ZENOBIA IN PALMIRA, G. PAISIELLO - TEATRO DI CORTE DI PALAZZO REALE, NAPOLI, SABATO 21 MAGGIO 2016

Con l’avvicinarsi dell’estate si moltiplicano le iniziative culturali per residenti e turisti ed una città come Napoli è sicuramente tra le più attive in tal senso. Ecco che una serata all'opera diventa anche motivo per  visitare lo splendido Palazzo Reale nel cui teatro di corte si ha l’occasione più unica che rara di assistere alla Zenobia in Palmira di Giovanni Paisiello, rispolverata nell’ambito delle celebrazioni del musicista a duecento anni dalla scomparsa. Forse disattese le aspettative di chi intravvedeva in questo lavoro di Paisiello il proseguimento di una riforma avviata con le opere precedenti, fatto sta che questo componimento fu dimenticato dopo la sua prima esecuzione nel 1790, e oggi la fondazione Teatro San Carlo ha rispolverato la partitura e messo in scena uno spettacolo intelligente e davvero bello da vedere, in pratica quasi una produzione d'altri tempi. Fu pensata come intrattenimento per la festa di onomastico di Ferdinando  IV e concepita per l’esecuzione tra due balli piuttosto lunghi che naturalmente ne condizionarono la durata in soli due atti.
E’ strutturata con un susseguirsi di recitativi ed arie molto impegnativi per tutti gli interpreti e non prevede la presenza del coro. La non eccessiva durata complessiva nonché delle arie stesse permette a chiunque  anche neofita del genere di godere a pieno di tutto lo spettacolo e, secondo noi, di sperare quasi che dopo il termine succeda qualcos’ altro. Del resto ai suoi tempi la festa continuava con l’altro ballo ed è naturale che un certo senso di incompiuto si insinui in chi ascolta. Lo spettacolo del regista Riccardo Canessa che ne cura tutti gli aspetti è di stampo volutamente tradizionale, diremmo proprio classico, con dei fondali che si alternano a paesaggi mitici svelati da cornici architettoniche, e costumi meravigliosi che richiamano i fasti dell’ Impero romano e palmireno, riccamente decorati in ogni dettaglio della stoffa.
La parte musicale come detto presenta difficoltà in partitura per ciascuno degli interpreti impegnati. Zenobia ha il compito arduo di coprire vocalmente l’ampia gamma di colori che offre la tessitura sopranile, quasi da sdoppiarsi in due per esprimere tanto lo spirito battagliero che il cuore della donna innamorata del principe di Persia. La protagonista mette al primo posto i propri interessi senza cedere al rivale romano, avendo alla fine la meglio e guadagnandosi il rispetto del popolo conquistatore. Rosanna Savoia raggiunge tutte le asperità del rigo musicale e fa sue le arie difficilissime della regina con incisività e coerentemente al personaggio. 
 
Il suo nemico Imperatore Aureliano è un Leonardo Cortellazzi di classe, tanto abile in battaglia quanto capace di sviluppare in sé moti di passione per la regina coraggiosa, confermando la sua ottima resa scenica e vocale in questo tipo di repertorio grazie ad un timbro pastoso e delicatamente acuto.
Molto pulita ed agile la voce di Pubblia -  Sonia Ciani  che canta con fraseggio morbido ed una particolare espressività che le consente di dare credibilità al ruolo dell’innamorata respinta cui viene preferita Zenobia.
 
Originariamente scritti per castrati i ruoli oggi en travesti di Oraspe e Arsace sono interpretati da due mezzosoprani, qui Rosa Bove e Tonia Langella, forse non incisive in scena come i compagni di palco, ma dalle voci di bella pasta che si ascoltano con piacere.
Completa il cast il Licinio di Blagoj Nacoski che porta a casa discretamente il ruolo di tribuno ma soprattutto di confidente dell’Imperatore.
  
L’orchestra del Teatro San Carlo guidata dal Maestro Francesco Ommassini trova nel Teatro di corte un suono ampio e riccamente avvolgente. Attento ai particolari e vigile su tutte le sezioni, il direttore trova una sua particolare dimensione in questo tipo di repertorio, registrando un altro successo personale qui condiviso dall’ottimo  Riccardo Fiorentino al clavicembalo che accompagna con precisione e molta complicità gli interpreti nei recitativi.
 
Successo straordinario da parte di un pubblico giunto anche dagli Stati Uniti per questa produzione che il comune di Napoli dedica all’ archeologo siriano Khaled al-Asaad, ex direttore del sito archeologico di Palmira, scomparso il 18 agosto 2015 per mano terrorista.
 
Maria Teresa Giovagnoli
 
 
LA PRODUZIONE
 
Direttore                                 Francesco Ommassini
Regia, Scene e Costumi         Riccardo Canessa 
Luci                                        Mario D'Angiò
Video Designer                      Alfredo Troisi
Cembalo                                 Riccardo Fiorentino
 
 
GLI  INTERPRETI
 
Aureliano, Imperatore          Leonardo Cortellazzi        
Zenobia, Regina
de’ Palmireni                         Rosanna Savoia
Arsace, Principe di Persia    Tonia Langella
Pubblia, Figlia                       Sonia Ciani      
dell’Imperatore Gallieno
Oraspe,                                   Rosa Bove  
Generale de’ Palmireni,
Licinio,                                   Blagoj Nacoski
Tribuno militare
e confidente d’Aureliano
 
 
Nuovo Allestimento del Teatro di San Carlo
Orchestra del Teatro di San Carlo
 
 
 
 
 
 
Foto Luciano Romano