Ritorno felicissimo al Comunale di Bologna per la Bohème del compianto Graham Vick , al quale naturalmente è dedicata anche la recita cui abbiamo assistito. Una Bohème in cui il capolavoro tra i più noti di Puccini rivive e si tinge di fresca attualità e della forza che lega amici sinceri con un calore più forte di quello creato artificialmente nel freddo inverno che li vede protagonisti. Premiata agli Abbiati nel 2018 proprio per la sua freschezza e per come Vick con la sua squadra seppe portare in scena le storie e le emozioni dei giovani protagonisti, anche questa estate rovente ha saputo raccogliere tanto entusiasmo e lunghe ovazioni tra il pubblico, complice una orchestra molto accogliente e dei protagonisti frizzanti ed affiatati.
Eravamo presenti nel già lontano 2018 e le sensazioni provate allora si sono addirittura rafforzate: quel senso di spensieratezza iniziale che viene spazzato dalla tragedia, qualcosa tristemente famigliare a noi oggi: un disagio collettivo che ci fa straniare spesso da luoghi e persone, quando fino a poco tempo prima ci si sentiva pronti ad ogni avventura e liberi di vivere serenamente. Così si sentono Rodolfo, Marcello, Schaunard e Colline in una Parigi dove tutto è ancora possibile pur nelle poca agiatezza, fino all’arrivo della povera Mimì che va a sconvolgere un equilibrio fatto di piccole e poche cose, ma vere e spontanee.
Siamo dunque tornati nella soffitta scarna ma ricca di dettagli e minuzie giovanili, nello splendido e popoloso Cafè Momus, ove tutti i figuranti e persino il coro di voci bianche indossano la mascherina, poi nel malfamato ambiente suburbano che rappresenterebbe la Barriera d’Enfer e infine ancora nella soffitta fredda ove la povera Mimì si ritrova col suo Rodolfo per l’ultimo sospiro e da cui i protagonisti fuggono via lasciando sul pavimento l’amica ormai esanime, come per cancellare tanto dolore, come se bastasse non guardare o non pensarci..
Per rispettare le regole anticovid anche il Comunale ha dovuto distanziare i posti e ridurre persino l’organico orchestrale per consentire il distanziamento dei musicisti in buca, pertanto è stata utilizzata la riduzione di Mario Parenti, consentendo in effetti agli interpreti una maggiore risonanza in una sala piena sì nei posti disponibili, ma comunque non piena nel modo tradizionale e le voci spiccano molto bene anche sull’orchestra ridotta. Il Maestro Francesco Ivan Ciampa ha gestito con intelligenza una situazione per certi versi particolare ottenendo sempre dall’orchestra un suono brillante ed equilibrato, un ottimo supporto per i frizzanti interpreti e la narrazione risulta fresca e coinvolgente sotto tutti i punti di vista.
Attori e cantanti come diceva Vick e come prescrivono i personaggi interpretati al meglio da una compagnia giovane e pimpante. Splendido il Rodolfo di Francesco Castoro: ottimo squillo e proiezione, timbro gradevole e buona presenza scenica; Mimì è una Benedetta Torre concreta che sa districarsi tra momenti di serenità amorosa e triste commiato alla giovane vita; affiatati, agili e dalle voci adattissime sono l’impetuoso Marcello di Andrea Vincenzo Bonsignore, il sensibile Schaunard di Paolo Ingrasciotta ed il Colline di Francesco Leone, di cui apprezziamo particolarmente la profondità del timbro. Valentina Mastrangelo ha tutto ciò che ci vuole per interpretare Musetta: carattere, voce sensuosa e presenza scenica che conquista.
Fantastici anche tutti i ruoli di contorno per l’ottima presenza scenica: Benoît /Alcindoro è Bruno Lazzaretti, Parpignol è Martino Fullone, un doganiere è Alfredo Stefanelli, un venditore Cosimo Gregucci, mentre il sergente dei doganieri è interpretato da Andrea Paolucci.
Alberto Malazzi è il direttore del coro che ha perfettamente interagito con il cast, assieme ai piccoli del coro diretto da Alhambra Superchi.
Come detto tanti minuti di ovazioni ed omaggi al termine.
Maria Teresa Giovagnoli
PRODUZIONE E INTERPRETI
Direttore Francesco Ivan Ciampa
Regia Graham Vick
Maestro del Coro Alberto Malazzi
Scene e costumi Richard Hudson
Luci Giuseppe Di Iorio
Assistente alla regia Daniele Menghini
Assistente ai costumi Stefania Scaraggi
Maestro del Coro di Voci bianche Alhambra Superchi
……
Rodolfo Francesco Castoro
Marcello Andrea Vincenzo Bonsignore
Schaunard Paolo Ingrasciotta
Colline Francesco Leone
Benoît /Alcindoro Bruno Lazzaretti
Mimì Benedetta Torre
Musetta Valentina Mastrangelo
Parpignol Martino Fullone
Un doganiere Alfredo Stefanelli
Un venditore Cosimo Gregucci
Un sergente dei doganieri Andrea Paolucci
Figuranti: Riccardo Bedocchi, Giovanni Bruno, Martina Capaccioli, Alessandro Casiglia, Riccardo Dell’era, Filippo Gonnella, Alberto Montino, Rebecca Mosaner, Michele Piccolo, Andrea Rodi, Tommaso Sartori, Romano Trerè
Orchestra, Coro, Coro di Voci bianche e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna
Produzione del Teatro Comunale di Bologna
Allestimento Vincitore del Premio Abbiati 2018
Foto Andrea Ranzi (Casaluci-Ranzi)
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