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TOSCA, GIACOMO PUCCINI – ARENA DI VERONA, SABATO 29 LUGLIO 2023

Il Duemilaventitré dell’ Arena di Verona si fregia di offrire al suo pubblico serate speciali, nuove produzioni operistiche e i suoi grandi classici, come certo si può definire la ormai leggendaria Tosca firmata Hugo de Ana, che da quel felice 2006 in cui vide la luce per la prima volta continua a riempire il grande catino veronese portando emozione, stupore ed entusiasmo grazie allo spettacolo che con la sua maestosa modernità strizza l’occhio ad una tradizione confortante all’occhio dell’esperto areniano, offrendo una perfetta aderenza al libretto e muovendo masse ed elementi scenici con intelligenza, sottolineando la personalità del singolo interprete, calato comunque in una visione collettiva dello spettacolo. Ritroviamo gli elementi caratteristici della messa in scena quali l’ormai celebre testa d’Angelo di Castel Sant’Angelo in Roma, le cui enormi braccia avvolgono il palco impugnando la spada, svelato man mano ma che resta una presenza imponente ed in un certo modo annunciatrice di fato ineluttabile, le tele di Cavaradossi che addobbano la chiesa di Sant’Andrea della Valle, e pochi altri ma curatissimi e fondamentali componenti che completano il piano scenico su cui tutto avviene. Punto focale ricordiamo il magnifico Te Deum con gerarchi ecclesiastici dai costumi sfarzosissimi sovrastanti il palco in una luce accecante;  poi colpi di cannone, campane suonanti e tutto ciò che serve per una atmosfera degna del grande cinema da effetti speciali. 

Con tempra di fuoco e sensibilità per i sentimenti in gioco dirige questo spettacolo maestoso Francesco Ivan Ciampa che cesella la partitura coordinando l’ottimo coro di Roberto Gabbiani, gli interpreti e l’orchestra in grado di trasmettere tanto il fuoco che arde nel duo innamorato quanto la rabbia che spinge l’antagonista spietato. 

Sulla scia di tanta energia i due amanti sfortunati si offrono al pubblico con una grinta a tratti primitiva, premiando l’istinto dei personaggi quasi a prevalere sulla parola. Ecco che il Cavaradossi di Roberto Alagna è sanguigno, votato al sacrificio espresso vocalmente da uno squillo persistente, possente e carico di vibrazioni forti; similmente la ‘furia’ Tosca è una Aleksandra Kurzak istintiva, ma a tratti languida ed ingenua, oppure esuberante e volutamente eccessiva tanto nelle movenze quanto nel canto che si tramuta da rabbioso per le ingiustizie subite a sensuale e delicato col suo Mario.  

Luca Salsi propone uno Scarpia quasi combattuto tra il suo essere malvagio e votato alla causa politica ed il sottostare al giogo della sensualità emanata dalla sua preda irraggiungibile. Tra istinti barbari e furia vendicativa il baritono esprime vigore nel suo canto e presenza scenica appropriata al terribile Barone. Davvero parte importante dello spettacolo, ciascuno col suo ruolo se pur breve,  gli altri componenti della squadra canora e pertanto mostrano una padronanza scenica con evidente professionalità gli ottimi  Spoletta di Carlo Bosi, lo Sciarrone di Nicolò Ceriani, il Carceriere Dario Giorgelè, così come molto bene l’ Angelotti di Giorgi Manoshvili  ed il fantastico Sagrestano di Giulio Mastrototaro. Sicura e adorabile nei panni del pastorello Erika Zaha.  Il Coro di voci bianche A.d'A.Mus. diretto da Elisabetta Zucca si aggiunge felicemente al lavoro del Coro areniano. 

Anfiteatro particolarmente gremito da un pubblico in festa che ha tributato generosi applausi sia all’ingresso degli interpreti principali in scena, sia alla fine a tutti i protagonisti ed al Maestro Ciampa. 

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CARMINA BURANA, CARL ORFF – ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO IN PIAZZA EREMITANI, GIOVEDI’ 27 LUGLIO 2023

Sta diventando sempre più popolare trovare in cartellone i maestosi Carmina Burana, soprattutto in estate, richiamando il folto pubblico che resta in città o che si trova in vacanza, proprio dove vengono organizzate manifestazioni estive di grande richiamo. È il caso dell’Orchestra di Padova e del Veneto che quest’anno dedica una serata proprio alla famosa cantata scenica di Carl Orff accompagnando il Coro Lirico Veneto preparato da Giuliano Fracasso, presente sul palco a seguire i suoi cantori, e ai piccoli del coro Coro Voci Bianche Cesare Pollini preparato da Marina Malavasi, sotto la direzione energica di Marco Angius.

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JUAN DIEGO FLÓREZ IN OPERA-ARENA 100, DOMENICA 23 LUGLIO 2023

Dopo il grandissimo successo nonostante la pioggia del ‘Roberto Bolle and friends’, un altro evento all’Arena di Verona che quest’anno propone diverse serate d’eccezione, come il concerto che ha visto come protagonista la superstar internazionale Juan Diego Flórez accompagnato da altri amici che presenti in questi giorni a Verona hanno reso la serata ancora più ricca. Il programma prevedeva una selezione delle arie del repertorio in cui il tenore peruviano è forte e dove naturalmente la sua voce può maggiormente risplendere: dal suo amato Rossini a Donizetti, Gounod, passando anche per il Verdi della Luisa Miller ed il Puccini di Bohème.

Sono tante le impressioni che suscita il tenore sul palco che, per dovere di cronaca raccontiamo essere stato riempito solamente dall’orchestra senza tanti fronzoli, tanto l’interesse era focalizzato sugli interpreti e la musica in essere. Semplici ma efficaci gli effetti luminosi che riempivano anche il cielo sovrastante l’anfiteatro. L’esperienza di Flórez non è soltanto abitudine e conseguente attitudine al palcoscenico stabilendo un feeling particolare con il pubblico (che è giunto anche dal suo Paese con tanto di bandiera nazionale per sostenerlo), ma l’intelligenza che mostra nel sapiente utilizzo della voce, del respiro, senza mai forzare nonostante il volume per sua natura non possa sovrastare una orchestra fisicamente imponente. Il timbro è morbido e sempre uniforme di una voce agile e squillante, intatta anche dopo circa due ore di concerto che gli hanno permesso di premiare il pubblico, tra gli altri, anche con brani estratti dal suo CD ‘Bésame mucho’, ove con la chitarra e l’eco dell’Arena il pubblico è rimasto senza fiato finché ha potuto per poi esplodere per sottolineare l’incredibile tecnica mostrata in ‘Cucurrucucù paloma’ o l’efficacia vocale nel brano che da’ il titolo all’album. Poi Donizetti con ‘Una furtiva lagrima’ e gran finale con ‘Nessun dorma’ da Puccini. Pubblico in piedi.

Ottimi compagni di viaggio ritroviamo dopo il Rigoletto la splendida  Marina Monzò che conferma quanto di bello ascoltato fin qui: la voce è agilissima e soave, di buono squillo e volume che non teme gli ampi spazi in cui si esibisce, elegante e precisa; parimenti Vasilisa Berzhanskaya offre una voce che definire poliedrica è riduttivo poiché il mezzosoprano si eleva anche molto in su nello spartito, grazie ad una voce duttile che da leggermente brunita si apre ad uno squillo morbido e più chiaro. Hanno completato il cast della serata con degno apporto Michele Pertusi, Sofia Koberidze, Marianna Mappa, Gabriele Sagona.

L’orchestra dell’Arena di Verona diretta da Christopher Franklin si impone per carattere, grinta e sensibilità nei confronti degli artisti; certo avendoli proprio a ridosso è difficile non prendere il sopravvento talvolta, ma il Maestro Franklin è sempre attento a guidare, sorvegliare e controllare che tutto fili liscio, coadiuvato dagli interventi del coro preparato da Roberto Gabbiani,  posto dietro all’orchestra.

Successo di pubblico non numerosissimo ma che ha premiato tutti con tantissime chiamate alla ribalta con rumorose manifestazioni di affetto.

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RIGOLETTO , GIUSEPPE VERDI - ARENA DI VERONA, RECITA DI GIOVEDI’ 20 LUGLIO 2023

Torna in Arena il nuovo allestimento pensato da Antonio Albanese per gli immensi spazi dell’anfiteatro che offre sempre la possibilità di dare sfogo alla fantasia per partorire idee nuove, ma che in qualche modo visto il contesto possano agganciarsi alla tradizione di solito amata dal pubblico presente a Verona in estate. Dopo la recita del giorno 7 luglio qui recensita http://www.mtglirica.com/categorie/recensioni/rigoletto-giuseppe-verdi-arena-di-verona-venerdi-7-luglio-2023.html gli unici sostanziali cambi nel cast sono relativi ai protagonisti Rigoletto, interpretato dal baritono tanto caro alla pubblico areniano Luca Salsi e al Duca di Mantova, qui nella figura della star internazionale Juan Diego Flórez. Sicuramente lo spettacolo procede meglio man mano che viene rodato e la piattaforma girevole si muove se pur con giusta cautela senza particolari intoppi, ma sempre con fastidioso e preoccupante rumore. Come notato nella recita precedente le masse fanno fatica a muoversi sul suolo pensato per essere fangoso e alla vista stagnante, e ciò non ne facilita i movimenti. Inoltre i riferimenti cinematografici che trasportano la vicenda agli anni cinquanta del secolo scorso sono un po’ limitati se si pensa alla pellicola di Visconti quasi nascosta a chi siede sul lato opposto rispetto al telone su cui si proietta ed al nome della trattoria Ex Dogana che in effetti richiede una conoscenza cinematografica specifica per poterne apprezzare l’utilizzo in questo contesto.

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LA TRAVIATA , GIUSEPPE VERDI - ARENA DI VERONA, SABATO 8 LUGLIO 2023

Tre gli allestimenti di Franco Zeffirelli previsti in cartellone per celebrare quest’anno il centenario dell’Arena Opera Festival, pietre miliari in questo significativo anniversario considerato il legame indissolubile del Maestro con l’anfiteatro veronese. Accanto alle storiche Carmen e Madama Butterfly, si ripropone oggi - alla Prima stagionale - la sua ultima Traviata debuttata postuma nel 2019 (allestimento da noi già recensito nel dettaglio qui). 

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RIGOLETTO , GIUSEPPE VERDI - ARENA DI VERONA, VENERDI’ 7 LUGLIO 2023

Non solo produzioni storiche in questo 100° Arena Opera Festival, a partire dalla controversa e avanguardistica Aida che l’ha inaugurato. Nuovo allestimento anche per Rigoletto, che in questa regia a firma di Antonio Albanese rappresenta una novità, per quanto l’impostazione generale rimanga incastonata nel solco della tradizione. 

La Mantova rinascimentale del XVI secolo cede il passo ad ambientazioni e costumi anni Cinquanta, in un paesaggio padano malsano e stagnante. La trasposizione è visivamente suggestiva e può funzionare nel rispetto del libretto, anche se i movimenti delle masse e lo studio apparentemente superficiale sulle interazioni tra i protagonisti rimangono fin troppo convenzionali, relegando i solisti ad esibirsi il più delle volte frontalmente in proscenio, con una resa dal sapore spesso antico.

Restano interessanti i riferimenti al cinema Neorealista coevo all’epoca proposta, a partire dal preludio con la proiezione di un estratto da “Bellissima” di Luchino Visconti dove una bambina (nella pellicola figlia di Anna Magnani) viene derisa crudelmente da un gruppo di adulti, in un chiaro parallelismo con i cortigiani nei confronti di Gilda e la sua innocenza. Altra citazione viscontiana è la trattoria che qui sostituisce Palazzo Ducale e porta l’insegna EX DOGANA, ripresa dal film “Ossessione”.

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CARMEN , GEORGES BIZET - ARENA DI VERONA, GIOVEDI’ 6 LUGLIO 2023

Carmen infiamma nuovamente l’Arena in questa seconda rappresentazione nel centenario del Festival. Lo storico allestimento zeffirelliano nato nel ‘95 non perde il suo smalto e ci immerge nuovamente in una Siviglia palpitante di colore e folklore, animata come sempre dal sapiente movimento delle masse e dalle imponenti scene sulle tinte del rosso e del porpora. 

La concertazione di Daniel Oren è una prima garanzia per la riuscita dello spettacolo: una conduzione energica, potente, ricca di contrasti e dinamiche variegate che riconfermano la partitura di Bizet tra i cavalli di battaglia del Maestro israeliano. 

Clémentine Margaine è nuovamente una certezza nel ruolo del titolo, dando voce brunita e solida alla conturbante protagonista con fraseggio variegato, personalità negli accenti e perfetta dizione francese. Come già riscontrato lo scorso anno all’inaugurazione della stagione, la spiccata attitudine scenica del mezzosoprano trova massima espressione nei primi piani della ripresa televisiva, in grado di catturare ogni smorfia sottile e sguardi di rara intensità. Purtroppo nello spettacolo dal vivo - complice l’immensità della struttura areniana - sono tutti dettagli impossibili da cogliere, e la resa scenica del personaggio appare piuttosto monolitica nel suo complesso, pur rimanendo una Carmen di carattere a livello musicale. 

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DER FLIEGENDE HOLLÄNDER , R. WAGNER - TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, RECITA DEL 4 LUGLIO 2023

Nuova produzione del Teatro la Fenice di Venezia di "Der Fliegende Holländer" dopo 28 anni di assenza, nella città italiana che Wagner ha più  amato (assieme a Palermo) e nella quale morì nel 1883.

Un'assenza molto lunga, ingiustificata se si pensa al legame di questa città con la storia e la vita del compositore, che ha visto una compagnia di canto di primo livello, in una produzione registica non particolarmente interessante.

Poche idee e molto confuse quelle messe in campo dal regista polacco Martin Lakomicki che ci ha proposto l'ennesima serata di Regietheater un po' ammuffito, annacquato in una salsa dal sapore stantio. Se l'idea iniziale del conflitto tra uomo e donna poteva risultare interessante, lo sviluppo nel corso dello spettacolo si è sbriciolato in una noiosa staticità che ha messo a nudo una incapacità di fondo nel venirne a capo. Abbiamo rivisto per l'ennesima volta l'idea originalissima (40 anni fa) dei doppi dei protagonisti, dove soprattutto nell'ultimo atto aggiungono confusione ad una incomprensibile idea che vorrebbe esaltare l'incomunicabilità tra le persone. Ciliegina sulla torta, l'omicidio (suicidio?) di Erik e conseguente lavaggio purificatore del sangue versato da parte di Senta (o del suo doppio). Sipario.

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CARMEN, GEORGES BIZET – TEATRO LIRICO DI CAGLIARI, RECITA DI DOMENICA 2 LUGLIO 2023

Nuova produzione di Carmen al Teatro Lirico di Cagliari dove ritorna dopo l’estate del 2018 e che si rivela sempre uno dei titoli operistici più amati e conosciuti dal pubblico che ama canticchiare le arie più acclamate non appena ne riconosce le prime note, testimoniando la popolarità dell'opera e l’affetto che la lega a chi da secoli si reca in teatro per ascoltarla. Lo spettacolo affidato al regista Renato Bonajuto è un giusto connubio tra il desiderio di volersi riconoscere in una ambientazione conosciuta e confortante ed una voglia di andare anche oltre lo spettacolone affollato che riempie il palco con quanto già visto mille volte. Il regista non resta certo all’Ottocento narrato, ma sposta la vicenda agli anni Cinquanta del Novecento, il che non tradisce affatto il libretto per come è costruita la vicenda, ispirata alle atmosfere del film Amantes del 1991 del regista Vicente Aranda, nel quale si cercava di contrastare un certo assopimento dei desideri e della voglia di libertà sotto la dittatura franchista. Ecco che la protagonista di Bonajuto è il simbolo del contrasto alla norma, l’unione di tutte le donne sensuali della storia in controtendenza rispetto al loro periodo storico; Carmen è ribelle e volubile in amore che è passione ma anche convenienza, è lotta per l’indipendenza contro qualsiasi gabbia morale e fisica. Tutto ciò che ruota intorno a lei è spesso complemento di una danza che la vede protagonista assoluta. Il regista, grazie alle scene di Danilo Coppola, ha posto le vicende sostanzialmente in una struttura metallica che si fonde perfettamente con gli effetti di luce di Valerio Tiberi che riescono talvolta persino a trasformarne i connotati, considerando che si spostano all’occorrenza per essere arricchiti con dettagli scenici utilissimi. Il rosso ed i colori forti prevalgono ed uniformano quanto appare in scena in un palco che non è mai vuoto e i protagonisti hanno sempre elementi appropriati con cui interagire. Bellissimo il sipario-velo tappezzato da locandine delle corride di Escamillo, che svelano pian piano ciò che accade dietro per poi sollevarsi; si intravede ad esempio il matrimonio immaginato tra Carmen ed Escamillo prima dell’ultimo atto in cui la corrida contribuisce ai loro festeggiamenti. Bellissimi, coloratissimi ed in qualche caso sgargianti, i costumi di Marco Nateri. Siamo quasi di fronte ad un musical, laddove la musica coinvolgente di Bizet diventa elemento portante di azioni e movenze tipiche delle moderne composizioni, per uno spettacolo che non ha niente più né meno di ciò che serve e che scorre via senza mai risultare pesante nonostante i quattro atti e l’ora tarda.

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IL BARBIERE DI SIVIGLIA, GIOACHINO ROSSINI – ARENA DI VERONA, SABATO 24 GIUGNO 2023

Probabilmente è un classico cominciare con ‘torna il fortunato allestimento’ quando si parla del ‘Barbiere’ di Hugo De Ana all’Arena di Verona, perché il regista è stato artefice di splendidi spettacoli capaci di unire il fascino del maestoso, sfruttando gli spazi a disposizione, con quel pizzico di attualità che attira i giovani e coloro che storcono il naso quando sentono parlare di regie tradizionali. Tanto il classico rossiniano, quanto ad esempio la Tosca che a breve tornerà in scena, sono ormai dei capisaldi areniani che piacciono, convincono ed attirano un bel pubblico numeroso. Numeroso anche per la prima del 24 giugno che a dir la verità ha attirato non solo appassionati rispettosi ed attenti, ma anche una buona parte di autentici maleducati non curanti di chi voleva ascoltare e soprattutto degli artisti impegnati in scena, capaci di disturbare in ogni modo possibile ed immaginabile come fossero stati ad una sagra di paese.

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L’INCORONAZIONE DI POPPEA, MONTEVERDI FESTIVAL DI CREMONA 2023, TEATRO PONCHIELLI – RECITA DI VENERDI’ 23 GIUGNO 2023

Quarantesima edizione del Festival Monteverdi a Cremona che si veste a festa per ricordare i 380 anni dalla scomparsa del compositore e dalla prima messa in scena dell’opera nel lontano 1643 al teatro Santi Giovanni e Paolo di Venezia. Sembra incredibile ma ancora oggi i temi trattati di amore, passione sensuale, tradimento e sete di potere sono attualissimi e facenti parte delle cronache di tutti i giorni, ed è dalla storia reale che Monteverdi coadiuvato per i versi da Giovanni Francesco Busenello attinse per narrare un frammento di storia romana in un modo talmente vicino a chi assiste da permettere una totale immersione negli avvenimenti. Il libretto è incredibilmente appassionato, ardente, perfettamente intriso delle note sinuose della partitura che l’intera vicenda prende tanto chi osserva ed ascolta quanto gli stessi interpreti, chiamati ad una prova vocale ed attoriale non da poco. Lo sa bene Pier Luigi Pizzi, ormai uno dei pochi Maestri della vecchia guardia che qui gioca con le parole fino all’esasperazione, coinvolgendo i personaggi in azioni sensualissime e spesso dal significato ambiguo, in un gioco di passione e potere perfettamente calato nella storia del libretto. Il set da lui stesso concepito è semplice, elegante ed essenziale, ma funzionale e pratico, così come i suoi costumi (forse gli interpreti hanno patito un po’ il caldo visto le temperature in sala) che posseggono quella elegante adeguatezza che si sposa perfettamente con il contesto generale.

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PEER GYNT, HENRIK IBSEN/EDVARD GRIEG - TEATRO DUE DI PARMA, MARTEDI' 20 GIUGNO 2023

Al debutto sulle tavole dell’Arena Shakespeare di Parma la nuova produzione di Peer Gynt di Ibsen voluta dalla Fondazione Teatro Due per la regia di Daniele Abbado. Lavoro iconico della letteratura teatrale norvegese, Peer Gynt è un'opera  monumentale. un capolavoro assoluto in cui si incontrano personaggi fantastici a cominciare proprio dal protagonista. Una favola nordica di un'intensita' unica, un viaggio straniante ma al tempo stesso profondissimo negli abissi dell'essere umano perché "solo chi perde se stesso, ritroverà se stesso"! Il lavoro di Ibsen, già di per sé debordante, esagerato, lunghissimo viene qui proposto in un unica soluzione senza intervallo, cinque atti compressi in due ore e quaranta ininterrotte di un testo qui tradotto ed adattato ad una narrativa fluidissima, che sfugge ad una comprensione definitiva e rimanda di continuo  ad incredibili possibilità interpretative.

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ARENA DI VERONA - AIDA- RECITA DEL 17 GIUGNO 2023

Dopo la prima rappresentazione di Aida che ha feteggiato il centesimo festival areniano (qui la recesnione dello spettacolo a cura di Maria Teresa Giovagnoli http://www.mtglirica.com/categorie/recensioni/inaugurazione-verona-opera-festival-2023-verona-16-giugno-2023.html) per la prima volta nella storia dell’Arena abbiamo assistito alla replica dello stesso spettacolo il giorno successivo con un cast parzialmente diverso.

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INAUGURAZIONE VERONA OPERA FESTIVAL 2023 – VERONA, 16 GIUGNO 2023

INAUGURAZIONE VERONA OPERA FESTIVAL 2023 – VERONA, 16 GIUGNO 2023

Il 16 giugno del 2023 sarà ricordato nella storia dello spettacolo come una ricorrenza particolarmente cara ai melomani di tutto il mondo e che la città di Verona ha organizzato dispiegando tutte le sue forze in lungo ed in largo per la città, non solo per quanto concerne l’anfiteatro e la rappresentazione in sé per sé. Si festeggia la centesima volta che il Festival areniano prende vita, interrotto solo a causa degli orribili eventi bellicosi e pandemici che si sono susseguiti da quando nel lontano 1913 la prima Aida solcò le scene dell’anfiteatro più famoso al mondo per gli eventi musicali. Nel 2013 si festeggiò il centenario dalla prima rappresentazione ed oggi si celebrano cento Festival di musica, di bellezza, di passione. Ciò ha coinvolto tutta la città con scenografie tratte da allestimenti passati posizionate in punti strategici, diffusori acustici in piazza Bra con arie e musiche operistiche in riproduzione sulla nota App Spotify, addirittura una apposita area Social con uno schermo di approfondimenti e riprese dei backstage. Insomma tante opportunità per coinvolgere una città in festa e quanto più pubblico possibile per un evento irripetibile. A questo si aggiunga l’Inno di Mameli con passaggio delle meravigliose Frecce tricolori, la Mondovisione, la diretta Rai con ospiti politici e personaggi del mondo dello spettacolo capeggiati dalla acclamatissima Sophia Loren, gli approfondimenti di Alberto Angela che affianca nella conduzione Milly Carlucci e Luca Zingaretti, per un cocktail di mondanità e spettacolo che Verona ha accolto con tutti gli onori ed un centro storico blindatissimo.

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DIALOGHI (Lucchesini/Mirabassi) - SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, 2 GIUGNO 2023

Per la trentaduesima edizione delle ‘Settimane musicali al Teatro olimpico di Vicenza’ abbiamo scelto una serata decisamente particolare e coraggiosa da parte dell’organizzazione, in quanto alle porte di un ponte vacanziero, che non ha scoraggiato un buon numero di spettatori a rimanere in città ed approfittare di quanto offerto dal bel teatro cittadino, che vale di per sé una visita, anche da parte dei turisti che invece hanno deciso di soggiornare proprio nella città berica per il lungo fine settimana. Con il titolo ‘Dialoghi’ si è voluto sottolineare un rapporto splendidamente simbiotico creato da due musicisti di razza, Andrea Lucchesini, stimato pianista a livello internazionale, esperto delle composizioni di Luciano Berio ed impegnato in collaborazioni prestigiose come con l’Accademia di Santa Cecilia a Roma, direttore artistico de Gli amici della musica di Firenze, e Gabriele Mirabassi, eclettico interprete del clarinetto, musicista di grande talento, con all’attivo diverse incisioni discografiche e collaborazioni con grandi artisti del Jazz internazionale.

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G.VERDI LA TRAVIATA - TEATRO LIRICO DI CAGLIARI - 27 MAGGIO 2023

Approda anche al Teatro Lirico di Cagliari la Traviata "degli specchi" ideata dal regista Henning Brockhaus assieme allo scenografo Josef Svoboda (qui ripresa da Benito Leonori) più di trent'anni fa per lo Sferisterio di Macerata e diventata ormai un'icona del teatro d'opera contemporaneo avendo girato praticamente quasi tutti i teatri della Penisola.

Lo spettacolo tuttavia, accusa il trascorrere del tempo, divenendo ormai archeologia teatrale e quella di Brockhaus appare alla fine oggi come una non regia, con qualche buona intuizione non sviluppata, come ad esempio l'apparente attrazione fisica di Germont padre nel secondo atto per Violetta.  Se l'idea dello specchio che si piega fino a mostrare la sala del teatro al termine fece all'epoca molto scalpore, oggi risulta uno spettacolo sostanzialmente decorativo e didascalico, con ampi spazi di vuoto registico.

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LE NOZZE DI FIGARO, W.A.MOZART - TEATRO COMUNALE NOUVEAU, BOLOGNA 23 MAGGIO 2023

Nuova produzione de Le Nozze di Figaro di W.A. Mozart nell’hangar fieristico trasformato nel provvisorio Teatro Comunale di Bologna per gli anni necessari alla ristrutturazione della sala del Bibiena.

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THE TURN OF THE SCREW, B. BRITTEN – TEATRO ARIOSTO DI REGGIO EMILIA, VENERDI’ 19 MAGGIO 2023

Figura di spicco della cultura angloamericana Henry James fu autore di molte opere significative della transizione letteraria tra l’Età Vittoriana ed il primo Modernismo. A contatto con i più importanti autori dell’epoca, sviluppò un amore fedele per il popolo britannico che lo ospitò dal 1876, anno in cui si stabilì a Londra prima di spostarsi nel Sussex. Di quello che si suole definire il ‘secondo periodo letterario’ di James fa parte il celebre The turn of the screw cui si ispirò Britten per l’omonima opera andata in scena al teatro Ariosto di Reggio Emilia lo scorso weekend. I temi specifici della vita quotidiana inglese, delle famiglie travolte da drammatici eventi, l’educazione dei bambini ed il rapporto tra innocenza e malvagità furono i soggetti preferiti di questo periodo e non solo. Fondamentale è il punto di vista dei personaggi, la loro coscienza, e tale rimane nell’opera di Britten, sebbene il ruolo dell’Istitutrice rimanga più marginale nella versione operistica, ove protagonisti assoluti sono i bambini e rispetto al racconto i fantasmi si materializzano effettivamente dialogando anche con la donna. Il regista Fabio Condemi offre nello spettacolo proprio il punto di vista dei piccoli: un lungo viaggio scaturito dalla mente e dai pensieri di chi ha evidentemente vissuto il dramma della morte con angosciante consapevolezza, quasi ad attenderla come fu per l’istitutrice precedente ed il suo amante scomparsi misteriosamente. Poco può la nuova arrivata di fronte a tanto mistero e a tanta oscurità. L’ambientazione dello spettacolo è asettica, fatta di ambienti semoventi per focalizzare man mano l’attenzione su luoghi specifici come una camera da letto, un soggiorno, un giardino, ma sempre accennati e particolarmente scarni, con onnipresenti a video immagini sovrapposte e ricordi di un passato forse immaginato o realmente impresso nelle menti dei piccoli. Fondamentali le immagini/racconto ideate da Fabio Cherstich.

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FONDAZIONE ARENA DI VERONA - NONO CONCERTO DELLA STAGIONE SINFONICA 2023 - TEATRO FILARMONICO 12 MAGGIO 2023

Se lo stato di salute di una Fondazione Lirico Sinfonica si potesse desumere dal suono della propria orchestra, potremmo dire senza ombra di dubbio che la Fondazione Arena di Verona gode di ottima salute. I recenti appuntamenti del lungo cartellone sinfonico di quest’anno sembrano decretare una rinascita sia in termini qualitativi che tecnici di un’orchestra che nell’ultimo periodo sembrava fossilizzata su di una routine operistica di medio spessore. Grazie anche al rinnovamento di gran parte delle file e al raggiungimento di un organico veramente completo,  l’Orchestra della Fondazione Arena si sta distinguendo per la scelta di un repertorio finora poco o per nulla eseguito in una città dove si è sempre prediletto un approccio cauto e remissivo nei programmi di sala. Un repertorio, quello proposto in occasione di questo doppio appuntamento che ha quindi perlustrato differenti ambiti del panorama musicale russo,  Ecco quindi che per la prima volta a Verona (!) abbiamo ascoltato il concerto n.4 per pianoforte ed orchestra di Rachmaninov e la sinfonia n.6 di Shostakovich. Rachmaninov deve al suo fisico e alle composizioni adattate ad esso molta della sua celebrità. Così come alla sua vicenda personale che lo vede più concertista per necessità che compositore per scelta per buona parte della sua vita. Nonostante non abbia mai ottenuto la popolarità del secondo e terzo concerto, il quarto resta un lavoro apprezzabile sia dal punto di vista tecnico che timbrico ben costruito orchestralmente, dove il compositore,  asceso a straordinaria popolarità assorbe anche le suggestioni del Nuovo Mondo, dimostrando d'aver ascoltato Gershwin e il jazz

 

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ORFEO ED EURIDICE, C. W. GLUCK – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 28 APRILE 2023

La Fondazione Teatro La Fenice decide, dopo circa trant' anni dall’ultima rappresentazione sulle sue tavole, di affidarsi al quasi novantatreenne regista Pier Luigi Pizzi per una nuova produzione di Orfeo ed Euridice di Gluck, simbolo dello storico sodalizio artistico tra il compositore ed il raffinato letterato Ranieri de’ Calzabigi, nella versione di Vienna del 1762. Il regista milanese crea uno spettacolo che a nostro avviso incarna proprio quanto prescritto dalla celebre riforma dell’opera seria, con uno spettacolo asciutto, raffinato e ‘candido’, in cui ci sia pieno coinvolgimento ed intreccio tra esecuzione musicale e quanto avviene in scena. Niente fronzoli canori così come niente di esagerato o che sconvolga il libretto viene portato sul palcoscenico, con una generale neutralità di colori chiaro - scuri ed una raffinatezza nei gesti e nelle movenze dei protagonisti che sembrano figure eteree volteggianti nell’aria. Tutto curato da Pizzi ovviamente: regia, scene e costumi, certo non distanti da quanto ci ha abituati a vedere, ma questa certezza rassicura, piace e rende il pubblico attento ed entusiasta per quanto visto. Massimo Gasparon completa il 'mood' con luci azzeccatissime che aggiungono ed intensificano il dramma (o la gioia) nei momenti essenziali.

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