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Agnese di Paer. Prima rappresentazione in epoca moderna, dirige Fasolis, regia di Muscato

Stagione d’Opera 2018-2019

Agnese

 

Comicità, azione e lieto fine per l’opera di Ferdinando Paer in prima rappresentazione moderna

Diego Fasolis dirige l’Orchestra e il Coro del Regio

Leo Muscato firma il nuovo allestimento

 

Teatro Regio, martedì 12 marzo 2019 ore 20

 

Martedì 12 marzo 2019, alle ore 20, il Regio mette in scena il nuovo allestimento dell’opera Agnese di Ferdinando Paer (1771-1839), che catalizzerà la curiosità del pubblico e l’attenzione della critica attorno a questo titolo, proposto in prima rappresentazione moderna.

L’Orchestra e Coro del Teatro Regio, diretti da Diego Fasolis, riporteranno alla luce una gemma dimenticata del melodramma italiano di primo Ottocento: l’opera semiseria Agnese, del parmense di origini austriache Ferdinando Paer. Il nuovo allestimento del Regio vede Leo Muscato alla regia e come interpreti María Rey-Joly (Agnese), Markus Werba (Uberto), Edgardo Rocha (Ernesto), Filippo Morace (Don Pasquale), Andrea Giovannini (Don Girolamo), Lucia Cirillo (Carlotta), Giulia Della Peruta (Vespina) e Federico Benetti (il custode). Istruisce il coro Andrea Secchi.

La riscoperta di Agnese nasce nel 2008 con una registrazione in forma di concerto diretta proprio da Diego Fasolis (che torna sul podio del Regio dopo il Così fan tutte della Stagione 2017-2018), che ci ha raccontato: «Agnese è solo una delle opere straordinarie che giacciono in archivi più o meno noti e prestigiosi. Molti Teatri iniziano a voler e dover proporre novità al proprio pubblico. Funziona bene con il Barocco, spesso con strumenti originali, e piano piano si avanza con curiosità ed entusiasmo verso epoche più vicine e altrettanto ricche. Sono stimolato da qualsiasi repertorio che permetta di costruire con i musicisti un’intesa a beneficio della qualità del lavoro e della vita che passa poi al pubblico, che ci auguriamo di incantare con Agnese. Sognare, commuoversi, sorridere e piangere in un bel sogno a lieto fine. Questo è Agnese di Paer».

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ORCHESTRA RAI: UNICO CONCERTO PER "LA CREAZIONE" DI HAYDN DIRETTA DA CONLON

Comunicato stampa

Venerdì 15 febbraio ore 20, con la direzione di James Conlon

A causa dello sciopero interno indetto dalle rappresentanze sindacali dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il concerto dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in programma all'Auditorium Rai "Arturo Toscanini" di Torino giovedì 14 febbraio alle 20.30 (turno rosso) – che avrebbe visto il Coro dell'Accademia di Santa Cecilia protagonista dell'oratorio Die Schöpfung (La Creazione) di Haydn – non potrà aver luogo. È invece confermato il concerto del giorno seguente, venerdì 15 febbraio alle ore 20 (turno blu), che mantiene integralmente il programma musicale previsto, con il capolavoro di Haydn diretto da James Conlon, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia istruito da Ciro Visco, il soprano Sydney Mancasola, il tenore Martin Mitterrutzner e il basso John Relyea. Il concerto è registrato e sarà trasmesso successivamente da Radio3.

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BORODIN, KNJAZ IGOR (IL PRINCIPE IGOR) - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI’ 8 FEBBRAIO 2019

Il Principe Igor, elogio della lentezza.

Che ad Aleksandr Porfireviç Borodin interessasse poco o nulla di comporre musica, inteso come lavoro su commissione, è risaputo. La sua vera ed unica occupazione era la chimica, di cui fu valente ed intelligente ricercatore, amato e stimato in Russia ed anche in Europa; la musica era per lui un semplice diversivo del quale occuparsi nei ritagli di tempo o in vacanza d’estate.

Ecco quindi che attorno al 1870, sollecitato dagli amici compositori del“Gruppo dei cinque”, di cui faceva parte, inizia ad interessarsi svogliatamente alla composizione di un’ opera, che tra abbozzi e parziali strumentazioni, porterà avanti a comporre fino alla morte avvenuta nel 1887. Diciassette anni per comporre definitivamente qualche aria, alcuni cori, le danze Polovesiane e dare una tinta di definizione “russa” ad un lavoro che definire frammentario è un eufemismo. Elaborata con ponderata lentezza, libera dall’ansia di dover tenere fede a scadenze, l’unica opera di Borodin rimase quindi incompiuta, ma non un moncone a cui manca una parte terminale, bensì un canovaccio confuso e frammentario al quale i suoi più fidati amici Glazunov (che ultimò il terzo atto e stese l’ouverture a memoria ricordandosi di un concerto con Borodin al pianoforte che canticchiava i temi principali) e Rimsky Korsakov che affrontò quasi per intero l’orchestrazione, rimanendo fedele alle istruzioni ricevute da Borodin. Come tutta la musica di Borodin, anche quella del Knjaz Igor è semplice e limpida, ma piena di ispirazione e straordinariamente ricca di immagini e di colori, dove il contrasto tra il mondo primitivo ma eroico russo e quello più sensuale e barbarico dei popoli asiatici, genera una fusione dei due mondi musicali generando un conflitto stilistico e sonoro che ci mantiene in una fluttuazione costante.

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LA GATTOMACHIA – ORAZIO SCIORTINO PER OPV FAMILIES & KIDS, SABATO 9 FEBBRAIO 2019, AUDITORIUM CENTRO CULTURALE ALTINATE/SAN GAETANO, PADOVA

Orchestra di Padova e del Veneto

Compositore e Direttore: Orazio Sciortino

Violino concertante: Piercarlo Sacco

Narratore: Roberto Recchia

Una bellissima e fortunata iniziativa è quella dell’Orchestra di Padova e del Veneto di portare le famiglie con bambini a teatro e gustare, talvolta partecipando in prima linea, ciò che offre il panorama della musica classica in modo da renderla fruibile ad un pubblico di piccoli ascoltatori, e perché no di fare divertire anche gli adulti. Più che giusto dunque proporre le partiture più conosciute e da sempre inserite in programmi scolastici o collaborazioni tra scuole e conservatori. Dopo Il carnevale degli animali, il natalizio Schiaccianoci e The planets: un viaggio spaziale, è la volta di una gustosa novità: La gattomachia composta da Orazio Sciortino per il Teatro alla Scala di Milano che in prima assoluta nell’ottobre del 2017 ha visto un foltissimo pubblico di piccoli affollare il tempio milanese. E’ la volta di Padova, che con ben due appuntamenti pomeridiani ha proposto quello che in effetti è uno spettacolo vero e proprio in forma di concerto, con un eccellente attore, Roberto Recchia, che molto più di una semplice voce narrante, è l’anima della favola che mima, imita, improvvisa, intrattenendo l’audience per circa un’ora filata con una voce in grado di far visualizzare i protagonisti quasi in carne ed ossa lì sul palco ai nostri occhi.

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In onda su Rai 5 Lezioni di Suono, registrata in Sala dei Giganti al Liviano con Ivan Fedele e l'Orchestra di Padova e del Veneto, diretti da Marco Angius

 C.S.

OPV - Lezioni di suono (2017)

Syntax. Tre incontri con Ivan Fedele

RAI5 – MUSICA CONTEMPORANEA   NUOVO CICLO DI MUSICA COLTA

9 febbraio Syntax 0.1
16 febbraio Syntax 0.2
23 febbraio Syntax 0.3
sempre intorno alle 22:45 – 22:50

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UNA “PASSEGGIATA ROMANTICA” CON I PIU' GRANDI COMPOSITORI FRANCESI, DA DEBUSSY A BIZET.

TEATRO PALLADIUM - Stagione 2018/2019

 

PER LA RASSEGNA “PRIME DONNE”

In collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma

 

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DON GIOVANNI, W. A. MOZART – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 27 GENNAIO 2019

Con l’apertura ufficiale della stagione invernale la Fondazione Arena ritorna al Don Giovanni di Mozart dopo la produzione hollywoodiana che Zeffirelli ideò per l’anfiteatro romano, affidando questa volta ad Enrico Stinchelli  il compito di concepire uno spettacolo nuovo e credibile per il palcoscenico del Filarmonico. Il regista ne ha visti e sentiti a centinaia dalla sua grande esperienza di autore, conduttore ed esperto d’opera e vi è stata un’attenta ponderazione su come avvicinarsi al capolavoro mozartiano cercando di rispettare libretto e musica, interpreti, e naturalmente il pubblico. Ne nasce uno spettacolo garbato, dal gusto neoclassico che si avvale con intelligenza delle installazioni video curate da Ezio Antonelli che interagiscono ad hoc con le luci di Paolo Mazzon. Per un tocco di tradizione è stato chiamato ai costumi Maurizio Millenotti, che riprende proprio gli sfarzosi abiti della produzione zeffirelliana da lui ideati. Stinchelli non ha voluto strafare o creare qualcosa di scioccante e provocatorio, ma si è soffermato soprattutto sulla figura del protagonista come spesso avviene in quest’opera, sottolineando che da lui parte l’azione scenica degli altri personaggi, che vi ruotano attorno senza effettivamente essere padroni di sé. Solo in apertura si accenna ad una sorta di rappresentazione teatrale in cui il direttore di palcoscenico sistema interpreti in postazione e dispensa le ultime consegne a tecnici e collaboratori prima che si apra il sipario, di cui si occupano dei  fanciulli preposti al caso. 

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WERTHER, JULES MASSENET – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 25 GENNAIO 2019

Il Teatro La Fenice di Venezia accoglie sul suo palcoscenico la toccante produzione del Werther di Massenet concepita da Rosetta Cucchi nel 2016 per Comunale di Bologna. Ogni volta che ci si accosta a questo masterpiece del compositore francese non si può fare a meno che indagare nel proprio vissuto e ritrovare sensazioni forse dimenticate o sopite da qualche parte in noi stessi, e probabilmente deve aver pensato questo la regista nell’ideare uno spettacolo davvero intimo, introspettivo e che sicuramente avrebbe fatto piacere a chi viveva e soprattutto ‘sentiva’ ai tempi di Goethe. Le menti insaziabili non si accontentano di viver alla giornata ed ignorare le sconfitte, ma indagano, si chiedono il perché degli eventi e senza risposta consolatoria sprofondano in una inconsolabile tristezza, in uno ‘splin’ tragico che nel protagonista si acuisce fino all’epilogo drammatico. Werther ama la donna di un altro, in lui scorre una passione incontrollabile che non gli consente di concepire simili moti per un’altra qualsiasi. Ed allora scrive le sue lettere strazianti  sognando costantemente ciò che non può avere: una casa, una famiglia, un nido in cui coltivare e far crescere questo amore romantico ed infinito. E’ quasi come un’ ombra che da fuori assiste alla sua stessa vita entrandovi solo quando è con la sua Charlotte, per poi ritornare lontano e affranto testimone delle (presunte) gioie altrui.

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LA FORZA DEL DESTINO, G. VERDI - TEATRO MUNICIPALE DI PIACENZA, DOMENICA 20 GENNAIO 2019

Capolavoro discusso e popolare, romanzo d'appendice in cui tutto può apparire superfluo, gratuito o assurdo (a cominciare dall'accidentale colpo di pistola), costruito attraverso scene che non sembrano correlate tra loro e che tra loro tuttavia si saldano in una visione di insieme, come in un grande affresco dove il particolare appare insignificante in sé, ma è tuttavia essenziale al quadro generale.

La Forza del destino ripropone molti grandi temi del teatro verdiano: l'amore filiale, l'onore, l'amicizia, gli orrori della guerra, la vendetta, in un contesto drammaturgico tra i più complicati nel catalogo del musicista delle Roncole.

Mettere in scena un'opera come questa (indipendentemente dall'alone di iattura, danno e disgrazia che questo lavoro si porta dietro come un marchio infamante) è talmente un'impresa ardua e rischiosa che merita, ogni qual volta la si veda in cartellone, di accorrere senza indugio indipendentemente dal risultato artistico ottenuto.

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CABARET DES ARTISTES_TEATRO DUE PARMA DAL 31 GENNAIO AL 16 MARZO 2019

E ora qualcosa di completamente diverso: gli Attori dell’Ensemble Teatro Due aprono il CABARET DES ARTISTES, una vera e propria novità nel cuore della Città, all’interno delTeatro Due, e lo fanno vivere con 27 serateche promettono di stupire e affascinare, dal 31 gennaio al 16 marzo 2019.

Dopo Girotondo Kabarett e vista la partecipazione e il piacere degli spettatori, ci si è interrogati su come

creare nuove proposte che coniugassero cura e leggerezza.

Vera esplosione di linguaggi, il Cabaret con il suo eclettico tessuto drammaturgico, fatto di canzoni d’autore o dell’universo popolare, di pezzi comici, surreali o satirici, di musica jazz e di avanspettacolo, è un luogo in cui tutto è permesso, in totale libertà.

Ed è così che nasce CABARET DES ARTISTES:per sette settimane, dal giovedì alla domenica sarà possibile partecipare, rigorosamente in abito elegante, a serate sempre diverse, dei veripastichedi sketch,musica dal vivo, canzoni, suggestioni poetiche e letterarie tratte da materiali eterogenei edal sapore spiritoso e surreale, come nei cabaret francesi, tedeschi, inglesi degli anni ’20 e ‘30.

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La Nona Sinfonia di Beethoven al Cilea di Reggio Calabria

La Nona Sinfonia di Beethoven al Cilea di Reggio Calabria

E continua la programmazione del Rhegium Opera Musica Festival con i solisti Marily Santoro, Francesca Di Sauro, Giuseppe Talamo e Roberto Accurso, diretti dalla sapiente bacchetta di Marco Alibrando

Venerdì 1 febbraio 2019, alle ore 20.30, all’interno del programma della stagione 2918-2019 “Rhegium Opera Musica Festival”, sezione “Classica Mediterranea” promossa dall’Orchestra del Teatro Cilea e dal Coro Lirica Cilea, sarà eseguita, presso il Teatro Cilea di Reggio Calabria, la Nona Sinfonia in re minore per soli, coro e orchestra Op. 125 di Ludwig Van Beethoven.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Cilea e del Coro lirico Cilea, istruito dal Maestro Bruno Tirotta, ci sarà il Maestro Marco Alibrando.

Questi, nato a Messina nel 1987, ha studiato direzione d’orchestra con nomi riconosciuti a livello internazionale: Gianandrea Noseda (Masterclass al Conservatorio di Milano), Gianluigi Gelmetti, Vittorio Parisi, Lutz Köhler (UDK Berlin), Antonino Fogliani, Donato Renzetti, Romolo Gessi e Giuseppe Lanzetta ed è stato assistente di Ivan Fischer e la Budapest Festival Orchestra. Debutta a soli 24 anni dirigendo l’Orchestra da Camera Fiorentina a Firenze. Nel 2012 debutta in campo operistico al Festival Rossini in Wildbad con “Adina”. Nel 2016 debutta al Rossini Opera Festival di Pesaro nei “Duetti Amorosi” cantati da Pretty Yende e Aya Wakizono. Nel 2017 al Festival di Spoleto con “Delitto e Dovere.” Recentemente ha diretto il dittico “Suor Angelica” di Puccini e “Billy Budd” di Ghedini presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano, e “La Cenerentola” per VoceAllOpera con la regia di Gianmaria Aliverta. Nell’estate scorsa ha diretto “Beatrice di Tenda” a Tenda e “Rossini il Buongustaio” all’Opera di Tirana.

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In occasione della Giornata della memoria Il Viaggio di roberto. Un treno verso Auschwitz per RegioYoung 2018-2019

IL VIAGGIO DI ROBERTO

UN TRENO VERSO AUSCHWITZ

In occasione della Giornata della Memoria

l’opera lirica che rievoca la vita del piccolo Roberto Bachi,

arrestato a Torrechiara e morto durante la Shoah

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Nabucco di Giuseppe Verdi
domani (venerdì 18 gennaio) la “prima” al Teatro Verdi di Trieste

COMUNICATO STAMPA

 

Allestimento del Teatro Ponchielli di Cremona, in coproduzione con
il Teatro Grande di Brescia e il Teatro Fraschini di Pavia,
con l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste diretti dal Maestro Concertatore Christopher Franklin

Prima rappresentazione domani a Trieste (venerdì 18 gennaio, alle 20.30) di Nabucco di Giuseppe Verdi, proposto dalla Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste nell’ambito della Stagione lirica e di balletto, con l’allestimento del Teatro Ponchielli di Cremona, in coproduzione con il Teatro Grande di Brescia e il Teatro Fraschini di Pavia. L’Orchestra e il Coro del Verdi saranno diretti dal Maestro Concertatore e Direttore Christopher Franklin (Maestro del Coro Francesca Tosi), la regia è di Andrea Cigni ripresa da Danilo Rubeca, scene di Emanuele Sinisi, costumi di Simona Morresi. Importante la compagnia di canto fra cui spiccano voci di chiara fama, come il baritono Giovanni Meoni (Nabucco), il soprano Amarilli Nizza (Abigaille) e il basso Nicola Ulivieri (Zaccaria).
Interprete del repertorio belcantistico belliniano e donizettiano, Giovanni Meoni si è poi avvicinato al repertorio verdiano, nel quale ha trovato la sua naturale collocazione e dove raggiunge la massima espressione, eccellendo in particolar modo nei grandi ruoli di "baritono nobile". Giovanni Meoni ha collaborato con importanti direttori d’orchestra, esibendosi sui principali palcoscenici del modo, dal Met di New York, al Wiener Staatsoper, dalla Deutsche Oper al Liceu di Barcellona, dall’NCPA a Pechino al Bolshoi di Mosca, a molti altri. In Italia si è esibito al Regio di Torino, a La Fenice di Venezia, al Maggio Musicale di Firenze, all’Opera di Roma e all’Arena di Verona.
Dramma lirico in quattro parti, Nabucco è una delle opere fra le più rinomate di Giuseppe Verdi, anche per la presenza del celebre ‘Va pensiero’, brano corale emblema della tradizione musicale italiana, entrato nel cuore della nazione come simbolo del Risorgimento.

Trieste, 17 gennaio 2019

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Le Prime donne della lirica tornano al Palladium: il 21 gennaio Claudia Pavone in “La notte e la luna”, da Schubert a Bellini

                                             

 

 

TEATRO PALLADIUM - Stagione 2018/2019

PER LA RASSEGNA “PRIME DONNE”

 

In collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma 

CLAUDIA PAVONE

“LA NOTTE E LA LUNA”

UN OMAGGIO AL MONDO NOTTURNO DA SCHUBERT A BELLINI

MARCO FORGIONE AL PIANOFORTE

 

Lunedì 21 gennaio – ore 20,30  - Biglietti: Intero: 18; ridotto: 12; studenti: 8 euro

IN OCCASIONE DEL CONCERTO L’ASSOCIAZIONE LIONS CLUB ROMA SAN

PAOLO DONERA' UN DEFIBRILLATORE 

 

in foto: Claudia Pavone

Tra i più promettenti giovani soprani del panorama lirico italiano, Claudia Pavone è in scena al Teatro Palladium lunedì 21 gennaio accompagnata al pianoforte da Marco Forgione. L’appuntamento si inserisce all’interno della rassegna “Prime donne”, realizzata dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma, al via dal 10 dicembre con Svetlana Kasyan e a cui seguirà l'appuntamento con Valentina Varriale l’11 febbraio e Mariangela Sicilia il 25 marzo.

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Febbraio 2019 - Gli appuntamenti al Teatro Regio Torino

STAGIONE D’OPERA • IL RIGOLETTO DI GIUSEPE VERDI CON LA REGIA DI JOHN TURTURRO.  DIRIGE RENATO PALUMBO

Dal 6 al 17 febbraio è in scena al Teatro Regio un nuovo allestimento di RIGOLETTO di Giuseppe Verdi, realizzato in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo, la Shaanxi Opera House e l’Opéra Royal de Wallonie-Liège. La regia è firmata da John Turturro, film-maker e attore newyorkese. Il maestro Renato Palumbo dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio. Cecilia Ligorio è collaboratrice alla regia, le scene sono di Francesco Frigeri, i costumi di Marco Piemontese e la coreografia di Giuseppe Bonanno. Le luci sono di Alessandro Carletti, qui riprese da Ludovico Gobbi. Il coro è istruito da Andrea Secchi.Sul palcoscenico, interprete di Rigoletto è il baritono spagnolo Carlos Álvarez; Gilda, anche lei spagnola, è il soprano Ruth Iniesta; il duca di Mantova è il tenore romeno Stefan Pop, Sparafucile il basso Gianluca Buratto, mentre nel ruolo di Maddalena troviamo il mezzosoprano romeno Carmen Topciu. Nel corso delle 10 recite, il 9, 12, 14 e 16 febbraio i ruoli principali saranno sostenuti da Amartuvshin Enkhbat (Rigoletto), Gilda Fiume (Gilda), Iván Ayón Rivas(Il duca) e Romano Dal Zovo (Sparafucile). Completano il numeroso cast Carlotta Vichi (Giovanna), Alessio Verna (Monterone), Paolo Maria Orecchia (Marullo), Luca Casalin (Borsa), Federico Benetti (conte di Ceprano), Claudia De Pian e Ivana Cravero (La contessa), Riccardo Mattiotto e Giuseppe Capoferri (un usciere) e Ashley Milanese (il paggio della duchessa). La diretta radiofonica dell’opera, curata da Susanna Franchi, sarà trasmessa su Rai Radio 3 alle ore 20 di mercoledì 6 febbraio.

Reale Mutua Assicurazioni, socio fondatore del Regio, anche quest’anno – nel suo 190° anniversario – sostiene con un contributo la produzione di Rigoletto.

Per le “Conferenze del Regio”, mercoledì 30 gennaio ore 17.30 al Piccolo Regio Puccini il musicologo Daniele Spini, attualmente Direttore artistico dell’Orchestra Haydn di Bolzano, cura la presentazione dell’opera in un incontro dall’ironico titolo: Non dire Duca se non l’hai nel sacco! (l’ingresso è libero).

I CONCERTI • MICHELE MARIOTTI INTERPRETA IL REQUIEM DI FAURÉ E LA SINFONIA N. 2 DI ČAJKOVSKIJ

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Dionysos Rising di Roberto David Rusconi, prima assoluta, sabato 19 e domenica 20 gennaio 2019, Teatro SanbàPolis di Trento

FONDAZIONE HAYDN DI BOLZANO E TRENTO

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 COMUNICATO STAMPA

Il mito di Dioniso come non si è mai visto e sentito

Dopo l’esordio a Bolzano con l’originale dittico La Voix Humaine/Cavalleria rusticana, la quarta edizione di OPER.A 20.21, stagione regionale organizzata dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento con la direzione artistica di Matthias Lošek, fa tappa a Trento per presentare in prima assoluta Dionysos Rising di Roberto David Rusconi. Un’opera che promette un’esperienza visuale e sonora unica.

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57° Concorso Internazionale Voci Verdiane Città di Busseto

VOCI VERDIANE
COMUNE BUSSETO
TEATRO REGIO PARMA
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LOGO MUSEO
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Il Comune di Busseto indice la nuova edizione, la cui organizzazione è affidata al Teatro Regio di Parma.

Ai candidati, oltre ai premi, la possibilità di essere parte del cast di Aida, nell’ambito del Festival Verdi.

Busseto, dal 11 al 16 giugno 2019

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ACCADEMIA DI SANTA CECILIA - LEZIONI DI MUISCA DEL XX E XXI SECOLO - DALL'ONGARO PER IL PRIMO APPUNTAMENTO

Primo appuntamento

 

Michele dall’Ongaro

Tutta la musica è contemporanea

 

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UN BALLO IN MASCHERA INAUGURA LA STAGIONE LIRICA 2019 A PARMA

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UN BALLO IN MASCHERA

INAUGURA LA STAGIONE LIRICA 2019

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CONCERTO DI CAPODANNO AL TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, REPLICA DEL 30 DICEMBRE 2018

Il concerto di Capodanno alla Fenice di Venezia è diventato uno degli appuntamenti più attesi e mondani per festeggiare l’arrivo del nuovo anno in musica ed in bellezza e che come ormai da tradizione viene anche trasmesso in tv per chi non avesse la possibilità di raggiungere il teatro veneziano per nessuna delle repliche previste. Torna a dirigere questo evento l’ormai di casa Maestro Myung-Whun Chung,  che trova una particolare simbiosi con una orchestra a nostro avviso particolarmente in forma.

Come da copione una prima parte sinfonica ed una seconda con l’intervento di solisti e coro, sono il programma prescritto per il concerto.

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