Piccolo-Opera---Piazza-Transalpina-61-of-258

PICCOLO OPERA FESTIVAL: G. ROSSINI, IL VIAGGIO A REIMS

Nell'ambito del programma ufficiale di GO! 2025 Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della Cultura, il Piccolo Opera Festival ha messo in scena "Il viaggio a Reims", opera scritta da Rossini in occasione dell'incoronazione di Carlo X di Borbone. Il dramma giocoso, il cui sottotitolo è "L’albergo del Giglio d’Oro", ha come fulcro le vicende di un gruppo di aristocratici europei, in viaggio per assistere alla cerimonia, che rimane bloccato in un albergo termale a causa della mancanza di cavalli. La storia si concentra sugli equivoci, gli amori intrecciati e le dinamiche tra i vari personaggi, culminando in un banchetto in cui si celebrano le diverse nazioni attraverso musica e poesia. 

La spettacolo, che si è svolto esattamente a duecento anni dalla prima parigina del 19 giugno 1825, oltre che ad significato celebrativo ne assume anche uno prettamente simbolico considerando che Carlo X scelse la città isontina per i suoi ultimi giorni di vita e volle essere sepolto presso il Monastero di Castagnevizza in Slovenia. 

Questo nuovo allestimento de Il Viaggio a Reims, nato dalla coproduzione tra SNG Opera in balet Ljubljana e Piccolo Opera Festival, con il prezioso sostegno di GO! 2025 e Regione Friuli Venezia Giulia, e in collaborazione con il Rossini Opera Festival “restituisce così l'essenza di un'espressione artistica senza confini e rimarca il valore storico della città come crocevia di culture e sviluppo sin dai tempi antichi” forte della trama dell’opera e di un’ambientazione transfrontaliera in cui la Stazione della Transalpina e la relativa piazza si trasformano in un palcoscenico naturale. 

Continua a leggere

508169221_1045104320911995_2164469213222871129_n

CANDIDE, L. BERNSTEIN - TEATRO LIRICO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 13 GIUGNO 2025

A Trieste, un'ondata di ironia, musica e satira ha brillantemente concluso la stagione del Teatro Verdi. Il nuovo, sfavillante allestimento di "Candide" di Leonard Bernstein, una coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna, ha visto il debutto alla regia di Renato Zanella  Affiancato dalla solida direzione del Maestro Kevin Rhodes, che ha affrontato per la prima volta in Europa questa gemma bernsteiniana, lo spettacolo si è rivelato una piacevole sorpresa

Definita dallo stesso Bernstein come la sua "lettera d'amore musicale all'Europa", "Candide" è un sapiente mix di operetta, musical e opera lirica, arricchito da incursioni jazz e latinoamericane. Nonostante le difficoltà legate alla persecuzione maccartista negli anni '50, Bernstein riuscì, dopo innumerevoli rimaneggiamenti culminati nella versione scozzese del 1988 presentata a Trieste, a creare un'opera colta e sofisticata. Al contempo, la leggerezza e il divertimento ne fanno una vera e propria satira danzante del potere, liberamente ispirata al celebre romanzo di Voltaire.

Continua a leggere

Nabucco_130625_EnneviFoto_221

G. VERDI - NABUCCO - ARENA DI VERONA 13 GIUGNO 2025

 

 

L’Arena di Verona ha inaugurato la stagione estiva con Nabucco di Giuseppe Verdi, in una produzione firmata interamente da Stefano Poda, autore di regia, scene, costumi, luci e coreografia. Uno spettacolo che ha sorpreso il pubblico per il suo taglio spiccatamente televisivo e per una concezione scenica tesa a ordinare con eleganza e precisione geometrica le masse artistiche, in un movimento perpetuo e fluido, perfettamente sincronizzato con la musica. Il risultato visivo è di grande impatto, capace di restituire una monumentalità astratta e sospesa, in cui il popolo diventa parte viva dell’architettura drammatica.

Continua a leggere

G5_1136-1-1024x683

MONTEVERDI FESTIVAL - C.W. GLUCK ORFEO ED EURIDICE - CECILIA BARTOLI - TEATRO PONCHIELLI DI CREMONA - 11 GIUGNO 2025

Per il suo ritorno a Cremona, nell’ambito del Monteverdi Festival, Cecilia Bartoli sceglie una via laterale e sorprendente: non Orfeo ed Euridice nella sua forma più nota e “riformata”, ma l’Atto d’Orfeo, versione rivisitata che Gluck approntò nel 1769 per le fastose nozze tra il duca di Parma e l’arciduchessa Maria Amalia d’Austria. Questo frammento operistico, concepito come terzo pannello del trittico Le feste d’Apollo, condensa il dramma in sette scene serrate, asciugando l’azione ma preservandone il cuore emotivo. A differenza della versione viennese, pensata per il celebre contralto castrato Guadagni, qui Orfeo canta in una tessitura più alta, riplasmata da Gluck per il soprano castrato Giuseppe Millico. La celebre “Che farò senza Euridice”, ad esempio, risuona così in mi bemolle maggiore, trasformata non solo nella tonalità ma anche nel carattere.

Continua a leggere

DSC8771-scaled

G.VERDI - ATTILA - TEATRO LA FENICE 22 MAGGIO 2025





Fra le nuove proposte del Teatro La Fenice di questa stagione artistica, la nuova produzione di Attila ha suscitato particolare interesse soprattutto per l’adozione dell’edizione critica della partitura, curata da E. Greenwald e pubblicata dalla University of Chicago Press per Casa Ricordi. Una scelta che ha orientato l’intero impianto musicale verso un’esecuzione fedele non solo al testo verdiano, ma anche al suo contesto stilistico ed espressivo originario. Ne è derivata una serata di alto rigore filologico, che ha saputo restituire la vitalità drammatica e la profondità di un’opera troppo spesso relegata ai margini del repertorio.

Continua a leggere

497638184_1128155239356503_3537191861404399663_n

RIGOLETTO, GIUSEPPE VERDI - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 16 MAGGIO 2025

La recente produzione di Rigoletto andata in scena al Teatro Verdi di Trieste sarà ricordata a lungo dal pubblico, ed è stata indubbiamente una serata trionfale. Quest'opera, la cui complessa genesi – inizialmente pensata come La maledizione di Saint-Vallier e poi ostacolata dalla censura per la sua audace rappresentazione di un sovrano dissoluto – continua ancora oggi a interrogare le dinamiche di potere, l'amore filiale e la tragica ineluttabilità del destino. Tuttavia, la regia di stampo tradizionale affidata a Vivien Hewitt, pur distinguendosi per una cura nella gestualità essenziale e nelle controscene, non ha offerto un particolare approfondimento di questi temi, attestandosi su una lettura piuttosto didascalica.

Continua a leggere

MahlerCantodellanotte_160525_EnneviFoto_FAV7821

SETTIMO CONCERTO STAGIONE SINFONICA DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA - G. MAHLER SINFONIA N.7 - DIRETTORE MARCUS BOSCH - TEATRO FILARMONICO DI VERONA 16.05.25




La serata del debutto veronese della Settima Sinfonia di Gustav Mahler ha offerto un’occasione importante per ascoltare una delle partiture più ardite e complesse del repertorio sinfonico novecentesco, incredibilmente mai  affrontata prima d’ora nei programmi della Fondazione Arena.

Continua a leggere

ProkofevNevskij_09.05.25_EnneviFoto_VINT269_20250510-122537_1

SESTO CONCERTO DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA – RAVEL E PROKOF’EV, Direttore Marco Angius – Mezzosoprano Anita Rachvelishvili , VERENRDI’ 9 MAGGIO 2025

Il concerto proposto dalla Fondazione Arena di Verona sotto la guida di Marco Angius ha offerto un trittico orchestrale di grande suggestione: due partiture celebri di Maurice Ravel, La Valse e Boléro, seguite dalla cantata Aleksandr Nevskij di Sergej Prokof’ev. Una serata che ha alternato momenti meno riusciti ad altri di grande intensità e impatto sonoro, culminando in una seconda parte di altissimo livello musicale.

La serata si è aperta con La Valse, poema coreografico concepito da Ravel nel 1911 come omaggio al grande valzer viennese e completato nel 1920. Sebbene spesso interpretata come una metafora della disgregazione dell’Europa dopo la guerra, l’opera non nacque con intenti allegorici: Ravel la definì piuttosto un tributo alla memoria del valzer, dominato da una forza inesorabile e vorticosa.

Continua a leggere

DSC3582-scaled

TEATRO MALIBRAN - VENEZIA - K. WEILL: DER PROTAGONIST - 04 MAGGIO 2025

 

Der Protagonist di Kurt Weill, arriva per la prima volta a Venezia sul palcoscenico del Teatro Malibran nell’ambito della stagione del Teatro La Fenice. Composto nel 1925 su libretto di Georg Kaiser, quest’opera segna l’ingresso di Weill in un teatro nuovo, inquieto, dove musica e parola si fondono in un’unica tensione tragica. Non è un caso che a sostenerlo all’epoca fu Ferruccio Busoni, che vide in questo lavoro il segno di una nuova generazione capace di ripensare le forme e i linguaggi dell’opera.

Continua a leggere

14-1

G. DONIZETTI, LUCIA DI LAMMERMOOR - TEATRO VERDI DI TRIESTE, GIOVEDI' 17 APRILE 2025

L'allestimento di Lucia di Lammermoor al Teatro Verdi di Trieste segna il gradito ritorno sulle scene giuliane, dopo sette anni di assenza, di una delle eroine più emblematiche del melodramma romantico, un personaggio la cui fragilità e il cui tragico destino continuano a commuovere il pubblico. Lucia Ashton, intrappolata in una rete di obblighi familiari e manipolazioni, è una figura che incarna la vulnerabilità femminile in un contesto sociale rigido e patriarcale. La sua storia, originariamente narrata con tinte fosche e passioni intense nel romanzo The Bride of Lammermoor di Sir Walter Scott, trovò in Donizetti un compositore fulmineo: si narra che scrisse l'intera partitura in sole cinque settimane, un'impresa quasi incredibile che testimonia la sua vena creativa inarrestabile. L'opera, con il libretto di Salvatore Cammarano, divenne subito un successo, grazie a una partitura che esalta il belcanto e le sfumature psicologiche dei personaggi, in particolare nella celeberrima scena della pazzia, aggiunta in un secondo momento su insistenza del soprano. Il dramma di Scott, ambientato nelle brumose Highlands scozzesi, con i suoi castelli ancestrali e le faide familiari, fornisce la cornice ideale per un racconto di amore contrastato, inganni e folle disperazione, elementi che Donizetti seppe tradurre in musica di straordinaria intensità drammatica e lirica, rendendo Lucia uno dei pilastri del repertorio operistico romantico.

Continua a leggere

SalieriLaPassione_EnneviFoto_180425_DSCF3139

A. SALIERI - LA PASSIONE - TEATRO FILARMONICO DI VERONA - 18APRILE 2025

Nel cuore della stagione musicale veronese, e in occasione del bicentenario della scomparsa del compositore, il Teatro Filarmonico ha offerto al suo pubblico un momento di straordinaria intensità con La Passione di Gesù Cristo di Antonio Salieri, oratorio sacro composto nel 1776 su libretto di Pietro Metastasio. Questo capolavoro, pensato originariamente per la corte viennese, è tornato a vivere in un’interpretazione che ne ha messo in luce tutta la sorprendente teatralità latente. Salieri, allora ancora giovane, dimostra già una piena maturità nel trattamento della drammaturgia musicale, riuscendo a trasfigurare la struttura dialogica e spesso statica del libretto metastasiano in un organismo sonoro vibrante, ricco di tensione interna, in cui la parola si fonde con un’orchestrazione moderna e mobilissima.A guidare questa riscoperta, Francesco Ommassini, alla testa dell’Orchestra e del Coro della Fondazione Arena di Verona. Il suo gesto ha convinto per coerenza e per la capacità di raccontare, frase dopo frase, una vicenda che si fa musica e riflessione. Fin dalle prime battute, Ommassini ha saputo creare un clima di raccoglimento denso di tensione, scegliendo tempi mai affrettati, ma sorretti da una pulsazione interna che dava vita e direzione a ogni frase. Nessuna concessione al sentimentalismo o alla retorica del repertorio sacro, bensì una continua attenzione al significato della parola, al fraseggio e alle sfumature di un’orchestrazione sorprendentemente ricca di colori e articolazioni.Il quartetto vocale ha confermato il valore della proposta, con interpretazioni di alto livello.

Continua a leggere

DamadiPicche--Mattia-Gaido-W_8414

LA DAMA DI PICCHE (ПИКОВАЯ ДАМА, PIKOVAYA DAMA), P. I. ČAJKOVSKIJ - TEATRO REGIO DI TORINO, VENERDI’ 11 APRILE 2025

Arriva dalla Germania e precisamente dalla Deutsche Oper di Berlino l’allestimento de La Dama di picche di Čajkovskij in scena in questi giorni al Teatro Regio di Torino, che dobbiamo dire è stato premiato da una bella accoglienza di pubblico, anche giovane, che ha accolto un’opera non certo di facile fruizione con entusiasmo e partecipazione.

L’opera in tre atti fu composta da Pëtr Il'ič Čajkovskij nel 1890, su libretto di suo fratello Modest, ispirato all'omonimo racconto di Aleksandr Puškin e trasformata in un intenso dramma romantico e psicologico, accompagnato da una musica travolgente ed ispirata. L’opera tratta come spesso accade un tema che potrebbe ricorrere anche ai nostri giorni, periodo di grandi affanni finanziari e difficoltà ad arrivare a fine mese per tantissimi meno fortunati. Il protagonista German è un ufficiale povero che vuole scoprire il segreto di tre carte vincenti, custodito dalla misteriosa Contessa, soprannominata  appunto la "dama di picche". La sua sete di fortuna lo conduce alla rovina e alla follia, culminando in un finale cupo e drammatico.

Continua a leggere

BeethovenPastorale_EnneviFoto_040325_DSCF9271

QUARTO CONCERTO DELLA STAGIONE SINFONICA AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA – VENERDI’ 04 APRILE 2025

Quarto appuntamento ufficiale con la stagione sinfonica della Fondazione Arena, che chiama all’appello due artisti debuttanti sul palcoscenico del Filarmonico per un concerto dal sapore classico ed eterno di compositori come  Chopin e Beethoven, interpretati dal giovanissimo pianista russo Arsenii Moon e dal Maestro Giuseppe Mengoli alla testa dell’Orchestra della Fondazione Arena.

Continua a leggere

Rack3_EnneviFoto_280325_DSCF8544

CONCERTO PLETNEV - MCADAMS - TEATRO FILARMONICO DI VERONA - 29 MARZO 2025

Ancora una volta, la Fondazione Arena di Verona dimostra grande sensibilità nel valorizzare importanti ricorrenze, strutturando la propria programmazione attorno a momenti di rilievo storico e musicale. Dopo aver celebrato il cinquantesimo dalla morte di Šostakovič, il Teatro Filarmonico ha dedicato la serata agli ottant'anni dalla scomparsa di Béla Bartók, proponendo un concerto di grande fascino che ha visto anche la partecipazione del celebre pianista Mikhail Pletnëv nel Terzo Concerto di Rachmaninov.

Continua a leggere

DSC9475-scaled

ANNA BOLENA, GAETANO DONIZETTI – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 28 MARZO 2025

Il Teatro La Fenice di Venezia raccoglie la sfida di rappresentare il lunghissimo capolavoro di Gaetano Donizetti, Anna Bolena, salutando il nuovo sovraintendente Nicola Colabianchi  con quest’opera cha mancava in cartellone dal lontano 1857. Considerata uno dei capolavori del belcanto è particolarmente nota per la sua intensità drammatica e le difficoltà vocali dei suoi ruoli principali, soprattutto quello della protagonista, che deve poter sollevare la sua anima vocale fino a vette tali da far palpitare i cuori di chi ascolta. Ci vuole un cast assolutamente perfetto per metterla in scena e dalle rilevanti abilità recitative. L'opera racconta infatti gli ultimi giorni di vita della regina Anna Bolena, portandoci ai fasti del regno di Enrico VIII d’Inghilterra e delle sue sei mogli, di cui la protagonista è il secondo capitolo; una donna che dalle stelle di una vita accanto all’uomo più potente dell’epoca viene precipitata nell’abisso della colpevolezza e della condanna, inevitabilmente condotta a morte con l'accusa di tradimento e adulterio. Una donna dunque tormentata, dai sentimenti contrastanti che la vedono ancora legata al sovrano tra i fantasmi del suo vecchio amore Percy, tornato a tentarla e tormentarla, portandola verso una congiura ed una fine immeritata. Per questa operazione è stato scelto il veterano Pier Luigi Pizzi, che pensa di creare una ambientazione assolutamente asettica, in chiaroscuro, ove i personaggi sono lasciati ai loro sentimenti ad all’istinto interpretativo, proponendo elementi essenziali alla narrazione e senza stravolgerla, ed in cui quasi dal profondo buio emergono di volta in volta gli interpreti, a significare l’oscurità che sovrasta i loro destini. Potremmo essere anche in una stazione ferroviaria o in una fabbrica, con la schematicissima struttura che fa da sfondo all’azione, che come spesso accade si adatta facilmente a qualsiasi situazione in scena semplicemente aggiungendo dettagli. Molto dell’effetto visivo è dovuto alle luci di Oscar Frosio. Richiamano l’epoca i costumi prevalentemente neri e rossi, salvo i colori chiari della regina, anch’essa poi di scuro vestita dopo l’arresto, perché la luce si spegne dentro di lei e nella sua vita.

Nel ruolo del titolo Lidia Fridman è una imponente Anna che da’ vita ad un personaggio forte e volitivo; la voce che la caratterizza è drammaticamente scura, capace di raggiungere comunque le vette dell’impervio ruolo cui è immersa totalmente corpo ed anima; non sempre si odono pianissimi filati o sfumature particolarmente evidenti, ma la particolarità del suo tono e la passione con cui mette in scena il ruolo la rendono a tutti gli effetti una interprete vincente.

Enea Scala ha interpretato un Percy via via sempre più convincente nel corso della serata, aggiungendo alla voce dal suono dolce e setoso una passionalità ed una spinta emotiva notevole.

Alex Esposito è un Enrico dinamico, intrigante, un animale da palcoscenico che cattura l’attenzione sovra ogni misura; le sue doti attoriali sono da sempre impressionanti, spinte da una voce imponente che esalta ogni sua interpretazione. Carmela Remigio è la perfetta controparte di Anna: la sua Seymour è dilaniata da rimorso e passione per un amore troppo complicato ma desiderato ardentemente: l’interprete è generosa, da’ tutto vocalmente e fisicamente guadagnando larghi consensi.

Splendida Manuela Custer con il suo Smeton: delicato, struggente e disperato il suo personaggio espresso con abilità e padronanza vocale: c’è tutto nella sua voce: grazia, espressività, passione.  Chiudono il cast William Corrò e Luigi Morassi con i personaggi di Lord Rochefort e Sir Hervey.

Continua a leggere

foto-di-F.Parenzan-482

DER FLIEGENDE HOLLÄNDER, RICHARD WAGNER - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 21 MARZO 2025

L'attesa per questa nuova produzione al Teatro Verdi di Trieste era palpabile, alimentata dalla lunga tradizione wagneriana della città – anche se ormai sempre meno de facto - vista la scarsità di titoli presenti nei cartelloni delle ultime stagioni. Un interesse era accresciuto anche dal ritorno di Henning Brockhaus dopo i buoni successi di Traviata, Macbeth e Il Castello di Barbablù nel teatro giuliano. Tuttavia in questa occasione il risultato non ha pienamente soddisfatto le aspettative del pubblico, che ha accolto lo spettacolo con sonore contestazioni.

Mistero, maledizione e redenzione: Der Fliegende Holländer di Richard Wagner è un'opera intrisa di mito e simbolismo. Composta nel 1841 e rappresentata per la prima volta a Dresda nel 1843, segna l'inizio della maturità artistica del compositore tedesco. La storia si ispira alla leggenda del capitano maledetto, condannato a vagare in eterno sui mari, con la speranza di essere salvato dall'amore di una donna fedele. In questa messa in scena il regista ha spostato però l'attenzione dal tormento dell'Olandese alla figura di Senta, una scelta che ha diluito la tensione drammatica dell'opera e indebolito i temi cardine della narrazione e dell’intera filosofia wagneriana, cioè redenzione e sacrificio. Inoltre, l'idea che l'intera vicenda fosse un sogno della protagonista – come suggerito dalle note di regia – non è risultata immediatamente chiara, rendendo la lettura scenica confusa e appunto poco incisiva.

Continua a leggere

Elektra_EnneviFoto_160325_DSCF6340

R. STRAUSS - ELEKTRA - TEATRO FILARMONICO DI VERONA - 21 MARZO 2025

La nuova produzione della Fondazione Arena di Verona di Elektra di Richard Strauss al Teatro Filarmonico di Verona segna un evento di grande rilevanza, presentando la prima esecuzione in Italia della riduzione orchestrale realizzata da Richard Dünser. Questo adattamento, pur mantenendo la struttura e l'intensità drammatica della partitura originale, riduce le dimensioni dell'organico orchestrale, con l'obiettivo di rendere l'opera eseguibile anche in teatri con risorse più contenute senza comprometterne la tensione espressiva e la ricchezza timbrica.

Devo ammettere che il risultato non mi ha convinto del tutto. Comprendo le motivazioni dietro questo adattamento, ma il prezzo da pagare è una perdita evidente di potenza espressiva e di profondità timbrica. Dünser cerca di preservare la ricchezza sonora dell'originale trasferendola su un'orchestra sinfonica di dimensioni standard, ma il risultato è inevitabilmente una Elektra meno imponente e meno schiacciante nel suo impatto emotivo.

Continua a leggere

EnneviFoto_280225_DSCF1345

SECONDO CONCERTO DELLA STAGIONE SINFONICA DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA - PAGANO\JUROWSKI - 28 FEBBRAIO 2025

Il Teatro Filarmonico di Verona ha ospitato una straordinaria serata dedicata alla musica di Dmitri Dmitriyevich Shostakovich, nell'ambito della Stagione Sinfonica 2025 della Fondazione Arena. Un omaggio sentito al genio del compositore russo, nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa.

Figura complessa e profondamente segnata dalle vicende politiche e sociali del suo tempo, Šostakovič ha saputo esprimere attraverso la sua musica un universo di emozioni contrastanti, tra lirismo, ironia e disperazione. La serata ha visto due delle sue opere più significative: il Secondo Concerto per violoncello e la Sinfonia n. 15.

Composto nel 1966 e dedicato al leggendario violoncellista Mstislav Rostropovič, il Secondo Concerto per violoncello è un'opera densa di tensione e introspezione. A differenza del primo concerto, più immediato ed eroico, questa partitura si distingue per il suo carattere enigmatico e cupo, con una scrittura orchestrale rarefatta e momenti di profonda inquietudine. Šostakovič scrisse quest'opera in un periodo di salute precaria e crescente isolamento artistico, e il risultato è una musica che alterna introspezione lirica a episodi di sferzante ironia.

Continua a leggere

LaWally_EnneviFoto_210225_DSCF0788

A. CATALANI - LA WALLY - TEATRO FILARMONICO DI VERONA- VENERDI’ 21 FEBBRAIO 2025

Dimenticato in parte a causa dell’ingombrante fama del suo concittadino Puccini e stroncato dalla tubercolosi prima ancora di compiere quarant’anni, Alfredo Catalani è forse il compositore della “giovane scuola” che ha ricevuto meno attenzione dalla Storia. Oggi, in un’epoca in cui quel repertorio viene messo da parte per ragioni tanto estetiche quanto ideologiche – un vero vulnus per la nostra cultura musicale – assistere a *La Wally* ha il sapore della riscoperta: come rientrare in possesso di un frammento della propria tradizione, ormai percepito quasi come un reperto distante. Privata delle sue interpreti più carismatiche – pensiamo a voci come quelle della Olivero o della Tebaldi, capaci di imporsi con un’interpretazione viscerale – quest’opera oggi si ascolta con una prospettiva diversa. Più che la teatralità, marcata da un’estetica tipicamente fin de siècle, o la scrittura melodica, intensa ma frammentaria, ad emergere è soprattutto il valore della partitura orchestrale. La musica di Catalani non indulge mai in effetti facili né si lascia sopraffare da una retorica eccessiva, a differenza di quanto talvolta accade nei lavori di Mascagni – l’altro toscano della sua generazione, inserito nel triangolo con Puccini – o nelle pagine meno ispirate di Giordano. Più vicino a Wagner per l’idea di un tessuto musicale continuo, senza però rinunciare a strutture chiuse e riconoscibili, Catalani è verista più per il periodo in cui operò che per una reale affinità con il movimento. Più che rivalutato, andrebbe inquadrato nella sua giusta dimensione.

Continua a leggere

Jessica-Pratt-Lucia_TCBO_2025-02-16_Lucia_di_Lammermoor_Antepiano_D4_8271_Andrea-Ranzi

G. DONIZETTI, LUCIA DI LAMMERMOOR – COMUNALE NOUVEAU DI BOLOGNA, SABATO 22 FEBBRAIO 2025

Sulle scene del Comunale Nouveau di Bologna approda una coproduzione con il Donizetti Opera di Bergamo della Lucia di Lammermoor, firmata dalla regia visionaria di Jacopo Spirei e ripresa da Alessandro Pasini. Come spesso accade negli ultimi anni, anche in questo allestimento si è puntato a creare un forte impatto emotivo, permettendo al pubblico di identificarsi nei temi trattati. Questi vengono resi ancora più attuali grazie alla scenografia contemporanea e stilizzata di Mauro Tinti e ai costumi moderni di Agnese Rabatti. L’allestimento richiama, seppur vagamente, il celebre dipinto Nastagio degli Onesti, primo episodio di Botticelli, evocato dalla presenza di tronchi d’albero e, soprattutto, dall’immagine della fanciulla in fuga, inseguita da figure maschili. Questo elemento visivo incarna il fulcro della visione registica: la donna come vittima di una società maschilista, in cui viene trattata alla stregua di un oggetto da possedere e scambiare. Lucia, simbolo per eccellenza di questa condizione, trova nella follia l’unica via di fuga dal destino di un matrimonio imposto e detestato.

Continua a leggere