CONCERTO DELL’ASSOCIAZIONE VERONA LIRICA, TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 12 FEBBRAIO 2017

 

Protagonisti dell’appuntamento musicale di febbraio per l’Associazione Verona Lirica queta volta sono stati il soprano Irina Lungu,  il baritono Alessandro Luongo, il tenore  Matteo Falcier ed il mezzosoprano  Cristina Melis. Diretti inoltre dal Maestro Massimo Longhi per la prima volta i musicisti della Banda Musicale di San Martino Buon Albergo sono stati la vera sorpresa del concerto.

Questa formazione che ha ripreso solo di recente ad esibirsi  è costituita anche da elementi dell’orchestra dell’Arena di Verona e mostra una energia incoraggiante nell’ affrontare i brani proposti anche con professionalità e precisione. Molto orecchiabile la nota ouverture per banda dall’operetta ‘Cavalleria leggera’ di Franz Von Suppé. Il suono è ampio e rotondo e la coordinazione tra i musicisti è molto buona. Anche con il ‘Concerto per trombone e banda militare’ di Nikolaj Rimskij Korsakov l’atmosfera resta frizzante e dal tocco diremmo cerimonioso, appropriato per una composizione di questo genere. Il bravissimo solista Diego Gatti ha poi giocato anche col pubblico concedendo un bis ritmico. Atmosfere quasi cinematografiche con un’altra ouverture per banda, questa volta  ‘Ross Roy’ di Jacob de Haan. Bellissimo pezzo ricco di variazioni ritmiche e contrasti stilistici, che alternano allegrezza a momenti dal sapore addirittura drammatico. Un’altra chicca proposta dalla Banda è la Marcia di Rossini scritta nel 1852 nientemeno che per il sultano turco Abdul Medjid, che richiama i meravigliosi crescendo del pesarese in allegria e leggerezza.

Il poker di cantanti ha visto innanzitutto un Alessandro Luongo  molto in forma regalare arie dall’ Ernani di Verdi (Oh de’ verd’ anni miei), il simpaticissimo duetto con la collega Lungu dal Don Pasquale di Donizetti (Pronta io son),  e dal Roberto Devereux di Donizetti ‘ Forse in quel cor sensibile’. Conosciamo bene la voce ambrata del baritono che risuona morbida e piena nell’ intera sua gamma e con tecnica salda.

Per il soprano Irina Lungu, davvero spassosamente espressiva nel duetto con Luongo, anche 'Chi il bel sogno di Doretta' da La rondine di Puccini. Il soprano dosa particolarmente la voce regalando dei bellissimi filati ed un canto uniforme; mostra sempre un colore brillante che le consente di adattare man mano il suo strumento ai personaggi interpretati.

Originali ed azzeccate le scelte di Cristina Melis, con Gounod e l’aria di Sapho ‘Oh ma lyre  immortelle’,  la dolcissima aria di Polina da La dama di picche di Tchaikovsky,  ed un’aria divenuta un classico per i mezzosoprani: ‘O don fatale’ dal Don Carlo di Verdi. L’interprete possiede un buon controllo della zona grave, ma sale anche con facilità mantenendo intatti gli armonici ed appoggiando bene sul fiato.

Il tenore Matteo Falcier ha regalato il classico ‘La donna è mobile’ dal verdiano Rigoletto, nonché arie dal secondo atto di Traviata, infine il duetto di Bohème di Puccini con Luongo ‘ In un coupé’.  E’ parso disinvolto, dalla voce di pasta interessante ed anche con un buon controllo dell’emissione; lo seguiremo con attenzione.

Finale in festa come sempre e l’immancabile brindisi di Traviata con tutti gli artisti e Cristina Melis in veste di soprano (Irina Lungu è dovuta partire subito per impegni impellenti). Ad accompagnare gli interpreti nelle arie e duetti, come sempre Patrizia Quarta al pianoforte, che respira e partecipa alle emozioni dei cantanti come fanno i migliori direttori d’orchestra. Successo per tutti gli artisti premiati con la consueta targa ricordo. Da parte nostra un vivo incoraggiamento ad associazioni come questa che tengono sempre acceso l’amore per la musica e la bellezza con tanto impegno e passione.

Maria Teresa Giovagnoli