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PER L' ACCADEMIA DI SANTA CECILIA LILIANA SEGRE A LUGANO AL CONCERTO DI PAPPANO E L'ORCHESTRA DI SANTA CECILIA

                   Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Tournée 19/20 - Parigi e Svizzera

SORPRESA A LUGANO. ANCHE LA SENATRICE LILIANA SEGRE FRA IL PUBBLICO PER  IL CONCERTO PROPOSTO DALL’ORCHESTRA ITALIANA.

Si è conclusa ieri, 10 novembre, a Lugano la tournée europea che nell’ultima settimana ha portato l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, in compagnia di Martha Argerich e Francesco Piemontesi e sotto la direzione di Antonio Pappano, a esibirsi in alcune delle sale da concerto più prestigiose d’Europa.

Durante l’ultimo concerto a Lugano, ospite inaspettato la cui presenza ha reso molto felice il Maestro Pappano e i Professori d’Orchestra, è stata la Senatrice Liliana Segre. La senatrice a vita, che ha ascoltato il concerto dalla platea con un’amica, ha salutato a fine concerto  il Maestro e alcuni musicisti, che sono stati tutti entusiasti e felici di aver suonato sapendo che anche lei fosse fra il pubblico in sala.

Il programma eseguito ieri sera al LAC di Lugano per Lugano Musica, ha impaginato l’Ouverture da Euryanthe di Carl Maria von Weber, la Sinfonia n. 2 di Schumann e il Concerto per pianoforte e Orchestra n. 1 di Chopin con Francesco Piemontesi come solista.

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IN PRIMA ITALIANA UN NUOVO "FIDELIO" COPRODOTTO CON LA STAATSOPER DI AMBURGO AL COMUNALE DI BOLOGNA

Comunicato stampa

L’unica opera beethoveniana va in scena al Teatro Comunale di Bologna

dal 10 al 16 novembre 2019

In diretta su Radio3 Rai il 10 novembre alle 20

In attesa del 2020, anno delle celebrazioni per il 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, il Teatro Comunale di Bologna omaggia il compositore di Bonn proponendo – dal 10 al 16 novembre – un nuovo allestimento del Fidelio, l’unico lavoro di Beethoven per il teatro musicale nonché titolo poco diffuso nei cartelloni italiani. Lo spettacolo, rappresentato per la prima volta in Italia, è frutto di una coproduzione internazionale con la Staatsoper di Amburgo ed è firmato dal regista svizzero Georges Delnon. A dirigere l'opera è chiamato l'israeliano Asher Fisch, specialista del repertorio mitteleuropeo, che ritorna sul podio dell'Orchestra del Teatro dopo il successo in concerto con la Sinfonia n. 2 “Resurrezione” di Mahler lo scorso aprile. Direttore principale della West Australian Symphony Orchestra di Perth, Fisch è ospite regolare di prestigiose compagini come la London Symphony Orchestra, la Chicago Symphony Orchestra e i Berliner Philharmoniker, e di teatri come la Wiener Staatsoper e la Bayerische Staatsoper. La Prima del Fidelio, in programma domenica 10 novembre alle 20, sarà trasmessa in diretta su Radio3 Rai.

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SI AVVICINA LA FINALE DEL CONCORSO VOCI OLIMPICHE A VICENZA

VOCI OLIMPICHE: IL TEATRO OLIMPICO CORNICE IDEALE PER IL CONCORSO

Al Teatro Olimpico di Vicenza è in pieno svolgimento la fase centrale del concorso per voci barocche ideato da Andrea Marcon. Oltre 200 candidati da tutto il mondo si contendono i ruoli dell'Alcina di Händel che sarà in scena ad aprile nel teatro palladiano. Giovedì 7 la finalissima del concorso, presentata da Valentina Lo Surdo, sarà aperta al pubblico.

 

COMUNICATO STAMPA

Più di duecento cantanti under 40 provenienti da tutto il mondo stanno popolando in questi giorni il Teatro Olimpico di Vicenza per la prima edizione del concorso internazionale “Voci Olimpiche” promosso da Fondazione Cariverona e realizzato dalla Società del Quartetto in collaborazione con il Comune di Vicenza.

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LA TRAVIATA, GIUSEPPE VERDI - TEATRO LA FENICE DI VENEZIA,
RECITA DEL 31 OTTOBRE 2019

Presenza costante, quasi fissa, nel cartellone del Teatro La Fenice, questa produzione di Traviata, che inaugurò nel lontano 2004 la rinascita artistica del Teatro veneziano dopo lo spaventoso incendio che lo distrusse nel 1996, ne è con gli anni diventata il simbolo, il feticcio di un teatro che orgogliosamente riesce a fare di uno spettacolo un vero “money maker” di altissima qualità.

Lo spettacolo di Robert Carsen, nella sua attualizzazione tagliente, riesce a piacere ad ogni tipologia di pubblico che riempie la Fenice ad ogni recita, dal turista coreano in cerca di selfie al melomane veneziano di razza, passando per il magnate russo che si addormenta al preludio fino al giapponese impettito nel suo kimono inamidato, proprio per quella sua capacità di raccontare la storia di una prostituta senza cadere nella banalizzazione di una tradizione abominevole ma nemmeno nella sfrontatezza di uno stravolgimento insensato.

Carsen intuisce meravigliosamente che con La Traviata il discorso verdiano diventa cronaca contemporanea e teatro da camera. C’è una protagonista assoluta, una “divina” che è creatura femminile che Verdi non ripeterà più in maniera così imperativa, un personaggio che è una individualità, che potrebbe scendere dal palcoscenico e abitare nel mondo tutta intera com’è, senza alcuna necessità di adattamento, Violetta Valery illumina la vicenda.

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L'ELISIR D’AMORE, GAETANO DONIZETTI - TEATRO REAL DI MADRID, MERCOLEDI' 30 OTTOBRE 2019

Ritorna sulle tavole del Teatro Real di Madrid, dopo aver girato tra Valencia, Graz, Palermo e Macerata, l’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti nel fortunatissimo allestimento di Damiano Michieletto che vide il battesimo proprio in questo teatro nel 2013. Allestimento che attualizza il melodramma giocoso di Felice Romani, trasformando la commedia paesana, agreste del villaggio nel paese dei Baschi in una farsa “da spiaggia” nazional popolare, dove le vicissitudini di Nemorino e Adina prendono forma nel bagnasciuga di uno stabilimento balneare, caotico e ipercolorato, tra una bibita rinfrescante, una lezione di acqua gym, docce e scherzi acquatici per tutti.

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L'opera italiana secondo Riccardo Chailly alla Scala su Rai5

Comunicato stampa

Verdi, Puccini e Giordano diretti dal Maestro Chailly e preceduti dalle sue lezioni introduttive

Dal 3 novembre al 1° dicembre ogni domenica mattina

È pensato per accompagnare il pubblico verso la prima scaligera del prossimo 7 dicembre il ciclo di opere italiane interpretate dal Direttore musicale del Teatro alla Scala Riccardo Chailly, che Rai Cultura propone su Rai5 la domenica mattina alle ore 10 dal 3 novembre al 1° dicembre per lo spazio “Domenica all’opera”. Cinque titoli del grande repertorio fra Otto e Novecento quali Attila di Giuseppe Verdi, Andrea Chénier di Umberto Giordano e TurandotMadama Butterfly e Manon Lescaut di Giacomo Puccini, rappresentati alla Scala e diretti dal Maestro Chailly alla luce delle ricerche musicologiche più aggiornate, che saranno preceduti dalle sue lezioni introduttive sui principali aspetti stilistici delle opere.

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DAS PARADIES UND DIE PERI, ROBERT SCHUMANN - TEATRO MASSIMO PALERMO, MARTEDI’ 29 OTTOBRE 2019

Chiariamo subito una cosa, Das Paradies und die Peri di Robert Schumann è un oratorio profano scritto dall’Autore per una sala da concerto,  quindi per essere eseguito in forma oratoriale senza nessun ausilio di scene o costumi, tanto meno di una regia che ne suggerisca idee e situazioni spazio temporali. Musica che è stata creata perché indichi lei stessa la giusta direzione e lasci libero spazio alla fantasia individuale dell’ascoltatore. Un “nuovo genere adatto alla sala da concerto” - come sosteneva Schumann stesso.

In Schumann la spinta a musicare il poema di Moore da cui è tratta la vicenda della Peri, dovette venire dalla possibilità che esso offriva, con la sua staticità e con una regolare successione di brani affidati ai protagonisti,  di fare largo uso del Lied.

Infatti Schumann affronta con questo oratorio, per la prima volta il genere sinfonico - corale, vivendo ancora nel pieno della sua stagione liederistica (era il 1841). Ecco quindi che in un succedersi di episodi staccati, prevalentemente recitativi, pezzi corali e Lieder, Schumann realizza una consistente unità stilistica affidandosi ad alcuni temi ricorrenti e ad una ambientazione sonora che si potrebbe definire orientale, ma che è più giusto riferirla a quell’ inquieto fantasticare che caratterizza il miglior Schumann pianistico. Il risultato è un trasognare velato, fatto di una morbidezza musicale sensuale di altissimo livello che raggiunge momenti di autentica e raffinatissima bellezza. E proprio per questo trasognare continuo, mettere in scena una partitura del genere potrebbe risultare un azzardo inconcepibile, inutile e forse fastidioso.

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AIDA DI G.VERDI- REGIA DI F. ZEFFIRELLI RIPRESA DA S.TRESPIDI IN SCENA AL TEATRO PONCHIELLI DI CREMONA

COMUNICATO STAMPA

Aida : un titolo e un allestimento importante e suntuoso per il Teatro Ponchielli, capofila per OperaLombardia, che debutterà venerdì 15 novembre (ore 20.30 e in replica domenica 17 novembre ore 15.30) .

Il monumentale capolavoro di Giuseppe Verdi si presenterà nell’elegante allestimento firmato per regia e scene dal grande Maestro Franco Zeffirelli, realizzato nel 2001 in occasione del centenario dalla morte di Verdi al Teatro di Busseto, e ripreso da Stefano Trespidi.

La direzione d’orchestra sarà affidata alla bacchetta di Francesco Cilluffo, direttore giovane ma di chiara fama.

Qui le parole che il compianto Franco Zeffirelli dedicò a questo allestimento: 

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TURANDOT, GIACOMO PUCCINI - TEATRO VERDI DI PADOVA, VENERDI' 25 OTTOBRE 2019

L'Incompiuta di Puccini è destinata a lasciare per sempre un po' di amaro in bocca.

Tutti conoscono la sua genesi travagliata, la celebre storia di Toscanini che interrompe l’esecuzione della prima rappresentazione nel punto in cui il maestro aveva arrestato la composizione e i diversi tentativi di creare un finale. Ovviamente gli appunti rimasti non ci regaleranno mai il finale che l’autore aveva in mente, ma nemmeno sapremo mai come egli avrebbe messo mano alla partitura - perché certamente lo avrebbe fatto - per rivedere quel punto, smussare questo quadro e ricercare quella 'speditezza scenica' che gli premeva (e che forse qua e là manca). Quest’ultima è certamente la caratteristica, e il merito, fondamentale della Turandot concepita da Filippo Tonon che è stata riproposta al Teatro Verdi di Padova. La scenografia ricrea un’ambientazione esotica in cui l’azione è scandita grazie all’utilizzo di strutture scorrevoli che mutano agilmente la scena da fredda, cupa e notturna a opulenta tutta ori, argenti e sbrilluccichii. Un allestimento di stampo tradizionale in cui abbondano comparse e tutto quel compendio di effetti che colpiscono e sono tanto amati dallo spettatore medio. Il regista muove con pertinenza le masse, mentre il lavoro sui singoli cantanti pare limitato al minimo indispensabile.

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PRESENTATA LA STAGIONE ARTISTICA 2020 AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA, dal 10 gennaio al 31 dicembre 2020



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Il cartellone 2020 si preannuncia ricco di incontri e novità assolute per Verona: sono 6 gli appuntamenti per la stagione lirica con otto titoli diversi e torna una grande stagione sinfonica con 14 concerti, per cinquantuno alzate di sipario.

La Fondazione Arena di Verona presenta la sua stagione artistica al Teatro Filarmonico per tutta la durata del 2020: dal 10 gennaio al 31 dicembre saranno 24 le alzate di sipario per la stagione lirica, 27 quelle per la sinfonica, e numerosi i progetti e le anteprime dedicati al mondo della scuola. Se il Festival areniano propone le opere più celebri in allestimenti colossali, per tutto l’anno i complessi artistici e tecnici areniani si cimentano al Teatro Filarmonico in capolavori meno rappresentati nell’anfiteatro ma noti in tutto il mondo, con diversi capisaldi del repertorio assenti da molti anni dai cartelloni lirici e sinfonici e molte rarità in prima esecuzione veronese.

«La stagione invernale al Teatro Filarmonico è una delle due colonne portanti del nostro Ente lirico – spiega il sindaco Federico Sboarina, Presidente di Fondazione Arena –. Se da un lato, infatti, abbiamo lavorato per alzare la qualità del nostro festival lirico, che ha registrato quest’anno numeri oltre le aspettative, dall’altro abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ossia garantire la stagione invernale. È una grande soddisfazione poter presentare quest’anno un cartellone unitario, con tutta la produzione artistica del 2020 al Filarmonico, frutto di un grande lavoro di squadra e di un controllo oculato dei conti da parte del Consiglio di Indirizzo».   

Il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia esprime profonda soddisfazione per l’offerta artistica: «Sono molto orgogliosa di presentare una Stagione lirica e sinfonica che torna a svolgersi per l’intero anno solare e che costituisce per me una grande scommessa. Infatti, parallelamente alle grandi opere proposte in Arena che hanno registrato un aumento delle presenze e un gradimento da parte della stampa, ho voluto proporre al Teatro Filarmonico alcuni titoli mai rappresentati a Verona e addirittura in prima esecuzione contemporanea come L’Amleto del compositore veronese Franco Faccio. Direttori, interpreti e solisti della Stagione sono stati scelti nell’ottica di affiancare artisti di fama internazionale a giovani scoperte di grande talento.

Credo fermamente che il Filarmonico debba essere terreno fertile per educare, come ho detto anche ai ragazzi pochi giorni dopo la mia nomina a Sovrintendente. Mi rivolgo a loro, alla città e a tutto il pubblico che ci segue con tanto affetto, invitandoli a Teatro per riscoprire la bellezza di una vita all’insegna della musica».

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IL MATRIMONIO SEGRETO, DOMENICO CIMAROSA - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 27 OTTOBRE 2019

Proviene dal Teatro Coccia di Novara e precisamente dall’anno 2012 lo spettacolo de 'Il Matrimonio Segreto' che in questi giorni è in scena al Teatro Filarmonico di Verona per la rassegna invernale ‘Viaggio in Italia nel tempo e negli stili’, una sorta di anteprima della stagione artistica vera e propria che partirà da gennaio. Grazie a Cimarosa il teatro piemontese diede fiducia a  Marco Castoldi come regista, che i più conoscono con il nome d’arte Morgan, il quale aveva pensato ad uno spettacolo in grado di esaltare il brio degli intrecci e scompigli creati nella famiglia del ricco mercante Geronimo, che neanche a dirlo e come accade spesso nei drammi giocosi, vuole maritare una delle sue figlie per puro interesse economico. Tanto per cambiare i piani sembrano scombinarsi in un crescendo di malintesi e battibecchi che conducono man mano all’inevitabile lieto fine, con gioia e gaudio di tutti i protagonisti. Castoldi ha una visione assolutamente attuale della vicenda, sia perché, ammettiamolo, anche se in altri termini certi giochi di interesse sono validi anche oggi, sia proprio per la freschezza della musica dinamica e vivace che esalta quanto i personaggi vivono e sono lasciati liberi di muoversi ed agire come meglio credono, coadiuvati da una serie di mimi che spesso fanno da sfondo alle loro azioni. Diversamente quando lasciati soli, ad esempio durante talune arie solistiche, poco accade intorno agli stessi e l’attenzione tende a scemare.

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TEATRO VERDI TRIESTE_IN GIAPPONE APERTURA DELLA STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO

A NAGOYA, IN GIAPPONE
L’APERTURA DELLA STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO DELLA
FONDAZIONE TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE

La Traviata di Giuseppe Verdi
diretta dal Maestro Fabrizio Maria Carminati
con l’Orchestra, il Coro e i Tecnici della Fondazione


Si apre ufficialmente oggi (venerdì 25 ottobre) a Nagoya, in Giappone, la Stagione Lirica e di Balletto della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, impegnata in una prestigiosissima tournée di quattro settimane, che toccherà 13 città, le più importanti del Sol Levante.

“Un nuovo allestimento de La traviata di Giuseppe Verdi – afferma il Direttore Generale e Responsabile della Tournée Antonio Tasca dal Giappone, dove sta coordinando, insieme allo staff di Direzione, questo impegnativo progetto di internazionalizzazione – “scelto per proporre al qualificato pubblico giapponese un’opera simbolo del repertorio italiano, e che vede i professori d’Orchestra e gli artisti del Coro (diretti dal Maestro Fabrizio Maria Carminati) e i tecnici impegnati in una tournée tra le più prestigiose e importanti che una Fondazione italiana abbia mai affrontato”.

Nell’Aichi Arts Center di Nagoya, La traviata messa in scena del Teatro Verdi di Trieste, con la regia di Giulio Ciabatti, propone come interpreti principali Marina Rebeka, Desirée Rancatore, Jessica Nuccio, Ramon Vargas, Giulio Pelligra, Alberto Gazale, Domenico Balzani. Seguiranno repliche a Mito (sabato 26), Yokosuka (domenica 27), Musashino (lunedì 28), Morioka (mercoledì 30), Matsudo (giovedì 31), Tokyo (sabato 2 e lunedì 4 novembre), Takasaki (domenica 3), Nerima (martedì 5), Niigata (mercoledì 6), Toyama (giovedì 7), Osaka (sabato 9), Tsu (domenica 10).

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Macbeth-foto-Roberto-Ricci Foto Roberto Ricci

Il Macbeth coprodotto con il Festival Verdi di Parma approda al Lirico di Cagliari

comunicato stampa

Giovedì 31 ottobre alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2019 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena il settimo appuntamento con l’opera: dopo Attila, ecco un altro grande titolo verdiano (composto peraltro nel 1847, un anno dopo Attila), Macbeth melodramma in quattro atti, su libretto di Francesco Maria Piave (con interventi di Andrea Maffei), dalla tragedia omonima di William Shakespeare. Cruda, affascinante, sanguigna, trascinante e celeberrima tragedia musicale che è il primo, fortunatissimo, incontro fra Verdi e Shakespeare.

Viene proposto un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con il Teatro Regio di Parma (dove è andato in scena al Festival Verdi 2018) ed è realizzato, per la regia, da Daniele Abbado (a Cagliari per: Così fan tutte, 1995-2001; Le nozze di Figaro, 1997; Nabucco, 2006) che presenta un Macbeth dai forti contrasti: buio, vuoto, pioggia e cupezza della prima parte si alternano a colori vivaci, luci abbacinanti e tensione emotiva della seconda parte che “inchioderanno” lo spettatore alla poltrona in un crescendo di emozioni veramente indimenticabili. I costumi sono di Carla Teti, ripresi a Cagliari da Agnese Rabatti, le luci di Angelo Linzalata, i movimenti coreografici di Simona Bucci, mentre il regista collaboratore è Boris Stetka.

La direzione musicale è affidata a Paolo Arrivabeni, direttore lombardo, stimato in tutto il panorama nazionale ed internazionale (recentemente ha affrontato Macbeth a Liegi e a Copenaghen), che ritorna a Cagliari dopo aver diretto La Traviata (luglio 2004) e Simon Boccanegra (giugno 2005) e a cui spetta il compito di dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari. Il maestro del coro è Donato Sivo, mentre il maestro preparatore delle voci bianche è Enrico Di Maira.

L’edizione proposta quest’anno è quella parigina del 1865 (ad esclusione dei ballabili dell’atto III), ma, per dare maggiormente il senso del dramma, il finale eseguito sarà quello dell’edizione fiorentina del 1847 (con l’aria di Macbeth “Mal per me che m’affidai”), al posto del più noto coro conclusivo di vittoria. Il pubblico vedrà, quindi, la morte di Macbeth in scena che, al contrario di quelle immediatamente successive di Gilda in Rigoletto e Violetta nella Traviata, è una fine senza redenzione né riscatto.

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Al via la 71^ stagione lirica invernale dell’Ente Luglio Musicale Trapanese




COMUNICATO STAMPA 

Teatro "M° Tonino Pardo" | Trapani

 
Al via la 71a stagione lirica invernale dell’Ente Luglio Musicale Trapanese che va in scena con sei appuntamenti in cartellone al Teatro "M° Tonino Pardo", a Trapani.
Si comincia mercoledì 30 ottobre, alle ore 21.00 e si replica il 2 novembre, sempre alla stessa ora, con La Prova di un'opera seriafarsa in un atto dell’abate Giulio Artusi musicata da Francesco Gnecco.  La regia è di Salvo Piro e il direttore è Manuela Ranno.
Si continua domenica 10 novembre, alle ore 21.00, con Cendrillon, l’opera da salotto di Pauline Viardot, liberamente ispirata alla celebre fiaba di Cenerentola, realizzata quest'anno in coproduzione con la Fondazione Teatro Coccia di Novara. Dopo i successi delle passate edizioni andrà in scena un’accattivante rielaborazione per orchestra.
La regia è di Teresa Gargano.  La direzione musicale è affidata a Michelangelo Rossi.
 
Giovedì 21 novembre, alle ore 21.00, al Teatro “M° Tonino Pardo” un originale dittico La Gattomachia, favola musicale per narratore, violino concertante, e archi con musica e testo di Orazio Sciortino liberamente tratto da La Gatomaquia di Lope de Vega e Pierino e il lupo, il celebre racconto musicale del compositore russo Sergej Prokofiev. 
Si conclude venerdì 22 novembre e domenica 24 novembre, alle ore 21.00, sempre al Teatro "M° Tonino Pardo" con l’opera Il Matrimonio Segreto di Domenico Cimarosa, capolavoro del genere buffo, diretto da Andrea Certa, con la regia di Natale De Carolis.
Una stagione invernale che vedrà protagonista l’Orchestra dell’Ente Luglio Musicale Trapanese.
Anche quest'anno il Luglio Musicale Trapanese ha stretto una collaborazione con il Liceo Scientifico “V. Fardella” e il Liceo Classico “L. Ximenes” di Trapani. 
Sarà infatti messa in scena sabato 30 novembre, alle ore 21.00, la commedia Il Malato Immaginario di Molière con la partecipazione degli studenti con la regia di Cristina Lucido.
Ed ancora il musical “We will rock you - School edition”, uno spettacolo con le canzoni dei Queen. Un racconto tra emozioni e risate, un'esaltazione del Rock and Roll.
La regia è di Cristina Lucido e la direzione musicale di Manuela Noce.
Gli spettacoli si svolgeranno sempre al Teatro “M° Tonino Pardo” di Trapani.
 
Il Luglio Musicale Trapanese ha stilato, come ogni anno, anche un ciclo di matinée per le scuole del territorio. Per informazioni sui matinée contattare il numero 328 3080177.

Costi biglietti: intero € 10,00, ridotto € 7,00 (per abbonati Ente Luglio Musicale Trapanese, Amici della Musica di Trapani, Conservatorio di Musica "A. Scontrino", i giovani fino a 24 anni previa presentazione di attestazione di frequenza o libretto universitario).
 
Dove acquistare i biglietti: sarà possibile acquistare i biglietti presso il Botteghino dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, sito in Viale Regina Margherita 1, a Trapani (all’interno della Villa Margherita), dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.30 alle ore 19.00, sul sito www.lugliomusicale.it oppure presso la sede dell’evento a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

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Al via la nuova stagione artistica del TCVI: inizio con Musica delle Tradizioni venerdì 25 ottobre

COMUNICATO STAMPA                                                                                                             23 ottobre 2019

AL VIA LA STAGIONE DEL TEATRO COMUNALE DI VICENZA, INIZIO CON MUSICA DELLE TRADIZIONI

 

Inizio autunnale per la nuova stagione artistica del Teatro Comunale Città di Vicenza, la numero 13 della sua storia; inizio originale, sotto il segno della musica e delle danze folkloriche, con la rassegna Musica delle Tradizioni “firmata” da Ilaria Fantin (musicista e organizzatrice culturale vicentina), al via venerdì 25 ottobre alle 21.00, al Ridotto.

La rassegna - che si propone come un viaggio alla scoperta della musica di popoli geograficamente e culturalmente lontani - per l’edizione 2019 presenta il sottotitolo #ladanzadel mondo, una tre giorni di suggestioni etniche con l’obiettivo di valorizzare il vasto patrimonio della musica popolare collegato alle danze tipiche, tessendo connessioni tra il pubblico italiano e i popoli del mondo. Tradizioni folkloriche, sonorità e identità culturali si confrontano sul palcoscenico, accomunate nel binomio musica e danza, attraversate da sonorità ritmiche originali, create da strumenti musicali alcuni dei quali mai ascoltati in Italia (fiddle, bouzouki, lyra cretese, rabab, bendir, daf, morin khuur, solo per citarne alcuni).

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LA FAVOLA D'ORFEO, CLAUDIO MONTEVERDI – TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, LUNEDI’ 21 OTTOBRE 2019

Ricostruzione del concetto originale del libretto, musica della scena finale composta da Iván Fischer

Seconda edizione del Vicenza Opera Festival, un appuntamento voluto fortemente dal Maestro Iván Fischer, che porta la sua squadra in campo nella cornice più bella della città di Vicenza per il secondo anno consecutivo, dopo il grande successo del Falstaff di Giuseppe Verdi.

L’ Orfeo di cui cura anche la regia vuole essere un ritorno alle origini, e paradossalmente per gli spettatori ciò costituisce la scoperta di un nuovo capitolo relativo al capolavoro di Monteverdi. Come dichiara proprio Fischer l’intento è di riportare in scena quanto pare fu cancellato dallo stesso autore nel finale scritto da Alessandro Striggio, perché più fruibile dal gusto dell’epoca. È dunque proprio questo l’elemento di maggior interesse nello spettacolo messo in scena all’Olimpico: non più Apollo che porta in trionfo in cielo il disperato Orfeo rimasto di nuovo senza la sua Euridice, ma un esercito di Baccanti che lo avvolge per farne strage inneggiando al dio Bacco. In realtà in scena Orfeo fugge via alla vista delle donne inferocite, ma si presuppone che trovi la sua punizione ‘divina’ in ogni caso, per aver dichiarato che alcuna donna potrà mai più catturare il suo cuore

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LA NUOVA STAGIONE SINFONICA 2020 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Comunicato stampa

 

TCBO: LA NUOVA STAGIONE SINFONICA 2020

 

Un cartellone di 18 concerti che vede per la prima volta insieme la Fondazione Teatro Comunale di Bologna e l'Associazione Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna

 

Apertura il 4 febbraio con Asher Fisch sul podio dell'Orchestra e Coro del Teatro Comunale nella Missa solemnis di Beethoven per i 250 anni dalla nascita del compositore

 

Grandi bacchette quali James Conlon, Juraj Valčuha, Roberto Abbado, Pinchas Steinberg, Pietari Inkinen e Henrik Nánási accanto a solisti di prestigio

 

Ospiti nella doppia veste di direttori e solisti Stefano Bollani, Alexander Lonquich, Julian Rachlin e Asher Fisch

 

Chiusura il 21 dicembre con Ryan McAdams sul podio della Filarmonica del Teatro Comunale e Kian Soltani al violoncello

 

Bologna, Auditorium Manzoni

 

Una Stagione sempre più ricca che quasi raddoppia rispetto allo scorso anno: la nuova proposta sinfonica 2020 del Teatro Comunale di Bologna, realizzata per la prima volta insieme alla Filarmonica del Teatro Comunale, si articola in 18 appuntamenti tutti in programma all'Auditorium Manzoni tra febbraio e dicembre, con concerti proposti nei giorni feriali in orario serale (20.30) e la domenica nel pomeriggio (17.30). La Stagione è un grande omaggio a Ludwig van Beethoven del quale nel 2020 ricorrono i 250 anni dalla nascita.

 

«Il Teatro Comunale alza lo sguardo e pensa agli anni a venire – dice il Sovrintendente e Direttore artistico Fulvio Macciardi – In quest'ottica l'attività sinfonica valorizza ai massimi livelli le straordinarie qualità artistiche dei musicisti dell'Orchestra e del Coro del Teatro che saranno protagonisti sul palcoscenico dell'Auditorium Manzoni; uno spazio di grande valore che finalmente è nella piena disponibilità del Comunale, consentendo una programmazione ancora più ricca. L'innovativa relazione con la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna supera i rapporti precedenti e propone un quadro nuovo: una Stagione Sinfonica unica di ampio respiro che consente un’offerta di altissimo livello, coinvolgendo artisti di fama internazionale. Mi auguro che il pubblico risponda con entusiasmo a questa proposta inedita – nel segno di uno sviluppo del Teatro sempre crescente – e che ci accompagni con convinzione verso un futuro di eccellenza».

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XIX Festival Verdi: un'edizione da record anche per il 2019

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XIX FESTIVAL VERDI

ANCORA UN’EDIZIONE DA RECORD

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I DUE FOSCARI, GIUSEPPE VERDI – TEATRO REGIO DI PARMA PER IL FESTIVAL VERDI , GIOVEDI’ 17 OTTOBRE 2019

E’ a Leo Muscato che il Regio di Parma affida la regia del dramma che vede coinvolta la storica famiglia veneziana dei Foscari, ispirato a quanto scritto precedentemente da Lord Byron, che come è noto amava particolarmente la penisola italiana e le sue storie. Nel pensare un allestimento per questa opera ove la passione è protagonista a tuttotondo, privatamente, socialmente e politicamente, il regista voleva cercare un compromesso tra l’epoca originale del libretto, il Quindicesimo secolo dei dogi veneziani, e l’epoca di Giuseppe Verdi, che secondo lui avrebbe reso l’intera storia più vicina allo spettatore e quindi più fruibile. Il risultato però è alquanto anonimo a nostro avviso. Se è vero che il protagonista Jacopo ha tutti i tratti dell’eroe romantico per cuore ed emozioni, è anche vero che difficilmente tanta passione manchi agli eroi di qualsiasi epoca, inoltre questo spostamento in avanti nel tempo risulta piuttosto vago e semplicemente accennato da pochi dettagli, poiché secondo Muscato il pubblico deve essere libero di immaginare ciò che la musica suggerisce con la sua irruenza e forza narrativa, il che non è una scelta innovativa. Le scene ideate da Andrea Belli pertanto sono estremamente essenziali, la cui unica struttura a semicerchio si limita praticamente a circondare gli interpreti, senza illuminare particolarmente chi osserva. Non abbiamo compreso ahinoi lo spettacolino da circo in luogo della regata storica nel terzo atto, inoltre i costumi di Silvia Aymonino che dovrebbero caratterizzare ancor più l’epoca non colpiscono particolarmente per bellezza. Dal punto di vista drammaturgico ci è parso che gli interpreti fossero lasciati troppo a se stessi, portandosi quasi sempre fronte platea come in un concerto, quasi immortalati in un ruolo che li sfiora senza entrare definitivamente nelle loro corde, ed in un’opera come questa si perde il suo principale elemento: il pathos.

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ARCHIVIO STORICO TULLIO SERAFIN / Al via restauro e riordino di un patrimonio culturale inestimabile

Comunicato stampa

Con il via libera della Soprintendenza. Parte dei costi coperti dalla Regione; ora si cercano mecenati per portare a termine il progetto

Archivio storico Tullio Serafin: iniziati i lavori

di restauro e riordino dei documenti musicali e storici

appartenuti al grande direttore d’orchestra

 

Sono iniziati in queste settimane i lavori di restauro e riordino dell’Archivio storico Tullio Serafin, che dal 2017 ha sede a Vicenza e conserva prezioso materiale appartenuto al celebre direttore d’orchestra veneto (1878-1968). Presieduto da Andrea Castello, noto anche come direttore artistico del festival Vicenza in Lirica, l’Archivio è stato dichiarato di “interesse storico particolare” dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e del Trentino - Alto Adige nell’ottobre del 2018 e successivamente di “interesse locale” da parte della Regione del Veneto.

Ed è proprio la Soprintendenza  ad aver dato il via libera al restauro di 23 tra spartiti e partiture, operazione che l’Archivio ha affidato alla veneziana Cecilia Peretti, restauratrice specializzata in questo tipo di interventi con all’attivo collaborazioni di prestigio, con istituzioni come la Bibliotheca Hertziana del Max-Planck-Institut fur Kunstgeschichte e l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Ma via libera dalla Soprintendenza anche al complessivo riordino dell’Archivio, in particolare per quanto riguarda carteggi, spartiti, partiture, rassegna stampa e fotografie, incarico affidato all’archivista vicentino Andrea Spaliviero, già attivo presso numerosi enti e istituzioni .

L’archivio conta 101 tra spartiti e partiture appartenuti a Tullio Serafin  e anche alla moglie, il soprano Elena Rakowska (1876-1964), oltre a fotografie e lettere inviate al Maestro da personaggi come Maria Callas, Ildebrando Pizzetti, Gian Francesco Malipiero, Giuseppe Verdi, Richard Strauss, Gabriele D’Annunzio, Italo Montemezzi, Franco Alfano, casa Savoia e altri; vi si trovano inoltre lettere alla famiglia inviate dal maestro e articoli apparsi sulla stampa dell’epoca. Tra i cimeli, da segnalare alcune onorificenze attribuite a Tullio Serafin, diplomi, abiti, due bacchette, il suo metronomo e il suo violino, risalente ai primi del ‘900.

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