Comunicato stampa
Con il via libera della Soprintendenza. Parte dei costi coperti dalla Regione; ora si cercano mecenati per portare a termine il progetto
Archivio storico Tullio Serafin: iniziati i lavori
di restauro e riordino dei documenti musicali e storici
appartenuti al grande direttore d’orchestra
Sono iniziati in queste settimane i lavori di restauro e riordino dell’Archivio storico Tullio Serafin, che dal 2017 ha sede a Vicenza e conserva prezioso materiale appartenuto al celebre direttore d’orchestra veneto (1878-1968). Presieduto da Andrea Castello, noto anche come direttore artistico del festival Vicenza in Lirica, l’Archivio è stato dichiarato di “interesse storico particolare” dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e del Trentino - Alto Adige nell’ottobre del 2018 e successivamente di “interesse locale” da parte della Regione del Veneto.
Ed è proprio la Soprintendenza ad aver dato il via libera al restauro di 23 tra spartiti e partiture, operazione che l’Archivio ha affidato alla veneziana Cecilia Peretti, restauratrice specializzata in questo tipo di interventi con all’attivo collaborazioni di prestigio, con istituzioni come la Bibliotheca Hertziana del Max-Planck-Institut fur Kunstgeschichte e l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
Ma via libera dalla Soprintendenza anche al complessivo riordino dell’Archivio, in particolare per quanto riguarda carteggi, spartiti, partiture, rassegna stampa e fotografie, incarico affidato all’archivista vicentino Andrea Spaliviero, già attivo presso numerosi enti e istituzioni .
L’archivio conta 101 tra spartiti e partiture appartenuti a Tullio Serafin e anche alla moglie, il soprano Elena Rakowska (1876-1964), oltre a fotografie e lettere inviate al Maestro da personaggi come Maria Callas, Ildebrando Pizzetti, Gian Francesco Malipiero, Giuseppe Verdi, Richard Strauss, Gabriele D’Annunzio, Italo Montemezzi, Franco Alfano, casa Savoia e altri; vi si trovano inoltre lettere alla famiglia inviate dal maestro e articoli apparsi sulla stampa dell’epoca. Tra i cimeli, da segnalare alcune onorificenze attribuite a Tullio Serafin, diplomi, abiti, due bacchette, il suo metronomo e il suo violino, risalente ai primi del ‘900.