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Il compositore Aurelio Canonici in una chiacchierata con Armando Torno ai microfoni di Radio 24 per la trasmissione “Musica Maestro”, domenica 20 agosto 2023 alle 22.00

Domenica 20 agosto 2023 alle ore 22.00, il pianista, compositore e divulgatore musicale Aurelio Canonici sarà ospite a Musica Maestro, programma di Radio 24 curato da Armando Torno dedicato alla musica classica che affronta la musica sotto molteplici sfaccettature, indagando e portando alla luce anche i rapporti con la cultura, la filosofia, la scienza e la società, ponendo un'attenzione particolare all'attualità. 

In una chiacchierata a 360 gradi con il conduttore Armando Torno, dalla filosofia, alla musica classica, al jazz, alle colonne sonore fino alla divulgazione musicale, Aurelio Canonici racconterà la sua attività di divulgazione musicale e presenterà il suo cd Piano Preludes, pubblicato per l’etichetta Aulicus Classics, disponibile anche su Spotify e Souncloud, con le musiche evocative del M. Canonici ed eseguite al pianoforte dalla pianista Gilda Buttà.

"Musica Maestro" è il programma di Radio 24 dedicato alla musica classica: lirica, sinfonica, d'epoca, strumentale e da camera commentata dai protagonisti del momento. Il programma affronta la musica sotto molteplici sfaccettature, indagando e portando alla luce anche i rapporti con la cultura, la filosofia, la scienza e la società, ponendo un'attenzione particolare all'attualità: ogni settimana la segnalazione di un libro o un disco appena uscito, un esecutore o un giovane musicista, un anniversario o un avvenimento di rilievo. 

Aurelio Canonici, genovese, diplomato in Pianoforte e laureato in Filosofia, direttore d'Orchestra, compositore, docente in Conservatorio, direttore artistico e conferenziere è reduce dal recente successo di pubblico, al di là di ogni aspettativa, con una media di un milione di telespettatori ogni sera, delle 25 puntate del programma “La Gioia della Musica” su Rai3, nel giugno 2022, che l’ha visto protagonista, accanto a Corrado Augias e Speranza Scappucci, spiegando i capolavori di Vivaldi, Bach, Mozart, Beethoven, Rossini, Schubert, Brahms, Verdi, Wagner e Ciaikovskij, anche con esempi suonati al pianoforte e sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. 

Link per ascoltare il programma in diretta: https://radio2019.ilsole24ore.com/ 

Info e materiali su Aurelio Canonici

www.aureliocanonici.com

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TOSCA, GIACOMO PUCCINI – ARENA DI VERONA, SABATO 29 LUGLIO 2023

Il Duemilaventitré dell’ Arena di Verona si fregia di offrire al suo pubblico serate speciali, nuove produzioni operistiche e i suoi grandi classici, come certo si può definire la ormai leggendaria Tosca firmata Hugo de Ana, che da quel felice 2006 in cui vide la luce per la prima volta continua a riempire il grande catino veronese portando emozione, stupore ed entusiasmo grazie allo spettacolo che con la sua maestosa modernità strizza l’occhio ad una tradizione confortante all’occhio dell’esperto areniano, offrendo una perfetta aderenza al libretto e muovendo masse ed elementi scenici con intelligenza, sottolineando la personalità del singolo interprete, calato comunque in una visione collettiva dello spettacolo. Ritroviamo gli elementi caratteristici della messa in scena quali l’ormai celebre testa d’Angelo di Castel Sant’Angelo in Roma, le cui enormi braccia avvolgono il palco impugnando la spada, svelato man mano ma che resta una presenza imponente ed in un certo modo annunciatrice di fato ineluttabile, le tele di Cavaradossi che addobbano la chiesa di Sant’Andrea della Valle, e pochi altri ma curatissimi e fondamentali componenti che completano il piano scenico su cui tutto avviene. Punto focale ricordiamo il magnifico Te Deum con gerarchi ecclesiastici dai costumi sfarzosissimi sovrastanti il palco in una luce accecante;  poi colpi di cannone, campane suonanti e tutto ciò che serve per una atmosfera degna del grande cinema da effetti speciali. 

Con tempra di fuoco e sensibilità per i sentimenti in gioco dirige questo spettacolo maestoso Francesco Ivan Ciampa che cesella la partitura coordinando l’ottimo coro di Roberto Gabbiani, gli interpreti e l’orchestra in grado di trasmettere tanto il fuoco che arde nel duo innamorato quanto la rabbia che spinge l’antagonista spietato. 

Sulla scia di tanta energia i due amanti sfortunati si offrono al pubblico con una grinta a tratti primitiva, premiando l’istinto dei personaggi quasi a prevalere sulla parola. Ecco che il Cavaradossi di Roberto Alagna è sanguigno, votato al sacrificio espresso vocalmente da uno squillo persistente, possente e carico di vibrazioni forti; similmente la ‘furia’ Tosca è una Aleksandra Kurzak istintiva, ma a tratti languida ed ingenua, oppure esuberante e volutamente eccessiva tanto nelle movenze quanto nel canto che si tramuta da rabbioso per le ingiustizie subite a sensuale e delicato col suo Mario.  

Luca Salsi propone uno Scarpia quasi combattuto tra il suo essere malvagio e votato alla causa politica ed il sottostare al giogo della sensualità emanata dalla sua preda irraggiungibile. Tra istinti barbari e furia vendicativa il baritono esprime vigore nel suo canto e presenza scenica appropriata al terribile Barone. Davvero parte importante dello spettacolo, ciascuno col suo ruolo se pur breve,  gli altri componenti della squadra canora e pertanto mostrano una padronanza scenica con evidente professionalità gli ottimi  Spoletta di Carlo Bosi, lo Sciarrone di Nicolò Ceriani, il Carceriere Dario Giorgelè, così come molto bene l’ Angelotti di Giorgi Manoshvili  ed il fantastico Sagrestano di Giulio Mastrototaro. Sicura e adorabile nei panni del pastorello Erika Zaha.  Il Coro di voci bianche A.d'A.Mus. diretto da Elisabetta Zucca si aggiunge felicemente al lavoro del Coro areniano. 

Anfiteatro particolarmente gremito da un pubblico in festa che ha tributato generosi applausi sia all’ingresso degli interpreti principali in scena, sia alla fine a tutti i protagonisti ed al Maestro Ciampa. 

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LA SONTUOSA STAGIONE ARTISTICA A PALERMO

 

Comunicato stampa, Palermo luglio 2023

Presentata la nuova stagione di opere, balletti e concerti
del Teatro Massimo di Palermo

Ad inaugurarla il 22 novembre I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini con la direzione di Omer Meir Wellber e la regia di Idan Cohen

Otto opere, tredici concerti e tre balletti ispirati a personaggi fiabeschi

 

Il presidente della Fondazione e sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, e il sovrintendente e direttore artistico Marco Betta con il direttore musicale Omer Meir Wellber e il direttore del Corpo di ballo Jean-Sébastien Colau, hanno presentato il programma della stagione 2023-2024 del Teatro Massimo di Palermo. La stagione di opere e balletti sarà inaugurata il 22 novembre, quella di concerti già il 15 novembre.

Una stagione all’insegna di due grandi storie d’amore e mortestrettamente legate l’una all’altraRomeo e Giulietta e Tristano e Isotta. Due storie che affondano le radici nel Medioevo ma che sono ancora oggi attualissime; due vicende di conflitto tra le scelte degli individui e le pressioni della società e che si concludono con la morte degli amanti; due compositori legati alla Sicilia e l’uno all’altro, perché Wagner, pur disprezzando l’opera italiana, professò sempre grande ammirazione per l’autore di Norma. Amore e morte che caratterizzano anche Turandot Madama Butterfly, le due opere scelte per rendere omaggio a Giacomo Puccini nell’anno del centenario della morte, e Rigoletto di Giuseppe Verdi che torna con la regia di John Turturro e un cast di grandissimi interpreti. Intorno a questi titoli, un variegato mosaico che spazia dall’America alla Francia, con titoli poco noti che tornano a Palermo dopo mezzo secolo: è il caso di Elisabetta regina d’Inghilterraopera seria di Rossini di cui fu protagonista nel 1971 Leyla Gencer, pietra miliare della Rossini Renaissance, e de Les pêcheurs de perles (assenti dal 1966), mentre non era mai stato eseguito Lady, be good di George Gershwin. Completano la stagione ben tre titoli di balletto, tutti ispirati a personaggi fiabeschi (Biancaneve, la Cenerentola di Prokofiev, un nuovo Peter Pan).

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CARMINA BURANA, CARL ORFF – ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO IN PIAZZA EREMITANI, GIOVEDI’ 27 LUGLIO 2023

Sta diventando sempre più popolare trovare in cartellone i maestosi Carmina Burana, soprattutto in estate, richiamando il folto pubblico che resta in città o che si trova in vacanza, proprio dove vengono organizzate manifestazioni estive di grande richiamo. È il caso dell’Orchestra di Padova e del Veneto che quest’anno dedica una serata proprio alla famosa cantata scenica di Carl Orff accompagnando il Coro Lirico Veneto preparato da Giuliano Fracasso, presente sul palco a seguire i suoi cantori, e ai piccoli del coro Coro Voci Bianche Cesare Pollini preparato da Marina Malavasi, sotto la direzione energica di Marco Angius.

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JUAN DIEGO FLÓREZ IN OPERA-ARENA 100, DOMENICA 23 LUGLIO 2023

Dopo il grandissimo successo nonostante la pioggia del ‘Roberto Bolle and friends’, un altro evento all’Arena di Verona che quest’anno propone diverse serate d’eccezione, come il concerto che ha visto come protagonista la superstar internazionale Juan Diego Flórez accompagnato da altri amici che presenti in questi giorni a Verona hanno reso la serata ancora più ricca. Il programma prevedeva una selezione delle arie del repertorio in cui il tenore peruviano è forte e dove naturalmente la sua voce può maggiormente risplendere: dal suo amato Rossini a Donizetti, Gounod, passando anche per il Verdi della Luisa Miller ed il Puccini di Bohème.

Sono tante le impressioni che suscita il tenore sul palco che, per dovere di cronaca raccontiamo essere stato riempito solamente dall’orchestra senza tanti fronzoli, tanto l’interesse era focalizzato sugli interpreti e la musica in essere. Semplici ma efficaci gli effetti luminosi che riempivano anche il cielo sovrastante l’anfiteatro. L’esperienza di Flórez non è soltanto abitudine e conseguente attitudine al palcoscenico stabilendo un feeling particolare con il pubblico (che è giunto anche dal suo Paese con tanto di bandiera nazionale per sostenerlo), ma l’intelligenza che mostra nel sapiente utilizzo della voce, del respiro, senza mai forzare nonostante il volume per sua natura non possa sovrastare una orchestra fisicamente imponente. Il timbro è morbido e sempre uniforme di una voce agile e squillante, intatta anche dopo circa due ore di concerto che gli hanno permesso di premiare il pubblico, tra gli altri, anche con brani estratti dal suo CD ‘Bésame mucho’, ove con la chitarra e l’eco dell’Arena il pubblico è rimasto senza fiato finché ha potuto per poi esplodere per sottolineare l’incredibile tecnica mostrata in ‘Cucurrucucù paloma’ o l’efficacia vocale nel brano che da’ il titolo all’album. Poi Donizetti con ‘Una furtiva lagrima’ e gran finale con ‘Nessun dorma’ da Puccini. Pubblico in piedi.

Ottimi compagni di viaggio ritroviamo dopo il Rigoletto la splendida  Marina Monzò che conferma quanto di bello ascoltato fin qui: la voce è agilissima e soave, di buono squillo e volume che non teme gli ampi spazi in cui si esibisce, elegante e precisa; parimenti Vasilisa Berzhanskaya offre una voce che definire poliedrica è riduttivo poiché il mezzosoprano si eleva anche molto in su nello spartito, grazie ad una voce duttile che da leggermente brunita si apre ad uno squillo morbido e più chiaro. Hanno completato il cast della serata con degno apporto Michele Pertusi, Sofia Koberidze, Marianna Mappa, Gabriele Sagona.

L’orchestra dell’Arena di Verona diretta da Christopher Franklin si impone per carattere, grinta e sensibilità nei confronti degli artisti; certo avendoli proprio a ridosso è difficile non prendere il sopravvento talvolta, ma il Maestro Franklin è sempre attento a guidare, sorvegliare e controllare che tutto fili liscio, coadiuvato dagli interventi del coro preparato da Roberto Gabbiani,  posto dietro all’orchestra.

Successo di pubblico non numerosissimo ma che ha premiato tutti con tantissime chiamate alla ribalta con rumorose manifestazioni di affetto.

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RIGOLETTO , GIUSEPPE VERDI - ARENA DI VERONA, RECITA DI GIOVEDI’ 20 LUGLIO 2023

Torna in Arena il nuovo allestimento pensato da Antonio Albanese per gli immensi spazi dell’anfiteatro che offre sempre la possibilità di dare sfogo alla fantasia per partorire idee nuove, ma che in qualche modo visto il contesto possano agganciarsi alla tradizione di solito amata dal pubblico presente a Verona in estate. Dopo la recita del giorno 7 luglio qui recensita http://www.mtglirica.com/categorie/recensioni/rigoletto-giuseppe-verdi-arena-di-verona-venerdi-7-luglio-2023.html gli unici sostanziali cambi nel cast sono relativi ai protagonisti Rigoletto, interpretato dal baritono tanto caro alla pubblico areniano Luca Salsi e al Duca di Mantova, qui nella figura della star internazionale Juan Diego Flórez. Sicuramente lo spettacolo procede meglio man mano che viene rodato e la piattaforma girevole si muove se pur con giusta cautela senza particolari intoppi, ma sempre con fastidioso e preoccupante rumore. Come notato nella recita precedente le masse fanno fatica a muoversi sul suolo pensato per essere fangoso e alla vista stagnante, e ciò non ne facilita i movimenti. Inoltre i riferimenti cinematografici che trasportano la vicenda agli anni cinquanta del secolo scorso sono un po’ limitati se si pensa alla pellicola di Visconti quasi nascosta a chi siede sul lato opposto rispetto al telone su cui si proietta ed al nome della trattoria Ex Dogana che in effetti richiede una conoscenza cinematografica specifica per poterne apprezzare l’utilizzo in questo contesto.

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LA TRAVIATA , GIUSEPPE VERDI - ARENA DI VERONA, SABATO 8 LUGLIO 2023

Tre gli allestimenti di Franco Zeffirelli previsti in cartellone per celebrare quest’anno il centenario dell’Arena Opera Festival, pietre miliari in questo significativo anniversario considerato il legame indissolubile del Maestro con l’anfiteatro veronese. Accanto alle storiche Carmen e Madama Butterfly, si ripropone oggi - alla Prima stagionale - la sua ultima Traviata debuttata postuma nel 2019 (allestimento da noi già recensito nel dettaglio qui). 

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RIGOLETTO , GIUSEPPE VERDI - ARENA DI VERONA, VENERDI’ 7 LUGLIO 2023

Non solo produzioni storiche in questo 100° Arena Opera Festival, a partire dalla controversa e avanguardistica Aida che l’ha inaugurato. Nuovo allestimento anche per Rigoletto, che in questa regia a firma di Antonio Albanese rappresenta una novità, per quanto l’impostazione generale rimanga incastonata nel solco della tradizione. 

La Mantova rinascimentale del XVI secolo cede il passo ad ambientazioni e costumi anni Cinquanta, in un paesaggio padano malsano e stagnante. La trasposizione è visivamente suggestiva e può funzionare nel rispetto del libretto, anche se i movimenti delle masse e lo studio apparentemente superficiale sulle interazioni tra i protagonisti rimangono fin troppo convenzionali, relegando i solisti ad esibirsi il più delle volte frontalmente in proscenio, con una resa dal sapore spesso antico.

Restano interessanti i riferimenti al cinema Neorealista coevo all’epoca proposta, a partire dal preludio con la proiezione di un estratto da “Bellissima” di Luchino Visconti dove una bambina (nella pellicola figlia di Anna Magnani) viene derisa crudelmente da un gruppo di adulti, in un chiaro parallelismo con i cortigiani nei confronti di Gilda e la sua innocenza. Altra citazione viscontiana è la trattoria che qui sostituisce Palazzo Ducale e porta l’insegna EX DOGANA, ripresa dal film “Ossessione”.

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CARMEN , GEORGES BIZET - ARENA DI VERONA, GIOVEDI’ 6 LUGLIO 2023

Carmen infiamma nuovamente l’Arena in questa seconda rappresentazione nel centenario del Festival. Lo storico allestimento zeffirelliano nato nel ‘95 non perde il suo smalto e ci immerge nuovamente in una Siviglia palpitante di colore e folklore, animata come sempre dal sapiente movimento delle masse e dalle imponenti scene sulle tinte del rosso e del porpora. 

La concertazione di Daniel Oren è una prima garanzia per la riuscita dello spettacolo: una conduzione energica, potente, ricca di contrasti e dinamiche variegate che riconfermano la partitura di Bizet tra i cavalli di battaglia del Maestro israeliano. 

Clémentine Margaine è nuovamente una certezza nel ruolo del titolo, dando voce brunita e solida alla conturbante protagonista con fraseggio variegato, personalità negli accenti e perfetta dizione francese. Come già riscontrato lo scorso anno all’inaugurazione della stagione, la spiccata attitudine scenica del mezzosoprano trova massima espressione nei primi piani della ripresa televisiva, in grado di catturare ogni smorfia sottile e sguardi di rara intensità. Purtroppo nello spettacolo dal vivo - complice l’immensità della struttura areniana - sono tutti dettagli impossibili da cogliere, e la resa scenica del personaggio appare piuttosto monolitica nel suo complesso, pur rimanendo una Carmen di carattere a livello musicale. 

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FESTIVAL PUCCINI 2023

Aspettando le grandi celebrazioni pucciniane

Dal 14 luglio al 26  agosto 2023 tornano in scena i capolavori di Giacomo Puccini per la 69° edizione dell’unico festival al mondo dedicato a Giacomo Puccini. Nello scenario unico del Gran Teatro all’aperto sulle rive del Lago Massaciuccoli, il Festival Puccini di Torre del Lago propone quattro titoli pucciniani tra i più amati dal pubblico La Bohème - Turandot - Madama Butterfly e Il Tabarro, quest’ultimo in scena in dittico con l’opera di Béla Bartók Il Castello del duca Barbablù

 

3 nuove produzioni La Bohème e Madama Butterfly, Dittico Tabarro e Castello di barbablù

·     La Bohème sullo sfondo di una Parigi attraversata dalle contestazioni del “maggio francese” è quella immaginata dal regista  Christophe Gayral. Sul podio Alberto Veronesi

·     Madama Butterfly il nuovo allestimento firmato regia scene e costumi da Pier Luigi Pizzi che si affida alla tradizione per raccontare la tragica vicenda della povera geisha e il contrasto oriente occidente. Sul podio Francesco Cilluffo

·     L’incompiuta pucciniana, Turandot, vede la ripresa dell’allestimento per la regia di Daniele Abbado con le scene di Angelo Linzalata. Sul podio Robert Trevino

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Il 18 luglio Il Turco in Italia inaugura il 49° Festival della Valle d'Itria

Comunicato stampa

 
49° FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA
Martina Franca (TA) | dal 18 luglio al 6 agosto 2023
 
18 luglio, 1, 4, 6 agosto 2023, ore 21:00
Palazzo Ducale, Martina Franca 
 
Gioachino Rossini  
IL TURCO IN ITALIA 
 
Opera buffa in due atti su libretto di Felice Romani | Versione dell’autore del 1815 per Firenze e Roma 
Edizione critica (Ricordi) a cura di Margaret Bent per la Fondazione Rossini di Pesaro 

Direttore Michele Spotti
Regia Silvia Paoli
Scene Andrea Belli
Costumi Valeria Donata Bettella
Luci Pietro Sperduti

Selim Adolfo Corrado basso
Donna Fiorilla Giuliana Gianfaldoni soprano
Don Geronio Giulio Mastrototaro basso
Zaida Ekaterina Romanova mezzosoprano 
Albazar Joan Folqué tenore
Don Narciso Manuel Amati tenore
Prosdocimo Gurgen Baveyan basso

Nuovo allestimento della Fondazione Paolo Grassi