Il cartellone della Società dei Concerti di Trieste si arricchisce di un ulteriore evento dalla caratura internazionale, portando sul palcoscenico del Teatro Lirico Giuseppe Verdi un altro dei giganti del pianismo contemporaneo: Mikhail Pletnev. Inserito nella programmazione della stagione concertistica, l'appuntamento ha richiamato un pubblico attento e partecipe, consapevole di trovarsi di fronte a un interprete che ha fatto della singolarità intellettuale la sua cifra stilistica.
Quando Pletnev siede al suo Shigeru Kawai, l'attesa si trasforma immediatamente in un silenzio quasi religioso. Non siamo di fronte a un semplice concerto, ma a un rito di introspezione. Il programma proposto non è stato una semplice successione di brani, quanto piuttosto un percorso poetico e visionario, capace di trasformare la musica in pura riflessione, confessione e sogno attraverso un viaggio che Enzo Beacco nelle note di sala divide su tre livelli: l’allievo, il professionista e l’amatore.
L'apertura è stata affidata alla lucida architettura di Johann Sebastian Bach. Attraverso una selezione di Preludi e Fughe dai due volumi del Clavicembalo ben temperato (BWV 874, 861, 884 e 867), Pletnev ha subito chiarito il suo approccio: nessuna concessione a un rigore accademico fine a se stesso, ma una chiarezza espressiva che valorizza la flessibilità dinamica dello strumento moderno. Sotto le sue dita, le linee contrappuntistiche bachiane hanno smesso di essere calcoli matematici per diventare voci umane in dialogo, sciolte dai vincoli del clavicembalo originale per abbracciare una tavolozza timbrica di straordinaria ricchezza.
Il cuore del programma ha visto l'ascesa verso le vette dell'inconscio romantico con la Kreisleriana op. 16 di Robert Schumann. In questa vertiginosa esplorazione dell’anima, Pletnev ha navigato tra slancio e malinconia con una naturalezza disarmante. Gli otto pannelli sonori, ispirati alle fantasmagorie di E.T.A. Hoffmann, sono apparsi come tessere di un mosaico demoniaco e mistico. Il pianista ha saputo restituire quella "rapinosa ansia creativa" che Schumann infuse nella partitura, curando i contrasti dinamici più estremi senza mai perdere il filo di una narrazione interiore coerente, nonostante le mostruose difficoltà tecniche che la pagina impone.
La seconda parte della serata ha offerto un'occasione rara: l'ascolto di una vasta antologia dei Pezzi Lirici di Edvard Grieg. Spesso confinati al ruolo di "bis" o di repertorio per amatori (legati storicamente alla diffusione del pianoforte verticale nelle case borghesi), queste miniature sono state nobilitate dal tocco di Pletnev, che le ha trasfigurate in veri e propri ritratti di paesaggi interiori uniti da una sorprendente continuità. Dal solenne Canto nazionale alla delicatezza della Berceuse, passando per l'inquietudine di Puck, ogni pezzo è stato trattato come una gemma preziosa. L'interpretazione ha mostrato come, se affidate a un grande interprete, queste brevi visioni nordiche possano elevarsi a mosaico metafisico, capace di evocare memorie e silenzi con una qualità inventiva sorprendente.
Il concerto si è chiuso in un clima di incanto, coronato da un unico bis, Carnevale (da Scene di vita popolare op. 19 di Grieg), che ha suggellato un evento in cui il pianoforte ha cessato di essere una macchina percussiva per farsi organo, voce e respiro. Mikhail Pletnev ha confermato ancora una volta di non essere solo un esecutore, ma un filosofo della tastiera, capace di leggere tra le righe degli spartiti per rivelare l'anima segreta dei compositori nel cuore della stagione triestina.
La recensione si riferisce al concerto di lunedì 16 febbraio 2026
Andrea Bomben
JOHANN SEBASTIAN BACH Dal Clavicembalo ben temperato:
Preludio e Fuga n. 5 in re maggiore, BWV 874 (Libro II)
Preludio e Fuga n. 16 in sol minore, BWV 861 (Libro I)
Preludio e Fuga n. 15 in sol maggiore, BWV 884 (Libro II)
Preludio e Fuga n. 22 in si bemolle minore, BWV 867 (Libro I)
ROBERT SCHUMANN
Kreisleriana, op. 16 (Otto fantasie per pianoforte)
EDVARD GRIEG Antologia dai Pezzi Lirici (Lyriske stykker):
Canto nazionale (Fedrelandssang), op. 12 n. 8
Berceuse (Canzone della culla), op. 38 n. 1
Farfalla (Sommerfugl), op. 43 n. 1
Elegia, op. 38 n. 6
Melodia, op. 38 n. 3
Uccellino (Smagfugl), op. 43 n. 4
Ruscello (Baekken), op. 62 n. 4
Nostalgia (Hjemve), op. 57 n. 6
Valse-impromptu, op. 47 n. 1
Minuetto della nonna (Bestemors menuett), op. 68 n. 2
Giorni scomparsi (Svunne dager), op. 57 n. 1
Sera d'estate (Sommeraften), op. 71 n. 2
Scherzo, op. 54 n. 5
Viandante solitario (Ensom vandrer), op. 43 n. 2
Notturno, op. 54 n. 4
Puck (Småtrold), op. 71 n. 3
Foto: Società dei Concerti di Trieste
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