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Conservatorio di Milano: Billy Budd di Ghedini e Suor Angelica di Puccini in Sala Verdi sabato 28 e domenica 29 aprile

COMUNICATO STAMPA
 
Conservatorio di Musica G. Verdi di Milano

i Suoni del Conservatorio

In Sala Verdi arriva l’opera.

Per i dieci anni del Laboratorio CantarInScena, la Sala Verdi si trasforma in teatro e accoglie, in doppia data, sabato 28 e domenica 29 aprile, un dittico 'inedito', che mette insieme Billy Budd di Giorgio Federico Ghedini e Suor Angelica di Giacomo Puccini.

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PROGETTO MUSICALE SCUOLE IN PARALLELO A PADOVA

COMUNICATO STAMPA

 progetto “SCUOLE IN PARALLELO

 

Concerti delle orchestre e dei solisti e gruppi da camera dei corsi ad indirizzo musicale del Primo IC “Petrarca” e del Quinto IC “Donatello” di Padova e dell'IC “Parini” di Camposampiero

Venerdí 27 aprile 2018, ore 20.30, Auditorium “C. Pollini” di Padova

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CONCERTO DELL’ASSOCIAZIONE VERONA LIRICA DI DOMENICA 22 APRILE 2018 – TEATRO FILARMONICO DI VERONA

Grazie ad un legame artistico sempre più felice tra l’Associazione Verona Lirica e la Fondazione Arena di Verona, abbiamo il piacere di ascoltare tra gli ospiti dei concerti dell’Associazione, molti interpreti noti a livello internazionale e che in passato hanno figurato o figurano attualmente nei cartelloni delle stagioni areniane.

Così in un pomeriggio di primavera molto simile all’estate per temperature già torride e nonostante il blocco del traffico in città, un pubblico numeroso ha potuto applaudire i protagonisti Elena Mosuc, Leonardo Cortellazzi, Ambrogio Maestri ed il sempre graditissimo violinista Giovanni Andrea Zanon. Proprio il giovane veneto, che è ben noto al pubblico veronese anche per concerti della stagione sinfonica, ha esordito con un pezzo dell’incomparabile Niccolò Paganini, il dolce ‘Cantabile’  insieme a Patrizia Quarta al pianoforte: romantica romanza ricca di sentimento che per le sue note delicate e ‘cullanti’ invita appunto al canto ed anche alla danza. Emozioni allo stato puro invece, con l’aggiunta di brividi data la difficoltà del brano, con il Capriccio n. 5 dai 24 Capricci, sempre di  Paganini: l’ Agitato in la minore è una prova di tecnica impressionante e di straordinario controllo dello strumento; Zanon possiede entrambi unitamente ad una capacità interpretativa propria di pochi. Piccolo divertissement potremmo definire il pezzo ‘danzante’ di Fritz Kreisler che tradotto dal tedesco significa ‘bel rosmarino’.

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DIMITRI SHOSTAKOVICH, LEDI MAKBET MCENSKOVO UEZDA (LADY MACBETH OF MTSENSK) - ROYAL OPERA HOUSE COVENT GARDEN, LONDON 17 APRILE 2018

Fa sempre piacere assistere ad una ripresa di una produzione nata sotto benigna stella.

E' il caso di questa Ledi Makbet Mcenskovo uezda di Dmitri Shostakovich che il duo Richard Jones\Antonio Pappano portarono per la prima volta sulle tavole del Covent Garden 14 anni fa con un successo clamoroso e che gli valsero il conferimento del prestigioso premio Laurence Olivier.

E quella produzione è ancora magnifica sotto tutti i punti di vista, a partire dalle scene di John Macfarlane che ci riportano in un lontano 1950 dove il lugubre passare dei giorni vuoti in una misera casa di una cittadina mineraria della provincia russa è rappresentato con una autenticità orribile, fatta di mobilio sudicio e vesti consunte.

Ed è in questo desolante vuoto che si svilupperà la storia di Katerina, prima di una trilogia che Shostakovich pensò negli anni 30 del ‘900 del secolo scorso sulla condizione della donna nella provincia russa, ma che abortì dopo il veto perentorio sulla sua musica e sulla sua persona calato da Stalin al termine di una sua presenza ad una rappresentazione dell'opera.

Ledi Makbet è il capolavoro drammatico di Shostakovich ed insieme la prova più lampante delle sue straordinarie attitudini teatrali e del suo impegno ideologico e sociale. Un'opera di un ben chiaro significato antiborghese, dove la musica realizza il contenuto drammatico con grande energia espressiva in una scrittura armonica articolatissima nella quale si alternano zone di semplice lirismo ad altre ruvidamente dissonanti portate fino all'atonalità.

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SIMON BOCCANEGRA, GIUSEPPE VERDI – TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, MERCOLEDI’ 18 APRILE 2018

E’ arrivata a Bologna parecchio sfoltita nell’allestimento la produzione del Simon Boccanegra in coproduzione col Teatro Massimo di Palermo datata quasi dieci anni addietro. Lo spettacolo di Giorgio Gallione si basa su di una atmosfera molto rarefatta e cupa che gioca molto sui contrasti chiaro scuro delle scene di Guido Fiorato e sulle luci che Daniele Naldi vuole altrettanto in contrasto, in continua alternanza tra il rosso caldo della passione ed il freddo blu che richiama il mare. Con Genova sullo sfondo a ricordare ove si svolge l’azione, complessivamente lo spettacolo è molto lineare e semplice nella sua eleganza, senza colpi di teatro o particolari dinamismi tra i personaggi. I contrasti politici ed i complotti che ne derivano sono materia sì succulenta che con gli interpeti giusti può certo bastare a rendere esplicita la drammaticità dell’opera. Forse gli elementi scenografici mancanti davano un maggior senso di raccoglimento e concretezza all’oggetto, mentre in questo caso l’azione scenica si è svolta principalmente su di una pedana un po’ spoglia con magnifici mosaici e pochi altri elementi architettonici. In questo modo gli interpreti hanno potuto esprimersi al loro meglio guidati soprattutto dalla musica e dalle proprie sensazioni. I costumi di foggia classica sono sempre opera di Fiorato.

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LEDI MAKBET MCENSKOVO UEZDA, DIMITRI SHOSTAKOVICH (UNA LADY MACBETH DEL DISTRETTO DI MCENSK) - TEATRO SAN CARLO DI NAPOLI, 15 APRILE 2018

Torna sulle tavole di un teatro la acclamatissima produzione di Martin Kusej di "Ledi Makbet Mcenskovo uezda" di Dmitri Shostakovich che debuttò al Teatro dell'Opera di Amsterdam nel 2006. La scelta del Teatro Di San Carlo di Napoli di optare per questa produzione, molto realistica nella sua crudezza interpretativa, se inizialmente ha suscitato qualche perplessità nel compassato pubblico partenopeo, si é rivelata vincente sia dal punto di vista drammaturgico che di immagine.

Una regia quella di Kusej, qui ripresa per la prima italiana  da Herbert Stöger, che a distanza di 12 anni mantiene inalterata la propria freschezza narrativa a fronte di un libretto che non risparmia nulla in termini di precise indicazioni didascaliche.

E Kusej non si fa certo pregare nel calcare la mano sulle scene più crude di una storia fatta di violenza non solo fisica ma anche carnale e psicologica, aiutato in ciò dalle scarne ma funzionali scene di Martin Zehetgruber, dai costumi di Heide Kastler, e dal fondamentale disegno luci di Reinhard Traub qui ripreso da Marco Giusti.

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GRANDI CAST PER IL 96° OPERA FESTIVAL 2018 ALL’ARENA DI VERONA - DAL 22 GIUGNO AL 1° SETTEMBRE

Importanti direttori, registi di fama internazionale, stelle della lirica e nuovi astri nascenti dell’opera caratterizzano la 96ma edizione del Festival lirico all’Arena di Verona, che prenderà il via il prossimo 22 giugno fino al 1° settembre 2018, per 47 serate all’insegna della grande musica sotto le stelle nel teatro lirico più grande del mondo.

Come sempre si confermano impegnati i complessi artistici e tecnici areniani, con la loro alta professionalità che porta in scena ogni sera un titolo differente, per un Festival unico che da oltre cento anni continua a stupire ed emozionare il suo pubblico.


L’Arena di Verona Opera Festival 2018 inaugura con una nuova produzione di Carmen di Georges Bizet, opera tra le più rappresentate al mondo, accanto ad altri veri e propri cavalli di battaglia del “tempio della lirica”, da sempre acclamati dal pubblico: Aida di Giuseppe Verdi, Turandot di Giacomo Puccini, Nabucco di Giuseppe Verdi e Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.

A completamento della proposta operistica, arricchiscono il cartellone l’immancabile appuntamento con la danza Roberto Bolle and Friends e la serata-evento Verdi Opera Night dedicata al celebre compositore di Busseto, che da oltre un secolo domina le estati areniane.

Invita a partecipare al Festival 2018 il Sindaco di Verona e Presidente di Fondazione Arena Federico Sboarina, che esprime apprezzamento per il cartellone ricco e di indiscusso interesse, all’altezza di un Festival storico e prestigioso che da più di un secolo testimonia l’eccellenza culturale della città di Verona e del nostro Paese: «Grazie ad un importante lavoro di squadra e alla professionalità della Sovrintendente Gasdia, è stato possibile dar vita ad un cartellone davvero unico. Sul palcoscenico arriveranno artisti e registi internazionali di altissimo livello, che valorizzeranno il festival areniano, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Allo stesso tempo sarà dato spazio ad alcuni giovani talenti che si sono già contraddistinti nel panorama della lirica e che saranno al loro esordio in Arena. La programmazione dell’opera sarà inoltre arricchita da due grandi eventi, e permeata da concerti e spettacoli. Lirica ed extra lirica devono essere un valore aggiunto l’uno per l’altro, due anime della Fondazione, che concorrono allo stesso obiettivo: fare dell’Arena il tempio per eccellenza della lirica e della musica a livello mondiale».

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ORLANDO FURIOSO , VIVALDI - TEATRO MALIBRAN DI VENEZIA, VENERDI’ 13 ABRILE 2018

Andata in scena quest’estate al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca esordisce anche a Venezia questa nuova produzione dell’Orlando Furioso di Vivaldi in partnership con la Fondazione Treatro La Fenice. Una edizione critica a cura di Federico Maria Sardelli in collaborazione con l’Istituto Antonio Vivaldi della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, rivista per la parte drammaturgica dallo stesso regista Fabio Ceresa, che ne ha snellito alcuni punti per meglio rendere l’azione scenica, adattandola principalmente ai tempi teatrali dei giorni nostri.

In circa tre ore di spettacolo (intervallo compreso) il cinquecentesco personaggio dell’ Ariosto rivive ancora oggi nel libretto che Braccioli scrisse due secoli dopo per la celestiale musica di Antonio Vivaldi, grazie ad uno spettacolo fresco, colorato e scorrevolissimo, ove il regista ha cercato di inserire tutti gli elementi che divertivano tanto il pubblico del Settecento, quanto divertono quello attuale con leggerezza e spesso anche ilarità.

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Il musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice al Regio


Stagione d’Opera 2017-2018

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Il musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice al Regio

Prima esecuzione assoluta della versione per orchestra sinfonica

 

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Matinée in Casa Mozart a Rovereto per l’Associazione Mozart italiacon il pianista AxelTrolese

Domenica 15 aprile 2018, ore 11.00,nello splendido Palazzo Diamanti in via della Terra, spina dorsale delnucleo più anticodellacittà di Rovereto, il pianista AxelTrolese sarà ospite dell’Associazione Mozart Italia di Rovereto in occasione del ciclo di concerti intitolati Matinée in Casa Mozart“, rassegna da 25 anni dedicata a scoprire e valorizzare i giovani talenti.

 

Axel Trolese, diplomato con 10, Lode e Menzione d’Onore presso l’ISSM “Monteverdi” di Cremona con Maurizio Baglini e attualmenteimpegnatotra il Master al ConservatorioNazionaleSuperiore di Parigi e il Corso di Alto Perfezionamentoall’Accademia di Santa Cecilia di Roma, presenterà al pubblicoun programmachesi aprirà con la celebre Sonata in La M KV 331"Alla turca"di Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791), pubblicata nel 1784 e regalata alla sorella. Continuacon le Variazioni su un tema originale in Re M op. 21 nº 1 di Johannes Brahms(1833-1897), completate a Düsseldorf nel 1857, la Sonata op. 50 n.3 in Sol minore “Didone Abbandonata”che Muzio Clementi (1752-1832)ha dedicatoa Luigi Cherubini,scrittanel 1821 ed ispirata alla storia amorosa di Didone del quarto libro dell'Eneide virgiliana. 

Il concerto si chiude con la trascrizione di Franz Liszt (1811-1886) dell’Ouverture del GuillaumeTell di Gioachino Rossini.

Per assistere al concerto è previsto un biglietto di €12,00, intero, e €10,00 ridotto per i Soci AMI e per i soci dell’Associazione Filarmonica.

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Le sorelle Labèque in concerto al Teatro Regio di Parma


 

KATIA E MARIELLE LABÈQUE

PER LA STAGIONE CONCERTISTICA 2018

Pagine di Gerswhin, Glass, Bernstein nel concerto dell’acclamato duo pianistico

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OPER.A 20.21 a Bolzano: La Traviata, sabato 21 e domenica 22 aprile 2018

Fondazione Haydn di Bolzano e Trento

OPER.A 20.21

www.haydn.it

COMUNICATO STAMPA

La Traviata

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Sabato 7 aprile Bronzi dirige la OTO al Comunale di Vicenza

 

comunicato stampa

 

E PER FINIRE, PROKOF'EV

Sabato 7 aprile l'Orchestra del Teatro Olimpico chiude la stagione sinfonica al Comunale di Vicenza nel segno di Sergej Prokof'ev. Diretta da Enrico Bronzi la OTO propone la Suite sinfonica “Il luogotenente Kijé”, il Concertino per violoncello e orchestra (con Bronzi solista) e la Sinfonia n. 3 in do minore. 

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R. WAGNER. DER FLIEGENDE HOLLÄNDER, ORCHESTRA E CORO DELL' ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA, DIRETTORE : MIKKO FRANCK - AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, ROMA, 30 MARZO 2018

Straordinario appuntamento con l'opera lirica nell'ambito della stagione concertistica dell' Accademia Nazionale di Santa Cecilia con un titolo affrontato per la prima volta da questa meravigliosa compagine musicale.

Si tratta di "Der fliegende Holländer"  di Richard Wagner, qui rappresentato in versione da concerto e con un cast di primissimo ordine.

Per motivi sindacali si è scelto di non  rappresentare la versione in atto unico come previsto dal compositore, ma si è optato per un intervallo unico tra il primo e secondo atto, scelta opinabile soprattutto in una versione da concerto, ma tant'è ....

Al successo della serata ha certamente contribuito in misura determinante la precisione, l'autorevolezza e, insieme, lo slancio e la passione del Direttore ospite principale dei complessi di Santa Cecilia Mikko Franck: la cura nel controllo delle dinamiche orchestrali, la perfetta esattezza agogica, la gestione impeccabile dei rapporti tra orchestra e solisti hanno fatto sì che la musica di Wagner abbia potuto dimostrare intatto il suo fascino. Franck, per motivi di salute, (problemi alla schiena) non resta mai sul podio ma si aggira tra i leggii degli strumentisti intorno al podio dando spesso loro le spalle, cercando quasi un contatto fisico  con la musica e questo può aver contribuito in qualche misura a delle micro fratture tra le varie sezioni dell'orchestra che comunque non hanno inficiato una esecuzione memorabile.

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ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE DELLA RAI, CONCERTO DEL 28 marzo 2018, DIRETTORE KAZUKI YAMADA - AUDITORIUM RAI TORINO

Programma interamente dedicato ad un Mendelsshon straordinariamente popolare, quello proposto dalla Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino impegnata assieme al coro Maghini e diretti dalla bacchetta di Kazuki Yamada, nelle sinfonie n.1 e 2 .

Eseguita per l'ultima volta da questa orchestra nel 1958(!) La sinfonia n.1 di Mendelsshon si prefigura immediatamente per quello che è: un lavoro di transizione di un compositore poco più che quindicenne che guarda al periodo classico (Mozart e Haydn) cercando una propria maturità compositiva, con un occhio rivolto più che altro all' impeto focoso della scrittura di Weber e al suo romanticismo manierato.

Maturità che comunque è già sviluppata nella prodigiosa scrittura e nella fulgida strategia compositiva che lo portano ad una pienezza intellettiva già in anticipo sulla musica dell'ottocento.

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LE NOZZE DI FIGARO – W. A. MOZART – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, SABATO 31 MARZO 2018

Il regista Mario Martone creò per il teatro San Carlo di Napoli l’allestimento che oltre dieci anni fa debuttò nel capoluogo campano e che da allora ha viaggiato molto, approdando finalmente a Verona al Teatro Filarmonico. Sostanzialmente lo spettacolo rimane lo stesso, che abbiamo visto nell'attuale Circuito OperaLombardia circa tre anni fa, con il dovuto riadattamento agli spazi più contenuti rispetto al San Carlo, operato da  Raffaele Di Florio, sempre con scene di Sergio Tramonti ed i costumi di Ursula Patzak che per foggia ci riportano all’epoca originale.

Il regista volutamente scelse di operare su un unico ambiente che raffigurasse più o meno una grande sala ove può accadere tutto ciò che succede nell’opera. I grandi bracci che avvolgono l’orchestra aumentano le possibilità sceniche, ma talvolta rendono difficoltoso seguire il direttore per chi le occupa con rischi sulla tenuta del tempo. Dunque niente camera di Figaro, o della Contessa, e nemmeno il giardino dello scambio di persona, ma come dicemmo allora un unico luogo ove siano i protagonisti a catturare l’attenzione con la loro personalità, liberamente espressa senza forzature registiche. E lo spettacolo funziona ancora e piace, perché succede sempre qualcosa, nessuno è posto a caso tra gli elementi presenti, ognuno si muove mentre canta con scopo preciso e molte gag vengono poste in essere per tenere viva l’attenzione durante le tre ore di musica.

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Torna il RUBINI FESTIVAL: inaugurazione con la RITA di Donizetti, nel giorno del compleanno del grande tenore romanese, sabato 7 aprile alle ore 20.30

7 aprile-27 maggio

III edizione Rubini Festival

COMUNICATO

Giunge nel 2018 alla terza edizione il Rubini Festival, manifestazione che il Comune di Romano e la Fondazione OO. PP. G.B. Rubini dedicano al grande tenore.

Dal 7 aprile, giorno del compleanno del Maestro, al 27 maggio diversi luoghi cittadini diventeranno palcoscenici di altrettante manifestazioni: protagonista assoluta l’opera in diverse declinazioni, con appuntamenti in collaborazione con il Conservatorio di Musica G. Donizetti di Bergamo, con cui il Rubini Festival rinsalda la relazione avviata lo scorso anno, con la Fondazione Donizetti di Bergamo nella persona del suo Direttore scientifico Paolo Fabbri, con Laboratorio 10 e ovviamente con il Concorso Rubini, divenuto manifestazione biennale.

 

Si comincia, come si diceva il 7 aprile, con un One Day Rubini, che da quest’anno in poi sarà occasione annuale di festeggiamento del tenore romanese.

La cittadinanza è quindi invitata a partecipare alla rappresentazione di Rita opera di Gaetano Donizetti, in un allestimento del Conservatorio di Bergamo: l’appuntamento è per le 20.30 all’Auditorium Caterina Merisi dell’Istituto Superiore G.B. Rubini.

Di seguito la scheda e la storia dell’opera.

 

Sabato 7 aprile ore 20.30

Auditorium Caterina Merisi

Istituto Superiore G.B. Rubini

Gaetano Donizetti

RITA

Opera completa, in forma di concerto

Produzione del Conservatorio di Musica G. Donizetti di Bergamo

 

Eleonora Boaretto Rita (soprano)

Song Hyunjung Beppe (tenore)

Ezio Passerini Gasparo (basso)

Narratore Pietro Ghislandi

 

Orchestra del Conservatorio di Musica G. Donizetti di Bergamo

Direttore d’orchestra Roberto Frattini

Maestro ai sovratitoli: Alberto Sonzogni

Maestro collaboratore per i cantanti: Samuele Pala

Maestro collaboratore per gli archi: Pierantonio Cazzulani

Maestro collaboratore per i fiati: Marco Ambrosini

Ingresso libero

Consigliata la prenotazione all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Rita, eseguita integralmente, è la versione che circolò in Italia, a partire dal 1876, di un’operina in un atto concepita originariamente su un libretto francese,Deux hommes et une femme. Donizetti la realizzò tra il 1839 e il 1841, ma per varie ragioni andò in scena a Parigi solo nel 1860, con un altro titolo francese,Rita ou le mari battu, suggerito probabilmente dall’autore del libretto, Gustave Vaëz. Sedici anni dopo la première parigina, l’opera fu tradotta in italiano dall’editore Ricordi, che poi ne aggiornò il testo negli anni Cinquanta del Novecento. Rita è insomma il documento della fortuna e della circolazione italiana di Deux hommes et une femme, che Donizetti ideò in francese, progettò di adattare per i teatri italiani, ma non fece in tempo a veder rappresentata.

La partitura comprende otto numeri collegati da dialoghi parlati (che per l’occasione sono stati liberamente riadattati dall’attore Pietro Ghislandi e dal direttore Roberto Frattini). La stringata vicenda di Rita, indomita bisbetica, del marito Peppe e del primo marito Gaspar, creduto morto in un naufragio, è efficacemente articolata in otto numeri: un’aria per ciascun cantante, tre duetti, un terzetto e il finale. La pagina in cui questo sapido intreccio tocca il suo apice è il duetto in cui i due uomini danno vita a una rivalità di segno opposto rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare: anziché contendersi la protagonista, tenore e baritono giocano la loro partita puntando entrambi a liberarsene. Perde chi vince insomma. Ne scaturisce un piccolo gioiello, determinato da una scrittura assai duttile, dalla essenziale caratterizzazione dei personaggi, dalla misura con la quale le situazioni restano sempre al di qua del limite del farsesco.

Non è chiaro da dove provenga il soggetto. Forse, almeno in parte da un lavoro drammatico francese (Morioud et Compaigne di Bayard e Devorme), ma qualche testimonianza suggerisce anche che Donizetti possa aver preso spunto da fatti realmente accaduti nei pressi di Bergamo, e che, ingolosito dalla vicenda, come spesso gli capitava, avesse iniziato a scrivere il libretto da sé, prima di affidarlo alle sapienti mani di Vaëz.

Contrariamente a quanto si è a lungo supposto, quello di Rita (ovvero Deux hommes et une femme) è stato il primo libretto scritto da Vaëz per Donizetti, prima ancora, insomma, che ultimasse la versione francese di LuciaLucie de Lammermoor. Tutto ha inizio nel 1839. Donizetti, a Parigi per altri impegni, implora Vaëz di stendergli un libretto. Non aveva ancora una commissione, scriveva per non annoiarsi. L’occasione sembrò presentarsi quando Pacini rischiò di non consegnare in tempo un proprio lavoro. Donizetti si fece trovare pronto ma l’emergenza rientrò e l’opportunità sfumò. Sembrò allora profilarsi una possibilità di rappresentazione a Napoli. Donizetti si rimise all’opera e nel 1841 ritoccò la partitura e progettò di far tradurre il testo drammatico, ma la morte dell’impresario Domenico Barbaja rese vano quest’altro tentativo. Rita era destinata a rimanere l’unica opera donizettiana completa e non rappresentata vivo l’autore. Bloccata per più di un decennio da contese ereditarie, fu riproposta con l’aiuto di Vaëz al direttore dell’Opéra-Comique; una commissione di esperti ne certificò la totale autenticità e l’opera poté andare finalmente in scena per la prima volta il 7 maggio 1860, alla Salle Favart. (Livio Aragona)

 

Il Festival proseguirà con una tre giorni particolarmente densa di appuntamenti da venerdì 25 a domenica 27 maggio.

 

Specificamente, le mattine di venerdì 25 e sabato 26 in doppio turno le scuole di Romano parteciperanno alle visite animate di Palazzo Rubini, a cura di Laboratorio 10.

 

La sera del 25 maggio presso la Chiesa di San Defendente è invece in programma un concerto lirico che vedrà la partecipazione di alcuni tra i vincitori delle scorse edizioni del Concorso Lirico.

 

Per domenica 27 maggio l’Amministrazione comunale e la Fondazione Rubini hanno pensato di realizzare una giornata di musica diffusa nel nome di Rubini.

 

Si comincia alle 11.00 con una visita animata di Palazzo Rubini, questa volta aperta alla cittadinanza e non soltanto destinata alle scuole, sempre a cura di Laboratorio 10. Al termine della visita, sempre in Palazzo Rubini, Paolo Fabbri Direttore scientifico della Fondazione Donizetti e Maria Chiara Bertieri presenteranno al pubblico gli esiti del lavoro sull’epistolario rubiniano in corso di realizzazione, soffermandosi in particolare su eventi significativi e non noti della vita e dell’opera dl grande tenore.

A seguire un momento di rinfresco e condivisione con tutti gli ospiti presenti.

 

Dalle 17.00 l’opera sarà protagonista sotto i portici di Romano: Il telefono di Giancarlo Menotti, L’opera da tre soldi di Bertold Brecht e pagine dal grande repertorio lirico italiano saranno eseguite dagli studenti del Conservatorio Donizetti, a favore dei tanti passanti che il pomeriggio della domenica animano il centro cittadino.

 

Alle 20.30 tutti di nuovo a Palazzo Rubini per lo spettacolo dedicato al tenore a cura di Laboratorio 10. Tra musica e parole, Rubini: l’uomo e l’artista, questo il titolo dello spettacolo, vedrà in scena la voce cantante di Luigi Albani, il pianoforte di Damiano Carissoni e la voce narrante di Dario Bertulazzi nel ruolo del cocchiere di Rubini. A lui saranno affidate letture di lettere e narrazioni “cucite” da Marco Maltempi, a cui si deve il testo dello spettacolo, che condurranno l’ascoltatore/spettatore a conoscere da vicino, seguendola dall’interno, la vicenda biografica e artistica del tenore romanese.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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A.SCHNITZLER, GIROTONDO KABARETT - FONDAZIONE TEATRO DUE PARMA, MARTEDI’ 27 MARZO 2018

"La profondità di pensiero non ha mai chiarito nulla, la chiarezza di pensiero guarda più profondamente nel mondo". A.Schnitzler

Si entra immediatamente nel clima della Vienna decadente a cavallo tra fine 800 e inizio 900 del secolo scorso, appena si varca la soglia del Teatro Due di Parma, quando una graziosa signora vestita in abiti maschili e con una frusta in mano, ti accompagna al tavolo al quale ti verrà servita la cena durante lo spettacolo, chiedendoti se gradisci una maschera per non essere riconosciuto durante la visione della scabrosa performance.

Stiamo parlando di " Girotondo "(Reigen) pièce teatrale scritta da Schnitzel nel 1897 e qui riproposta nella visione drammaturgica di Walter Le Moli con la traduzione di Giuseppe Farese, scene di Tiziano Santi, costumi di Gianluca Falaschi e luci di Claudio Coloretti.

"Girotondo" è una Pièce teatrale scritta da uno Schnitzler in una Vienna che vedeva l'affermarsi delle teorie di Freud, delle opere di Richard Strauss composte sui libretti di Stefan Zweig (grande ammiratore di Schnitzel), l'affermarsi della "Sezessionstil" ma anche la nascita di caffè, locali notturni, varietà, sale da ballo con le loro "entreneuses" mercenarie dove la prostituzione continuava a restare il fondamento della vita erotica al di fuori del matrimonio, quasi un secondo lato oscuro su cui si ergeva la benpensante società borghese.

Anni in cui la sessualità non poteva essere estromessa dalla società, ma si cercava almeno che non fosse visibile nel mondo dorato, ben educato, ben ordinato del tempo. Una società che si mostrava sempre particolarmente crudele verso chi ne tradisce i segreti e rivela, per ipocrisia, chi commette un crimine contro natura. Come nella famiglia, come nella scuola, così anche nella sfera erotica i giovani si vedevano preclusi quelle libertà erotiche e quelle felicità cui la loro età li avrebbe destinati con naturalezza.

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220 anni del Teatro Pergolesi di Jesi: il programma del Festival Pergolesi Spontini e della Stagione Lirica di Tradizione

Comunicato stampa

Da Fondazione Pergolesi Spontini

 

Il 2018 della Fondazione Pergolesi Spontini: una rete estesa di collaborazioni, progetti di formazione e lirica di qualità per celebrare i 220 anni dell’inaugurazione del Teatro Pergolesi ed i 50 anni del riconoscimento del titolo di “Teatro di Tradizione”.

Per il XVIII Festival Pergolesi Spontini, l’opera ritrovata “Le metamorfosi di Pasquale” di Spontini e “Il noce di Benevento” del compositore jesino Giuseppe Balducci in prima esecuzione italiana in tempi moderni.

Nel cartellone della Stagione Lirica di Tradizione del Teatro G.B. Pergolesi “Il Trovatore” di Verdi, “Le nozze di Figaro” e, in prima rappresentazione assoluta, il CircOpera “Gran Circo Rossini”.

Il 2018 è un anno importante per il Teatro G.B. Pergolesi che celebra i 220 anni della sua nascita e il 50esimo anniversario del riconoscimento del titolo di Teatro lirico di Tradizione.

La Fondazione Pergolesi Spontini presenta una proposta culturale diffusa sul territorio dove protagonista sarà, soprattutto, la produzione lirica, con le prossime edizioni del Festival Pergolesi Spontini (tra agosto e settembre) e la Stagione Lirica di Tradizione che ritorna nella storica collocazione autunnale.

La Fondazione cambia pagina: con grande entusiasmo e rinnovato slancio è riuscita in pochi mesi a programmare un’attività artistica all’insegna della qualità, della sostenibilità, dell’apertura verso diverse fasce di pubblico e dei progetti di rete, con numerose e prestigiose collaborazioni e coproduzioni a livello locale, nazionale ed internazionale.

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ORCHESTRA DEL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, STAGIONE DI CONCERTI 2017\18, DIRETTORE FRANCESCO OMMASSINI - LUNEDI 26 MARZO 2018, TEATRO COMUNALE DI VICENZA

Quinto concerto della stagione dell'Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza con  la direzione e concertazione del Maestro Francesco Ommassini.

Fondata nel 1990, la OTO ha collaborato nella sua storia con artisti di caratura internazionale e di prestigio, trasformandosi nel 2014 in una sorta di bottega musicale all'interno della quale i 40 strumentisti selezionati tra i migliori neo diplomati dei Conservatori italiani, si perfezionano sotto la guida attenta e meticolosa di affermati musicisti.

Il livello di preparazione musicale raggiunto, permette alla OTO di affrontare con precisione e professionalità un repertorio impegnativo tra i più vasti che la collocano tra le compagini orchestrali più in vista del panorama musicale italiano recente.

Francesco Ommassini è stato chiamato a dirigere e preparare i musicisti della OTO in un programma che ha visto alcune delle pagine più famose del repertorio sinfonico come la sinfonia n. 5 di L.V.Beethoven e la sinfonia n.4 di R. Schumann, precedute dalla Ouverture dall'opera “Tancredi” di G.Rossini.

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