DON GIOVANNI, W. A. MOZART- FESTIVAL VICENZA IN LIRICA, GIOVEDI’ 8 SETTEMBRE 2022

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In una giornata certamente particolare per milioni di persone sparse in tutto il mondo e parimenti per la scrivente, causa forte ammirazione, rispetto e stima nei confronti della immensa Regina Elisabetta II, scomparsa all’età di novantasei anni nella serenità della sua residenza di Balmoral in Scozia, un applauso spontaneo da parte dell’intero pubblico del Teatro Olimpico di Vicenza si è sviluppato all’ingresso del direttore artistico del Festival Vicenza in Lirica, Andrea Castello, al solo menzionare il momento di tristezza che la giornata recava in sé dopo le notizie giunte dal Regno Unito. Ma la musica è fortunatamente fonte di gioia e tale è stato lo spettacolo offerto del Don Giovanni mozartiano organizzato quest’anno per la decima edizione del Festival che come sempre promuove i giovani, il loro talento e naturalmente la musica nella sua bellezza e capacità di unire le persone, come recita anche lo slogan del festival stesso.

Una recita diremmo quasi in forma di concerto, dato che come abbiamo sottolineato decine di volte il palcoscenico dell’Olimpico è dotato di magnifiche scene fisse di Vincenzo Scamozzi, che difficilmente sarebbero superate da altro materiale posticcio. Uno spettacolo fresco, frizzante, equilibrato tra gli interpreti che, nonostante qualche sostituzione non ha pagato alcun scotto nella riuscita generale e che ha premiato la propensione attoriale di quasi tutti i coinvolti. Complice anche l’ottima Orchestra dei Colli Morenici capitanata dal Maestro Mosè Edmondo Savio, che produce un suono limpido, armonioso e fluido che lascia assaporare ogni piccola nuance della partitura, che nonostante la sua pregnanza risulta sempre leggera e pertinente alla scena in corso, senza forzature, attenta al suono reso ancor più chiaro e totalizzante dall’acustica perfetta del complesso cinquecentesco. Il cast vedeva come detto tutti giovani protagonisti che in verità sembrano attori navigati per presenza scenica e convinzione interpretativa. Francesco Samuele Venuti e Giacomo Nanni, ossia il dissoluto ed il suo servitore, sono una coppia perfetta come il Gatto e la Volpe: tanto il ‘povero’ Leporello è qui sì un servo che si lamenta del duro lavoro, ma diventa un complice fantastico per le malefatte del suo padrone, tanto il furbo e recidivo Don Giovanni sguazza nelle sue doti amatorie senza il minimo titubare. Sia vocalmente che scenicamente i due protagonisti tengono il pubblico attento e concentrato per tutto lo spettacolo non certo breve, ma che scorre via senza problemi. Tra le interpreti femminili un plauso particolare a nostro avviso all’interpretazione di Marily Santoro come Donna Elvira: per nulla petulante ma vitale, intensa, comica talvolta nella sua drammaticità vana per il soggetto a cui è rivolta, dalla voce piena ed irruente in ogni sua nota che ci ha favorevolmente colpiti ed entusiasmati. Dolce come suole essere è la Donna Anna di Yuliya Pogrebnyak, che se non ha una presenza scenica travolgente possiede grazia nel muoversi in scena e giusto piglio drammatico, con voce elegante e piacevole al suono. Meno convincente secondo il nostro gusto, ma semplicemente in riferimento alla scelta interpretativa, il Don Ottavio di Massimo Frigato, che canta con devozione le sue arie prescritte, ma ci appare languido fino all’estremo e talvolta un po’ stucchevole, esasperando il carattere dell’innamorato fedele e protettivo. Irruento e volitivo il Masetto di Gianluca Andreacchi, disinvolta tanto vocalmente quanto scenicamente la furba Zerlina di Sabrina Sanza. Autorevole ed impostato a suscitar riverenza il Commendatore di Enrico Rinaldo . Il Coro Voc’è, Laboratorio corale classico è preparato brillantemente da Alberto Spadarotto, concorrono alla preparazione dello spettacolo GB parrucchieri, Rosanna Carollo al trucco,  Leila Fteita per costumi chiari per tutti, salvo mantello e cappello nero per il protagonista e  scarpette nere in stile che spiccano sotto il pallore dei vari costumi. Un plauso all’assistente di regia Anna Perrotta che cura l’allestimento in sostituzione della regista Marina Bianchi

Successo caloroso per tutti da parte di un teatro pienissimo e soddisfatto. 

Maria Teresa Giovagnoli

PRODUZIONE ED INTERPRETI


Dramma giocoso in due atti, K 527
Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart
Libretto di Lorenzo Da Ponte
Prima esecuzione: 29 ottobre 1787, Praga

Don Giovanni                       Francesco Samuele Venuti
Il Commendatore                 Enrico Rinaldo
Donna Anna                         Yuliya Pogrebnyak
Don Ottavio                          Massimo Frigato
Donna Elvira                        Marily Santoro
Leporello                               Giacomo Nanni
Masetto                                  Gianluca Andreacchi
Zerlina                                   Sabrina Sanza
contadine e contadini, servi, suonatori e coro di sotterra, coro: Rebecca Sisti, Luca Rossi, Giambattista Ferro, Emmanuele Ottaviani, Elia Perrotta

Orchestra dei Colli Morenici
Maestro direttore e concertatore Mosè Edmondo Savio
Coro Voc’è, Laboratorio corale classico
Maestro del coro Alberto Spadarotto

Regia Marina Bianchi
Assistente alla regia Anna Perrotta

Costumi Leila Fteita
Trucco Rosanna Carollo
Parrucco GB parrucchieri    

FOTO FESTIVAL VICENZA IN LIRICA