Volge quasi al termine anche questa tranche invernale della stagione operistica della Fondazione Arena, che in questi giorni ripropone l’allestimento di Norma che debuttò nel 2004 su questo palcoscenico a cura di Hugo De Ana che come sempre firma regia, scene e costumi. Opera mitica e grandiosa questa nell’immaginario del pubblico ed evidentemente anche del regista, che ha voluto sottolineare tale aspetto spostando l’azione scenica molto più avanti rispetto alla pur maestosa antica Roma del libretto di Felice Romani, calando i personaggi nell’altrettanto fastosa e spettacolare era napoleonica, tanto nei luoghi che nei bellissimi costumi tipicamente imperiali. Pollione è un ufficiale francese che con i suoi uomini invade l’universo di Norma, la sua giovane amica Adalgisa ed suoi druidi. Poco importano, evidentemente, i numerosi riferimenti a Roma ed ai Romani, visto che ci siamo spostati da un impero ad un altro..
De Ana ama le sontuose architetture che accolgono le gesta dei suoi interpreti, così anche in questo caso colonne semoventi e prospettive classiche avvolgono il palco che viene riempito quasi del tutto dalla maestosità di tali elementi. Tutto molto raffinato e godibile, ma forse poco funzionale, visto che coro e protagonisti hanno spesso poco spazio per muoversi soprattutto se tutti in scena. Non mancano effetti scenici di fumo e fiamme a rendere più spettacolari talune scene, come nel finale tragico in cui si infiamma il rogo per Norma e Pollione, ed un successivo fermo immagine che immortala la scena come in un immenso quadro vivente.
Un allestimento così ricco e impegnativo avrebbe avuto bisogno di una grande protagonista e di una guida sicura in buca che tenesse saldi tutti i componenti dello spettacolo, ma così non è stato.
Francesco Ivan Ciampa parte con una ouverture spinta e di carattere, ma a ciò non segue una coerenza di intenti lungo tutta la rappresentazione, che vede l’alternanza di tempi particolarmente concitati ad altri fin troppo morbidi, quasi a rasentare la noia soprattutto nei duetti ed arie celeberrime, con evidente difficoltà degli interpreti che in più punti sembrano perdere riferimenti, nonostante le evidenti correzioni e solleciti dello stesso direttore.
Altro punto dolente è l’assenza di una vera Norma in scena. Francesca Sassu è sicuramente soprano dalle movenze delicate e dal canto gentile ed uniforme. Ma Norma è altra cosa: rabbia, dolore e passione allo stato puro, ruolo per cui ci aspettiamo un’interprete dalla drammaticità profonda e dalla voce che esprima tutto il dolore e la terribile consapevolezza di dover scegliere tra dovere e propri sentimenti.
Meglio la Adalgisa di Anna Maria Chiuri che offre una voce tornita ed una presenza scenica importante, donando carattere all’allieva che in un certo senso supera la maestra, per come affronta la vita e ciò che il destino le offre. Interessante come riesca ad usare la voce sfociando in acuti pieni per poi assottigliare il suono ed ammorbidirlo nei ‘piano’.
Pollione è Rubens Pellizzari , che offre un materiale vocale godibile ed una interpretazione sentita dell’uomo lacerato tra due donne completamente diverse, anche se può ancora approfondire questo aspetto sia nel canto che in scena.
Bella voce ed interpretazione sicura per Marko Mimica come Oroveso: austero come si addice ad un druido e molto attento a ciò che si svolge nel suo entourage; il timbro scuro e la disinvoltura sul palco aiutano non poco l’interprete in questo ruolo niente affatto scontato. Antonello Ceron offre un Flavio di carattere e cuore, mentre più che dignitosa è la Clotilde di Madina Karbeli.
Il coro preparato da Vito Lombardi è partecipe e generalmente attento.
Pubblico generoso per tutti gli interpreti ed i responsabili della produzione al termine.
Maria Teresa Giovagnoli
LA PRODUZIONE
Direttore Francesco Ivan Ciampa
Regia, Hugo De Ana
scene e costumi
Maestro del Coro Vito Lombardi
GLI INTERPRETI
Pollione Rubens Pellizzari
Oroveso Marko Mimica
Norma Francesca Sassu
Adalgisa Anna Maria Chiuri
Clotilde Madina Karbeli
Flavio Antonello Ceron
Direttore allestimenti scenici Giuseppe de Filippi Venezia
Allestimento Fondazione Arena di Verona
Orchestra Coro e Tecnici dell'Arena di Verona
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FOTO ENNEVI - FONDAZIONE ARENA DI VERONA
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