Proseguono le nuove produzioni della Fondazione Arena di Verona in questa estate 2021 che vuole essere un ponte tra la difficile situazione pandemica, che ha costretto l’anno scorso a proporre spettacoli estremamente essenziali, ed un futuro si spera sempre più sereno che possa riportare tutte le forme di spettacolo alla loro strutturazione tradizionale. Tutte le produzioni del Festival si pregiano del patrocinio del Ministero della Cultura e quindi in partnership con istituzioni museali italiane, culminando in un video - spot turistico della Regione Veneto, che da questo allestimento viene proposto prima e ad ogni pausa degli spettacoli e realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura, la Soprintendenza A.B.A.P. Padova-Belluno-Treviso, la Soprintendenza A.B.A.P. Venezia e la Direzione Regionale Musei Veneto e i Comuni di Verona, Vicenza, Padova e Bassano del Grappa.
Il leitmotiv di questa Traviata è la figura femminile in tutte le sue sfaccettature, proposta grazie ai celebri dipinti dei più grandi artisti di fine Ottocento conservati nelle Gallerie degli Uffizi di Firenze, spostando quindi alla ‘Belle époque’ la storia della donna più famosa dell’Opera.
Lo spettacolo come gli altri in programmazione è realizzato con forze interne alla Fondazione e pertanto non c’è una regia particolare che muove le fila della narrazione se non il rispetto del libretto, per fortuna, e l’ausilio dei nuovi e già celebri ledwall che abbracciano il palcoscenico. Queste pareti luminose costituiscono un jolly in teoria molto funzionale, che tutto sommato potrebbe sempre tornare utile per arricchire il palco senza troppo appesantirlo come talvolta in passato, nonché rendere anche più agevole il passaggio tra un allestimento e l’altro senza dover ogni volta smontare tutto l’impianto. In questo caso l’unico elemento ‘mobile’ è una scalinata che si inserisce in tutti gli atti in modo funzionale ai diversi ambienti richiesti. Non raffinatissimo il risultato finale in verità, ma del resto Violetta non era la Duchessa di Cambridge e non stupisce se l’impatto generale dell’allestimento risulta un po’ kitsch; difatti il pubblico ha apprezzato sia il tanto colore che gli abiti ricchi di interpreti e ballerini.
Difficilissimo il compito di Francesco Ivan Ciampa nel dirigere e gestire orchestra, interpreti e coro lontanissimo alla sinistra sui gradoni, il quale ha necessitato di attenzione particolare e costante da parte del Direttore che spesso ha dovuto concentrarsi proprio sui coristi affinché non perdessero il tempo rispetto al resto. L’orchestra ha dimostrato di cogliere la sensibilità del Maestro nel sottolineare i momenti topici della narrazione, animata e scorrevole in ogni suo punto e carica di pathos, mai pesante né troppo languida.
Violetta è una Irina Lungu all’apparenza nervosa per carattere ed inclinazione, che poi lascia sciogliere i nodi del suo cuore grazie ad una voce sicura e solida che esalta i sentimenti con sfumature chiaro - scure quanto la vita delle sventurata. Francesco Meli è costante nel sentire le palpitazioni dell' amore per una donna troppo complicata; il suo Alfredo scandisce con chiarezza e voce limpida parole ed emozioni in modo lineare e preciso. Cuore, ragione e compassione muovono ogni singola parola di uno splendido Luca Salsi, Germont padre: l’esperienza nel canto è fondamento stabile di una interpretazione in cui la dedizione massima al ruolo del padre accorato cattura e colpisce chi ascolta. Corretti tutti i ruoli di contorno: dall’ottimo Gastone di Carlo Bosi, la spigliata Flora di Victoria Pitts, la sensibile Annina di Yao Bohui, alla certezza Nicolò Ceriani come Douphol, il Marchese d’Obìgny di Natale De Carolis, il Dottor Grenvil di Romano Dal Zovo, Giuseppe interpretato da Max René Cosottî ed il Domestico nonché Commissionario Stefano Rinaldi Miliani. Prima ballerina è Eleana Andreoudi.
Bel successo da parte di un pubblico abbastanza folto considerando le limitazioni anti pandemia, sebbene non del tutto disciplinato. Previste diverse repliche con vasta alternanza di interpreti.
Maria Teresa Giovagnoli
PRODUZIONE ED INTERPRETI
Direttore Francesco Ivan Ciampa
Maestro del Coro Vito Lombardi
Personaggi e interpreti
Violetta Valéry Irina Lungu
Flora Bervoix Victoria Pitts
Annina Yao Bohui
Alfredo Germont Francesco Meli
Giorgio Germont Luca Salsi
Gastone di Letorières Carlo Bosi
Barone Douphol Nicolò Ceriani
Marchese d’Obìgny Natale De Carolis
Dottor Grenvil Romano Dal Zovo
Giuseppe Max René Cosottî
Domestico
/Commissionario Stefano Rinaldi Miliani
Prima Ballerina Eleana Andreoudi
Orchestra, coro e tecnici dell’Arena di Verona
Maestro del coro Vito Lombardi
Nuovo allestimento Fondazione Arena di Verona
Video design e scenografie digitali D-WOK
FOTO ENNEVI
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