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Ottima notizia per l'Accademia di Santa Cecilia: ANTONIO PAPPANO RINNOVA FINO AL 2023

Comunicato stampa

Antonio Pappano, che quest’anno festeggerà i suoi quindici anni all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ha accettato l’invito dell’Istituzione romana a confermare la carica di Direttore Musicale fino a dicembre 2023.

Il rapporto tra Pappano e Roma, cominciato nel 2005, è costellato da importanti traguardi e soddisfazioni sia personali che per le compagini ceciliane: dai riconoscimenti e premi internazionali, dalle tournée nei principali templi della musica di tutto il mondo, alle prestigiosissime incisioni discografiche con le etichette più importanti del settore.

"Sono passati quindici anni dalla mia nomina a Direttore Musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e prolungare il mio incarico, in un’Istituzione che amo e in una città che mi ha accolto a braccia aperte, è per me un motivo di grande orgoglio", ha dichiarato Antonio Pappano. "In questa città ho molti affetti e amici e guidare quest’Orchestra, con un livello di professionalità altissimo, mi regala serenità e mi fa sentire parte di una grande famiglia. In questi anni, con l'Orchestra e con il Coro, abbiamo raggiunto importanti traguardi, siamo stati in tournée nelle sale più importanti del mondo e abbiamo inciso con i più grandi artisti del panorama internazionale. Lavoriamo seriamente ogni giorno e continueremo a farlo per offrire a noi stessi, ma soprattutto a questa città e al nostro amato pubblico, il livello artistico ed emotivo che tutti ci meritiamo”.

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DOMINGO_cantaVerdi_2014_FotoEnnevi_001 Domingo in Arena nel 2014

PLACIDO DOMINGO 50: una settimana di eventi per l'Arena di Verona Opera Festival 2019

 

Plácido Domingo, la star planetaria dell’Opera, torna all’Arena di Verona per una settimana di festeggiamenti a lui dedicata nel Festival 2019: direttore d’orchestra, baritono e protagonista della serata evento che ne celebra in un gala i 50 anni dal debutto assoluto in Arena e in Italia. 

Si apre con la direzione della storica Aida firmata da de Bosio la settimana per i 50 anni dal debutto di Plácido Domingo in Arena, luogo del cuore e palco mai più abbandonato da lui, fedele ospite per la gioia delle masse artistiche e del pubblico internazionale della Fondazione veronese. Domingo ha cominciato il suo illustre percorso in Italia proprio all’Arena di Verona nell’estate 1969, con Turandot di Puccini (era il 16 luglio ed anche il suo debutto nel temibile ruolo di Calaf) e Don Carlo di Verdi,accanto ad altre leggende come Birgit Nilsson, Montserrat Caballé (entrambe per la prima volta a Verona), Piero Cappuccilli, Fiorenza Cossotto, Ivo Vinco e Gabriella Tucci, in allestimenti favolosi (registi erano Luigi Squarzina e Jean Vilar mentre Pier Luigi Pizzi curava scene e costumi). Da allora è seguita una carriera inarrestabile ai massimi livelli, come cantante, direttore d’orchestra, general manager e mentore di giovani talenti. Gli eventi che lo vedono protagonista nel 2019 consolidano il suo profondo legame con l’Arena Opera Festival, a conferma di quel talento eclettico che gli ha consentito negli anni di sviluppare una sconfinata curiosità artistica su più fronti, dagli amati ruoli baritonali al podio, dimostrandosi musicista a tutto tondo e vero mattatore dal carisma mediatico e popolare.

Domenica 28 luglio, ore 21 – Aida

Il 28 luglio 2019 il grande artista madrileno sale sul podio areniano per dirigere orchestra, coro e cast d’eccezione in Aida di Verdi, nell’edizione storica di Gianfranco de Bosio, maestro del teatro italiano che con il suo fortunato allestimento ricrea la magica prima notte operistica del 10 agosto 1913, quando tutto iniziò per il Festival in Arena. Domingo ha diretto per la prima volta questo capolavoro verdiano nel 1975 ad Amburgo e da allora per ben 35 recite. Sul palcoscenico salgono artisti internazionali come Tamara Wilson (Aida), Violeta Urmana (Amneris), Fabio Sartori (Radamès), Sebastian Catana (Amonasro), Marko Mimica (Ramfis), Krzysztof Bączyk (Re), Francesco Pittari (messaggero), Yao Bo Hui (sacerdotessa) e primi ballerini dalla Scala, dal San Carlo di Napoli e dal Los Angeles Ballet: Petra Conti, Mick Zeni e Alessandro Macario.

Giovedì 1 agosto, ore 20.45 – La Traviata

Si prosegue nel segno del genio di Busseto e in particolare de La Traviata, nella nuova produzione del Festival 2019, ultima creazione di Franco Zeffirelli, da poco scomparso. Il 1 agosto 2019 Plácido Domingo interpreta la più importante delle grandi figure paterne verdiane: Giorgio Germont, il vero motore dell’infelice storia d’amore tra Violetta ed Alfredo, ruolo che Domingo ha interpretato più volte come tenore e che rimarrà storico nel film-opera di Franco Zeffirelli. Con lui, per quest’unica speciale serata due star indiscusse del belcanto mondiale: Lisette Oropesa, voce impeccabile e personalità di grande appeal, e l’estroverso ed eclettico Vittorio Grigolo, altro grande amante sia dei teatri internazionali sia della divulgazione popolare dell’opera, a cui dedica appuntamenti trasversali di notevole impatto, come la recente esperienza nella tv nazionalpopolare conAmici di Maria de Filippi e la conduzione con Antonella Clerici della diretta mondiale della première della medesima Traviata il 21 giugno scorso. Quella del 1 agosto sarà dunque una Traviata indimenticabile sotto l’egida dell’ultimo grande protagonista dell’epoca d’oro dell’arte registica italiana, Franco Zeffirelli, amico ed estimatore di Domingo, per un’unica serata speciale ad altissimo tasso emotivo per rendere ancora più saldo e importante il rapporto tra il compianto Maestro fiorentino e la città di Verona. Col Ballo dell’Arena sono protagonisti le étoile Petra Conti e Giuseppe Picone, creatore delle coreografie. A dirigere solisti e l’orchestra e il coro areniani è per l’occasione il maestro Marco Armiliato.

Domenica 4 agosto, ore 20.45 – Plácido Domingo 50 Arena Anniversary Night

Questa irripetibile settimana si conclude con una serata evento unica: il 4 agosto2019 va in scena la Plácido Domingo 50 Arena Anniversary Night, un nuovo allestimento in forma scenica completa per tre atti operistici. Il cast riunito attorno a Domingo in occasione del festeggiamento dei suoi 50 anni dal debutto in Arena è interamente composto da artisti di primo piano: il soprano Anna Pirozzi, il tenore Fabio Sartori, il mezzosoprano Géraldine Chauvet e il basso Marko Mimica con Elisabetta Zizzo, Carlo Bosi, Lorrie Garcia e Romano Dal Zovo. Il programma è tutto dedicato a Verdi e a tre dei suoi più complessi e maestosi ruoli baritonali, ruoli a cui per la loro intensità espressiva Domingo ambiva già da molti anni e che ora sono più adatti alla sua voce brunita. Aprono la serata la celebre Sinfonia iniziale e le parti III e IV di Nabucco (che affiancano l’immancabile “Va’ pensiero” alla grande aria Dio di Giuda). La seconda parte comprende ampi brani dagli atti II e III di Simon Boccanegra (vero capolavoro di rara esecuzione in Arena, dove manca dal 1973) con la celebre aria di Gabriele Adorno, interpretato da Fabio Sartori, "Oh inferno! Cielo pietoso rendila”, e l'impressionante scena finale che culmina con la morte del Doge. Il gala si conclude con l’intero atto finale di Macbeth, scrigno di perle musicali quali la grande scena del Sonnambulismo affidata ad Anna Pirozzi e l’aria finale di Macbeth Mal per me che m’affidai, scritta da Verdi per la prima assoluta dell’opera e tanto amata da Domingo. Lo spettacolo si avvale della regia di Stefano Trespidi, di scene e proiezioni disegnate da Ezio Antonelli, dei costumi coordinati da Silvia Bonetti, delle luci di Paolo Mazzon e delle coreografie create da Giuseppe Picone per il Ballodell’Arena istruito da Gaetano Petrosino, nonché di numerosi figuranti sull’immenso palcoscenico areniano. Dirige il maestro valenciano Jordi Bernàcer, già applaudito nell’anfiteatro veronese in Aida Nabucco e nel gala Antologìa de la Zarzuela proprio con Plácido Domingo, e qui di nuovo alla guida dell’Orchestra areniana e del grande Coro preparato da Vito Lombardi.

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Si arricchisce la discografia della Fondazione Pergolesi Spontini con l’uscita del cd “Le metamorfosi di Pasquale” di Spontini registrato da Dynamic a Jesi

Comunicato stampa

Si arricchisce di un nuovo tesoro la discografia della Fondazione Pergolesi Spontini, con l’uscita del cd dell’opera “Le metamorfosi di Pasquale” di Gaspare Spontini registrata dalla Dynamic al Teatro Pergolesi di Jesi nel settembre 2018 in occasione della scorsa edizione del Festival Pergolesi Spontini. L’opera è diretta da Giuseppe Montesano sul podio dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini, interpreti Baurzhan Anderzhanov (Pasquale), Carlo Feola (barone), Michela Antenucci (Costanza), Daniele Adriani (cavaliere e sergente), Carolina Lippo (Lisetta), Antonio Garés (marchese), Davide Bartolucci (Frontino).

“Le metamorfosi di Pasquale o sia Tutto è illusione nel mondo”, farsa giocosa per musica in un atto, su libretto del veneziano Giuseppe Maria Foppa, fu scritta da Spontini nel 1802 per il Teatro di San Moisè a Venezia ed è l’ultima opera da lui composta per le scene italiane prima di tentare fortuna all’estero. La partitura era ritenuta perduta e dopo due secoli d’oblio è stata ritrovata nel 2016 nel Castello di Ursel in Hingene (Belgio); è stata studiata e pubblicata dalla Fondazione Pergolesi Spontini (revisione critica di Federico Agostinelli) con il contributo del Centro Studi per la Musica Fiamminga e della Provincia di Anversa, quindi messa in scena in prima esecuzione in epoca moderna nel 2018 in coproduzione con Fondazione Teatro La Fenice di Venezia.

Il cd “Le metamorfosi di Pasquale” è l’ultimo di una lunga serie di prodotti discografici realizzati da case discografiche nazionali ed internazionali su opere prodotte dalla Fondazione Pergolesi Spontini e allestite a Jesi – in alcuni casi in prima assoluta; tra esse si ricordano l’uscita di “Adelson e Salvini” di Bellini (Bongiovanni 2018), “L’arlesiana” di Cilea (Dynamic 2015), “La fuga in maschera” di Spontini (EuroArts 2014), il cofanetto “Tutto Pergolesi – The complete Opera Edition ” di Unitel Classica con le opere di Giovani Battista Pergolesi registrate in occasione delle celebrazioni per i 300 anni della nascita del compositore, con i dvd “Adriano in Siria – Livietta e Tracollo” (Opus Arte 2011), “Il prigionier superbo – La serva padrona” (Arthaus 2012), “Il Flamino” (Arthaus 2012), “La Salustia” (Arthaus 2013), “L’Olimpiade” (Arthaus 2013), “Lo frate ‘nnamorato” (Arthaus 2013).

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Gli eventi del Luglio Musicale Trapanese del weekend

COMUNICATO STAMPA

Gli eventi del Luglio Musicale Trapanese del weekend

 

18 Luglio – ore 21.00

Carmina Burana al Parco Archelogico di Marsala: un contesto perfetto

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ORFEO ED EURIDICE, CHRISTOPH WILLIBALD GLUCK - OPERAESTATE FESTIVAL VENETO, BASSANO DEL GRAPPA

Per l’edizione 2019 di  Operaestate Festival Veneto l’appuntamento con la lirica, in collaborazione con il comune di Padova, apre con una operazione musicale molto ricercata operata dal Maestro Marco Angius che dirige stabilmente l’Orchestra di Padova e del Veneto ormai da diversi anni, con una attenzione particolare al repertorio contemporaneo ed alla ricerca di innovazioni stilistiche musicali. Non poteva essere dunque una ‘semplice’ (se mai può esserlo) esecuzione di un capolavoro settecentesco come l’Orfeo ed Euridice di Gluck, quella portata in scena per questa occasione, ma una attenta concertazione ben analizzata, studiata e rinnovata. Questo grazie all’inserimento di pezzi da altre composizioni come si usava ai tempi del compositore. Sin dalla ouverture, senza nulla togliere a quella magnifica composta da Gluck, Angius ha preferito il Poema sinfonico Orpheus di Franz List, risalente al 1854, quando al musicista ungherese fu chiesto di scrivere per la corte di Weimar due poemi sinfonici che aprissero e chiudessero l’opera, che per quella occasione era la rivisitazione francese di Berlioz. Con questo pezzo Angius ci porta alle amorose angosce del povero Orfeo, grazie alla delicatezza della ‘sua’ arpa, degli echi che rimbalzano tra archi e fiati dolcemente fusi in un armonioso flusso di pathos. Sempre da Gluck il Direttore ha inserito anche la ‘Danza delle Furie’ nel secondo atto, scelta intelligente considerando la forza del pezzo ed il momento in cui Orfeo ha la meglio sulle Furie. Infine con la II Sequenza di Berio siamo addirittura nel 1963, che riecheggia per un Orfeo tragicamente colpito dalla seconda morte di Euridice ed il suo cuore si spezza come le corde dell’arpa.

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“L’elisir d’amore” di Donizetti apre il Locri Opera Festival in collaborazione col Teatro Cilea di Reggio Calabria

Comunicato stampa                                                                                                  Locri, luglio 2019

                                                                                    

“L’elisir d’amore” di Donizetti apre il Locri Opera Festival

Due recite, il 25 e il 27 luglio, alle ore 21.00, presso la Corte del Palazzo Comunale con la direzione musicale di Alessandro Tirotta e la regia di Franco Marzocchi

Il Comune di Locri, in sinergia con l’Associazione Traiectoriae, l’Orchestra e il Coro del Teatro Cilea di Reggio Calabria, propone, come primo appuntamento del Locri Opera Festival, inserito all’interno del Calabriae Opera Musica Festival, “L’elisir d’amore”, melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani per le musiche di Gaetano Donizetti.

È la storia di Nemorino, un sognante contadino, senza il becco di un quattrino, che si invaghisce della capricciosa proprietaria terriera Adina. Per conquistarla e sottrarla al sergente Belcore, si affiderà al dottor Dulcamara, un truffatore, che mette in piazza i propri portentosi preparati, raccontati nella celebre Udite, udite, o rustici, tra cui il famoso elisir d’amore della regina Isotta che avrebbe fatto innamorare chiunque. Si trattava però di una semplice bottiglia di bordeaux. In un gioco di imprevisti, non detti e grazie all’arrivo di un’eredità, che genera tanto parlare nel paese, la storia prende un altro percorso, Nemorino si affranca pubblicamente e alla fine i due protagonisti riescono a coronare il proprio sogno d’amore.

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DON GIOVANNI, W. A. MOZART – TEATRO LIRICO DI CAGLIARI, REPLICA DI VENERDI' 12 LUGLIO 2019

E’ ormai storia del teatro italiano il maestoso allestimento di Don Giovanni di Mozart che mancava al Lirico di Cagliari dal lontano 2005 e che il pubblico sardo ricorda certo con grande emozione. Niente di più normale pensare ad uno spettacolo ‘attira pubblico’ per il periodo estivo in cui notoriamente flotte di turisti affollano le coste sarde e magari passano a teatro per godere a pieno di tutto ciò che offre anche culturalmente l’isola dal mare smeraldino. Così anche noi abbiamo voluto testimoniare questo ritorno, attirati dal cast interessante e perché certi allestimenti non stancano mai, soprattutto se ripresi e resi attuali come ha fatto in questo caso la regista Daniela Zedda. La struttura e dunque l’ambientazione sono quelle del mitico spettacolo che Giorgio Strehler firmò per il Teatro alla Scala nel 1987 (sembra passata una vita) e che con qualche piccolo rimaneggiamento drammaturgico è diventato una perla del Lirico che ne ha previste ben 13 recite in pieno corso. Poco aggiungiamo a quanto ben noto ai più se non richiamando all’attenzione la magnificenza delle scene di Cristian Demuro con colonnati, scale e balconate per ricordare la bellezza dell’età dei Lumi ed i costumi curatissimi di Marco Nateri. Ma non è solo questo lo spettacolo della Zedda, che drammaturgicamente esalta quanto fece Strehler ponendo una particolare attenzione al dettaglio narrativo, utilizzando persino le luci di Alessandro Verazzi in funzione di cosa vuole sottolineare in un determinato momento. Si ha l’impressione di trovarsi davvero davanti ad uno schermo ove il gioco di chiaro scuri e persino l’effetto ‘primo piano’ sono sottolineati dal velario che sfuma lo sfondo e dalle luci, ora color seppia, ora vivacissime per le scene più gaie, atte a creare un effetto visivo che sfiora il dipinto. Molto si è lavorato anche sulle comparse che integrano e accompagnano i protagonisti principali, spesso con effetti ‘rallenty’ delicati e quasi danzanti. Il risultato è magnifico.

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ANNUNCIATA LA STAGIONE ARTISTICA 2019 / 2020 DEL TEATRO VERDI DI TRIESTE

COMUNICATO STAMPA

Una stagione innovativa e ricca di eventi
PRESENTATA L’ATTIVITÀ ARTISTICA 2019/2020
della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Apertura della Stagione lirica e di balletto in Giappone 
e a Trieste doppia inaugurazione 
con la regia di Katia Ricciarelli

 Prima rappresentazione mondiale,
una nuova commissione d’opera del Premio Oscar Maestro Nicola Piovani,
regia di Chiara Muti

Una stagione innovativa e ricca di eventi quale risultato dell’impegno profuso dalla Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste per la crescita e l’internazionalizzazione: si riassume così l’Attività artistica 2019/2020, presentata oggi (11 luglio) a Trieste, nella Sala “Victor de Sabata” del Teatro Verdi, alla presenza del Sindaco e Presidente della Fondazione, Roberto Dipiazza, dell'Assessore alla cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Tiziana Gibelli, e di numerose autorità.

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L' APPASSIONANTE STAGIONE 2020 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA: APERTURA CON WAGNER!

TCBO: ANTEPRIMA DELLA STAGIONE D’OPERA 2020

 

13 titoli, dei quali 8 proposti per la prima volta a Bologna, 2 in prima italiana e 2 nuove produzioni assolute

Apertura con Tristan und Isolde di Wagner diretto da Juraj Valčuha, coprodotto con la Monnaie di Bruxelles

Dopo 27 anni d'assenza una nuova Adriana Lecouvreur di Cilea firmata da Rosetta Cucchi, con Kristine Opolais nel ruolo del titolo, e un inedito Otello verdiano con la regia di Gabriele Lavia e Gregory Kunde protagonista; sul podio Asher Fisch

Il duo ricci/forte per la prima volta al Comunale con il dittico La mano felice / Il castello del principe Barbablù di Schönberg e Bartók

Capolavori del repertorio italiano interpretati da registi come Damiano Michieletto, Emma Dante e Graham Vick, affiancati dall’oratorio La Creazione di Haydn e dal melologo Eternapoli di Vacchi con Toni Servillo voce narrante

 

Un intenso cartellone di respiro internazionale con prestigiose coproduzioni italiane ed europee, proposte da grandi bacchette e importanti firme registiche per una partitura di spettacoli ancora più ricca rispetto allo scorso anno. Si alzerà venerdì 24 gennaio il sipario sulla Stagione d'Opera 2020 del Teatro Comunale di Bologna: 13 titoli, dei quali 8 presentati per la prima volta a Bologna, 2 in prima italiana e 2 nuove produzioni assolute, per una proposta che spazierà fra classici del repertorio italiano e mitteleuropeo dell’Otto-Novecento – Rossini, Donizetti, Verdi, Wagner, Cilea, Puccini, Bartók e Schönberg – capolavori sinfonico-corali di fine Settecento come La Creazione di Haydn e novità del panorama contemporaneo come Eternapoli di Fabio Vacchi. La messinscena degli spettacoli sarà affidata ad affermati registi di differenti generazioni, sensibilità e approcci, fra cui Ralf Pleger, Damiano Michieletto, Emma Dante, Graham Vick, ricci/forte, Gabriele Lavia e Rosetta Cucchi. Accanto a loro una rassegna di undici direttori fra i migliori interpreti di oggi, che include Juraj Valčuha, Pinchas Steinberg, Asher Fisch, Claire Gibault, Marco Angius e Francesco Ivan Ciampa.

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CARMEN, G. BIZET - ARENA DI VERONA, SABATO 06 LUGLIO 2019

Ritorna sulle tavole dell'Arena di Verona, “Carmen” di Bizet nel fortunato allestimento di Hugo de Hana che ha aperto la stagione precedente.

Carmen, come scrisse Tchaykovsky in una lettera a M.me Von Meck nel 1880, “è un capolavoro sotto ogni aspetto, una delle rare creazioni che riassumono i sentimenti di tutta un'epoca musicale”, e il tempo gli ha dato ragione: nei suoi 144 anni di vita, “Carmen” è stata rappresentata in tutto il globo terracqueo e tutt'ora rimane una delle opere più amate del grande pubblico, a dispetto delle accuse di licenziosità che indussero la direzione del teatro a sconsigliare la presenza del pubblico femminile alle prime rappresentazioni.

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I TALENTI DELLA SCUOLA DELL’OPERA PER "L’ITALIANA IN ALGERI" DI ROSSINI AL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA


Comunicato stampa
 
«Mangiare e amare, cantare e digerire: questi sono in verità i quattro atti di questa opera buffa che si chiama vita e che svanisce come la schiuma d’una bottiglia di champagne». Si ispira alla filosofia espressa in questo celebre motto da Gioachino Rossini la sua commedia in due atti più esotica e farsesca, L’Italiana in Algeri, con cui il Teatro Comunale di Bologna prosegue per la sesta volta il progetto “Opera Next”. Il titolo, proposto dal 9 al 14 luglio in un nuovo allestimento realizzato in coproduzione con l’Auditorio de Tenerife – dove è andato in scena con successo lo scorso ottobre –, vede impegnati alcuni astri nascenti del belcanto provenienti dalla Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna e dall’Accademia di formazione Opera (e)Studio dell’Opera di Tenerife. Lo spettacolo, firmato da Giorgia Guerra e diretto da Nikolas Nägele – entrambi al debutto nel teatro felsineo – si avvale delle scene di Monica Bernardi, dei costumi di Lorena Marin e delle luci di Giorgia Guerra e José Fernández (TXEMA). Il Coro del Comunale è istruito da Alberto Malazzi.

«L’Italiana in Algeri è un regalo piazzato in una bottiglia pronta da stappare – dice la regista Giorgia Guerra –. Migliaia di note escono dalla sua esplosione e ti circondano senza lasciare tregua. Il crescendo rossiniano aumenta la nostra frequenza cardiaca, e la rappresentazione di ogni personaggio con le sue avventure amorose e sensuali ci intrappola in una storia in cui i sensi si intensificano in un’allegra atmosfera. Tutto questo in una bottiglia, devi solo stapparla e ubriacarti».

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Ecco la stagione 2019/2020 Teatro La Fenice di Venezia

COMUNICATO STAMPA                                                                             Venezia, 2 luglio 2019

 
FONDAZIONE TEATRO LA FENICE - Stagione Lirica e Balletto 
e Stagione Sinfonica 2019-2020 


La Stagione Lirica e Balletto e la Stagione Sinfonica 2019-2020 della Fondazione Teatro La Fenice sono state presentate martedì 2 luglio 2019 dal sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina, alla presenza del direttore generale Andrea Erri, del responsabile artistico delle attività di danza Franco Bolletta, del direttore generale della Fondazione di Venezia Giovanni Dell’Olivo e della responsabile CTPS Direzione Regionale Veneto Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige Intesa Sanpaolo Monica Cristanelli: il Gruppo, dall’1 gennaio 2019 diventato socio sostenitore del Teatro veneziano, ha infatti rinnovato il suo prezioso sostegno alle Stagioni Lirica e Sinfonica del Teatro La Fenice.

Sarà Don Carloa inaugurare la Stagione Lirica e Balletto 2019-2020: disegnando una linea artistica di continuità con le precedenti inaugurazioni, Myung-Whun Chung proseguirà nel progetto di rilettura del catalogo verdiano. Lo spettacolo, con la regia di Robert Carsen, vedrà tre interpreti al debutto: Piero Pretti, Alex Esposito e Julian Kim. SeguirannoPinocchio del compositore vicentino Pierangelo Valtinoni, tra gli autori viventi più eseguiti al mondo, e il dittico novecentesco A Hand of Bridgedi Barber e Il castello del principe Barbablùdi Bartók. Insieme alle riprese della Traviatae del Trovatore, andrà in scena in prima italiana un allestimento del Rigolettoper la regia di Damiano Michieletto, a completare la cosiddetta ‘trilogia popolare’ di Verdi. Continua il filone vivaldiano con Farnace, sempre con la presenza di Diego Fasolis. Dal repertorio francese, sarà proposto un nuovo allestimento del Faustdi Gounod diretto da Frédéric Chaslin, ma anche laripresa della Carmendi Bizet diretta da Wyung-Whun Chung, con Varduhi Abrahamyan e Francesco Meli. Torneranno in scena due titoli da molto tempo assenti dal palcoscenico feniceo: Rinaldodi Händel nello storico allestimento di Pier Luigi Pizzi, ricostruito per rendere omaggio al maestro – che proprio con questa produzione, nel 1985, stimolò l’avvio di una importante fase di riscoperta della musica barocca; e Roberto Devereux di Donizetti con la regia di Alfonso Antoniozzi. Sarà invece una novità assoluta per le scene veneziane il dittico composto da Prima la musica e poi le parole di Salieri e Der Schauspieldirektor di Mozart, nell’ambito dell’ormai collaudata collaborazione con l’Accademia di Belle Arti. La serva padronadi Pergolesi e la prima rappresentazione in tempi moderni di Engelberta di Albinoni sono i titoli previsti per il progetto Opera Giovani. Mentre per il Balletto, Alessandra Ferri e l’Hamburg Ballett saranno gli interpreti della prima rappresentazione italiana di Duse, fantasia coreografica di John Neumeier. Completano la programmazione i grandi ‘classici’ del repertorio che verranno riproposti negli storici allestimenti targati Fenice: L’elisir d’amore di Donizetti– con Celso Albelo nei panni di Nemorino –, Il barbiere di SivigliaLa cambiale di matrimonio di Rossini, Aidadi Verdi con Piero Pretti al debutto nel ruolo di Radamès.

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IL TROVATORE, GIUSEPPE VERDI – ARENA DI VERONA, SABATO 29 GIUGNO 2019

Con un altro tutto esaurito la Fondazione Arena di Verona mette a segno ancora una serata vincente dal punto di vista di pubblico ed attenzione mediatica, grazie alla ripresa di uno degli spettacoli più riusciti ed apprezzati di Franco Zeffirelli, il magnifico e ben collaudato Trovatore di Giuseppe Verdi, e chiamando una delle stelle attualmente più importanti del panorama lirico mondiale, la diva Anna Netrebko per il ruolo di Leonora. Neanche a dirlo l’accoppiata Netrebko/Zeffirelli ha sbancato il botteghino ed a conclusione della recita una foto ricordo del Maestro appena scomparso ha in un certo senso ‘salutato’ il pubblico dagli schermi dei sovratitoli.

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Musica e Aperitivo con i solisti del Coro del Teatro La Fenice nella matinée di domenica 30 giugno, cantate di Debussy, Fauré e Vaughan Williams

COMUNICATO STAMPA                                                                             Venezia, giugno 2019

  

Musica e Aperitivo con i solisti del Coro del Teatro La Fenice

 

nella matinée di domenica 30 giugno,

cantate di Debussy, Fauré e Vaughan Williams

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CARMEN, G. BIZET - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 21 GIUGNO 2019

Quest'anno la stagione lirica e di balletto del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste si è conclusa con la Carmen di Bizet, sicuramente l’opera più celebre e, purtroppo, attuale del compositore francese.

Lo spettacolo ideato da Carlo Antonio De Lucia assieme ad Alessandra Polimeno è di impostazione tradizionale e ambienta la vicenda in una Spagna da cartolina con le sue piazze assolate, gli edifici in pietra, le montagne e le maioliche. Un allestimento piacevole, anche grazie agli appropriati costumi di Svetlana Kosilova e alle luci curate dallo stesso De Lucia.

Il lavoro del regista sui singoli è evidente e ben calibrato, mentre andrebbe approfondito quello sulle masse, che con l’eccezione di qualche personaggio specifico, risultano piuttosto statiche. Nel complesso un allestimento rassicurante dunque, che non ha turbato gli animi degli spettatori triestini presenti alla prima.

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TRAVIATA, GIUSEPPE VERDI – INAUGURAZIONE FESTIVAL ARENA DI VERONA, 21 GIUGNO 2019

Una serata dal tutto esaurito, con autorità politiche tra cui il presidente della Repubblica Mattarella, personaggi dello spettacolo e una diretta in mondovisione, avrebbe finalmente soddisfatto il Maestro Franco Zeffirelli per celebrare una carriera che, come aveva affermato in varie occasioni, è sempre stata maggiormente apprezzata all’estero piuttosto che nella sua patria. Invece la Fondazione Arena ha sempre mostrato particolare feeling col regista fiorentino, tanto da ospitare negli anni numerose sue produzioni colossali e questa Traviata era il coronamento di un a lungo viaggio intrapreso circa dieci anni fa tra bozzetti, idee, spunti, e finalmente l’effettiva calendarizzazione al Festival per questa stagione.

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MOSCOW PHILARMONIC SOCIETY, CONCERTO DELLA STATE SYMPHONY CAPPELLA OF RUSSIA. DIRETTORE VALERY POLYANSKY, PIANISTA DMITRI MASLEEV -
Tchaikovsky Concert Hall di Mosca, martedì 18 giugno 2019

Due ore e trenta. Esclusi 10 minuti di intervallo.

La durata dei concerti in Russia fa impallidire qualsiasi confronto con i programmi delle orchestre di qualsiasi luogo del globo terracqueo. Il tempo è danaro e in Russia ogni Rublo conta, soprattutto quando l'offerta culturale è sterminata e il pubblico, che mai come qui è competente e curioso, pretende sempre di più qualitativamente ma soprattutto quantitativamente.

Affiancare ad un concerto per pianoforte ed orchestra di Mozart (più il relativo bis d'ordinanza) la sinfonia n.2 di Mahler, è un azzardo che nelle tempistiche spiazza qualsiasi programmatore.

Nulla di scandaloso si intende, soprattutto quando i 1600 spettatori apprezzano senza fiatare perfettamente concentrati fino alla fine l'impegnativo programma.

Si inizia dunque con il concerto per pianoforte ed ed orchestra K466 N.20 di W.A. Mozart con un solista d'eccezione, Dmitri Masleev già vincitore del prestigioso concorso Tchaikovsky nel 2015.

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Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart in scena alla Fenice nel pluripremiato allestimento firmato da Damiano Michieletto

COMUNICATO STAMPA                                                                              Venezia, giugno 2019

Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart in scena alla Fenice nel pluripremiato allestimento firmato da Damiano Michieletto

Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart torna sul palcoscenico del Teatro La Fenice, nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2018-2019. Il dramma giocoso in due atti composto dal salisburghese sul libretto di Lorenzo Da Ponte sarà in scena nel pluripremiato allestimento che vinse nel 2011 un Premio Abbiati (per le scene e i costumi) e ben cinque Opera Award assegnati a Damiano Michieletto per la regia, Paolo Fantin per le scene, Carla Teti per i costumi, e all’intero allestimento come miglior spettacolo della stagione 2010. La ripresa di questa produzione, con Jonathan Webb alla guida dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice, debutterà martedì 18 giugno 2019 alle ore 19.00 e resterà in cartellone fino alla fine del mese con repliche il 19, 20, 21, 22, 23, 25, 26, 27, 28, 29 e 30 giugno.

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Presentata a Torino la Stagione d’Opera e di Balletto 2019-2020 del Regio

COMUNICATO STAMPA

La Stagione d’Opera e di Balletto 2019-2020 del Teatro Regio si presenta come una delle più ricche e articolate di sempre, con ben 17 titoli, tra cui 7 nuovi allestimenti. Un viaggio musicale serrato e appassionante che spazia dall’opera di tradizione francese al grande repertorio italiano, dal Singspiel alla musica sacra, dal balletto al musical. Non mancherà anche quest’anno una Guest Star d’eccezione: Roberto Bolle con i suoi straordinari Friends. Una proposta che presenta il meglio della storia dell’opera senza perdere il coraggio di esplorare, offrendo al pubblico i titoli più amati insieme ad alcune gemme più nascoste. Una scommessa sulle capacità artistiche e tecniche del nostro Teatro e sulla voglia del pubblico di scoprire nuovi allestimenti, nuovi titoli – tra cui una prima assoluta in Italia – e nuovi interpreti. Una Stagione ispirata a uno dei valori più preziosi che abbiamo: la capacità di unire il repertorio all’innovazione, la tradizione alla creatività, due aspetti inscindibili nell’arte, nel teatro e nella musica.

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Traviata---bozzeto-Franco-Zeffirelli

LA FONDAZIONE ARENA RICORDA IL MAESTRO FRANCO ZEFFIRELLI, ARTEFICE DI TANTE PRODUZIONI INDIMENTICABILI A VERONA.

Comunicato stampa

La tragica notizia della morte del Maestro Zeffirellicreatore di sogni, è arrivata oggi in Fondazione Arena di Verona mentre fervono i preparativi definitivi per la prova generale della sua ultima e tanto attesa Traviata che debutterà il prossimo 21 giugno alla presenza già annunciata, ma ora ancora più significativa, del Presidente della Repubblica Mattarella.

Il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia, amica di Zeffirelli sin dai suoi giovanissimi esordi sulle scene, è stata colta di sorpresa in una giornata davvero intensa e, a nome di tutte le maestranze, complessi artistici ed impiegati amministrativi della Fondazione, dichiara: “Lo abbiamo amato incondizionatamente tutti, ha segnato la nostra vita professionale e personale in modo indelebile. Vorremmo tutti avere oggi  il tempo di fermarci e piangere liberamente l’uomo, l’artista, l’amico, ma se davvero vogliamo onorarlo come merita, questo lusso non ce lo dobbiamo né possiamo permettere: lo piangeremo lavorando al meglio, al massimo delle nostre forze per onorare il suo genio, perché la sua ultima Traviata, ma anche il suo Trovatore, brillino e contribuiscano al ricordo futuro del suo genio insostituibile. Gli strumenti li abbiamo e il suo imprimatur pure, perché Traviata viene da lontano, un anno di lavoro intenso nel quale ogni dettaglio, ogni particolare è stato condiviso con i suoi storici assistenti e collaboratori della Fondazione Arena che ne hanno assorbito il pensiero. Terminato questo doveroso omaggio potremo finalmente sfogare i nostri sentimenti privati e piangerlo. Ora dobbiamo lavorare ancora per lui anche se, purtroppo, senza di lui”.

Ed è l’intera città di Verona che piange la scomparsa del Maestro, perché la sua impronta è forte nel tessuto urbano e sociale della città che lo sentiva amico e complice di tante estati.

Le foto dei celebri allestimenti di Franco Zeffirelli per l'Arena di Verona (foto Ennevi)