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Debutta al Comunale di Bologna un nuovo "Barbiere di Siviglia" che andrà in tournée in Giappone

Comunicato stampa 

Il Teatro Comunale di Bologna produce
un nuovo Barbiere di Siviglia che andrà in tournée in Giappone
 

Dirige Federico Santi; regia di Federico Grazzini; protagonisti Roberto De Candia, Antonino Siragusa e Cecilia Molinari 

Il debutto a Bologna il 17 marzo con diretta su Radio3 Rai 

Repliche il 20, 24, 26 e 28 marzo; in scena in Giappone dal 16 al 26 giugno

È tutta italiana la nuova produzione del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini che debutta al Teatro Comunale di Bologna domenica 17 marzo alle ore 20.00 – in diretta su Radio3 Rai – con repliche fino al 28 marzo, per poi andare in tournée in Giappone in giugno, sempre con i complessi del TCBO. Il nuovo allestimento, interamente prodotto dal Comunale, è firmato dal giovane regista italiano Federico Grazzini, alla sua prima collaborazione con il teatro felsineo. Sul podio è chiamato il direttore d’orchestra torinese Federico Santi, già noto al pubblico bolognese per aver recentemente diretto I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini. Le scene sono di Manuela Gasperoni, i costumi di Stefania Scaraggi e le luci di Daniele Naldi. Il coro è preparato da Alberto Malazzi.
 

Il capolavoro buffo in due atti di Rossini su libretto di Cesare Sterbini, tratto dalla commedia omonima di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, sarà affidato a Bologna a una compagine di specialisti rossiniani, capitanata da Antonino Siragusa nelle vesti del Conte d'Almaviva (sostituito da Diego Godoy nelle recite del 24, del 26 e del 28 marzo). Insieme a lui in scena sono impegnati Roberto De Candia nella parte di Figaro (Vincenzo Nizzardo il 24, il 26 e il 28 marzo), Cecilia Molinari in quella di Rosina (Serena Malfi il 20 marzo), Marco Filippo Romano come Bartolo e Andrea Concetti come Basilio. Completano il cast Laura Cherici (Berta), Nicolò Ceriani (Fiorello), Sandro Pucci (Un ufficiale) e Massimiliano Mastroeni (Ambrogio). 

«Uno degli aspetti fondamentali della nostra lettura è quello metateatrale – dice il regista Federico Grazzini. Nell’opera di Rossini esistono troppi riferimenti metateatrali per essere ignorati, basti pensare a quante volte è citata dai personaggi l’opera stessa: L’inutil precauzione. Se si cercasse di rileggere la storia esclusivamente in chiave realistica, certi elementi apparirebbero drammaturgicamente incoerenti: rappresentare il Barbiere in chiave metateatrale significa innanzitutto mostrare al pubblico che il mondo in cui è ambientata la storia è finto. 
Un altro elemento che attraversa l’opera e che abbiamo voluto tematizzare – prosegue il regista – è la follia, l’imprevedibile alternanza delle situazioni e la varietà del gioco teatrale che porta nel finale primo “il cervello poverello” dei personaggi e degli spettatori a “confondersi” e ad “impazzar”. Abbiamo deciso di sviluppare simbolicamente questo filo rosso per mezzo di un elemento: una palla da demolizione. La palla comparirà nei due finali come elemento di rottura che fa breccia nel reale: nel primo per far “rimbombare muri e volte con barbara armonia”, nel secondo per sancire festosamente la vittoria dell’amore come forza irrazionale sul mondo ordinato e dispotico di Bartolo». 

Lo spettacolo è realizzato grazie al contributo di Automobili Lamborghini, che sceglie di sostenere per la quarta stagione consecutiva il Teatro Comunale, dopo l'Attila inaugurale del 2016, la Lucia di Lammermoor del 2017 e La bohème che ha aperto il cartellone 2018.

I biglietti (da 140 a 10 euro) sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Eventuali biglietti invenduti saranno disponibili il giorno dello spettacolo al 50% del costo. 

Il barbiere di Siviglia è la produzione che il Teatro Comunale di Bologna ha scelto di portare in tournée in Giappone in giugno insieme alRigoletto di Giuseppe Verdi firmato dal regista Alessio Pizzech, anch'esso proposto prima a Bologna dal 19 al 30 marzo 2019. 

L’opera di Rossini andrà in scena a Osaka (Festival Hall) sabato 16 giugno, a Tokyo (Bunkamura Orchard Hall) mercoledì 20 giugno, a Yokohama (Kanagawa Kenmin Hall) venerdì 22 giugno, di nuovo alla Bunkamura Orchard Hall di Tokyo il 24 giugno e a Fukuoka (Across Fukuoka) il 26 giugno. La tournée è realizzata in collaborazione con la società Concert Doors Co. Ltd., che dal 1996 ha organizzato circa cinquanta tournée in Giappone insieme a teatri italiani ed europei. 

IL BARBIERE DI SIVIGLIA 
Dramma comico in due atti 
Libretto di Cesare Sterbini 
Musica di Gioachino Rossini 
Direttore Federico Santi 
Regia Federico Grazzini 
Maestro del Coro Alberto Malazzi 
Scene Manuela Gasperoni 
Costumi Stefania Scaraggi 
Luci Daniele Naldi 
Assistente alla regia Angelo Smimmo 

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna 

Nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna 

Personaggi e interpreti 
Il Conte d’Almaviva Antonino Siragusa / Diego Godoy * 
Bartolo Marco Filippo Romano 
Rosina Cecilia Molinari / Serena Malfi ** 
Figaro Roberto De Candia Vincenzo Nizzardo * 
Basilio Andrea Concetti 
 
Berta Laura Cherici 
Fiorello Nicolò Ceriani 
Ambrogio Massimiliano Mastroeni 

Date 
Domenica 17 marzo 2019 - ore 20.00 - Turno Prima 
Mercoledì 20 marzo 2019 - ore 20.00** - Turno A 
Domenica 24 marzo 2019- ore 15.30* - Turno D 
Martedì 26 marzo 2019 - ore 20.00* - Turno B 
Giovedì 28 marzo 2019 - ore 18.00* - Turno P 
 
(Rocco Casaluci - foto di copertina)

Liceu

Press release · The Liceu celebrates the '20 years' season

Press Release

THE LICEU CELEBRATES THE ‘20 YEARS’ SEASON

The artistic project looks to the future and remembers the past with great titles, great voices and the opening of five new productions, three of them led by the Liceu.

New productions of Franc Aleu’s Turandot, which opens the season, Lohengrin from Katharina Wagner and Il barbiere de Siviglia from Josef Ernst Köpplinger will be performed for the first time in the Liceu.

Doña Francisquita, staged by Lluís Pasqual and Alcione, with musical direction from Jordi Savall, are two new co-productions from the Teatro de la Zarzuela and the Opéra Comique de Paris, respectively.

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Sabato 23 marzo al Teatro “Tullio Serafin” di Cavarzere
splenderà “La Venezia del Settecento”:
grande lirica su musiche di Vivaldi, Galuppi, Porpora e Lotti

Concerto organizzato da Concetto Armonico con il patrocinio e la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cavarzere

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Illuminato dallo splendore di abiti barocchi, fra broccati preziosi ed elaborate acconciature, il Teatro “Tullio Serafin” di Cavarzere in provincia di Venezia, ospiterà sabato 23 marzo, alle 21, il concerto lirico La Venezia del Settecento, evento promosso dall’associazione Concetto Armonico, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune e l’Archivio storico Tullio Serafin e con il patrocinio dell’Università Popolare di Cavarzere, sotto la direzione artistica di Andrea Castello.

Guidato dalle note di Antonio Vivaldi, Baldassare Galuppi, Antonio Lotti e Nicola Porpora, tra i compositori più attivi nella Venezia del XVIII secolo, il pubblico avrà l’occasione di rivivere il respiro di quell’epoca fertile e affascinante, nella quale la Serenissima, nonostante i profondi cambiamenti politici e sociali in atto, continuava ad essere il cuore pulsante della grande musica italiana ed europea. Un fascino senza tempo, il suo, che al “Serafin” di Cavarzere sarà confermato dal celebre controtenore Angelo Manzotti, affiancato per l’occasione da due giovani voci, scoperte durante il festival Vicenza in Lirica 2018: il contralto Maria Elena Pepi e il basso Michele Perrella. Gli artisti verranno accompagnati dall’applaudito Ensemble barocco Vicenza in Lirica, composto da Chiara Arzenton e Franz Sebastiano (violini), Filippo Berga (viola), Edvige Forlanelli (violoncello) e Alberto Maron (concertatore al cembalo).

Per quanto riguarda Vivaldi, il programma della serata prevede due brani per solo ensemble strumentale (Sinfonia Rv 168 si minore e Concerto per archi Rv 2113 do maggiore) e sette brani per voce solista ed ensemble, tratti dalle opere Orlando furioso, La fida ninfa, Tito Manlio, Juditha triumphans, Giustino e L’Olimpiade. Di Galuppi, invece, saranno eseguiti il Concerto in sol minore (per ensemble solo) e Già che morir degg’io da Antigona, mentre un assaggio della produzione musicale di Porpora, napoletano di nascita ma attivissimo a Venezia, verrà da Come all’amiche arene dell’opera Semiramide.

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Teatro Verdi Trieste: L'elisir d'amore visto da Botero secondo il Direttore artistico della Fondazione, Paolo Rodda.

COMUNICATO STAMPA 

L’ELISIR D’AMORE

VISTO DA BOTERO

 DI GAETANO DONIZETTI


AL TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE
Venerdì 15 marzo la prima rappresentazione

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ACCADEMIA DI SANTA CECILIA - GARDINER DIRIGE BERLIOZ E DVORAK

Il viaggio in italia

di Ssir John Eliot Gardiner  

 

CS 

Il direttore inglese debutta sul podio ceciliano per dirigere la sinfonia n.7 di Dvořák e rendere omaggio a berlioz nei 150 anni dalla morte con due opere dedicate al bel paese: il carnevale romano e l’aroldo in italia. solista d’eccezione il violista antoine tamestit.  

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Il Barbiere di Siviglia per la Stagione Lirica 2019 del Teatro Regio di Parma

TEATRO REGIO logo_LOW

 

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STAGIONE LIRICA 2019

IL BARBIERE DI SIVIGLIA

La celebre opera buffa di Rossini in scena al Teatro Regio di Parma

nell’allestimento di Beppe De Tomasi ripreso da Renato Bonajuto,

con le scene di Poppi Ranchetti, i costumi di Artemio Cabassi e le luci di Andrea Borelli. Alessandro D’Agostini sul podio dell’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna

e del Coro del Teatro Regio di Parma dirige il cast con protagonisti

Xabier Anduaga, Simone Del Savio, Chiara Amarù,

Julian Kim, Roberto Tagliavini

Teatro Regio di Parma

22, 23, 24, 29, 30, 31 marzo 2019

Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini va in scena per la Stagione Lirica 2019 del Teatro Regio di Parma venerdì 22 marzo 2019 alle ore 20.00 (repliche 23, 24, 29, 30, 31 marzo) nell’allestimento creato nel 2005 da Beppe De Tomasi, di cui Renato Bonajuto riprende la regia, con le scene di Poppi Ranchetti, i costumi di Artemio Cabassi e le luci di Andrea Borelli. Protagonisti Xabier Anduaga (Il Conte d’Almaviva), Simone Del Savio (Don Bartolo), Chiara Amarù (Rosina), Julian Kim (Figaro), Roberto Tagliavini (Don Basilio), Lorenzo Barbieri (Fiorello), Eleonora Bellocci (Berta), Giovanni Bellavia (Un ufficiale) diretti da Alessandro D’Agostini sul podio dell’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani. Nelle recite in programma il 23 e 30 marzo, in scena Francisco Brito (Il Conte d’Almaviva), Vincenzo Taormina (Don Bartolo), Carol Garcia (Rosina), Mario Cassi (Figaro), Guido Loconsolo (Don Basilio).

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Programmazione Teatro Regio Torino per Aprile 2019

STAGIONE D’OPERA • “LA SONNAMBULA” DI VINCENZO BELLINI CON LA REGIA DI MAURO AVOGADRO. DIRIGE RENATO BALSADONNA

Dal 10 al 20 aprile, sul palcoscenico del Teatro Regio torna, dopo più di vent’anni, LA SONNAMBULA di Vincenzo Bellini. Renato Balsadonnadirige l’Orchestra e il Coro del Regio in questa delicata partitura dalle tinte pastello, con la regia di Mauro Avogadro. La protagonista dell’opera, Amina, è interpretata dal soprano Ekaterina Sadovnikova; Elvino è il tenore Antonino Siragusa, Rodolfo il basso Nicola Uliveri. Completano il cast Daniela Cappiello nel ruolo di Lisa, Nicole Brandolino in quello di Teresa e Gabriele Ribis come Alessio. Nel corso delle recite, l’11, 13 e il 19 aprile nei ruoli principali troviamo Hasmik Torosyan (Amina), Pietro Adaini (Elvino), Riccardo Fassi (Rodolfo) e Ashley Milanese (Lisa). Le scene sono di Giacomo Andrico, i costumi di Giovanna Buzzi e le luci di Andrea Anfossi. L’allestimento del Regio, in coproduzione con il Teatro La Fenice di Venezia, sottolinea l’ambientazione sospesa, rarefatta, a volte accennata o solo suggerita, ove l’unica realtà definita è la purezza del canto dei due protagonisti. La produzione è realizzata con il sostegno di Italgas, Socio fondatore del Teatro Regio.

La diretta radiofonica dell’opera, curata da Susanna Franchi, sarà trasmessa su Rai Radio 3 alle ore 20 di mercoledì 10 aprile.

Mercoledì 3 aprile al Piccolo Regio Puccini ore 17.30, per “Le conferenze del Regio”, il musicologo Alberto Bosco è il curatore della conferenza di presentazione dell’opera, dal titolo: La sonnambula. Bellini tra luoghi ameni e foschi cieli (l’ingresso è libero).

I CONCERTI • L’ORCHESTRA E IL CORO DEL TEATRO REGIO DIRETTI DA ROLAND BÖER NELL’ “ELIAS” DI FELIX MENDELSSOHN

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OPERA 20.21 - Fondazione Haydn: La Wally a Bolzano il 21 e 23 marzo

Fondazione Haydn di Bolzano e Trento

COMUNICATO STAMPA

OPERA 20.21 2018/19

Bolzano, Teatro Comunale

giovedì 21.03.2019, ore 20.00 + sabato 23.03.2019, ore 20.00

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L'ITALIANA IN ALGERI, G. ROSSINI - TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, GIOVEDI' 28 FEBBRAIO 2019

E' di scena alla Fenice di Venezia L'Italiana in Algeri di Rossini con il movimentato allestimento che l'evergreen Bepi Morassi ha ideato per questo periodo carnevalesco e quindi di grande affluenza nella città lagunare. Spiace per le agitazioni sindacali occorse in questi giorni per cui la prima del 24 febbraio è saltata (si prevedono altre cancellazioni nel mese in corso). Ciò ha di certo comportato un minor rodaggio dello spettacolo ed una conseguente intesa non sempre perfetta tra buca e palco avvertita in qualche passaggio. Questo anche perché con una incredibile dinamicità e successione di siparietti i protagonisti si muovono continuamente e non è facile star loro dietro mentre corrono, saltano, salgono e scendono scale, fanno in definitiva ginnastica. Una specie di simpatico circo ambulante che viaggia sulla nave di Mustafà arredata dalle simpatiche e colorate scene di Massimo Checchetto. La suddetta nave è ricca in ogni sua parte e perfino gli angolini o i corridoi nascondono dettagli utili all'azione scenica. Si disloca in più piani che però possono essere apprezzati esclusivamente per chi è posto di fronte. I dettagli volgono chiaramente al mondo arabo, mentre l'epoca a cui guarda il regista è la prima metà del secolo scorso, con qualche ispirazione cinematografica al primo Fellini. Un po' forzata forse l'idea di Isabella diva dello spettacolo, che una volta in salvo sulla nave viene costantemente paparazzata per uno scoop di fresca mano. Onestamente non sembra pregnante allo spettacolo né alla storia, ma è una aggiunta che comunque diverte il pubblico. Tra questo andirivieni in cui vi sono diversi cambi di costume, spiccano infatti gli abiti di Carlos Tieppo che si inseriscono pienamente nel brio generale.

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L'elisir d'amore visto da Botero. Al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste dal 15 marzo

COMUNICATO STAMPA

 

L’ELISIR D’AMORE

VISTO DA BOTERO

 DI GAETANO DONIZETTI
AL TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE

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Shiyeon Sung e Andrea Lucchesini suonano Bartók, Beethoven e Dvořák Domenica 3 marzo ore 17.30, Teatro Comunale di Bologna


 

 

Comunicato stampa TCBO: Shiyeon Sung e Andrea Lucchesini suonano Bartók, Beethoven e Dvořák Domenica 3 marzo ore 17.30, Teatro Comunale

 

Debutta nella Stagione Sinfonica del Teatro Comunale di Bologna il pianista Andrea Lucchesini, apprezzato dal Daily Telegraph per aver dimostrato «che il virtuosismo è solo una parte di un affascinante ventaglio di timbro, stile e mordente armonico». Vincitore del Premio Accademia Chigiana e del Premio Abbiati, domenica 3 marzo alle 17.30 nel teatro felsineo, Lucchesini propone una celebre pagina di Ludwig van Beethoven: il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 op. 15, composto tra il 1795 e il 1798, anno nel quale è stato presentato al pubblico a Praga con Beethoven stesso al pianoforte. 
Ritorna sul podio dell'Orchestra del Comunale, dopo il fortunato debutto della scorsa stagione, la sudcoreana Shiyeon Sung, che in apertura di serata dirige la Suite dalla pantomima in un atto Il mandarino meraviglioso di Béla Bartók e in chiusura la Sinfonia n. 8 op. 88 in sol maggiore di Antonín Dvořák. Bartók decise di realizzare una suite orchestrale, eseguita per la prima volta con successo a Budapest nel 1928, dopo lo scandalo suscitato dalla prima rappresentazione a Colonia nel 1926 del Mandarino meraviglioso, su soggetto di Melchior Lengyel che raccontava la malavita di una periferia metropolitana. Dvořák diresse a Praga nel 1890 il suo penultimo lavoro sinfonico con il quale intendeva «scrivere un'opera diversa da tutte le altre Sinfonie, con idee personali e lavorate in modo nuovo» per cercare di emanciparsi, con la sua Ottava, dal modello tedesco. 
Sung è stata la prima donna a vincere, nel 2006, il concorso internazionale “Sir Georg Solti” per direttori d'orchestra, e la prima a ottenere, nel 2007, il posto di Direttore assistente della Boston Symphony Orchestra, dopo essersi aggiudicata nello stesso anno il concorso Gustav Mahler di Bamberga. È stata Direttore principale della Gyeonggi Philharmonic Orchestra dal 2014 al 2017. 
  
I biglietti, da 37 a 10 euro, sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna.

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DON PASQUALE, GAETANO DONIZETTI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 24 FEBBRAIO 2019

Riprendere produzioni fortunate è certamente una mossa azzeccata in periodi turbolenti e di agitazioni sindacali, come quello che stanno attraversando in Italia diverse fondazioni liriche come l’Arena di Verona; il pubblico apprezza e riempie il teatro, l’atmosfera si fa più leggera ed in questo caso piena di brio.

Il Don Pasquale formato Antonio Albanese del 2013 riporta la scena nella provincia veronese e nei suoi vigneti. Roberto Maria Pizzuto ne riprende le fila riportandoci tra le pareti della fabbrica di vino ed i suoi schieramenti di bottiglie, opera di Leila Fteita, che prevedeva anche file di rigogliose viti ad addobbare il palco in profonditàGli attempati domestici vagano ubriachi per la casa del vecchio tirchione e una anziana governante si rivela forse l’unica  veramente affezionata al burbero padrone di casa. Il resto è storia nota: simpatici siparietti tra gli interpreti, giochi di mossette e sguardi furtivi e tanto spago alla spigliatezza o meno degli interpreti coinvolti. Leggeri e contestualizzati sono i costumi di Elisabetta Gabbioneta.

Su tutta la compagnia di canto spicca la Norina di Ruth Iniesta. Non solo sembra che il personaggio le sia stato cucito addosso, ma è incredibilmente sciolta vocalmente, la linea di canto uniforme ed è in grado di giocare quanto vuole sì da ottenere di volta in volta un connubio perfetto tra azione ed effetto sonoro. Meno spigliato ma in crescendo l’Ernesto di Marco Ciaponi. Parte un po’ trattenuto ma si lancia col procedere dello spettacolo, regalando anche momenti interessanti (ci riferiamo chiaramente a ‘com’ è gentil’) e partecipando convinto all’allegria della truppa, forte anche di una voce per l’appunto ‘gentil’. Il protagonista è un Carlo Lepore molto attoriale: sicuramente non gli manca la presenza scenica, la verve del mattatore e la capacità di tenere unito il gruppo in scena. Altresì  Federico Longhi è un Malatesta gagliardo, spigliato e fieramente guascone anche vocalmente. Il Notaro col ciuffo svolazzante è il simpatico Alessandro Busi

Alvise Casellati alla testa di una Orchestra corretta tende ad uniformare tanto i volumi quanto i colori dei suoni. Il coro preparato da Vito Lombardi è partecipe come sempre e lo ritroviamo come in precedenza anche tra il pubblico; forse però l’interazione con gli astanti distrae un pochino dall’attenzione ai tempi.

Pubblico contentissimo e plaudente per tutti: interpreti, ripresa della regia e direttore, con ovazioni per la Iniesta.

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DO, RE, MI … PRESENTO: IL TENORE EDOARDO MILLETTI

Facciamo qualche domanda al volo al tenore Edoardo Milletti, tenore umbro che si sta affermando nel repertorio belcantista ormai da qualche anno ed ora è impegnato nel ruolo di Ernesto nel Don Pasquale di Donizetti all'Opera di Montpellier.

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OPER.A 20..21/Fondazione Haydn: silent opera Vixen, 2 e 3 marzo a Trento

Fondazione Haydn di Bolzano e Trento

COMUNICATO STAMPA

Opera 20.21 2018/19

Vixen

silent opera di Daisy Evans

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73MA EDIZIONE CONCORSO COMUNITA' EUROPEA PER GIOVANI CANTANTI LIRICI

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PREMIO PER L’ARTISTA VINCITORE PRIMO CLASSIFICATO DI 15.000,00 € GRAZIE AI FONDI ART. 7 L. 93/92 BANDO NUOVOIMAIE
Fondazione Carispo logo
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SALOME, RICHARD STRAUSS, TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA - DOMENICA 17 FEBBRAIO 2019

Dopo nove anni torna al Comunale di Bologna la Salome intimista del regista Gabriele Lavia ideata in collaborazione con il Teatro Verdi di Trieste, qui ripresa da Gianni Marras. Una Salome in cui è protagonista il contrasto tra il bene ed il male, tra gli opposti che inevitabilmente si attraggono, anche se unilateralmente in questo caso. Giovanni è il bene che in opposizione a ciò che dovrebbe essere si trova nel profondo abisso imprigionato sotto terra. Salome e la sua corte sono in superficie invece, ma la voce della saggezza e della purezza li opprime costantemente da dove si trova. E la principessa ne è attratta inverosimilmente, vuole vedere l’oggetto di tanto mistero che lo zio/ patrigno ha fatto rinchiudere, vuole possedere le sue labbra come per estirpare o far suo quel verbo tanto pesante nei confronti suoi e della sua stirpe. Il palco come lo aveva pensato Alessandro Camera è un enorme squarcio intorno al quale la protagonista si muove sinuosamente, respinge ma attrae il marito di sua madre, che a sua volta la ammira ma ne è allo stesso tempo invidiosa. Una storia biblica cui si ispirò lo scandaloso (per i suoi tempi) Oscar Wilde i cui libri sono sintesi di edonismo ed ammirazione per la bellezza come bene assoluto. Salome è bellissima mentre Giovanni è ridotto ad uno straccio e prigioniero, ma a suoi occhi è una apparizione meravigliosa, finché non ne è respinta con le conseguenze che sappiamo.

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ANDREA CHÉNIER, UMBERTO GIORDANO - TEATRO COMUNALE PAVAROTTI DI MODENA, VENERDI’ 15 FEBBRAIO 2019

Mettere in scena il  mastodontico Andrea Chénier di Giordano non è impresa facile, innanzitutto nel pensare ad una regia credibile che non sappia di muffa, ma soprattutto, fatto di grande importanza, trovare interpreti che non facciano rimpiangere ciò che molti hanno ancora nelle orecchie dai fasti dei decenni passati. Lo sforzo produttivo dei teatri dell’ Emilia Romagna in coproduzione con Opéra de Toulon è certo notevole e deve averci pensato anche il regista Nicola Berloffa quando si è trovato a dover affrontare un capolavoro del genere. Come fare sognare il pubblico senza farlo annoiare? Come portare su palcoscenici non chilometrici il dramma della Rivoluzione francese e muovere masse artistiche in modo sensato evitando l’effetto claustrofobia? Il regista ha cercato di rispondere a queste esigenze con un insieme di idee che volgono verso la tradizione ma riuscendoci solo in parte. Riprendendo lo schema geometrico molto in voga attualmente la struttura di Justin Arienti ove si svolge l’azione è angolare e si trasforma cambiando colori o svelando particolari di volta in volta. Il castello di Coigny vede troneggiare nella sala principale un arazzo che riprende il celebre dipinto di Maria Antonietta e prole di Élisabeth Vigée Le Brun posto alla Reggia di Versailles, una onnipresente ghigliottina simboleggia il dramma storico in atto con un ovvio sbandieramento di tricolori francesi da parte del popolo in rivolta; inoltre impalcature, dipinti rivoluzionari e una serie di elementi ‘arricchiscono’ di volta in volta le scene. Questa serie di proposte forniscono la cornice ad una regia abbastanza statica, che ruota principalmente intorno alla ghigliottina e dove la folla di comparse e mimi non ha sempre una collocazione agevole, proprio per mancanza di spazio che forse poteva essere studiato diversamente. In stile i costumi di Edoardo Russo.

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Il Castello Incantato di Marco Taralli in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, Nuova commissione della Fondazione

COMUNICATO STAMPA

“Il Castello Incantato”

La meravigliosa favola musicale in un atto di Marco Taralli
in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
Nuova commissione della Fondazione
e nuovo allestimento in coproduzione con la Fondazione Teatro Lirico di Modena


“Il Castello Incantato”, meravigliosa favola musicale in un atto di Marco Taralli, liberamente tratta da “Il Soldatino di Stagno” di Hans Christian Andersen, va in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste da martedì 19 (doppia rappresentazione alle 11.00 e alle 18.00) a martedì 26 febbraio: si tratta di una nuova commissione della Fondazione e di un nuovo allestimento in coproduzione con la Fondazione Teatro Lirico di Modena, inserita nella stagione “SempreVerdi da 0 a 100 (e +).

Nel nuovo libretto di Fabio Ceresa, affermato regista lirico e librettista esperto nell’arte di fascinare senza banalizzare, “Il Castello Incantato” è diretto dal Maestro Concertatore e Direttore Takayuki Yamasaki, con la regia e le scene Francesco Esposito, i costumi di Elena Gaiani e le coreografie di Morena Barcone. L’Orchestra e il Coro della Fondazione (diretto da Francesca Tosi), insieme ai principali interpreti - Selma Pasternak (La Fata del Natale), Paolo Ciavarelli (Il Folletto Fiordarancio), Motoharu Takei (Piombino), Cler Bosco (Stella), Andrea Binetti (Jack in the box), Elena Sabas (Brunetta), Silvia Pasini (Rossella) ed Elena Serra (Biondina) – sono i protagonisti di uno spettacolo che, nel solco della tradizione italiana, fatta di cantabilità e incontro con il pubblico, sa restituire l’incanto della favola in musica. E gli ingredienti ci sono davvero tutti: la Fata, il folletto saggio, le matrioske frivole, il soldatino, la ballerina e anche il cattivo Jack, che però alla fine diventa buono per la gioia degli spettatori più piccoli.

“Scrivere un'Opera nuova oggi” – conferma Marco Taralli – “significa per me proseguire nel solco tracciato dalla nostra importante tradizione lirica e che in Italia non ha mai smesso di essere viva, alla luce delle suggestioni della mia contemporaneità, e utilizzare un linguaggio che oggi più che mai continua ad avere una straordinaria forza espressiva, in grado di coinvolgere generazioni anche molto distanti tra loro”.

Marco Taralli

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MOSCOW STATE PHILHARMONIC SOCIETY, CONCERTO DELLA TCHAIKOVSKY SYMPHONY ORCHESTRA - TCHAIKOVSKY CONCERT HALL DI MOSCA, MARTEDI’ 12 FEBBRAIO 2019

DIRETTORE VLADIMIR FEDOSEYEV

VIOLINISTA PAVEL MILYUKOV

Avere la fortuna di ascoltare una delle migliori orchestre del mondo, dirette da una icona della scuola direttoriale sovietica, assieme al vincitore del 15 premio Tchaikovsky, non è cosa che capita tutti i giorni.

E invece a Mosca, città dalla vita musicale e culturale intensissima, è evento di routine che in un piovoso martedì pomeriggio qualsiasi, fa muovere 1.623 persone ad accalcarsi ordinatamente agli ingressi della sala da concerto più grande e familiare di una città che definire culturalmente attiva è un eufemismo.

Ed ecco che appena entri in quell'immenso anfiteatro da concerti dove ogni santissimo giorno puoi ascoltare artisti eccelsi in programmi musicali che spaziano dal madrigale al contemporaneo, e getti un'occhiata sul pubblico, puoi trovare anziane matrone russe ingioiellate, ragazzi ricoperti di piercing, manager in grisaglia, bambini con i nonni e militari in divisa appena usciti dalla caserma.

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La prima Traviata di Zeffirelli all'Arena di Verona - Apertura del Festival Lirico 2019 - dal 21 giugno al 7 settembre

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 C.S.

La prima Traviata di Zeffirelli all’Arena di Verona

Apertura del Festival Lirico 2019

Dal 21 Giugno al 7 Settembre

 

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