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DIVERSITÀ, PAURA E SCOPERTA” IN UNA NUOVA OPERA NATA DA UN PROGETTO DI EUROPA CREATIVA - TEATRO COMUNALE DI MODENA

 

COMUNICATO STAMPA
Modena

 “DIVERSITÀ, PAURA E SCOPERTA” IN UNA NUOVA OPERA NATA DA UN PROGETTO DI EUROPA CREATIVA
CrossOpera è l’iniziativa che ha unito i teatri lirici di Modena, Linz e Novi Sad in nome dell’integrazione culturale

 Va in scena venerdì 3 dicembre alle 20 e domenica 5 dicembre alle 15 .30 per la stagione lirica al Teatro Comunale di Modena CrossOpera. Diversità, paura e scoperta, nuovo titolo dedicato al tema dell’integrazione transculturale prodotto e commissionato insieme al Landestheater di Linz (Austria) e al Serbian National Theatre di Novi Sad (Serbia) e vincitore del bando Europa Creativa 2018. Entrambe Linz e Novi Sad sono città gemellate di Modena. Il giorno 2 alle ore 18 Sandro Cappelletto, autore del libretto dell’atto italiano e narratore nello spettacolo, presenterà l’opera al pubblico in occasione di Invito all’Opera (ingresso libero da Via del Teatro 8).

Come da progetto, l’opera prevede la presenza di 12 musicisti e 6 giovani cantanti provenienti in egual numero dalle tre città. È divisa in tre episodi, ognuno affidato a un compositore proposto dai rispettivi teatri: l’italiano Luigi Cinque, il tedesco Valentin Ruckebier e la serba Jasmina Mitrusic. Ogni atto viene interpretato nella lingua d’origine (italiano, tedesco e serbo) con sopratitoli nella lingua del teatro del paese di esecuzione. Dopo Modena, teatro capofila del progetto europeo, l’opera sarà rappresentata a Novi Sad, “Capitale Europea della Cultura 2022” (20 e 22 gennaio) e a Linz, le cui rappresentazioni previste per il 10 e 12 dicembre sono state per ora sospese a causa della chiusura dei teatri austriaci. Tutti i musicisti sono stati ospitati per una residenza a Novi Sad, in agosto, e a Linz, in settembre, prima di venire a Modena per la produzione dell’opera.

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Pubblichiamo nota di Assolirica sull'ultimo decreto ministeriale firmato dal Ministro Franceschini.

FRANCESCHINI NON CI SIAMO

 

E’ uscito l’ennesimo decreto ministeriale che esclude ancora una volta gli artisti lirici e i team creativi dai sostegni ai lavoratori dello spettacolo.

E’ possibile metter in scena un’opera senza cantanti, direttori d’orchestra, registi, scenografi e costumisti?

Evidentemente per il Ministro Franceschini sì.

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Donato-Renzetti

CortinAteatro. Domenica 05.12 prende il via il cartellone invernale della stagione culturale di Cortina d'Ampezzo, all'insegna dell'internazionalità

COMUNICATO STAMPA

CORTINATEATRO:

DOMENICA 5 DICEMBRE PRENDE IL VIA IL CARTELLONE INVERNALE DELLA STAGIONE CULTURALE DI CORTINA D’AMPEZZO

Otto appuntamenti tra concerti, danza e circo-alpinismo e un “progetto nel progetto”: si tratta di Nell’Olimpo di Beethoven, un percorso pluriennale nato dalla collaborazione tra Musincantus, il Maestro Donato Renzetti con il progetto Obiettivo orchestra della Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, il Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni, l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta e la Filarmonica TRT – Teatro Regio Torino, che accompagnerà musicalmente la Regina delle Dolomiti verso le Olimpiadi del 2026.

A Cortina arriveranno grandi ospiti internazionali, come il gruppo pluripremiato SeiOttavi, la soprano Ines Salazar ricordata come “la Tosca del centenario”, ilvincitore del 63° Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni Jae Hong Park, il direttore d’orchestraDonato Renzetti eil Russian Classical Ballet di Mosca, e approderanno interessanti produzioni come la performance White Out – La conquista dell’inutile di Piergiorgio Milano, in prima assoluta, e il concerto Gloria & Magnificat.

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Bach e Hindemith per i Ritratti incrociati OPV:grandi interpreti per nuove occasioni di ascolto in omaggio a Messinis e Abbado

Bach e Hindemith per i Ritratti incrociati OPV:grandi interpreti per nuove occasioni di ascolto in omaggio a Messinis e Abbado

 

Con Ritratti incrociati OPV presenta la prima esecuzione integrale dei Concerti brandeburghesi di Bach e delle Kammermusiken di Hindemith mai realizzata in soli due giorni.

Una sfida che richiamerà a Padova alcuni tra i più apprezzati musicisti italiani, prime parti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e del Teatro alla Scala di Milano, con Daniele Orlando violino solista e concertatore, per la direzione di Marco Angius.

Il progetto riprende l’impresa di Claudio Abbado, in omaggio al musicologo veneziano Mario Messinis.

 

Giovedì 2 e venerdì 3 dicembre alle ore 20.45 presso l’Auditorium Pollini di Padova, l’Orchestra di Padova e del Veneto si misurerà con un doppio appuntamento esclusivo volto a sancire il definitivo completamento del programma di recupero dei concerti della 55a Stagione, slittati a causa dell’emergenza sanitaria.

Con il titolo Ritratti incrociati OPV proporrà la prima esecuzione integrale dei Concerti brandeburghesi di Bach e delle Kammermusiken di Hindemith mai realizzata in soli due giorni. Una sfida che porterà a Padova alcuni tra i più importanti e apprezzati musicisti italiani, nonché prime parti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, con Daniele Orlando violino solista e concertatore, per la direzione di Marco Angius.

«L’idea di un’integrale simultanea dei Concerti brandeburghesi e delle Kammermusiken è stata uno dei primi progetti immaginati appena approdato all’Orchestra di Padova e del Veneto – sottolinea Marco Angius, Direttore musicale e artistico OPV. Dato che il covid ne ha impedito la realizzazione lo scorso anno, presentiamo ora questo ambizioso progetto a conclusione dello spericolato recupero di fine Stagione. Spericolato e spavaldo: in un’epoca come questa, proporre una doppia integrale in due serate presuppone una certa dose di coraggio, diciamo pure sfrontatezza, sia nei confronti del pubblico che dei musicisti chiamati a parteciparvi, con i numerosi solisti e le eccellenze di orchestre sinfoniche italiane.

Tredici concerti divisi in due serate, sette nella prima e sei nella seconda, che alternano più che dei brani, dei modelli di composizione musicale di cui i sei Brandeburghesi rappresentano per così dire il prototipo concettuale. La musica di Hindemith, come due secoli prima quella di Bach, esalta le caratteristiche strumentali e virtuosistiche degli interpreti in una chiave cameristica affatto nuova per quegli anni. Un’operazione che rinnova ed estremizza l’impresa di Claudio Abbado che nel 1961 propose all’Angelicum di Milano la stessa formula, sebbene diluita in tre concerti nell’arco di due mesi».

Giovedì 2 dicembre i Concerti brandeburghesi di Bach n. 2, 5 e 6 si intrecceranno alle Kammermusiken di Hindemith n. 4, 5, 6 e 7. Per i capolavori di Bach si riuniranno sul palco del Pollini Giampaolo Pretto, già Primo flauto all’OSN RAI, Giampietro Rosato, clavicembalista dell’Ensemble barocco Sonatori de la Gioiosa Marca, Tommaso Rossi al flauto dolce, fondatore dell’Ensemble Dissonanzen, Roberto Rigo, Prima tromba de I Solisti Veneti, e Paolo Brunello, Primo oboe OPV; mentre per i lavori di Hindemith l’Orchestra di Padova e del Veneto si unirà alla viola d’amore Simonide Braconi, Prima viola dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, Roberto Ranfaldi, violino di spalla all’OSN RAI, Ula Ulijona, Prima viola OSN RAI, e Francesco di Lernia, tra i più affermati organisti italiani sul piano internazionale.

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LA VOIX HUMAINE (FRANCIS POULENC), THE TELEPHONE (GIAN CARLO MENOTTI) –TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 28 NOVEMBRE 2021

Davvero interessante e oggetto di riflessioni profonde il dittico proposto dalla Fondazione Arena di Verona per concludere la stagione operistica 2021 al Filarmonico. Con La Voix Humaine e The Telephone, rispettivamente di Pulenc su piéce di Cocteau e di Menotti, siamo posti di fronte al più grande protagonista del nostro tempo che sta letteralmente sostituendo la parte fisica ed umana delle nostre frequentazioni: il telefono. Con una incredibile lungimiranza già dal secolo scorso Cocteau negli ani Trenta, quindi Poulenc nel '59, e Menotti negli anni Quaranta intuirono quanta importanza sociale avrebbe avuto col tempo uno strumento che permetteva di mettersi in comunicazione con gli altri a distanza. Oggi il telefono è diventato praticamente parte integrante del nostro corpo e sono davvero pochissime le persone che attualmente non ne possiedono ancora uno, bambini compresi.

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LA FILLE DU REGIMENT - DONIZETTI FESTIVAL 2021, TEATRO DONIZETTI DI BERGAMO, DOMENICA 21 NOVEMBRE 2021

Proprio come Agata Christie è capace di metterti a proprio agio e creare un ritratto perfetto dell’ambientazione dei suoi racconti dopo poche righe, così Gaetano Donizetti riesce a fare con chi ascolta le sue opere. Bastano infatti alcune battute di una sinfonia e lo spettatore si trova già immerso nel mood della vicenda. Una vicenda che nella rappresentazione andata in scena al Festival Donizetti Opera ha assunto un sapore cubano, grazie al ritmo delle percussioni di Ernesto López Maturell - che si sono integrate benissimo con la musica - ma soprattutto grazie all’allestimento di Luis Ernesto Doñas.

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G. VERDI, GIOVANNA D’ARCO - TEATRO COMUNALE DI MODENA, 19 NOVEMBRE 2021

G. VERDI, GIOVANNA D’ARCO - TEATRO COMUNALE DI MODENA, 19 NOVEMBRE 2021

Opera tra le più entusiasmanti del periodo “di galera” di Giuseppe Verdi (assieme allo Stiffelio) per chi scrive, Giovanna D’Arco è andata in scena al Teatro Comunale di Modena in un allestimento proveniente dall’ Opéra-Théatre di Metz che l’ha coprodotto assieme ai Teatri di Reggio Emilia. Il regista Paul Emile Fourny si inserisce nel solco della più macera “tradizione”, termine qui usato nella sua più triste accezione, poiché oltre ad un certo interesse per i video di Virgile Koering proiettati su di uno schermo cinematografico sullo sfondo del palcoscenico, e ad una azione coreografica (curata da Aurélie Barre e danzata dalla MM Contemporary Dance Company) durante la sinfonia, sostanzialmente non succede nulla. Apoteosi è stata la scena prima del secondo atto, dove figuranti, coro ed interpreti tutti sono rimasti perfettamente immobili al proscenio in barba alla grande scena di trionfo sulla Cattedrale di Reims.

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FIDELIO, LUDWIG VAN BEETHOVEN – INAUGURAZIONE STAGIONE AL TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, SABATO 20 NOVEMBRE 2021

FIDELIO, LUDWIG VAN BEETHOVEN – INAUGURAZIONE STAGIONE AL TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, SABATO 20 NOVEMBRE 2021

Come l’anno scorso abbiamo continuato a ribadire quanto fosse un peccato che i teatri soffrissero le chiusure dettate dall’emergenza sanitaria e le prime produzioni dopo il totale lockdown fossero menomate e prive degli elementi essenziali che ne costituiscono l’essenza, siamo lieti di ripeterci quest’anno, ma nel piacere di ritrovare i posti occupati con capienza piena e gli spettacoli che finalmente possono beneficiare di tutto ciò che è sempre servito per essere completi. Viviamo comunque un periodo di allerta anche perché non siamo affatto usciti dal tunnel ed anzi sussistono ancora dati allarmanti, soprattutto fuori ed in prossimità del nostro Paese.

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LES MUSICIENS DU LOUVRE, MARC MINKOWSKI DIRETTORE – TEATRO PAVAROTTI DI MODENA, DOMENICA 7 NOVEMBRE 2021

Il nome di Marc Minkowski è tra i più conosciuti nel campo delle esecuzioni musicali dei nostri giorni, soprattutto per le sue interpretazioni del repertorio francese del periodo barocco-illuminista, affrontato con la sua ‘geniale’ creatura, Les Musiciens du Louvre, il complesso strumentale da lui stesso fondato nel 1982 a fianco del quale ha percorso la lunga strada che arriva fino ad oggi.

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Orfeo ed Euridice di Gluck dal 12 al 20 novembre prosegue “Autunno in musica 2021” al Teatro Lirico di Cagliari

Orfeo ed Euridice di Gluck dal 12 al 20 novembre prosegue “Autunno in musica 2021” al Teatro Lirico di Cagliari

comunicato stampa

 

Grande attesa per il nuovo allestimento di Orfeo ed Euridice di Gluck che, dal 12 al 20 novembre, prosegue “Autunno in musica 2021”

al Teatro Lirico di Cagliari

 

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IPHIGÉNIE EN TAURIDE, C.W GLUCK - TEATRO GRANDE DI BRESCIA, 05 NOVEMBRE 2021

IPHIGÉNIE EN TAURIDE, C.W GLUCK - TEATRO GRANDE DI BRESCIA, 05 NOVEMBRE 2021

Iphigénie en Tauride approda, dopo il debutto sulle tavole del Fraschini di Pavia la scorsa settimana, al Teatro Grande di Brescia che insieme al circuito OperaLombardia ha prodotto questo interessantissimo allestimento del capolavoro di Gluck.  Culmine del teatro gluckiano, Iphigènie en Tauride è insieme operazione nostalgica e preromantico studio di caratteri. Nel suo penultimo lavoro, Gluck esalta qui altissima la sua maestria di uomo di teatro, così come la capacità di tratteggiare psicologicamente i personaggi con pochi accenni, raggiungendo un’arte di grande raffinatezza.

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ECOTEATRO RILANCIA CON “OFFICINA TEATRO”, PER GLI ARTISTI DI DOMANI

ECOTEATRO RILANCIA CON “OFFICINA TEATRO”, PER GLI ARTISTI DI DOMANI

Comincia nelle scuole di Pegognaga (Mantova) OFFICINA TEATRO: il laboratorio interattivo dedicato ai più piccoli per condurli alla scoperta del teatro lirico. La località che già ha ospitato la prima edizione della Stagione Lirica del Teatro Viaggiante ospita prima in Italia il secondo progetto di Ecoteatro. Si tratta di un vero e proprio laboratorio, una OFFICINA all’interno della quale i bambini potranno approcciarsi in modo interattivo al poco conosciuto mondo dell’opera lirica. Le classi delle scuole viaggeranno, per così dire, all’interno di un teatro lirico grazie a modellini appositamente realizzati; verranno esplorati i mestieri che lo compongono passando attraverso sartorie, camerini, sale trucco fino ad arrivare al palcoscenico e alla sala. La storia della melodramma e della struttura del teatro si fonderanno in un meraviglioso connubio. Il soprano Elisa Benadduce e Il regista Lorenzo Giossi, curatori del progetto e direttori artistici di Ecoteatro guideranno le lezioni attraverso anche un approfondimento del canto lirico. Il progetto si chiama OFFICINA TEATRO proprio perché i bambini, muniti di grembiulini realizzeranno in questo modo la loro opera lirica, costruendo scene, ideando costumi e oggetti di scena con materiali di riciclo secondo la filosofia di Ecoteatro e del sostegno ambientale. Un progetto destinato a stimolare la loro sensibilità e creatività manuale e musicale, facendo conoscere un mondo ai più sconosciuto o stereotipato.

Si apre il sipario su Autunno Musicale: giovedì 04.11 al Teatro Comunale di Treviso il Galà inaugurale - Storie dietro la storia con Ines Salazar e la presentazione del libro Opera 150, dedicato alla storia del Del Monaco

Si apre il sipario su Autunno Musicale: giovedì 04.11 al Teatro Comunale di Treviso il Galà inaugurale - Storie dietro la storia con Ines Salazar e la presentazione del libro Opera 150, dedicato alla storia del Del Monaco

Il cartellone concertistico, promosso dal Comune di Treviso e dall’associazione trevigiana Musincantus, comincia con una grande ospite: il soprano venezuelano si esibirà per la prima volta al Del Monaco, con l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta diretta dal maestro rodiginoGerardo Felisatti.

La serata sarà anche un omaggio al teatro cittadino e ai suoi 150 anni di storia, con la presentazione del volume che ne riscopre programmazioni, protagonisti e aneddoti, scritto da Iorio Zennaro con la collaborazione di Elena Filini, Carolina Pupo, Gilberto Mion, Giuliano Simionato e Edoardo Bottacin e con lo straordinario contributo di Renato Casaro che ha realizzato la copertina(Antiga Edizioni).

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DON PASQUALE, GAETANO DONIZETTI – TEATRO VERDI DI PADOVA, DOMENICA 31 OTTOBRE 2021

DON PASQUALE, GAETANO DONIZETTI – TEATRO VERDI DI PADOVA, DOMENICA 31 OTTOBRE 2021

Approda a Padova il Don Pasquale di Donizetti in collaborazione con i teatri di Bassano, Rovigo e Treviso ed il suo spettacolo allegro, frizzante e colorato che arriva quando finalmente il Teatro Verdi può ospitare il suo pubblico a capienza piena grazie al green pass, nonostante le limitazioni economiche dovute ad una crisi del settore che dopo questo stop forzato dalla pandemia non vede ancora la luce per quanto riguarda i lavoratori e le condizioni in cui si sono trovati ad esercitare la loro professione. Bypassando le difficoltà del periodo possiamo comunque dire che per questo spettacolo si registra un bel successo; evidentemente le poche prove che gli artisti hanno avuto a disposizione, complice anche il ripetersi delle recite in giro per il territorio, se pur con cambiamenti nei cast, sono servite a rodare lo spettacolo.

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FOTO ENNEVI

Prima data della stagione artistica con piena capienza di pubblico dopo 20 mesi, Così fan tutte: torna l’Opera al Filarmonico da domenica 31 ottobre!

Una commedia umana e sempre attuale di amore e amarezza:

l’ultimo capolavoro di Mozart e Da Ponte riapre la stagione lirica di Fondazione Arena di Verona in una nuova produzione con un cast eccezionale

prima Domenica 31 ottobre ore 15.30

Martedì 2 novembre ore 19.00

Giovedì 4 novembre ore 20.00

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FONDAZIONE ARENA DI VERONA, CONCERTO DI GIOVANNI SOLLIMA, ORCHESTRA DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA - TEATRO FILARMONICO 16 OTTOBRE 2021

FONDAZIONE ARENA DI VERONA, CONCERTO DI GIOVANNI SOLLIMA, ORCHESTRA DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA - TEATRO FILARMONICO 16 OTTOBRE 2021

Protagonista dell’ undicesimo concerto della stagione sinfonica della Fondazione Arena di Verona è stato il celebre violoncellista e compositore Giovanni Sollima, che per la prima volta a capo dell'Orchestra areniana, si è prodotto in un concerto cross over particolarmente interessante.

Noto per aver radicalmente cambiato il modo di suonare il violoncello,  i suoi concerti entusiasmano da sempre il pubblico eterogeneo che lo segue con ammirazione, creando veri e propri happening events.  Forza fisica, postura armoniosa ed una pregevole capacità di improvvisazione sono le affilate armi di Sollima,  musicista borderline , interprete massimo della sintesi tra accademia e contemporaneità. Strepitoso sperimentatore di sonorità, effetti e tecniche esecutive nuove sul suo violoncello visionario, portato oltre la convenzione di suono al quale siamo abituati, nelle sue mani lo strumento diventa vibrante, un oggetto ligneo dalla voce suasiva e carnale capace di divenire il mistico tramite di un’ esperienza a 360 gradi.

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VALTER MALOSTI È FEDERICO FELLINI NELLA NUOVA OPERA DI MATTEO D’AMICO  ISPIRATA AL VIAGGIO DI G. MASTORNA

VALTER MALOSTI È FEDERICO FELLINI NELLA NUOVA OPERA DI MATTEO D’AMICO ISPIRATA AL VIAGGIO DI G. MASTORNA

Valter Malosti è Federico Fellini nella nuova opera in forma semiscenica di Matteo D’Amico in prima assoluta sabato 23 ottobre – ore 20.30 – al Teatro Galli di Rimini, direttamente ispirata al film progettato e mai realizzato dal grande maestro del cinema. La sceneggiatura originale è infatti diventata il libretto di un’opera fantastica in un prologo e tredici quadri, Il Viaggio di G. Mastorna, nella quale l’interprete di Fellini firma anche la regia del nuovo allestimento. Da un’idea di Cinzia Salvioli e Valerio Tura.

Dice il compositore Matteo D’Amico: “Ho scritto il libretto a partire dalla sceneggiatura firmata da Federico Fellini, Dino Buzzati, Bernardino Zapponi e Brunello Rondi e recentemente ripubblicata dallo scrittore Ermanno Cavazzoni.   I tredici quadri scandiscono in modo incalzante il susseguirsi delle situazioni in cui è proiettato un musicista che si trova a viaggiare su di un aereo in mezzo a una tempesta. L’aereo precipita e Mastorna, interpretato da un baritono, è proiettato in un aldilà che potrebbe anche essere un sogno angoscioso fatto in volo e affollato di figure inquietanti che appartengono ad un ideale universo felliniano. La protagonista femminile è la figura della Hostess, una sorta di Beatrice di dantesca memoria, che sostiene Mastorna, comparendo sotto spoglie diverse. Tutti gli altri personaggi sono interpretati da un soprano, un mezzosoprano, un tenore e un basso che fungono all’occorrenza da piccolo coro madrigalistico, quartetto di voci per cui ho musicato alcune terzine dell’Inferno dantesco, come specchi poetici dell’azione in scena”

Ai cantanti – il baritono Luca Grassi, i soprani Yulia TkachenkoeVittoria Magnarello, il mezzosoprano Eleonora Lué, il tenore Aslan HalilUfuk e il basso Ken Watanabe si affiancano due attori - Marco Manchisi e Matteo Baiardi - e la danzatrice Barbara Martinini, tutti insieme impegnati a dare vita all’affollato stuolo di personaggi previsto dalla partitura di D’Amico:

“Le situazioni sempre mutevoli della storia – spiega il compositore - mi hanno ispirato una musica prevalentemente dinamica, proteiforme, instabile, che rifugge, per lo più, dalla contemplazione lirica e che avvolge tutto, battute del Narratore comprese, nel suo fluire incessante. Non c’è tempo per l’approfondimento psicologico dei personaggi, che vengono colti e fissati nel loro breve presentarsi, per poi rapidamente dileguarsi. Altrettanto mercuriale è il carattere della scrittura strumentale, che si avvale di un’orchestra da camera di diciotto elementi, sfruttandone appieno sia le capacità d’insieme che le infinite sfaccettature cameristiche e solistiche.”

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PARMA, FESTIVAL VERDI 2021,  UN BALLO IN MASCHERA (Gustavo III) - TEATRO REGIO DI PARMA, 15 OTTOBRE 2021

PARMA, FESTIVAL VERDI 2021, UN BALLO IN MASCHERA (Gustavo III) - TEATRO REGIO DI PARMA, 15 OTTOBRE 2021

E’ un Ballo in Maschera gelido e funereo quello proposto dal Festival Verdi  2021 di Parma, connotato non solo da un’ambientazione cimiteriale ed algida, ma soprattutto velato da un’atmosfera di mestizia originaria che l’improvvisa morte del suo creatore Graham Vick ha accentuato in maniera definitiva.

Jacopo Spirei, il suo storico collaboratore qui chiamato a portare a compimento l’idea originaria, ha declinato lo spettacolo come una sorta di viaggio attorno ad una elaborazione di un lutto, la morte di Gustavo, tutto articolato attorno al suo proprio monumento funebre, dove una corte fatta di uomini travestiti da donne, dame barbute, popolani e lacchè di corte compiacenti, partecipa soprattutto fisicamente, agli ultimi giorni travagliati del Sovrano, figura storicamente libertina e bisessuale. Il tutto vivisezionato attraverso un microscopio anodino, la cui luce rimane gelida anche quando dal verde acido si trasporta ai colori del rosa o del rosso sangue che rimangono, in ogni caso, come percolati da un separatore estraniato . Una storia che ci ricorda quella di un’autopsia, una sorta di procedimento decostruttivo svolto sul tavolo necroscopico qui chiaramente rappresentato dalla sua stessa tomba, dove il coro (fisso in alto in una sorta di striscia atemporale nera)  è curioso spettatore, voyeur della sgangherata masnada, e in essa si specchia senza mai sporcarsi le mani, guantate di bianco.

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FOTO Rocco Casaluci

TCBO: IL BARBIERE DI SIVIGLIA FIRMATO DA FEDERICO GRAZZINI APRE L’AUTUNNO ALL’OPERA

 

Comunicato stampa 

TCBO: IL BARBIERE DI SIVIGLIA FIRMATO DA FEDERICO GRAZZINI APRE L’AUTUNNO ALL’OPERA

Sul podio Piergiorgio Morandi

Protagonisti Roberto de Candia, Paola Leguizamon e César Cortés

In scena dal 17 al 23 ottobre

È il Rossini buffo del Barbiere di Siviglia a segnare la ripartenza della lirica al Teatro Comunale di Bologna dopo la pausa estiva, domenica 17 ottobre alle 18.00. In programma quattro rappresentazioni dello spettacolo fino al 23 ottobre per la stagione “Autunno all’Opera 2021”.

L’allestimento, interamente prodotto dal teatro felsineo nel 2019 e firmato dal regista Federico Grazzini, vede protagonisti sul palco interpreti rossiniani italiani come Roberto De Candia nel ruolo del titolo, Marco Filippo Romano nei panni di Bartolo, Nicolò Donini che si alterna con Andrea Concetti nel ruolo di Basilio, insieme ai talenti colombiani Paola Leguizamón nelle vesti di Rosina e César Cortés in quelle del Conte d’Almaviva. Completano il cast vocale Nicolò Ceriani (Fiorello), Laura Cherici (Berta), Paolo Faroni (Ambrogio) e Gianluca Monti (Un ufficiale). Le scene sono a cura di Manuela Gasperoni, i costumi di Stefania Scaraggi e le luci di Daniele Naldi. Sul podio dell’Orchestra del TCBO è chiamato Piergiorgio Morandi e il Coro è preparato da Gea Garatti Ansini.

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Foto Accademia Filarmonica Verona

LA CITTA’ AL CONCERTO, ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA - ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO, ORAZIO SCIORTINO direttore e pianoforte, Lunedì 11 ottobre 2021, Teatro Filarmonico di Verona

La rassegna “La città al concerto”, parallela del Settembre dell’Accademia riservata alle nuove formazioni orchestrali del territorio veneto e ai loro interpreti, si è conclusa nel segno dell'Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Orazio Sciortino nella triplice veste di pianista solista, direttore e compositore.  Evento significativo della serata è stato appunto la prima esecuzione assoluta di “Al gran cerchio d’ombra” composizione commissionata ad Orazio Sciortino dall’Accademia Filarmonica di Verona assieme all’Associazione Musicale A. Mariani di Ravenna per il settecentenario della morte di Dante Alighieri.

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