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NABUCCO, GIUSEPPE VERDI – ARENA DI VERONA, 17 LUGLIO 2021

Dopo l’interruzione e definitiva cancellazione dovuta alla pioggia della prima di Nabucco siamo tornati in una Arena di nuovo in attività dopo lo sciopero di orchestra e parte del coro (o meglio semi sciopero visto che l’Aida è andata in scena comunque con accompagnamento al pianoforte) il giorno 15 ed in una occasione veramente triste, che ha visto la scomparsa di uno dei più grandi registi d’opera, Graham Vick, mancato proprio a causa di complicazioni dovute al terribile virus che ancora miete vittime dopo un anno e mezzo di angosce.

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FARNACE, ANTONIO VIVALDI - TEATRO MAILBRAN , GIOVEDI' 8 LUGLIO 2021

FARNACE, ANTONIO VIVALDI - TEATRO MAILBRAN , GIOVEDI' 8 LUGLIO 2021

Le polemiche social, per quanto fini a sé stesse, hanno il pregio di ravvivare la curiosità degli appassionati nei confronti di titoli che – non ce ne voglia Vivaldi – non godono di grande popolarità (e diffusione) come nel caso del Farnace che in questi giorni è andato in scena al Teatro Malibran di Venezia.

Farnace debutta il 10 febbraio 1727 al Teatro di Sant’Angelo in occasione dei festeggiamenti veneziani del Carnevale con il libretto di Maria Lucchini scritto nel 1724 per il Farnace romano di Loeonardo Leo. Vivaldi, allora all’apice della sua fama, in appena cinque mesi riuscì a sfornare Dorilla in Tempe e Farnace per il Sant’Angelo e Ipermestra per la Pergola.

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RICCARDO MUTI & L’ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI – GRANDE RITORNO AL TEATRO LA FENICE, LUNEDI’ 12 LUGLIO 2021

RICCARDO MUTI & L’ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI – GRANDE RITORNO AL TEATRO LA FENICE, LUNEDI’ 12 LUGLIO 2021

La storia di Riccardo Muti con la città di Venezia è legata a tanti appuntamenti avvenuti sin dagli inizi della sua lunga e spettacolare carriera. Nello specifico della Fenice la sua prima fu cinquantuno anni fa nel luglio 1970,  cui poi seguirono numerosi altri eventi nel corso di quel decennio, poi più avanti nei Novanta fino alla grande riapertura dopo il pauroso incendio del 1996 con un grande evento alla presenza dell’allora Presidente Ciampi nel dicembre 2003. Un affetto che non si è mai spento e che lo stesso Maestro ha ricordato tra ironia sul tempo che passa e felicità per il suo ritorno insieme all’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Una compagine formata nel 2004 dallo stesso Maestro Muti e costituita da giovani selezionatissimi da tutta Italia che dopo tre anni di formazione ed esperienza possono poi spiccare il volo presso altre prestigiose realtà internazionali e non.  

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TONES ON THE STONES 2021, XV edizione : 22 luglio – 5 settembre

TONES ON THE STONES 2021, XV edizione : 22 luglio – 5 settembre

presenta

NO(T)TE DI STELLE

Un grande evento multimediale e immersivo
dedicato al repertorio operistico

 il 24 luglio a
TONES TEATRO NATURA
Cava Roncino di Oira Crevoladossola (VCO)
ore 21.30

con

Barbara Frittoli (soprano)

  Ambrogio Maestri (baritono)

Francesco Pio Galasso (tenore)

Laura Verrecchia (mezzosoprano)

Antonio di Matteo (basso)

musiche eseguite da
Orchestra Filarmonica Italiana diretta da Elisabetta Maschio

con la regia di Paolo Miccichè
le danzatrici di LINEAdARIA
e la partecipazione di Maddalena Calderoni (soprano)

prevendite: 

https://www.diyticket.it/events/Musica/4530/notte-di-stelle

 

(LINEAdARIA)

Dopo il successo nel 2019 di un’Aida impreziosita da scenografie immersive – ultimo progetto operistico che ha chiuso, prima della pausa pandemica, un ciclo composto negli anni anche da opere come ToscaCavalleria Rusticana, e Turandot – a Tones on the Stones tornano i grandi progetti dedicati all’Opera riletti in chiave multimediale.

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TRAVIATA, GIUSEPPE VERDI – ARENA DI VERONA, SABATO 10 LUGLIO 2021

TRAVIATA, GIUSEPPE VERDI – ARENA DI VERONA, SABATO 10 LUGLIO 2021

Proseguono le nuove produzioni della Fondazione Arena di Verona in questa estate 2021 che vuole essere un ponte tra la difficile situazione pandemica, che ha costretto l’anno scorso a proporre spettacoli estremamente essenziali, ed un futuro si spera sempre più sereno che possa riportare tutte le forme di spettacolo alla loro strutturazione tradizionale. Tutte le produzioni del Festival si pregiano del patrocinio del Ministero della Cultura e quindi in partnership con istituzioni museali italiane, culminando in un video - spot turistico della Regione Veneto, che da questo allestimento viene  proposto prima e ad ogni pausa degli spettacoli e realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura, la Soprintendenza A.B.A.P. Padova-Belluno-Treviso, la Soprintendenza A.B.A.P. Venezia e la Direzione Regionale Musei Veneto e i Comuni di Verona, Vicenza, Padova e Bassano del Grappa.

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RICCARDO FRIZZA DIRIGE BEETHOVEN, MOZART E BRAHMS PER “L’ESTATE DEL BIBIENA” A BOLOGNA

RICCARDO FRIZZA DIRIGE BEETHOVEN, MOZART E BRAHMS PER “L’ESTATE DEL BIBIENA” A BOLOGNA

Mercoledì 14 luglio alle 20.00 al Teatro Comunale di Bologna

Reduce dalla vittoria a giugno della terza edizione del Premio Ópera XXI per la direzione della Lucia di Lammermoor all’ABAO Bilbao Ópera nel 2019, Riccardo Frizza torna sul podio dell’Orchestra del Comunale di Bologna, dopo diciassette anni, per un concerto in programma mercoledì 14 luglio alle 20.00 nel Teatro di Largo Respighi per il cartellone de “L’Estate del Bibiena 2021”.

Direttore musicale del festival Donizetti Opera di Bergamo, Frizza è considerato tra i più acclamati direttori d’orchestra della sua generazione ed è regolarmente ospite di teatri e festival nazionali e internazionali quali l’Opéra di Parigi, la Lyric Opera di Chicago, il Metropolitan di New York, la Bayerische Staatsoper di Monaco, il Teatro alla Scala di Milano, il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Festival Verdi di Parma e il Macerata Opera Festival. Ha inoltre diretto compagini come l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Gewandhausorchester di Lipsia e la Sachsische Staatskapelle di Dresda.

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IL BALLO DELLE INGRATE, IL COMBATTIMENTO DI TANCREDI E CLORINDA
C.MONTEVERDI - TEATRO MUNICIPALE VALLI R.EMILIA, MARTEDI' 6 LUGLIO 2021

Approda sulle tavole del meraviglioso Teatro Valli di Reggio Emilia, il dittico monteverdiano che ha debuttato lo scorso giugno al Festival Monteverdi di Cremona, in un nuovo allestimento curato dal collettivo Anagoor per la regia di Simone Derai.

Sedici anni separano il “Ballo” da “Il Combattimento”, sedici anni che vedono approdare a Venezia nel 1613 Claudio Monteverdi dopo una lunga “cortigiania” presso i Gonzaga di Mantova dove egli non produsse soltanto musica sacra e madrigali : il melodramma è il nuovo genere nel quale egli raccoglie ormai i maggiori favori. 

Se il “Ballo” viene pensato da Monteverdi come momento celebrativo per le nozze del Gonzaga, “Il Combattimento”  si lega a quel genere madrigalesco dove il recitativo viene vivificato in una nuova capacità della musica ad adeguarsi a differenti climi emotivi, a figure umane che si esaltano nell’invenzione insolitamente ricca e variata in cui il clima contemplativo cede a vicende autenticamente vissute sulla scena e articolate con un gusto analitico che trasforma il “recitar cantando” dei primi anni mantovani in “cantar parlando” degli anni veneziani.

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Riccardo Muti ritorna al Teatro La Fenice, dove mancava da 18 anni, in programma musiche di Franz Schubert


COMUNICATO STAMPA                                                                               

Venezia, luglio 2021

 

Riccardo Muti ritorna al Teatro La Fenice

 

in programma musiche di Franz Schubert

 

«Un legame specialissimo lega la Fenice a Riccardo Muti: a lui fu affidato il compito di dirigere il concerto che sancì la riapertura del 2003, e quell’evento fu solo il tassello di uno straordinario mosaico di concerti che il maestro ci ha regalato negli ultimi cinquant’anni» Così Fortunato Ortombina, sovrintendente e direttore artistico del Teatro La Fenice di Venezia, presenta l’attesissimo e ormai prossimo ritorno di Riccardo Muti nella sala veneziana.

Recuperando, come promesso, il concerto che era stato annunciato per lo scorso novembre, il maestro Muti tornerà sul podio del Teatro veneziano lunedì 12 luglio 2021 alle ore 20.00. Il concerto vuole celebrare le nozze d’oro della Fenice con Muti, cadendo a cinquant’anni – o meglio, vista la riprogrammazione, a cinquantuno – dalla sua prima apparizione a Venezia. E giunge ora più che mai atteso e di buon auspicio per ‘rispondere’ con l’emozione della grande musica al momento di estrema difficoltà che l’emergenza epidemiologica ha prodotto sulla città, sul comparto professionale della musica e su quello in generale dello spettacolo dal vivo. Il programma musicale del concerto vedrà Muti e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini impegnati nell’esecuzione di musiche di Franz Schubert: l’Ouverture in do maggiore op. 170 im italienischen Stile (nello stile italiano) d 591 e la Sinfonia in do maggiore d 944 La grande.

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La musica di Operaestate 2021 dalla classica alla contemporanea passando per il jazz.

Dal 17 luglio al 10 ottobre a Bassano del Grappa e nelle 22 città Palcoscenico

A OPERAESTATE LA MUSICA SPAZIA DALLA CLASSICA ALLA CONTEMPORANEA PASSANDO PER IL JAZZ

 

(Bassano del Grappa) Si apre sabato 17 luglio la nuova edizione di Operaestate Festival, la lunga rassegna estiva di Teatro, Danza, Musica, che dal centro di Bassano del Grappa, si allarga ad altri 27 comuni della Pedemontana Veneta. Con 98 titoli per 126 appuntamenti in 3 mesi, di cui 38 Prime Nazionali, Operaestate giunge alla sua 41^ edizione, intitolata Anno1 P.Q./Ecologie del Presente, dedicata da un lato a questo atteso periodo di Post Quarantena, e dall’altro alle esplorazioni delle ecologie del presente dal punto di vista dei molti artisti che partecipano al Festival. 

Classica, jazz, opera, tra maestri e giovani musicisti, si alternano al Festival presenze e stili, andando ad abitare paesaggi naturali e ad intersecarsi con i linguaggi del teatro.

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CELEBRAZIONI PER IL CENTENARIO DELLA SCOMPARSA DI ENRICO CARUSO: Il programma del 2021

Al via le Celebrazioni per il centenario della scomparsa di Enrico Caruso organizzate dal Comitato nazionale presieduto da Franco Iacono e approvate dal Ministero della Cultura. Una serie di iniziative si svilupperanno nell’arco di tre anni con l’obiettivo di “restituire” al mondo l’immagine del grande tenore raccontandone le origini, la storia del suo successo e la straordinaria modernità che ha contribuito a renderlo ambasciatore nel mondo del repertorio dell’opera lirica italiana e della canzone napoletana.

L’avvio delle Celebrazioni è previsto il 25 luglio (ore 21) con un Concerto al Maschio Angioino dal titolo Bentornato Don Enrico firmato da Federico Vacalebre. Un concerto che vuole ricomporre idealmente la frattura tra il “tenorissimo”, così come veniva chiamato, e Napoli. La sua carriera partì con alcuni “fischi” al Teatro di San Carlo, per continuare, subito dopo con un trionfo a New York. Si ascolteranno tanti classici napoletani. Caruso ha infatti riscritto con la sua voce e la sua leggenda la canzone napoletana e le Celebrazioni partiranno proprio da questo.

 A seguire sono previste una serie di iniziative raggruppate in tre categorie: Conversazioni, Espressioni ed Emozioni, Esposizioni, che si terranno nei luoghi “carusiani” per eccellenza: oltre Napoli, Lastra a Signa, Torre del Lago, Milano, Sorrento, Piedimonte Matese. 

CONVERSAZIONI

Nell’ambito di questa sezione sono organizzate Giornate di studi al Museo Caruso di Lastra a Signa e al Teatro di San Carlo, dove in particolare, presso il Museo MeMus sarà offerto un itinerario attraverso cimeli e documenti su Enrico Caruso, la visione di estratti di film e l’anteprima del documentario sul tenore realizzato dal MAV di Ercolano a cura di Luigi Vicinanza. Sono previsti nel programma momenti convegnistici dedicati ai rapporti del grande Maestro con il Teatro alla Scala, con Arturo Toscanini, con Giacomo Puccini. Due eventi riguarderanno le due anime dell’indimenticato interprete, quella legata alla canzone napoletana, patrimonio dell’umanità, e quella legata alla musica lirica.

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ACCADEMIA DI SANTA CECILIA - PRESENTATA LA STAGIONE 2021-22 DELL'ACCADEMIA DI SANTA CECILIA

ACCADEMIA DI SANTA CECILIA - PRESENTATA LA STAGIONE 2021-22 DELL'ACCADEMIA DI SANTA CECILIA

 

UNA NUOVA STAGIONE, UNA NUOVA AVVENTURA

 

Con la Sinfonia n. 2 di Mahler diretta da Jakub Hrůša si inaugura la stagione 2021/2022 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Otto appuntamenti con il Direttore Musicale Antonio Pappano e un cartellone ricco di nomi prestigiosi, di grandi interpreti e di interessanti debutti: l’Accademia riparte con 28 concerti sinfonici, 18 da camera e la Turandot in forma di concerto diretta da Pappano con Jonas Kaufmann.

 

Jakub Hrůša è il nuovo Direttore Ospite Principale dell’Istituzione

Il concerto di inaugurazione della Stagione Sinfonica (7 ottobre) verrà trasmesso in diretta da Rai Cultura su RAI5 e in diretta su RAI Radio 3.

 

Un carnet di proposte ricchissimo con ventotto concerti sinfonici, diciotto da camera, un’opera in forma di concerto e uno speciale concerto di Natale, due importanti tour europei, ventidue direttori tra i nomi più autorevoli del panorama internazionale – da Kirill Petrenko Sir John Eliot Gardiner, da Daniele Gatti Myung-Whun Chung Daniel Harding – che si alterneranno sul podio, ai quali si aggiungono Philippe HerrewegheMichele Mariotti, Lorenzo Viotti Jaap van Zweden tra i debutti alla guida dell’Orchestra di Santa Cecilia in questa nuova stagione di concerti 2021-2022.

Grande soddisfazione per la nomina di Direttore Ospite Principale a Jakub Hrůša, da anni presenza costante nei concerti dell’Accademia, che dirigerà Orchestra e Coro nei concerti di apertura con una composizione simbolicamente foriera di speranza, la Sinfonia n. 2 “Resurrezione” di Mahler, e in un’altra produzione a giugno. Sir Antonio Pappano sarà alla testa della sua Orchestra e del suo Coro per otto concerti, il primo dei quali in programma a fine novembre con il Concerto per pianoforte n. 1 di Brahms, eseguito dal fuoriclasse Daniil Trifonov, e guiderà l’Orchestra in due tournée internazionali che faranno tappa nelle più prestigiose sale da concerto europee: al Musikverein di Vienna, alla Philharmonie di Monaco, alla Elbphilharmonie di Amburgo, al Palau de la Musica di Barcellona, alla Philharmonie di Parigi e al Barbican di Londra. Inoltre dirigerà un brano di rara esecuzione come la Messa di Gloria di Rossini, composizioni di Richard Strauss, Haydn, Bruckner (continuando il suo percorso dedicato al compositore austriaco), una serata dedicata alla Gran Bretagna (con brani di Vaughan Williams, Elgar, Britten) riservando la consueta attenzione anche alla musica contemporanea (con brani di Ambrosini, il Concerto per pianoforte di Adès eseguito da Kirill Gerstein e la Faust-Cantata di Schnittke, prima esecuzione a Santa Cecilia). A marzo, invece, dirigerà Orchestra e Coro – quest’ultimo istruito dal Maestro Piero Monti e che sarà presente in stagione in 12 produzioni –, nella Turandot di Puccini in forma di concerto per la prima volta eseguita a Santa Cecilia. Un evento unico che segnerà il debutto di Jonas Kaufmann nel ruolo di Calaf e quello di Sondra Radvanovsky nel ruolo di Turandot.

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PRESENTATE STAGIONI ARTISTICHE DEL TEATRO LA FENICE DI VENEZIA

PRESENTATE STAGIONI ARTISTICHE DEL TEATRO LA FENICE DI VENEZIA

COMUNICATO STAMPA                                                                             Venezia, 6 luglio 2021

 

Stagione Lirica e Balletto 2021-2022

Stagione Sinfonica 2021-2022

Il programma dal 20 novembre 2021 al 22 ottobre 2022

La Stagione Lirica e Balletto e la Stagione Sinfonica 2021-2022 della Fondazione Teatro La Fenice sono state presentate oggi, martedì 6 luglio 2021,dal presidente della Fondazione Teatro La Fenice e sindaco della Città di Venezia Luigi Brugnaro (in collegamento web), dal sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina, dal direttore generale Andrea Erri, dal responsabile artistico delle attività di danza Franco Bolletta,da Maria Laura Faccini in rappresentanza della Regione del Veneto edalla vicepresidente di Marsilio Editore Emanuela Bassetti.

            «Saluto a nome della città una stagione lirico-sinfonica e di balletto che si apre a tutto il territorio metropolitano - ha sottolineato il sindaco Luigi Brugnaro. La novità di quest'anno è cercare di attirare pubblico non solo da Venezia ma anche da tutto il Veneto. Il teatro, dopo la terribile pandemia, torna ad aprirsi alla gente. Il popolo veneziano è sempre stato un grande estimatore della lirica che, al contrario di quanto si crede, non è un genere d'élite. Il teatro si avvicina anche ai più giovani e infatti da sei anni stiamo conducendo un'operazione nelle scuole per raccontare ai bimbi l'esperienza del Teatro la Fenice. Per quanto riguarda il cartellone, il 20 novembre inaugureremo la stagione lirica con il Fidelio di Beethoven, una serata che dovrà restare memorabile e alla quale dovranno partecipare tutte le autorità del Veneto perché la musica e la cultura devono avere il sostegno di tutti e devono tornare a vincere. Confermiamo poi il concerto di Capodanno di cui vado fiero e che, come ormai da tradizione, sarà trasmesso in diretta Rai e stiamo lavorando di fare in modo che la prossima estate la Fenice possa tornare in piazza San Marco. Al di là del cartellone, ci sarà un sempre maggiore coinvolgimento delle aziende, intese come mondo del lavoro. E’un grande onore per me presiedere il Consiglio di amministrazione della Fondazione. La cultura cammina sulla solidità di bilancio e sui contratti di lavoro e questo teatro è uno tra i più performanti da questo punto di vista riuscendo ad autofinanziarsi con gli spettacoli. A breve renderemo pubblici i bilanci sia per dare lustro alle istituzioni che ci aiutano sia per mostrare quanto la Fenice, a sua volta, aiuti altri teatri. Infinevoglio rivolgere un ringraziamento a tutti i lavoratori del Teatro per l’impegno e la dedizione che stanno mettendo nel loro lavoro».

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FAUST, C. GOUNOD - TEATRO LA FENICE, 29 GIUGNO 2021

Bellissimo spettacolo quello prodotto dal Teatro La Fenice, primo dopo le chiusure forzate dei mesi scorsi con il pubblico in sala e un allestimento completo, che fa onore al teatro veneziano per l’alta qualità della proposta.

Faust, titolo impegnativo per qualsiasi teatro, non solo per l’enorme dispendio di risorse artistiche richieste, ma anche e soprattutto per l’alta qualità richiesta per portare uno spettacolo del genere in porto, per più di tre quarti di secolo è stata l'opera più popolare dell'intero catalogo internazionale. Ogni singolo teatro l'aveva in repertorio pronta ad essere rappresentata con adattamenti, tagli, rimaneggiamenti, aggiunte ad uso del singolo cantante o impresario.

Oggi, come se un'indigestione ne avesse decretato il bando, vedere rappresentato il Faust di Gounod è più impossibile che raro. Soprattutto nella sua versione integrale, (cosa non successa nemmeno a Venezia) poichè Faust è opera molto lunga e non si conosce esattamente quale fosse la partitura originale (ci ha provato recentemente Spinosi ad incidere la prima versione con i dialoghi parlati) poi adattata attraverso le varie rappresentazioni fino a quelle di Strasburgo del 1860 dove Gounod aveva rimaneggiato i dialoghi e i melologhi, sostituendoli con veri e propri recitativi, infine per la sospirata rappresentazione all’Opèra furono aggiunti il balletto e i couplets di  Méphistophélès.

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Foto Marco_Caselli_Nirmal

G. F. HÄNDEL, IL TRIONFO DEL TEMPO E DEL DISINGANNO - PARMA, 28 GIUGNO 2021

Un’ infuocata Parma, con temperature degne di una capitale equatoriale, ha accolto una nuova produzione dell’ oratorio di Händel: IL TRIONFO DEL TEMPO E DEL DISINGANNO concepito dal Teatro Due nell’ambito delle manifestazioni di Parma capitale italiana della cultura 2021.

L’Oratorio nasce in un periodo in cui a Roma, per imposizione papale, erano stati chiusi i teatri: la nobiltà romana, per aggirare il divieto, allestiva cantate e oratori che erano in tutto e per tutto, tranne che nel nome, opere. Allegoria sulla fugacità della bellezza terrena, Il Trionfo del Tempo e del Disinganno viene scritto nel 1707 su libretto del cardinale Pamphilj e rappresentato nei concerti quaresimali organizzati a Roma dal cardinale Ottoboni. Anno fatidico quel 1707, mentre Händel scriveva a Roma il suo primo Oratorio, Bach componeva ad Arnstadt la sua prima Cantata: “Aus der Tiefen rufe ich, Herr, zu dir” (BWV 131). Si potrebbe immaginare qualcosa di più diametralmente opposto? Eppure sarebbe stato l’inizio di una stagione gloriosa per queste due forme musicali e anche per i destini di due grandi coetanei nella storia della musica.

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AndreaRanzi-StudioCasaluci IL BARBIERE DI SIVIGLIA

TRE GRANDI TITOLI OPERISTICI PER L’AUTUNNO DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Comunicato stampa
 
TRE GRANDI TITOLI OPERISTICI PER L’AUTUNNO DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA
 
Con interpreti come Kristine Opolais, Luciano Ganci, Roberto De Candia, Chiara Amarù, Antonino Siragusa e Nicola Alaimo per tre produzioni firmate da Emma Dante, Rosetta Cucchi e Federico Grazzini
 
Sul podio Asher Fish, Nikolas Nägele e Piergiorgio Morandi
 
Dal 17 ottobre al 23 dicembre, con quattro repliche per ogni titolo

 
Il barbiere di SivigliaAdriana Lecouvreur e La cenerentola. Riparte con tre celebrati allestimenti rispettivamente di Federico Grazzini, Rosetta Cucchi ed Emma Dante la stagione “Autunno all’Opera 2021” del Teatro Comunale di Bologna, che accompagnerà gli spettatori verso una totale ripresa delle attività a partire da gennaio, per la stagione 2022.

In occasione dei tre appuntamenti autunnali, la pianta della Sala Bibiena si presenta in una veste rinnovata. Il ridotto numero di posti è stato organizzato non solo tenendo conto del necessario distanziamento sociale e garantendo dunque la massima sicurezza, ma consentendo inoltre il miglior comfort possibile sia dal punto di vista visivo sia da quello acustico. Anche la diversificazione dei settori è stata pensata in maniera nuova, consentendo a ciascuno di trovare la soluzione più idonea per le proprie esigenze. Prezzi speciali dedicati ai minori di diciotto e trent’anni e ai maggiori di sessantacinque.

Si apre con il Rossini più celebre, quello del Barbiere di Siviglia, in scena dal 17 al 23 ottobre per quattro rappresentazioni complessive. Lo spettacolo è diretto da Piergiorgio Morandi. Federico Grazzini torna a riproporlo a Bologna dopo il successo della prima messa in scena del 2019. Sul palco sono impegnati Roberto De Candia come Figaro, Paola Leguizamon come Rosina, César Cortés, che si alterna con Pablo Martínez, nella parte del Conte di Almaviva, Marco Filippo Romano in quella di Bartolo e Andrea Concetti nei panni di Basilio. Completano il cast Laura Cherici (Berta) e Jacobo Ochoa (Fiorello). La presenza di alcuni giovani cantanti colombiani, Paola Leguizamon, César Cortés, Pablo Martínez e Jacobo Ochoa, segna la collaborazione del teatro felsineo con il Festival Internazionale di Musica di Cartagena, dove l’opera rossiniana verrà rappresentata nel gennaio 2022 all’interno della sedicesima edizione del festival, dedicata quest’anno al compositore pesarese ma bolognese di adozione, di cui il Teatro Comunale è da sempre portabandiera. Le scene sono di Manuela Gasperoni, i costumi di Stefania Scaraggi e le luci di Daniele Naldi. Presenting partner dello spettacolo è il Gruppo Hera.

Si prosegue con Adriana Lecouvreur di Cilea nell’allestimento che il Teatro Comunale di Bologna ha realizzato insieme a Rai Cultura nel febbraio scorso in forma di film-opera, e che ha riscosso un ottimo successo su Rai5. La produzione, firmata da Rosetta Cucchi, arriva finalmente in teatro con quattro recite dal 14 al 20 novembre, ripensata per lo spazio del palcoscenico e destinata questa volta a un pubblico presente in sala. Dirige Asher Fisch, già sul podio in occasione della realizzazione in forma di film. Anche il cast resta sostanzialmente invariato, a partire dalla protagonista: il grande soprano lettone Kristine Opolais. Insieme a lei sono impegnati Luciano Ganci nella parte di Maurizio e Veronica Simeoni in quelli della Principessa di Bouillon. Completano la compagine vocale Romano Dal Zovo (Principe di Bouillon), Gianluca Sorrentino (L’abate di Chazeuil), Elena Borin (Mad.lla Jouvenot), Aloisa Aisemberg (Mad.lla Dangeville), Luca Gallo (Quinault) e Stefano Consolini (Poisson). L’acrobata è Davide Riminucci. Unico nuovo interprete di questa ripresa il baritono Sergio Vitale, impegnato nella parte di Michonnet. Le scene sono firmate da Tiziano Santi, i costumi da Claudia Pernigotti, mentre le luci sono curate da Daniele Naldi. Le coreografie sono di Luisa Baldinetti, presente anche nella veste di ballerina, e i video di Roberto Recchia.

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Ennevifoto

AIDA, GIUSEPPE VERDI - ARENA DI VERONA, SABATO 26 GIUGNO 2021

Prosegue senza sosta la programmazione della Fondazione Arena di Verona nella stagione della “rinascita” dopo la pausa forzata del 2019.

Dopo la splendida Aida in forma di concerto diretta da Muti, ora è la volta di Aida in forma scenica con tutti i “sacri crismi” della spettacolarità che si addicono a quest’opera, simbolo della programmazione veronese fin dal 1913.

Opera invero per nulla spettacolare, se si esclude la scena del trionfo, ma tutt’altro, lavoro estremamente intimista del Verdi più maturo, Aida ha visto quest’anno una nuova produzione con i già collaudati led walls a sostituire le “faraoniche” (!) scenografie consuete. Con la collaborazione del Museo egizio di Torino, che ha fornito immagini eccezionali di statue e papiri colà conservati, la Fondazione veronese ha imbastito un allestimento che conserva sì la magniloquenza classica degli allestimenti precedenti ma versati finalmente ad un intimismo più ricercato, non si sa se voluto o causato, che ha visto nello spazio scenico ridotto, una nuova luce più raccolta.

Certo, l’impianto generale non si discosta dal ripetere le trovate kitsch dello Zeffirelli di sempre, con gli egizi in sandaloni, nemes in testa belli e puliti ed etiopi con parruccone etnico sporchi e cattivi, ma forse l’assenza delle colonnone con i fiori di loto e le statue traballanti in cartapesta over size dell’immenso Fhtà hanno contribuito a rendere tutto un pelo più pulito e meno caotico del solito.

Ancora una volta in locandina non compare il nome dell'ideatore di questo allestimento e nemmeno di chi ha pensato le nuove coreografie (un po' bruttarelle) della scena del trionfo, sicuramente è qualcuno che sa comunque il fatto suo, se non altro nella movimentazione di masse e comparse, giacché il coro è confinato sui gradoni laterali a cantare immobile.

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Cavalleria rusticana EnneviFoto

FONDAZIONE ARENA DI VERONA : CAVALLERIA RUSTICANA -PAGLIACCI, VENERDI' 25 GIUGNO 2021

Apertura in gran spolvero per la stagione 2021 della Fondazione Arena di Verona con l’opera finalmente in presenza di coro, orchestra, figuranti, mimi, scene e costumi dopo lo stop forzato dell’anno scorso dovuto alla pandemia.

Il dittico operistico più famoso al mondo ha aperto una stagione che si preannuncia ricchissima di serate e di grandi nomi, riuniti finalmente nella sede naturale di un palcoscenico, con un pubblico che vi assiste in presenza pur con i limiti del distanziamento sociale.

Certo, la situazione pandemica ancora in corso ha comandato alla Fondazione Arena accorgimenti logistici che hanno imposto ad esempio di sacrificare la presenza in scena del coro ( relegato sulle gradinate ai lati del palcoscenico), limitare la presenza di figuranti e danzatori e di farli esibire con la mascherina,  ridurre le mastodontiche scenografie a pochi elementi di scena e ad inventarsi l’utilizzo del led wall per evitare assembramenti di macchinisti e tecnici, però il risultato finale si può dire ampiamente riuscito.

I led wall appunto, maxi schermi in pixel che la Fondazione Arena ha scelto quest’anno per sopperire in larga parte alle scenografie tradizionali sui quali si è scelto di proiettare immagini dedicate per ogni allestimento, scelte in collaborazione con musei, enti e parchi italiani, in una simbiosi riuscitissima.

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Foto Monteverdi Festival

SELVA MORALE E SPIRITUALE ,
musiche sacre di Claudio Monteverdi e musiche strumentali di Giovanni Gabrieli, Dario Castello, Giovanni Paolo Cima - Monteverdi Festival Cremona

Splendido concerto per perfezione stilistica ed esecutiva, quello al quale abbiamo assistito nell'ambito del Monteverdi Festival, lunedì 21 giugno dove Federico Maria Sardelli a capo dell'ensemble “Modo Antiquo” ha confezionato una silloge dei brani più “teatralmente” rappresentativi dalla “Selva morale e spirituale” del compositore cremonese.

Raccolta di quaranta composizioni sacre (le prime cinque – indicate come canzoni o madrigali morali – in italiano e le altre in latino), del 1641 e dedicata a Eleonora Gonzaga, figlia del duca Vincenzo I che Monteverdi aveva servito per più di vent’anni a Mantova prima di trasferirsi a Venezia, rappresenta la più voluminosa raccolta sacra del compositore e la summa di quasi trent’anni di impiego come maestro presso la Cappella di San Marco.

A Venezia, dove i fulmini restrittivi del Concilio di Trento giunsero spuntati, gelosa di una sua “laicità” nonostante i formali ossequi alla Chiesa di Roma, la Serenissima amò ritenersi sempre una zona franca , aperta ai dissensi politici e ideologici e ospitando non di rado fuoriusciti  e intellettuali non graditi ad ambienti di stretta osservanza papalina. L’ambito dell’arte religiosa, è quello in cui più lente si insinuano le innovazioni e più rigide vivono le tradizioni : se la scuola romana, con Palestrina ai suoi vertici, rappresentò un ritorno ad una vocalità “pura”, ad una polifonia semplice e solenne, Venezia costituisce il contraltare dissenziente, continuando a riempire le sue chiese di imponenti architetture sonore in cui le voci umane e i timbri strumentali si intrecciano in un gioco fantasioso e brillante.

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Illustrazione di Pierluigi Longo

DON PASQUALE inaugura Estate al Parco della Musica di Parma

DON PASQUALE

INAUGURA ESTATE AL PARCO DELLA MUSICA DI PARMA

L’opera di Gaetano Donizetti torna a Parma dopo 28 anni

nel nuovo allestimento firmato da Pier Francesco Maestrini,

con protagonisti Laura Giordano, Antonio Mandrillo,

Federico Longhi, Pablo Galvez, Giulio Riccò,

diretti da Ferdinando sul podio dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani. Per i più piccoli il laboratorio Al Parco con Don Pasquale di Opera EducationAs.Li.Coin collaborazione con Giocampus.

Parco della Musica

30 giugno, 7, 9, 11 luglio 2021, ore 21.30

Don Pasqualedi Gaetano Donizetti inaugura mercoledì 30 giugno 2021 alle ore 21.30(recite il 7, 9, 11 luglio 2020, ore 21.30) Estate al Parco della Musica, la rassegna realizzata dal Teatro Regio di Parma e da La Toscanini sotto le stelle del Parco della Musica di Parma, uno dei luoghi più affascinanti della città, accanto all’Auditorium Nicolò Paganini firmato da Renzo Piano e al Centro di Produzione Musicale “Arturo Toscanini”, avvolti dalla frescurae dal verde del Parco che li circonda.

L’opera del compositore bergamascotorna a Parma dopo 28 anni in un nuovo allestimento firmato da Pier Francesco Maestrinie realizzato in coproduzione con l’Ente Luglio Musicale Trapanese, con scene e video di Guillermo Nova, i costumi di Luca Dall’Alpi, le luci di Andrea Borelli, i movimenti coreografici di Michele Cosentino. Ferdinando Sulla, sul podio dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani, dirige la partitura nella riduzione orchestrale di Casa Ricordi a cura di Enrico Minaglia, con protagonisti Laura Giordano (Norina), Antonio Mandrillo (Ernesto), Federico Longhi (Don Pasquale), Pablo Galvez (Dottor Malatesta), Giulio Riccò (Notaio).

 “Come molte delle opere spiritose di Donizetti, - scrive il regista nelle sue note - il riadattamento in chiave moderna di Don Pasquale funziona quasi sempre, considerando il tipo di intreccio privo di connotazioni storiche e incentrato sui rapporti amorosi. Solitamente come collocazione si predilige la Roma del dopoguerra per poter attingere a una fonte di ispirazione importante quale il neorealismo italiano, o il decennio successivo quando lo sviluppo di Cinecittà ha contribuito a ridefinire l’immagine dell’Italia in pieno boom economico”.

“Considerando che nel libretto nulla rimanda a una collocazione romana ottocentesca tranne che per quanto indicato nelle didascalie, ho sempre pensato che questa commedia brillante potesse essere riletta alla luce del proibizionismo degli anni’20-’30 e della grande depressione degli Stati Uniti, quando si andava affermando lo stereotipo del gangster italoamericano del ‘Don’ del ‘Padrino’, da Al Capone a Lucky Luciano”.

“Più che alla saga di ‘Don’ Vito Corleone, il nostro ‘Don’ Pasquale strizza l’occhio più alle commedie incentrate su quel tema, partendo da Bulli & Pupe di Mankiewicz, passando per Pallottole su Broadway di Woody Allen fino a The Hudsucker Proxy dei Cohen (la cui versione italiana porta l’infelice titolo di Mister Hula Hoop, che non sarebbe proprio un gangster-movie, ma ci è servito ugualmente soprattutto per l’incredibile ambientazione decó dell’imponente ufficio del boss che domina la Grande Mela)”.

“Mi piaceva infatti l’idea che la nostra Norina affrontasse senza timori, fino a dominarlo e metterlo nel sacco, un personaggio senza scrupoli e temuto da tutti, invece che un anziano e bonario benestante romano, in modo da offrire molti più spunti comici ai personaggi ed esasperarne le esperienze”.

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