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Omer Meir Wellber dirige al Teatro Massimo di Palermo "Evgenij Onegin" di Čajkovskij con la regia di Julien Chavaz

Comunicato Stampa, Palermo  maggio 2023

 

Dopo 24 anni di assenza torna dal 19 al 25 maggio sul palcoscenico del Teatro Massimo di Palermo il capolavoro del teatro musicale russo, “Evgenij Onegin”, di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

A dirigerlo Omer Meir Wellber con un cast che vede nei ruoli principali Carmen Giannattasio e Artur Rucinski. La regia è del regista svizzero Julien Chavaz.

Diretta streaming sulla Web Tv del Teatro, venerdì 19 maggio, dalle 20:00
 

Torna da venerdì 19 maggio alle 20:00, sul palcoscenico del Teatro Massimo di Palermo dopo 24 anni di assenza, Evgenij Onegin, l’opera lirica in tre atti e sette quadri, composta nel 1878 da Pëtr Il’ič Čajkovskij, nell’allestimento del Teatro dell’Opera di Magdeburgo e dell’Opéra de Lorraine. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo, dirige il maestro Omer Meir Wellber che l’aveva già fortemente voluta come opera inaugurale della Stagione 2021, poi sospesa e riprogrammata a causa del Covid. La mise en scène è del regista svizzero Julien Chavaz.

Una storia semplice, di inquietudini, disincanto, amori perduti e rimpianti, trasformata in un capolavoro in versi dal genio di Puškin e dalla sensibilità di Čajkovskij che ne ha fatto un’opera cardinale del teatro musicale.

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DUE GRANDI CLASSICI DEL ‘900 PER LA PRIMA VOLTA AL
FILARMONICO NEL 9° CONCERTO DI FONDAZIONE ARENA

COMUNICATO STAMPA

Costanza Principe, giovane e premiata pianista, esegue il 4° Concerto di Rachmaninov, rara pagina prediletta dai grandi maestri. Al debutto sul podio veronese Valentin Uryupin, direttore in ascesa, al cimento con la 6^ Sinfonia di Šostakovič.
Rachmaninov, compositore e pianista russo tardoromantico di fama internazionale, si trasferì all’estero poco prima della Rivoluzione del 1917, per stabilirsi negli Stati Uniti dapprima idolatrato, poi col tempo diventando una sorta di grande inattuale, baluardo iper-romantico in mezzo a innovazioni e correnti musicali. Il suo Quarto concerto per pianoforte e orchestra (l’ultimo, eccettuate le Variazioni su tema di Paganini) vide la luce nel 1926 dopo lunga gestazione ed ebbe per altri quindici anni ritocchi e tagli. Il risultato (nei canonici tre movimenti con un Adagio in posizione centrale fra due Allegro vivace) è una sintesi della poetica di Rachmaninov, con uno sguardo al ‘900 intorno a lui: inalterate sono la ricca vena melodica, la densità dell’armonia e la varietà timbrica, nonché il virtuosismo richiesto allo strumento solista. Meno famoso del Secondo e del Terzo, il Quarto in sol minore ha sempre avuto estimatori e raffinati interpreti (uno per tutti:
Benedetti Michelangeli): caratteristica apprezzata dal pubblico e riconosciuta in vari premi alla concertista Costanza Principe, interprete già applaudita a Verona e qui al suo esordio con l’Orchestra di Fondazione Arena.
Debuttante di prestigio al Teatro Filarmonico è anche il direttore Valentin Uryupin, giovane ma già esperto conoscitore del repertorio tanto sinfonico quanto operistico. Dal poderoso organico dell’Orchestra areniana trarrà i colori della nostalgia di Rachmaninov, lontano dalla madrepatria e figlio di un tempo irrimediabilmente cambiato dalla rivoluzione, ma anche la stessa terra vista dallo sguardo realista e vigile di chi vi è rimasto anche durante il regime sovietico: spentosi Prokof’ev, lo scettro di massimo compositore russo vivente toccò a Dmitri Šostakovič. Prolifico sinfonista, dovette affrontare la scure della censura per tutti gli artisti non allineati, addirittura ritirando le proprie opere: dopo il successo ufficiale della Quinta sinfonia, desta scalpore la nascita nello stesso clima (1939) dell’anomala Sesta sinfonia in si minore (stesso numero e tonalità della Patetica, il testamento di Čajkovskij). Le anomalie stanno nella forma e nella sostanza: in luogo dei quattro tempi tradizionali, ve ne sono tre, di cui il primo è un misterioso Adagio seguito da due vivacissimi e brevi scherzi; una risata nervosa, ironica e distaccata, che stempera con un’amarezza allucinata la tensione accumulata nel lungo primo movimento. Šostakovič, ben conscio della pericolosità del suo presente, non dissimula la tensione, ma offre anche un piccolo Main Sponsor omaggio al (suo) passato: una citazione dell’amato Rossini, che sarebbe tornata anche nell’estremo lavoro da lui firmato. Il 9° concerto sinfonico debutta venerdì 12 maggio alle 20 e replica sabato 13 maggio alle 17, con una durata prevista di 85 minuti, compreso un intervallo. È possibile acquistare biglietti singoli ed esplorare la ricca primavera sinfonica veronese con i nuovi mini-carnet da 3 serate al link


https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico

Fondazione Arena di Verona desidera ringraziare BCC di Verona e Vicenza, per il sostegno alle attività della Stagione Artistica 2023 al Teatro Filarmonico in qualità di main sponsor. Novità 2023: il Preludio raddoppia e offre un’introduzione all’ascolto prima di ogni concerto. La rassegna Ritorno a teatro prosegue anche per la Stagione Sinfonica, fra le diverse iniziative di Arena Young, rivolte a studenti e personale di scuole, università, accademie. In questo percorso di avvicinamento all’opera e alla musica sinfonica, il mondo della Scuola potrà assistere agli spettacoli in cartellone al Teatro Filarmonico con l’opportunità di partecipare ad un Preludio nella prestigiosa Sala Maffeiana un’ora prima dell’inizio a cura della Fondazione Arena di Verona. Per il 9° concerto è possibile prenotare il Preludio di venerdì 12 alle 19 e quello di sabato 13 maggio alle 16. Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel 0458051933

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XI Festival Vicenza in Lirica

XI Festival Vicenza in Lirica

COMUNICATO STAMPA


"Festival Vicenza in Lirica…e rideremo delle farfalle dorate"
Dal 7 giugno al 10 settembre al Teatro Olimpico di Vicenza

Giunge all’undicesima edizione il "Festival Vicenza in Lirica…e rideremo delle farfalle dorate" ideato e promosso dall’associazione Concetto Armonico, con la direzione artistica di Andrea Castello.
Il Festival gode del sostegno del Ministero della Cultura, del sostegno e collaborazione del Comune di Vicenza e di AGSM AIM, del patrocinio della Regione del Veneto, del Teatro La Fenice di Venezia, del Comune di Sabbioneta e della collaborazione con l’Archivio storico Tullio Serafin.
Inoltre sponsor privati, partner e collaborazioni supportano l'iniziativa. È fondamentale la collaborazione con le Gallerie d’Italia - Vicenza, istituzione fra le prime a credere nel festival.
La rassegna, che trova ospitalità al Teatro Olimpico con un cartellone denso di proposte articolate dal 7 giugno al 10 settembre, per poi concludersi ad ottobre è presentata all'Odeo del Teatro Olimpico dall'amministrazione comunale e dal direttore artistico Andrea Castello.

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TCBO: OKSANA LYNIV ED EMMA DANTE INTERPRETANO I VESPRI SICILIANI DI VERDI

Debutta a Bologna l’allestimento dei Vespri siciliani di Giuseppe Verdi firmato dalla regista palermitana Emma Dante, che rilegge la “sua” Sicilia, e che vede la Direttrice musicale del Teatro Comunale Oksana Lyniv affrontare il titolo per la prima volta. Coprodotto con il Teatro di San Carlo di Napoli, il Teatro Real di Madrid e il Teatro Massimo di Palermo – dove è già andato in scena nel gennaio 2022 a trent’anni dalle stragi di mafia del 1992 nella versione originale francese – lo spettacolo è stato ripensato e riadattato dalla stessa Dante per i nuovi spazi della fondazione lirico-sinfonica felsinea al Comunale Nouveau, ed è proposto a partire da mercoledì 19 aprile ore 20 (repliche fino al 23 aprile) nella traduzione in lingua italiana di Arnaldo Fusinato.Le tragiche morti dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e degli uomini e donne delle loro scorte, innescarono una stagione di rivolta e di partecipazione della società civile, che generò tra le tante reazioni anche la riappropriazione di spazi cittadini. Alcuni di questi spazi hanno trovato posto nella messinscena di Emma Dante, dove la Palermo di oggi fa da sfondo alla storia di oppressione e di rivolta messa in musica da Verdi.Tra gli interpreti figurano voci verdiane di primo piano come quelle del soprano Roberta Mantegna nella parte della duchessa Elena, del tenore Stefano Secco in quella di Arrigo, del baritono Franco Vassallo nei panni di Guido di Monforte e del basso Riccardo Zanellato in quelli di Giovanni da Procida, nelle date del 19, 21 e 23 aprile. Si alternano con loro nei rispettivi ruoli, il 20 e 22 aprile, Sara Cortolezzis, Michal Lehotský, Gustavo Castillo e Fabrizio Beggi. Completano il cast Gabriele Sagona (Il Sire di Bethune), Ugo Guagliardo (Il conte di Vaudemont), Carlotta Vichi (Ninetta), Francesco Pittari (Danieli), Manuel Pierattelli (Tebaldo), Alessio Verna (Roberto) e Vasyl Solodkyy (Manfredo).Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau. I biglietti – da 20 a 160 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio. Info: www.tcbo.it / https://www.tcbo.it/eventi/i-vespri-siciliani/

 

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SVELATI I TITOLI PRINCIPALI DEL FESTIVAL VICENZA IN LIRICA 2023

Il festival Vicenza in Lirica, giunto alla sua undicesima edizione, svela i primi titoli in programma al Teatro Olimpico di Vicenza da giugno a settembre 2023. Il festival è organizzato dall’associazione Concetto Armonico con la direzione artistica di Andrea Castello, gode del sostegno del Ministero della Cultura, del sostegno e collaborazione del Comune di Vicenza, del patrocinio della Regione del Veneto e del sostegno di numerosi sponsor privati, linfa vitale per il principale festival di musica lirica, che si ripete dal 2013 nella città palladiana.

Saranno cinque i titoli al Teatro Olimpico di Vicenza, tra concerti ed opere, con protagonisti giovani cantanti lirici già avviati alla carriera, grandi nomi della lirica, orchestre ed ensemble di caratura internazionale. Non mancherà l’aspetto benefico, oltre che un’intesa attività di formazione attraverso le masterclass di canto lirico, l’Opera-Studio e il progetto “Artigiani all’Opera!” in collaborazione con Confartigianato Imprese Vicenza.

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SOFFIO DI PRIMAVERA: FONDAZIONE ARENA
RIPORTA A VERONA LA PASSIONE DI WERTHER

L’opera ispirata ai Dolori del giovane Werther va in scena con un giovane cast di prestigio.
L’allestimento di Stefano Vizioli, con un mondo intero che prende vita dalle appassionate lettere,
porta al Teatro Filarmonico l’amore più celebre del Romanticismo letterario.
Dirige Francesco Pasqualetti, per la prima volta alla guida dell’Orchestra arenianaIl richiesto e poliedrico Dmitry Korchak debutta al Filarmonico come protagonista di
Werther, ruolo ambìto da tutti i tenori, accanto alle Charlotte di Vasilisa Berzhanskaja e
Chiara Tirotta e all’Albert di Gëzim Myshketa ∙ Completano il cast artisti emergenti come
Granatiero, Park, Mezzaro, Sagona, Guglielmi, Todorovitch e i bimbi del coro di voci
bianche A.Li.Ve. diretti da Pasqualetti ∙ Il regista Vizioli guida la narrazione dell’opera in un
allestimento potentemente evocativo con le scene di Emanuele Sinisi, i costumi di Anna
Maria Heinreich, le luci di Vincenzo Raponi e i contributi video multimediali di Imaginarium
Creative studio ∙ Terzo titolo della Stagione Lirica 2023, Werther offre con la musica più
toccante di Massenet anche un’occasione imperdibile di ampliamento del repertorio per i
complessi di Fondazione Arena e per il pubblico del Teatro FilarmonicoWerther va in scena domenica 26 marzo (alle 15.30) e replica mercoledì 29 (alle 19), venerdì 31
(alle 20) e domenica 2 aprile (alle 15.30). Si ricorda che per l’accesso agli spettacoli non è più
obbligatoria la presentazione di certificazione verde né l’uso di mascherina. I biglietti sono
disponibili al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico

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ERNANI DI GIUSEPPE VERDI IN SCENA ALLA FENICE

 

Va in scena al Teatro La Fenice Ernani di Giuseppe Verdi. La quinta opera del catalogo verdiano – e la prima delle cinque commissioni del Teatro veneziano al bussetano – verrà ora proposta in un nuovo allestimento realizzato in coproduzione con il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, con la regia Andrea Bernard, le scene di Alberto Beltrame, i costumi di Elena Beccaro e il light design di Marco Alba, e con Riccardo Frizza alla testa dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice. Nel cast figureranno per i ruoli principali Anastasia Bartoli, Piero Pretti, Michele Pertusi ed Ernesto Petti. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro La Fenice il 16, 19, 22, 25, 28 marzo 2023 nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2022-2023. La prima di giovedì 16 marzo 2023 ore 19.00 sarà trasmessa in diretta su Rai Radio3.

 Il cast, prestigiosissimo, comprende Piero Pretti nel ruolo di Ernani, Ernesto Petti in quello di don Carlo; Michele Pertusi in quello di don Ruy Gomez de Silva, Anastasia Bartoli in quello di Elvira. Rosanna Lo Greco sarà Giovanna; Cristiano Olivieri, don Riccardo; Francesco Milanese, Jago. Maestro del Coro Alfonso Caiani.

            Ecco il dettaglio delle recite, con orari e turni di abbonamento: giovedì 16 marzo 2023 ore 19.00 (turno A); domenica 19 marzo ore 15.30 (turno B); mercoledì 22 marzo ore 19.00 (turno E); sabato 25 marzo ore 15.30 (turno C); martedì 28 marzo ore 19.00 (turno D). Per informazioni www.teatrolafenice.it

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RAI5: DANIEL HARDING E LEONIDAS KAVAKOS CON L’ORCHESTRA RAI


Ha segnato la quarta presenza sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai del grande direttore d’orchestra inglese Daniel Harding il concerto che Rai Cultura trasmette in prima visione tv venerdì 24 febbraio alle 21.15 su Rai5. La serata, registrata nell’aprile 2022, ha visto anche il primo incontro di Harding con il pubblico dell’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, essendosi svolti a porte chiuse tutti e tre i suoi precedenti concerti a causa della pandemia. 

Nato nel 1975 a Oxford, Daniel Harding ha iniziato giovanissimo la carriera come assistente prima di Sir Simon Rattle alla City of Birmingham Symphony Orchestra e poi di Claudio Abbado presso i Berliner Philharmoniker. Ha ricoperto incarichi presso l’Orchestre de Paris, la Mahler Chamber Orchestra, la London Symphony Orchestra e l’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese, ma è stato ospite di tutte le più prestigiose istituzioni musicali del mondo, dai Berliner e Wiener Philharmoniker al Festival di Salisburgo, al Teatro alla Scala. 

Per il suo ritorno con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai Harding è affiancato dal violinista greco Leonidas Kavakos, salito alla ribalta internazionale giovanissimo, dopo aver vinto il Concorso Sibelius nel 1985 e i Premi Paganini e Naumburg nel 1988. Da allora è protagonista con le compagini e i direttori più prestigiosi. Ospite frequente dell’OSN Rai fin dal 1999, propone Il Concerto n. 2 per violino e orchestra di Béla Bartók, scritto nel 1937 per il violinista Zoltán Székely ed eseguito per la prima volta nel 1939 ad Amsterdam.

Chiude la serata la Sinfonia n. 1 in do minore op. 68 di Johannes Brahms, ultimata nel 1876 ma i cui primi abbozzi risalgono al 1855. La distanza che intercorre tra l’inizio del lavoro e la sua conclusione è da ricondurre alla continua insoddisfazione e all’incessante ricerca di perfezione da parte del compositore tedesco. Nel Finale è possibile riconoscere una reminiscenza del celebre tema dell’Inno alla gioia di Beethoven. La prima esecuzione della Sinfonia in do minore, avvenuta il 4 novembre 1876 a Karlsruhe sotto la direzione di Felix Otto Dessoff, ebbe un grande successo. Il direttore d’orchestra Hans Von Bülow la ribattezzò la “Decima Sinfonia di Beethoven”, quasi a indicare in Brahms l’erede del compositore di Bonn.

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LA QUINTA DI MAHLER INAUGURA LA STAGIONE SINFONICA 2023 AL TEATRO FILARMONICO

Venerdì debutta la grande musica eseguita dall’Orchestra di Fondazione Arena, diretta dal maestro tedesco Eckehard Stier per la prima volta a Verona. In programma la celebre Quinta Sinfonia di Gustav Mahler, viaggio titanico in un mondo sonoro intenso e spettacolare Fra le novità del 2023, Arena Young raddoppia, offrendo per tutti i concerti i suoi Preludi introduttivi pensati per la Scuola ma aperti ad ogni fascia di pubblico.1° Concerto

Musiche di Mahler ∙ Eckehard Stier Direttore

Venerdì 24 febbraio ore 20.00
Sabato 25 febbraio ore 17.00
TEATRO FILARMONICO DI VERONA

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A Santa Cecilia Manfred Honeck dirige la Sinfonia n. 40 e la Messa K 427

Atteso dal pubblico ceciliano è il ritorno del direttore austriaco Manfred Honeck che giovedì 23 febbraio alle ore 19.30 (con repliche venerdì 24 febbraio alle ore 20.30 e sabato 25 febbraio alle ore 18) salirà nuovamente sul podio dell’Orchestra e del Coro di Santa Cecilia istruito da Piero Monti e, come lo scorso anno in occasione del Requiem del salisburghese, di nuovo per un programma interamente dedicato a Mozart. Musica “scomoda, […] rischiosa e difficile da suonare bene. Se fai troppo, è pericoloso; se non fai nulla, è orribile. Devi trovare l’effetto giusto, il tempo giusto”, ha affermato alcuni anni fa il direttore in un’intervista. Honeck, regolarmente ospite di Santa Cecilia fin dal 2013, è Direttore Musicale della Pittsburgh Symphony Orchestra, dove rimarrà fino al termine della stagione 2027-2028 (“Un gentleman austriaco con un’orchestra a Pittsburgh”, ha titolato il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung) e dirige abitualmente le orchestre più blasonate: Berliner e Wiener Philharmoniker, Gewandhausorchester di Lipsia, Staatskapelle di Dresda, Royal Concertgebouw Orchestra, London Symphony Orchestra, solo per citare le più celebri. Lo scorso autunno ha debuttato al Metropolitan di New York, e nel 2018 la giuria dell’International Classical Music Awards lo ha eletto "Artist of the Year".

Honeck salirà dunque sul podio per la Sinfonia n. 40 di Mozart, che attacca con uno dei temi più suggestivi e straordinari mai concepiti in musica, mentre nella seconda parte sarà la volta della Grande Messa in do minore K 427. Come ha dichiarato lo stesso Honeck “la Messa che ha composto nel 1782 è stata un’offerta votiva (per il superamento delle difficoltà che si frapponevano al suo matrimonio e come dono a Konstanze, ndr.) per la moglie […]. Per me rappresenta un miracolo musicale […] È un vero gioiello del suo repertorio e, come il Requiem, anche questo lavoro è rimasto incompiuto”.  In una lettera inviata al padre nel gennaio del 1783, il ventisettenne Wolfgang rivela di aver fatto "una promessa nel [suo] cuore” e che “la migliore prova di questa promessa è la partitura d'una Messa che ancora aspetta d'essere completata”. Ma Mozart non l’avrebbe mai portata a termine: ne completò solo il Kyrie, il Gloria e il Sanctus-Benedictus, mentre il Credo è rimasto interrotto all'lncarnatus est e l'Agnus Dei manca totalmente. Completano il cast i soprani Lea Desandre e Rosa Feola, nelle ultime stagioni ospite del Teatro alla Scala, del Metropolitan di New York e del Covent Garden di Londra, il tenore Mauro Peter (ascoltato lo scorso anno proprio nel Requiem diretto da Honeck) e il basso Patrizia La Placa.

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Antonio Albanese debutta all’Arena di Verona
come regista di RIGOLETTO, seconda novità
del 100° Opera Festival 2023

Dopo dodici anni, il 100° Arena di Verona Opera Festival 2023 propone una seconda nuova produzione nella stessa stagione: oltre all’Aida inaugurale, un Rigoletto tutto nuovo che diventa un omaggio al grande cinema neorealista italiano degli anni ’50 

Antonio Albanese debutta all’Arena di Verona come regista di RIGOLETTO, seconda novità del 100° Opera Festival 2023

1, 7, 20 luglio ore 21.00 

4 agosto ore 20.45

 

Scene di Guillermo Nova, luci di Paolo Mazzon e un cast di stelle per ognuna delle 4 irripetibili serate dirette da Marco Armiliato: poker di protagonisti coi baritoni Roman Burdenko, Ludovic Tézier, Luca Salsi, Amartuvshin Enkhbat e debutti di lusso con Nina Minasyan, Nadine Sierra, Yusif Eyvazov, Juan Diego Flórez, Piotr Beczała

«La mia migliore opera!». Così Giuseppe Verdi definiva Rigoletto, dopo aver sfidato la censura e conquistato il pubblico di mezza Europa, compreso Victor Hugo, autore dello scandaloso dramma Le Roi s’amuse tradotto in musica da Verdi con i versi del fidato Piave. Per un capolavoro del teatro musicale di tutti i tempi, mai uscito dal repertorio dalla prima veneziana del 1851, Fondazione Arena guarda ad un uomo di teatro (e del cinema italiano) di oggi, chiamando alla regia Antonio Albanese, pluripremiato attore e regista che ha già firmato messinscene d’opera, fra gli altri, al Teatro alla Scala di Milano, al Lirico di Cagliari, al Petruzzelli di Bari e al Filarmonico di Verona: Rigoletto sarà il suo debutto su grande scala nel millenario anfiteatro veronese. Con lui, il team creativo del nuovo allestimento è composto da esperti apprezzati in tutto il mondo: Juan Guillermo Nova alle scene e Paolo Mazzon alle luci. Rigoletto è il settimo titolo più rappresentato nella storia del Festival, con 102 recite distribuite in dieci allestimenti diversi lungo sedici estati fino al 2017, tutti di impronta storicizzante e tradizionale. Questa produzione giunge a vent’anni esatti dall’ultima, che ricostruiva i bozzetti del 1928: è inoltre la prima occasione, dal 2011, in cui l’Arena di Verona propone un secondo nuovo allestimento nello stesso Festival. 

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Torna all'Olimpico di Vicenza il concorso lirico dedicato al direttore d'orchestra Tullio Serafin

Torna all'Olimpico di Vicenza il concorso lirico dedicato al direttore d'orchestra Tullio Serafin

Alessandro Galoppini, casting manager del Teatro alla Scala, presidente di giuria

Ritorna al Teatro Olimpico di Vicenza il Concorso lirico Tullio Serafin, organizzato da Concetto Armonico in collaborazione con l’Archivio storico Tullio Serafin e con l’ospitalità del Teatro alla ScalaTeatro dell’Opera di Roma, Teatro Carlo Felice di Genova, The Israeli Opera di Tel Aviv e Teatro Tullio Serafin di Cavarzere. Con il Concorso lirico Tullio Serafin viene svelato il primo titolo d’opera del Festival Vicenza in Lirica al Teatro Olimpico di Vicenza che, per l’edizione 2023, sarà “Così fan tutte” di Wolfgang Amadeus Mozart (9 e 10 settembre) a completamento di un triennio dedicato al genio di Salisburgo. I sei ruoli presenti nell’opera di Mozart (Fiordiligi, Dorabella, Guglielmo, Ferrando, Despina e Don Alfonso) saranno i premi principali della competizione che quest’anno ha raggiunto la sua internazionalità con la presenza del Teatro dell’opera di Tel Aviv.

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Gloria di Francesco Cilea inaugura la Stagione lirica e di balletto 2023 del Teatro Lirico di Cagliari

Comunicato stampa

 

Grande attesa per il nuovo allestimento di Gloria di Francesco Cilea, preziosa rarità musicale del 1907, che inaugura la Stagione lirica e di balletto 2023 del Teatro Lirico di Cagliari 

Venerdì 10 febbraio alle 20.30 (turno A) si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2023 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione sempre molto attesa dal numeroso pubblico che quest’anno assume anche un valore aggiunto e un carattere di ripresa ancora più importanti e che propone un ricco cartellone di opere e balletto. 

Dopo le inaugurazioni dedicate alla musica del Novecento italiano (La campana sommersa nel 2016 e La bella dormente nel 2017, entrambe di Respighi, Turandot di Busoni nel 2018, Palla de’ Mozzi di Marinuzzi nel 2020, Cecilia di Refice nel2022), la Stagione 2023 vede un’altra preziosa rarità musicale questa volta di Francesco Cilea che viene eseguita per la prima volta in Sardegna: Gloria, opera lirica in tre atti, su libretto di Arturo Colautti (riveduto nella versione del 1932 da Ettore Moschino), tratto dalla commedia La Haine di Victorien Sardou. 

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La Dame aux camélias di John Neumeier con l’Hamburg Ballet al Teatro La Fenice A John Neumeier il Premio Una vita nella musica 2023

COMUNICATO STAMPA                                                                            Venezia, gennaio 2023

 

 

A John Neumeier il Premio Una vita nella musica 2023

 

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Il successo del Concerto di Capodanno su Rai 1 dalla Fenice con Daniel Harding -
Sarà Fabio Luisi a dirigere il concerto di Capodanno 2023-24 Solisti Eleonora Buratto e Fabio Sartori

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È stato ancora un grandissimo successo e una fortissima emozione per milioni di italiani: il Concerto di Capodanno in Fenice con Daniel Harding alla testa di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice, insieme ai solisti Federica Lombardi e Freddie De Tommaso, ha incantato il pubblico che ha gremito la sala della Fenice e gli spettatori che da casa hanno seguito la diretta su Rai1. In particolare, l’evento televisivo ha raggiunto il 26,4 % di share e 3.283.0000 spettatori.

Successo di share dunque ma anche sui social network e nel web: il sito www.teatrolafenice.it, nella fascia oraria compresa tra le 10.30 e le 14.00 di ieri, ha registrato quasi 7000 accessi contemporanei; numerosissime le interazioni dei follower di Twitter che dalla mattinata fino alla serata di ieri hanno contribuito a piazzare l’hashtag ufficiale dell’evento (#capodannofenice) tra i primi trend in Italia. Instagram ha registrato 5.000 visite alla pagina, centinaia di menzioni e oltre 100.000 visualizzazioni delle storie e dei post. Sulla pagina Facebook le visualizzazioni dei video dal 29 gennaio all’1 gennaio hanno superato le 200.000, mentre le visualizzazioni sui post solo della giornata di ieri ben 292074.

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Da “La Gioia della Musica” a “Piazza Verdi” il pianista, compositore e divulgatore musicale Aurelio Canonici si racconta ai microfoni Rai Radio Tre e presenta il suo cd Piano Preludes

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Sabato 31 dicembre 2022, alle ore 15, il pianista, compositore e divulgatore musicale Aurelio Canonici sarà ospite a Piazza Verdi, raffinata trasmissione di Radio Tre Rai, curata da Elio Sabella, luogo dove musica, teatro, danza, cinema e arte si incontrano. 

Aurelio Canonici potrà raccontarsi in diretta e avrà l’occasione di suonare dal vivo, alcune pagine rappresentative, tratte dal suo cd Piano Preludes, pubblicato per l’etichetta Aulicus Classics, disponibile anche su Spotify e Souncloud, con le musiche evocative del M. Canonici ed eseguite al pianoforte dalla pianista Gilda Buttà.

"Ho composto questi 16 brani pensando all'idea di preludio, di attesa, di preparazione, quasi fossero canzoni senza parole, privilegiando l'aspetto narrativo, vocale e dedicando molta attenzione al timbro, al colore e al suono del pianoforte” - afferma il compositore Aurelio Canonici convinto che i “Suoni ci predispongano ad un'esperienza e ci aprano verso una percezione intima”. Questa sua idea è stata pienamente compresa e valorizzata dalla pianista Gilda Buttà, grande interprete e storica pianista prediletta da Morricone.

Piazza Verdi, storica trasmissione di Rai Radio Tre in onda il sabato pomeriggio, è un programma di Elio Sabella, e rappresenta il luogo dove musica, teatro, danza, cinema e arte si incontrano, dove musicisti e cantanti sono pronti a donarsi al pubblico in esclusive esibizioni dal vivo, attori e registi illustrano ed interpretano brani tratti dalle piece in tournee nel nostro paese, si delineano i ritratti dei più grandi e affermati coreografi ed étoiles della danza mondiale e le testimonianze dei protagonisti del mondo delle arti plastiche e figurative.

Aurelio Canonici, genovese, diplomato in Pianoforte e laureato in Filosofia, direttore d'Orchestra, compositore, docente in Conservatorio, direttore artistico e conferenziere è reduce dal recente successo di pubblico, al di là di ogni aspettativa, con una media di un milione di telespettatori ogni sera, delle 25 puntate del programma “La Gioia della Musica” su Rai3, nel giugno 2022, che l’ha visto protagonista, accanto a Corrado Augias e Speranza Scappucci, spiegando i capolavori di Vivaldi, Bach, Mozart, Beethoven, Rossini, Schubert, Brahms, Verdi, Wagner e Ciaikovskij, anche con esempi suonati al pianoforte e sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI.

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Prima mondiale dell'opera lirica DELITTO ALL'ISOLA DELLE CAPRE di Marco Taralli da UGO BETTI a JESI (AN) e a CAMERINO (MC)

Comunicato stampa

16 novembre 2022

 

Nel 130° anniversario della nascita di Ugo Betti (Camerino 1892 – Roma 1953), Jesi e Camerino lo celebrano con una nuova opera lirica ed un percorso di avvicinamento all’autore marchigiano, tra i più rilevanti drammaturghi italiani del ‘900.

 

“Delitto all’isola delle capre”, musiche di Marco Taralli e libretto di Emilio Jona, tratto dal dramma omonimo di Betti, va in scena in prima mondiale al Teatro Pergolesi di Jesi venerdì 25 novembre ore 20,30 e domenica 27 novembre ore 16 con anteprima giovani mercoledì 23 novembre ore 16, e mercoledì 30 novembre ore 21,15 all’Auditorium Benedetto XIII di Camerino. Una nuova commissione e nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con il Teatro dell’Opera Giocosa di Savona.

 

L’opera e la figura dello scrittore al centro di una serie di incontri di approfondimento grazie al patrocinio e alla compartecipazione del Consiglio Regionale delle Marche.

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CONCERTO IN MEMORIA DELLE VITTIME DEL COVID-19 - chiesa di San Nicola, Padova

COMUNICATO STAMPA

 

 Nella splendida chiesa di San Nicolò a Padova, un’orchestra ed un coro formato da giovani musicisti veneti dedicano il Requiem di Gabriel Fauré alle vittime della pandemia

Sabato 5 novembre alle 21.00, a Padova, nella suggestiva chiesa romanica di San Nicolò, l’orchestra ed il coro dell’associazione “Il Cimento Armonico” diretti da Gianmaria Fantato Pontini, dedicheranno alla memoria delle vittime colpite dal Covid-19, a tutto il personale sanitario, alle autorità cittadine e alle Forze Armate che si sono impegnate durante la lotta alla pandemia, una delle pagine sacre più raffinate e pregiate: il Requiem per soli, coro e orchestra op. 48 di Gabriel Fauré (1845-1924) nella particolare versione del 1889.

Protagonisti della serata saranno il mezzosoprano calabrese Francesca Gerbasiil baritono vicentino Alberto Spadarotto, l’orchestra ed il coro dell’associazione “Il Cimento Armonico” diretti da Gianmaria Fantato Pontini, nato a Padova nel 1999, pianista, organista e direttore d’orchestra, fondatore e direttore stabile dell’orchestra dell’Associazione “Il Cimento Armonico APS” di Padova. Un particolare debutto in veste di maestro del coro per il tenore, flautista, compositore veronese, padovano di adozione, Gian-Luca Zoccatelli che dopo il debutto al Teatro alla Scala di Milano nel 2008 nei ruoli di Acate e Pirro nella Didone di Francesco Cavalli sotto la direzione di Fabio Biondi e l’orchestra Europa Galante.

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L’atteso ritorno di “Nabucco” al Teatro Massimo di Palermo


COMUNICATO STAMPA, Palermo  ottobre 2022
 
L’atteso ritorno di “Nabucco” al Teatro Massimo di Palermo, dopo che il Covid nel 2020 ne aveva sospeso il debutto. A dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro è il Maestro Francesco Lanzillotta, la regia è di Andrea Cigni.
 
Sarà finalmente in scena in Sala grande domenica 23 ottobre alle 20.00 “Nabucco”, l’opera in quattro parti di Giuseppe Verdi, su libretto di Temistocle Solera, nel nuovo allestimento coprodotto dal Teatro Massimo di Palermo con il Teatro Regio di Torino. L’opera, assente dal palcoscenico di Piazza Verdi dal 2013 avrebbe dovuto debuttare nel marzo del 2020 ma venne sospesa a pochi giorni dal debutto a causa del Covid che costrinse tutti i teatri alla chiusura. A dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro è il Maestro Francesco Lanzillotta mentre la regia è firmata da Andrea Cigni, Maestro del Coro è il nuovo direttore Salvatore Punturo.
 
A interpretare Nabucco si alternano i baritoni Roman Burdenko (23, 26, 28, 30) e Alberto Gazale (25, 27, 29) mentre nell’impervio ruolo di Abigaille, la figlia rifiutata da Nabucco, cantano Ewa Plonka (23, 26, 28, 30) e Irina Moreva (25, 27, 29); nel ruolo del profeta Zaccaria si avvicendano Luca Tittoto (23, 26, 28, 30) e Marko Mimica (25, 27, 29) mentre la coppia di innamorati è affidata al mezzosoprano Silvia Beltrami (Fenena) e al tenore Vincenzo Costanzo (Ismaele). A completare il cast, il basso Luciano Roberti è il Gran sacerdote di Belo, Blagoj Nacoski è Abdallo, fedele ufficiale di Nabucco, ed Elisabetta Zizzo interpreta Anna. Le scene sono di Dario Gessati, i costumi di Tommaso Lagattolla, le luci di Fiammetta Baldisseri, riprese da Gianni Bertoli. Assistente alla regia è Luca Baracchini, alle scene Maddalena Moretti e ai costumi Donato Didonna.  Repliche fino al 30 ottobre.
 
Terza opera lirica di Giuseppe Verdi, il Nabucodonosor, ribattezzato Nabucco solo dopo il debutto al Teatro alla Scala nel marzo 1842, fu il primo grandissimo successo del compositore. La scena si apre sugli ebrei asserragliati nel Tempio di Gerusalemme per resistere all’invasione dei babilonesi, guidati dal Re Nabucodonosor. Alla vicenda politica, che vede i conflitti interiori di Nabucco e Abigaille scontrarsi contro la salda fede di ZaccariaIsmaele e Fenena, si unisce una più tradizionale storia d’amore, con il tenore Ismaele conteso tra due sorelle, Abigaille e Fenena. La gelosia di Abigaille contro la più fortunata Fenena però è doppia, perché Nabucco indica come reggente, durante la sua assenza la figlia più piccola e non Abigaille, che scopre da un documento segreto di non essere veramente figlia di Nabucco. Delusa dal padre e dall’uomo amato, Abigaille rivolge ogni suo sforzo alla vendetta e alla conquista del potere.
L’opera si avvale di un grandioso e solenne impianto drammaturgico che conta su una importante presenza scenica del Coro, sempre presente dalla scena iniziale fino al finale rasserenante, e in particolare nella terza parte con il Coro “Va, pensiero”.
 
La messa in scena di Andrea Cigni di contro all’aspetto monumentale dell’opera sceglie una dimensione più intima. “Nel riflettere sul senso dell’opera – dice il regista - non è l’aspetto monumentale che mi colpisce, né il carattere risorgimentale che le è stato attribuito e meno che mai il contrasto tra due popoli. Vorrei piuttosto raccontarne l’aspetto intimo e teatrale, forse meno evidente rispetto alla grande quantità di interventi corali, ovvero il dramma di Abigaille, figlia illegittima di Nabucco e sorellastra di Fenena. Questo è a mio avviso il motore drammatico fondamentale che descrive dinamiche molto più stimolanti rispetto all’analisi oppresso/oppressore, ebreo/nazista, cultura dominante e cultura soccombente. Dinamiche tipicamente teatrali (e Verdi era uomo di teatro almeno quanto geniale compositore) come quelle tra padre e figlie, tra amante e amato/a, tra sorellastre in conflitto, che si inseriscono in un discorso più ampio sul significato di potere”.
 
Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo sale il Maestro Francesco Lanzillotta, uno dei più interessanti direttori italiani, regolarmente ospite di importanti compagini orchestrali, come l’Orchestra Nazionale della RAI di Torino, l’Orchestra Haydn di Bolzano, la Filarmonica Toscanini di Parma, l’Orchestra Regionale Toscana, che il pubblico palermitano ha già avuto modo di apprezzare in diverse occasioni, la più recente il successo de Il pirata di Bellini l’autunno scorso.
Alla guida del Coro debutta il Maestro Salvatore Punturo che dirige già dal 2003 il Coro di voci bianche, la Cantoria e il Coro Arcobaleno della Fondazione.
 
“Nabucco” è anche l’ultima opera rappresentata al Teatro Massimo nel 1974 prima della chiusura per restauri che si protrasse per ben 23 anni e il celeberrimo «Va’, pensiero» venne simbolicamente cantato dal Coro in più occasioni per auspicare la riapertura del Teatro che avvenne nel 1997 grazie a una mobilitazione della società civile. Da allora l’opera è stata riproposta soltanto nel 2010 e nel 2013.
 
Il debutto sarà preceduto da due appuntamenti di introduzione all’ascolto: il primo, giovedì 20 ottobre alle 18.00 in Sala Onu, a cura dell’Associazione Amici del Teatro Massimo, con Claudio Toscani, studioso dell’opera italiana dell’Ottocento che parlerà di Nabucco, della sua genesi e dei suoi significati al di là del mito risorgimentale. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria via email a amicidelteatromassimo@gmail.com.
 
Il secondo appuntamento, domenica 23 ottobre, alle 18:30 in Sala Onu è invece con la scrittrice e drammaturga Beatrice Monroy per il ciclo “Vi racconto l’opera” che propone letture e narrazioni di Nabucco a partire dal libretto di Temistocle Solera e da Geremia, Shakespeare, Giuseppe Verdi, Aimée Cesar, Mahmud Darwish e Fadwa Tuqan. Ad affiancarla gli attori Rinaldo Clementi e Stefania Blandeburgo. Biglietti 3 euro.
 
La prova generalesabato 22 ottobre alle 18:30, è aperta a favore di AIRC e organizzata dal Comitato Sicilia della Fondazione per la ricerca sul cancro e dalle volontarie della Delegazione di Palermo, per raccogliere fondi per il finanziamento dei migliori progetti di ricerca e borse di studio per la cura dei tumori. È possibile prenotare i biglietti per lo spettacolo contattando il Comitato Sicilia (091-6110340/ Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) o in sede (viale Libertà, 171, Palermo).
 
Completa il programma domenica 30 dalle 17:30, in Sala degli Stemmi, il laboratorio “Bambini all’Opera”, rivolto a bambini tra i 4 e i 10 anni che propone di condividere l’esperienza teatrale in famiglia. Mentre i genitori assistono all’opera i bambini potranno ascoltarne brani in uno spazio dedicato e seguire il racconto della trama attraverso animazioni teatrali in una dimensione di gioco. Il laboratorio, dal titolo Nabucco, “Il segreto della pergamena”, è realizzato su testi e narrazioni di Francesca Cosentino, interventi cantati di Sonia Sala, animazioni teatrali di Gisella Vitrano e illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro. Info e prenotazioni tel. 329 7260846 - 349 3612353. Costo: 20 € merenda inclusa.
La “prima” dell’opera, domenica 23 ottobre dalle 20.00 sarà trasmessa in diretta streaming sulla webTv del Teatro Massimo.

Durata spettacolo3h/ 5'
Infohttps://www.teatromassimo.it/nabucco/  Biglietti da 150 a 15 euro.

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GALA LIRICO IN ONORE DI MARIO DEL MONACO

Domenica 16 ottobre sul palcoscenico del Teatro Mario Del Monaco di Treviso un cast d’eccezione per celebrare i 40 anni dalla scomparsa del celebre tenore: in scena grandi stelle del panorama operistico internazionale

e due giovani talenti 

Treviso,  ottobre 2022 – In attesa dell’inaugurazione della nuova stagione 22/23 con il debutto del Rigoletto il prossimo 4 novembre, il sipario del Teatro Mario del Monaco si alza in anteprima con un appuntamento d’eccezione: il gala lirico in onore di Mario del Monaco che domenica 16 ottobre – giorno della ricorrenza della sua scomparsa nel 1982 – radunerà sul palcoscenico trevigiano, a partire dalle ore 20, le più grandi star del panorama lirico internazionale. A quarant’anni dalla scomparsa del grande tenore, il teatro a lui intitolato renderà omaggio a questo artista così legato alla città di Treviso con una serata di gala che vuole essere anche il primo passo verso un percorso di riscoperta e valorizzazione della sua figura e che vedrà anche l’istituzione, a partire dal 2023, di un premio alla carriera a lui dedicato.

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