COMUNICATO STAMPA
L’Ente Luglio Musicale Trapanese si accinge a festeggiare
COMUNICATO STAMPA
L’Ente Luglio Musicale Trapanese si accinge a festeggiare
Mariella Devia darà l’addio alle scene liriche interpretando il ruolo della protagonista nella Norma di Vincenzo Bellini al Teatro La Fenice, in occasione della ripresa del titolo belliniano in programma domenica 13 maggio 2018 ore 19.00 (diretta Rai Radio3), mercoledì 16 maggio ore 19.00 e sabato 19 maggio ore 15.30. L’allestimento – che fu progetto speciale della 56a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia – porta la firma dell’artista americana Kara Walker, responsabile artistica di regia, scene e costumi; mentre la direzione musicale è affidata al maestro Riccardo Frizza.
In concomitanza con la sua ultima interpretazione di Norma, Mariella Devia riceverà inoltre il Premio Una vita nella musica 2018: il soprano ligure sarà insignita del prestigioso riconoscimento – creato nel 1979 da Bruno Tosi per celebrare le personalità più illustri della scena musicale internazionale e giunto quest’anno alla sua trentunesima edizione – nell’ambito di una cerimonia di consegna a ingresso libero che avrà luogo lunedì 14 maggio alle ore 12.00 nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.
A proposito del suo addio alle scene, Mariella Devia ha dichiarato: «potrò dedicarmi con più costanza all’insegnamento, che considero fondamentale per chi inizia la carriera. Credo che oggi per i giovani sia difficile trovare una guida, non che io creda di possedere la verità assoluta, ma, per quel che posso, cerco di aiutarli e di seguirli […] Credo – come potrei non crederlo? – che l’opera abbia ancora una funzione assai importante nelle nostre vite. Però penso anche che il pubblico vada creato, cominciando dai bambini. Spesso incontro persone che mi dicono: “Era la prima volta che venivo a teatro. È fantastico!”. È dunque necessario invogliare i nuovi spettatori, perché poi rimarranno affascinati da ciò che vedono e sentono. I media, non soltanto i giornali e la carta stampata, dovrebbero parlarne di più. E soprattutto bisognerebbe far ascoltare la grande musica a partire dalle elementari. Ricordo che gli allievi di una scuola, portati all’opera dai loro insegnanti, mi hanno poi scritto lettere favolose. Questo vuol dire che hanno apprezzato quanto hanno visto, e non si sono posti il problema che fosse musica ‘vecchia’: si sono fatti trascinare dalla storia che sentivano raccontare».
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Si è riunito oggi, mercoledì 9 maggio, il Consiglio di Indirizzo del Teatro Regio presieduto dalla Sindaca Chiara Appendino e formato da Paolo Cantarella, Angelica Corporandi D’Auvare Musy, Filippo Fonsatti, Cristina Giovando, Giambattista Quirico e Vittorio Sabadin. Nel corso della riunione il Collegio dei revisori ha esposto la relazione in merito ai conti dell’esercizio 2017, dalla quale emerge quanto segue.
Nel 2017 si evidenzia una possibile perdita di esercizio – provvisoriamente indicata nel bilancio preconsuntivo – di circa di 1.800.000 euro. Questa cifra è principalmente frutto di minori contributi e sponsorizzazioni da parte di Enti pubblici e privati rispetto al Bilancio di previsione che il sovrintendente Vergnano sottopose al Consiglio di Indirizzo all’inizio del 2017. Sono stati inoltre riscontrati minori introiti di Biglietteria, sempre rispetto al suddetto preventivo. Il Teatro Regio, nel corso del 2017, è riuscito a ridurre i costi di circa 1.000.000 di euro.
Sono ancora in fase di esame le possibilità tecnico-contabili di azzeramento della perdita, lavoro attualmente in corso sotto la supervisione di William Graziosi sovrintendente nominato dal Ministro Franceschini il 3 maggio.
Infine, il Collegio dei Revisori, ha sottolineato che non ci sono errori nelle scritture contabili dell’esercizio 2017 così come è stato evidenziato anche dalla società di revisione contabile Ernst&Young che le ha periodicamente sottoposte a verifica.
Proseguono le recite di Anna Bolena di Gaetano Donizetti al Teatro Filarmonico di Verona nell’allestimento della Fondazione Arena di Verona per la regia di Graham Vick del quale abbiamo già recensito la prima rappresentazione (http://www.mtglirica.com/categorie/recensioni/anna-bolena-gaetano-donizetti-teatro-filarmonico-di-verona-domenica-29-aprile-2018-1.html).
La recita di mercoledì 2 maggio ha visto il cambio di cast di alcuni tra gli interpreti principali.
Elena Mosuc è stata chiamata ad interpretare il ruolo del titolo. La cantante rumena, conosciuta ed apprezzata internazionalmente per le sue interpretazioni di altissimo livello, anche e soprattutto delle eroine di Donizetti, non ha deluso le aspettative. Nonostante una lunga carriera pluridecennale, la voce risulta ancora perfetta, frutto anche di una solida tecnica che le permette di mantenere il suo colore unico, la sua espressiva forza oltre ad una straordinaria presenza sul palcoscenico. Elena Mosuc ha infatti dominato la scena dall'inizio alla fine, inizialmente mettendo a frutto soprattutto la sua impeccabile tecnica belcantistica, che rispetto ai suoi esordi è diventata ancora migliore, più fluida e meno meccanica, più spontanea e meno esibita. Nel secondo atto, quando la temperatura emotiva sale, anche la sua interpretazione emotiva raggiunge un vertice assoluto in “Al dolce guidami” proprio il pezzo apparentemente più semplice, in cui la capacità tecnica fa un passo indietro rispetto al dono di infondere emozione alla melodia e di toccare il cuore all'ascoltatore.
Dopo undici anni dal debutto sul palcoscenico veronese, ritorna lo spettacolo che Graham Vick aveva ideato per il dramma che Donizetti compose su una delle donne più famose e controverse della storia d’Inghilterra: Anna Bolena. La storia inglese è indissolubilmente legata da secoli alle figure dei suoi reali, oggetto di indagini psicologiche e revisioni storiche per ghiotti intenditori ed appassionati delle monarchie internazionali; qui Vick scava nel profondo dell’anima logorata dal rimpianto e dall’angoscia di una regina potentissima, ma che vede sul più bello della sua esistenza volare via il trono e la certezza di una vita regale, ma soprattutto l’amore del suo sovrano. Quanto accadde alle mogli di Enrico VIII nell’incessante speranza di allevare un erede maschio è cosa nota, e l’opera di Donizetti parte proprio dalla fase ormai discendente di Anna Bolena, moglie numero due, ormai soppiantata dalla dolce Giovanna Di Seymour in cui il monarca posa gli occhi in sostituzione della precedente.
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FESTIVAL VERDI EVENING
Presentata con successo l’associazione International Friends of Festival Verdi
nel corso dell’esclusiva serata al World of McIntosh di New York
Si è svolta con grande successo, giovedì 26 aprile, al WOM, World of McIntosh di New York, prestigiosa location nel cuore di Soho, l’esclusiva serata di gala Festival Verdi Evening, in occasione della presentazione negli U.S.A. degli International Friends of Festival Verdi, l’associazione a sostegno del Festival Verdi fondata per promuovere in tutto il mondo la musica del Maestro nei suoi luoghi natali.
Ospiti della serata: appassionati d’opera, giornalisti ed esponenti del mondo del business e della finanza giunti da New York, Philadelphia, Cincinnati, dalla Florida e dal Connecticut. Ospite d’onore il Maestro Roberto Abbado, Direttore Musicale del Festival Verdi, e gli artisti Mariella Devia, Michele Pertusi e Leo Nucci, che hanno voluto far giungere appositamente i loro saluti.
Il Direttore generale del Teatro Regio di Parma Anna Maria Meo, il Console Generale d’Italia a New York Francesco Genuardi, il Sindaco di Parma e Presidente della Fondazione Teatro Regio Federico Pizzarotti, l’Assessore alla cultura Michele Guerra e il Founding Patron degli International Friends of Festival Verdi James E. Miller hanno presentato agli oltre cento ospiti selezionati e ai rappresentanti della stampa americana il Festival Verdi e l’associazione, presieduta da Angiolo Carrara Verdi.

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Dichiarazioni di Walter Vergnano
Volontariamente in questi giorni, dopo le mie dimissioni dalla carica di Sovrintendente annunciate il 18 aprile, mi sono astenuto dal rilasciare dichiarazioni, ma, dopo quanto emerso nelle ultime ore, ritengo giusto, per salvaguardare l’immagine del Teatro Regio, fare alcune precisazioni.
Per quanto riguarda la tournée in America del maggio 2019, abbiamo lavorato molto, affidando anche a una società di fundraising la ricerca degli sponsor necessari a coprirne l’intero costo. Purtroppo non si sono trovati i fondi e neanche in America sono riusciti a trovare ulteriori risorse. Il Regio aveva un accordo secondo il quale entro il 30 aprile 2018 avrebbe dovuto confermare la propria presenza a New York, Chicago e Washington. Ieri ho quindi scritto ai nostri contatti in America, per comunicare loro che, con grande dispiacere, il Consiglio di Indirizzo – seguendo le norme di legge – ha deciso di non autorizzare una trasferta che non aveva un bilancio preventivo in pareggio. Purtroppo i teatri americani avevano già annunciato le loro Stagioni 2018/2019.
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Monteverdi Festival 2018
Numerosi sono gli eroi della musica antica che incanteranno il Monteverdi Festival a partire dalle fulgide eroine barocche Sonia Prina e Vivica Genaux, che nei panni di Gloria e Imeneo inaugureranno l’edizione 2018 del Monteverdi Festival, sabato 5 maggio (ore 21.00) nella suggestiva Chiesa barocca di S. Marcellino, per l’occasione accompagnate dalla spumeggiante Europa Galante di Fabio Biondi.
Un’altra eroina il soprano Francesca Aspromonte con Il Pomo d’Oro diretto da Enrico Onofri ci incanterà, domenica 6 maggio (ore 18.00) nell’incantevole Auditorium G. Arvedi, con una splendida selezione di prologhi e sinfonie di Monteverdi e non solo.
I biglietti sono in vendita alla biglietteria del Teatro, aperta tutti i giorni feriali dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30 (tel 0372.022001/02) – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. –www.teatroponchielli.it
i Suoni del Conservatorio
In Sala Verdi arriva l’opera.
Per i dieci anni del Laboratorio CantarInScena, la Sala Verdi si trasforma in teatro e accoglie, in doppia data, sabato 28 e domenica 29 aprile, un dittico 'inedito', che mette insieme Billy Budd di Giorgio Federico Ghedini e Suor Angelica di Giacomo Puccini.
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progetto “SCUOLE IN PARALLELO”
Concerti delle orchestre e dei solisti e gruppi da camera dei corsi ad indirizzo musicale del Primo IC “Petrarca” e del Quinto IC “Donatello” di Padova e dell'IC “Parini” di Camposampiero
Venerdí 27 aprile 2018, ore 20.30, Auditorium “C. Pollini” di Padova
Grazie ad un legame artistico sempre più felice tra l’Associazione Verona Lirica e la Fondazione Arena di Verona, abbiamo il piacere di ascoltare tra gli ospiti dei concerti dell’Associazione, molti interpreti noti a livello internazionale e che in passato hanno figurato o figurano attualmente nei cartelloni delle stagioni areniane.
Così in un pomeriggio di primavera molto simile all’estate per temperature già torride e nonostante il blocco del traffico in città, un pubblico numeroso ha potuto applaudire i protagonisti Elena Mosuc, Leonardo Cortellazzi, Ambrogio Maestri ed il sempre graditissimo violinista Giovanni Andrea Zanon. Proprio il giovane veneto, che è ben noto al pubblico veronese anche per concerti della stagione sinfonica, ha esordito con un pezzo dell’incomparabile Niccolò Paganini, il dolce ‘Cantabile’ insieme a Patrizia Quarta al pianoforte: romantica romanza ricca di sentimento che per le sue note delicate e ‘cullanti’ invita appunto al canto ed anche alla danza. Emozioni allo stato puro invece, con l’aggiunta di brividi data la difficoltà del brano, con il Capriccio n. 5 dai 24 Capricci, sempre di Paganini: l’ Agitato in la minore è una prova di tecnica impressionante e di straordinario controllo dello strumento; Zanon possiede entrambi unitamente ad una capacità interpretativa propria di pochi. Piccolo divertissement potremmo definire il pezzo ‘danzante’ di Fritz Kreisler che tradotto dal tedesco significa ‘bel rosmarino’.
Fa sempre piacere assistere ad una ripresa di una produzione nata sotto benigna stella.
E' il caso di questa Ledi Makbet Mcenskovo uezda di Dmitri Shostakovich che il duo Richard Jones\Antonio Pappano portarono per la prima volta sulle tavole del Covent Garden 14 anni fa con un successo clamoroso e che gli valsero il conferimento del prestigioso premio Laurence Olivier.
E quella produzione è ancora magnifica sotto tutti i punti di vista, a partire dalle scene di John Macfarlane che ci riportano in un lontano 1950 dove il lugubre passare dei giorni vuoti in una misera casa di una cittadina mineraria della provincia russa è rappresentato con una autenticità orribile, fatta di mobilio sudicio e vesti consunte.
Ed è in questo desolante vuoto che si svilupperà la storia di Katerina, prima di una trilogia che Shostakovich pensò negli anni 30 del ‘900 del secolo scorso sulla condizione della donna nella provincia russa, ma che abortì dopo il veto perentorio sulla sua musica e sulla sua persona calato da Stalin al termine di una sua presenza ad una rappresentazione dell'opera.
Ledi Makbet è il capolavoro drammatico di Shostakovich ed insieme la prova più lampante delle sue straordinarie attitudini teatrali e del suo impegno ideologico e sociale. Un'opera di un ben chiaro significato antiborghese, dove la musica realizza il contenuto drammatico con grande energia espressiva in una scrittura armonica articolatissima nella quale si alternano zone di semplice lirismo ad altre ruvidamente dissonanti portate fino all'atonalità.
E’ arrivata a Bologna parecchio sfoltita nell’allestimento la produzione del Simon Boccanegra in coproduzione col Teatro Massimo di Palermo datata quasi dieci anni addietro. Lo spettacolo di Giorgio Gallione si basa su di una atmosfera molto rarefatta e cupa che gioca molto sui contrasti chiaro scuro delle scene di Guido Fiorato e sulle luci che Daniele Naldi vuole altrettanto in contrasto, in continua alternanza tra il rosso caldo della passione ed il freddo blu che richiama il mare. Con Genova sullo sfondo a ricordare ove si svolge l’azione, complessivamente lo spettacolo è molto lineare e semplice nella sua eleganza, senza colpi di teatro o particolari dinamismi tra i personaggi. I contrasti politici ed i complotti che ne derivano sono materia sì succulenta che con gli interpeti giusti può certo bastare a rendere esplicita la drammaticità dell’opera. Forse gli elementi scenografici mancanti davano un maggior senso di raccoglimento e concretezza all’oggetto, mentre in questo caso l’azione scenica si è svolta principalmente su di una pedana un po’ spoglia con magnifici mosaici e pochi altri elementi architettonici. In questo modo gli interpreti hanno potuto esprimersi al loro meglio guidati soprattutto dalla musica e dalle proprie sensazioni. I costumi di foggia classica sono sempre opera di Fiorato.
Torna sulle tavole di un teatro la acclamatissima produzione di Martin Kusej di "Ledi Makbet Mcenskovo uezda" di Dmitri Shostakovich che debuttò al Teatro dell'Opera di Amsterdam nel 2006. La scelta del Teatro Di San Carlo di Napoli di optare per questa produzione, molto realistica nella sua crudezza interpretativa, se inizialmente ha suscitato qualche perplessità nel compassato pubblico partenopeo, si é rivelata vincente sia dal punto di vista drammaturgico che di immagine.
Una regia quella di Kusej, qui ripresa per la prima italiana da Herbert Stöger, che a distanza di 12 anni mantiene inalterata la propria freschezza narrativa a fronte di un libretto che non risparmia nulla in termini di precise indicazioni didascaliche.
E Kusej non si fa certo pregare nel calcare la mano sulle scene più crude di una storia fatta di violenza non solo fisica ma anche carnale e psicologica, aiutato in ciò dalle scarne ma funzionali scene di Martin Zehetgruber, dai costumi di Heide Kastler, e dal fondamentale disegno luci di Reinhard Traub qui ripreso da Marco Giusti.
Importanti direttori, registi di fama internazionale, stelle della lirica e nuovi astri nascenti dell’opera caratterizzano la 96ma edizione del Festival lirico all’Arena di Verona, che prenderà il via il prossimo 22 giugno fino al 1° settembre 2018, per 47 serate all’insegna della grande musica sotto le stelle nel teatro lirico più grande del mondo.
Come sempre si confermano impegnati i complessi artistici e tecnici areniani, con la loro alta professionalità che porta in scena ogni sera un titolo differente, per un Festival unico che da oltre cento anni continua a stupire ed emozionare il suo pubblico.
L’Arena di Verona Opera Festival 2018 inaugura con una nuova produzione di Carmen di Georges Bizet, opera tra le più rappresentate al mondo, accanto ad altri veri e propri cavalli di battaglia del “tempio della lirica”, da sempre acclamati dal pubblico: Aida di Giuseppe Verdi, Turandot di Giacomo Puccini, Nabucco di Giuseppe Verdi e Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.
A completamento della proposta operistica, arricchiscono il cartellone l’immancabile appuntamento con la danza Roberto Bolle and Friends e la serata-evento Verdi Opera Night dedicata al celebre compositore di Busseto, che da oltre un secolo domina le estati areniane.
Invita a partecipare al Festival 2018 il Sindaco di Verona e Presidente di Fondazione Arena Federico Sboarina, che esprime apprezzamento per il cartellone ricco e di indiscusso interesse, all’altezza di un Festival storico e prestigioso che da più di un secolo testimonia l’eccellenza culturale della città di Verona e del nostro Paese: «Grazie ad un importante lavoro di squadra e alla professionalità della Sovrintendente Gasdia, è stato possibile dar vita ad un cartellone davvero unico. Sul palcoscenico arriveranno artisti e registi internazionali di altissimo livello, che valorizzeranno il festival areniano, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Allo stesso tempo sarà dato spazio ad alcuni giovani talenti che si sono già contraddistinti nel panorama della lirica e che saranno al loro esordio in Arena. La programmazione dell’opera sarà inoltre arricchita da due grandi eventi, e permeata da concerti e spettacoli. Lirica ed extra lirica devono essere un valore aggiunto l’uno per l’altro, due anime della Fondazione, che concorrono allo stesso obiettivo: fare dell’Arena il tempio per eccellenza della lirica e della musica a livello mondiale».
Andata in scena quest’estate al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca esordisce anche a Venezia questa nuova produzione dell’Orlando Furioso di Vivaldi in partnership con la Fondazione Treatro La Fenice. Una edizione critica a cura di Federico Maria Sardelli in collaborazione con l’Istituto Antonio Vivaldi della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, rivista per la parte drammaturgica dallo stesso regista Fabio Ceresa, che ne ha snellito alcuni punti per meglio rendere l’azione scenica, adattandola principalmente ai tempi teatrali dei giorni nostri.
In circa tre ore di spettacolo (intervallo compreso) il cinquecentesco personaggio dell’ Ariosto rivive ancora oggi nel libretto che Braccioli scrisse due secoli dopo per la celestiale musica di Antonio Vivaldi, grazie ad uno spettacolo fresco, colorato e scorrevolissimo, ove il regista ha cercato di inserire tutti gli elementi che divertivano tanto il pubblico del Settecento, quanto divertono quello attuale con leggerezza e spesso anche ilarità.
Stagione d’Opera 2017-2018
EVITA
Il musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice al Regio
Prima esecuzione assoluta della versione per orchestra sinfonica
Domenica 15 aprile 2018, ore 11.00,nello splendido Palazzo Diamanti in via della Terra, spina dorsale delnucleo più anticodellacittà di Rovereto, il pianista AxelTrolese sarà ospite dell’Associazione Mozart Italia di Rovereto in occasione del ciclo di concerti intitolati “Matinée in Casa Mozart“, rassegna da 25 anni dedicata a scoprire e valorizzare i giovani talenti.
Axel Trolese, diplomato con 10, Lode e Menzione d’Onore presso l’ISSM “Monteverdi” di Cremona con Maurizio Baglini e attualmenteimpegnatotra il Master al ConservatorioNazionaleSuperiore di Parigi e il Corso di Alto Perfezionamentoall’Accademia di Santa Cecilia di Roma, presenterà al pubblicoun programmachesi aprirà con la celebre Sonata in La M KV 331"Alla turca"di Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791), pubblicata nel 1784 e regalata alla sorella. Continuacon le Variazioni su un tema originale in Re M op. 21 nº 1 di Johannes Brahms(1833-1897), completate a Düsseldorf nel 1857, la Sonata op. 50 n.3 in Sol minore “Didone Abbandonata”che Muzio Clementi (1752-1832)ha dedicatoa Luigi Cherubini,scrittanel 1821 ed ispirata alla storia amorosa di Didone del quarto libro dell'Eneide virgiliana.
Il concerto si chiude con la trascrizione di Franz Liszt (1811-1886) dell’Ouverture del GuillaumeTell di Gioachino Rossini.
Per assistere al concerto è previsto un biglietto di €12,00, intero, e €10,00 ridotto per i Soci AMI e per i soci dell’Associazione Filarmonica.
KATIA E MARIELLE LABÈQUE
PER LA STAGIONE CONCERTISTICA 2018
Pagine di Gerswhin, Glass, Bernstein nel concerto dell’acclamato duo pianistico
Fondazione Haydn di Bolzano e Trento
OPER.A 20.21
www.haydn.it
COMUNICATO STAMPA
La Traviata