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CAVALLERIA RUSTICANA, P. MASCAGNI - PAGLIACCI, R. LEONCAVALLO - ARENA DI VERONA, CAST DI SABATO 31 LUGLIO 2021

Come sempre la Fondazione Arena ogni anno propone, e mai come quest’anno, un folto alternarsi di interpreti tra i protagonisti delle opere proposte in cartellone e spinti da curiosità ed interesse abbiamo assistito alla recita del 31 luglio, nella settimana dedicata alle stelle più famose del panorama lirico mondiale. È stata la volta di un’altra coppia nella vita e sul palco nel doppio appuntamento di Cavalleria rusticana e Pagliacci, ormai  dittico per eccellenza come creato dai teatri di tutto il mondo.

L’orchestra è diretta sempre dal Maestro Marco Armiliato e ovviamente ritroviamo l’allestimento della prima, recensita in giugno (http://www.mtglirica.com/categorie/recensioni/fondazione-arena-di-veronacavalleria-rusticanapagliacci25-giugno-2021.html), in collaborazione con il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento e dei Musei Vaticani per Cavalleria Rusticana, e con il Museo Nazionale del Cinema di Torino ed il Fellini Museum di Rimini per Pagliacci che confermiamo essere appropriati per entrambi gli allestimenti.

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TURANDOT, GIACOMO PUCCINI - ARENA DI VERONA, VENERDI’ 29 LUGLIO 2021

Spostarsi in giro per teatri ha il vantaggio di assistere un giorno a delle rarità ed il giorno dopo alla più tradizionale delle opere, amata e rappresentata ovunque tutti gli anni e da sempre motivo di richiamo per pubblico esperto e non. La Fondazione Arena di Verona propone un successo assicurato con la Turandot di Puccini, considerando che la coppia protagonista è costituita dall’acclamato duo artistico e nella vita Anna Netrebko/ Yusif Eyvazov, che infatti ha premiato la Fondazione con un bel tutto esaurito in tutti i posti disponibili e distanziati.

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LE VILLI , GIACOMO PUCCINI – TEATRO LIRICO DI CAGLIARI, MERCOLEDI’ 28 LUGLIO 2021

LE VILLI , GIACOMO PUCCINI – TEATRO LIRICO DI CAGLIARI, MERCOLEDI’ 28 LUGLIO 2021

Ogni volta che si pone all’orizzonte una sfida musicale la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari è pronta a coglierla con energia ed entusiasmo, così in tempi di timida uscita dall’emergenza sanitaria e tra mille restrizioni, questa volta con Le Villi di Puccini si è portata in scena all’aperto, nella neonata Arena davanti al teatro Lirico, una nuova produzione che vede in forze la regia di Renato Bonajuto, le suggestive scene di Danilo Coppola e i costumi di Marco Nateri. Un’opera che incredibilmente non era mai stata eseguita a Cagliari e che costituisce un’altra di quelle riscoperte che il Lirico pensa valga la pena di riportare in scena almeno una volta.

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MESSA DA REQUIEM, G. VERDI - FONDAZIONE ARENA DI VERONA, 18 LUGLIO 2021

Con l'annuncio della dedica della serata alla prematura scomparsa del regista Graham Vick, autore di una memorabile quanto contestatissima Traviata nell’anfiteatro veronese, è iniziata l’esecuzione della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, organizzata dalla Fondazione Arena di Verona, che ha visto scorrere sui giganteschi led walls di sfondo, immagini del Parco Archeologico di Paestum e di Pompei.

Prende così vita una composizione dalle monumentali proporzioni, in quella che è una Arena incredibilmente silenziosa ed attenta.

Con la sua Messa da Requiem, Verdi fa il suo ingresso in uno spazio già affollato da precedenti colleghi (Mozart, Cherubini, Brahms, Berlioz..) con il suo bagaglio di esperienze teatrali, quasi con l’intento di compiere una ulteriore forzatura su quegli schemi già così provati durante il primo e secondo Romanticismo. Egli ha fretta di concludere con una pagina morale il proprio rapporto con i personaggi che la fantasia gli ha permesso di mettere al mondo. Crede di essere alla fine della carriera, di aver chiuso con Aida e sembra quasi voglia fare testamento artistico. Non sarà così per fortuna, altri capolavori seguiranno la Messa, ma il risultato compositivo è, per certi versi, una combustione michelangiolesca, per altri una dolente, aristocratica respirazione, che trova nell’”Agnus Dei” la sintesi che raccoglie l’intera eredità ottocentesca.

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SIBERIA , U.GIORDANO - MAGGIO MUSICALE FIORENTINO, VENERDI' 16 LUGLIO
2021

A concludere il Festival del Maggio Musicale Fiorentino 2021, una nuova produzione di Siberia, opera dimenticata di Umberto Giordano.

L'opera seguì i due maggiori successi del compositore, Andrea Chenier (1896) e Fedora (1898), vide la luce alla Scala nel dicembre 1903 al posto della prevista Madama Butterfly (a causa del famoso incidente d’auto, Puccini non riuscì a terminarne la composizione in tempo) e vedeva protagonisti gli stessi protagonisti che avrebbero cantato la prima di Puccini nel febbraio 1904: Rosina Storchio, Giovanni Zenatello e Giuseppe De Luca. Successo non straordinario ma di maniera, Siberia ha fatto poi il giro dei maggiori teatri d'opera del mondo  e ha avuto molti ammiratori, tra cui Gabriel Fauré. L'opera rimase quindi dimenticata fino al 1927, quando Giordano riprese la partitura sforbiciando pesantemente fino a ridurre la durata di quasi un terzo, circa 90 minuti di musica in totale. e per alcuni anni ottenne elogi da fonti improbabili come Gabriel Fauré: poi svanì nell'oblio.

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NABUCCO, GIUSEPPE VERDI – ARENA DI VERONA, 17 LUGLIO 2021

Dopo l’interruzione e definitiva cancellazione dovuta alla pioggia della prima di Nabucco siamo tornati in una Arena di nuovo in attività dopo lo sciopero di orchestra e parte del coro (o meglio semi sciopero visto che l’Aida è andata in scena comunque con accompagnamento al pianoforte) il giorno 15 ed in una occasione veramente triste, che ha visto la scomparsa di uno dei più grandi registi d’opera, Graham Vick, mancato proprio a causa di complicazioni dovute al terribile virus che ancora miete vittime dopo un anno e mezzo di angosce.

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FARNACE, ANTONIO VIVALDI - TEATRO MAILBRAN , GIOVEDI' 8 LUGLIO 2021

FARNACE, ANTONIO VIVALDI - TEATRO MAILBRAN , GIOVEDI' 8 LUGLIO 2021

Le polemiche social, per quanto fini a sé stesse, hanno il pregio di ravvivare la curiosità degli appassionati nei confronti di titoli che – non ce ne voglia Vivaldi – non godono di grande popolarità (e diffusione) come nel caso del Farnace che in questi giorni è andato in scena al Teatro Malibran di Venezia.

Farnace debutta il 10 febbraio 1727 al Teatro di Sant’Angelo in occasione dei festeggiamenti veneziani del Carnevale con il libretto di Maria Lucchini scritto nel 1724 per il Farnace romano di Loeonardo Leo. Vivaldi, allora all’apice della sua fama, in appena cinque mesi riuscì a sfornare Dorilla in Tempe e Farnace per il Sant’Angelo e Ipermestra per la Pergola.

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RICCARDO MUTI & L’ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI – GRANDE RITORNO AL TEATRO LA FENICE, LUNEDI’ 12 LUGLIO 2021

RICCARDO MUTI & L’ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI – GRANDE RITORNO AL TEATRO LA FENICE, LUNEDI’ 12 LUGLIO 2021

La storia di Riccardo Muti con la città di Venezia è legata a tanti appuntamenti avvenuti sin dagli inizi della sua lunga e spettacolare carriera. Nello specifico della Fenice la sua prima fu cinquantuno anni fa nel luglio 1970,  cui poi seguirono numerosi altri eventi nel corso di quel decennio, poi più avanti nei Novanta fino alla grande riapertura dopo il pauroso incendio del 1996 con un grande evento alla presenza dell’allora Presidente Ciampi nel dicembre 2003. Un affetto che non si è mai spento e che lo stesso Maestro ha ricordato tra ironia sul tempo che passa e felicità per il suo ritorno insieme all’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Una compagine formata nel 2004 dallo stesso Maestro Muti e costituita da giovani selezionatissimi da tutta Italia che dopo tre anni di formazione ed esperienza possono poi spiccare il volo presso altre prestigiose realtà internazionali e non.  

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TRAVIATA, GIUSEPPE VERDI – ARENA DI VERONA, SABATO 10 LUGLIO 2021

TRAVIATA, GIUSEPPE VERDI – ARENA DI VERONA, SABATO 10 LUGLIO 2021

Proseguono le nuove produzioni della Fondazione Arena di Verona in questa estate 2021 che vuole essere un ponte tra la difficile situazione pandemica, che ha costretto l’anno scorso a proporre spettacoli estremamente essenziali, ed un futuro si spera sempre più sereno che possa riportare tutte le forme di spettacolo alla loro strutturazione tradizionale. Tutte le produzioni del Festival si pregiano del patrocinio del Ministero della Cultura e quindi in partnership con istituzioni museali italiane, culminando in un video - spot turistico della Regione Veneto, che da questo allestimento viene  proposto prima e ad ogni pausa degli spettacoli e realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura, la Soprintendenza A.B.A.P. Padova-Belluno-Treviso, la Soprintendenza A.B.A.P. Venezia e la Direzione Regionale Musei Veneto e i Comuni di Verona, Vicenza, Padova e Bassano del Grappa.

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IL BALLO DELLE INGRATE, IL COMBATTIMENTO DI TANCREDI E CLORINDA
C.MONTEVERDI - TEATRO MUNICIPALE VALLI R.EMILIA, MARTEDI' 6 LUGLIO 2021

Approda sulle tavole del meraviglioso Teatro Valli di Reggio Emilia, il dittico monteverdiano che ha debuttato lo scorso giugno al Festival Monteverdi di Cremona, in un nuovo allestimento curato dal collettivo Anagoor per la regia di Simone Derai.

Sedici anni separano il “Ballo” da “Il Combattimento”, sedici anni che vedono approdare a Venezia nel 1613 Claudio Monteverdi dopo una lunga “cortigiania” presso i Gonzaga di Mantova dove egli non produsse soltanto musica sacra e madrigali : il melodramma è il nuovo genere nel quale egli raccoglie ormai i maggiori favori. 

Se il “Ballo” viene pensato da Monteverdi come momento celebrativo per le nozze del Gonzaga, “Il Combattimento”  si lega a quel genere madrigalesco dove il recitativo viene vivificato in una nuova capacità della musica ad adeguarsi a differenti climi emotivi, a figure umane che si esaltano nell’invenzione insolitamente ricca e variata in cui il clima contemplativo cede a vicende autenticamente vissute sulla scena e articolate con un gusto analitico che trasforma il “recitar cantando” dei primi anni mantovani in “cantar parlando” degli anni veneziani.

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FAUST, C. GOUNOD - TEATRO LA FENICE, 29 GIUGNO 2021

Bellissimo spettacolo quello prodotto dal Teatro La Fenice, primo dopo le chiusure forzate dei mesi scorsi con il pubblico in sala e un allestimento completo, che fa onore al teatro veneziano per l’alta qualità della proposta.

Faust, titolo impegnativo per qualsiasi teatro, non solo per l’enorme dispendio di risorse artistiche richieste, ma anche e soprattutto per l’alta qualità richiesta per portare uno spettacolo del genere in porto, per più di tre quarti di secolo è stata l'opera più popolare dell'intero catalogo internazionale. Ogni singolo teatro l'aveva in repertorio pronta ad essere rappresentata con adattamenti, tagli, rimaneggiamenti, aggiunte ad uso del singolo cantante o impresario.

Oggi, come se un'indigestione ne avesse decretato il bando, vedere rappresentato il Faust di Gounod è più impossibile che raro. Soprattutto nella sua versione integrale, (cosa non successa nemmeno a Venezia) poichè Faust è opera molto lunga e non si conosce esattamente quale fosse la partitura originale (ci ha provato recentemente Spinosi ad incidere la prima versione con i dialoghi parlati) poi adattata attraverso le varie rappresentazioni fino a quelle di Strasburgo del 1860 dove Gounod aveva rimaneggiato i dialoghi e i melologhi, sostituendoli con veri e propri recitativi, infine per la sospirata rappresentazione all’Opèra furono aggiunti il balletto e i couplets di  Méphistophélès.

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G. F. HÄNDEL, IL TRIONFO DEL TEMPO E DEL DISINGANNO - PARMA, 28 GIUGNO 2021

Un’ infuocata Parma, con temperature degne di una capitale equatoriale, ha accolto una nuova produzione dell’ oratorio di Händel: IL TRIONFO DEL TEMPO E DEL DISINGANNO concepito dal Teatro Due nell’ambito delle manifestazioni di Parma capitale italiana della cultura 2021.

L’Oratorio nasce in un periodo in cui a Roma, per imposizione papale, erano stati chiusi i teatri: la nobiltà romana, per aggirare il divieto, allestiva cantate e oratori che erano in tutto e per tutto, tranne che nel nome, opere. Allegoria sulla fugacità della bellezza terrena, Il Trionfo del Tempo e del Disinganno viene scritto nel 1707 su libretto del cardinale Pamphilj e rappresentato nei concerti quaresimali organizzati a Roma dal cardinale Ottoboni. Anno fatidico quel 1707, mentre Händel scriveva a Roma il suo primo Oratorio, Bach componeva ad Arnstadt la sua prima Cantata: “Aus der Tiefen rufe ich, Herr, zu dir” (BWV 131). Si potrebbe immaginare qualcosa di più diametralmente opposto? Eppure sarebbe stato l’inizio di una stagione gloriosa per queste due forme musicali e anche per i destini di due grandi coetanei nella storia della musica.

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AIDA, GIUSEPPE VERDI - ARENA DI VERONA, SABATO 26 GIUGNO 2021

Prosegue senza sosta la programmazione della Fondazione Arena di Verona nella stagione della “rinascita” dopo la pausa forzata del 2019.

Dopo la splendida Aida in forma di concerto diretta da Muti, ora è la volta di Aida in forma scenica con tutti i “sacri crismi” della spettacolarità che si addicono a quest’opera, simbolo della programmazione veronese fin dal 1913.

Opera invero per nulla spettacolare, se si esclude la scena del trionfo, ma tutt’altro, lavoro estremamente intimista del Verdi più maturo, Aida ha visto quest’anno una nuova produzione con i già collaudati led walls a sostituire le “faraoniche” (!) scenografie consuete. Con la collaborazione del Museo egizio di Torino, che ha fornito immagini eccezionali di statue e papiri colà conservati, la Fondazione veronese ha imbastito un allestimento che conserva sì la magniloquenza classica degli allestimenti precedenti ma versati finalmente ad un intimismo più ricercato, non si sa se voluto o causato, che ha visto nello spazio scenico ridotto, una nuova luce più raccolta.

Certo, l’impianto generale non si discosta dal ripetere le trovate kitsch dello Zeffirelli di sempre, con gli egizi in sandaloni, nemes in testa belli e puliti ed etiopi con parruccone etnico sporchi e cattivi, ma forse l’assenza delle colonnone con i fiori di loto e le statue traballanti in cartapesta over size dell’immenso Fhtà hanno contribuito a rendere tutto un pelo più pulito e meno caotico del solito.

Ancora una volta in locandina non compare il nome dell'ideatore di questo allestimento e nemmeno di chi ha pensato le nuove coreografie (un po' bruttarelle) della scena del trionfo, sicuramente è qualcuno che sa comunque il fatto suo, se non altro nella movimentazione di masse e comparse, giacché il coro è confinato sui gradoni laterali a cantare immobile.

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FONDAZIONE ARENA DI VERONA : CAVALLERIA RUSTICANA -PAGLIACCI, VENERDI' 25 GIUGNO 2021

Apertura in gran spolvero per la stagione 2021 della Fondazione Arena di Verona con l’opera finalmente in presenza di coro, orchestra, figuranti, mimi, scene e costumi dopo lo stop forzato dell’anno scorso dovuto alla pandemia.

Il dittico operistico più famoso al mondo ha aperto una stagione che si preannuncia ricchissima di serate e di grandi nomi, riuniti finalmente nella sede naturale di un palcoscenico, con un pubblico che vi assiste in presenza pur con i limiti del distanziamento sociale.

Certo, la situazione pandemica ancora in corso ha comandato alla Fondazione Arena accorgimenti logistici che hanno imposto ad esempio di sacrificare la presenza in scena del coro ( relegato sulle gradinate ai lati del palcoscenico), limitare la presenza di figuranti e danzatori e di farli esibire con la mascherina,  ridurre le mastodontiche scenografie a pochi elementi di scena e ad inventarsi l’utilizzo del led wall per evitare assembramenti di macchinisti e tecnici, però il risultato finale si può dire ampiamente riuscito.

I led wall appunto, maxi schermi in pixel che la Fondazione Arena ha scelto quest’anno per sopperire in larga parte alle scenografie tradizionali sui quali si è scelto di proiettare immagini dedicate per ogni allestimento, scelte in collaborazione con musei, enti e parchi italiani, in una simbiosi riuscitissima.

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Foto Monteverdi Festival

SELVA MORALE E SPIRITUALE ,
musiche sacre di Claudio Monteverdi e musiche strumentali di Giovanni Gabrieli, Dario Castello, Giovanni Paolo Cima - Monteverdi Festival Cremona

Splendido concerto per perfezione stilistica ed esecutiva, quello al quale abbiamo assistito nell'ambito del Monteverdi Festival, lunedì 21 giugno dove Federico Maria Sardelli a capo dell'ensemble “Modo Antiquo” ha confezionato una silloge dei brani più “teatralmente” rappresentativi dalla “Selva morale e spirituale” del compositore cremonese.

Raccolta di quaranta composizioni sacre (le prime cinque – indicate come canzoni o madrigali morali – in italiano e le altre in latino), del 1641 e dedicata a Eleonora Gonzaga, figlia del duca Vincenzo I che Monteverdi aveva servito per più di vent’anni a Mantova prima di trasferirsi a Venezia, rappresenta la più voluminosa raccolta sacra del compositore e la summa di quasi trent’anni di impiego come maestro presso la Cappella di San Marco.

A Venezia, dove i fulmini restrittivi del Concilio di Trento giunsero spuntati, gelosa di una sua “laicità” nonostante i formali ossequi alla Chiesa di Roma, la Serenissima amò ritenersi sempre una zona franca , aperta ai dissensi politici e ideologici e ospitando non di rado fuoriusciti  e intellettuali non graditi ad ambienti di stretta osservanza papalina. L’ambito dell’arte religiosa, è quello in cui più lente si insinuano le innovazioni e più rigide vivono le tradizioni : se la scuola romana, con Palestrina ai suoi vertici, rappresentò un ritorno ad una vocalità “pura”, ad una polifonia semplice e solenne, Venezia costituisce il contraltare dissenziente, continuando a riempire le sue chiese di imponenti architetture sonore in cui le voci umane e i timbri strumentali si intrecciano in un gioco fantasioso e brillante.

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RICCARDO MUTI EMOZIONA L’ARENA DI VERONA PER I 150 ANNI DI AIDA – SABATO 19 GIUGNO 2021

RICCARDO MUTI EMOZIONA L’ARENA DI VERONA PER I 150 ANNI DI AIDA – SABATO 19 GIUGNO 2021