Non ci si stanca mai di assistere a classici intramontabili del panorama lirico nostrano, le opere che i teatri propongono sempre certi di incontrare il favore del pubblico, rese ancora più celebri da storiche produzioni con interpreti indimenticabili che probabilmente gli abbonati più fedeli di Modena conservano ancora nel cuore. Manon Lescaut è una di quelle ed è andato in scena al teatro Pavarotti-Freni di Modena con uno spettacolo in coproduzione con il Teatro del Giglio di Lucca, il Teatro Galli di Rimini, il Teatro Alighieri di Ravenna - Fondazione Ravenna Manifestazioni, la Fondazione Teatro di Pisa e la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara.
Aldo Tarabella rappresenta la storia di Manon in maniera piuttosto lineare e senza particolari colpi di scena. Ciò che colpisce al regista è l’impressionante parabola nella vita di Manon, che da un destino volto alla vita monacale si ritrova immersa in spire amorose prive di ricchezze materiali, per poi assaporare una vita di agi che si rivelano sterili sentimentalmente, ed infine cadere nella colpa e quindi nella tragica morte in terra d’esilio. Certo non ci sono particolari colpi di scena o adattamenti specifici al libretto, se non un passaggio d’epoca che dal Diciottesimo secolo arriva ai primi del Ventesimo, a detta dello stesso regista per far compiere un viaggio temporale alle vicende verso il nostro tempo. Giuliano Spinelli aiuta questa interpretazione continuativa allestendo semplicemente delle facciate maestose di un palazzo signorile, inclinate verso la rovina, che facciano da sfondo a tutti i quattro atti semplicemente modificandosi man mano fino alla metamorfosi finale. Molto belli i costumi di Rosanna Monti.
Il fronte musicale vedeva impegnata nel ruolo del titolo Monica Zanettin che dalla sua ha una voce decisamente colorita, piena e molto robusta capace però di trasformarsi quando sale per diventare sinuosa e delicata modulando volume e consistenza. La parte le sta molto bene, è una Manon tra il frivolo ed il tragico che spiazza e convince. Interessantissimo il tenore Paolo Lardizzone che ha sostituito Dario di Vietri: dalla figura minuta si slancia una voce importante dal velluto piacevole che non teme assolutamente i luoghi ampi né le orchestre ricche: il suo De Grieux è coraggioso e impavido anche vocalmente, non solo in scena. Incisivo ed autoritario quanto basta Geronte di Ravoir interpretato da Luciano Leoni in sostituzione di Alberto Matromarino, così come interessante il fratello di Manon Marcello Rosiello, dalla voce importante e brunita. Andrea Giovannini è chiamato a sostituire Saverio Pugliese nel ruolo di un Edmondo che ci è parso un po’ troppo generoso vocalmente per lo meno nelle prime battute. Deliziosa Irene Molinari come Musico, fantastico Marco Innamorati come Oste e Sergente degli Arcieri. Chiudono il cast il Maestro di Ballo e lampionaio di Cristiano Olivieri, il Comandante di Marina di Alessandro Ceccarini, infine i Parrucchieri: Greta Battistin, Giulia Petrucciani.
Il meraviglioso teatro modenese ha una acustica incredibile e quasi stereofonica, quelle di un tempo che non necessitano di esagerare coi volumi né del canto né della musica. L’ Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta dal Maestro Marco Guidarini ha avvolto gli interpreti nella drammaticità della partitura, forse anche in modo un po’ troppo omogeneo, certo per correttezza e precisione dei settori, ma anche per una narrazione di cui abbiamo colto generalmente l’aspetto tragico e ‘voluminoso’ a discapito della minuzia o del particolare, che invece abbiamo apprezzato nell'Intermezzo. Armonico il coro Arché preparato da Lorenzo Biagi.
La sala era piena di appassionati finalmente tornati nel loro teatro festanti e soddisfatti.
Maria Teresa Giovagnoli
PRODUZIONE E INTERPRETI
Direttore Marco Guidarini
Regia Aldo Tarabella
Scene Giuliano Spinelli
Costumi Rosanna Monti
Luci Marco Minghetti
Coreografie Luigia Frattaroli
Montaggio video e proiezioni Matteo Castiglioni
Manon Lescaut Monica Zanettin
Lescaut Marcello Rosiello
Renato Des Grieux Paolo Lardizzone
Geronte di Ravoir Luciano Leoni
Edmondo Andrea Giovannini
L’oste / il Sergente degli Arcieri Marco Innamorati
Il Maestro di Ballo / Il lampionaio Cristiano Olivieri
Il musico Irene Molinari
Il Comandante di Marina Alessandro Ceccarini
Un parrucchiere Greta Battistin, Giulia Petrucciani
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro Arché
Maestro del coro Lorenzo Biagi
Coproduzione Teatro del Giglio di Lucca, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Teatro Galli di Rimini, Teatro Alighieri di Ravenna- Fondazione Ravenna Manifestazioni, Fondazione Teatro di Pisa, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara
Nuovo allestimento
Foto Rolando Paolo Guerzoni
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