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Iniziata la campagna abbonamenti
per la Stagione concertistica 2020 del Teatro Lirico di Cagliari

CS

La campagna abbonamenti per l’ormai imminente Stagione concertistica 2020 del Teatro Lirico di Cagliari, è iniziata, da martedì 3 dicembre 2019, per tutti gli abbonati, con le conferme e variazioni su posti disponibili, possibili fino a sabato 4 gennaio 2020.

La Stagione concertistica 2020 prevede due turni di abbonamento, i turni A e B, per 13 concerti ciascuno.

Come ormai consuetudine i posti in teatro sono identificati per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

Prezzi abbonamenti: platea € 235,00 (settore giallo), € 215,00 (settore rosso), € 170,00 (settore blu); I loggia € 200,00 (settore giallo), € 170,00 (settore rosso), € 130,00 (settore blu); II loggia € 65,00 (settore giallo), € 65,00 (settore rosso), € 45,00 (settore blu).

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IN ESCLUSIVA LA PRIMA DELLA SCALA SUI CANALI RAI

RAI: IN ESCLUSIVA LA PRIMA DELLA SCALA

 

Il 7 dicembre la diretta di Rai Cultura su Rai1, Radio3 e Rai Play. Previsti oltre due milioni di spettatori tra pubblico televisivo, radiofonico, cinematografico e web per la Tosca di Giacomo Puccini.

È l'evento culturale più importante dell'anno, e vedrà protagonisti il direttore d'orchestra Riccardo Chailly, il regista Davide Livermore, le grandi voci di Anna NetrebkoFrancesco Meli e Luca Salsi, oltre naturalmente a uno dei più grandi compositori di tutti i tempi: Giacomo Puccini. È la prima del Teatro alla Scala, che quest'anno inaugura la sua Stagione con Toscache Rai Cultura propone in diretta in esclusiva su Rai1 il prossimo 7 dicembre a partire dalle 17.45. Lo spettacolo, con la regia televisiva di Patrizia Carmine, è trasmesso in diretta anche su Radio3, su Rai1 HD canale 501 e online sul portale Rai Play, dove potrà essere visto per 14 giorni dopo la prima.

Oltre tre ore di trasmissione, completa di sottotitoli, per portare Tosca nelle case degli Italiani, perché la grande musica è di tutti, come hanno dimostrato i quasi due milioni di telespettatori che il 7 dicembre 2019 hanno seguito su Rai1 Attila di Giuseppe Verdi per l'apertura della scorsa Stagione della Scala. 

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Al Teatro La Fenice Chung dirige la Nona Sinfonia di Gustav Mahler

COMUNICATO STAMPA:

In alternanza con le ultime recite del Don Carlo di Giuseppe Verdi, Myung-Whun Chung sarà impegnato sul podio dell’Orchestra del Teatro La Fenice anche nel prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica 2019-2020: guiderà infatti la compagine veneziana nell’esecuzione della Nona Sinfonia di Gustav Mahler. Il concerto è inserito nel contesto di un progetto pluriennale di rilettura dell’opera di Mahler condotto dalla Fenice insieme al maestro coreano: dopo la Quinta ascoltata nel 2017 e Seconda nel 2019, Chung si misurerà ora con la Sinfonia n. 9 in re maggiore, l’ultimo capolavoro sinfonico compiuto del compositore austriaco. Due i concerti al Teatro La Fenice: giovedì 5 dicembre 2019 ore 20.00 (turno S) e, in replica trasmessa in diretta su Rai Radio3, venerdì 6 dicembre 2019 ore 20.00.

            Ultima delle sinfonie compiute di Gustav Mahler (1860-1911), la Sinfonia n. 9 in re minore rappresenta una sorta di testimonianza riassuntiva in cui Mahler ripropone in modo introspettivo le tappe del suo percorso sinfonico. Ritroviamo così nel corso dei movimenti reminiscenze delle sinfonie ‘austriache’ (dalla Prima alla Quarta, legate al patrimonio popolare della civiltà contadina) e di quelle ‘viennesi’ (dalla Quinta alla Settima, collegate ai ritmi della cultura urbana), oltre a un rimando esplicito, nell’Andante comodo d’apertura, a «Das Lied von der Erde» (Il canto della terra), l’ultimo lavoro completato da Mahler, già stanco e malato, prima di iniziare la composizione della Nona. Non per niente Alban Berg associa la Nona a una definizione lapidaria: «la morte in persona», e Hans Redlich ha definito «Das Lied», la Nona Sinfonia e i frammenti incompiuti della Decima «la trilogia della morte». L’architettura sinfonica tradizionale, suggerita dalla suddivisione in quattro movimenti, viene negata dal fatto che questi non sono disposti secondo la successione canonica e sono concepiti in tonalità del tutto diverse: i due movimenti lenti, rispettivamente un Andante comodo in re maggiore e un Adagio in re bemolle maggiore, incorniciano due movimenti rapidi, un Ländler in do maggiore e un Rondo-Burleske in la minore, contrapponendo il loro lirismo luttuoso e pieno di pathos al tono ironico e dissacratorio dei due movimenti centrali.

Mahler, che nell’estate 1907 aveva ricevuto la diagnosi di un’inoperabile disfunzione cardiaca, cominciò a lavorare alla Nona nel giugno 1909 nella quiete della residenza estiva di Dobbiaco. La stesura, febbrilmente rapida, fu portata a termine nel marzo 1910 a New York. La prima esecuzione, postuma (Mahler era scomparso il 18 maggio 1911), fu diretta da Bruno Walter a Vienna il 26 giugno 1912.

In occasione del concerto diretto da Myung-Whun Chung, si rinnoverà il consueto appuntamento con le conferenze di approfondimento della Stagione Sinfonica: il concerto di giovedì 5 dicembre 2019 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

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Torna dal 5 al 18 dicembre a Pavia il FESTIVAL DI NATALE 2019
del Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri

CS:

Giunto alla sua quinta edizione, il Festival di Natale del Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri torna ad animare la prima metà di dicembre, con una serie di concerti di musica antica e di  iniziative musicali che animeranno Pavia dal 5 al 18 dicembre, dal centro alle periferie.

 

In sintonia con le precedenti edizioni, anche quest’anno il Festival manterrà alcune caratteristiche chiave, a partire dalla presenza in cartellone di artisti ed ensemble emergenti di altissimo livello: una nuova generazioni di musicisti che ha già molto da dire e che saprà sicuramente stupire per qualità e personalità.

 

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Carmen--Luc-Bertau---Opra-Thtre-de-Metz-Mtropole_2 Foto Luc Bertau

LIRICA JESI: Selezione di otto figuranti, 4 uomini e 4 donne, per l’opera lirica “Carmen”

Mercoledì 4 dicembre alle ore 14 al Teatro Moriconi di Jesi, la Fondazione Pergolesi Spontini terrà la selezione di otto figuranti per la “Carmen” di Bizet, quarto ed ultimo titolo d’opera della 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi. L’opera andrà in scena al Teatro Pergolesi venerdì 20 dicembre ore 20.30 e domenica 22 ore 16, con anteprima giovani mercoledì 18 dicembre ore 16, e di seguito anche nei teatri del circuito della Fondazione Rete Lirica delle Marche, Fano, Ascoli Piceno e Fermo.

Per questo allestimento si cercano otto figuranti – quattro uomini e quattro donne – tra i 20 ed i 35 anni, preferibilmente con esperienza di palcoscenico. Gli aspiranti al ruolo si presenteranno direttamente nel luogo dove avverrà la selezione.

“Carmen” di Georges Bizet vede sul podio orchestrale il M° Beatrice Venezi, la regia è di Paul-Émile Fourny, le scene sono di Benito Leonori, i costumi di Giovanna Fiorentini, light designer Patrick Méeüs, per una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in co-produzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims, Centre lyrique Clermont Auvergne, Fondazione Rete Lirica delle Marche. Il mezzosoprano Mireille Lebel canta Carmen, Don José è il tenore Enrico Casari, Anna Bordignon è Micaëla. Margherita Hibel canta Frasquita, Mercedes è Martina Rinaldi, Escamillo è Pietro Di Bianco; nella compagnia di canto, inoltre, Tommaso Caramia (Dancairo), Vasyl Solodkyy (Remendado), Andrea Tabili (Zuniga), Giacomo Medici (Moralès). Lilas Pastia è Francesco Mattioni. Suona la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro del Teatro della Fortuna “M. Agostini” di Fano è diretto da Mirca Rosciani, i Pueri Cantores “D. Zamberletti” di Macerata sono guidati da Gian Luca Paolucci.

Per la messa in scena di quest’opera – tra i titoli più amati del repertorio lirico – il regista Paul Emile Fourny propone un’angolazione originale, in stile indagine della polizia. “Ho voluto proporre una lettura più contemporanea ma sempre rispettoso dell’opera, evitando la caricatura spagnola per meglio sviluppare la drammaturgia. L’idea è quella di una messa in scena vicina alle recenti serie televisive della polizia, e in particolare a quelle che si svolgono negli anni 50-60, perché Carmen è la storia di un crimine, in cui la protagonista è la vittima. Il mio sguardo è femminista, Carmen afferma le sue scelte di vita, sia professionali che personali; con un carattere forte, indurito, deve combattere per rivendicare il suo status di donna libera”.

Info: Fondazione Pergolesi Spontini www.fondazionepergolesispontini.com

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Palladium, “Guernica, icona di pace”: il 1-12 le musiche “assolute” di Ennio Morricone e Albino Taggeo, con Michele Placido



TEATRO PALLADIUM - Stagione 2019/2020

“Guernica, icona di pace”

 Il 1 dicembre al Palladium le musiche di Ennio Morricone e Albino Taggeo, con Michele Placido

Il concerto-evento di domenica dedicato a Picasso, con la musica di Ennio Morricone. Sul palco, trentuno elementi del Pentarte Ensemble diretti da Stefano Cucci e la voce recitante di Placido.

Domenica 1 dicembre - ore 18,30

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IL TEATRO PONCHIELLI DEDICA LA SONNAMBULA AL BASSO GIUSEPPE MODESTI

Stagione d’Opera 2019-20

Quintessenza dell’opera romantica, La Sonnambula in scena al Teatro Ponchielli il 6 dicembre (ore 20.30 e in replica l’8 dicembre ore 15.30) è un affresco di natura e tenerezza, in cui si dispiega tutta l’inventiva melodica di Vincenzo Bellini.

Il suggestivo allestimento è realizzato da OperaLombardia insieme all’Opera di Las Palmas, la regia è firmata da Raùl Vasquez e sul podio Leonardo Sini, giovane interprete che vanta già un’acclamata carriera internazionale.

La messa in scena di questa Sonnambulasarà anche l’occasione per ricordare Giuseppe Modesti, nel ventesimo anniversario della sua scomparsa. Il basso cremonese è stato, infatti, un grande Conte Rodolfo nel capolavoro belliniano e il Teatro Ponchielli vuole rendere omaggio a questo grande artista.

Biglietteria del Teatro: aperta dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30, tel. 0372.022001 e 0372.022002.

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DON CARLO, GIUSEPPE VERDI – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, DOMENICA 24 NOVEMBRE 2019

È un allestimento firmato Opéra national du Rhin Strasbourg  e Aalto-Theater Essen quella del Don Carlo della rinascita, del duro lavoro di ripristino e quindi dell’apertura di stagione d’Opera a Venezia, dopo i disastri causati dalla marea eccezionale delle settimane passate. È stato un visibilmente commosso Sindaco Luigi Brugnaro a salutare il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, presente in sala in rappresentanza delle Istituzioni, il pubblico di turisti ed appassionati e naturalmente tutti coloro che si sono impegnati affinché ancora una volta la città lagunare potesse ripartire e restituire non solo pian piano la normalità alla vita quotidiana, ma anche rendere possibile rituffarsi nella bellezza del teatro La Fenice e della musica che in essa viene prodotta.

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Manca poco all'avvio della stagione artistica della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento: ecco il programma sinfonico ed operistico.

 

COMUNICATO STAMPA

Fondazione Haydn di Bolzano e Trento

60a Stagione Sinfonica

28 e 29 gennaio esecuzione in prima assoluta di

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STAGIONE LIRICA AL PAVAROTTI DI MODENA: IN SCENA IL NUOVO ALLESTIMENTO DI RIGOLETTO, IN COLLABORAZIONE CON FERRARA E LUCCA

 

Va in scena al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena il 27 e il 29 novembre 2019 alle 20 e domenica 1° dicembre alle 15.30 Rigoletto, uno dei titoli più amati del grande repertorio verdiano, presentato in coproduzione con il Teatro Comunale di Ferrara e il Teatro del Giglio. Lo spettacolo si vedrà in un nuovo allestimento costruito dal teatro di Modena per la regia di Fabio Sparvoli, artista attivo a livello internazionale recentemente applaudito al Teatro Colòn di Buenos Aires e al Teatro Regio di Torino. Nel ruolo del titol4o canterà il baritono Marco Caria, uno degli allievi di Mirella Freni affermato in teatri come La Fenice di Venezia, la Staatsoper di Vienna e la Deutsche Oper di Berlino.

Il tenore Marco Ciaponi sarà il Duca di Mantova mentre Ramaz Chikviladze sarà Sparafucile. Nei principali ruoli femminili si ascolteranno Daniela Cappiello e Letizia Bertoldi nella parte di Gilda e la Maddalena di Antonella Colaianni. Sul podio David Crescenzi, anche alla guida dell’Orchestra Filarmonica Italiana e del Coro Lirico di Modena preparato da Stefano Colò.

Insieme a La bohème, vista a Modena in novembre, Rigoletto viene presentato nell’ambito delle celebrazioni dedicate a Luciano Pavarotti, in un progetto promosso da Modena Città del Belcanto che prevede la rappresentazione delle opere liriche interpretate dal tenore in ordine di debutto.

Composto su commissione del teatro La Fenice di Venezia, Rigoletto debuttò nel 1851 per proseguire le sue recite senza interruzione con intramontato successo, e resta ancora oggi fra le dieci opere più rappresentate al mondo. Scritto da Verdi alla soglia dei quarant’anni e da una posizione di operista ormai pienamente affermato nei teatri italiani, Rigoletto rappresenta un momento di svolta decisivo, sia nella produzione del compositore che per le sorti del melodramma. Abbandonati i grandi temi di ordine patriottico e risorgimentale, con Rigoletto Verdi concentrò la propria attenzione sulla figura umana, aprendo una strada che proseguirà con le successive Traviata e Trovatore, tre titoli che passeranno alla storia con l’etichetta di trilogia “romantica” o “popolare”. La novità che accomuna le tre opere, e che Verdi perseguì in Rigoletto come una necessità ormai irrinunciabile del suo teatro musicale, captava lo spirito di un romanticismo europeo di matrice moderna. Nell’intenzione di mescolare i due generi della commedia e della tragedia, Verdi si entusiasmò all’idea di mettere in musica Le roi s’amuse di Victor Hugo, un dramma dove il contrasto era sottolineato in massimo grado dal fatto che il protagonista era giustappunto un buffone. Il pianto e il riso si mescolavano nella vicenda del personaggio principale.

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Alla Fenice di Venezia domenica 24 novembre 2019 Don Carlo regolarmente in scena

COMUNICATO STAMPA                                                                   Venezia, 20 novembre 2019

 

A seguito del sopralluogo dei Vigli del Fuoco, delle prove di funzionamento degli impianti antincendio e preso atto del ripristino degli impianti necessari a garantire la sicurezza dell’immobile, il comando ha espresso parere favorevole al proseguo delle attività di pubblico Spettacolo in Fenice

Un grazie di cuore: è il messaggio che la Fondazione Teatro La Fenice invia con sincera commozione a tutti coloro che hanno dimostrato con gesti e azioni concrete la propria vicinanza e solidarietà nei confronti del Teatro veneziano. Sono stati giorni difficilissimi per la Fenice, giorni nei quali si lavorava forsennatamente per ripristinare l’operatività del Teatro auspicando la possibilità di poter inaugurare domenica 24 novembre con Don Carlo. La fiducia nella possibilità di ‘rinascere’ ancora una volta, superando le difficoltà tecniche e artistiche che l’alta marea dei giorni scorsi ha comportato, non è mai venuta meno nei dirigenti e nei lavoratori della Fondazione e negli artisti impegnati in questa produzione ed è stata ancor più rafforzata e convinta proprio grazie all’affetto e al sostegno dimostrati dagli amici e dai colleghi del comparto lirico-sinfonico, molti i messaggi di solidarietà da tutto il mondo.

Un commosso ringraziamento dunque al sovrintendente Alexander Pereira e al Teatro alla Scala di Milano, per aver deciso di aggiungere una recita straordinaria (venerdì 29 novembre 2019 alle ore 20.00) della serata di balletto Balanchine/Kylián/Béjart con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore del Teatro La Fenice: un’idea nata su impulso dei lavoratori del Teatro milanese e dei loro rappresentanti sindacali insieme alla direzione del Teatro. Tutta la mia gratitudine va al sindaco di Verona e presidente della Fondazione Arena Federico Sboarina che, con l’appoggio di tutte le organizzazioni sindacali di rappresentanza dei lavoratori, ha annunciato che l’incasso della prima dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti, che si è svolta domenica 17 novembre, sarà devoluto al Teatro veneziano. Un grandissimo grazie va al Teatro dell’Opera di Firenze, per aver deciso di destinare alla Fenice l’incasso del concerto dell’Orchestra nazionale dei conservatori italiani, in programma il prossimo 30 novembre. Un sentito ringraziamento va al sindaco di Treviso Mario Conte e al presidente del Teatro Stabile del Veneto Giampiero Beltotto per l’ospitalità al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso, dove in questi giorni il maestro Myung-Whun Chung ha effettuato le prove musicali di Don Carlo di Giuseppe Verdi con l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice.

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Doppio debutto per il pianista Antonii Baryshevskyi e per il direttore Valentin Uryupin al Comunale di Bologna

Comunicato stampa

TCBO: doppio debutto per il pianista Antonii Baryshevskyi e per il direttore Valentin Uryupin

 

In programma pagine di Respighi, Šostakovič e Čajkovskij

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ACCADEMIA DI SANTA CECILIA - DAVID AFKHAM DIRIGE BRAHMS, WAGNER E LINDBERG

Comunicato stampa

giovedì 21 novembre ore 19.30 – venerdì 22 ore 20.30 – sabato 23 ore 18.00

Stagione Sinfonica

Sala Santa Cecilia - Auditorium Parco della Musica

 

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VERONA DEDICA A MOZART UNA SETTIMANA DI EVENTI NELL’ANNIVERSARIO DEI 250 ANNI DALLA VISITA ALLA CITTÀ

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Verona si veste a festa per celebrare i 250 anni della visita di Mozart nella nostra città attraverso una serie di iniziative nate dalla collaborazione tra Comune di Verona, Fondazione Cariverona, Accademia Filarmonica di Verona e Fondazione Arena.

È noto che per gli Artisti e i letterati del Settecento il viaggio in Italia fosse di primaria importanza poiché il nostro Paese era una fucina culturale di inestimabile valore e Verona costituiva, all’interno delle rotte dei viaggiatori, una delle tappe fondamentali. Ed è proprio a Verona che il giovane Mozart approda con il padre il 27 dicembre 1769 nel primo dei tre viaggi in Italia; i due entreranno in contatto con l’élite culturale della città e la visita culminerà il 5 gennaio 1770 con l’esibizione del giovane Mozart, non ancora quattordicenne, nella prestigiosa Sala Maffeiana ospite dell’Accademia Filarmonica.

Comune di Verona, Fondazione Cariverona, Accademia Filarmonica di Verona e Fondazione Arena nell’anniversario dei 250 anni da quest’importante visita rendono omaggio al genio di Mozart attraverso alcuni concerti in sedi prestigiose e con una preziosa mostra presso la Biblioteca Civica, nell’ottica di una collaborazione che intende proseguire in futuro con altri progetti congiunti, con l’obiettivo di mettere in rete risorse e competenze delle diverse Istituzioni a servizio dello sviluppo culturale ed economico della città. Per l’occasione è stato creato un logo apposito che accompagna le differenti iniziative proposte per la ricorrenza.

Fondazione Cariverona propone un primo concerto il 5 gennaio alle 18.30 ospitato dall’Accademia Filarmonica nella cornice della Sala Maffeiana, con il soprano Britta Schwarz accompagnato da George Kallwit al violino, Francesco Galligoni al violoncello e Christine Schornsheim al fortepiano. Per il concerto della giornata inaugurale, il Comune di Verona ha predisposto un maxischermo in piazza Bra per trasmettere in diretta l'esecuzione e condividerla con tutta la cittadinanza.

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L' ANGE DE NISIDA, GAETANO DONIZETTI - TEATRO DONIZETTI DI BERGAMO, SABATO 16 NOVEMBRE 2019

470 Pagine. Da qui è partita Candida Mantica per ricostruire la partitura di 'Ange de Nisida', opera creduta perduta di Gaetano Donizetti e andata in scena durante il Festival Donizetti Opera 2019.

È il 2008 quando la musicologa italiana vince un dottorato di ricerca alla University of Southampton e inizia a ricomporre le tessere del puzzle. Attraverso lo studio della partitura autografa conservata presso la Bibliothèque National de Paris, la bozza del libretto originale e il manoscritto de La Favorite riesce a trascrivere la bozza di lavoro del libretto, ricostruire l’ordine della partitura ed editare tutte le sezioni non confluite successivamente ne La Favorite. Infine nel 2016, grazie alla commissione di Opera Rara, realizza la partitura completa poi incisa sotto la guida di Sir Mark Edler.

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L' ELISIR D’AMORE, GAETANO DONIZETTI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 17 NOVEMBRE 2019

Benvenuti ad Hazzard! Chi è appassionato di telefilm anni Settanta/Ottanta non può non ricordare le avventure di Bo e Luke che scorazzavano in giro per l’immaginaria contea statunitense con la mitica auto Dodge Charger e la compagnia dell’adorabile e procace cugina Daisy, il cattivo e viscido ‘Boss’ e lo sceriffo Rosco. Ebbene la versione dell’Elisir proposta da Pier Francesco Maestrini grazie alle scene di Juan Guillermo Nova ci ricorda uno scenario similare e molto caratteristico, con i cartelloni pubblicitari enormi, i campi di pannocchie sullo sfondo con tanto di spaventapasseri, l’accenno alla storica Route 66, le fanciulle in pantaloncini e cappelloni da cowgirl, insomma tutto ciò che ricorda gli Stati Uniti come vengono concepiti soprattutto nelle fiction. Ne nasce un allestimento veramente esagerato e pieno, anzi pienissimo, di luoghi comuni non sempre fondamentali, ove talvolta si fa persino fatica a focalizzare l’attenzione sui cantanti. Adina possiede una stazione di servizio in cui si serve uno squisito ‘Road Food’, con piatto forte naturalmente il pollo fritto, come recita l’insegna che la vede proprio in groppa ad un gallo. È una ragazza volitiva, furbissima e che sa il fatto suo mostrando solo a tratti il suo animo sensibile. Non ci sono i cugini scatenati della serie TV perché qui il protagonista è un povero e sottostimato Nemorino, un ‘pollo’ sensibile e credulone, vestito da gallinaccio proprio come si usa spesso nei locali di questo genere per attirare i clienti. Le donzelle al seguito di Adina sono alquanto generose col sesso opposto, e non mancano qua e là personaggi aggiuntivi dai costumi più fantasiosi ad impersonare indiani, militari e chi più ne ha ne metta per essere sicuri di non aver dimenticato niente di tipico. Ovvio che i costumi di Luca Dall’Alpi siano in linea con l’ambientazione.

Ciò non toglie che lo spettacolo diverta poiché pieno di siparietti esilaranti e situazioni estremamente buffe che hanno richiesto doti attoriali particolarmente significative agli interpreti; dunque largo a birra e patate fritte e baldoria a tutto spiano!

Il cast è stato eccellente nel servire il regista in tutto ciò che ha richiesto questo spettacolo molto dinamico e su tutti trionfa il Nemorino di Francesco Demuro. Con spirito da grande professionista il tenore impersona il poveretto beffato continuamente con tutto se stesso, fermo restando una dignità di fondo dettata dal nobile sentimento per l’amata, forte di una voce musicalissima ed un fraseggio pulitissimo. Climax raggiunto con ‘Una furtiva lagrima’ perché eseguita con trasporto e sincera melanconia, di cui il pubblico ha richiesto il bis; accortosi che qualcosa non funzionava con l’orchestra il coraggioso tenore ha chiesto tra gli applausi generali di ripartire e la magia si è ripetuta. Spigliata, fresca e generosa come Daisy del telefilm è Laura Giordano nei panni di una Adina tutto pepe a sensualità dalla voce uniforme e precisa.  Perfettamente odioso è il Belcore di Qianming Dou, qui un militare inflessibile per il quale sono state aggiunte battute atte a mettere in scena gli allenamenti con i suoi soldati in tuta mimetica. Il ‘Boss Hogg’ della situazione, Dulcamara, arriva in una rombante cabrio vestito appunto in completo bianco e dalla taglia forte, impersonato dal divertentissimo Salvatore Salvaggio, animale da palcoscenico dal piglio burlesco e con una voce adatta al ruolo buffo. Molto bene anche la Giannetta di Elisabetta Zizzo, innamorata non corrisposta da Belcore e pertanto alquanto aperta a nuovi ‘incontri’ militareschi.

Il coro preparato da Matteo Valbusa ha preso parte con simpatia a tutte le situazioni burlesche ideate da Maestrini.

Alla guida dell’orchestra della Fondazione Arena era il Maestro Ola Rudner. Sebbene i volumi siano stati rispettosi delle voci, abbiamo avvertito parecchi scollamenti tra buca ed interpreti che hanno faticato non poco a tenere i ritmi, talvolta ammorbiditi, dell’orchestra. Tanto il coro che i protagonisti ci sono sembrati un tantino a disagio nel seguire i tempi giusti e dunque a tenere la concentrazione alta, considerando anche il tipo di spettacolo molto impegnativo.  

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PIETRO IL GRANDE, KZAR DELLE RUSSIE, GAETANO DONIZETTI – TEATRO SOCIALE DI BERGAMO PER IL FESTIVAL DONIZETTI, 15 NOVEMBRE 2019

Dopo duecento anni dal suo concepimento per il defunto teatro San Samuele di Venezia, il Festival Donizetti porta al Sociale di Bergamo Pietro il Grande, melodramma giocoso del Donizetti ventiduenne, nell’ambito del progetto di riscoprire e riportare alla luce opere che raggiungono questo importante traguardo bisecolare, per dare la possibilità di apprezzare composizioni rare se non addirittura mai eseguite o dimenticate.

Progetto encomiabile per un Festival dedicato e che permette certo di apprezzare il catalogo del compositore bergamasco in maniera sempre più completa. Non possiamo comunque dire che si tratti di un’opera indimenticabile: se pur gradevolissima, nelle sue quasi tre ore complessive di spettacolo a tratti appare lenta e talvolta ripetitiva, come se il compositore avesse volutamente continuato ad aggiungere scene similari per arricchirne il contenuto, un po’ forzatamente. Le arie sono intense e ricche di tranelli tecnici, quindi doppio plauso agli interpreti che hanno svolto un lavoro encomiabile, tanto per la memorizzazione delle parti quanto per l’esecuzione delle stesse. È un lavoro giovanile dove le influenze del grande Rossini sono palpabili e dove comunque già si intravedono leitmotiv delle opere buffe della maturità. In più di una occasione si ha la sensazione di trovarsi in un ambiente sonoro famigliare che comunque rende assai fruibile l’intera composizione.

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ALLA FENICE SI LAVORA ALACREMENTE IN VISTA DELLA PRIMA NONOSTANTE IL NUBIFRAGIO


COMUNICATO STAMPA                                                                   Venezia, 15 novembre 2019

 

Il sovrintendente Fortunato Ortombina ha ricevuto questa mattina la telefonata di Alexander Pereira durante la quale il sovrintendente del Teatro alla Scala ha espresso la sua personale vicinanza al Teatro veneziano e ha informato dell’iniziativa di solidarietà e sostegno voluta dai lavoratori del Teatro milanese in favore della Fenice. «Questo messaggio – ha dichiarato Ortombina – in un momento così difficile ci conforta molto e ringrazio Pereira e tutti i lavoratori da parte mia e di tutti lavoratori della Fenice.

Mentre in Fenice si sta letteralmente ‘spalando’ e drenando l’acqua per proteggere i locali all’interno dell’edificio– continua Ortombina –, le masse artistiche dell’Orchestra e del Coro del Teatro La Fenice sono state trasferite al Teatro Comunale di Treviso, dove sono già in corso le prove musicali di Don Carlo con il maestro Myung-Whun Chung. Per questo desidero ringraziare anche il sindaco di Treviso Mario Conte e il presidente del Teatro Stabile del Veneto Giampiero Beltotto per il sostegno che ci stanno dimostrando».

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L’ORCHESTRA RAI AL GALA INAUGURALE DEL FESTIVAL DONIZETTI OPERA DI BERGAMO

Comunicato stampa

Oggi, giovedì 14 novembre alle 20.30 al Teatro Sociale di Bergamo con Riccardo Frizza sul podio e le voci di Alessandro Corbelli e Carmela Remigio

Protagonisti anche il soprano Marta Torbidoni, il tenore Konu Kim e il baritono Florian Sempey

Per il secondo anno consecutivo l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai è protagonista del Gala inaugurale del Donizetti Opera, festival internazionale dedicato al compositore bergamasco e diretto da Francesco Micheli, che giovedì 14 novembre alle 20.30 al Teatro Sociale di Bergamo apre la rassegna giunta alla sua quarta edizione. Sul podio dell’Orchestra Rai torna anche quest’anno il Direttore musicale del festival Riccardo Frizza, bacchetta di riferimento per il repertorio italiano e sostenitore delle opere del primo Ottocento in festival e teatri come il Rossini Opera Festival, il Maggio Musicale Fiorentino, il Festival d’Aix-en-Provence, La Scala di Milano e il Metropolitan di New York. Al suo fianco un quintetto di solisti d’eccezione che include il baritono Alessandro Corbelli, specialista nel repertorio comico di Mozart, Rossini e Donizetti, e il soprano Carmela Remigio, nominata quest’anno artista in residenza del festival e al suo debutto nel ruolo del titolo in Lucrezia Borgia sotto la direzione dello stesso Frizza a Bergamo. Completano il cast il baritono Florian Sempey, anche impegnato nel ruolo di Don Fernand d’Aragon nella prima mondiale in forma scenica de L’ange de Nisida di Donizetti a Bergamo, e due giovani artisti già affermati sulla scena internazionale come il tenore Konu Kim, vincitore del concorso Operalia nel 2016, e il soprano Marta Torbidoni, apprezzata interprete verdiana e pucciniana.

Il programma della serata è dedicato al tema “Elisir, filtri e veleni”, che richiama uno dei titoli operistici del festival di quest’anno (Lucrezia Borgia) e una delle più celebri opere di Donizetti (L’elisir d’amore). Una selezione di sinfonie d’opera e arie dal catalogo serio e comico di Verdi, Rossini, Auber, Donizetti, Wagner e Thomas che consentirà di scoprire quanto può essere dolce, amaro, pericoloso o sensuale un veleno in musica. «L’Opera ha fatto tesoro di questi intrugli – scrive Paolo Cascio nelle note di sala del concerto – decine di eroine sono spirate suggendo qualche potente brodaglia, altre invece hanno suggellato amori impossibili con poche stille di potenti filtri. Pericolosi o salvifici, i veleni sono, questa sera, un pretesto per saggiare il genio di alcuni tra i più grandi operisti che, con o senza pozioni, hanno già raggiunto l’immortalità». Si ascolteranno nell’ordine: la Sinfonia da Luisa Miller (1849) di Verdi; la cavatina di Figaro “Largo al Factotum” dal Barbiere di Siviglia (1816) di Rossini; l’Ouverture da Le philtre (1831) di Auber; il Preludio da Tristan und Isolde (1865) di Wagner; i duetti tra Nemorino e Dulcamara “Ardir! Ha forse il cielo...” e tra Adina e Dulcamara “Quanto amore! Ed io spietata” e l’aria di Nemorino “Una furtiva lagrima” dall’Elisir d’amore (1832) di Donizetti; la Sinfonia e il duetto tra Anna e Giovanna “Sul suo capo aggravi un Dio” da Anna Bolena (1830) di Donizetti; la Sinfonia da Fausta (1832) di Donizetti; la cavatina di Imelda “Amarti, e nel martoro” da Imelda de’ Lambertazzi (1830) di Donizetti; la Marche danoise e il brindisi di Amleto “O vin, dissipe la tristesse” da Hamlet (1868) di Thomas.

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Stagione d’Opera e di Balletto 2019-2020 al Regio di Torino: CARMEN

Il capolavoro di Bizet con la regia di Stephen Medcalf

Giacomo Sagripanti dirige Orchestra e Coro del Teatro Regio

Teatro Regio, martedì 10 dicembre 2019 ore 20

Martedì 10 dicembre, alle ore 20, il Regio mette in scena Carmen, il capolavoro di Georges Bizet. L’Orchestra e il Coro del Teatro Regio sono diretti dal maestro Giacomo Sagripanti, il Coro è istruito da Andrea Secchi e il Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi” da Claudio Fenoglio. Carmen è interpretata da Varduhi Abrahamyan, Don José è Andrea Carè, Micaëla è Marta Torbidoni ed Escamillo Lucas Meachem. L’opera viene eseguita nella versione originale con i dialoghi parlati.

Partner della produzione è il Gruppo Iren, Socio Fondatore del Teatro Regio. Dichiara il Presidente Iren, Renato Boero: «Anche per il 2019-2020, il Gruppo Iren sostiene la Stagione d’Opera e di Balletto del Teatro Regio di Torino, polo culturale e storico tra i più importanti e rinomati della città, testimoniando, in questo modo, la propria attenzione alla crescita e allo sviluppo dei territori in cui opera. Attraverso il contributo a opere liriche rilevanti come la Carmen, Iren conferma la propria vocazione, ormai consolidata, al sostegno alla cultura in ogni sua forma».

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