orchestra Tullio Serafin nato a Rottanova di Cavarzere ed ha ricevuto l’ospitalità del Teatro dell’Opera di Roma, Teatro alla Scala di Milano, Teatro Carlo Felice di Genova e Staatsoper Unter den Linden di Berlino.

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TURANDOT, G. PUCCINI - ARENA DI VERONA, SABATO 8 GIUGNO 2024

Serata inaugurale della 101a stagione areniana con  "Turandot" nella produzione firmata dal leggendario Franco Zeffirelli nel 2012. Rinomata per la sua opulenza e attenzione ai dettagli, il regista toscano ha trasformato l'Arena di Verona in una Pechino imperiale, con scenografie mozzafiato. Ogni scena è stata una festa per gli occhi, con un uso sapiente delle luci e degli spazi che ha esaltato l'atmosfera epica e fiabesca. La ripresa della regia di Zeffirelli da parte delle maestranze veronesi, ha incantato gli spettatori con la sua maestosità e ricchezza visiva, mantenendo viva la tradizione di grandiosità associata all'Arena di Verona.grazie a dettagli elaborati e una brillante gestione dello spazio scenico. I costumi, disegnati da Emi Wada, hanno contribuito ulteriormente a ricreare l’esotismo e la grandiosità della corte di Turandot. Nel complesso, la produzione ha saputo mantenere viva l’eredità di Zeffirelli, offrendo una rappresentazione che combina tradizione e innovazione, capace di coinvolgere emotivamente sia i neofiti che gli appassionati d'opera. Ekaterina Semenchuk ha offerto una performance solida nel ruolo della principessa di ghiaccio, Turandot. La sua voce potente e la presenza scenica imponente hanno reso credibile la freddezza e la determinazione del personaggio. Tuttavia, in alcuni momenti cruciali, soprattutto nel duetto finale di Alfano, la sua interpretazione è sembrata mancare di quella profondità emotiva che caratterizza il personaggio​ nel momento dello sgelo.

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ARENA DI VERONA: LA GRANDE OPERA ITALIANA PATRIMONIO DELL'UMANITÀ – VENERDI’ 07 GIUGNO 2024

Torna il grande spettacolo della Lirica all’Arena di Verona con la consueta serata inaugurale che quest’anno ha il sapore dell’eccezione, in quanto fortemente voluta dal Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, con l’intento di ripetere l’evento ogni anno lo stesso giorno in diverse città d’Italia, per celebrare l’Opera lirica italiana, dichiarata come molti sanno Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco il 6 dicembre dello scorso anno.

Serata trasmessa in Mondovisione Rai e presentata da artisti da sempre legati alla Tv nazionale. Alberto Angela, Cristiana Capotondi e Luca Zingaretti, alla presenza del presidente della Regione Veneto Luca Zaia e di tutte le massime cariche dello stato capitanate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, hanno presentato un lunghissimo ed articolato concerto dedicato alla musica ed alla bellezza del canto lirico nostrano. Direttore d’eccezione il Maestro Riccardo Muti per la prima parte della serata, che ha passato il testimone al Maestro Francesco Ivan Ciampa per la parte più specifica delle arie d’opera. Interventi danzanti d’eccezione hanno visto protagonisti Roberto Bolle e Nicoletta Manni, insieme per il coro a bocca chiusa di Madama Butterfly, e solista Bolle sul commovente Intermezzo di Cavalleria Rusticana. L' imponente coro formato da trecento coristi e l'orchestra formata da circa centosessanta elementi hanno visto protagonisti musicisti provenienti da tutte le Fondazioni lirico-sinfoniche nazionali e dalle maggiori Orchestre d’Opera italiane. 

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TOSCA , GIACOMO PUCCINI - TEATRO REGIO DI PARMA, 19 MAGGIO 2024

Non si ferma quest’anno l’abbondanza di titoli pucciniani nei cartelloni dei maggiori teatri italiani e non, in occasione del centenario della morte del compositore. È quindi Tosca a chiudere la Stagione Lirica del Teatro Regio di Parma nell’allestimento storico ideato da Alberto Fassino ed elaborato dal regista Joseph Franconi Lee, andato qui in scena l’ultima volta sei anni fa. Uno spettacolo che, seppur dimostri chiaramente la sua età, risulta sempre funzionale e gradevole, una sorta di “cornice educata” che opera senza pretese di stravolgimento, seguendo il solco della tradizione. Il colpo d’occhio d’insieme è piuttosto statico, dominato da un monocromatismo che contribuisce alla creazione di un’atmosfera piacevolmente sobria, rinunciando tuttavia a un dinamismo scenico che sarebbe stato interessante sopperire con una maggior cura registica nei movimenti di solisti e masse. L’ambientazione si fonda su pochi elementi essenziali, con un’imponente scalinata fissa riambientata di volta in volta con gigantografie di riferimenti all’arte sacra romana: la Madonna e la Maddalena in Sant’Andrea Della Valle, la particolare scelta della “Crocifissione di Pietro” di Guido Reni ad arredare Palazzo Farnese e l’immancabile riproduzione di San Michele armato di spada che contestualizza il patibolo allestito a Castel Sant’Angelo.

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R. WAGNER - DER FLIEGENDE HOLLAENDER - TEATRO REGIO DI TORINO, 22 MAGGIO 2024

Torna sulle tavole del Regio di Torino “Der Fliegende Holländer” nell’allestimento di Willy Decker già proposto da questa Fondazione nel 2012 e proveniente dall’Opèra di Parigi dove debuttò nel 2000. Ben ventiquattro anni dopo spiace  di non poter avere un nuovo allestimento di quest’opera, ma nell’economia dei teatri lirici italiani, Der Fliegende Holländer occupa una posizione singolare. Sorella “minore” tra le opere wagneriane che il compositore riteneva degne d’esser rappresentate a Bayreuth, è generalmente poco eseguita. Negli ultimi vent’anni le nuove produzioni si contano sulle dita d'una mano.

Ben due annunci di indisposizione hanno accolto il pubblico nella recita a cui abbiamo assistito, e non si capisce perché non siamo stati sostituiti dai cover presenti (pecuni non olet?) Quindi Olandese con il raffreddore e Daland afono hanno caratterizzato questa recita non certo aiutati dalla direzione soporifera e priva di slancio di Nathalie Stutzmann.

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Festival Vicenza in Lirica 2024

Vicenza  maggio 2024

Il FestivalVicenza in Lirica…va volando leggera ideato e promosso dall’associazione Concetto Armonico con la direzione artistica di Andrea Castello giunge alla sua dodicesima edizione inaugurando il programma con il maestoso “Stabat Mater” di Rossini l’1 settembre al Teatro Olimpico di Vicenza e proseguendo con una nuova produzione dell’opera “La Cenerentola” di Rossini. Grande attesa anche per l’esecuzione di “Das Lied von der Erde” di Gustav Mahler, perla musicale dell’edizione 2024. Non mancheranno un intermezzo barocco, un omaggio a Morricone e, naturalmente, un omaggio al grande compositore Giacomo Puccini nei cento anni dalla sua morte. Concerti, opere, master class, presentazioni di libri, giovani artisti e grandi nomi della lirica saranno quella “nuvola leggera” ricca di musica e cultura che differenzieranno anche quest’anno il festival vicentino.

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CENERENTOLA, GIOACHINO ROSSINI – TEATRO VERDI DI TRIESTE, 26 APRILE 2024

E' ormai quasi giunta al termine anche la stagione lirica e di balletto 2023/2024 del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, forse la più interessante e ben riuscita degli ultimi anni per varietà, qualità e riscontro di pubblico (e critica). Il penultimo titolo in cartellone è stato la Cenerentola di Rossini, capolavoro indiscusso e universale, andato in scena per l'occasione nell'allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova con le scene e i costumi ispirati agli originali firmati da Emanuele Luzzati nel 1978. Dell'originale viene conservata la dimensione fiabesca e sognante grazie alla sgargiante ed esagerata scenografia, mentre i contributi video a cura di Giuseppe Ragazzini risultano francamente invadenti e i costumi di Nicoletta Ceccolini cromaticamente un po' piatti.

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101° Arena di Verona Opera Festival 2024

IL NUOVO SECOLO DEL TEATRO OPERISTICO PIÙ GRANDE DEL MONDO

 

Inaugurazione il 7 giugno con l’evento straordinario del Ministero della Cultura per celebrare la pratica del canto lirico in Italia patrimonio dell’umanità 

 E l’8 giugno grande apertura di stagione con la Turandot firmata da Zeffirelli nel centenario della scomparsa di Puccini

Una nuova produzione della Bohème con la regia di Alfonso Signorini, al debutto areniano

Per la prima volta Anna Netrebko è Tosca in Arena 

Grandi ritorni di Ekaterina Semenchuk, Yusif Eyvazov, Amartuvshin Enkhbat, Ludovic Tèzier, Vasilisa Berzhanskaya, Lawrence Brownlee, Aleksandra Kurzak, Francesco Meli, Roberto Alagna, Luca Micheletti, Vittorio Grigolo, Elena Stikhina, Jonas Kaufmann, Luca Salsi 

Tra le voci che debuttano in Arena Aigul Akhmetshina, Pretty Yende, Erin Morley, Juliana Grigoryan, René Barbera, Igor Golovatenko, Marta Torbidoni, Paolo Bordogna

Prima volta in Anfiteatro anche per i direttori Michele Spotti, George Petrou e Leonardo Sini  

Inizia il nuovo secolo dell’Arena di Verona Opera Festival. Cinquanta appuntamenti in cartellone dal 7 giugno al 7 settembre, fra cui tre titoli dedicati a Giacomo Puccini nel centenario della morte. La 101a stagione apre con la spettacolare Turandot firmata da Franco Zeffirelli, in programma l’8 giugno alle 21.30. Tosca - che vede Anna Netrebko per la prima volta in questo ruolo in Arena, nella storica produzione “noir” di Hugo De Ana - e un nuovo allestimento della Bohème firmato da Alfonso Signorini - al debutto in Anfiteatro - sono gli altri due capolavori del compositore lucchese in scena nell’edizione 2024. 

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GIUSEPPE VERDI, NABUCCO - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 22 MARZO 2024

Viva Verdi. Questa è la scritta che campeggia sul grande muro che rimanda alla stazione centrale di Milano, una Milano in pieno tumulto risorgimentale. Giancarlo Del Monaco ha infatti scelto di ambientare il suo Nabucco durante le Cinque Giornate, trasformando lo scontro fra ebrei e babilonesi nell’insurrezione anti austriaca, con tanto di Franz Josef. 

L’allestimento, proveniente da Zagabria e approdato al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, è discretamente piacevole grazie alle scene di William Orlandi e alle luci di Wolfgang von Zoubek. Tuttavia la trasposizione politica della parte visiva voluta dal regista non apporta nulla di nuovo o di particolarmente rivelatore all’interpretazione dell’opera se non da un punto puramente estetico, risultando in conclusione piuttosto statica e monotona, forte di una interazione fra i personaggi minima e stereotipata.
L’unico guizzo veramente interessante è stata l’idea di tramutare il momento del celebre coro degli ebrei in una sorta di sogno di Nabucco durante la sua prigionia, punto di svolta da cui partirà la redenzione del tiranno. 

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ACCADEMIA DI SANTA CECILIA - POLLINI, CORDOGLIO PER LA SUA SCOMPARSA

Condividiamo la dichiarazione rilasciata dall'Accademia di Santa Cecilia, unendoci al cordoglio per la scomparsa del Maestro Maurizio Pollini.

L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Presidente - Sovrintendente Michele dall'Ongaro, il Direttore Musicale designato Daniel Harding, il Direttore Emerito Antonio Pappano, l'Orchestra, il Coro e i lavoratori tutti piangono la scomparsa di Maurizio Pollini, uno dei grandi musicisti del nostro tempo e Accademico di Santa Cecilia dal 1978.

Considerato tra i maggiori pianisti del XX e XXI secolo, sulla breccia ormai da più di 60 anni, da quando cioè la vittoria del concorso Chopin di Varsavia del 1960 – unico italiano di sempre ad esserselo aggiudicato – lo lanciò nell’empireo dei grandi, acclamato ovunque e con una discografia che anno dopo anno aggiunge titoli su titoli. Si è esibito in Accademia in oltre sessanta produzioniè il 22 gennaio 1961 quando il giovane Pollini debutta con l’Orchestra ceciliana interpretando il Quarto concerto per pianoforte di Beethoven. Fu lui il protagonista, insieme a Myung-Whun Chung, dell’inaugurazione della Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma con la Fantasia corale di Beethoven il 21 dicembre 2002. La sua ultima esibizione a Santa Cecilia risale al 7 febbraio del 2022.

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E.WOLF - FERRARI, IL CAMPIELLO - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, 22 MARZO 2024

“Il Campiello”, «la più veneziana di tutte le opere di Wolf-Ferrari» è un altare devozionale alla vecchia Venezia di Goldoni; una mimesi antiquaria di secondo grado destinata al successo in virtù della sua amabile innocuità in un’epoca di totalitarismi politici.

La grandezza di Wolf Ferrari risiede, a nostro avviso, tutta nella grande abilità di manovra del contrappunto di ben 10 personaggi godibilmente stemperato tra le “ciaccole”.  Si pensi alla azzeccata macchiettistica resa dalle due vedove donna Pasqua e donna Cate affidate a due voci da tenore.

Muovendo dalla classicità italiana e dall'esempio massimo del Falstaff, Wolf Ferrari ha saputo configurare un valido tipo di commedia musicale moderna, in cui il discorso melodrammatico è rapido, duttile ed estremamente funzionale, animando la propria invenzione apparentemente accademica con una spigliatezza, un brio e un senso dell'umorismo veramente ragguardevoli. Maestro del ritmo melodrammatico, nemico delle lungaggini e dei ripensamenti,  anche se non disse una parola nuova in fatto di musica, Wolf Ferrari fu certamente un compositore moderno nell'atteggiamento, di distaccata e divertita contemplazione dei personaggi, costruendo il suo stile musicale ispirandosi alla levità di Mozart e di Rossini

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MARIA EGIZIACA, OTTORINO RESPIGHI – TEATRO MAILBRAN DI VENEZIA, VENERDI’ 8 MARZO 2024.

Una altra chicca cui non potevamo sottrarci è Maria Egiziaca di Respighi in scena in questi giorni al teatro Malibran di Venezia, la cui prima è stata venerdì scorso. Un’opera brevissima, nei suoi settanta minuti circa di esecuzione, un ‘trittico’ musicale diviso in tre episodi, come le tavole dipinte che si trovavano nelle chiese medioevali e non solo, che racchiude in sé tanto echi di note arcaiche, con i cori gregoriani molto amati da Respighi e la religiosità che profende dal secondo episodio in poi, quanto un tocco di modernità con suoni che spesso costringono ad uno sforzo particolare gli interpreti, i cui stati d’animo sono protagonisti più della musica stessa. Fu nel 1932 che questa composizione debuttò a New York in forma di concerto, come molti sanno diretta dal compositore stesso in sostituzione di Toscanini. In forma scenica fu eseguita successivamente in Italia per poi scomparire via via dai cartelloni teatrali. Ma la Fondazione Teatro La Fenice la riprende per questa stagione con uno spettacolo garbato, dove in poco più di un’ora riviviamo la nota leggenda medievale narrata da Domenico Cavalca, in cui la protagonista Maria da donna di malaffare, pronta a vendersi fisicamente per un passaggio in nave che la allontani da Alessandria, passa alla santificazione attraverso l’illuminazione divina ed una vita passata ad espiare colpe tra privazioni e stenti nel deserto. 

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UN BALLO IN MASCHERA, GIUSEPPE VERDI – TEATRO REGIO DI TORINO, RECITA DI VENERDI’ 23 FEBBRAIO 2024

Torna a Torino a grande ed acclamata richiesta il Maestro Riccardo Muti, dopo il Don Giovanni diretto nel novembre del 2022, alla testa dell'orchestra del Regio per una delle opere più amate dal pubblico operistico, Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi. Dopo il trionfo della prima noi siamo stati alla replica del 23 febbraio, trovando come ci si aspettava un pubblico appassionato e felice di ritrovare il grande Direttore ricoperto di applausi prolungati già all'ingresso in buca. Ma oltre a ciò abbiamo assistito ad uno spettacolo dal sapore tradizionale che rispetta libretto ed ambientazione, ma senza risultare pesante o vecchio, data la cura dei dettagli,  della presentazione dei personaggi e di certi accorgimenti atti a sottolineare gli eventi più significativi. 

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LA RONDINE DI G. PUCCINI - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, MERCOLEDI’ 22 FEBBRAIO 2024

“La Rondine di Puccini è un’opera kitsch!”.

Questo è quello che mi sono sentito dire da un amico musicologo recentemente sul lavoro pucciniano. Viene il dubbio che i critici, o il pubblico, non si siano mai chiesti se questo kitsch possa essere voluto proprio da Puccini.  La tematica non è certo fra le più importanti affrontate dal compositore toscano: qui non si parla né di tubercolosi, né di morte prematura di bambini. E se invece dietro la scelta di un soggetto “leggero” si nascondesse in realtà un messaggio molto più profondo, se non una pesante critica alla propria società contemporanea?

La complessità del carattere della protagonista, da una parte rapita dagli eventi e incapace di prendere in mano il proprio destino, dall’altra sicura nelle proprie decisioni, rendono quest’opera di particolare interesse nel panorama professionale e umano di Puccini. Purtroppo La Rondine continua ad essere ignorata, tacciata di superficialità e banalità, è tuttora fra le opere meno eseguite del compositore toscano.

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ARIADNE AUF NAXOS, R. STRAUSS - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 16 FEBBRAIO 2024

Teatro nel teatro nel teatro. Questo è quanto è andato in scena al Teatro Verdi di Trieste in occasione dell’Ariadne auf Naxos di Richard Strauss - già di per sé opera metateatrale. Infatti al loro arrivo, gli spettatori sono stati accolti nel foyer da alcuni figuranti pronti ad interagire con loro e divertire vecchi e bambini accorsi per la prima.

Lo spettacolo, ideato da Paul Curran, è una coproduzione fra Trieste, Venezia e Bologna, dove è già andato in scena la scorsa stagione, e che è stato adattato per il palcoscenico triestino da Oscar Cecchi. L’azione, già particolarmente articolata, non è stravolta, ma dipanata agilmente e con eleganza anche durante le gag d’ordinanza e le numerose controscene.

L’opera nasce nel 1912 quando Hugo von Hofmannsthal propone a Strauss di musicare alcune scene del Borghese gentiluomo di Molière a cui sarebbe successo il dramma mitologico di Arianna. Tuttavia il progetto non ebbe successo e fu completamente ripensato per la versione definitiva del 1916, composta da un Prologo e un Atto: nell’antefatto si raccontano i preparativi di una festa presso la casa di un ricco signore viennese che per intrattenere gli ospiti di una festa a palazzo organizza la messa in scena di un’opera basata sul mito e una commedia improvvisata. Si raccontano così la preparazione dello spettacolo e le scaramucce fra le due compagnie guidate dalle rispettive primedonne, Ariadne e Zerbinetta, le quali alla fine si trovano a dover rappresentare simultaneamente i due lavori. Il dualismo fra antico e moderno viene ripreso e coniugato da Strauss non solo dal punto di vista musicale e melodico ma anche dalla scelta dell’organico orchestrale che è fondamentalmente cameristico e settecentesco con l’aggiunta di pianoforte, arpe e percussioni. Dualismo che naturalmente troviamo anche accentuato dalle vivaci scene e costumi di Gary McCann e dall’enfatico e intenso disegno luci di Howard Hudson.

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