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Addio a Mirella Freni - comunicato del manager Jack Mastroianni

MIRELLA FRENI

27 febbraio 1935 – 9 febbraio 2020

La scomparsa del soprano Mirella Freni (all’eta di 84 anni), avvenuta il 9 febbraio 2020 dopo una lunga malattia degenerativa è stata resa nota con profonda tristezza da Jack Mastroianni, suo manager di una vita. Una delle grandi artiste della seconda metà del ‘900, Mirella Freni si è spenta nella sua casa di Modena circondata dai suoi familiari: la figlia Micaela Magiera, i nipoti Gaia e Mattia Previdi, il cognato Matteo Cuoghi, la sorella Marta e la sua amica di sempre Fausta Mantovani. Mirella Freni era stata sposata con il Maestro Leone Magiera e in seconde nozze per oltre trent’anni con il noto basso bulgaro Nicolai Ghiaurov, scomparso nel 2004.

Nata a Modena il 27 febbraio 1935, Mirella Freni debuttò nel ruolo di Micaela nella Carmen di Bizet il 3 marzo 1955. Fin dall’inizio della sua carriera il fascino della voce e la sua vivace personalità nei repertori mozartiani e belcantistici le hanno fatto guadagnare l’affetto del pubblico e dei colleghi. Un caso felice portò all’incontro tra Freni ed Herbert von Karajan alla Scala per la prima della leggendaria produzione di Zeffirelli della Bohéme del 1963. In Mirella Freni, Karajan trovò la sua “Mimì” ideale, insieme ad un’affine spirito artistico. Cominciò così una fruttuosa collaborazione durata oltre vent’anni nel corso della quale l’artista iniziò a interpretare con grande giudizio ruoli più impegnativi, per esempio Otello, Requiem, Boccanegra di Verdi, o Manon Lescaut di Puccini, oppure Onegin di Čajkovskij e Adriana di Cilea. Al tempo stesso “Mimì” rimaneva il suo “cavallo di battaglia”.

Mirella Freni era nota per la sua disciplina vocale, unita alla sua capacità di rifiutare ruoli vocalmente compromettenti, come quando declinò l’invito di Karajan a interpretare il ruolo del titolo nella Turandot di Puccini. Grazie a ciò Mirella Freni raggiunse il quinto ed ultimo decennio della sua carriera con voce fresca e con il desiderio di ampliare il suo repertorio interpretando opere russe e veriste, come La Dama di picche e La pulzella d’Orleans di Čajkovskij, o Fedora di Giordano.

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IL CARNEVALE 2020 DELLA FENICE

COMUNICATO STAMPA                                                                                            Venezia, febbraio  2020

La grande danza contemporanea con un balletto di John Neumeier dedicato a Eleonora Duse, il capolavoro buffo di Pergolesi, La serva padrona, e un gioiello del belcanto qual è L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti; ma anche una originale performance di prosa e musica ambientata nella Venezia di fine Settecento, intitolata Fantasmagorie. Vita, morte e miracoli di Pulcinella: è il ricco e divertente programma di spettacoli che saranno in scena al Teatro La Fenice, nelle Sale Apollinee del Teatro di Campo San Fantin e al Teatro Malibran nel periodo del carnevale di Venezia, da sabato 8 febbraio al martedì grasso 25 febbraio 2020.

            E il programma si arricchisce ancor di più con la seconda edizione del Carnival Cocktail, l’aperitivo accompagnato da dj set che si svolgerà nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice nei giorni più ‘caldi’ del carnevale in laguna: giovedì 20 febbraio e domenica 23 febbraio, dopo le recite dell’Elisir d’amore rispettivamente alle ore 19.00 e alle ore 17.00, il pubblico potrà brindare, in maschera, al ritmo della musica della consolle.

Nei primi giorni della festività carnevalesca, il Teatro La Fenice ospiterà un omaggio a Eleonora Duse firmato John Neumeier. Per le sue «fantasie coreografiche» del 2015, intitolate semplicemente Duse, Neumeier si è ispirato ad alcuni episodi della vita di questa leggendaria attrice, che tra fine Ottocento e primo Novecento influenzò celebrità disparate come Rainer Maria Rilke, Isadora Duncan, Arrigo Boito e Gabriele D’Annunzio. Incantato dal carisma artistico e professionale della Duse, dalla sua costante ricerca di un nuovo ideale teatrale e dai tanti suoi rapporti di odio/amore, Neumeier ha sviluppato una visione soggettiva della biografia di lei: rinunciando a un approccio documentaristico, ha inventato situazioni e immagini per evocare l’essenza di quella personalità unica. Così come è unica la personalità della sua interprete, Alessandra Ferri, che vestirà i panni della Duse in dialogo con i ballerini dell’Hamburg Ballett John Neumeier, mentre le musiche di Benjamin Britten e Arvo Pärt saranno eseguite dal vivo dall’Orchestra del Teatro La Fenice diretta da Luciano Di Martino. Dopo il debutto nel 2015 ad Amburgo, Duse ha avuto moltissime repliche in tutta la Germania: quella al Teatro La Fenice – nei giorni 5, 6, 7, 8 e 9 febbraio 2020 – sarà la prima rappresentazione italiana in esclusiva. 

A stretto giro si succederanno poi due capolavori comici del teatro musicale, appartenenti a due diversissimi momenti della storia del melodramma. La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi debuttò nel 1733 al Teatro San Bartolomeo di Napoli come una coppia di intermezzi fra i tre atti del Prigionier superbo, un’opera seria dello stesso Pergolesi. La lieve trama utilizza due personaggi comici di lungo corso: il ricco Uberto (basso) è un maturo scapolo che vive da solo con la sua sfrontata cameriera Serpina (soprano) e col servitore Vespone (ruolo muto). Dopo una serie di intrighi e accesi contrasti ritratti in cinque arie e due duetti, Uberto acconsente infine a sposare Serpina. Fondandosi su analoghi lavori precedenti di Albinoni e di Hasse, Pergolesi e il suo librettista Gennarantonio Federico crearono un capolavoro in miniatura, un sempreverde che trionfa ancor oggi in tutti i teatri operistici del mondo. Lo spettacolo – che si avvarrà della regia di Francesco Bellotto e vedrà in buca l’Orchestra barocca del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia guidata dal primo violino concertatore Enrico Parizzi – è parte di Opera Giovani, il progetto realizzato dalla Fenice in collaborazione con il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia pensato per il pubblico delle scuole, delle famiglie e delle nuove generazioni. Tre le recite in programma al Teatro Malibran: il 13, 14 e 15 febbraio 2020.

L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani, debuttò invece al Teatro della Canobbiana di Milano il 12 maggio 1832. La sua partitura, ricolma di melodie incantevoli, è forse la più piacevole mai composta da Donizetti nel genere comico. Nel primo atto è degna di nota la vivacità nello sproloquio autopromozionale del ciarlatano dottor Dulcamara e nel suo duetto col povero ragazzo Nemorino, innamorato senza speranza di Adina, la capricciosa bella del villaggio. Pezzi forti del secondo atto sono il coro «Cantiamo, facciam brindisi», la barcarola «Io son ricco e tu sei bella», il quartetto «Dell’elisir mirabile», il duetto Adina-Dulcamara «Quanto amore», e infine la soave ballata di Nemorino «Una furtiva lagrima», cavallo di battaglia del repertorio tenorile. Lo spettacolo sarà in scena nell’allestimento firmato dal regista Bepi Morassi con le scene e i costumi di Gianmaurizio Fercioni, mentre l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice saranno guidati da Jader Bignamini. Nove le recite previste al Teatro La Fenice: il 15, 16, 18, 19, 20, 21, 22, 23 e 25 febbraio 2020.

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PALLA DE’ MOZZI, GINO MARINUZZI – TEATRO LIRICO DI CAGLIARI, RECITA DI SABATO 1 FEBBRAIO 2020; PRIMA ESECUZIONE IN TEMPI MODERNI

Ancora una volta il Teatro Lirico di Cagliari propone una operazione molto ardita, inaugurando anche quest’anno la stagione operistica con una riscoperta, una prima esecuzione in tempi moderni, scegliendo per la precisione uno dei componimenti di Gino Marinuzzi, grandissimo direttore d’orchestra italiano ed anche compositore vissuto tra fine Ottocento e la prima metà del Novecento del secolo scorso.  Palla de’ Mozzi fu scritta nel 1932 e visse un decennio di buona fortuna nei teatri italiani, poi più nulla fino a quando i discendenti del Maestro hanno potuto riascoltarne le musiche dopo quasi ottant’anni di oblio, proprio all’inizio del nuovo decennio del nostro secolo. In essa vi è certo l’esperienza musicale del direttore d’orchestra, dell’appassionato di Wagner e la maestosità delle sue opere, dell’amore per Richard Strauss ed i suoi componimenti, ma anche la passione dirompente del melodramma italiano dell’Ottocento con i suoi grandi esponenti che tanto diresse nella sua carriera. In ‘Palla de’ Mozzi’ risuonano echi di melodie popolari, tumulti di eserciti e fuochi di passioni amorose, intrecciate in modo tale da servire ad una trama a nostro avviso piuttosto semplice, che dunque necessita di una forza particolare nell’accompagnamento per ‘spiccare il volo’. Il tema della battaglia e dell’assedio cui si fonda il libretto, con i suoi risvolti morali per i protagonisti dalle vite intrecciate, caricano di forza la musica, sì da restare costantemente ‘in tiro’, se ci è concessa l’espressione, portando i protagonisti ad un canto quasi sempre sulla tessitura più alta, con rari momenti di distensione. Di conseguenza anche il Maestro Giuseppe Grazioli ha condotto l’Orchestra del Lirico sempre alla ricerca di un suono teso, dirompente, che esalti e forse completi ciò che avviene in scena, anche se talvolta piuttosto uniforme nei volumi per così dire ‘importanti’.

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CRESCE ULTERIORMENTE NEL 2020 IL NUMERO COMPLESSIVO DEGLI ABBONATI
AL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA


 

Si avvia alla conclusione la campagna abbonamenti 2020 del Teatro Comunale di Bologna, registrando dati particolarmente positivi rispetto sia al numero di abbonati sia all'incasso di biglietteria. Dal raffronto sul triennio 2018-2020 emerge che il totale complessivo di abbonati alle Stagioni d'Opera, Sinfonica e Danza supera il 30% di incremento, raggiungendo quota 4.100 circa, mentre sfiora un aumento del 40% l'introito di biglietteria.

Dopo l'importante crescita riscontrata già nel 2019 rispetto al 2018 (25% ca. in più di abbonati e di incasso), anche il 2020 conferma la tendenza positiva guadagnando sull'anno precedente un + 5% ca. di abbonati e un + 12% ca. di proventi.

Un dato particolarmente significativo riguarda gli abbonati alla Stagione Sinfonica 2020: sono 933, contro i 705 del 2019. Crescono ancora di oltre il 5% gli abbonamenti alla Stagione Danza, introdotti con successo nel 2019, mentre si confermano in linea con l'anno scorso quelli alla Stagione d'Opera.

Se nel 2018 l'incasso totale di biglietteria proveniente dalla vendita abbonamenti era di 1.102.000 euro, nel 2019 è stato di 1.376.000 euro e nel 2020 ha raggiunto quota 1.532.000 euro.

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Teatro Comunale di Bologna: i costumi di scena per la nuova mostra-mercato Opera Vintage, sabato 8 febbraio 2020

Comunicato stampa

I costumi di scena per la nuova mostra-mercato Opera Vintage al Comunale di Bologna 


In collaborazione con Confcommercio Ascom Bologna e Comune di Bologna

Sabato 8 febbraio 2020, dalle 10.00 alle 18.00


Bologna, Foyer Respighi del Teatro Comunale

Oltre 300 capi provenienti da costumi di scena storici e moderni selezionati dai magazzini del Teatro Comunale di Bologna saranno esposti e messi in vendita in occasione della nuova mostra-mercato “Opera Vintage”, in programma sabato 8 febbraio dalle 10 alle 18 nel Foyer Respighi, promossa in collaborazione con Confcommercio Ascom Bologna e con il Comune di Bologna.

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R. WAGNER, TRISTAN UND ISOLDE - TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, DOMENICA 26 GENNAIO 2020

Per l'apertura della nuova stagione, il Teatro Comunale di Bologna ha prodotto assieme al Teatro de La Monnaie di Bruxelles, dove ha debuttato lo scorso maggio, un nuovo allestimento di Tristan und Isolde di Richard Wagner.

Lo spettacolo porta la firma di Ralf Pleger alla regia e Alexander Polzin alle scene ed è un lavoro che si colloca sulla scia di certi allestimenti concettuali tornati tanto di moda in questo periodo, soprattutto nell'area transalpina.

Nulla da eccepire, soprattutto se affrontato su di una partitura come appunto Tristan und Isolde dove la drammaturgia latita, l'azione pure, e lavorare su di uno spazio metafisico, quasi cerebrale, può risultare una carta vincente.

Non è il caso di Bologna dove abbiamo assistito invece ad uno spettacolo, a nostro personalissimo avviso, di una bruttezza disarmante oltre che vuoto di concetti, se si escludono delle strampalate idee che il regista Pleger enuncia nelle sue note di regia.

Per il regista e filmmaker tedesco, la musica di Wagner sarebbe stata scritta sotto l'influenza di droghe e il suo Tristan altro non è che il risultato "psichedelico" di allucinazioni dovute alla assunzione di psicofarmaci e droghe che hanno comportato una deviata percezione sulla nostra "normale' visione del mondo.

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Nuovo appuntamento per la Fondazione Haydn con Don Giovanni a Trento l'8 e il 9 febbraio

FONDAZIONE HAYDN DI BOLZANO E TRENTO

COMUNICATO STAMPA

Don Giovanni

 di Wolfgang Amadeus Mozart

regia di Cristina Pezzoli

Sabato 8 e domenica 9 febbraio

al Teatro Sociale di Trento

 

UN LIBERTINO ETERNO BAMBINO

La quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento propone al Teatro Sociale di Trento una rilettura “al femminile” dell’intramontabile mito del libertino mozartiano.

La quinta stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, dopo l’avvio bolzanino con il dittico Radames-Lohengrin, prosegue al Teatro Sociale di Trento, sabato 8 (ore 20) e domenica 9 febbraio (ore 17), con uno dei capolavori di Wolfgang Amadeus Mozart: Don Giovanni. L’opera del genio salisburghese verrà proposta in un nuovo allestimento - coprodotto da Fondazione Haydn, Teatro di Pisa, Teatro Goldoni di Livorno e Teatro del Giglio di Lucca – che reca la firma della regista Cristina Pezzoli. L’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento sarà diretta nell’occasione da Francesco Pasqualetti. Scene e costumi di Giacomo Andrico. Luci di Valerio Alfieri. Coreografie di Arianna Benedetti. Corpo di ballo Nuovo Balletto di Toscana. Coro Ars Lyrica diretto da Marco Bargagna.

Il cast è formato da cantanti tra i migliori del panorama italiano: Daniele Antonangeli (Don Giovanni), Paolo Pecchioli (Il Commendatore), Sonia Ciani (Donna Anna), Raffaella Milanesi (Donna Elvira), Federica Livi (Zerlina), Diego Godoy (Don Ottavio), Nicola Ziccardi (Leporello), Francesco Vultaggio (Masetto).

Nella sua regia Cristina Pezzoli vede Don Giovanni da un’angolazione femminile, descrivendo il protagonista come un eterno bambino: “Penso che ogni donna possa facilmente riportare alla memoria i ‘dongiovanni’ con cui ha avuto a che fare e immagino cosa ci si potrebbe aspettare da una ‘lettura al femminile’ di Don Giovanni, ma io non sono inte­ressata a fare di quest’opera e di questo personaggio una lettura post femminista”  – spiega la regista – “Il Don Giovanni mozartiano esige di essere rappresentato con una maggiore complessità, sospendendo il giudizio morale sulle malefatte dell’empio, alla ricerca del suo nucleo fondativo profondo”. Don Giovanni diviene così “un personaggio mosso dal bisogno incessante di gioco e conoscenza, che prende tutto poco sul serio: la vita, le donne, Dio, la morte”. Un Circo Nero ospiterà immagini, visioni, numeri ludici dalla notte delle malefatte sino al momento della punizione divina.

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LUCIA DI LAMMERMOOR, GAETANO DONIZETTI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 26 GENNAIO 2020

Gennaio è un mese di inaugurazioni, di riprese e di ritorni, come quello di Lucia di Lammermoor al Teatro Filarmonico di Verona, che torna dopo lo spettacolo del 2014 ad inaugurare la stagione operistica del nuovo anno, che poi come sempre proseguirà in Arena ad inizio estate. Una scelta prudente quella della Fondazione Arena, che porta sul palco uno spettacolo già rodato del Teatro Verdi di Salerno e del regista Renzo Giacchieri che si è occupato di questo capolavoro sin dal 1984 con diversi allestimenti. Non c’è nessuna idea particolarmente originale o rivoluzionaria da parte del regista, ma semplicemente il gusto di seguire il libretto e gli eventi così come li si percepisce e con una ambientazione, curata da Alfredo Troisi, in grado di portare il mood della tragedia anche alla mente di chi osserva. Ne nasce uno spettacolo lineare, semplice ed efficace, di stampo tradizionale  con qualche accorgimento grafico al computer per rendere più suggestiva, ad esempio, l’idea di sangue versato e della tragedia di fondo. Al centro della narrazione vi è però non la truculenza dell’atto di Lucia, bensì il suo dramma mentale, la repulsione verso quello sposo affibbiatole per interesse in opposizione all’amore incondizionato che ella provava per il giovane Ravenswood. Dunque vi è una accentuazione estrema sulla parte del soprano per il suo agire, in una escalation di incredulità che si trasforma in follia. Attorno a lei ruotano tutti gli altri personaggi che in un modo o nell’altro causano o subiscono gli eventi.

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CONCERTO DELL’ASSOCIAZIONE VERONA LIRICA AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA  - DOMENICA 19 GENNAIO 2020 

L’associazione Verona lirica prosegue ormai da anni la sua missione di portare in concerto artisti nuovi o già affermati con l’intento di regalare momenti musicali interessanti e perché no gioviali ad un pubblico sempre più vasto che possa beneficiare di quanto la nostra cultura ha di più alto da offrire in campo musicale. Arie d’opera e pezzi di musica strumentale sono la formula adottata per quando si ha a disposizione un ensemble musicale del calibro del Trio Verona Lirica composto da Roberto Corlianò al pianoforte, Gunther Sanin al violino e Sara Airoldi al violoncello. Con loro il soprano Roberta Mantegna, il mezzosoprano Chiara Amarù, il tenore Giorgio Misseri ed il basso Biagio Pizzuti.

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Palla de’ Mozzi di Gino Marinuzzi, preziosa rarità musicale del 1932,inaugura la Stagione lirica e di balletto 2020 al Teatro Lirico di Cagliari

COMUNICATO STAMPA

Venerdì 31 gennaio alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2020 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione attesa dal numeroso pubblico che propone un ricco cartellone di opere e balletto. Nello specifico sono previste sette opere ed un balletto per i nove turni di abbonamento (oltre alle recite mattutine rivolte alle scuole), a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle sette opere sono: Palla de’ Mozzi, Pagliacci, West Side Story, La rondine, La Bohème, Luisa Miller, Aida ed il classico Spartacus per il balletto. Due saranno le nuove produzioni, alle quali va aggiunta un’importante acquisizione dal Teatro alla Scala di Milano.

Anche la Stagione 2020 è tesa a valorizzare la grande Opera italiana con i più significativi compositori dell’Ottocento e Novecento: Verdi, Puccini e Leoncavallo. Un cartellone di equilibrio tra la musica di repertorio e quella più “nascosta” e sconosciuta, alla quale il Teatro Lirico di Cagliari pone sempre molta attenzione nel rendersi attivo nella sua promozione culturale e non solo nella sua tutela e salvaguardia. Due infatti sono le novità assolute e riguardano le figure di Gino Marinuzzi, compositore da molti ritenuto anche uno dei più grandi direttori d’orchestra del Novecento, e di Leonard Bernstein, geniale compositore, pianista e direttore d’orchestra statunitense, uno dei musicisti più noti e amati della seconda metà del secolo scorso.

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RADAMES & LOHENGRIN, PÉTER EÖTVÖS, SALVATORE SCIARRINO – TEATRO COMUNALE DI BOLZANO, SABATO 18 GENNAIO 2020

La Fondazione Haydn prosegue il suo viaggio attraverso la musica contemporanea con la nuova stagione intitolata Angel or demon, in linea con le introspezione ed i temi toccati finora con il progetto Opera 20.21. È la volta di un dittico in cui la musica di Péter Eötvös e di Salvatore Sciarrino fanno da sfondo a due vicende ispirate al mondo dell'opera lirica ma sono molto distanti tra loro per contenuti ed atmosfere. 

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LUCREZIA BORGIA, GAETANO DONIZETTI - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 17 GENNAIO 2020

Sono i grandi traumi a renderci le persone che siamo.

Nello specifico, secondo la visione registica di Andrea Bernard, Lucrezia Borgia è diventata la donna che tutti conosciamo a causa della sua maternità rubata.

Il figlio perduto è la sua ossessione come dimostrano la culla onnipresente in scena, il latte materno che diventa l'antidoto al veleno e la morte trovata pugnalandosi i seni.

Il regista bolzanino porta avanti la sua idea fino in fondo, fa recitare tutti e, al netto di qualche eccesso nelle scene di gruppo, convince pienamente.

Le scene di Alberto Beltrame, arricchite dalle azzeccatissime luci di Marco Alba, sono essenziali, eleganti e soprattutto funzionali allo spettacolo, e non viceversa. Eleganti e atemporali i costumi di Elena Beccaro.

Il contributo decisivo al successo è quello della protagonista Carmela Remigio per cui era praticamente nata la produzione già andata in scena al Festival Donizetti e in seguito nel circuito emiliano.

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A HAND OF BRIDGE , SAMUEL BARBER/ IL CASTELLO DEL PRINCIPE BARBABLÙ, BÉLA BARTÓK – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 17 GENNAIO 2020

La Fenice di Venezia apre l'anno nuovo con un doppio appuntamento molto particolare che vede impegnato il regista Fabio Ceresa nel concepire due storie in cui la vita di coppia è tutt'altro che facile, tanto nel reale con Barber, per la prima parte, quanto nella favola truculenta con Bartók per la seconda parte. 'A hand of bridge' è uno scorcio di vita famigliare in cui nessuna delle due coppie protagoniste è realmente felice e nell'arco di questa mano di gioco i quattro giocatori si lasciano andare a fantasie che portano lontano la loro mente. La stanza da gioco è allestita con un tavolo lungo il quale sono disposte le coppie e davanti a cui si materializzano le rispettive fantasie. Per una composizione brevissima Ceresa non si è risparimato in costumi, opera di Giuseppe Palella, comparse e coreografie curate da Mattia Agatiello per un effetto visivo garbato ed attraente. I protagonisti hanno dato tutto il possibile nei brevissimi interventi a loro destinati. Annunciato  indisposto, Gidon Saks ha in un certo modo assecondato la sua voce per esprimere un personaggio estremamente sofferente; il suo David recita più che cantare e le sue visioni immerso nei soldi e nel desiderio di una vita diversa dall'attuale sono sottolineati da un canto nervoso se non nevrotico; così la consorte di mezza età interpretata da Ausrine Stundyte è una donna tormentata dai fantasmi del passato e dal suo rapporto difficile con la madre; chiaro che anche per lei esprimersi con foga e sofferenza, anche grazie al timbro robusto che possiede, è stata la cifra interpretativa del ruolo di Geraldine. Più particolare e magari affine al pubblico la coppia Sally/ Billy. Lui uomo gelosissimo dell'amante con allucinazioni rosate che esprimono un desiderio di dolcezza evidentemente inappagato, lei del tutto presa dal meraviglioso cappellino visto in una vetrina. Tanto la Sally di  Manuela Custer è esplicitamente civettuola e frivola, in certi vezzi vocali che si concede, tanto il 'suo' compagno Billy,  Christopher Lemmings, è visionario e quasi ridicolo nei desideri maschili piuttosto scontati, con una voce che ne sottolinea le intenzioni.  E come fossimo entrati in una stanza sbirciando dalla finestra ne usciamo all'improvviso con le luci che si estinguono pian piano, tutte calibrate su toni del grigio, come la vita delle due coppie, del rosa dei sogni e del bianco e nero.

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ASOLO MUSICA - Auditorio "lo Squero" - Stagione concertistica 2020 - Fondazione Giorgio Cini ­ Isola di San Giorgio Maggiore - Venezia

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Anche per il 2020 lo Squero, affascinante sala da concerti che si affaccia sull'Isola di S. Giorgio Maggiore a Venezia, ospiterà  la quinta stagione di concerti, organizzata da Asolo Musica in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini, che si svolgerà dal 1 febbraio  al  12 dicembre 2020.

All'Auditorium Lo Squero, affascinante sala da concerti sorta nel luogo di un'antica officina per la riparazione delle gondole sull'Isola di S. Giorgio Maggiore a Venezia, prende le mosse il prossimo 1 febbraio 2020 fino a 12 dicembre 2020, la quinta stagione musicale realizzata da Asolo Musica in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini, il sostegno di Mibact e Regione Veneto e la partecipazione di Pro-Gest, Un'occasione straordinaria per godere della suggestione del luogo e per ascoltare alcuni dei migliori musicisti veneti in attività, oltre ad alcuni attesissimi ospiti stranieri.

Tutti i concerti avranno inizio alle 17.00.

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LA STAGIONE D'OPERA DEL TEATRO PONCHIELLI SI CHIUDE CON L'HEURE ESPAGNOLE E GIANNI SCHICCHI

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Stagione d’Opera 2019-20

La Stagione d’Opera 2019.20 del Teatro Ponchielli si chiude con l’effervescente dittico composto da L’Heureespagnole di Maurice Ravel e Gianni Schicchi di Giacomo Puccini. I due capolavori del repertorio comico del Novecento andranno in scena venerdì 17 gennaio (ore 20.30) e domenica 19 gennaio (ore 15.30), per la regia di Carmelo Rifici direttore artistico di LuganinScena e la direzione d’orchestra di Sergio Alapont, uno dei direttori di spicco della sua generazione.

Biglietteria del Teatro: aperta dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30, tel. 0372.022001 e 0372.022002.

Prezzi dei biglietti:

platea/palchi € 60 – galleria € 38 - loggione € 22.

Biglietti online sul sitowww.vivaticket.it

venerdì 17 gennaio, ore 20.30 (turno A)

domenica 19 gennaio, ore 15.30 (turno B)

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In scena "Piacere, Rossini!" nel foyer del Teatro Lirico di Cagliari

comunicato stampa

Con lo spettacolo Piacere, Rossini!,

che vede l’Orchestra del Teatro Lirico diretta da Cristiano Del Monte,

prosegue l’attività musicale dedicata alle scuole ed ai giovani

Martedì 14 e mercoledì 15 gennaio alle 11, nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari, viene proposto nuovamente l’accattivante spettacolo, ideato per le scuole e per tutti i giovani, di introduzione ad alcune celeberrime opere liriche di Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 - Parigi, 1868), indiscusso genio della storia della musica di tutti i tempi ed intitolato Piacere, Rossini!. Si tratta di un emozionante viaggio musicale che vede impegnata l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, diretta da Cristiano Del Monte, direttore musicale di palcoscenico della Fondazione cagliaritana che ha, con ampio successo, collaborato spesso nell’attività musicale rivolta soprattutto ai giovani e alle scuole, che eseguiranno alcune delle pagine più conosciute del grande pesarese. Nel ruolo di narratore, nelle vesti ovviamente di Rossini, si esibisce il comico cagliaritano Massimiliano Medda.

Il programma musicale prevede le popolarissime sinfonie delle seguenti opere: Il signor Bruschino, Semiramide, L’Italiana in Algeri, Tancredi, Il Barbiere di Siviglia.

Lo spettacolo ha una durata complessiva di circa 50 minuti.

Per informazioni: Servizio promozione culturale, telefono 0704082326; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.

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Domenica 19 gennaio ore 16,30 al Teatro Pergolesi di Jesi in scena l'operetta “L’Acqua Cheta” di Novelli/Pietri , con la Compagnia Gabrielli-Campagnoli 1930

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Domenica 19 gennaio ore 16,30 al Teatro Pergolesi di Jesi va in scena “L’Acqua Cheta”, operetta in tre atti di Augusto Novelli e Giuseppe Pietri, con la Compagnia Gabrielli-Campagnoli 1930, la più antica compagnia di operette italiana.

“Le acque chete... rovinano i ponti”! È intorno a questo antico detto popolare toscano che si dipana la vicenda de “L’Acqua Cheta”, operetta in tre atti di Augusto Novelli e Giuseppe Pietri messa in scena per la prima volta il 27 novembre 1920 al Teatro Nazionale di Roma. “È nata l’operetta italiana”! fu il commento entusiasta di pubblico e critica, che ne decretarono il trionfo grazie alla fresca spontaneità della musica e della vicenda. In scena, le vicissitudini di una famiglia fiorentina movimentata dagli amoreggiamenti delle due graziose figlie, quindi una storia come tante, una storia “popolare”.

A rappresentarla domenica 19 gennaio alle 16.30 al Teatro Pergolesi di Jesi è la Compagnia Gabrielli-Campagnoli 1930, la più antica compagnia di operette italiana, che quest’anno festeggia il suo 90esimo anno di attività. La caratteristica principale della compagnia è mettere in scena le operette “come si faceva una volta”, con scenografie e costumi accurati, la presenza di un’orchestra e dando spazio ad una prosa frizzante, genuina e molto divertente.

Saliranno sul palcoscenico jesino 40 artisti, di cui 15 cantanti/attori, 8 ballerini e 17 coristi. Il Maestro Carlo Morganti dirige il “Time Machine Ensemble”, formazione nata per volontà di Casa Musicale Sonzogno e con il coinvolgimento della Fondazione Pergolesi Spontini, che coinvolge giovani solisti con l’obiettivo di realizzare progetti di riscoperta di grandi autori del Novecento o nuovi concept originali di spettacolo. Il Coro polifonico Vox Nova di Fabriano è diretto dal Maestro Alberto Signori. La regia è di Franco Bury, le coreografie sono di Elisabetta Corinaldi e Beatrice Strappa. In scena, Diego Santamarianova (Ulisse), Lilly Mugianesi (Rosa), Micaela Chiariotti (Anita), Lucia Chiatti (Ida), Gabriele Bernardini (Cecco), Maurizio Borri (Alfredo), Giovanni Sbergamo (Stinchi), Claudio Bartolucci (Asdrubale), Antonio Piccinini (Bigatti), Elena Schiavoni, Cristina Bimbo, Maria Luisa Violini (le vicine), Simone Sgalla (sposo), Gaia Borri (sposa), Luigi Tobaldi (padre della sposa). Nella compagnia di danza, sono Beatrice Strappa, Gabriele Gambini, Elisabetta Corinaldi, Mirco Compagnucci, Giorgia Giattini, Riccardo Tosi, Serena Tantucci, William Vernia.

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GABRIELE MUCCINO regista di Cavalleria rusticana e Pagliacci nella nuova produzione inaugurale del Festival lirico 2020 all’Arena di Verona

Gabriele Muccino regista di Cavalleria rusticana e Pagliacci

nella nuova produzione inaugurale del Festival lirico 2020

all’Arena di Verona

Pluripremiato regista di fama mondiale, tra i pochi italiani della sua generazione che ha saputo unire Cinecittà ad Hollywood in nome di importanti successi internazionali, Gabriele Muccino debutterà su uno dei palchi più emozionanti e prestigiosi del mondo nella regia d’opera di Cavalleria rusticana e Pagliacci,  dittico inaugurale del Festival 2020 all’Arena di Verona.

Debutto a sorpresa sul più grande palcoscenico d’opera del mondo per Gabriele Muccino, nome di punta del cinema internazionale, regista e sceneggiatore di successo, attento e sensibile interprete dell’Italia di oggi, a cui ha sempre saputo dare eco globale senza intaccarne l’autenticità. Dunque cifra stilistica perfetta per rileggere la passionalità del verismo italiano e tradurla nel migliore dei modi al grande pubblico internazionale, che ogni anno affolla da tutto il mondo le antiche pietre areniane.

Gabriele Muccino si troverà inoltre a dirigere più cast di primissimo piano nella sapiente alternanza di star del bel canto che la Fondazione sta pianificando, a partire dalla coppia Roberto Alagna e Aleksandra Kurzak, già annunciati per la serata di gala di Cavalleria e Pagliacci dell’8 agosto, in una continua ricerca di grandi voci che abbiano anche quelle doti attoriali che il teatro d’opera oggi richiede ai propri interpreti e che di certo la creatività di Muccino saprà sfruttare al meglio.

Dunque una stagione che dopo aver riportato le grandi voci al centro della scena, riprende il lavoro di ricerca sulla regia, accostando alle produzioni indimenticabili di Franco Zeffirelli, Gianfranco de Bosio, Hugo de Ana, Arnaud Bernard, che costituiscono il patrimonio storico della Fondazione, una nuova e inattesa sorpresa che saprà esaltare il connubio areniano di tradizione, spettacolare bellezza e modernità di approccio psicologico al dittico verista.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena si dichiara dunque molto soddisfatta di questo nuovo passo in avanti verso un 2020 che ha iniziato solo ora a dipanare le sue sorprese: «Gli allestimenti di Arena sono davvero il nostro patrimonio, perché a differenza di altri teatri, diventano il cuore delle nostre stagioni, un appuntamento imprescindibile per il nostro pubblico che ancora le cerca a distanza di anni, un tesoro di bellezza che parla dell’Italia nel mondo creando ogni anno un affascinante dialogo tra contemporaneità e tradizione, che costituisce uno degli elementi distintivi di Fondazione Arena. Gabriele Muccino è perfetto in Cavalleria e Pagliacci, titoli in cui l’approccio intimista e di scavo psicologico deve venir sottolineato pur nella dimensione spettacolare del nostro palco. Una nuova avventura per noi e per lui, nella consapevolezza che ciò che si fa in Arena rimarrà negli anni a venire ed è un progetto per il futuro: di certo un incentivo in più per un regista di spicco come lui».

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INAUGURAZIONE STAGIONE SINFONICA FONDAZIONE ARENA DI VERONA – CONCERTO DEDICATO A MOZART CON ALEXANDER LONQUICH, VENERDÌ 10 GENNAIO 2020

La stagione sinfonica della Fondazione Arena di Verona apre ufficialmente le porte al  nuovo anno nell’ambito degli eventi dedicati a Wolfgang Amadeus Mozart ed alla sua visita ufficiale a Verona avvenuta esattamente duecentocinquanta anni fa. Protagonista del concerto al Teatro Filarmonico cittadino sono stati l’Orchestra della Fondazione Arena ed il Maestro Alexander Lonquich in veste di pianista e direttore.

Non è facile scegliere come omaggiare il compositore austriaco considerando le innumerevoli esecuzioni in suo onore e la grande famigliarità con le sue opere. Per questa occasione il programma ha previsto comunque dei pezzi conosciuti ed apprezzati dal grande pubblico, eseguiti però con il tocco personale del direttore: la ‘Ouverture’, da Le nozze di Figaro, il  ‘Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 in si bemolle maggiore K 595’ e la ‘Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter” K 551’.

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Violanta di Korngold. La prima assoluta italiana è al Regio di Torino, dirige Steinberg

Stagione d’Opera e di Balletto 2019-2020

VIOLANTA

 

Pinchas Steinberg dirige Orchestra e Coro del Regio

per la prima esecuzione in Italia dell’opera di Korngold

Nuovo allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi

 

Teatro Regio, martedì 21 gennaio 2020 ore 20

 

Martedì 21 gennaio, alle ore 20, il Regio presenta in prima assoluta italiana l’opera in un atto unico Violanta di Erich Wolfgang Korngold. Pinchas Steinberg è alla guida dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio, quest’ultimo istruito da Andrea Secchi. Pier Luigi Pizzi firma regia, scene e costumi del nuovo allestimento. Violanta è Annemarie Kremer, Simone Trovai è interpretato da Michael Kupfer-Radecky, Alfonso Norman Reinhardt, Peter Sonn è Giovanni Bracca, Soula Parassidis è Bice, Anna Maria Chiuri è Barbara, Joan Folqué è Matteo, Cristiano Olivieri e Gabriel Alexander Wernick sono due soldati, Eugenia Braynova e Claudia De Pian due ancelle. Carlo Caputo è maestro al fortepiano.

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