Nel 1850, solo un artista audace come Verdi avrebbe potuto immaginare un’opera incentrata su un pastore protestante, Stiffelio, che, venuto a sapere del tradimento della moglie Lina, inizialmente la obbliga al divorzio, ma poi – ispirato dai principi evangelici – decide di perdonarla pubblicamente. Pur non essendo tra i titoli più noti di Verdi, quest’opera, posta tra Luisa Miller e Rigoletto, contiene spunti musicali e drammatici degni di nota, in particolare nel secondo e terzo atto, che ne evidenziano la validità artistica e il fascino, specialmente dal punto di vista della scrittura vocale.
Questa potenzialità è stata ribadita al Teatro Filarmonico di Verona, dove Stiffelio è andato in scena per la prima volta nella sua storia. L’ allestimento proveniente dal Regio di Parma, ideato da Francesco Calcagnini con la regia di Guy Montavon, si concentra tutto su un’estetica sobria e monocromatica: ambienti essenziali, pochi elementi di scena e un grigio dominante sia nelle scenografie che nei costumi di Francesco Calcagnini. La regia rigorosa e composta si ravviva grazie a un sapiente gioco di luci fredde, che accompagna i momenti più intensi. L'ambientazione, rigorosa e ridotta all’essenziale, si trasforma con pochi dettagli nei vari luoghi della storia. Un'atmosfera soffocante e chiusa avvolge il dramma, rispecchiando la rigidità della piccola comunità protestante, dove dominano tinte scure: grigi e neri scandiscono ogni figura, risaltando sullo sfondo. Spiccano tra questi il rosso aragosta della redingote del seduttore, Raffaele, e il bianco dell’abito di Lina, simbolo di purezza nell’ultima, fugace apparizione. In sintesi, uno spettacolo essenziale nei gesti, ma quantomeno chiaro nello svolgimento d’una vicenda non facilissima da afferrare.
Nel ruolo di Stiffelio Stefano Secco si distingue per la sicurezza vocale e l’eleganza dei suoi accenti, restituendo la complessità emotiva della partitura con voce solida e ben modulata. Secco mantiene un suono pieno e omogeneo anche nei momenti di maggiore intensità, donando al personaggio la gravitas richiesta.
Vladimir Stoyanov, nei panni di Stankar, offre un’interpretazione ricca di sfumature: la sua voce brillante e il timbro profondo tratteggiano un padre dalla presenza incisiva e potente. Con un attento controllo dell’intensità, Stoyanov riesce a portare in superficie la vulnerabilità e l’umanità del personaggio, emozionando nel passaggio delicato di “Lina, pensai che un angelo” e suscitando applausi calorosi con la cabaletta “O gioia inesprimibile,” eseguita con forza rabbiosa che si dissolve in un amaro sussurro finale.
L’interpretazione di Lina da parte di Daniela Schillaci è tecnicamente ineccepibile: i 'do' sono saldi e ben eseguiti, le frasi legate trovano il giusto sostegno e i passaggi di agilità risultano chiari e scanditi, rivelando una musicalità precisa. Tuttavia, l'interpretazione appare più esatta che sentita; l’accento, la timbrica e il passaggio tra momenti di esaltazione e ripiegamento sembrano attentamente studiati, ma lasciano poco spazio a un coinvolgimento emotivo reale.
Carlo Raffaelli rende con efficacia l’altero Raffaele, mentre Gabriele Sagona, Francesco Pittari e Sara Rossini interpretano con zelo i personaggi di Jorg, Federico e Dorotea, risultando tutti puntuali e incisivi nei loro interventi.
La direzione musicale di Leonardo Sini è vigorosa e ricca di sfumature, caratterizzata da un’accentuata cantabilità. L’Orchestra della Fondazione Arena di Verona restituisce con efficacia il colore verdiano e si dimostra impeccabile nei diversi momenti solistici, tra cui spicca la tromba, incisiva nella vibrante ouverture.
Solida la prova offerta del Coro della Fondazione Arena di Verona ottimamente preparato da Roberto Gabbiani.
Al termine calorosi applausi per tutti gli intepreti.
Pierluigi Guadagni
PRODUZIONE ED INTERPRETI
Direttore Leonardo Sini
Regia e luci Guy Montavon
Assistente alla regia Cristiano Fioravanti
Scene e costumi Francesco Calcagnini
Maestro del Coro Roberto Gabbiani
Stiffelio Stefano Secco
Lina Daniela Schillaci
Stankar Vladimir Stoyanov
Raffaele Carlo Raffaelli
Jorg Gabriele Sagona
Federico Francesco Pittari
Dorotea Sara Rossini
Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Arena di Verona
FOTO ENNEVI
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