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VOCI OLIMPICHE: DUECENTOVENTI ISCRIZIONI DA TUTTO IL MONDO


COMUNICATO STAMPA

Boom di iscrizioni alla prima edizione della competizione per voci barocche nata da un'idea di Andrea Marcon e promossa da Fondazione Cariverona e Società del Quartetto. A Vicenza, nella prima settimana di novembre, la giuria internazionale sarà chiamata a giudicare 220 cantanti provenienti da tutto il mondo. In aprile i vincitori saranno protagonisti dell'“Alcina” di Händel al Teatro Olimpico con l'Orchestra Barocca di Venezia diretta da Marcon.

Con la scadenza del termine per le iscrizioni, si è conclusa nei giorni scorsi la prima fase del concorso internazionale per opera barocca “Voci Olimpiche” ideato dal maestro Andrea Marcon e promosso da Fondazione Cariverona insieme a Società del Quartetto di Vicenza.

Le iscrizioni alla competizione hanno superato quota 220 – gli italiani sono il 40 per cento – con candidati di 28 paesi in rappresentanza di tre continenti. Oltre che da tutta Europa, si sono iscritti a “Voci Olimpiche” cantanti da Stati Uniti, Messico, Israele, Russia, Corea del Sud, Giappone, Cile e Venezuela.

«Considerando che si tratta della prima edizione del Concorso ci aspettavamo un'ottantina di adesioni – spiega il maestro Marcon – e avere quasi triplicato le previsioni è motivo di grande soddisfazione, anche se ciò vuol dire che ci sarà molto lavoro in più per la commissione esaminatrice che in novembre dovrà giudicare i cantanti. Dall'altra parte, poter valutare fra oltre duecento cantanti ci consentirà di garantire una qualità molto alta per l'”Alcina” di Händel che dirigerò al Teatro Olimpico nella prossima primavera con i vincitori del concorso e l'Orchestra Barocca di Venezia. Un così ampio interesse per “Voci Olimpiche” – prosegue Marcon – mi riempie di gioia anche perché è la dimostrazione più evidente che l'opera barocca sta finalmente entrando in un'epoca d'oro e sono particolarmente felice che sia il favoloso Teatro Olimpico a fare da cornice a tutto ciò».

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LA BOHÈME, GIACOMO PUCCINI – TEATRO COMUNALE LUCIANO PAVAROTTI DI MODENA, DOMENICA 13 OTTOBRE 2019

Sarà forse per via delle celebrazioni in onore dell’ indimenticato Luciano Pavarotti, la cui statua troneggia fuori al Teatro Comunale modenese, magari perché Leo Nucci ha vissuto tante notti magiche a fianco del grande tenore sui palcoscenici di mezzo mondo; fatto sta che questa produzione firmata nella regia dal baritono che ama particolarmente la città emiliana, ove peraltro due anni fa ha celebrato i suoi cinquant’anni di carriera, ha il sapore dei sentimenti sinceri e della purezza d’animo che non scoraggia i giovani bohémien più noti della lirica, pronti ad affrontare la vita con la stessa serenità di chi non ha problemi economici, perché uniti da una grande amicizia che li sostiene a vicenda.

Con questo spettacolo Modena si è resa protagonista di un progetto a nome ‘Modena città del Belcanto’, ossia un ciclo di opere liriche portate in scena proprio nell’ordine in cui Pavarotti le debuttò nella sua lunga e prestigiosa carriera. Nucci in veste di regista propone una Bohème in cui tutto ciò che si svolge ha un significato specifico, incredibilmente ‘umano’, ove ci si potrebbe immergere senza problemi, come ognuno di noi fosse nei panni dei protagonisti. Questo grazie anche ai bellissimi costumi di Artemio Cabassi, che caratterizzano in certo modo i diversi ruoli anche visivamente, nonché alle scene di Carlo Centolavigna, studiate nei minimi dettagli, non solo per la loro funzione scenica, ma anche per così dire ‘riempire’ la visuale dello spettatore che, al di fuori dell’azione momentanea, può spaziare con lo sguardo e trovare sempre qualcosa da ammirare, in ogni angolo del palco. La soffitta con i tetti illuminati dietro il finestrone, le perfette luci di Claudio Schmid, la neve immancabile per affascinare, l’albero di Natale in piazza vicino al caffè de Momus, tutto come a richiamare i quadri dell’Ottocento francese; insomma anche se non possiamo ovviamente definirlo uno spettacolo originalissimo, è quanto di più vicino all’idea del vissuto quotidiano di quei ragazzi dalle vite senza tempo.

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Venerdì 18 ottobre "Madama Butterfly" di Puccini inaugura la 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi

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Una nuova produzione di Madama Butterfly di Puccini, con la direzione di David Crescenzi e la regia di Matteo Mazzoni, inaugura la 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi, venerdì 18 ottobre ore 20,30 e domenica 20 ottobre ore 16, con anteprima riservata ai giovani mercoledì 16 ottobre ore 16.

 

Inaugura venerdì 18 ottobre alle ore 20,30 la 52ESIMA STAGIONE LIRICA DI TRADIZIONE DEL TEATRO PERGOLESI con “Madama Butterfly”, tragedia giapponese in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal racconto omonimo di John Luther Long e dal dramma omonimo di David Belasco. L’opera verrà replicata domenica 20 ottobre alle ore 16, e sarà preceduta da un’anteprima giovani (riservata ai partecipanti del progetto “Musicadentro 2019”) in programma per mercoledì 16 ottobre alle ore 16.

Si tratta di una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con Teatro Comunale di Treviso e Teatro Comunale di Ferrara. L’allestimento della Romanian National Opera di Cluj-Napoca è stato realizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini. A dirigere l’opera è David Crescenzi, sul podio della FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana; canta il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” diretto dal maestro Davide Dellisanti. Firma la regia Matteo Mazzoni, le scene sono di Benito Leonori, i costumi di Patricia Toffolutti, video designer Mario Spinaci, le luci sono di Ludovico Gobbi, illustrazioni di Riccardo Cecchetti, assistente alle scene Elisabetta Salvatori.

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GUGLIELMO TELL, GIOACHINO ROSSINI – TEATRO GRANDE DI BRESCIA, VENERDI’ 11 OTTOBRE 2019

Il Guglielmo Tell prodotto da OperaLombardia approda al Grande di Brescia nell’allestimento ideato da  Arnaud Bernard, con scene di Virgile Koering, per il quale si è scelto di eseguire la versione in lingua italiana, senza danze e con tagli alla partitura che fanno del Grand Opéra francese solo un vago ricordo.   Il regista si è posto il consueto problema di portare su di un palcoscenico non gigantesco, ma nemmeno in verità da teatrino parrocchiale, il mastodontico racconto dell’eroe svizzero in lotta contro gli austriaci tra i monti impervi, tempeste e campi di battaglia. Per questa produzione Bernard ha pensato che fosse opportuno lasciar perdere una ambientazione realistica, avvalendosi per esempio degli ormai inflazionati schermi, fondali dipinti o velari, per portare alla mente degli spettatori ciò che il libretto tanto maestosamente richiama, cercando una soluzione funzionale ad uno spazio chiuso e limitato. Ciò che la sua mente ha partorito è la ‘visione’ di un fantomatico bambino di buona famiglia ed amante della lettura che, intento a leggere la ‘favola’ di Guglielmo Tell, faccia rivivere tutta la vicenda nella sua mente e quindi in un certo modo ‘riduca’ ad un semplice sogno tutta la storia, immaginata al chiuso della sua casa e tra una cena e l’altra della sua austera famigliola borghese.

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Alpesh Chauhan inaugura la Stagione Sinfonica 2019-2020 Nel concerto inaugurale dedicato a Beethoven anche la Fantasia corale, con Andrea Lucchesini al pianoforte

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COMUNICATO STAMPA                                                                             Venezia, ottobre 2019

 

Alpesh Chauhan inaugura la Stagione Sinfonica 2019-2020

 

Nel concerto inaugurale dedicato a Beethoven

anche la Fantasia corale, con Andrea Lucchesini al pianoforte

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ORCHESTRA RAI: L’OMAGGIO A BEETHOVEN DI JAMES CONLON INAUGURA LA STAGIONE

Comunicato stampa

ORCHESTRA RAI: L’OMAGGIO A BEETHOVEN DI JAMES CONLON

INAUGURA LA STAGIONE

 

Solisti per Mendelssohn la spalla Roberto Ranfaldi e la pianista Mariangela Vacatello

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LUISA MILLER, GIUSEPPE VERDI – CHIESA DI SAN FRANCESCO DEL PRATO PER IL FESTIVAL VERDI DI PARMA, SABATO 6 OTTOBRE 2019

Continua il percorso del Festival Verdi di Parma, volto alla ricerca di nuovi spazi nei quali valorizzare le opere del Maestro delle Roncole. Dopo la prova maiuscola dello Stiffelio e de Le Trouvère al teatro Farnese, quest'anno si è tentata la via della chiesa (sconsacrata, e già carcere per secoli) di San Francesco del Prato. Struttura immensa ancora in restauro internamente, presenta non poche problematiche di acustica e visibilità, oltre a limitare le intenzioni sceniche e registiche in uno spazio ristretto e disagevole come l'abside.

O meglio: le idee porterebbero essere moltissime, ma tutte dovrebbero essere quantomeno di rottura con un concetto di teatro d'opera tradizionale, che prevede un palcoscenico dove si svolge l'azione, la buca dell'orchestra e il pubblico seduto di fronte. Ci ha provato due anni fa Graham Vick appunto con Stiffelio riuscendoci meravigliosamente bene. L'esperimento non è riuscito altrettanto bene quest'anno.

A gestire i luoghi di San Francesco del Prato per l'allestimento di Luisa Miller, il Festival Verdi ha chiamato la coppia Dodin, formata da Lev (regia) e Dina (drammaturgia).

Gli artisti russi imbastiscono un allestimento che racchiude l'azione del Cammarano all'interno di uno spazio dove gli unici elementi di scena sono delle tavole, componibili o scomponibili a seconda della bisogna, sulle quali si consuma la tragedia di Luisa. Tragedia evocata come liturgia, rappresentazione sacra, dove il coro in lugubre saio grigio ha occupato perennemente i tre piani della struttura in legno che correva intorno alla scena lignea ideata da Aleksandr Borovskij , autore anche dei costumi rinascimentali, testimone visivo e impotente degli eventi.

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LA SCALA DI SETA, GIOACHINO ROSSINI - TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, MERCOLEDI' 2 OTTOBRE 2019

 

Immaginate di essere al supermercato e venir chiamati a dirigere un'opera perché il direttore designato è affetto da leggera indisposizione. Pare proprio la trama di una farsa rossiniana, invece è semplicemente quello che è successo mercoledì scorso alla Fenice di Venezia, dove doveva andare in scena una ripresa de La scala di seta.

Così è toccato a Marco Paladin, direttore musicale di palcoscenico del teatro veneziano, garantire l'inizio dello spettacolo, per poi passare il testimone ad Alvise Casellati, arrivato in teatro poco dopo il termine della sinfonia.

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PRESENTATE LE STAGIONI 2020 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA


Comunicato stampa

 LE NUOVE STAGIONI DI OPERA E DI DANZA 2020 

Inaugurazione il 24 gennaio con Tristan und Isolde di Wagner diretto da Juraj Valčuha, coprodotto con la Monnaie di Bruxelles

Riprese e trasmissioni TV e radio di Rai5 e Radio3 Rai

 

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“Così fan tutte” completa la trilogia di Mozart al Teatro Cilea di Reggio Calabria

COMUNICATO STAMPA 

Sabato 5 ottobre 2019, alle ore 20.30, presso il Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria, all’interno del programma della stagione 2019-2020 del “Rhegium Opera Musica Festival”, sezione “Alziamo il sipario”, andrà in scena l’unica recita di Così fan tutte ossia la scuola degli amanti di Wolfgang Amadeus Mozart.

Con quest’allestimento, proposto dal Comune di Reggio Calabria, in collaborazione con l’Associazione Traiectoriae, la cui direzione artistica porta la firma di Domenico Gatto, si chiude l’intera trilogia Mozart/Da Ponte, presentata per la prima volta nella città reggina e in tutta la regione calabrese.

“Nel 2017 abbiamo realizzato “Le nozze Figaro” del duo Matteo Beltrami e Renato Bonajuto, nel 2018 “Don Giovanni”, per la direzione musicale di Gianna Fratta e la regia di Franco Marzocchi e Sofia Lavinia Amisich, e nel 2019 “Così fan tutte” del duo Tirotta-Marzocchi sempre con validi cast. Non sono, difatti, mancati cantanti di fama internazionale, fra i quali Roberto Scandiuzzi, Orlin Anastassov, Paoletta Marrocu e Antonio De Gobbi. È stato un progetto in cui ho creduto fino all’inizio e che si è reso possibile con la sinergia fra due festival, in particolare: “Rapsodie Agresti” e “Alziamo il Sipario”. Sono orgoglioso e mi auguro che anche quest’ultima opera abbia il successo che merita e il nostro pubblico premi il nostro impegno di continuare a diffondere l’opera lirica nella nostra amata Calabria e di far risplendere la città di Reggio Calabria come faro della lirica in Italia”, precisa il direttore artistico Domenico Gatto.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Cilea vi sarà M. Alessandro Tirotta mentre Franco Marzocchi curerà la messinscena dell’opera mozartiana.

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L’HEURE ESPAGNOLE DI RAVEL E GIANNI SCHICCHI DI PUCCINI INAUGURANO LA STAGIONE D’OPERA AL GRANDE DI BRESCIA – VENERDI’ 27 SETTEMBRE 2019

Con un doppio appuntamento il Teatro Grande di Brescia inaugura la stagione d’Opera e Balletto nel segno del primo Novecento, con l’Heure espagnole di Maurice Ravel e Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, brevi componimenti che hanno in comune lo sguardo sulle dinamiche famigliari e su come certi equilibri apparentemente stabili siano solo fittizi e nient’affatto scontati. Nell’opera di Ravel, nella Toledo del Diciottesimo secolo, la coppia di orologiai di quartiere è in realtà sormontata da corna che abbondantemente la cara mogliettina fa crescere sulla testa del maritino ogni volta che costui si reca in città per regolarne gli orologi. Altrettanto scombinata e tutt’affatto legata da affetto sincero è la ben nota ‘famigliola’ dei Donati che se non altro riceve la meritata pariglia dal ‘fidato’ e sapiente Schicchi. Potremmo aggiungere che nulla è cambiato nel corso degli anni e che l’accoppiamento di questo dittico è tutto sommato azzeccato, sdrammatizzando comunque per sua natura, ma anche concezione registica, le differenti situazioni e lo sfacelo sociale che sembra ormai inesorabile ai giorni nostri.

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World premiere of the new production of 'Turandot' at LICEU - BARCELONA



 

 

Barcelona,  September 2019

On 7 October 1999, the Gran Teatre del Liceu reopened after the fateful fire during the production of Turandot directed by Núria Espert. Exactly twenty years later, the Theatre is inaugurating the season with this unfinished opera by Puccini. It’s Franc Aleu’s high-tech, futuristic and poetic production with musical direction by Josep Pons. A world premiere that will join from 7 to 25 October some of the best voices of our time, led by Iréne TheorinLise LindstromJorge de LeónGregory KundeErmonela Jaho and Anita Hartig among many others.

Franc Aleu’s genius inspires this spectacular ‘high-tech’ proposal and fills it with visual metaphors. State-of-the-art technologies are used to flood the stage with colours, textures and video creations: “cobots” (Universal Robots’ collaborative robots), 3D technology, avant-garde audio-visual and more.

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LENZ: PROGRAMMAZIONE AUTUNNO 2019

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Questi gli appuntamenti per l'autunno:

 

Martedì 1 ottobre → h11.30

Lenz Teatro, Parma

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ANNUNCIATA L' ATTESA STAGIONE 2020 AL LIRICO DI CAGLIARI: Marinuzzi, Leoncavallo, Bernstein, Puccini, Verdi, Khachaturian

Venerdì 31 gennaio alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2020 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione attesa dal numeroso pubblico che propone un ricco cartellone di opere, concerti e balletti. Nello specifico sono previste sette opere ed un balletto per i nove turni di abbonamento (oltre alle recite mattutine rivolte alle scuole), a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle sette opere sono: Palla de’ Mozzi, Pagliacci, West Side Story, La rondine, La Bohème, Luisa Miller, Aida ed il classico Spartacus per il balletto. Due saranno le nuove produzioni, alle quali va aggiunta un’importante acquisizione dal Teatro alla Scala di Milano.

Anche la Stagione 2020 è tesa a valorizzare la grande Opera italiana con i più significativi compositori dell’Ottocento e Novecento: Verdi, Puccini e Leoncavallo. Un cartellone di equilibrio tra la musica di repertorio e quella più “nascosta” e sconosciuta, alla quale il Teatro Lirico di Cagliari pone sempre molta attenzione nel rendersi attivo nella sua promozione culturale e non solo nella sua tutela e salvaguardia. Due infatti sono le novità assolute e riguardano le figure di Gino Marinuzzi, compositore da molti ritenuto anche uno dei più grandi direttori d’orchestra del Novecento, e di Leonard Bernstein, geniale compositore, pianista e direttore d’orchestra statunitense, uno dei musicisti più noti e amati della seconda metà del secolo scorso.

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Sonig Tchakerian 'ricompone' Le quattro stagioni con l'Orchestra di Padova e del Veneto Sabato 28 settembre alle 21.00 al Liviano di Padova

Sabato 28 settembre alle 21.00 al Liviano di Padova, la violinista di origine armena proporrà un dialogo tra Le Quattro stagioni di Vivaldi e la versione del contemporaneo Max Richter

L’evento si inserisce nell'ambito di Solidaria 2019, rassegna organizzata dal Centro Servizio Volontariato (CSV) Padova e Comune di Padova nel percorso verso Padova Capitale Europea del Volontariato 2020

In mattinata la prova aperta dedicata agli anziani ospiti dell’Istituto IRA-AltaVita di Padova.

Sabato 28 settembre alle ore 21.00, presso la Sala dei Giganti al Liviano di Padova, la violinista Sonig Tchakerian e l’Orchestra di Padova e del Veneto proporranno un approfondimento sul tema delle Quattro stagioni in musica attraverso la storia.

L’evento si inserisce nell'ambito di Solidaria 2019, rassegna organizzata dal Centro Servizio Volontariato (CSV) Padova e Comune di Padova nel percorso verso Padova Capitale Europea del Volontariato, con la quale l’OPV torna a collaborare dopo la fortunata esperienza dello scorso anno.

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ATTILA AL LIRICO DI CAGLIARI RIAPRE LA STAGIONE D'OPERA Bozzetto di scena di Attila

ATTILA AL LIRICO DI CAGLIARI RIAPRE LA STAGIONE D'OPERA

comunicato stampa

Dopo 143 anni, ecco Attila di Giuseppe Verdi a Cagliari

in un nuovo, spettacolare, allestimento scenico

Venerdì 27 settembre alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2019 del Teatro Lirico di Cagliari, dopo la pausa estiva, va in scena il sesto appuntamento con l’opera: il dramma lirico in un prologo e tre atti Attila di Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto, Parma, 1813 - Milano, 1901), su libretto di Temistocle Solera, tratto dalla tragedia Attila, König der Hunnen di Zacharias Werner.

Viene proposto un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con la State Opera di Stara Zagora (Bulgaria), con la regia e le luci di Enrico Stinchelli, popolare conduttore della fortunata trasmissione “La Barcaccia” su Rai Radio 3. Le scene e i costumi sono di Salvatore Russo, il projection designer è Sergio Metalli e i movimenti coreografici sono di Luigia Frattaroli.

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L’ORCHESTRA RAI INAUGURA A VENEZIA LA BIENNALE MUSICA 2019

Comunicato stampa

 

 Affidata alla bacchetta di Clemens Schuldt la versione in forma di concerto di Written on skin di George Benjamin

premiato con il Leone d’Oro alla carriera

 

Venerdì 27 settembre al Teatro Goldoni di Venezia

 

Trasmissione in differita su Radio3 alle ore 23

 

Acclamata come un capolavoro del nuovo teatro musicale fin dalla sua prima rappresentazione nel 2012 al Festival d’Aix-en-Provence, con la regia di Katie Mitchell, ha ottenuto un successo planetario con più di cento rappresentazioni, sei diversi allestimenti e una registrazione in dvd realizzata alla Royal Opera House di Londra nel 2013. Il suo autore, allievo di Olivier Messiaen e Alexander Goehr, è universalmente riconosciuto fra i compositori britannici più importanti del nostro tempo. È l’opera in tre parti Written on Skin di George Benjamin, su libretto di Martin Crimp, che inaugura il 63. Festival Internazionale di Musica Contemporanea, organizzato dalla Biennale di Venezia, venerdì 27 settembre alle 20 al Teatro Goldoni del capoluogo veneto. L’esecuzione in forma di concerto – preceduta dalla cerimonia di consegna del Leone d’Oro alla carriera 2019 a George Benjamin e trasmessa in differita su Radio3 alle ore 23 – è affidata all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, considerata da sempre tra le formazioni di riferimento nel repertorio contemporaneo, come dimostra anche l’annuale rassegna Rai NuovaMusica che si tiene a Torino. Sul podio è chiamato Clemens Schuldt, Direttore principale dell’Orchestra da Camera di Monaco di Baviera dal 2016. Protagonista sul palco un quintetto di voci di prestigio quali il baritono Christopher Purves (The Protector), il soprano Georgia Jarman (Agnès), il controtenore James Hall (Angel 1/The Boy), il mezzosoprano Victoria Simmonds (Angel 2/Marie) e il tenore Robert Murray (Angel 3/John).

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IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA 2019, FILARMONICA DELLA SCALA, Myung-Whun Chung direttore, Alexander Romanovsky pianoforte - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, VENERDI' 20 SETTEMBRE 2019

Ancora uno straordinario appuntamento al Settembre dell'Accademia di Verona dove grazie alla asettica trama sonora della direzione di Myung Wung Chung, all'atletico virtuosismo di Alexander Romanovsky e alla perfezione esecutiva dell' Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala, la Russia di Rachmaninov e di Tchajkovskij infiammano il pubblico del Teatro Filarmonico.

Il famigerato “Rach 3”, concerto tra i più temuti e conosciuti dell'intero repertorio musicale per pianoforte e orchestra, è risaputo essere un autentico banco di prova per quei pianisti che  desiderano dare sfoggio di una tecnica virtuosistica solidissima. E Alexander Romanovsky di tecnica solidissima ne possiede in quantità industriali, poiché per tutta la durata dei 45 minuti del concerto, il pianista ucraino non si risparmia, alternando una muscolosa veemenza ad una agilità di tocco evanescente, di grazia, soprattutto nel secondo movimento, autentica cornice di una scrittura tanto infuocata quanto platealmente circense nel senso più stupefacente del termine.

Romanovsky scala quella colossale montagna di suoni che è questo concerto con la sicurezza di un alpinista sul Nanga Parbat senza bombole di ossigeno, attraversando tutti gli insidiosissimi crepacci e i burroni che gli si aprono davanti, con la sicurezza di un Messner degli anni migliori.

Chung d' altro canto, gli prepara un'orchestra che ben lontana da quelle sonorità corpulente alle quali la scrittura di Rachmaninov invita, fa risaltare invero tutta la caleidoscopica moltitudine di colori, senza per questo perdere di vista la drammaticità compositiva di un brano che rimane ben ancorato alla tradizione tardoromantica.  Il dialogo orchestra\pianoforte è quindi intessuto in un leggerissimo sussurro a lobo d'orecchio, vaporoso quanto serve a non perdere di vista le esigenze del solista e soprattutto senza mai prevaricare un virtuosismo sonoro tanto espressivo quanto viscerale di un pianoforte perennemente sovreccitato.

E completamente stregato dal tocco di Romanovsky e dal gesto asciutto ma fortemente evocativo di Chung, il pubblico esplode in un boato di approvazione all'ultimo accordo finale, costringendo il pianista a ben due bis di congedo.

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Festival Verdi e Verdi Off 2019: pronti al debutto

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Fervono i preparativi negli ultimi giorni prima del debutto

Il countdown è iniziato, mancano pochissimi giorni e sarà finalmente tempo di Verdi Off e Festival Verdi. Il 21 settembre una divertente e festosa Verdi Street Parade inaugurerà la IV edizione di Verdi Off e sarà anteprima della XIX edizione Festival Verdi 2019, in programma dal 26 settembre al 20 ottobre al Teatro Regio di Parma, al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto e da quest’anno, per la prima volta in assoluto, alla monumentale Chiesa di San Francesco del Prato del XIII secolo, oggi vero e proprio cantiere in corso di restauro nel cuore della città.

Il 18 settembre 2019 le prove aperte de I due Foscari daranno il via al fitto calendario di appuntamenti: 4 titoli per 4 debutti in 4 giorni consecutivi, con 3 nuovi allestimenti in 3 luoghi diversi, 3 commissioni in prima assoluta, opere, concerti, recital, incontri, 29 eventi per 81 appuntamenti in 25 giorni di festival, che ruotano intorno al 206° compleanno di Giuseppe Verdi, il 10 ottobre. 

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PALAZZETTO BRU ZANE: AL VIA LA STAGIONE CHE CELEBRA I 10 ANNI

Comunicato stampa
 

PALAZZETTO BRU ZANE: AL VIA LA STAGIONE CHE CELEBRA I 10 ANNI


Venerdì 20 settembre concerto straordinario celebrativo

Sabato 21 settembre inaugurazione del ciclo dedicato a Reynaldo Hahn

Venezia, Scuola Grande San Giovanni Evangelista 

 

Il Palazzetto Bru Zane - Centre de musique romantique française festeggia i suoi primi 10 anni di attività (2009 - 2019) con un concerto eccezionale intitolato "Una notte d'estate", che si svolgerà il 20 settembre alle 19.30 alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia: protagonisti il soprano Véronique Gens e l’ensemble I Giardini e in programma arie, mélodies e brani strumentali di Saint-Saëns, Ropartz, Berlioz, Chausson, Offenbach e Fauré. Con l'apertura al pubblico del palazzetto veneziano in San Polo nell’ottobre 2009, a seguito di importanti lavori di restauro, nasceva dieci anni fa un’istituzione dedicata allo studio di un segmento considerevole della storia della musica: il repertorio della Francia del XIX secolo, ampiamente dimenticato e talora sottovalutato. Questo luogo dalle dimensioni raccolte è diventato il laboratorio ideale per selezionare, programmare e registrare opere di centinaia di compositori, nel tentativo di rivelare un romanticismo ricco di sfumature diverse. A corredo dei festeggiamenti, l'uscita questo mese del cofanetto di dieci CD "The French Romantic Experience", con numerosi brani tratti da produzioni scelte tra i tanti momenti chiave dei 10 anni di riscoperte del Palazzetto Bru Zane, e un gala lirico-sinfonico il 7 ottobre al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi con l’Orchestre de chambre de Paris, il Coro del Concert Spirituel e sedici solisti (tra i quali Emmanuel Ceysson e Lara Neumann) guidati da Hervé Niquet, che propongono diverse pagine comiche e serie di autori francesi. 

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