|
|
|
Press release · NEW SEASON 2018/19 THE VOICE OF LICEU A wide variety of styles embracing pieces from the 18th through the 21st century featuring the world première of L’enigma di Lea by Benet Casablancas, with stage direction by Carme Portaceli and musical direction Josep Pons. A new season with strong female roles in the operatic titles and 3 leading female stage directors -Portaceli, de Beer and Miskimmon- with new and inventive performances on stage. Liceu continues to be a venue for international great voices with Camarena, Damrau, Radvanovsky, Theorin, Beczala, DiDonato, Yende, Buratto, Schrott, Haroutounian, Bakanova, etc. as well as great Catalan and Spanish singers such as Álvarez, Albelo, Arteta, Sabata, Moreno, Beaumont, de León, Blanch, and Calvo, among others. A new co-production to inaugurate the season with Bellini's I Puritani with stage direction by Annilese Miskimmon and musical direction by Christopher Franklin Wagner's inspiring spirit guides the new "Chamber Music at Liceu" project led by Josep Pons featuring the Theatre's Chorus and Orchestra. The Orchestra's symphonic concerts also evoke the paths forged by the German composer. Large formations and technology will also be present in the new season with Ponchielli's La Gioconda, featuring 238 artists on the stage and Händel's Rodelinda, with stage direction by Claus Guth, large format projections and a mobile building in the set design. The season boasts a remarkable combination of classic titles and breakthrough projects. Les pêcheurs de perles returns to Liceu after 54 years with a performance featuring a reality show approach.
CONCERTO DI VERONA LIRICA AL TEATRO FILARMONICO - DOMENICA 25 MARZO 2018Inaugura l'arrivo della primavera l'associazione Verona Lirica con la consueta formula che mixa le quattro voci del repertorio lirico con un ensemble musicale. Questa volta ospite il Quintetto a Fiati Silene composto da Alessio Preosti al flauto, Annabruna Atzeni al clarinetto, Federico Verzelletti all'oboe, Silvia Festa al corno e Teodora Mancabelli al Fagotto. Un programma popolare con l’aggiunta di pezzi meno noti per il concerto accompagnato come sempre da Patrizia Quarta al pianoforte, ormai colonna portante ed indispensabile per i pomeriggi dell’Associazione. Ad interpretare le eroine o gli eroi del melodramma internazionale ci hanno pensato il soprano Rossella Ragatzu, il mezzosoprano Veronika Koval, il tenore Kristian Benedikt ed il baritono Christian Senn. DO..RE..MI PRESENTO: INTERVISTA AL BARITONO FRANCO VASSALLOOggi abbiamo il piacere di incontrare il baritono Franco Vassallo, notissimo interprete del repertorio verdiano nei più importanti teatri del mondo (Metropolitan di New York, Royal Opera House di Londra, Bayerische Staatsoper, Teatro alla Scala…), in occasione del suo recente debutto nel ruolo di Scarpia nella Tosca di Giacomo Puccini lo scorso 21 marzo alla Staatsoper di Amburgo, con la regia del grande Robert Carsen. Gli abbiamo rivolto qualche domanda su di sé, la musica e naturalmente il terribile barone. VERDI OPERA NIGHT: una parata di stelle per Verdi e l'Arena di Verona - domenica 26 agosto 2018 ore 21.30
domenica 26 agosto 2018, ore 21.30 Il 26 agosto alle ore 21.30 grandi nomi del panorama lirico internazionale e la musica immortale di Giuseppe Verdi si incontrano nella suggestiva cornice dell’Arena di Verona per uno spettacolo d’eccezione: Verdi Opera Night, che saprà coronare la 96ma edizione del Festival lirico in scena dal 22 giugno al 1° settembre 2018. Dalla bacchetta di Andrea Battistoni alle voci femminili di Lisette Oropesa, Maria Mudryak, Serena Gamberoni e Violeta Urmana, a quelle maschili di Rame Lahaj, Francesco Meli, Luciano Ganci, Luca Salsi e Simone Piazzola, con l’Orchestra, il Coro, il Ballo e i Tecnici areniani: una parata di stelle per Verdi e l’Arena di Verona!
LA GIOCONDA, PONCHIELLI – TEATRO COMUNALE PAVAROTTI DI MODENA, VENERDI’ 23 MARZO 2018Grazie alla collaborazione tra Fondazione Teatri di Piacenza, Modena e Reggio Emilia la Gioconda di Amilcare Ponchielli arriva per l’appunto a Modena in un allestimento curato da Federico Bertolani per la regia, coadiuvato dalle scene di Andrea Belli ed i costumi di Valeria Donata Bettella. Con l’acqua come elemento portante a richiamare tanto la Laguna veneziana quanto la labilità delle relazioni in gioco nel dramma, abbiamo assistito ad uno spettacolo fluido, che ha conquistato carattere atto dopo atto, rendendo anche i personaggi man mano più dinamici sul palco. Un drappo recante l’effige del leone veneziano ci rammenta che siamo alla corte del Palazzo Ducale a Venezia, mentre solo chi sedeva in galleria o loggione ha potuto apprezzare gli effetti dell’acqua effettivamente presente in scena, e fortemente richiamata nei riflessi sulle pareti neutre grazie alle luci di Fiammetta Baldiserri. Visivamente d’effetto ma anche scenicamente efficacie la nave di Enzo, come fortemente essenziali ma pertinenti i pochi elementi che compongono gli altri due atti. PRIMA ESECUZIONE ITALIANA SONATA EROTICA DI ERWIN SCHULHOFF NELL'AMBITO DI GIROTONDO KABARETTArthur Schnitzler GIROTONDO KABARETT
ACCADEMIA DI SANTA CECILIA - MIKKO FRANCK DIRIGE L'OLANDESE VOLANTEStagione Sinfonica Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia lunedì 26 marzo ore 19.30 – mercoledì 28 ore 19.30 – venerdì 30 ore 20.30
L’Olandese volante Mikko Franck, direttore ospite dell’orchestra di santa cecilia, dirige l’opera di Wagner in forma di concerto
Secondo appuntamento nella Stagione Sinfonica con Mikko Franck, il direttore finlandese nominato – per la prima volta nella storia dell’Accademia – Direttore Ospite Principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che in questa veste dirigerà l’Orchestra e il Coro lunedì 26 marzo (Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia, ore 19.30 repliche mercoledì 28 ore 19.30 evenerdì 30 ore 20.30) nell’Olandese Volante (Die fliegende Holländer) di Richard Wagner, in forma di concerto. L’opera, presente per la prima volta nel calendario ceciliano, proseguirà il ciclo delle grandi opere wagneriane dirette nel corso delle passate stagioni, a Santa Cecilia, da Giuseppe Sinopoli, Christian Thielemann, Myung-Whun Chung, Daniele Gatti e Kirill Petrenko. La fonte principale del libretto è un episodio tratto dalle Memoires des Herrn von Schnabelewopski di Heinrich Heine – che riprendeva la leggenda nordica del misterioso personaggio condannato a vagare in eterno per i mari – ma nella vicenda dell’Olandese Volante Wagner inserisce anche un elemento autobiografico: il ricordo di una tempesta nella quale il compositore stesso si trovò coinvolto, nel 1839, durante una traversata per mare che da Riga lo conduceva a Londra, dalla quale restò molto impressionato. Presentata l'edizione 2018 di New Conversations - Vicenza Jazz, in programma dal 10 al 20 maggio![]() ![]() ![]() XXIII Edizione 10-20 maggio 2018 “The Birth of Youth” Comunicato Stampa – 20 marzo 2018
Beatrice Rana in recital; dopo i recenti successi con l’orchestra di Santa Cecilia, la pianista salentina torna al parco della musica in un recital solisticoAccademia Nazionale di Santa Cecilia Stagione 2017-2018
Stagione da Camera DIALOGUES DES CARMELITES , POULENC – TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, RECITA DI MERCOLEDI’ 14 MARZO 2018Il Comunale di Bologna porta in scena uno sfondo storico crudo e terribilmente realistico per l’opera capolavoro di Francis Puolenc che si vede rarissimamente in teatro, con nostro sommo dispiacere per attualità di contenuti e per come faccia riflettere sulla psiche di ognuno di noi. Lo spettacolo che arriva da Parigi e Bruxelles confezionato da Oliver Py (assistente Daniele Izzo) non conosce mezze misure e la vita connessa ai pensieri più profondi di una monaca che ha la sfortuna di nascere nell’età della Rivoluzione Francese, ci viene presentata con una immediatezza quasi sconcertante. Tutto ciò cui assistiamo è ricco di azione scenica ed ogni gesto ha un preciso significato, dall’incedere sempre più austero di Blanche all’ingenua fede nella vita di suor Constance, alla gravità in ogni sua movenza della Priora Mme de Croissy, e ad ogni piccolo gesto delle altre consorelle. La celebrazione delle festività, i riti conventuali, l’estremo attaccamento alla fede non servono a proteggere le sorelle dalla Rivoluzione che le circonda. Terribile l’agonia della Priora, il cui letto di morte è orizzontale rispetto alla platea per poterne cogliere ogni espressione dal volto ormai trasfigurato dalla folle sofferenza. Settimane Musicali al Teatro Olimpico - XXVII EdizioneCOMUNICATO STAMPA 15 MARZO 2018 Opera e concerti che nascono per il Teatro Olimpico: un incontro tra grandi maestri e giovani talenti Vicenza, Teatro Olimpico 20 maggio – 21 giugno 2018 Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico tornano a giugno 2018 con un programma articolato lungo i diversi filoni che il festival ha delineato nel corso degli anni: protagonisti saranno l’opera, con le scelte ispirate all’ambientazione del particolarissimo spazio scenico palladiano, e la musica da camera. Restano centrali inoltre l’attenzione ai giovani talenti e il coinvolgimento della città, andando a “vestire di musica” molti luoghi, oltre l’Olimpico, che ospiteranno concerti e incontri. Il festival, alla sua XXVII edizione, si svolgerà dal 20 maggio al 21 giugno 2018, con l’alternanza di opera, il venerdì sera e la domenica pomeriggio, e concerti il sabato sera. Ad aprire il cartellone sarà l’evento Mu.Vi. – Musica a Vicenza, ideato da Sonig Tchakerian tre anni fa, previsto per domenica 20 maggio. MANON LESCAUT , GIACOMO PUCCINI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, SECONDO CAST, MARTEDI’ 6 MARZO 2018Continuano le rappresentazioni di Manon Lescaut al Teatro Filarmonico di Verona. La recita del 06.03.18 ha visto il cambio dei tre interpreti principali rispetto alla prima di cui abbiamo recensito qui recensione 4 marzo. Ad interpretare il ruolo del titolo troviamo Francesca Tiburzi. Dotata di una solidissima preparazione musicale, la Tiburzi da prova di conoscere alla perfezione la parte musicale che affronta con una precisione e preparazione encomiabili, unita ad una presenza scenica non indifferente. Purtroppo la voce è molto piccola e si perde spesso nell'impasto sonoro di una partitura, quale è quella di Manon Lescaut, fatta anche di sonorità generose e tumultuose. La Tiburzi rimane quindi schiacciata in una parte che non può sostenere senza scadere nell'urlo. Scompare nei concertati, al limite dell'udibile nei duetti con Des Grieux, dimostra di non aver raggiunto una maturità vocale tale per affrontare questo repertorio che richiederebbe una presenza vocale sicura, una interpretazione vocale di peso e una tenuta continua sino alla fine della rappresentazione. MANON LESCAUT , GIACOMO PUCCINI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 4 MARZO 2018Torna al Filarmonico di Verona lo spettacolo di Manon Lescaut che Graham Vick ideò nel 2010 in collaborazione col Teatro La Fenice di Venezia. Si tratta di un allestimento molto particolare che si distacca completamente da ciò cui si è abituati a pensare quando si tratta della storia della bella e frivola Manon. Vick non pensa alle trine e merletti del Settecento, piuttosto al messaggio che la sua vita costernata di errori lascia ai posteri e confeziona una regia – monito con studenti ideali che assistono e partecipano allo stesso tempo a quanto accade in scena, con i personaggi principali che si materializzano da una lavagna di una ipotetica classe. TURANDOT, FERRUCCIO BUSONI / SUOR ANGELICA, GIACOMO PUCCINI – TEATRO LIRICO DI CAGLIARI, VENERDI’ 2 MARZO 2018Siamo giunti all’inaugurazione della stagione lirica al Teatro cagliaritano che anche quest’anno coraggiosamente decide di aprire con un appuntamento molto inusuale, un dittico composto dalla Turandot di Busoni e Suor Angelica di Puccini, con lo scopo di richiamare certo il pubblico di affezionati, ma anche gli amanti delle chicche poco eseguite. Per distinguersi dalla massa infatti è bene proporre, oltre a titoli che il pubblico ben conosce ed ama, anche qualche rarità che potrebbe richiamare appassionati da lontano. Ecco dunque in scena la fiaba di Busoni del 1917 insieme all' opera di Puccini che del resto fu rappresentata soltanto un anno dopo, e che comunque non vanta la stessa fama delle altre composizioni del lucchese. GAIA, A DYSTOPIAN VISION, DI HANNES KERSCHBAUMER – TEATRO STUDIO DI BOLZANO, SABATO 24 FEBBRAIO 2018 PER OPERA 20.21.
Atmosfera completamente diversa dal lavoro visto a Trento è lo spettacolo intitolato Gaia di Hannes Kerschbaumer, altro vincitore del Fringe Festival - Opera 20.21. Il libretto nasce in collaborazione con Gina Mattiello (anche performer vocale) e Raoul Schrott, autore di Erste Erde, Epos e Die Wüste Lop Nor: Novelle . Anche questo spettacolo si presenta in una veste molto grafica ed impressionistica, tendente cioè a creare in chi assiste una sorta di shock visivo che permetta di concentrare l’attenzione più sul visivo che su quanto ascoltato. Lo stesso Kerschbaumer, insieme a Federico Campana e Gina Mattiello, ci porta in una desolazione di frammenti immersi in una coltre di fumo opprimente, nel buio quasi totale, con pochissimi elementi opera di Natascha Maraval, a testimonianza di un mondo straziato dall’ennesima catastrofe. Su tutto brilla la eccellente performance vocale di Gina Mattiello, che per circa un’ora di spettacolo è impegnata in un monologo, alternato a voce registrata di Eleonora Burcher, totalmente in tedesco. Dispiace che solo in pochi momenti didascalici sia stata fornita una traduzione in sovratitoli italiani per chi non conosce la lingua tedesca, poiché molto si è perso del senso di smarrimento della protagonista in scena. Siamo infatti in una Terra desolata e post catastrofica, con conseguente estinzione degli esseri viventi, i cui unici esemplari rimasti sono completamente carbonizzati. La protagonista è un’astronauta sopravvissuta allo schianto della sua navicella, che si trascina tra questi corpi deformi e residui di un pianeta irriconoscibile, come fosse capitata a Fukushima o Nagasaki tra macerie e corpi dilaniati. CURON/GRAUN – OPERA 2021 - TEATRO SOCIALE DI TRENTO, VENERDI’ 23 FEBBRAIO 2018
La Fondazione Haydn di Bolzano e Trento si avvia verso la fase conclusiva della stagione Opera 20.21 con due progetti teatrali consecutivi vincitori del recente Fringe Festival Opera 20.21, ospitati da Bolzano per due serate e da Trento in un unico appuntamento. L’evento realizzato al Teatro Sociale di Trento in prima assoluta nasce da una idea dell’ OHT, Office for a Human Theatre, che da circa una decina d’anni si occupa di realizzare progetti teatrali innovativi e all’avanguardia. Curon/Graun può definirsi una ‘esperienza’ collettiva più che uno spettacolo teatrale, in quanto abbiamo assistito ad una sorta di narrazione drammatica e documentata di eventi realmente accaduti, accompagnati dalla magnifica esecuzione musicale dell’orchestra Haydn. IL TROVATORE, GIUSEPPE VERDI - TEATRO PETRUZZELLI – BARI – STAGIONE 2018Lo spettacolo è curato da Joseph Franconi Lee che gestisce gli spazi del palcoscenico con intelligenza e creando, in ogni scena, le giuste dinamiche tra i personaggi e la giusta “alchimia” nei movimenti. Le scene di Tito Varisco sono bellissime, dipinte sui toni del bianco avorio, del celeste e del blu, lasciano sprazzi di luce e di ombre che ben si amalgamano nello svolgimento dell’opera. I costumi, tradizionali, di Pasquale Grossi sono belli e adatti sia all’ambientazione che alle necessità registiche. Dal punto di vista musicale le cose sono andate in modo impeccabile nella maggior parte dei casi. FONDAZIONE ARENA DI VERONA, STAGIONE SINFONICA 2018 - PRIMO ONCERTO, TEATRO FILARMONICO DI VERONA 10 FEBBRAIO 2018Inaugurata la stagione sinfonica 2018 della Fondazione Arena di Verona con un concerto dal programma eclettico e coinvolgente, che ha visto Mario Brunello nella duplice veste di concertatore direttore d'orchestra e solista al violoncello e al violoncello piccolo. Programma eclettico dicevamo, poiché si è spaziato dal barocco di Bach trascritto per grande orchestra da Stokowski al contemporaneo con lo sperimentalismo “partecipato” di Kourliandski, passando attraverso il cromatismo sinfonico e multiforme di Saints Saens. Ed è quindi con la “toccata e fuga in re minore BWV565” nella trascrizione per orchestra sinfonica di Lopold Stokovski, che si è aperto il concerto. Stokovski, che fu organista per più di dieci anni in varie chiese prestigiose del Regno Unito, unisce ad una capillare conoscenza dello spartito bachiano, una certa magniloquenza retorica che rende la sua orchestrazione spesso eccessivamente pesante. OTELLO, GIUSEPPE VERDI - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, RECITA DEL 06.02.18 ( CAST ALTERNATIVO)La recita del 06.02.18 ha visto il cambio dei tre interpreti principali rispetto alla prima di cui abbiamo già recensito qui (link recensione 04 02 2018) Ad interpretare il ruolo eponimo, abbiamo trovato uno Ian Storey in buona forma vocale nonostante la sua lunga carriera tutta concentrata su di un repertorio vocalmente pesantissimo e sterminato. Storey è cantante che non si risparmia e sa dove mettere in evidenza tutte le sfaccettature interpretative che la parte del Moro comporta con oculata parsimonia ed una economia vocale studiata al milligrammo. Si sente benissimo che ha studiato la parte con Carlo Cossutta e ne è prova la raffinatezza esecutiva che pone nel duetto che chiude il primo atto, ma non solo. Storey dimostra di possedere tutta la pienezza e facilità dello squillo richiesta per questo ruolo, la voce c'è ed arriva senza indugio o affanno a superare anche l'incontrollato muro orchestrale che spesso si trova dinnanzi, con una sfrontatezza esecutiva che ben conosciamo ed ammiriamo in questo artista. Poco importa se lo smalto vocale non è più brillantissimo e a volte risulta logoro nei passaggi o nella parte bassa del rigo; la sua rimane una interpretazione musicale maiuscola. OTELLO, GIUSEPPE VERDI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 4 FEBBRAIO 2018Arriva al Teatro Filarmonico di Verona l’Otello verdiano che nel 2012 nacque da una collaborazione fortunata tra Fondazione Arena e Fondazione Teatro La Fenice di Venezia. Giorgia Guerra riprende lo spettacolo molto concettuale che Francesco Micheli confezionò basandosi più sulle sensazioni intime del protagonista che sulla vicenda concreta. Come se gli astri condizionassero e schiacciassero i mortali, la scena è sormontata dalle costellazioni luminescenti il cui cielo cambia colore a seconda dello stato d’animo vigente in scena. Il cubo centrale che di volta in volta diventa il fulcro dell’azione, gira su se stesso creando i diversi ambienti necessari. Edoardo Sanchi non riempie oltre l’allestimento poiché ciò che importa alla regia sono le azioni e non dove vengono compiute. La mente di Otello è logorata passo passo da Jago che lo spinge verso il baratro, sì da rendere più materiale e quasi tangibile il terribile frutto dei suoi sospetti. Ombre nere impersonate dai mimi aggiungono mistero ed angoscia ai pensieri del Moro che ne resta fatalmente sopraffatto. Fondamentali le luci di Fabio Barettin, poiché tanta parte dello spettacolo si tinge dei colori dell’odio sanguigno di Jago, stemprato dal blu virtuoso del Cielo a cui è devota la sventurata Desdemona. Silvia Aymonino disegna abiti tendenti al classico ma a nostro avviso un po’ bizzarri nel complesso per i signori uomini. |





