Iphigénie en Tauride approda, dopo il debutto sulle tavole del Fraschini di Pavia la scorsa settimana, al Teatro Grande di Brescia che insieme al circuito OperaLombardia ha prodotto questo interessantissimo allestimento del capolavoro di Gluck. Culmine del teatro gluckiano, Iphigènie en Tauride è insieme operazione nostalgica e preromantico studio di caratteri. Nel suo penultimo lavoro, Gluck esalta qui altissima la sua maestria di uomo di teatro, così come la capacità di tratteggiare psicologicamente i personaggi con pochi accenni, raggiungendo un’arte di grande raffinatezza.
La regista Emma Dante al solito svuota la scena degli orpelli per riempirla di idee, e farne il regno di una prepotenza espressiva, carica di lacerante umanità. Questo principato è il teatro carnale, meridiano e ancestrale scelto dalla regista siciliana chiamata a produrre uno spettacolo corale dove va in scena una tragedia classica centrata su una famiglia. La dimensione corale è splendidamente enfatizzata dalle coreografie di Sandro Campagna, molto presenti, quasi un omaggio alla tradizione francese della “tragédie-ballet”, cui l’ispirazione di questo Gluck francese non è del tutto estranea. Coreografate efficacemente sono le movimentate scene di massa – come la folgorante scena iniziale con Ifigenia e le sacerdotesse “prefiche” o quella, riuscitissima, degli incubi dell’omicida Oreste tormentato dalle furie – più incisive rispetto ai passaggi più raccolti, che fanno leva piuttosto sul carisma dei tre protagonisti. Lo struggimento insinuante della lettura del direttore d’orchestra Diego Fasolis, cui ha contribuito la maiuscola disciplina strumentale e l' ipersensibilità emotiva dell' orchestra de I Pomeriggi Musicali unita a una prestazione toccante del coro di OperaLombardia preparato da Massimo Fiocchi Malaspina, ha trovato una tinta musicale vaporosa eppure dolorosamente drammatica. I "profumi di suono" diffusi in tutta la lunga partitura davano vertigine, rendendo aspre come non mai anche le minime increspature patetiche e solenni, anche le azioni e le disperazioni un po' manierate di questi personaggi leggendari.
Anna Caterina Antonacci nonostante il poderoso mezzo vocale risenta del passare degli anni, ci ha donato ancora una volta una delle sue prove massime di arte retorica, estetizzando la fonetica francese come e meglio di una madrelingua, e variando millimetricamente l’eloquio tra impeto e mollezza, sensualità, declamazione e immedesimazione. Di notevole bravura Bruno Taddia. Il suo Oreste è impeccabile, tutto scolpito attraverso una piena adesione allo stile gluckiano e un formidabile rilievo alla parola drammatica, in particolare nella famosa "aria del sonno" (La calme rentre dans mon coeur), in cui riesce a dipingere con efficacia la voce sorda e minacciosa dei rimorsi. Benissimo ha cantato Mert Sungu nel ruolo di Pylade, a lui il merito di saper reggere con la bontà tecnica, e senza compromettere un timbro relativamente brunito, una tessitura acutissima da haute-contre.
Inappuntabile il resto della distribuzione vocale, nel quale spiccano la sanguigna figura del Thoas di Michele Patti e le vibranti presenze delle sacerdotesse di Luisa Bertoli ed Erika Rondini oltre che alla drammaticissima Diana di Marta Leung (anche una donna greca).
Successo cordialissimo per tutti gli interpreti da parte di un pubblico non particolarmente caloroso.
Pierluigi Guadagni
LA PRODUZIONE
Direttore Diego Fasolis
Maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina
Regia Emma Dante
Scene Carmine Maringola
Costumi Vanessa Sannino
Luci Cristian Zucaro
Coreografo e maestro d’armi Sandro Campagna
Nuovo allestimento dei Teatri di OperaLombardia
Coproduzione Teatri di OperaLombardia
Coro di OperaLombardia
GLI INTERPRETI
Iphigénie Anna Caterina Antonacci
Oreste Bruno Taddia
Pylade Mert Süngü
Thoas Michele Patti
Diane/ Marta Leung
Una donna greca
Prima Sacerdotessa Luisa Bertoli
Seconda Sacerdotessa Erica Rondini
Uno Scita Alessandro Nuccio
Ministro del tempio Ermes Nizzardo
Attrici Viola Carinci, Chiara Chiurazzi, Federica D’Amore,
Silvia Di Giovanna, Marta Franceschelli, Silvia Giuffrè,
Francesca Laviosa, Sabrina Vicari, Marta Zollet
Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
FOTO ALESSIA SANTAMBROGIO
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