Per la prima volta (!) dalla sua prima rappresentazione avvenuta a Dresda nel 1843, il Teatro Petruzzelli di Bari, accoglie la straordinaria partitura del “Der Fliegende Hollaender”di Richard Wagner colmando questo assurdo ritardo con un cast ed un allestimento di buon livello qualitativo.
Con “Der Fliegende Hollaender” Wagner imbocca la via maestra della propria estetica musicale, voltando le spalle alle convenzioni teatrali dell'epoca, compiendo per la prima volta quel salto in avanti che lo porterà, con il ciclo del Ring, a rompere definitivamente con una estetica musicale ormai obsoleta e superata per la sua visione di teatro in musica.
Il suo salto in avanti è dovuto all'incontro con qualcosa che sembra aderire di colpo al respiro musicale di Wagner identificandosi con esso.
Questo qualcosa è la ballata romantica, genere poetico riscoperto dallo Sturm und Drang, fatto di cupe leggende sullo sfondo di una natura sconvolta e fissato in una narrazione rappresa e in forme ritmiche scandite che emergono direttamente dalla voce anonima della tradizione popolare; fusa e ampliata nel genere “opera romantica”, la ballata ha già alimentato un capolavoro come “Il franco cacciatore” di Weber e uno spartito ai suoi tempi fortunato come “Il vampiro” di Marschner, entrambi da includere tra le fonti principali del lavoro wagneriano.
Ed è infatti la ballata in sol minore che Senta intona nel secondo atto, un allegro ma non troppo in 6/8, “Traft ihr das Schiff”, il fulcro centrale dell'opera, perno rotante sul quale si sviluppa l'intera partitura musicale in una progressione che va dalla scena introduttiva della filatura, prosegue appunto con la ballata di Senta e la narrazione del sogno di Erik, per culminare nel duetto conclusivo. Il Wagner maturo, dunque, teneva ad assegnare alla Ballata ( e per estensione a tutta l'opera) la funzione di preannunciare la sua poetica più matura, basata sull'uso strutturale del Leitmotive e sulla rinuncia alla tradizione del pezzo chiuso.
L' allestimento di Yannis Kokkos, che cura in toto regia, scene e costumi, si inserisce alla perfezione in questo filone di “opera romantica” .