I CONCERTI DELL’ASSOCIAZIONE VERONA LIRICA: PENULTIMO APPUNTAMENTO AL TEATRO FILARMONICO, DOMENICA 9 APRILE 2017

Appuntamento prepasquale con un altro concerto dell'associazione Verona Lirica, la cui stagione volge al termine anche per questo anno molto produttivo e dobbiamo dire carico di belle soddisfazioni. Abbiamo apprezzato infatti alcune conferme di anni precedenti ed ascoltato anche qualche bella promessa per il futuro, nonché avuto il piacere di trovare strumentisti validi ed interessanti che hanno arricchito ancor di più l’offerta musicale proposta. Protagonisti questa volta sono stati il soprano Donata D’Annunzio Lombardi, il tenore Leonardo Caimi, il baritono Sebastian Catana ed il violinista Günther Sanin della Fondazione Arena che è tornato con piacere per sostituire all’ ultimo minuto il quarto ospite, il basso Paolo Pecchioli, che non è potuto intervenire per problemi di salute.

 

Proprio Sanin ha eseguito una serie di grandi classici insieme al Maestro Patrizia Quarta al piano, ed anche qualche chicca per aggiungere più sale al pomeriggio musicale. Sicuramente nota ai più e difatti apprezzatissima è stata la celeberrima Romanza in fa n 2 di Beethoven nella trasposizione per violino e pianoforte. L’esecuzione è stata morbida ed eseguita con tempi leggermente distesi e diremmo prudenti da parte dei due interpreti. Di tutt’altra pasta la magnifica Liebesleid di Fritz Kreisler (Pena d’amore), musicista morto all’inizio degli anni Sessanta. Questo brano dal sapore agrodolce di chi ha vissuto entrambe le guerre mondiali, racchiude in sé la passionalità di un sentimento profondo che però non può essere espresso fino in fondo; le note si fanno leggere e sofisticate con un sottofondo di tristezza che guida tutta l’esecuzione.

Un altro pezzo eseguito da Sanin e dalla Quarta è tratto dall’opera Paganini di Franz Lehar. Trascinante è la melodia portante con cambi di ritmo che passano dal languore all’improvvisa allegria, per poi tornare alla dolcezza. Un omaggio al cinema da Oscar è stato il tema del film Schindler’s list di John Williams, vincitore a suo tempo proprio dell’Oscar come miglior colonna sonora. Momento particolarmente commovente soprattutto pensando ai temi trattati dal film. Infine la chicca scelta da Sanin è stata l’esecuzione di una tipica melodia ungherese, una ciarda composta da lui stesso e regalata agli ospiti in sala. Deliziosi i giri vorticosi delle note di cui è pregno il brano che passa rapidamente dal languido al quasi folle e festoso con sottilissime note acute. La particolarità del primo violino della Fondazione Arena è quella di saper dare ad ogni pezzo una dimensione differente e personalissima, congiuntamente all’uso sapiente della tecnica esecutiva.

Molto Verdi in concerto:  a cominciare da Nabucco con ‘Dio di Giuda’ proposto da Sebastian Catana. Baritono dalla voce piuttosto ricca con forse qualche portamento di troppo, esegue con sentimento il brano seguito poi da ‘Questa dunque è l’ iniqua mercede’ da I due Foscari. Anche in questo caso tende ad imprimere una carica prepotente al personaggio che si fa vigoroso. Diverso è il discorso con Attila, la cui aria ‘Dagli immortali vertici’ gli consente un canto più morbido ed il suono si fa più rotondo. Molto sofferto ed appassionato infine il ‘Pari siamo’ da Rigoletto, in cui ritrova vigore ed impeto.

Ancora Verdi con Macbeth per il tenore Leonardo Caimi e l’aria di Macduff ‘Ah, la paterna mano’. Il timbro dell’interprete è corposo risultando più espressivo nei centri. Dalla Adriana Lecouvreur di Cilea inoltre ha eseguito ‘L’anima ho stanca’. Insieme a Günther Sanin infine un omaggio alla canzone napoletana con ‘Core ‘ngrato’ di Cardillo.

Meravigliosa è Donata D’Annunzio Lombardi che da Le nozze di Figaro di Mozart ha eseguito l’aria ‘Porgi amor’. La sua voce uniforme e perfettamente controllata dal fiato le permette di fare qualunque cosa in esecuzione; l’interprete ha una particolare sensibilità espressiva che rende preziose le arie che canta. Dalla Lecouvreur di Cilea ha eseguito ‘Io son l’umile ancella’ e successivamente ‘Un bel di’ vedremo’ dalla Butterfly di Puccini accompagnata anche da Sanin al violino. Da Manon Lescaut di Puccini poi il duetto col tenore Caimi ‘Tu, tu, amore, tu’ molto passionale e ben interpretato.

Per concludere il concerto un omaggio a Francesco Paolo Tosti in occasione del giorno della sua nascita: il tenore Caimi regala ‘L’ ultima canzone’, mentre il soprano D’Annunzio Lombardi ‘A’ vucchella’ con testo del poeta Gabriele D’ Annunzio, un canto delizioso e caratteristico.

Patrizia Quarta come sempre ha accompagnato tutto il concerto al pianoforte.

Targa ricordo al termine e applausi per tutti.

Maria Teresa Giovagnoli