Aida, Giuseppe Verdi -Arena di Verona 2 agosto 2012, ore 21,00



Una rievocazione storica in grande stile quella che è stata rappresentata in Arena per questo novantesimo festival lirico 2012. Per la seconda volta quest’anno la direzione del capolavoro verdiano è stata affidata al grande tenore Placido Domingo. Chi si è apprestato a vivere le drammatiche vicende del popolo etiope in terra d’Egitto ha assistito ad uno spettacolo che lascia quasi senza parole. La maestosa scenografia pensata dal regista De Bosio rievoca la rappresentazione svoltasi nel lontano 1913, che ancora oggi suscita emozione ed entusiasmo negli animi dell’esperto pubblico areniano. Gli obelischi posti ai lati del palco, le colonne egizie mobili atte a formare ora il palazzo di Menfi, ora il tempio di Vulcano, o la città di Tebe; la statua della Sfinge che sovrasta su pubblico ed interpreti quasi a vegliare sul loro operato, e naturalmente gli abiti ricchi di ornamenti, hanno fatto da cornice ad una produzione di livello veramente alto.


Il soprano  Oksana Dyka nel ruolo di Aida ha dimostrato di non temere gli spazi aperti dell’anfiteatro, riuscendo a ben equilibrare acuti e pianissimo con una voce sempre ben sostenuta e  sicura. Con ‘Ritorna vincitor’ si esaltano le sue doti canore, che hanno generato ovazioni sempre più intense nel corso della serata, sino al trionfo di ‘Qui Radamès verrà!... O cieli azzurri’. La sua eleganza, presenza scenica e capacità interpretative hanno contribuito a rendere convincente la sua interpretazione.
Walter Fraccaro se l’è cavata egregiamente nel ruolo di Radames; la sua ‘Celeste Aida’ molto sentita e ben interpretata ha commosso e convinto. Ben sicuro sul palco, mostra di possedere il ‘mestiere’ e si è guadagnato diversi applausi entusiasti da parte del pubblico.
Il mezzosoprano Tichina Vaughn ha interpretato una Amneris altera, regale, sicura nel canto e convincente nel ruolo. La sua voce molto calda e corposa ben si addice al personaggio della principessa egizia innamorata.
Un eccezionale Ambrogio Maestri nel ruolo di Amonasro ha entusiasmato per la sua interpretazione di un personaggio che sembra tagliato su misura per lui. Sin dal suo ingresso da prigioniero l’incedere regale del baritono sembrava incutere timore e rispetto. La voce possente e le capacità attoriali hanno fatto il resto.
Il Re egizio ha visto come suo interprete un bravo ed esperto Andreas Macco, anch’egli dotato di voce e qualità recitative notevoli.
Si sono ben distinti anche Franceso Ellero d’Artegna, Antonella Trevisan ed Enzo Peroni nei rispettivi ruoli di Ramfis, la Sacerdotessa ed un Messaggero.
Un successo particolare lo ha ottenuto il corpo di ballo dell’Arena, con la prima ballerina Alessia Gelmetti, che ha entusiasmato con le sue acrobazie e con la sua grazia nel balletto per Amneris. Un lungo applauso ha salutato la sua uscita di scena.
Che Placido Domingo  conosca il suo mestiere è comprovato da una storia di successi interminabili. Questa produzione che lo ha visto come direttore d’orchestra gli permette di aggiungere un’altra grande scommessa vinta alla sua lunga carriera internazionale. Domina l’orchestra, la guida con entusiasmo e precisione, quand’anche essa presenti alcuni elementi in scena, come avviene spesso per la marcia trionfale oppure con le arpe per il canto delle sacerdotesse. Che il pubblico lo abbia letteralmente subissato di applausi è cosa certa.
Il coro diretto da Armando Tasso ha accompagnato con forza e bella presenza scenica questa produzione imponente.
Ancora una volta gli appassionati uscendo hanno dichiarato che ‘Arena di Verona significa Aida’, e che 'l’Aida stessa trova il suo palcoscenico naturale tra i gradoni di questo tempio musicale eterno'.
MTG


LA PRODUZIONE
Direttore
                      Plácido Domingo
Regista 
                      Gianfranco de Bosio
Coreografia
                      Susanna Egri

Direttore del Coro:                                        Armando Tasso
Direttore del Corpo di ballo:                        Maria Grazia Garofoli
Direttore Allestimenti scenici:                     Giuseppe De Filippi Venezia

INTERPRETI
Il Re
Andreas Macco
Amneris
Tichina Vaughn
Aida
Oksana Dyka
Radames
Walter Fraccaro
Ramfis
Francesco Ellero D'Artegna
Amonasro
Ambrogio Maestri
Sacerdotessa
Antonella Trevisan
Un messaggero
Enzo Peroni
Prima ballerina
Alessia Gelmetti

ORCHESTRA, CORO, CORPO DI BALLO E TECNICI DELL’ARENA DI VERONA








L’Elisir d’Amore, Gaetano Donizetti – Teatro La Fenice 15 Luglio 2012 – ore 19,00



Ultima di 5 recite dell’Elisir d’Amore che si è tenuta al Gran Teatro La Fenice nel mese di luglio.
Il melodramma giocoso pensato da Donizetti nella prima metà del XIX secolo non ha davvero età ed ha visto qui una produzione in grande stile, non nuova al teatro veneziano, ancora una volta accompagnata da un cast di grande esperienza, ed è stato ancora un grande successo. Il regista Morassi grazie alle scene ideate da Fercioni ci proietta in una ambientazione colorata, festosa, tra il classico ed il moderno, senza mai esagerare. Gli ambienti cambiano ad ogni atto esaltando diversi luoghi e situazioni, ben adoperando gli spazi che il palcoscenico mette a disposizione. Coloratissimi anche i costumi, che pur grazie al coro hanno ben sottolineato la frizzante atmosfera con cui le azioni si compiono.


Desiree Rancatoreormai naviga questo ruolo con comprovata esperienza. Le sue capacità tecniche le consentono di esaltare una agilità vocale davvero poco eguagliabile. La presenza scenica e le sua stessa mimica facciale sono di grande rilievo. Il soprano dimostra le sue doti già nella celebre ‘Della crudele Isotta’, nonché nel duetto ‘Chiedi all’aura lusinghiera’, ed in ogni singola esecuzione, sempre salutata da applausi di approvazione.
Celso Albeloè assolutamente convincente nel ruolo del malcapitato Nemorino, che non può che cedere alle astuzie della bella e furba Adina, come si evince dalla ben cantata aria ‘Quanto è bella quanto è cara!’. Il tenore si muove con scioltezza sulla scena e la sua voce si presta molto bene al ruolo interpretato. Il pubblico è rimasto molto colpito e divertito dalla sua credibile interpretazione del povero ubriaco inconsapevole, e si è prodigato in grandi applausi dopo la celebre ‘Una furtiva lagrima’.  
Un bravissimo Elia Fabbian ha ricoperto il ruolo dell’astuto dottor Dulcamara con perizia e qualità canore molto apprezzabili.
Altrettanto apprezzabile Alessandro Luongo nel ruolo del sergente Belcore, nonché il soprano Oriana Kurteshi che ha impersonato egregiamente la villanella Giannetta.
L’orchestra del Teatro La Fenice ha brillato particolarmente nella serata conclusiva della produzione. Il maestro Omer Meir Wellber ha saputo cogliere le sfumature della partitura facendo risaltare con intelligenza ciò che i personaggi man mano esternavano sulla scena. Una direzione particolarmente ‘sentita’ e briosa, che ha stupito pubblico ed interpreti nel finale con finto abbandono del podio, per poi tornarvi subito dopo con abiti di scena e parrucca.
Gli applausi, i sorrisi di approvazione e le ovazioni agli artisti sono stati il coronamento di una produzione di grande qualità e professionalità.
MTG.


La produzione:
Regia                                                  Bepi Morassi
Scene e costumi                                 Gian Maurizio Fercioni
Maestro concertatore e direttore       Omer Meir Wellber
Orchestra e Coro del Teatro             La Fenice
Maestro del Coro                               Claudio Marino Moretti
Con sopratitoli allestimento             Fondazione Teatro La Fenice

Interpreti principali
Adina                                                 Desiree Rancatore
Nemorino                                           Celso Albelo
Belcore                                               Alessandro Luongo
Il dottor Dulcamara                           Elia Fabbian
Giannetta                                           Oriana Kurteshi








Don Pasquale - Bassano del Grappa Castello degli Ezzelini, Venerdì 27 Luglio, ore 21,30



Una cornice suggestiva ha ospitato questa produzione del Don Pasquale di Gaetano Donizetti nella deliziosa cittadina di Bassano del Grappa per questo festival lirico estivo. La prima delle tre rappresentazioni (le altre due a Padova il 29 e 31 luglio) è stata indubbiamente un bel successo. Quello che si è visto tra le mura del Castello degli Ezzelini è stato uno spettacolo giovane, frizzante, ben pensato ed accattivante. La scenografia creata da Giulio Ciabatti è molto essenziale ma efficace: sul palco semplicemente una serie di seggiole di vario formato, mentre i personaggi hanno utilizzato diversi accessori di abbigliamento  muovendosi sulla scena. Tutto è sulle tinte di rosso ed arancio, così come le luci sfumano su tonalità simili. A completamento della scenografia, se così si può dire, dietro un pannello scuro, si lasciava intravvedere l’orchestra, creando così maggior simbiosi con i cantanti.


Il tutto ha preso vita grazie alla vitalità, presenza scenica e grandissimo impegno di un bel cast giovane e promettente. Tanto per cominciare un plauso speciale va al protagonista Elia Fabbian, un Don Pasquale sicuro, convincente, con una voce piena e corposa, perfettamente calato nella parte, che ha veramente divertito ed appassionato il pubblico con le sue disavventure famigliari. Il soprano Teresa Sedlmair  ha una voce molto interessante e duttile, ed ha divertito molto con la sua personalissima gestualità e capacità recitativa. Un lungo applauso dopo l’aria ‘Quel guardo il cavaliere’ ha riscaldato ancor più la calda serata. Molto apprezzato anche il giovane baritono Gabriele Nani, nel ruolo del dott. Malatesta: la sua interpretazione del medico furbo e cospiratore è stata convincente e ben eseguita anche dal punto di vista canoro. Il giovane tenore Alessandro Scotto Di Luzio nel ruolo di Ernesto, ha emozionato sin dal suo ‘Sogno soave e casto’, per poi commuovere nel ‘Povero Ernesto’, lungamente applaudito nel secondo atto. Una menzione particolare va anche a Christian Starinieri, che ha veramente divertito il pubblico nel doppio ruolo del Notaro e del Maggiordomo. L’orchestra di Padova e del Veneto trova una vitalità e versatilità sorprendenti grazie alla puntuale direzione del maestro Giampaolo Bisanti. Presente come detto sulla scena dietro ai cantanti, l’ensemble orchestrale ha ben accompagnato l’intera esecuzione con brio e precisione. Il maestro padroneggia lo spartito guidando l’organico in modo scorrevole verso un successo ben meritato. Anche il Coro Lirico Città di Padova si è ben comportato e ha simpaticamente divertito con gli strumenti che il costumista Beppe Palella ha messo a sua disposizione. Una produzione giovane, colorata, che lascia al pubblico semplicemente il piacere di tributare grande consenso con applausi scroscianti alla fine della rappresentazione.
MTG.


LA PRODUZIONE
Direttore: Giampaolo Bisanti
Regia: Giulio Ciabatti
Costumi: Beppe Palella

Orchestra di Padova e del veneto 
coro lirico citta’ di padova

GLI INTERPRETI:
Elia Fabbian  (Don Pasquale)
Gabriele Nani  (Dott. Malatesta)
Alessandro Scotto Di Luzio (Ernesto)
Christian Starinieri (Notaro)
Teresa Sedlmair (Norina
)


Romeo et Juliette - Arena di Verona




Charles Gounod

14 Luglio 2012 - ore 21:15 -  Arena di Verona

Cosa pensare di Verona e Shakespeare? Un connubio che da secoli contribuisce a diffondere e fare apprezzare la cultura italiana nel mondo. Ecco che il capolavoro del sommo poeta anglosassone viene magistralmente eseguito nel tempio delle notti d’estate della città veneta. Un capolavoro che per la seconda stagione consecutiva viene presentato al festival lirico areniano. Il regista  Micheli e lo scenografo Sanchici trasportano subito in un’atmosfera contemporanea e coloratissima: la scenografia ci presenta una struttura circolare mobile su più livelli che si posiziona al centro del palcoscenico proponendo una architettura che ricorda, come è stato notato da molti, il Globe Theatre di Londra. Sopra ed intorno allo stesso si alternano i personaggi, avvolti in un abbraccio alato che sovrasta la scena dalle gradinate che spalleggiano il palcoscenico, in un continuo cambio di luci molto colorate ed accattivanti.



Il soprano Aleksandra Kurzak è a suo agio nei panni della giovane veronese, e si muove agilmente anche nei particolarissimi costumi rigidi che la Aymonino ha pensato per il suo personaggio. Quando intona la sua aria ‘Je veux vivre’, si è ormai compreso che è totalmente calata nella parte e che per tutto il resto dell’opera saprà renderle giustizia. Difatti ottime sono le doti interpretative che certamente un ruolo del genere richiede, dalla spensieratezza iniziale, alla drammaticità finale. La voce è agile e ben si destreggia anche nella lingua francese, cosa non da tutte.
John Osborn è veramente sorprendente nel ruolo di Romeo, magnifiche capacità canore, interpretazione convincente, ottima l’intesa con ‘Juliétte’. La cavatina ‘Ah, lève-toi, soleil! ‘ è eseguita con passione e sicurezza. La scena del duello con Tebaldo tiene il pubblico col fiato sospeso come se non fosse noto l’esito.
Particolarmente apprezzata anche Eufemia Tufano nel ruolo di Stephano, soprattutto per le capacità interpretative.
In generale tutto il cast si è ben destreggiato tra capacità canore e recitazione: spiccano tra gli altri, Elena Traversi in Gertrude, Francisco Corujo in Tybalt, Paolo Antognetti e Artur Rucinski, rispettivamente nei ruoli di Benvolio e Mercutio.
Il maestro Fabio Mastrangelo ha dimostrato un’ottima intesa con l’orchestra e con i cantanti. Gounod ha risuonato in tutto il suo splendore grazie alla perizia ed agilità  nel gesto del maestro, che ha saputo dare la sua impronta con leggerezza ove occorreva, drammaticità nei momenti cruciali, pur non essendo un’opera solitamente in repertorio per l’organico veronese.
Il pubblico ha applaudito, si è divertito, si è commosso, sino allo stupore nel coup de théâtre finale,  con l’uscita di scena dei due protagonisti  per mano incontro al tragico destino, mentre chiedono perdono , e scomparendo nei corridoi del teatro, non giacendo in palcoscenico, lasciando dunque solo immaginare il finale ormai fin troppo noto..
Ben tornato Shakespeare, e grazie ancora, Gounod.
MTG

La produzione:
Direttore
Fabio Mastrangelo
Regista
Francesco Micheli
Scene
Edoardo Sanchi
Costumi
Silvia Aymonino
Coreografia
Nikos  Lagousakos
Lighting designer
Paolo Mazzon

INTERPRETI
Juliette
Aleksandra Kurzak
Stéphano
Eufemia Tufano
Gertrude
Elena Traversi
Roméo
John Osborn
Tybalt
Francisco Corujo
Benvolio
Paolo Antognetti
Mercutio
Artur Rucinski
Pâris
Nicolo' Ceriani
Grégorio
Dario Giorgelè
Capulet
Enrico Marrucci
Frère Laurent
Giorgio Giuseppini
Le duc de Vérone
Deyan Vatchkov