DO25-Il-furioso-_V8B3485-1

G. DONIZETTI - IL FURIOSO NELL' ISOLA DI S. DOMINGO - DONIZETTI FESTIVAL 21 NOVEMBRE 2025



Che strano destino, quello del Furioso all’isola di San Domingo: un Donizetti lucidissimo, felicemente febbrile, rimasto confinato tra le pieghe di un genere che la critica ha sempre guardato dall’alto in basso, come si guarda un cugino di campagna che arriva tardi al ricevimento. Il “semiserio”: già il nome suona come un compromesso imbarazzato, un ossimoro d’antan. Eppure, dentro quella definizione un po’ polverosa, Donizetti infila un’opera di folgorante intelligenza teatrale, scritta nel 1833 — fra l’ebbrezza zuccherina dell’Elisir e il veleno aristocratico della Lucrezia Borgia. Nel Furioso, il compositore bergamasco gioca con le ombre della follia come con un ventaglio di sfumature: un attimo prima il sorriso, subito dopo il baratro. Non tutto regge, certo — non è il “capolavoro canonico” — ma quando la musica si accende (nell’aria di Cardenio, nel duetto con Eleonora e soprattutto nel sestetto che chiude il primo atto) si sente quella corrente elettrica che solo Donizetti sa creare: un misto di nostalgia, spasimo e levità quasi mozartiana. Il testo, vagamente da Cervantes, diventa una parabola sulla perdita della ragione, ma virata al maschile: dopo tante eroine che delirano con grazia, ecco finalmente un uomo che impazzisce con dignità. È come se Donizetti, prefigurando il proprio destino di malinconico in esilio mentale, si fosse specchiato in Cardenio e avesse detto: “stavolta tocca a noi”. Opera “semiseria”, dunque, ma solo nel nome: perché qui c’è già l’ossessione moderna per il doppio, per il confine instabile fra riso e dolore, lucidità e delirio. E si capisce che Donizetti, dietro il suo sorriso bergamasco, aveva intuito del romanticismo anche ciò che gli altri ancora non sospettavano. Lo spettacolo presentato al Teatro Donizetti di Bergamo nell’ambito del Donizetti Opera Festival 2025 appartiene a quella categoria che vogliono dichiararsi intelligenti fin dall’ inizio: consapevoli, rifiniti, con l’aria di chi ha già pronta la morale ancor prima del primo sipario. La regia di Manuel Renga procede con un’eleganza calibrata, levigata, quasi pudica: l’idea di un Cardenio anziano rintanato in una casa di cura funziona, ma viene sviluppata con una compostezza quasi clinica, dove anche gli oggetti — l’armadio, la bicicletta, il veliero tropicale — sembrano timbrare il cartellino prima di entrare in scena. Tutto è raffinato, lucidissimo, coerente, ma anche controllato all’eccesso: il Furioso diventa così un album dei ricordi, una follia relegata a metafora domestica, priva di quella vertigine che Donizetti scolpisce a colpi di bisturi emotivo. È uno spettacolo impeccabile, persino troppo impeccabile: disciplinato, educato, un congegno perfettamente funzionante che però non lascia filtrare quel lampo di rischio, quel graffio di incoscienza che l’opera chiederebbe per natura. Le scene di Aurelio Colombo — foresta tropicale di carta da parati esotica, ordinata con il buon gusto di un interior designer che rifugge ogni eccesso — contribuiscono a questa estetica della medietà controllata; le luci di Emanuele Agliati, splendide e chirurgiche, rifiniscono il tutto senza mai un cedimento. Uno spettacolo, in definitiva, costruito con cura quasi maniacale, raffinato, coerente, professionalissimo: un Furioso che furioso non è mai davvero, più incline alla compostezza che al rischio, più alla competenza che alla febbre. Ed è forse proprio l’assenza di quel guizzo, di quella sconnessione poetica che Donizetti aveva nascosto tra le pieghe della partitura, a lasciare un leggero rimpianto sotto tanta, impeccabile eleganza.

Continua a leggere

IlTurcoinItalia_161125_EnneviFoto_DSCF1085-1

G.ROSSINI -IL TURCO IN ITALIA - TEATRO FILARMONICO DI VERONA - 16 NOVEMBRE 2025

Vicenda curiosa, quasi paradossale, quella del Turco in Italia. Un capolavoro di ironia e modernità che al debutto, Milano 1814, fece… flop. Pubblico disorientato, critici guardinghi, e la maldicenza — tanto per cambiare — che Rossini avesse voluto fare il furbo rifacendo L’italiana al contrario, una turcheria speculare per strappare facili applausi. Niente di più infondato. Il Turco è opera lucidissima, nuova, costruita con un’intelligenza teatrale sorprendente. E poi il colpo di genio: l’ingresso del poeta Prosdocimo dentro l’opera, che cerca personaggi “reali” per scrivere una storia finta. Pirandello con un secolo d’anticipo, ma con i fiati leggeri e il sorriso obliquo di Rossini.

Continua a leggere

575299429_18229282321306231_358271627513615981_n

RECITAL GRIGORIJ SOKOLOV - TEATRO VERDI DI TRIESTE, 10 NOVEMBRE 2025

Poche settimane prima dell’avvio della sua novantaquattresima stagione, la Società dei Concerti di Trieste ha compiuto un atto di grande risonanza culturale recuperando il recital del Maestro Grigorij Sokolov. L'appuntamento, inizialmente previsto per marzo e attesissimo (era la prima volta che il pianista russo si esibiva per la società giuliana), si è svolto lunedì 10 novembre 2025 presso un Teatro Verdi praticamente esaurito. L'evento si è trasformato in una serata di assoluto trionfo, confermando, in modo inconfutabile, la statura di Sokolov come massimo pianista vivente.

Continua a leggere

Una-scena-di-Don-Quichotte-PH-Giorgio-Serinelli-1536x1025

G. MASSENET - DON QUICHOTTE - TEATRO GRANDE DI BRESCIA - 9 NOVEMBRE 2025


C’è, in Don Quichotte, un profumo di tramonto. È l’ultimo Massenet, quello che accarezza la fine di un secolo e di un sogno. Lo scrive nel 1909, già malato, con l’urgenza di chi vuole congedarsi con eleganza: e a Monte Carlo, dove l’opera debutta nel 1910, Fëdor Chaliapine fa del cavaliere un monumento fragile e titanico insieme. Non più un eroe ridicolo, ma un santo malinconico che cade in ginocchio davanti alla bellezza, al punto da crederla ancora possibile. È l’ultima illusione di un uomo e, forse, di un’intera civiltà musicale: quella dell’Ottocento che si spegne dolcemente, tra la nostalgia e la grazia.

Continua a leggere

Jq-IeuFw

DON GIOVANNI, W. A. MOZART - IVAN FISCHER OPERA COMPANY PER VICENZA OPERA FESTIVAL, 30 OTTOBRE 2025

Serata di grande musica e teatro al Teatro Olimpico di Vicenza, gremito in ogni ordine di posti per la prima rappresentazione di Don Giovanni di Mozart, diretta e firmata alla regia da Iván Fischer. Il pubblico delle grandi occasioni ha assistito a uno spettacolo che, pur nell’essenzialità dell’impianto scenico, ha saputo catturare l’attenzione e restituire pienamente la forza drammatica dell’opera.

Continua a leggere

WDJXzUig

R.WAGNER - DIE WALKURE - ACCADEMIA NAZIONE DI SANTA CECILIA - 27 OTTOBRE 2025

Roma, Santa Cecilia. “Die Walküre” riporta Wagner nella capitale, e che ritorno: la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium di Renzo Piano diventa per una sera il Walhalla più moderno d’Europa.

Continua a leggere

LeVilli_261025_EnneviFoto_DSCF7746

GIACOMO PUCCINI, LE VILLI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 26 OTTOBRE 2025

Con le Villi di Puccini torniamo al Teatro Filarmonico di Verona per riscoprire il felice esordio musicale del compositore lucchese. Nel 1884 infatti, l’ancora sconosciuto Giacomo Puccini conquista l’attenzione del pubblico milanese con la sua prima opera, Le Villi. Anche se fu presentata inizialmente per un concorso indetto dalla casa editrice Sonzogno che per altro non fu vinto, fu poi proposta al Teatro dal Verme di Milano, e suscitò un entusiasmo tale da spingere Ricordi a pubblicarla e riproporla, con grande successo. Il libretto di Ferdinando Fontana, ispirato a una leggenda nordica, racconta la tragica storia di Roberto e Anna, un amore distrutto dal tradimento e dalla vendetta ultraterrena delle “Villi”, spiriti di fanciulle morte di dolore. Con questa partitura ricca di melodie intense e suggestioni romantiche, Puccini rivela già il suo straordinario talento teatrale e musicale, ponendo le basi per la sua futura carriera di maestro dell’opera italiana.

Continua a leggere

DSC1062-scaled

A. BERG - WOZZECK -TEATRO LA FENICE DI VENEZIA - 19 OTTOBRE 2025

Cent’anni fa, nel dicembre 1925, Wozzeck andava in scena per la prima volta e l’opera di Alban Berg faceva irruzione nella storia come un pugno allo stomaco: brutale, poetica, disperata. A un secolo di distanza, la Fenice celebra quel debutto con una scelta tanto sorprendente quanto significativa: proporla non in tedesco, ma nella traduzione italiana di Alberto Mantelli. Un gesto che suona come un piccolo scandalo – e quindi, in perfetta sintonia con lo spirito dell’opera.

Continua a leggere

567697520_1255913156580710_381330705955013858_n

STAGIONE SINFONICA TEATRO VERDI DI TRIESTE: OREN - GADJIEV, VENERDI' 17 OTTOBRE 2025

Continua con successo la stagione sinfonica del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, giunta al sesto appuntamento. La serata musicale, diretta dal M° Daniel Oren e impreziosita dalla presenza al pianoforte di Alexander Gadjiev - ambasciatore di GO! 2025 Nova Gorica–Gorizia Capitale Europea della Cultura - ha offerto un affascinante percorso storico-emotivo, accostando il giovanile lirismo di Chopin alla travolgente energia di Beethoven. L'Orchestra della Fondazione, in collaborazione con la FVG Orchestra, ha saputo interpretare con coesione le diverse esigenze stilistiche dei due capolavori in programma.

Continua a leggere

IMG_3416

Riccardo Muti e Orchestra Giovanile Luigi Cherubini - TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, 9 OTTOBRE 2025

Il Teatro La Fenice di Venezia ha accolto pochi giorni fa il ritorno di Riccardo Muti, figura legata alla storia recente del teatro da un vincolo affettivo e artistico specialissimo. Il maestro napoletano è salito nuovamente sul podio lagunare, guidando l'Orchestra giovanile Luigi Cherubini in un concerto straordinario dedicato a pagine fondamentali del repertorio classico firmate Ludwig van Beethoven e Wolfgang Amadeus Mozart.

L'appuntamento è stato un momento simbolico che ha riacceso la fiamma di una collaborazione iniziata oltre cinquant'anni fa, nell’estate del 1970. Dopo concerti memorabili, Muti fu protagonista dell’atto di altissimo valore simbolico del 14 dicembre 2003, quando diresse il concerto che sancì la riapertura del Teatro ricostruito. L’ultima apparizione, nel 2021, aveva già rinsaldato il legame con la Cherubini per celebrare i cinquant’anni dal suo debutto veneziano.

Continua a leggere

Iris-0413

P.Mascagni - IRIS (versione concertante) - Teatro Real Madrid - 7 Ottobre 2025

 

Con Iris, che debutta al Costanzi di Roma nel 1898, Pietro Mascagni fa un passo di lato – o forse un balzo teatrale, visionario, quasi vertiginoso – rispetto al verismo con cui era esploso, e si tuffa in un Oriente immaginario, che di giapponese non ha nulla se non l’idea, o meglio, l’idea che in Europa si aveva allora dell’idea del Giappone: lanterne, ventagli, giardini di carta di riso e ninfe immacolate pronte a essere corrotte, cioè l’invenzione di un altrove poetico e sensuale per parlare di tutt’altro.

Continua a leggere

250724_CANTIERE_INTERNAZIONALE_D_ARTE_MAXIMA_IMMORALIA_0201

MAXIMA IMMORALIA
opera da camera per voci e strumenti
di Orazio Sciortino - Teatro della Cavallerizza Reggio Emilia 05 Ottobre 2025

Al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia, nell’ambito del Festival Aperto, è andata in scena Maxima immoralia, la nuova creazione di Orazio Sciortino, che intreccia musica, parola e gesto teatrale in un raffinato gioco di specchi tra eros, ironia e disincanto.

Continua a leggere

DSC_5202

DIE DEUTSCHE KAMMERPHILHARMONIE BREMEN
Riccardo Minasi direttore
Beatrice Rana pianoforte - Teatro Filarmonico di Verona - 1 ottobre 2025

Con il concerto della Deutsche Kammerphilharmonie Bremen diretta da Riccardo Minasi e con la presenza di una Beatrice Rana al pianoforte in forma smagliante si è chiusa a Verona la XXXIV edizione del Settembre dell’Accademia, rassegna che ogni anno propone un percorso di ascolto volto a mettere in luce nuove prospettive sui capolavori del repertorio.

Continua a leggere

DSC_4167

Budapest Festival Orchestra –
Settembre dell’Accademia, Teatro Filarmonico di Verona 24 Settempre 2025



Il ritorno della Budapest Festival Orchestra con il suo fondatore Iván Fischer era tra gli appuntamenti di maggior rilievo del Settembre dell’Accademia. L’orchestra ungherese si è presentata con la consueta particolarità: per ogni brano l’organico è stato riassemblato, con nuove disposizioni ai leggii e talvolta con un cambio dei musicisti stessi, quasi a suggerire che ogni partitura richieda un volto e una fisionomia sonora propria. Con loro il violinista Guy Braunstein, partner ideale in un programma che intrecciava Bach, Fischer e Beethoven.

Continua a leggere

foto-di-F.Parenzan-05323

Concerto in collaborazione con la SOCIETÀ DEI CONCERTI DI TRIESTE nell’ambito del FESTIVAL DI TRIESTE-IL FARO DELLA MUSICA

Il secondo appuntamento della Stagione Sinfonica 2025 della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi ha coinciso con la serata di chiusura del Festival di Trieste - Il Faro della Musica, una maratona di 18 produzioni che si sono svolte in soli 10 giorni. Per questo concerto sono stati scelti tre capolavori di Ludwig van Beethoven, legati tra loro da un tratto comune: una profonda carica di energia e un approccio sinfonico drammatico.

Il programma si è aperto con l'Ouverture da Coriolano in do minore, op. 62. Composta nel 1807 per la tragedia omonima di Heinrich Joseph von Collin, è una pagina simbolo dello stile Beethoven. L'opera è caratterizzata da un intenso conflitto tematico che riflette il dramma interiore del condottiero romano. Sfortunatamente, la direzione di Luka Hauser è sembrata fin da subito antiteatrale e poco incisiva, una debolezza che ha preannunciato un'esecuzione non del tutto convincente. 

Continua a leggere

Le-nozze-di-Figaro---Mozart-saluti-finali-Teatro-Olimpico-Festival-Vicenza-in-Lirica-2025---Foto-Edoardo-Scremin

WOLFGANG AMADEUS MOZART, LE NOZZE DI FIGARO – FESTIVAL VICENZA IN LIRICA 2025, TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, SABATO 13 SETTEMBRE 2025

Per il tredicesimo anno torna il Festival Vicenza in lirica nella città che lo ha visto nascere e che continua a vestirsi a festa ad ogni edizione, per rimarcare la bellezza dei suoi edifici e quanto sia essa stessa palcoscenico innegabile di arte, sinonimo di eccellenza nel mondo. Così è in questo Duemilaventicinque che corre velocemente verso l’autunno che Le nozze di Figaro diventano il fulcro di un’altra felice edizione da sold out ripetuti ed apprezzamenti vivissimi da parte del pubblico, vera anima della manifestazione.

Come sempre la produzione si propone di valorizzare vocalità giovani e fresche, ed anche in questo caso sono presenti i vincitori dell' VIII° Concorso lirico Tullio Serafin, la cui finale si è tenuta proprio lo scorso giugno.

Matteo Anselmi firma una regia veramente pensata sotto tutti i punti di vista, mostrando un profondo studio dei personaggi in relazione alla messa in scena. Essa infatti svela la dimensione più intima dei personaggi, sottolineando ciò che va ben oltre la superficie brillante della commedia, non priva di siparietti eccellenti, frutto di spirito d’iniziativa e presenza scenica dei protagonisti. Lo ‘specchio’ è qui un simbolo centrale: identità fratturata, inganno e rivelazione. Sul palco vi è infatti una pedana riflettente con specchi mobili che moltiplicano e ribaltano i gesti, creando un’atmosfera onirica. Il richiamo è ai palazzi principeschi ed alla stessa architettura palladiana, ma solo accennata, solo a memoria dei tempi che furono. I personaggi vivono infatti in uno spazio, creato da Bruno Antonetti, dove realtà e proiezione si confondono, a simbolo dell’incrinatura delle maschere sociali. Anche i costumi, opera di Anna Fabris – Ester Campagnaro, evocano l’epoca originale senza assolutamente imitarla, con toni lievi e velati, ed accessori che vagamente richiamano all’originale, ma che ne scarnano l’essenza come avviene per personaggi stessi. L’opera secondo il regista diventa così un turbinio tra verità e messa in scena, alla ricerca del volto autentico dei suoi ‘attori’, che ci mostrano sì una commedia, ma dai risvolti molto più profondi di ciò che appare in superficie.

Continua a leggere

foto-di-F.Parenzan-31

PRIMO CONCERTO SINFONICO DELLA STAGIONE AL TEATRO VERDI DI TRIESTE - 11 SETTEMBRE 2025

Per il terzo anno di fila, la locale Società dei Concerti di Trieste ha unito le forze con il Teatro Verdi cittadino per co-produrre il Festival di Trieste - Il Faro della Musica. Per la serata inaugurale della stagione sinfonica della fondazione lirica giuliana, una sala gremita ha accolto con entusiasmo un programma interamente dedicato a Johannes Brahms, con l'Orchestra della Fondazione Teatro Lirico G. Verdi di Trieste diretta da Hartmut Haenchen e con il solista Vadym Kholodenko al pianoforte.

Le due opere in programma, il Concerto per pianoforte n. 2 in si bemolle maggiore e la Sinfonia n. 4 in mi minore, pur con atmosfere diverse, hanno rivelato la profonda sensibilità e l'ingegno di Brahms. Entrambe le composizioni rappresentano un punto di arrivo nel loro genere, dove il compositore si confronta con la grande tradizione del passato (in particolare Beethoven) e al tempo stesso anticipa il futuro. In entrambi i brani, si ritrova una magistrale capacità di creare un'architettura formale impeccabile, nella quale ogni elemento è legato agli altri da una logica ferrea e un profondo lirismo.

Continua a leggere

Rigoletto_EnneviFoto_060925_DSCF2119

ARENA DI VERONA - RIGOLETTO- OROPESA, TEZIER, PATI - 06 SETTEMBRE 2025

La stagione areniana 2025 si è chiusa il 6 settembre con un nuovo Rigoletto, messo in scena nell’allestimento firmato da Ivo Guerra, ispirato alla storica edizione del 1928 di Ettore Fagiuoli e Raffaele Del Savio. Vale la pena ricordare che Fagiuoli (1884-1961), architetto e scenografo veronese, fu una figura chiave per la città: non solo autore delle imponenti scenografie che segnarono la rinascita del festival lirico negli anni Venti, ma anche progettista di edifici civili e religiosi che ancora oggi ne testimoniano l’ingegno, come la Sinagoga di Verona, il Palazzo delle Poste, il restauro del Teatro Filarmonico (prima del bombardamento), oltre a interventi urbanistici e restauri che hanno contribuito a definire il volto moderno della città. Verona gli deve moltissimo: la sua impronta, sobria e monumentale, lega indissolubilmente l’Arena al contesto urbano, rendendo la città un unicum dove architettura e anfiteatro convivono in armonia.

Continua a leggere

image6

CONCERTO DELLA GUSTAV MAHLER JUGENDORCHESTER AL VERDI DI PORDENONE - 2 SETTEMBRE 2025

 

Il 2025 segna un decennio di successo per la partnership tra il Teatro Verdi di Pordenone e la Gustav Mahler Jugendorchester (GMJO), un progetto che ha reso la città un punto di riferimento nel panorama sinfonico europeo. Grazie a questa collaborazione, oltre 1500 giovani musicisti e direttori di fama mondiale hanno trovato a Pordenone una casa per la musica. Il programma del 2025 ha celebrato questo anniversario con residenze artistiche, concerti e la partecipazione di grandi nomi come Christoph Eschenbach, Matthias Goerne, Manfred Honeck e Renaud Capuçon.

Continua a leggere

Rigoletto_080825_EnneviFoto_017

RIGOLETTO, GIUSEPPE VERDI – ARENA DI VERONA, VENEDI’ 08 AGOSTO 2025

Torna Rigoletto all’Arena di Verona, con la regia di Ivo Guerra e le scene storiche di Raffaele del Savio ispirate all’edizione del 1928 di Ettore Fagiuoli, confermando la vocazione monumentale del festival areniano, tra suggestioni visive e un cast di nomi prestigiosi, pur con risultati diseguali.

Non in serata il tenore Pene Pati nel ruolo del Duca di Mantova: sin dall’inizio la voce, pur dal colore interessante e vivace, è apparsa poco centrata e con un’emissione che, col passare della serata, ha perso ulteriore precisione e controllo. Gli acuti, pur raggiunti, mancavano di smalto, e la tenuta del suono ne ha risentito visibilmente. Qualche contestazione dal pubblico ha sottolineato un gradimento non completo.

Continua a leggere