ANNA BOLENA, GAETANO DONIZETTI - TEATRO REGIO DI PARMA, MARTEDI’ 17 GENN AIO 2017

Di Pierluigi Guadagni

 

“Svenami tu, ma non espormi, o sire,

all'onta d'un giudizio: il regio nome,

fa che in me si rispetti.”

Anna Bolena è titolo di cesura nella produzione del compositore bergamasco.

L'elemento umano, il palpito della commozione cercato con ansia ovunque, porterà Donizetti ad abbattere barriere tra il genere serio ed il comico, riconquistando quella particolare unità di elementi che sarà la cartina di tornasole nella sua futura produzione musicale.

La protagonista del lavoro del Bergamasco, condannata innocente, è la tipica eroina dell'ideale melodrammatico; la pagina delle visioni allucinanti di Anna nel carcere di Londra, rompe ogni legame anche formale con gli schemi fin qui adottati da Rossini, Mayr ed altri compositori, aprendo la strada ad un nuovo declamato e ad un nuovo colorito strumentale dell'opera romantica.

Personalmente trovo Anna Bolena non una delle migliori produzioni del Donizetti serio, il suo voler utilizzare musica prodotta per altre opere precedenti: la spinta all'emulazione per Bellini e la consueta fretta compositiva, hanno prodotto un lavoro musicalmente di un colore melodico e strumentale unitario ma non ancora espressione di un Donizetti perfettamente compiuto.

Proporre oggi l' Anna Bolena di Donizetti in teatro è impresa quindi doppiamente ardua, vuoi per la ricerca di un cast che sappia interpretare al meglio le esigenze di un canto che guarda al romanticismo ma che è ancora espressione di una vocalità legata a Rossini, vuoi per la ricerca di una messinscena che sappia accontentare le esigenze del dramma storico senza cadere nella noiosa banalità di una teatralità manierata.

Il teatro Regio di Parma centra in parte il bersaglio pur se con esiti non perfettamente coerenti.

Alfonso Antoniozzi, responsabile della regia, cerca di immettere linfa vitale in un libretto che per quanto sia poeticamente di altissimo livello, non ha nella cifra drammaturgica il suo lato migliore.

Antoniozzi trasporta l'epoca dell'azione agli anni '40 del 1900 per quel che riguarda costumi, trucco e parrucco, ma lega le movenze dei personaggi e gli elementi scenici di contorno ad uno stucchevole convenzionalismo da bieco ottocento di maniera, ottenendo il risultato di avere in scena un calembour registico che non porta da nessuna parte se non alla noia e alla continua ricerca di una cifra stilistica che non arriva mai.

La scena fissa ideata da Monica Manganelli e i suoi video proiettati sullo sfondo, se da una parte permettono di velocizzare i cambi scena e aiutano a cogliere quell'idea di continuità drammatica necessaria all'economia dell'azione, hanno però il risultato di aumentare noia e tedio ad una visione praticamente fissa dell'azione e poco aiutano i movimenti coreografici di Sergio Paladino che istruisce una compagnia di mimi un poco spaesati.

Cosi pure i costumi di Gianluca Falaschi sono brutti e di una scialberia che sinceramente ci fanno dubitare siano di sua mano, ricordandolo come meraviglioso artigiano nei suoi precedenti lavori, soprattutto quelli legati al Rossini Opera Festival.

Il cast ha visto trionfatrice della serata Yolanda Auyanet nel ruolo di Anna Bolena. La parte le calza come un guanto sia vocalmente che scenicamente. La Auyanet possiede uno strumento perfettamente calibrato sulla corda di un lirico di agilità  che le ha permesso di affrontare con una intensità di fraseggio perfettamente controllata l'impeto eroico e la passione amorosa di regina ripudiata, e poco importa se non possiede i sovracuti di tradizione, poiché l'ampio ventaglio di armonici e il colore stesso della sua voce sopperiscono abbondantemente a tale mancanza.

Notevolmente sottotono rispetto a quanto ci ha da sempre abituati, la prova di Sonia Ganassi nella parte di Seymour.

Affaticata nelle agilità e corta nei fiati quando non in acuto,  la Ganassi sopperisce con una tecnica superba e una presenza scenica da vera artista qual è alle scivolate dovute probabilmente ad una serata no.

Marco Spotti, previsto per la parte di Enrico VII, a causa di un abbassamento di voce improvviso ha dovuto interpretare solamente la parte scenica mimata mentre Riccardo Zanellato provvedeva in proscenio a dare voce al suo personaggio dimostrando preparazione e aderenza al dettato del bergamasco.

Giulio Pelligra quale Percy, se ha dalla sua una notevole facilità in acuto, tradisce la mancanza di una salda tecnica vocale che gli permette di affrontare il canto di conversazione e sul fiato necessario per questa impervia parte.

Ottima Martina Belli nella non facile parte di Smeton che risolve con una voce caldissima e sicura nelle aspre agilità della sua scrittura.

Completavano la locandina i rodati Paolo Battaglia (Rochefort) e Alessandro Viola (Harvey).

Fabrizio Maria Carminati ha diretto l'orchestra Regionale dell’ Emilia Romagna con piglio sicuro e preciso, dimostrando di conoscere a fondo lo spartito, ma mancando in pieno di quello slancio vitale che permettono a questa partitura sublime di  risultare avvincente e coinvolgente.

Nessuna passione, non un impeto, non un abbandono lirico si è levato dalla buca che si è limitata ad accompagnare e sostenere una compagnia di canto ed un coro con professionalità e precisione.

Perfettamente istruito da Martino Faggiani il coro del Teatro Regio di Parma.

Al termine applausi convinti e sinceri per tutti con punte di entusiasmo per Yolanda Auyanet.

Pierluigi Guadagni

LA PRODUZIONE


Maestro concertatore e direttore Fabrizio Maria Carminati

Regia                                               Alfonso Antoniozzi

Scene e Video Design                     Monica Manganelli

Costumi                                          Gianluca Falaschi

Luci                                                 Luciano Novelli

Movimenti coreografici                 Sergio Paladino
e assistente alla regia

Maestro del coro                             Martino Faggiani

GLI INTERPRETI


Anna Bolena, Moglie Di Enrico VIII         Yolanda Auyanet

Enrico VIII, Re d'Inghilterra                     Ricardo Zanellato

Giovanna Seymour, Damigella di Anna    Sonia Ganassi

Lord Rochefort, Fratello di Anna              Paolo Battaglia

Lord Riccardo Percy                                    Giulio Pelligra

Smeton, Paggio e Musico della Regina     Martina Belli

Signor Hervey, Uffiziale del Re                  Alessandro Viola

ORCHESTRA REGIONALE DELL’EMILIA ROMAGNA
CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Nuovo allestimento
In coproduzione con Teatro Carlo Felice di Genova

 

 

FOTO ROBERTO RICCI