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GIUSEPPE VERDI , AIDA – ARENA DI VERONA, REPLICA DEL 5 AGOSTO 2022

Giunta all’ottava replica di questo Festival 2022, torna in Arena un’Aida zeffirelliana dall’esito ben più felice rispetto alla Prima del 18 giugno (ne abbiamo scritto qui). Dopo un corposo numero di recite, l’incerto debutto dovuto a un’evidente insufficienza di prove è fortunatamente un lontano ricordo: i movimenti delle masse risultano ormai rodati e i frequenti scollamenti tra buca e palco sembrano del tutto risolti in una ritrovata sinergia, sotto la guida di un più ispirato Daniel Oren. Il Maestro tiene saldamente le redini di un’Orchestra della Fondazione Arena oggi decisamente più disciplinata, proponendo agogiche vivaci e variegate, sempre efficaci nel valorizzare tutto il ventaglio di diversi contesti drammaturgici che si avvicendano nell’opera. Molto curate anche la ricerca dei colori e la calibrazione dei volumi, sempre in un perfetto equilibrio tra la solenne maestosità di riti sacri e bellici alternati a soffuse tinte esotiche.

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TURANDOT, GIACOMO PUCCINI – FONDAZIONE ARENA DI VERONA, GIOVEDI’ 4 AGOSTO 2022

Torna a riempire in ogni suo spazio il palcoscenico dell’Arena di Verona il sontuoso e fiabesco allestimento di Turandot che nel 2010 fu affidato al genio di Franco Zeffirelli, dopo che l’anno scorso per gli arcinoti problemi sanitari si era optato per la pur riuscita soluzione con i ledwall. Tornano il lusso, le scene imponenti della Cina delle favole, le coreografie di Maria Grazia Garofoli, i costumi ricchi e imponenti della compianta Emi Wada e le infinite comparse che in verità talvolta nascondono pure i solisti. Uno degli spettacoli sicuramente più amati dal pubblico veronese ed estero che frequenta l’anfiteatro, per i suoi colori, la sua magnificenza, ma che comunque abbiamo più volte notato presenta il limite dell’eccessivo affollamento soprattutto quando la scena non è completamente aperta, con meno spazio a disposizione e la necessità di una maggiore attenzione ai piccoli dettagli che se non gestiti ottimamente rischiano di creare confusione in chi assiste.  

Neanche a dirlo il punto di attrazione per questa recita è stata la coppia protagonista, che torna dopo lo scorso anno a vestire i panni di Turandot e Calaf, composta da Anna Netrebko e Yusif  Eyvazov.

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RIGOLETTO, G.VERDI, CASTELLO FESTIVAL DI PADOVA - 28 LUGLIO 2022

Una nuova produzione di Rigoletto ha inaugurato il 28 luglio,  la Stagione Lirica 2022 organizzata e prodotta dal Comune di Padova – Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto. Un nuovo allestimento, nato dalla coproduzione con Bassano Opera Festival, Teatro Mario del Monaco di Treviso e Teatro Sociale di Rovigo, che  ha inaugurato soprattutto la nuova location del Castello Festival di Padova, non più al Castello Carrarese, ma nella suggestiva cornice della Piazza degli Eremitani.  Bisogna rilevare però che nonostante la centralità della piazza e la suggestiva posizione, il rendimento acustico abbia subito una notevole penalizzazione, tanto da dover ricorrere ad una fastidiosa e spesso sbilanciata amplificazione che, assieme ai normali rumori di sottofondo di una città che vive, ha in parte “drogato” la resa musicale.

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NABUCCO G.VERDI - FONDAZIONE ARENA DI VERONA, RECITA DEL 23 LUGLIO 2022

 

Importante cambio di cast, nella torrida recita del 23 Luglio scorso, di Nabucco di G.Verdi messo in scena a Verona dalla Fondazione Arena.
Nel meraviglioso allestimento di Arnaud Bernard di cui abbiamo gia parlato in occasione della recensione della prima rappresentazione (http://www.mtglirica.com/categorie/recensioni/g-verdi-nabucco-arena-di-verona-25-giugno-2022.html) abbiamo trovato Ewa Płonka nel ruolo di Abigaille. Il soprano polacco, debuttante sul palcoscenico areniano, pur a fronte di un inizio un po’ faticoso, recupera subito dimostrandosi abile fraseggiatrice, con un notevole senso della parola e un’ottim

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Voci d’Orfeo: la 57ª Stagione concertistica OPV 2022/23

Voci d’Orfeo: la 57ª Stagione concertistica OPV

 

Dal 5 ottobre 2022 al 25 maggio 2023 la nuova Stagione concertistica firmata dal Direttore musicale e artistico Marco Angius esplorerà la figura di Orfeo in musica attraverso l’integrale sinfonica di Mendelssohn, con un approfondimento al grande repertorio sinfonico in parallelo a quello italiano.

Tra le novità, l’esecuzione in prima mondiale dei Canti di Puccini e Berceuse 1902 di Respighi.

Con la nuova Stagione tornano le prove generali aperte al pubblico per tutti i concerti in cartellone.

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AIDA, G.VERDI -FONDAZIONE ARENA DI VERONA,
RECITA DELL’ 08 LUGLIO 2022

Importante cambio di cast nella recita dell’08 Luglio scorso che ha visto il debutto nel ruolo del titolo di Anna Netrebko.

La cantante russa, tornata ad emozionare il pubblico areniano dopo i trionfi di Trovatore e Turandot degli anni scorsi, sembra trovarsi a suo agio anche nell’ elefantiaco, smisurato, mastodontico allestimento cinematografico di questa Aida “dorata” di Zeffirelli.  La posa è sempre quella della diva assoluta, perfettamente in linea con una recitazione datata che tanto ricorda la trasposizione cinematografica che fece Clemente Fracassi nel 1953, con Sophia Loren nel ruolo attoriale di Aida. Rivisti gli stessi suoi costumi, resi più in linea con il carattere esuberante sulla scena (ma non solo) della superdiva, scalza e scosciatissima nel primo atto, più regale nel secondo, snudata di spalle nel terzo e quarto.

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NABUCCO, G. VERDI - ARENA DI VERONA, REPLICA DI VENERDI’ 1 LUGLIO 2022

Leggero cambio cast per la produzione de Il Nabucco verdiano che come abbiamo riferito per la prima rappresentazione (http://www.mtglirica.com/categorie/recensioni/g-verdi-nabucco-arena-di-verona-25-giugno-2022.html) torna con successo all’Arena di Verona grazie alla visione registica di Arnaud Bernard coadiuvato dalla realizzazione scenica di Alessandro Camera. Rispetto alla prima non c’è stato il tutto esaurito, ma una buona parte dell’Anfiteatro era occupata da un pubblico che ci dispiace dire si è rivelato poco disciplinato, soprattutto per l’impazienza durante gli intervalli, che sappiamo essere leggermente macchinosi e lunghi, ma doverosi considerando la macchina scenica posta in essere per questo tipo di spettacoli. Serata fresca e ventilata all’interno del catino areniano che ha visto nel cambio cast due sostituzioni: Sebastian Catana nel ruolo di Nabucco ed Ewa Plonka nel ruolo di Abigaille. Catana ha dalla sua una voce di corpo ben strutturata che lo aiuta a sottolineare la drammaticità del personaggio che ci è parso rodarsi sempre più con il proseguire dello spettacolo e rendergli pienamente giustizia soprattutto nel quarto atto per intensità emotiva; voce rotonda e completa per il soprano Plonka che rispetto a quanto richiesto da una regia dinamica  e che lascia anche spazio alle attitudini personali, offre una Abigaille più contenuta nel suo essere donna vendicativa tradita nell’orgoglio e negli affetti. Si conferma quanto detto per gli altri interpreti. L’orchestra è sempre guidata da un ruspante Daniel Oren con il coro diretto da Ulisse Trabacchin. Per questa produzione il pubblico non ha bisogno di chiedere il bis del ‘Va pensiero’ poiché già previsto nella messa in scena del piccolo teatro Alla Scala.

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B.BRITTEN, PETER GRIMES - TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, MERCOLEDÌ 29 GIUGNO 2022

Debutto sulle tavole del Teatro la Fenice di Venezia per il capolavoro operistico di Benjamin Britten Peter Grimes, dopo 77 anni dalla prima avvenuta a Londra nel 1945. Incredibile debutto se si pensa al legame abbastanza profondo che ha unito la città lagunare al compositore inglese, dove nel suo teatro maggiore ha visto nascere uno dei suoi migliori lavori per il teatro musicale, quel “Turn of the screw” a lui commissionato nel 1954 dal Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia.

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CARMEN , GEORGES BIZET - ARENA DI VERONA, 24 GIUGNO 2022

Grande successo per la prima replica di Carmen, che ha inaugurato il 99° Arena di Verona Opera Festival lo scorso 17 giugno (ne abbiamo approfonditamente scritto qui: http://www.mtglirica.com/categorie/recensioni/carmen-george-bizet-inaugurazione-99-arena-di-verona-opera-festival-venerdi-17-giugno-2022-1.html). 

Smorzatasi la comprensibile tensione da “Primissima”, lo spettacolo scorre ottimamente, dalle interazioni sceniche delle folte masse coinvolte a un reparto musicale solido e coeso. Ascoltiamo un Bizet potente e coinvolgente in ogni istante grazie in primis alla sapiente concertazione di Marco Armiliato, sempre in grado di garantire una fluida sinergia tra orchestra e solisti, con l’aggiunta di un forte taglio espressivo in grado di esaltare la partitura in tutti i suoi colori. 

La Carmen di Clémentine Margaine ha voce corposa e sempre ben proiettata con gran sapienza tecnica, in grado di correre facilmente nell’enorme anfiteatro la cui acustica può spesso essere uno scoglio soprattutto per i registri più gravi. Il mezzosoprano francese ha dalla sua anche una dizione naturalmente perfetta e una grande efficacia interpretativa nel porgere la parola, con una grande cura del fraseggio. Di contro, la resa scenica del personaggio risulta non del tutto credibile e piuttosto monocorde, con movimenti e gesti spesso forzati che non convincono nel dipingere il complesso ritratto psicologico della passionale gitana. 

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G. VERDI, NABUCCO - ARENA DI VERONA 25 GIUGNO 2022

E’ tornato sulle tavole dell’Arena di Verona il Nabucco di Verdi pensato nel 2017 dal regista francese Arnaud Bernard. Unico titolo della presente stagione a non portare la firma del defunto Zeffirelli, questo Nabucco si dimostra senza ombra di dubbio la produzione di punta di questa annata artistica areniana.

Coadiuvato dalle scene spettacolari di Alessandro Camera, questa produzione viene ambientata durante l’epopea risorgimentale italiana, scegliendo un periodo molto specifico: le Cinque giornate di Milano, dove sul palcoscenico, dominato da un’imponente riproduzione del Teatro alla Scala, Nabucco diventa l’imperatore Francesco Giuseppe, Abigaille una principessa austriaca, Zaccaria un patriota che nei tratti ricorda Mazzini, mentre Ismaele e Fenena si ispirano alla coppia viscontiana di “Senso” Livia Serpieri e Franz Mahler ma a nazionalità invertite.

Bernard sviluppa il progetto in modo estremamente coerente, nonostante qualche stortura storica che però, una volta accettata la finzione scenica, non intralcia minimamente.

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MONTEVERDI FESTIVAL CREMONA, IL RITORNO DI ULISSE IN PATRIA - 24 GIUGNO 2022

Nuova produzione al Monteverdi Festival di Cremona del Ritorno di Ulisse in patria, penultima opera a noi nota del compositore cremonese e qui proposta nella edizione critica a cura di Bernardo Ticci del 2021.

Dall’Orfeo mantovano al Ritorno, rappresentato a Venezia nel  1641, passano ben trentaquattro anni densi di avvenimenti nella vita musicale.

Monteverdi ha abbondantemente superato la settantina, e dal servizio del Duca di Mantova è passato a quello della Serenissima. Dal pari il suo lavoro si è trasferito dalla reggia alla scena del San Cassiano, il primo teatro pubblico aperto nel 1637 a Venezia. Il trattenimento di corte si fa quindi popolare. Cambia il pubblico e cambia il tipo di spettacolo, meno aulico e dove il comico si somma al tragico passando da personaggi favolosi a quelli della storia: più umani e realistici. L’epica nobiltà di Ulisse e di Penelope, la sensualità dell’amore nella coppia parallela Eurimaco-Melanto, l’arroganza dei Proci e tanti altri temi in cui, come è detto nei meravigliosi versi del Badoaro nel prologo, l’Umana Fragilità è vittima del Tempo e della Fortuna.

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OTELLO, GIUSEPPE VERDI – TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, DOMENICA 26 GIUGNO 2022

Dopo una lunga pausa dovuta come tutti ormai sanno all’emergenza pandemica, lo spettacolo dell’Otello verdiano pensato per il PalaDozza prima del secondo lockdown del 2020 vede finalmente la luce al Comunale di Bologna, dove è stato riadattato e ripensato, avendo a disposizione spazi e geometrie completamente diverse. Gabriele Lavia con le scene di Alessandro Camera pone in essere soprattutto il dramma interiore dei personaggi che di conseguenza, secondo la sua visione, ed anche considerando le innumerevoli restrizioni sceniche del periodo in cui era stato concepito l’allestimento, non hanno bisogno di particolari orpelli materiali nell’ esprimere la propria personalità immergendosi profondamente nei rispettivi drammi, sapientemente esaltati da una cornice di effetti luce indovinati e puntuali. Dunque in scena accade ciò che basta senza esagerare, è il contesto che unitamente alla musica verdiana contorna uno spettacolo di per sé sobrio e che non disturba, non modifica il libretto e tutto sommato risulta garbato, con quell’unico telo che calato dall’alto ed appunto illuminato a dovere ha il compito di trasformarsi nei diversi ambienti che sta allo spettatore immaginare. Delle tavole su cui muoversi ed alcune poltroncine antistanti fanno pensare ad una prova teatrale come visto tante volte ma che a quanto pare funziona sempre. Meravigliosi i costumi di Andrea Viotti, ricchi ed assolutamente appropriati al contesto storico shakespeariano.

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AIDA, GIUSEPPE VERDI - Arena di Verona,
Sabato 18/06/2022

Serata decisamente da dimenticare quella che ha visto il ritorno di Aida sulle tavole dell’Arena di Verona, la prima di undici rappresentazioni per il Festival 2022 che ripropone l’Egitto dorato, rutilante e polveroso immaginato da Franco Zeffirelli per l’Arena di Verona esattamente vent’anni fa, con la ripresa dei costumi di Anna Anni e delle coreografie originali di Vladimir Vasiliev. L’occhio è sicuramente appagato: l’Egitto favoloso, tutto rilucente di ori, sfarzo e di virtuosistici e grandiosi movimenti di massa viene esaltato come previsto dalla classica prosa zeffirelliana.

Titolo di punta e quindi di repertorio della Fondazione Arena, Aida necessita comunque  di un adeguato numero di prove che permettano anche ad una macchina da guerra, quali sono le masse artistiche veronesi, di proporsi come eccellenza della stagione.

Invece la sensazione è stata quella di aver assistito ad una prova, dove l’anarchia, soprattutto tra orchestra e palco, regnava sovrana con i solisti lasciati a loro stessi, gli scollamenti tra coro e orchestra continui e la movimentazione imprecisa dei figuranti hanno contribuito ad una serata spesso imbarazzante nei primi due atti.

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CARMEN, GEORGES BIZET – INAUGURAZIONE 99 ° ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL, VENERDI’ 17 GIUGNO 2022

L’Arena di Verona è una Istituzione per gli appassionati d’Opera di tutto il mondo e l’inaugurazione del Festival estivo è un evento al quale non si può mancare per affetto, stima, passione; qualcosa che non si può spiegare soprattutto per chi vive la Musica col cuore come le migliaia di persone che finalmente, dopo due anni tristi, sono tornate a riempire il teatro che ospita non solo la Lirica, ma anche tutti gli eventi artistici principali che la città di Verona accoglie come attrazione imprescindibile nel percorso turistico della regione Veneto. Il 2022 segna anche il centenario della nascita di due grandi interpreti areniani: Renata Tebaldi ed Ettore Bastianini, debitamente celebrati e ricordati dal Sovrintendente Cecilia Gasdia nel suo saluto al pubblico in apertura di serata.

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G.VERDI, LUISA MILLER -TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, DOMENICA 05 GIUGNO 2022

Una nuova produzione di Luisa Miller di Giusepe Verdi, tutta da ascoltare  più che da vedere, quella in scena al Teatro Comunale di Bologna in questi primi giorni di Giugno.

Sì perché dell’idea registica di marionanni (si, scritto in minuscolo e tutto attaccato) progettista e artista della luce di fama mondiale, ci è parso di non trovarne traccia sulle tavole del teatro felsineo, se si escludono le solite interazioni, tipiche del melodramma di tradizione.

“Approcciandomi a questa per me nuova esperienza, il primo pensiero è stato quello per la musica di Verdi, per la voce dei cantanti: ho lavorato al fine di mantenere il giusto equilibrio": è con questo pensiero che il progettista e artista della luce ravennate Mario Nanni (in arte 'marionanni'), firma per la prima volta regia, scene, costumi e luce di un'opera lirica. La luce soprattutto, in armonia con la musica e il canto, avrebbe dovuto guidare tutte le arti e a raccontare lo spettacolo e le emozioni dei protagonisti secondo le intenzioni dell’artista. Sarebbe stata poi l'uso della luce nella pittura rinascimentale a ispirare le "scenografie di luce" create per l'opera e colori e dettagli dei costumi. A noi è parso di vedere soltanto delle interessanti installazioni visive (come una grande lampada centrale che diventa sole, cielo e si trasforma in funzione dei vari momenti dell’opera) e delle immagini oniriche bidimensionali, pochissimi e più che altro simbolici, gli elementi di scena (un albero, un tavolo basso, un trono).

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TEATRO OLIMPICO DI VICENZA: PREMIO PAGANINI 2021 GIUSEPPE GIBBONI VIOLINO - ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO; DOMENICA 29 MAGGIO 2022

Giunta alla sua trentunesima edizione, la rassegna ‘Settimane musicali al Teatro Olimpico’ di Vicenza vanta anche quest’anno un calendario fitto di importanti eventi che abbiano come filo conduttore la consueta raffinatezza, uno sguardo alle novità ed il coinvolgimento di un pubblico eterogeneo ed attento, sempre sotto la guida del Direttore Artistico Sonig Tchakerian. Leitmotiv per questa edizione è la formula ‘Prima il silenzio, poi il suono o la parola’: un invito ad attendere in silenzio e con emozione palpitante ciò che il suono o le parole sono pronti a regalare come ad ogni edizione. La rassegna è iniziata con il Concorso pianistico ‘Premio Lamberto Brunelli’ conclusosi con la finale del 27 aprile e si concluderà la sera del 10 giugno sempre al Teatro Olimpico con Shéhérazade al pianoforte a quattro mani. Speciale a nostro avviso l’appuntamento di domenica 29 maggio con protagonista la sezione archi dell’ Orchestra di Padova e del Veneto ed il giovanissimo premio Paganini 2021 Giuseppe Gibboni, per un concerto applauditissimo che ha visto come protagonisti ovviamente la musica di Paganini, oltre Grieg e Wieniawsky.

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AUFSTIEG UND FALL DER STADT MAHAGONNY
KURT WEILL - TEATRO COMUNALE DI REGGIO EMILIA, DOMENICA 13 MAGGIO 2022

 Se Wagner ha usato il mito antico per trasmettere le sue idee politiche e filosofiche, Kurt Weill e Bertolt Brecht hanno creato la propria mitologia contemporanea nelle loro collaborazioni con fini comparabili e con un effetto altrettanto senza tempo. In Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny ("Ascesa e caduta della città di Mahagonny"), il successo di un insediamento capitalista, genera la propria fine attraverso l'eccesso, l'avidità e la corruzione. La legge è amministrata dai criminali, il suo Dio dice alla popolazione di andare all'inferno piuttosto che salvarla, e l'amore è scambiato come qualsiasi altra merce. Con il suo sovvertimento di aspettative drammatiche, è tanto una satira sull'opera stessa quanto sul fragile mondo tra le due guerre della Repubblica di Weimar, ma in entrambi i casi sembra acquisire sempre più rilevanza per il mondo globalizzato in cui ci troviamo oggi.  La scelta di Weill cade sulla musica da cabaret, su ritmi ballabili, su coretti rozzi ed orecchiabili, dove le parole sono chiarissime e spesso gridate,tutto nel desiderio di rompere con una tradizione lirica, allora rappresentata dall'opera wagneriana e dal suo discorso continuo. Ecco quindi  il ritorno a una struttura per numeri in una pazza mescolanza di stili, dove il canto soppianta l'aria e il jazz va di pari passo con l'atonalità della scuola viennese.

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ORLANDO FURIOSO, ANTONIO VIVALDI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 8 MAGGIO 2022

Possiamo immaginare la macchina scenica che fu allestita a Venezia nel 1714 al Teatro sant’Angelo per presentare questo incredibile poema cavalleresco che era piaciuto molto a Vivaldi, dopo che nello stesso teatro era stato presentato l’anno precedente un Orlando Furioso del compositore Giovanni Alberto Ristori (e forse a cui collaborò Vivaldi stesso) su libretto di Grazio Braccioli. Basandosi maggiormente sull’Orlando innamorato del Boiardo, il librettista scrisse un nuovo Orlando per Vivaldi, ma l’accoglienza non fu delle migliori e il teatro tornò a rappresentare la versione di Ristori. Soltanto molti anni dopo la partenza del compositore da Venezia ed il ritorno come Direttore del teatro Sant’Angelo, il veneziano rimaneggiò la partitura del suo ‘Orlando’ riutilizzando materiale del libretto precedente più vicino all’Ariosto, ed inserendo parti musicali di altre sue composizioni. Il turbinio delle azioni e delle relazioni poste in essere è accentuato dalle scene che prescrivono luoghi fantastici e personaggi mitologici, esseri magici ed azioni folli. Un impianto del genere è incorniciato da una musica incalzante, ricca di arie anguste che mettono a dura prova tecnica e timbrica vocale, che gli interpreti sono chiamati ad utilizzare al meglio delle loro capacità mentre si muovono in scena all’incalzare degli eventi. 

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FONDAZIONE ARENA DI VERONA, SETTIMO CONCERTO SINFONICO AL TEATRO FILARMONICO, SABATO 30 APRILE 2022

Due novità assolute per il settimo concerto della Stagione sinfonica della Fondazione Arena di Verona, due capolavori di Richard Strauss incredibilmente mai eseguiti a Verona. Il Concerto in Re maggiore per oboe e piccola orchestra, TrV 292 di Strauss è stato ispirato da un incontro casuale verso la fine della seconda guerra mondiale avvenuto a Garmisch tra l’anziano compositore e il giovane oboista americano John de Lancy che in quel periodo si trovava lì di stanza come soldato dell'esercito americano di occupazione.  A causa dei capricci del destino, de Lancy che era primo oboe nell' Orchestra di Filadelfia, non poté mai suonare né alla prima mondiale, né a  quella americana del concerto, curiosamente infatti la prima esecuzione americana fu  interpretata da un altro giovane oboista, Mitch Miller che alcuni anni dopo divenne famoso presso il pubblico americano come  l’inventore del karaoke con il programma televisivo "Canta insieme a Mitch" degli anni '60.

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FONDAZIONE ARENA DI VERONA, SESTO CONCERTO SINFONICO AL TEATRO FILARMONICO, SABATO 23 APRILE 2022

Prosegue la rassegna sinfonica della Fondazione Arena di Verona con il sesto concerto in programma che ha visto in locandina il pirotecnico Concerto no.1 op.6 di Paganini per violino ed orchestra e la Sinfonia no. 4 op.60 di Beethoven.

Che Paganini venisse sempre descritto come un saltimbanco, un affabulatore dello strumento, un demonietto con la coda nascosta sotto il frac, che incantava platee estasiate mentre puzza di zolfo e fiamme infernali lo seguivano al suo passare, è arcinoto. Meno noto invece è che sia stato anche un grande musicista. Questa immagine di Paganini ha molto condizionato l’interpretazione della sua musica, svalutandola, sminuendola, facendoci dimenticare che il violino di Paganini incarna l’anima del canto, utilizzando in maniera meravigliosa tutta la vasta gamma di suoni dello strumento.  Genialmente riportò sul violino lo stile del melodramma, che allora aveva intorno. 

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