Spostarsi in giro per teatri ha il vantaggio di assistere un giorno a delle rarità ed il giorno dopo alla più tradizionale delle opere, amata e rappresentata ovunque tutti gli anni e da sempre motivo di richiamo per pubblico esperto e non. La Fondazione Arena di Verona propone un successo assicurato con la Turandot di Puccini, considerando che la coppia protagonista è costituita dall’acclamato duo artistico e nella vita Anna Netrebko/ Yusif Eyvazov, che infatti ha premiato la Fondazione con un bel tutto esaurito in tutti i posti disponibili e distanziati.
L’allestimento’ home made’ si basa naturalmente sulle scenografie digitali D-WOK che proiettano una Cina vellutata offerta dal ‘Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma’. Fondamentale è la figura della Principessa di gelo, attorno a cui ruota tutto lo spettacolo, tanto che finché essa non entra in scena si assiste talvolta a dei momenti un po’ fiacchi. I costumi tradizionalissimi sono perfetti in mezzo alle immagini della tradizione cinese e generalmente anche in questo caso possiamo affermare che, senza esser particolarmente stupiti, siamo di fronte ad uno spettacolo lineare che il pubblico ha molto apprezzato, soprattutto per via del cast. Ribadiamo che i ledwall ed i pochi essenziali elementi variabili sul palco cercano in qualche modo di ricordare le immense scenografie storiche dell’Arena (che hanno talvolta diviso il pubblico), rispettando i protocolli che vietano assembramenti e vicinanze al limite tra gli interpreti. Non hanno problemi di vicinanza i coniugi protagonisti, autori di una appassionante prestazione canora, molto sentita ed in cui tanto la fa da padrona l’esperienza sul palco ormai di entrambi e la simbiosi famigliare fra i due.
Anna Netrebko è una Turandot estremamente lucida, fredda nel cuore ma calda nel colore di una voce che sembra essa stessa il frutto di una regale stirpe di interpreti estremamente sicure e padrone della scena che a lei deve sostanzialmente tutto; parimenti Yusif Eyvazov entra nel ruolo di Calaf con una umiltà nobile se si può dire, anche nel gesto, nelle intenzioni e nel fraseggio che fanno apprezzare soprattutto fluidità, espressione e devozione. Di Ruth lniesta si può dire soltanto un gran bene per la sua accorata Liù, che a noi è parsa anche più volitiva di tante altre viste sin qui: voce adorabile ed un portamento che nobilita certo il ruolo della semplice schiava. Carlo Bosi fa parte di quella cerchia ristretta di comprimari di lusso in grado di dare carattere ai ruoli più disparati, questa volta ottimo il suo Altoum, Timur è un intenso Riccardo Fassi. Particolare il siparietto dedicato a Ping, Pong e Pang: Alexey Lavrov, Marcello Nardis, e Francesco Pittari, altro trio di interpreti che gravitano spesso in Arena e dalla presenza valida e sempre rassicurante. Il Mandarino è Viktor Shevchenko, mentre il povero principe di Persia è Riccardo Rados. Emanuela Schenale ed Alessandra Andreetti sono le due ancelle.
Jader Bignamini ha il difficile compito quest’anno di mettere insieme coro fuori dal palco, coro di voci bianche al lato opposto, orchestra ed interpreti nelle distanze ancor più accentuate dell’enorme anfiteatro. Il risultato può talvolta non essere perfetto in tutte le sezioni, ma la lettura del direttore è ricca di fibra, dinamica e soprattutto attenta agli interpreti nel seguirli ed esaltarli.
Il coro preparato da Vito Lombardi è partecipe, se pur distante, forse ancor più attento e concentrato; Marco Tonini invece prepara il coro di voci bianche A.d’A.MUS.
Successo come da pronostico per la coppia protagonista, per tutta l’ottima compagnia ed il Direttore.
Maria Teresa Giovagnoli
PRODUZIONE ED INTERPRETI
Direttore Jader Bignamini
Maestro del Coro Vito Lombardi
Personaggi e interpreti
Turandot Anna Netrebko
Imperatore Altoum Carlo Bosi
Timur Riccardo Fassi
Calaf Yusif Eyvazov
Liù Ruth lniesta
Ping Alexey Lavrov
Pong Marcello Nardis
Pang Francesco Pittari
Mandarino Viktor Shevchenko
Principe di Persia Riccardo Rados
Due ancelle Emanuela Schenale, Alessandra Andreetti
ORCHESTRA, CORO, BALLO E TECNICI DELL'ARENA DI VERONA
Coro di Voci bianche A.d’A.MUS. diretto da Marco Tonini
NUOVO ALLESTIMENTO DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA
Video design e scenografie digitali D-WOK
FOTO ENNEVI
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