BAMBERGER SYMPHONIKER, TERZO CONCERTO SINFONICO PER L’ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA – SABATO 17 SETTEMBRE 2016

Prosegue il calendario dei concerti al Teatro Filarmonico di Verona per il Settembre dell’Accademia con un’altra importante orchestra interprete di un ricco e trascinante programma. I Bamberger Symphoniker rappresentano una felice realtà bavarese costituitasi negli anni Quaranta del Novecento e che ha portato la professionalità tedesca in tour già immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, segno della volontà tedesca di lasciarsi alle spalle gli orrori della guerra e ripartire grazie all’Arte ed alla sua espressione più coinvolgente, la Musica.  Arriva a Verona con il suo Direttore Onorario Christoph Eschenbach che vanta una ricchissima carrellata di concerti con l’orchestra bavarese: ben oltre centocinquanta volte è stato alla testa dei suoi musicisti e ciò fa capire quanto feeling possa esserci tra il Maestro e la sua compagine artistica. Il passato da pianista di successo ha probabilmente portato Eschenbach ad inserire in programma un pezzo come il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in Mi bemolle maggiore Op. 73 “Imperatore”, che segue la maestosa Ouverture da Egmont op. 84 (1810), entrambe di Ludwig van Beethoven.

Egmont esprime in sé la tragicità del dramma scritto da Goethe a fine Settecento di argomento storico e politico e per cui Beethoven scrisse le musiche di scena tra il 1809 ed il 1810, in cui ovviamente il protagonista eponimo è l’eroe che si batte per il suo popolo pur non trascurando la ragion di Stato. E questo spirito aleggia anche nell’orchestra simbolo di Bamberg, che apre la serata interpretando questa ouverture con grinta e corposità timbrica. Lo stile di Eschenbach è chiaro sin da subito: sonorità tese ed asciutte come impone l’immagine forte di un mitico condottiero.

Con l’ingresso del pianista Saleem Abboud Ashkar prende vita il concerto noto come Imperatore, appellativo aggiunto successivamente pare riferendosi all’ammirazione che ebbe in principio il compositore per Napoleone. E’ l’ultimo dei cinque concerti di Beethoven per piano ed orchestra, composto negli stessi anni dell’ouverture precedente. Il susseguirsi di scale ascendenti e discendenti e la forza che trasmette l’orchestra in fusione con lo strumento a tasti, sembra trasportare l’ascoltatore in una battaglia fra giganti e formiche: tanto l’orchestra spinge ed avvampa, tanto il piano attenua ed ammorbidisce i toni con una leggerezza spiazzante. Ashkar si fa interprete generoso e coglie questa opposizione di forze con un tocco delicato e pregno di trasporto. Per lui ovazioni premiate con bis di Schumann seguito da copiosi applausi.

Altro immenso protagonista della vita musicale germanica dell’Ottocento è Johannes Brahms che occupa interamente la seconda parte del concerto, a cominciare dalla Sinfonia n. 3 composta nel 1883 e tra le più amate dal grande pubblico sinfonico. Caratterizzata da una infinita ricchezza melodica e da un ritmo trainante, questo lavoro ebbe successo anche secondo i contemporanei del compositore tra pubblico e colleghi musicisti, tanto da diventare immediatamente celebre. Nonostante il carattere languido insistente lungo tutti e quattro i movimenti, Eschenbach sceglie anche in questo caso un suono secco e piuttosto austero, così che l’orchestra risuoni sì imponente nella ricchezza dei colori, ma sempre con un certo distacco emotivo.

Decisamente coinvolgenti le danze ungheresi dello stesso Brahms completate nel 1869 per un totale di ventuno componimenti, ispirate ai ritmi della musica tzigana assai nota in Germania a quei tempi per la folta presenza di ungheresi. Con l’ascolto nell’ordine della n.3, 16 e 10 l’orchestra si concede una vera e propria passeggiata tra le note divertendosi e giocando con l’intensità del suono che si adatta al clima ballabile delle melodie delicate, terminando il concerto con la n. 16 che porta inevitabilmente ad uno scroscio di applausi per il suo finale frizzante. Tra gli applausi concedono un bis non da poco: la ouverture de Le nozze di Figaro di Mozart per concludere in festa.

Maria Teresa Giovagnoli

IL  P0ROGRAMMA

Bamberger Symphoniker 
Christoph Eschenbach - direttore 
Saleem Ashkar - pianoforte 

Ludwig van Beethoven 
Egmont Op. 84 Ouverture 
Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in Mi bemolle maggiore op. 73 "Imperatore" 

Johannes Brahms 
Sinfonia n. 3 in Fa maggiore Op. 90 
Danze ungheresi nn. 3, 16 e 10 

FOTO MAURIZIO BRENZONI