Nella sua penultima tappa del Circuito di Opera Lombardia, Carmen di G. Bizet, approda al Teatro Fraschini di Pavia.
Spettacolo non particolarmente bello tra quelli visti negli ultimi anni in questo pur meritevole circuito di Teatri di tradizione.
Il regista Frederic Roels non è capace di trasmettere alcuna delle passioni infuocate che pervadono la partitura, trasformandola in una sfilata di marionette che entrano ed escono dai differenti lati di una colonnata trasversale invero brutta.
Le scene sono poco curate con un evidente errore di prospettiva. L’intera scena infatti era sollevata di almeno un metro rispetto all’altezza del palcoscenico per cui le sorgenti d’acqua, in cui pure i diversi protagonisti cadono o immergono le mani, non si vedevano e lo spettatore usciva da teatro con un gran male al collo.
I costumi erano a dir poco imbarazzanti con Carmen che sembrava una contadina in gita ad un picnic e Micaela che pareva più una Heidi delle favelas vestita male.
Davvero il nulla. Nulla da dire, nulla da commentare, il nulla che è rimasto anche negli occhi di chi ha assistito.
Dal punto di vista musicale le cose sono andate decisamente meglio pur con i doverosi distinguo.
La folta schiera dei ruoli di fianco erano particolarmente ben amalgamati.
Ottimo il Morales di William Hernandez che apre l’opera con voce sicura e squillante; notevolissimi i quattro “sciacalli” banditi con Frasquita e Mercedes in gran spolvero cantate benissimo da Claudia Sasso e Arina Alexeeva ed il Remendado e Dancairo eccellenti di Roberto Covatta e Davide Fersini.
Molto buoni anche gli apporti di Federico Benetti nel ruolo di Zuniga e dell’attore Alberto Branca.
Venendo ai ruoli principali si può iniziare con il sottolineare la prestazione di buon livello di Zoltan Nagy nei panni di Escamillo. L’artista si produce in una ottima linea di canto, pur con qualche cedimento di intonazione saltuario, e rende il ruolo del Toreador con impeto e bella presenza.
Notevolissima la Micaela di Maria Teresa Leva. Voce dal velluto prezioso, screziato di mezze tinte sostenute con notevole tecnica. Voce ampia, teatrale e dal timbro personalissimo. A lei la vera ovazione della serata agli applausi. Perfettibile nella pronuncia, in particolare nei recitativi dialogati.
Semplicemente ideale il Don Josè di Luciano Ganci che, insieme alla Leva, si mostra come l’Artista di caratura superiore di questo spettacolo. La voce è splendida, timbrata, italiana; ha squillo e capacità di smorzare i suoni senza mai perdere la linea e l’appoggio. Il volume è di quelli importanti, ma importanti davvero.
Anello debole è stata, a nostro giudizio, la protagonista.
Al mezzosoprano Na’ama Goldman di Carmen manca praticamente tutto.
Il colore di voce è chiaro e privo di allure, il timbro anonimo, il canto in alcuni casi fibroso e l’intonazione in più parti precaria. L’artista è poi confinata in una routine difficilmente comprensibile, in alcuni casi quasi grottesca.
Un peccato perché trattandosi di un titolo che esige una cantante/attrice a tutto tondo, non si è avuta la possibilità, a nostro parere, di ascoltare e di vedere né l’una né l’altra.
La direzione di Carlo Goldstein è stata attenta al palcoscenico, scorrevole, fluida nel rispettare le dinamiche della partitura. Purtroppo poco fantasiosa. Non ci sembra ci siano stati “guizzi” interpretativi o personali, una direzione che scorre via in modo corretto ma tutto sommato anonimo.
Molto buono il Coro di Opera Lombardia preparato da Diego Maccagnola.
Alla fine successo cordiale per tutti con punte di entusiasmo per la Leva e Ganci.
Simone De Angeli
LA PRODUZIONE
Direttore Carlo Goldstein
Regia Frédéric Roels
Scene Bruno de Lavenère
Costumi Lionel Lesire
Luci Laurent Castaingt
Coreografie Sergio Simon
Assistente alla regia NathalieGendrot
Maestro del coro Diego Maccagnola
GLI INTERPRETI
Carmen Na’ama Goldman
Micaëla Maria Teresa Leva
Frasquita Claudia Sasso
Mercédès Arina Alexeeva
Don José Luciano Ganci
Escamillo Zoltan Nagy
Le Dancaire Davide Fersini
Remendado Roberto Covatta
Coro OperaLombardia
Orchestra I Pomeriggi Musicali
Coro di voci bianche MousiKé e SMIM Vida di Cremona
Maestro del coro di voci bianche Raul Dominguez
FOTO ALESSIA SANTAMBROGIO
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