THE RAVEN, TOSHIO HOSOKAWA – STAGIONE OPERA 20 . 21 DELL’ORCHESTRA HAYDN DI BOLZANO E TRENTO, TEATRO COMUNALE DI BOLZANO, 3 MARZO 2017

Di Maria Teresa Giovagnoli

Si inserisce nel cartellone della stagione Opera 20.21 dell’Orchestra Haydn anche questo che potremmo definire uno spettacolo di prosa musicata più che di opera in senso stretto: The raven (il corvo) del compositore Toshio Hosokawa. Ci troviamo di fronte ad una messa in scena sui generis che nasce dall’idea di accompagnare con una sorta di atmosfera sonora e coreografie di danza, la lettura cantata del celebre pezzo del poeta Edgar Allan Poe, ‘The raven’ appunto. Al di là del contenuto, dei significati reconditi del componimento o dell’epoca in cui fu scritto (1845), ci soffermiamo soprattutto sulle sensazioni che trasmette questo poema per cercare di interpretare gli intenti del musicista giapponese e del regista Luca Veggetti che ha messo insieme lo spettacolo cui abbiamo assistito.

La sala è totalmente buia e da questa oscurità emerge d’un tratto l’introduzione col flauto solista in un barlume di luce. L’ ambiente sonoro creato è molto particolare, fatto di suoni accennati o vibrati, fruscii.. che forse richiamano ad un battito d’ali, oppure al vento che entra dalla finestra descritta nel poema. Un corvo entra improvvisamente nella vita ma soprattutto nella mente del protagonista, straziato per la perdita dell’amata Lenore, evidentemente suo punto di riferimento senza il quale l’universo cambia prospettiva e quasi non ha più significato.  Così anche l’ascoltatore, più che spettatore, resta in sospeso in questo limbo che pare preannunciare un momento successivo che non arriva mai. Si è parlato di teatro giapponese come fonte ispiratrice di Hosokawa, quel teatro Nō che lascia chi assiste attonito e libero di immaginare ed interpretare in base ai suoi sentimenti del momento. Qui non ci sono maschere rappresentative, anzi il protagonista del poema diventa una donna angosciata che si pone interrogativi esistenziali nell’oscurità che la circonda, il mezzosoprano Abigail Fischer, in pantaloni e maglia di Kathrin Dorigo su di una piattaforma squadrata ed illuminata in chiaro scuro nelle angolazioni previste da Clifton Taylor. L’interprete canta letteralmente recitando i profondi versi ricchi di mistero contornata dalla danzatrice Alice Raffaelli. Le due artiste si cercano, si schivano, si uniscono e si sganciano. Cosa rappresenti questa figura è ancora una volta lasciato alla libera interpretazione di chi guarda. Un doppio della protagonista, il suo spirito che aleggia intorno ad essa tormentato dai dubbi, oppure l’evocata Lenore, non più dunque l’amata del narrante ma semplicemente l’anima vagante della ‘sainted maiden’ (donna sacra) cara agli angeli..

La musica trasmette in pieno tutte le esperienze fatte dal compositore. La vita da buddista zen, i canti dei monaci giapponesi, lo studio dell’organo a bocca, e tutte quelle esperienze psicologiche e filosofiche che portano ad una musica come detto di atmosfera, di attesa, fatta non di melodie immediatamente distinguibili, ma di suoni ritmati a glissati con archi grandi protagonisti. L’eccezionalità di questo compositore è il riuscire a trovare nuove prospettive sonore dagli strumenti tradizionali, che nell’orchestra Haydn sono fusi con una incredibile varietà di colori, frutto anche del lavoro di fino del Maestro Yoichi Sugiyama, che evidentemente ha analizzato la partitura nella sua essenza, creando anche un ambiente drammatico, man mano che la Fischer incalza con il suo canto ed il testo si fa più intenso. Il ‘nevermore’ ripetuto continuamente dal corvo è sottolineato da altri rumori, altri bisbigli, o forse ronzii..

Il pubblico che ha riempito il teatro studio del Comunale ha apprezzato molto questo spettacolo dimostrandolo con diversi minuti di applausi per tutti.

Maria Teresa Giovagnoli

LA PRODUZIONE E GLI INTERPRETI


Mezzosoprano           Abigail Fischer
Danzatrice                 Alice Raffaelli
Direzione musicale    Yoichi Sugiyama
Regia e coreografia   Luca Veggetti
Scene e luci                 Clifton Taylor
Costumi                      Kathrin Dorigo


I Solisti dell'Orchestra Haydn di Bolzano
e Trento
Nuovo allestimento
Produzione Fondazione Haydn di Balzano e Trento 

 

Foto Alessia Santambrogio