Giunta all’ottava replica di questo Festival 2022, torna in Arena un’Aida zeffirelliana dall’esito ben più felice rispetto alla Prima del 18 giugno (ne abbiamo scritto qui). Dopo un corposo numero di recite, l’incerto debutto dovuto a un’evidente insufficienza di prove è fortunatamente un lontano ricordo: i movimenti delle masse risultano ormai rodati e i frequenti scollamenti tra buca e palco sembrano del tutto risolti in una ritrovata sinergia, sotto la guida di un più ispirato Daniel Oren. Il Maestro tiene saldamente le redini di un’Orchestra della Fondazione Arena oggi decisamente più disciplinata, proponendo agogiche vivaci e variegate, sempre efficaci nel valorizzare tutto il ventaglio di diversi contesti drammaturgici che si avvicendano nell’opera. Molto curate anche la ricerca dei colori e la calibrazione dei volumi, sempre in un perfetto equilibrio tra la solenne maestosità di riti sacri e bellici alternati a soffuse tinte esotiche.