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IN SCENA ECCESSIVO È IL DOLOR QUAND’EGLI È MUTO DI COLASANTI / CEFALO E PROCRI DI KRENEK - TEATRO MALIBRAN DI VENEZIA, VENERDI’ 29 SETTEMBRE 2017

La Fondazione Teatro La Fenice di Venezia accoglie sempre favorevolmente sfide che esulino in qualche modo dalla programmazione abituale e lo fa ancora una volta con il particolare dittico in scena al Malibran, in cui il ritorno al classico ed ai miti dell’antichità viene attualizzato dalla modernità della musica che li accompagna. La triste storia dei giovani miti greci Cefalo e Procri torna a calcare le scene veneziane con musica di  Ernst Krenek dopo aver debuttato nel 1934 al Goldoni, questa volta accanto ad una nuova commissione sullo stesso tema affidata a Silvia Colasanti, ‘Eccessivo è il dolor quand’egli è muto’, la cui naturale prosecuzione è il successivo ‘Ciò che resta’. L’autrice trae ispirazione dal Lamento di Procri de ‘Gli amori d’Apollo e Dafne’ di Francesco Cavalli, autore morto nel 1676.

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MEDAGLIA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Conferita all’Edizione 2017 del Romaeuropa Festival

 

Dopo la grande inaugurazione con Sasha Waltz

Entra nel vivo il Festival più eclettico e cosmopolita d’Italia

IL PROGRAMMA DI ROMAEUROPA FESTIVAL 2017

Dal 25 Settembre al 1 Ottobre

Dopo la travolgente inaugurazione con il debutto italiano di Kreatur, ultimo lavoro della grande coreografa tedesca Sasha Waltz, la 32esima edizione di Romaeuropa Festival entra nel vivo della sua intensa programmazione.

Il 26 - 27 settembre, all'Auditorium Conciliazione, salirà sul palcoscenico un altro dei maggiori esponenti della danza contemporanea,Sidi Larbi Cherkaoui. Nel suo Fractus V Cherkaoui vuole dare forma materica al conflitto comunicativo della società contemporanea, dispiegando danzatori e musicisti dalla provenienza geografica e dal background diversissimo per affrontare, attraverso le parole del linguista e filosofo Noam Chomsky, il problema della manipolazione dell'informazione.

Dal 28 settembre al 1 ottobre toccherà invece alla coreografa sudafricana Dada Masilo, in scena al Teatro Olimpico con la sua rabbiosa rilettura di Giselle sulle musiche composte da Philip Miller e con le immagini diWilliam Kentridge.

Musica antica coniugata nello spazio scenico: questo avverrà dal 29 settembre al 1 ottobre al MACRO Testacciocon la compagnia Muta Imago che insieme all’Ensemble Arte Musica allestisce in versione integrale il ciclo deiCanti Guerrieri dal Libro Ottavo dei Madrigali di Monteverdi.

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AIDA , G. VERDI - TEATRO PETRUZZELLI DI BARI, MERCOLEDÌ 13 SETTEMBRE 2017

Capita nel finire di questa lunga e torrida estate di trovarsi, al termine delle vacanze, ad assistere per caso ad una delle numerosissime produzioni estive di Aida.

Raramente però capita di uscire talmente stupiti dal Teatro per aver visto ed ascoltato forse la migliore edizione di Aida dopo tanti anni.

Lo spettacolo di Joseph Franconi Lee è davvero bellissimo. Curato nei particolari ed intelligente nella gestione degli spazi e delle masse che, in un’opera così “monumentale” sono l’aspetto più delicato e seguito. E’ una regia attenta alle esigenze dei cantanti come pure a quelle della musica e del testo. Uno spettacolo che gioca tutto il suo simbolismo attraverso i colori blu ed oro e che è pregno di un senso estetico indubbio e di gusto elegante e pertinente.

Le scene e i costumi di Mauro Carosi sono magnifici, monumentali e di impatto visivo notevolissimo. Affascinante e suggestivo il disegno di luci ideato da Roberto Venturie le coreografie del Balletto del Sud curate da Fredy Franzutti.

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LA STAGIONE AL COMUNALE DI MODENA



Comunicato stampa

OPERA 2017/18

IL COLORE DEL SOLE

Lucio Gregoretti

Inaugura la stagione un nuovo titolo in prima assoluta commissionato al compositore Lucio Gregoretti per il debutto al Festival di Jesi (7 settembre 2017), coproduttore insieme al Comunale di Modena

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L’ORCHESTRA FILARMONICA DI SAN PIETROBURGO PER IL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA, MARTEDI’ 12 SETTEMBRE 2017

Con l’incipit preciso e maestoso dei corni, in apertura del Concerto per pianoforte e orchestra n.1 in si bemolle minore Op. 23 di Petr Il’ic Cajkovskij, l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo ha svelato fin dalle prime note il suo stile rigoroso all’insegna della compostezza e dell’equilibrio formale. Stile certamente apprezzato da un Teatro Filarmonico gremito, anche di molti giovani, martedì 12 settembre per il terzo appuntamento del Settembre dell’Accademia a Verona. Yuri Temirkanov, leggenda vivente, con il suo gesto di certo non convenzionale e con qualche carattere di discreta teatralità, ha restituito espressività all’Orchestra conducendola, insieme al pubblico, tra alcune delle più conosciute pagine della letteratura russa del XIX secolo.  Banco di prova dunque non scevro da confronti più o meno consapevoli dell’ascoltatore analitico, così come di quello emotivo, ma su cui la compagine russa ha avuto modo di esprimere tutta la sua ricca tradizione culturale e il suo profilo stilistico.

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LA FENICE RENDE OMAGGIO ALLA DIVINA CALLAS



COMUNICATO STAMPA                                                                        Venezia, settembre 2017

Una cartolina della Callas in omaggio sabato 16 settembre

ai visitatori della mostra «Maria Callas al Teatro La Fenice»

nel quarantesimo della morte della grande Diva

Una cartolina della Callas in omaggio ai visitatori della mostra «Maria Callas al Teatro La Fenice» nel quarantesimo della morte. Così, in occasione di questa particolare ricorrenza che cadrà sabato 16 settembre, la Fondazione La Fenice  e Fest desiderano commemorare la ‘Divina’ e condividere con il pubblico il suo ricordo: a coloro che sceglieranno quella giornata per visitare il Teatro e la mostra permanente allestita negli spazi della terza fila palchi, sarà offerta in regalo una cartolina raffigurante il celebre soprano.

L’esposizione, promossa dalla Fondazione Teatro La Fenice e FeSt Fenice e Servizi Teatrali e inaugurata nel settembre 2015, ha voluto fin dall’inizio  rendere omaggio alla Callas attraverso l’esposizione di locandine, programmi di sala, contratti artistici, ma soprattutto fotografie di scena e istantanee del backstage – tutti materiali provenienti dall’Archivio storico del Teatro La Fenice – che ci restituiscono alcuni momenti essenziali e preziosi della vita di una giovane artista destinata a diventare mito.

Maria Callas. Pochissimi altri nomi sono altrettanto evocativi nella storia del teatro musicale. E forse nessun altro luogo e nessun’altra interprete possiedono una carica simbolica altrettanto potente, in grado di rappresentare l’essenza dell’arte lirica. Se al nome della cantante più famosa di sempre associamo grandi teatri lirici, allora il legame con Venezia e La Fenice risulta di primissimo piano, perché fatto di importanti debutti e di scelte artistiche primarie.

Giunta in Italia dagli Stati Uniti nel giugno del 1947 con un contratto all’Arena di Verona, dove si lega all’industriale Giovanni Battista Meneghini, suo futuro primo marito, Maria Callas debutta alla Fenice con Tristano e Isotta di Wagner alla fine dello stesso anno, diretta da Tullio Serafin. L’anno seguente interpreta Turandot, e nel gennaio 1949 sarà Brunilde nella Valchiria.

In quello stesso mese, ancora sotto la direzione di Serafin, la Callas imprime quella che può essere considerata la svolta fondamentale della sua via artistica. Soprano drammatico e sino a quel momento identificata come voce wagneriana, la cantante sostituisce Margherita Carosio nell’Elvira dei Puritani di Bellini, ricevendo consensi unanimi. Per lei verrà coniata la definizione di ‘soprano drammatico d’agilità’.

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IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA 2017: GUSTAV MAHLER JUGENDORCHESTER - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, VENERDI’ 08 SETTEMBRE 2017



Felicissima serata per il Settembre dell'Accademia 2017, giunto alla sua XXVI edizione, con una delle Orchestre giovanili più blasonate e poliedriche del panorama musicale europeo, un Direttore di assoluto riferimento per il repertorio del '900 ed un pianista eclettico quanto rigoroso.

Con un programma tutto teso alla esaltazione del suono novecentesco, la GMJO si conferma come una delle compagini orchestrali migliori in assoluto (non solo tra quelle giovanili) con un suono preciso, disciplinato anche in programmi di difficilissima esecuzione, tecnica più che interpretativa, capace di esaltare con un entusiasmo a dir poco incredibile, frutto certamente di una preparazione e di una concertazione puntuale e rigorosa.

E ce ne siamo accorti subito con l'Overture da concerto op.91 “nel regno della natura” di Dvorak, brano che ha aperto la serata e che ha fatto da viatico e legatura tra il mondo musicale ottocentesco e quello novecentesco a seguire.

L'eleganza e la continua ricerca del versante naturalistico più descrittivo di Dvorak vengono enfatizzati dal gesto scarno ma incisivo di Ingo Metzmacher che riesce ad esaltare la brillantezza dei fiati e dei legni di questa orchestra meravigliosa, trovando il giusto equilibrio in una partitura esempio tra i più interessanti di musica descrittiva pura, scarna da qualsiasi intellettualismo o ricerca di sonorità timbriche inconsuete.

La mano descrittiva di Dvorak è qui inesauribile freschezza melodica che si trasforma e sviluppa in spontaneità schietta e diretta, e come tale Metzmacher la concerta riuscendo a cogliere perfettamente il gusto di una partitura serena, piacevole ed entusiasta.

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LA FINTA TEDESCA, JOHANN ADOLF HASSE / LA DIRINDINA, DOMENICO SCARLATTI – PALAZZO LEONI MONTANARI, VICENZA, VENERDI’ 08 SETTEMBRE 2017

Divertentissimo pomeriggio trascorso nel meraviglioso Palazzo Leoni Montanari di Vicenza, ove grazie al loggiato che sormonta il cortile dell’atrio è possibile allestire spettacoli musicali come in un piccolo teatro a cielo aperto. In scena due intermezzi spassosi che, se non posti nell’intervallo fra due parti di un’opera seria come in origine, oggi costituiscono un modo per spezzare ad esempio una lunga giornata con allegria e buon gusto. È il caso de La finta tedesca di Hasse, e de La Dirindina di Sarlatti in un allestimento semi scenico, con i deliziosi costumi d’epoca della Sartoria Sattin.

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L’OCCASIONE FA IL LADRO, GIOACHINO ROSSINI - TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, GIOVEDI’ 7 SETTEMBRE 2017

Ritorna a Venezia il fortunato allestimento del 2012 de L’occasione fa il ladro di Rossini, realizzato in collaborazione con la Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti, parte del felice progetto di valorizzazione dei giovani con l’allestimento delle cinque farse rossiniane composte in gioventù dal pesarese proprio a Venezia. La regista Elisabetta Brusa crea un ambientazione molto ovattata, con i personaggi avvolti dalle pagine del libretto le cui indicazioni in cima sormontano le illustrazioni rappresentate da ciò che accade in scena. Come un libro sfogliato dallo spettatore, le scene si susseguono come girassimo le sue pagine, che sono rese patinate dal telo che copre il palco in proscenio, utile naturalmente anche per le proiezioni di elementi utili allo spettacolo. Deliziosi ed elegantemente arredati gli interni creati per l’albergo all’inizio e successivamente per la casa della marchesa. Forse ridondanti i ballerini e mimi che fuori e sopra il palcoscenico sembrano essere più un ornamento in costume che personaggi utili alla rappresentazione. Il bianco è il colore predominante nei costumi, che sottolineano l’atmosfera patinata dell’allestimento.

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L’ORFEO , CLAUDIO MONTEVERDI – TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, MERCOLEDI’ 06 SETTEMBRE 2017

La tragica storia di Orfeo torna al Teatro Olimpico di Vicenza dopo ben sessant’anni dalla prima volta, grazie al festival Vicenza in lirica e per volontà del direttore artistico Andrea Castello che ha ritenuto il piccolo gioiello cittadino una cornice perfetta per ospitare le emozioni che tale opera suscita in chi ascolta. C’è un po’ di Orfeo in tutti noi, quando ci sembra di toccare il cielo con un dito dalla gioia per poi veder scivolare via ogni sogno al sopraggiungere delle difficoltà: il povero musico crede che la felicità abbia bussato alla sua porta, ma ad aprirla è solo il buio: la sua dolce Euridice muore il giorno stesso delle nozze ed è dunque tristezza e sconforto. Solo la benevolenza degli dei può alleviare il dolore della perdita.

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Stabat Mater in versione jazz in piazza e classica in teatro, venerdì 1 settembre a Jesi per l’inaugurazione del XVII Festival Pergolesi Spontini

XVII FESTIVAL PERGOLESI SPONTINI - “FALSO D’AUTORE”

 

Pergolesi al Pergolesi di Jesi venerdì 1 settembre ore 21 con lo Stabat Mater per l’inaugurazione del XVII Festival Pergolesi Spontini, con l’ensemble francese Le Banquet Céleste, specialista del repertorio barocco. Dalle ore 22 in Piazza della Repubblica ad ingresso gratuito lo “Stabat Mater in Jazz”, rilettura del capolavoro pergolesiano con Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet, e alle ore 23 “Jazzin’ around Baroque”.

 

Il XVII Festival Pergolesi Spontini, a cura della Fondazione Pergolesi Spontini, inaugura venerdì 1 settembre, a Jesi, con tre appuntamenti che si susseguono. Al Teatro Pergolesi alle ore 21 l’appuntamento è con Stabat mater di Pergolesi, eseguito da Le Banquet Céleste, ensemble francese tra i maggiori specialisti del repertorio barocco. Dirige Damien Guillon che canta anche la parte del contralto, soprano solista Emmanuelle de Negri. In programma anche il Concerto in do maggiore per archi e basso continuo RV 114 di Antonio Vivaldi.

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I RISULTATI DEL FESTIVAL LIRICO 2017
ALL’ARENA DI VERONA

Trasmettiamo con molto piacere il lungo resoconto fornitoci dall'ufficio stampa della Fondazione Arena di Verona del Festival appena concluso, augurando al Sovrintendente Giuliano Polo ed a tutto lo staff di proseguire il cammino iniziato con energia e risultati sempre migliori.

48 SERATE DI SPETTACOLO – CON 5 TITOLI D’OPERA E 3 APPUNTAMENTI SPECIALI – HANNO RICHIAMATO OLTRE 380.000 PERSONE
ALL’ARENA DI VERONA DAL 23 GIUGNO AL 27 AGOSTO
PER IL 95° OPERA FESTIVAL 2017

QUEST’ANNO L’INCASSO TOTALE SUPERA I 22 MILIONI E MEZZO DI EURO,
CON UN INCREMENTO DEL 3,05% RISPETTO AL 2016

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GRANDE SUCCESSO PER LE SERATE CONCLUSIVE
DELL’ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2017

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Comunicato stampa

Con un anfiteatro vicino al tutto esaurito si è conclusa la 95ma edizione dell’Arena di Verona Opera Festival 2017.

Le ultime recite del 26 e 27 agosto rispettivamente di Nabucco, proposto nell’allestimento di Arnaud Bernard che quest’anno ha inaugurato il Festival Lirico, eAida nell’Edizione Storica di Gianfranco de Bosio che rievoca la messa in scena del 1913, hanno registrato una significativa presenza di pubblico che ha affollato l’Arena in ogni ordine di posto e che ha tributato applausi a scena aperta agli artisti impegnati nelle rappresentazioni.

Inoltre, grazie alla collaborazione tra Fondazione Arena, Bel Air Media e le emittenti televisive ARTE e ZDF, la serata di Nabucco è stata trasmessa in diretta con grande seguito da ARTE Germania, ARTE Francia e in live streaming su ARTE Concert, dove sarà visibile fino al 25 settembre 2017.

Fondazione Arena ringrazia di cuore il pubblico che ha seguito la stagione areniana e dà appuntamento alla 96ma edizione dell’Opera Festival, in scena dal 22 giugno al 1° settembre 2018.

LEO NUCCI APRE VICENZA IN LIRICA NEL RICORDO DI ENZO DARA – TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, SABATO 26 AGOSTO 2017

L’edizione 2017 del giovane festival Vicenza in Lirica si è aperta con un appuntamento speciale che ha visto Leo Nucci protagonista del concerto inaugurale, dedicato alle arie dell’autore che più lo ha rappresentato e lo rappresenta ancor oggi nella sua cinquantenaria carriera artistica: Giuseppe Verdi. Il baritono ha ricevuto il premio alla carriera ed ha doverosamente rivolto un pensiero al suo grande collega Enzo Dara che ci ha lasciati proprio due giorni fa a Mantova, città in cui era nato nel 1938. Numerose sono state le esperienze musicali vissute insieme al notissimo basso mantovano, a cui ha rivolto il suo personale saluto con un pizzico di commozione.

Circondati dai ritratti dell’artista Vittorio Ferrarini che avvolgono sul palco anche l'Italian Opera Chamber Ensemble, abbiamo  ripercorso anche visivamente la storia musicale di Nucci attraverso i personaggi da lui interpretati negli anni, tra cui Nabucco, Rigoletto, Francesco Foscari e tanti altri.

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TOSCA, GIACOMO PUCCINI – ARENA DI VERONA, 22 AGOSTO 2017

Quarta recita di Tosca all'Arena di Verona nell' esoterico allestimento di Hugo de Ana proposto per la prima volta nell' anfiteatro veronese nel lontano 2006.

Nulla da aggiungere sull'allestimento e sull'idea registica del celebre regista argentino più di quanto recensito da noi in occasione della prima avvenuta il 05.08.2107.

Importante cambio di cast invece nei ruoli principali che ha visto il felicissimo ritorno di Aleksandrs Antonenko in Arena, nel ruolo di Cavaradossi, una sfavillante Ainhoa Arteta nel ruolo di Tosca e un corretto Boris Statsenko nel ruolo di Scarpia.

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GALA IX SINFONIA DI BEETHOVEN - ARENA DI VERONA, MARTEDI’ 15 AGOSTO 2017

 Sono sempre molto apprezzate le serate che la Fondazione Arena di Verona dedica ad eventi che esulano dal calendario operistico, come il gala di danza Roberto Bolle and Friends, riproposto con successo anche quest’anno, i Carmina Burana di Orff o il Requiem di Verdi degli anni scorsi. Quest’anno l’evento speciale ha visto protagonista la Nona Sinfonia di Beethoven, eseguita nella serata di Ferragosto da coro ed orchestra areniani, sotto la guida del Maestro Daniel Oren. La ‘Nona’ è una tra le sinfonie più note e amate dal grande pubblico, non solo per la sua musica immortale, ma anche per il messaggio di fratellanza e pace espressi nell’Ode alla gioia di Schiller che il compositore inserì nel quarto movimento.

Una sinfonia dalla gestazione non facile, visti anche tutti i progetti che al tempo della composizione, i primi anni dell’Ottocento, Beethoven stava portando avanti esplorando più generi compositivi. L’introduzione del coro sul finale, elemento innovativo per l’epoca in un contesto sinfonico,  è ciò che il pubblico attende oggi sin dalle prime battute del primo movimento.  

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TOSCA, GIACOMO PUCCINI – ARENA DI VERONA, SABATO 5 AGOSTO 2017

Torna anche in questo 2017 l’edizione ormai più che decennale della Tosca firmata Hugo de Ana, con lo spettacolo che costituisce un felice punto di incontro tra modernità e tradizione, coniugando una perfetta aderenza al libretto con una messa in scena molto suggestiva che si distacca dall’ovvio ed inflazionato. Al regista bastano alcuni elementi identificativi per realizzare i luoghi prescritti: l’ormai celebre testa d’Angelo le cui enormi braccia avvolgono il palco impugnando la spada, il rosario pendente con l’effigie della Madonna in evidenza, le tele di Cavaradossi che addobbano la chiesa di Sant’Andrea della Valle, pochi ma fondamentali componenti d’arredo allestiti di tutto punto. Creando una specie di open space adattabile ai vari ambienti, con il gioco luci perfettamente bilanciato, il contrasto tra le dimensioni dei personaggi e gli elementi scenici volutamente fuori misura ad evidenziare la piccolezza degli esseri umani, tutto contribuisce a portare sul palco sensazioni e drammaticità degli eventi. Gli stessi costumi ricchi, che ci riportano alla Roma dell’epoca napoleonica, sembrano imbrigliare nella loro opulenza i protagonisti obbligandoli ad un incedere gravoso. Rovente la serata in questa stagione particolarmente afosa, un plauso va comunque a coloro che riescono ad affrontare in tali condizioni uno spettacolo articolato, sebbene non lunghissimo.

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LUCIA DI LAMMERMOOR, GAETANO DONIZETTI - BASSANO OPERA FESTIVAL, DOMENICA 30 LUGLIO 2017

La sfortunata Lucia Ashton rivive ancora una volta il suo dramma nello spettacolo che il regista Paolo Giani porta prima a Padova e poi a Bassano del Grappa, con una messa in scena che vuole essere di gusto noir tanto nella drammaturgia che nella messa in scena, anch’essa ideata dal regista. Come purtroppo capita di vedere in talune produzioni, a tante idee interessanti non sempre corrispondono brillanti e riuscite rappresentazioni, laddove alcune soluzioni registiche non trovano una chiara collocazione scenica. Chiaramente possiamo riferirci solo a quanto visto poiché a causa di un nubifragio lo spettacolo è stato interrotto prima della scena della pazzia.

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AIDA, GIUSEPPE VERDI, rievocazione storica del 1913 – ARENA DI VERONA, VENERDI’ 28 LUGLIO 2017

E’ lo stesso inossidabile regista Gianfranco de Bosio a comparire sul palco, in compagnia della coreografa Susanna Egri, per ricevere il bagno di applausi da un’Arena quasi esaurita al termine di uno spettacolo ormai imprescindibile per questo Festival,  che regala ancora emozioni forti tanto a chi non lo ha visto quanto, perché no, a chi ne ha già apprezzato la spettacolarità. Stiamo parlando naturalmente dell’Aida nella rievocazione del 1913, già riconfermata anche per l’anno prossimo, che fa ormai quasi parte dei gradoni dell’anfiteatro e che con un cast ed una orchestra in forma hanno saputo riportare in vita le gesta del popolo egizio e di quello etiope con uno spettacolo che nonostante gli anni ha ancora qualcosa da raccontare.

Ancora una volta il palazzo del Faraone, il Tempio di Iside sulle rive del Nilo, la ‘fatal’ pietra sotto cui spirano i giovani protagonisti, sono la cornice ai dolori di un popolo sottomesso ed alle passioni di cuori infelici, e come spesso ci piace scrivere, c’è tutto ciò che il libretto comanda e che ci si può immaginare nel rappresentare la grande civiltà egizia con i suoi misteri e le sue bellezze. Gli interpreti interagiscono con grinta muovendosi in tutto lo spazio e gli ambienti a disposizione, mossi da particolare ardore e passione, come provassero essi stessi le emozioni in scena. Collaudate le coreografie evergreen dei balletti che animano la scena con Petra Conti ed Alessia Gelmetti come prime donne.

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PLÁCIDO DOMINGO, ANTOLOGÍA DE LA ZARZUELA - ARENA DI VERONA, VENERDI’ 21 LUGLIO 2017

Arena di Verona gremita fino all’inverosimile per salutare ed ascoltare uno dei cantanti d’opera più amati di sempre e che ancora oggi è in grado di creare serate di forte impatto e di grande successo. Parliamo naturalmente di Plácido Domingo, leggenda vivente madrilena che ha deciso di dedicare una intera serata al suo primo amore musicale, la Zarzuela, che cantava in gioventù con i suoi genitori e che lo ha portato ad amare la musica e poi intraprendere la straordinaria carriera che tutti conosciamo.

Questo genere musicale, che trova corrispondenza nella nostra operetta, è un’arte nobilissima dalle origini antiche, sorta per intrattenere la famiglia reale spagnola fin dal Diciassettesimo secolo ed il cui nome deriverebbe dal Real Sitio de la Zarzuela vicino a Madrid, tutt’ora fra le dimore dei regnanti, in cui appunto essi si ritiravano ed assistevano a questi spettacoli creati ad hoc, fatti di recitazione, canti, accompagnamento musicale e splendidi balletti.

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