50ª Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi: RIGOLETTO, MADAMA BUTTERFLY, KAFFEEKANTATE, BACH HAUS, CAFFE’ BACH

Comunicato stampa

Jesi (AN), 21 luglio 2017

Al via la campagna abbonamenti per la 50ª Stagione Lirica di Tradizione del Teatro G.B. Pergolesi di Jesi nell’ambito di “Opera Ancona Jesi”.

In abbonamento, da novembre a febbraio: RIGOLETTO di Giuseppe Verdi, KAFFEEKANTATE di Johann Sebastian Bach, BACH HAUS di Michele Dall'Ongaro, MADAMA BUTTERFLY di Giacomo Puccini. Fuori abbonamento a dicembre una novità assoluta: CAFFE’ BACH Circopera di F. Bettoli, S. Carloni, G. Pitarresi da Johann Sebastian Bach in collaborazione con Circo El Grito Circo contemporaneo all’antica.

Info 0731 206888

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MADAMA BUTTERFLY, GIACOMO PUCCINI – ARENA DI VERONA, SABATO 8 LUGLIO 2017

Nonostante Madama Butterfly sia un dramma intimo, famigliare, quasi da sussurrare ad ogni istante per non destare la piccola Cio-Cio-San dalle illusioni a cui si aggrappa ingenuamente, forse poco adatto ad una rappresentazione all’aperto, il regista Franco Zeffirelli riuscì nel 2004 ad ideare un allestimento capace di riempire l’enorme palco dell’Arena di Verona ed offrire comunque un’atmosfera estremamente raccolta, incentrata sulla piccola casetta della giovane, fatta di poche cose ma di buon gusto, con il suo giardino fiorito, la collina di Nagasaki che sembra tutt’uno con i gradoni dell’anfiteatro, e tanti piccoli particolari caratteristici della cultura giapponese inseriti nell’ambiente scenico, a completamento di ciò che il pubblico può immaginare vi sia in quei luoghi esotici.  Emi Wada firma i costumi chiaramente in linea con l’allestimento, in cui le luci spesso soffuse e dai toni caldi giocano un ruolo fondamentale nel creare quel senso di minuto ed intimo che caratterizza l’opera. Gaetano Petrosino coordina i danzatori preparati da Maria Grazia Garofoli, molto suggestivi per movenze e costumi.

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RIGOLETTO, GIUSEPPE VERDI – ARENA DI VERONA, GIOVEDI’ 6 LUGLIO 2017

Torna con discreta frequenza il suggestivo spettacolo che fu ideato da Ivo Guerra per Rigoletto di Verdi all’Arena di Verona, con le imponenti  scene pittoriche di Raffaele Del Savio ed i costumi cinquecenteschi di Carla Galleri. Una delizia per chi voglia immergersi completamente nelle vicende, facilmente fruibili grazie alla cura nei dettagli, alla riproduzione della Mantova cinquecentesca sullo sfondo, agli ambienti finemente riprodotti, come l’elegante cortile del palazzo ducale, l’esterno della casa di Rigoletto, la casa di Sparafucile lungo il fiume, ecc. Uno spettacolo che lascia comunque spazio agli interpreti, liberi di andare su e giù per le scale o avanti e indietro tra fontane con tritoni danzanti, cespugli, colonne, vasellame e tanto altro presente in scena. Molto d’effetto anche le luci che seguono le atmosfere misteriose, languide o tragiche degli eventi, riproducendo anche la tempesta di fulmini che avvolge la cupa notte della maledizione compiuta.

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L'Arena di Verona torna in Oman con LA SONNAMBULA - Royal Opera House Muscat, 18 e 20 gennaio 2018


L’ARENA DI VERONA TORNA IN OMAN CON
LA SONNAMBULA
DI VINCENZO BELLINI
PER LA STAGIONE LIRICA 2017-2018
DELLA ROYAL OPERA HOUSE MUSCAT

Muscat, 18 e 20 gennaio 2018


La Fondazione Arena di Verona torna per la quarta volta nel Sultanato dell’Oman all’interno della Stagione operistica 2017-2018 della Royal Opera House Muscat con La Sonnambula di Vincenzo Bellini.

L’opera è proposta il 18 e il 20 gennaio 2018, alle ore 19.00, nel raffinato allestimento firmato per regia, scene e costumi da Hugo de Ana e ripreso da Filippo Tonon, con le coreografie di Leda Lojodice, il lighting design di Paolo Mazzon e sotto la direzione musicale di Antonello Allemandi.

Il prossimo anno Fondazione Arena torna in Oman dopo gli straordinari successi ottenuti nell’ottobre 2011 per l’inaugurazione del primo teatro d’opera del Golfo (e secondo nel mondo arabo dopo l’Opera del Cairo) con Turandot di Puccini nella messa in scena di Franco Zeffirelli, riproposta anche nel 2015 con standing ovation, e nel 2014 con I Capuleti e i Montecchi di Bellini per la regia di Arnaud Bernard.

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Teatri del suono² 52a Stagione concertistica 2017/2018 firmata Marco Angius alla guida di OPV

“Teatri del suono”

52a Stagione concertistica 2017/2018

12 concerti in abbonamento più il tradizionale appuntamento natalizio, dal 26 ottobre 2017 al 4 maggio 2018, per il terzo cartellone firmato da Marco Angius alla guida dell’OPV. 
Tra le novità la residenza del compositore Giorgio Battistelli e le “Lezioni di sabato” al Liviano con gli interpreti della Stagione. Abbonamenti in vendita dal 29 giugno.

Comunicato stampa

Dopo Il suono molteplice, la nuova Stagione concertistica dell’Orchestra di Padova e del Veneto, firmata dal direttore artistico e musicale Marco Angius, si presenta con un titolo che disegna la mappa dei dodici concerti in cartellone: Teatri del suonoLa Stagione è realizzata con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione del Veneto, delComune di Padova e di Fondazione Antonveneta.

«La Stagione che proponiamo – continua  il Maestro Marco Angius – è teatro musicale in versione sinfonica, cioè un teatro affidato alla forza rappresentativa del puro suono. Teatro da ascoltare, non da vedere, perché la musica è drammatizzazione del suono, e il suono ha una sua autonoma capacità di esprimersi, di agire sull’ascoltatore. Ecco perché il compositore in residenza della Stagione sarà Giorgio Battistelli, figura di spicco della drammaturgia musicale internazionale. Ed ecco perché il cartellone offre musiche che sono la sintesi di opere liriche (le tre Leonore del Fidelio di Beethoven, i Sette Intermezzi da Il suono giallo di Solbiati), di balletti (il Pulcinella di Stravinsky) o di colonne sonore per il cinema (l’Hamlet Suite di Shostakovich), insieme a brani per voce recitante e orchestra dove gli strumenti sono personaggi a loro volta (Pierino e il lupo di Prokofiev, ma anche l’Ode a Napoleone Bonaparte di Schönberg). Mi preme sottolineare che tutti i programmi hanno un’impostazione spavaldamente novecentesca, non solo per rinnovare il repertorio e il profilo artistico dell’OPV, ma anche per invitare il pubblico a non temere la modernità e l’attualità dell’arte».

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MACBETH, G. VERDI – TEATRO REGIO DI TORINO, SABATO 1 LUGLIO 2017

Con il suo Macbeth la regista Emma Dante firma uno degli spettacoli più particolari che abbiano affrontato il capolavoro shakespeariano, affrontando la storia del generale sanguinario con una regia molto concettuale, in cui anche ciò che di materiale esiste sul palco diventa fonte di tormento per i protagonisti. Centralità ai personaggi femminili che con le streghe e la terribile Lady monopolizzano gli eventi sì da lasciare tutti gli altri nell’ombra e non solo in senso figurato. Morte e vita sono continuamente contrapposti: morte a chiunque si ponga sul cammino di Macbeth impedendone l’ ascesa al dominio assoluto, morte rappresenta lo scheletro del suo stesso cavallo che cavalca nonchalante con la Lady; vita c’è invece nel grembo delle streghe, costantemente messe incinta dai satiri che le fanno partorire su un pentolone da cui poi pescano il frutto dei loro amplessi. Lunga vita al potere è ciò che si augura la fosca coppia, ma l’ombra dei misfatti sanguinari li perseguita ovunque col colore che lo rappresenta. Le mani colpevoli di Lady Macbeth  sono screziate di rosso, il mantello del succube consorte è naturalmente rosso, come il lenzuolo che sembra perseguitarlo anche sul trono, e il colore dominante delle oscure luci di Cristian Zucaro è naturalmente il rosso.

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LA SONNAMBULA, VINCENZO BELLINI – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 30 GIUGNO 2017




 

Per gli appuntamenti estivi al teatro la Fenice di Venezia torna in scena una produzione de La Sonnambula del 2012, che grazie al regista Bepi Morassi offre in scena il gusto e le atmosfere di un piacevole borgo svizzero, in cui il massimo dell’ eccitazione per gli abitanti è partecipare alle nozze di due giovani compaesani. Con questo spettacolo il regista ha voluto sì sottolineare l’importanza del canto e la sua centralità nell’opera, ma ha cercato anche di donare allo spettacolo una dinamicità tanto negli ambienti, che cambiano di continuo, quanto nei personaggi stessi, che non sono semplici belle statuine che cantano ma personaggi che vibrano e sentono ciò che vivono. Aggiungendo un pizzico di leggerezza con lo spostamento degli eventi agli anni Trenta del Novecento lo spettacolo confezionato diventa piacevole e funzionale. Siamo in un resort di montagna ovviamente, in cui fervono i preparativi per le nozze di Elvino ed Amina, con lo sfondo delle montagne, la funivia che sale e scende, il bus per le scampagnate e la decorosa sala delle feste ove festeggiare i matrimoni. Tutto di buon gusto, grazie alle scene di Massimo Checchetto ed ai costumi di Carlos Tieppo.


Ed è con garbata eleganza che Fabrizio Maria Carminati dirige l’Orchestra della Fenice, offrendo un suono vellutato, complice degli accadimenti, che avvolge gli interpreti in modo appropriato mai sovrastandoli.
Amina è Irina Dubrovskaya, che per innocenza e spontaneità ci ricorda più una venere botticelliana, con i colori tenui e i boccoli lungo la schiena, che una giovane del primo dopo guerra se pur già lontano. Il soprano offre una voce molto uniforme che regge perfettamente la recita spaziando in tutte le aree del suo registro. Con tali qualità secondo noi potrà in futuro dosare ancor più volume e intensità per caratterizzare al meglio il suo personaggio.


Shalva Mukeria è l’ innamorato e malfidente Elvino. L’ interprete ha molto spazio per muoversi disinvolto e cantare al massimo spingendo in acuto, dove arriva agilmente anche se a nostro avviso è perfettibile in raffinatezza.
In scena Roberto Scandiuzzi è un conte Rodolfo quasi paterno pur nella sua austerità. La voce è ancora di particolarissimo colore che dona credibilità ed efficacia al suo personaggio.

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I CONCERTI 2017-2018 DEL TEATRO REGIO DI TORINO

     

Grandi interpreti per una Stagione sinfonico-corale di respiro internazionale 

Un favoloso viaggio musicale da Beethoven a Glanert

Teatro Regio, 21 ottobre 2017 – 26 maggio 2018

 

Tredici concerti per l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio, con la Filarmonica Teatro Regio Torino, per la nuova Stagione sinfonico-corale del Regio. Grandi direttori, e solisti di fama internazionale, per dar vita a una serie di appuntamenti che affiancano e completano la Stagione d’Opera e di Balletto 2017- 2018: un’offerta a tutto tondo nella quale si potrà conoscere e approfondire il genio creativo dei compositori in cartellone. Concerti, sinfonie, musica da film, Lieder, poemi sinfonici, un oratorio, una prima italiana: il Concerto doppio per due pianoforti e orchestra di Detlev Glanert e il nuovo spettacolo di Marco Paolini e Mario Brunello: #Antropocene. Una Stagione che si preannuncia quanto mai prestigiosa, con il prosieguo dei tre progetti tematici: Franz Schubert, Richard Strauss e Gustav Mahler. Tutti i concerti iniziano alle ore 20.30.

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AIDA, G. VERDI - ARENA DI VERONA, 24 GIUGNO 2017

Di Pierluigi Guadagni

 

Per l'un … per l'altro … confusa, tremante,
Io piangere vorrei, vorrei pregar.

Ma la mia prece in bestemmia si muta ..“

Ritorna sulle tavole dell'immenso palcoscenico dell'Arena di Verona, l'Aida del centenario proposta dal team del catalano La Fura dels Baus nel 2013 e qui riproposta felicemente.

La lettura dei registi Carlus Padrissa ed Alex Ollé è tutta proiettata ad una sintesi perfetta tra spettacolarità, avanguardia e tradizione.

Avanguardia per l'uso sapiente e persuasivo di macchinari a vista come l'enorme gru che sostiene il grande involucro riflettivo che sarà alla fine la tomba dei due sfortunati protagonisti, animali meccanici emuli di costruzioni metalliche, dune di sabbia gonfiabili, costumi di scena (di Chu Uroz) pensati come un involucro visivamente riflettevo ed emanatore di luce (elettrica) per i protagonisti in scena.

Ma è tutto sommato un allestimento tradizionalissimo nelle movenze delle masse e nello studio registico sui personaggi, che ricalcano i cliché più abusati del teatro lirico di tradizione con buona pace dei puristi sempre pronti in agguato a gridare allo scandalo.

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NABUCCO, GIUSEPPE VERDI – ARENA DI VERONA, VENERDI’ 23 GIUGNO 2017





Con una nuovissima produzione firmata dal regista Arnaud Bernard la Fondazione Arena di Verona scrive un nuovo capitolo della sua longeva storia irta di difficoltà, ma che ha come fondamento imprescindibile l’amore per la musica e la passione nel proporre allestimenti che lascino stupito il pubblico presente. Se di rinascita si può parlare (le difficoltà economiche non sono affatto risolte, ma come si suol dire ci si sta lavorando), al regista è parso più che appropriato tornare all’Italia del Risorgimento ed al fuoco che ardeva nel nostro popolo contro l’usurpatore straniero nel rappresentare il Nabucco di Giuseppe Verdi. Ha raccolto così tutti i cliché che caratterizzano l’opera e ne ha realizzato uno spettacolo volutamente colossale, per restituire all’Arena di Verona la fama di imponenza e spettacolarità nei suoi allestimenti.

Se il Nabucco è da secoli visto con il suo ‘Va pensiero’ come inno al Risorgimento italiano, allora perché non ambientare le vicende narrate proprio durante le Cinque giornate di Milano del 1848? Quindi non più Babilonesi col re Nabucco usurpatore del popolo ebreo, ma Austriaci con l’imperatore Francesco Giuseppe occupanti il suolo italiano. Già sulle note del preludio vi è l’antefatto dei tumulti che seguono, con i soldati austriaci che bombardano i dintorni di Milano, qui rappresentata da una riduzione fedele del Teatro alla Scala nella sua piazza. Non mancano cavalli al trotto e carrozze a riempire un palco ricco di ogni particolare immaginabile.


Con una sovrapposizione tra realtà e rappresentazione, i personaggi sono dentro e fuori al teatro dove si starebbe rappresentando proprio l’opera verdiana davanti un pubblico inneggiante a Verdi ed alla libertà del popolo italiano, con tanto di richiesta da parte di un finto spettatore del consueto bis del coro. Quasi una situazione pirandelliana, con Abigaille che alla fine, sconvolta tra il pubblico, identifica se stessa come figlia del vero Nabucco, ossia sul palco finto della Scala,  e quindi sconfitta dagli eventi.

I costumi dello stesso regista sono fastosi nella forgia e le scene di Alessandro Camera sono volutamente opulente, con il massimo teatro milanese riprodotto nei minimi dettagli, la sala nobiliare degli austriaci riccamente allestita, e persino il campo di battaglia presenta particolari molto realistici da post combattimenti. Vi sono anche spari veri a salve che arricchiscono gli effetti ‘sonori’. In taluni momenti abbiamo persino pensato alle scene di guerra di Via col Vento tanto è alto il numero di comparse presenti, nonostante sia stato il film Senso di Visconti ad ispirare il regista, ove però si rappresentava il Trovatore alla Fenice di Venezia e gli eventi riguardavano la terza guerra di Indipendenza.   

Per ammissione dello stesso Bernard ci sono alcune libertà storiche, come il proporre una Scala bombardata già nell’Ottocento, oppure far forzatamente coincidere la composizione del Nabucco con le Cinque Giornate, nonché una esasperazione della presenza militare italiana nelle strade cittadine. Ma gli elementi storici sono stati solo uno spunto per dare agli eventi una collocazione di sicuro effetto soprattutto in chi conosce bene l’argomento trattato.

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L’INCORONAZIONE DI POPPEA, CLAUDIO MONTEVERDI - TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, MERCOLEDI’ 21 GIUGNO 2017

L’incoronazione di Poppea chiude la triade di appuntamenti feniciani dedicati ai 450 anni dalla nascita di Monteverdi, dopo il successo dell’Orfeo e del Ritorno di Ulisse in patria, registrando un teatro gremitissimo di pubblico attento e partecipe ad ogni rappresentazione. Una bella scommessa vinta da una fondazione che vanta sempre un altissimo numero di presenze per varietà e qualità dell’offerta.  

La storia della splendida seconda moglie di Nerone, citata sia negli Annales di Tacito che da Svetonio, dotata di tanta classe quanto astuzia, conserva in sé il mistero di un personaggio lontano nel tempo e facilmente assurgibile a leggenda. Vista da sempre con un aurea negativa, la classica maliarda che soggioga gli uomini a suo piacimento,  fu quindi oggetto del libretto che Busenello fu chiamato a scrivere per la musica di Monteverdi nel 1642, esaltandone tanto la sensualità quanto la dolcezza che scaturisce da sentimenti nobili che comunque ella si pensa provò per l’imperatore romano. Con garbo ed eleganza le tre opere monteverdiane sono state rappresentate in forma semiscenica sul palco della Fenice, costruendo un ambiente intimo e raccolto intorno all’ensemble musicale, gli English Baroque Soloists, diretti dal magnifico Sir John Eliot Gardiner. L’effetto avvolgente intorno al cast è di una intensa immersione nei temi narrati da una musica drammatica e languida al contempo. I tempi rispettano la narrazione ed ogni interprete è seguito perfettamente dal Maestro nonostante si trovi alle spalle di ciò che accade.

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IL RITORNO DI ULISSE IN PATRIA, CLAUDIO MONTEVERDI – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, SABATO 17 GIUGNO 2017

Di Mirko Gragnato

Il Teatro La Fenice, per celebrare i 450 anni dalla nascita di Claudio Monteverdi, tra il trittico di Opere del Divo Claudio, con l’English Baroque Orchestra e il Monteverdi Choir diretti da Sir John Elliot Gardiner, ci fa navigare nel mediterraneo con il Ritorno di Ulisse in patria.

Un dramma in musica la cui storia è già nota, il libretto di Giacomo Badoaro è tratto dall’Odissea di Omero, o meglio dagli ultimi libri di questo poema epico.

Sono passati 40 anni dall’Orfeo che Monteverdi compone per la corte del Duca di Mantova una musica più matura, più ricca e completa, che non serve per celebrare feste e ricevimenti, ma per proporsi ad un pubblico di un teatro pagante, il teatro san Giovanni e Paolo della serenissima repubblica veneziana.

Nel prologo di questo dramma in musica, la favola lascia spazio al tragico, le scena si apre con l’Umana Fragilità assediata dal Tempo, dall’Amore, dalla Fortuna e poi il racconto ci porta alla dolorosa attesa della regina Penelope e alla sua casa resa inospitale dalla presenza dei proci.Ulisse dopo tante peripezie giunge finalmente alla sua amata Itaca accompagnato dai Feaci.

In un parallelo tra umano e divino, tra attese sofferte e gioiosi silenzi, tra vizi e virtù, sentimenti umani e divine passioni si esprime la musica di Monteverdi e le parole di Badoaro.

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Teatro Regio Torino: Stagione 2017-2018

Stagione 2017-2018

L’OPERA UNISCE

COMUNICATO STAMPA

La Stagione d’Opera e di Balletto 2017-2018 del Teatro Regio si compone di 16 titoli: 12 opere, di cui 3 nuovi allestimenti; il celeberrimo musical di Andrew Lloyd Webber, Evita; e per la grande danza, 3 spettacolari appuntamenti: Lo schiaccianoci nel fiabesco allestimento di Amodio/Luzzati, Il lago dei cigni con il Corpo di Ballo del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo e il Gala Roberto Bolle and Friends. Un cartellone operistico che da Monteverdi arriva fino a Poulenc, quattro secoli di grandi capolavori affidati alle bacchette più prestigiose e rinomate del mondo: Gianandrea Noseda, Daniel Harding, Michele Mariotti, Diego Matheuz, per citarne alcuni. Geniali registi tra i quali Claus Guth, Robert Carsen, Stefano Poda e Daniele Abbado proporranno nuove visioni drammaturgiche delle opere di Wagner, Strauss, Puccini e Verdi. Una Stagione resa ancor più prestigiosa dagli importanti inviti internazionali che porteranno il Teatro Regio a Edimburgo, Gstaad, Muscat e Parigi, tutte tournée che vedranno Gianandrea Noseda sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio. Questo e molto altro nella nuova Stagione che dal 10 ottobre 2017 all’8 luglio 2018 renderà il Regio un grande protagonista del panorama lirico internazionale.

Il Direttore musicale del Regio, Gianandrea Noseda, inaugura la Stagione il 10 ottobre con Tristano e Isotta (10-22/10), l’opera cardine di Richard Wagner, partitura simbolo delle avanguardie musicali che prenderanno avvio nel Novecento. Noseda affronta, per la prima volta, il più imponente tra i titoli wagneriani con una profonda maturità interpretativa raggiunta in anni di studio del repertorio tardo romantico. La regia di Claus Guth, per la prima volta al Regio, ambienta il dramma all’interno della Villa Wesendonck, a Zurigo, luogo nel quale Wagner iniziò la composizione dell’opera spinto dal fervente amore per la signora Wesendonck. Tristano è il tenore Peter Seiffert, Isotta il soprano Ricarda Merbeth, Re Marke il basso Steven Humes, un cast di perfetti wagneriani, regolarmente invitati al Festival di Bayreuth. L’allestimento, in prima italiana, proviene dalla Opernhaus di Zurigo.

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PRESENTATA LA NUOVA STAGIONE ARTISTICA DELLA FENICE DI VENEZIA

COMUNICATO STAMPA                                                                                                                                giugno 2017


Stagione Lirica e Balletto, Sinfonica e Capodanno 2017-2018

 


La Stagione Lirica e Balletto 2017-2018 della Fondazione Teatro La Fenice è stata presentata sabato 17 giugno dal Sovrintendente Cristiano Chiarot e dal Direttore Artistico Fortunato Ortombina, e inaugurerà il 24 novembre 2017 con Un ballo in maschera di Verdi e la direzione di Myung-Whun Chung. Seguiranno la prima esecuzione in tempi moderni delle Metamorfosi di Pasquale di Spontini; La vedova allegra di Lehár con la regia di Damiano Michieletto; Orlando furioso di Vivaldi in coproduzione con il Festival della Valle d’Itria; Norma con Mariella Devia; La bohème di Puccini diretta da Chung; la prima italiana di Richard III di Giorgio Battistelli; il Progetto Rossini nel centocinquantesimo anniversario della morte con SemiramideIl signor Bruschino e Il barbiere di Siviglia; due nuove produzioni dedicate alle scuole e alle famiglie: Zenobia, regina de’ Palmireni di Tommaso Albinoni e Il regno della luna di Niccolò Piccinni. Completano la Stagione Lirica le riprese di La traviatadi Verdi con il prestigioso debutto del soprano Nadine Sierra nel ruolo di Violetta, Madama Butterfly di Puccini, L’elisir d’amore di Donizetti.

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RIGOLETTO, GIUSEPPE VERDI - FORTE ARENA , SANTA MARGHERITA DI PULA (CAGLIARI), SABATO 10 GIUGNO 2017

Con l’arrivo del mese di giugno si comincia a respirare profumo d’estate e con esso fioriscono le iniziative musicali all’aperto per la gioia di appassionati esperti, ma anche di turisti curiosi. Siamo molto lieti di essere stati testimoni del felice connubio avviato tra la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari e la Forte Arena di Santa Margherita di Pula, una struttura grandiosa da cinquemila posti immersa nel verde che dall’anno scorso ospita eventi internazionali. Quest’anno, e ci sono le premesse perché il connubio si sviluppi negli anni a venire, ad inaugurare la serie di  appuntamenti di richiamo è stata l’opera lirica con il Rigoletto di Giuseppe Verdi, nel magniloquente spettacolo che Joseph Franconi Lee ha rielaborato e sviluppato da un’idea del regista Alberto Fassini di diversi anni fa.

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LA CAMBIALE DI MATRIMONIO, G. ROSSINI – TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, VENERDI' 2 GIUGNO 2017

 "Progetto Rossini: le 5 farse veneziane in 5 anni"

Edizione numero ventisei per il prestigioso Festival ‘Settimane Musicali al Teatro Olimpico’ di Vicenza che, dopo il successo del ciclo Mozart-Da Ponte, da quest’anno propone le cinque farse che il giovanissimo Rossini scrisse per il teatro San Moisè di Venezia.  Si comincia con La cambiale di matrimonio, il delizioso atto unico ricco di spunti comici e situazioni equivoche assolutamente perfetti per un cast di giovani e rampanti interpreti.

Come sappiamo il meraviglioso ed intoccabile palcoscenico dell’Olimpico non consente di apportare particolari modifiche sceniche atte ad esemplificare al meglio i contenuti della vicenda narrata, pertanto i registi devono ogni volta tirare fuori il famoso coniglio dal cilindro per adattare e semmai arricchire quanto in possesso e creare per lo meno una idea registica che possa definirsi tale. In questo caso Marco Gandini fa della semplicità e minimalismo il punto di forza per lo spettacolo in cui ha semplicemente spostato la storia ai giorni nostri, come si evince dai costumi di Michele Becce. L’ambientazione scenica è giustamente definita ‘progetto scenico’, dal momento che Andrea Tocchio ha concepito soltanto una sorta di labirinto componibile di lettere bianche giganti o piccole che servano a formare di volta in volta frasi o parole del libretto. Unica variante la grande R (forse di Rossini) che si distingue tra le altre. Null’altro costituisce lo spettacolo de La cambiale di matrimonio, che pertanto è totalmente affidata alle movenze ed alla spigliatezza degli interpreti a disposizione. Virginio Levrio si è occupato degli effetti luminosi.

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PETER GRIMES, B. BRITTEN - TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, GIOVEDI’ 24 MAGGIO 2017

Ultima replica bolognese per lo spettacolo di Cesare Lievi che porta in scena il controverso personaggio di Peter Grimes, protagonista del poema The Borough di George Crabbe, da cui Benjamin Britten fu tanto colpito da crearne un’opera ad esso ispirata. Nel primo vero approccio operistico di Britten c’è tutto il sapore e l’atmosfera del piccolo villaggio di pescatori in cui era nato e che come tutti i luoghi circoscritti e chiusi alle novità, soprattutto in un periodo storico tanto tragico come il secondo dopoguerra, tende ad emarginare il diverso, colui che rompe gli schemi e vive una vita solitaria. Peter Grimes però, a differenza del poema originario, qui tenta di affrancarsi dal pensiero comune nei suoi riguardi: un solitario pescatore che si dice sfrutti i ragazzini suoi apprendisti fino allo sfinimento, accusato di provocarne la morte. Innamorato a modo suo della mestrina del paese, l' unica sua possibilità di riscatto è un matrimonio con lei. Il borgo offre una carrellata di personaggi tipici di allora, ma in effetti anche di oggi, dei piccoli comuni marittimi: il farmacista, punto di riferimento per tutti, il rispettato avvocato, il parroco, la vedova bigotta e pettegola, e la ‘zietta’ proprietaria della locanda con le nipoti attira clienti.. In questo contesto Grimes è il diverso, un disadattato diremmo adesso, che alla fine muore solo e condannato da tutti. Un uomo molto vicino alla sensibilità dello stesso Britten, a causa della sua vita privata,  in una società completamente diversa dalla nostra.

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LA PROSSIMA STAGIONE OPERA 20.21 DELLA HAYDN

Comunicato Stampa                                                                                   maggio 2017

 

 

OPER.A 20.21

Programma 2017/18

Fuga dalla (ir)realtà

La Fondazione Haydn di Bolzano e Trento presenta la terza edizione di OPER.A 20.21, progetto con la direzione artistica di Matthias Lošek: da dicembre 2017 ad aprile 2018 si raccontano storie originali e intriganti in cui reale e irreale si fondono e confondono.  In programma a Bolzano e Trento cinque titoli dove la tradizione incontra la contemporaneità.

“Escape From Reality”, è il titolo che il Direttore Artistico Matthias Lošek ha dato a OPER.A 20.21 2017/18, stagione organizzata dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trentoche alla sua terza edizione abbraccia un’idea di programma ancora più articolato e sfaccettato. L’inserimento in cartellone dei nuovi progetti Artist in residence e OPER.A 20.21 Fringe è in questo senso significativo e pone proprio l’accento sui collegamenti con un territorio dai vivaci fermenti artistici.

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IL VIAGGIO A REIMS, GIOACHINO ROSSINI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, SABATO 20 MAGGIO 2017

Come ultimo titolo operistico della stagione al Filarmonico di Verona arriva Il viaggio a Reims di Rossini nell’allestimento che vede ancora una volta, dopo il fortunato Barbiere di Siviglia di due stagioni fa, la collaborazione tra il regista Pier Francesco Maestrini ed il disegnatore ed animatore Joshua Held. Chi si aspettava uno spettacolo frizzante, dinamico e divertente non è davvero rimasto deluso, perché gli ingredienti c’erano tutti ed abbiamo sentito in più occasioni fragorose risate, in risposta alle fantasiose situazioni che il regista ha creato in scena.

Molto abile Maestrini nel concepire una regia che facesse interagire perfettamente i cantanti con le proiezioni create da Held, senza tradire il libretto ed in pieno accordo con la partitura che naturalmente ha solo facilitato il lavoro. Visto il numeroso cast anche i costumi sono stati pensati in modo da caratterizzare specificatamente ogni personaggio; così Alfredo Troisi ha utilizzato colori, simboli o bandiere per ben distinguere la Marchesa polacca, il Conte russo, il Cavaliere francese, il Colonnello inglese e così via. I servitori del ‘Giglio d’oro’ si presentano con grandi maschere e spiritosi costumi, che per la verità affettano un po’ le voci degli interpreti e del coro, anch’essi in interazione con i personaggi proiettati sullo sfondo.

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RAINA KABAIVANSKA DIVENTA OSIMANA ONORARIA, TRE CONCERTI PER L’ACCADEMIA D’ARTE LIRICA


Osimo (ANN), 18 maggio 2017 

 

 

TRE CONCERTI PER L’ACCADEMIA D’ARTE LIRICA: RAINA KABAIVANSKA DIVENTA OSIMANA ONORARIA

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