Torna Rigoletto all’Arena di Verona, con la regia di Ivo Guerra e le scene storiche di Raffaele del Savio ispirate all’edizione del 1928 di Ettore Fagiuoli, confermando la vocazione monumentale del festival areniano, tra suggestioni visive e un cast di nomi prestigiosi, pur con risultati diseguali.
Non in serata il tenore Pene Pati nel ruolo del Duca di Mantova: sin dall’inizio la voce, pur dal colore interessante e vivace, è apparsa poco centrata e con un’emissione che, col passare della serata, ha perso ulteriore precisione e controllo. Gli acuti, pur raggiunti, mancavano di smalto, e la tenuta del suono ne ha risentito visibilmente. Qualche contestazione dal pubblico ha sottolineato un gradimento non completo.
Di segno opposto la prova di Nina Minasyan, Gilda di notevole eleganza vocale. Il timbro, naturalmente setoso, ha trovato un giusto equilibrio tra lirismo e agilità, restituendo momenti di autentica emozione, come nel “Caro nome”. Qualche suono potrebbe essere rifinito, ma il personaggio è risultato credibile e musicalmente curato. Ludovic Tézier, nei panni del protagonista, ha confermato la sua statura internazionale: voce salda, linea di canto impeccabile, fraseggio scolpito e un’intensità interpretativa che ha dato profondità al dramma paterno-filiale. Autentico mattatore dello spettacolo. Di rilievo anche Gianluca Buratto (Sparafucile), autore di una prova scura e minacciosa, e Martina Belli (Maddalena), sensuale e vocalmente ben centrata: insieme hanno dato vita a un quartetto finale di forte impatto.
I comprimari si sono rivelati tutti efficaci nei rispettivi ruoli: un plauso particolare va a Francesca Maionchi, Contessa di Ceprano, che è stato un piacere ritrovare sul palco. Corretti e incisivi anche Nicolò Ceriani (Marullo), Matteo Macchioni (Borsa), Hidenori Inoue (Conte di Ceprano) e gli altri membri del folto cast, Agostina Smimmero nei panni di Giovanna, l’ Usciere di Corte Ramaz Chikviladze, il Conte di Monterone di Abramo Rosalen, ed il Paggio della Duchessa, Elisabetta Zizzo, ciascuno ben inserito nel tessuto narrativo.
Sul podio, Michele Spotti ha diretto l’Orchestra della Fondazione Arena con gesto energico e comunicativo, scegliendo tempi generalmente vivaci. L’equilibrio fra buca e palcoscenico è stato talvolta messo alla prova da leggere accelerazioni, sempre considerando le difficoltà intrinseche relative al palco immenso ed alle distanze sonore tra le parti in scena. Il suono orchestrale, comunque, è apparso corposo e ben cesellato, con momenti di autentico slancio drammatico.
Il Coro della Fondazione, preparato da Roberto Gabbiani, ha lavorato con compattezza e precisione, pur penalizzato, come da tradizione areniana, dalla dispersione sonora dell’anfiteatro che inevitabilmente ne riduce l’effetto d’insieme.
L’impianto visivo, con le scene monumentali di Del Savio e i costumi curati da Carla Galleri, ha restituito l’atmosfera storica dell’Arena, mentre le luci di Claudio Schmid hanno saputo valorizzare i passaggi drammatici con discrezione ed efficacia.
Questa produzione di Rigoletto mantiene intatto il fascino scenico della tradizione areniana e offre spunti interpretativi di grande qualità, anche se i più modernisti la vorrebbero a riposo in favore di qualche allestimento più attuale e futuristico. Resta comunque uno spettacolo di impatto visivo e con momenti musicali di pregio, nonostante le ombre che ne hanno attenuato la forza complessiva.
Pubblico folto che ha letteralmente gremito tutti gli spazi a disposizione, tributando molti applausi a tutto il cast, con i distinguo di cui sopra.
Maria Teresa Giovagnoli
PRODUZIONE ED INTERPRETI
Rigoletto
di Giuseppe Verdi
Melodramma in tre atti
Libretto di Francesco Maria Piave
Direttore d’orchestra Michele Spotti
Regia Ivo Guerra
Scene Raffaele del Savio
(ispirate all’ edzione areniana 1928 di Ettore Fagiuoli)
Costumi Carla Galleri
Luci Claudio Schmid
II Duca di Mantova Pene Pati
Rigoletto Ludovic Tézier
Gilda Nina Minasyan
Sparafucile Gianluca Buratto
Maddalena Martina Belli
Giovanna Agostina Smimmero
II Conte di Monterone Abramo Rosalen
Cavaliere Marullo Nicolò Ceriani
Borsa Matteo Matteo Macchioni
Il| Conte di Ceprano Hidenori Inoue
La Contessa sua sposa Francesca Maionchi
Usciere di Corte Ramaz Chikviladze
Paggio della Duchessa Elisabetta Zizzo
Orchestra, Coro e Tecnici di Fondazione Arena di Verona
Maestro del Coro Roberto Gabbiani
Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese
Foto Ennevi
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