Ancora nel segno dell’intramontabile Franco Zeffirelli la Fondazione Arena di Verona ripropone come terzo titolo l’allestimento di Turandot che otto anni fa debuttò con un successo che si ripete ogni volta che il pubblico si trova ad ammirare quanto partorito dalla mente del regista fiorentino, che si avvale dell’esperienza di Emi Wada per i costumi. Totalmente immerso in una regno fatato di ori e luci sfolgoranti, curate da Paolo Mazzon, scopo del regista è sempre quello di stupire rispettando il libretto. Il netto contrasto tra i vincenti al centro della scena ed il popolo sottomesso sempre in ombra e quasi sciame informe, l’alterigia della principessa e di suo padre, l’estrema mascolinità del pretendente vincitore e di tutti coloro che aspirano ad esserlo (come avanza fiero ed impassibile il principe di Persia verso la sua esecuzione), il coraggio della schiava Liù e la fierezza di Timur, la baldanza delle tre maschere... sono il cardine di questo spettacolo. Non solo dunque tanto fumo a riempire gli occhi, ma anche uno studio dei personaggi che si muovono ed agiscono come sul grande schermo, grazie anche a Maria Grazia Garofoli che coordina i movimenti coreografici. Chiaramente ci sono le classiche folle ingombranti, l’esagerato sfoggio del lusso, una atmosfera un po’ circense che può risultare stucchevole ad un certo punto. Ma d’altra parte siamo in una Cina fantastica ove tutto è possibile e non v’è limite all’immaginazione, e questo è Zeffirelli.
E proprio come due draghi che incombono sul popolo di Pechino la Turandot di Anna Pirozzi ed il Calaf di Gregory Kunde hanno dato vita ai loro personaggi con grinta e convinzione. Anna Pirozzi è riuscita in pochi giorni a passare dal ruolo di Aida propriamente cantato alla altrettanto valida Principessa pucciniana, con la voce sempre a fuoco ed un canto preciso e raffinato, nonostante le asperità delle arie, che senza una tecnica solida rischiano di portare all’urlo. Invece il soprano canta, recita e convince per tutta la rappresentazione. Il tempo sembra non passare mai per il Calaf di Kunde. Il tenore avvolge le note con un fraseggio nobile ed una tenuta sul fiato invidiabile. Il personaggio è appassionato, fiero, non teme confronti. Per lui anche il bis di ‘Nessun dorma’ richiesto a gran voce da un pubblico in delirio. In una serata di grazia anche la Liù di Vittoria Yeo è meravigliosa: i suoi filati sono sottilissimi ma sonori, la ricchezza di colori le dona una vocalità morbida e sinuosa, grande è la nobiltà del personaggio di cuore e tenerezza nonostante la condizione di schiava. I ruoli di Ping, Pong e Pang sono sempre molto caratteristici e resi di solito a mo’ di macchiette comiche, ma Federico Longhi, Francesco Pittari e Marcello Nardis li nobilitano con un canto corretto ed un atteggiamento mai esagerato se pur spassoso. Antonello Ceron è l’imperatore Altoum, mentre Giorgio Giuseppini è interprete di un Timur giusto ed appropriato. Il Mandarino annunciatore di proclami è Gianluca Breda.
Con incredibile grinta Daniel Oren dirige l’orchestra dell’Arena di Verona guidandola nell’impeto degli eventi. E’ una direzione intelligente quella del Maestro israeliano: non vi sono forzature, non c’è la ricerca superflua dello stupore e del suono a tutti i costi, ma una sublimazione di quanto la partitura offre già di per se stessa: i profumi e gli echi dell’oriente fiabesco, l’elegia delle note che accarezzano i contenuti, l’energia dei sentimenti e della gioia.
Come sempre chiamato in ruolo di prim’ordine il coro preparato da Vito Lombardi. Deliziosi e certo emozionati i ragazzi del Coro di Voci bianche A.d’A.MUS. diretto da Marco Tonini.
Successo pienissimo con ovazioni per tutti i protagonisti ed il Maestro Oren da parte di una Arena straripante.
Maria Teresa Giovagnoli
LA PRODUZIONE
Direttore d'Orchestra Daniel Oren
Regia e Scene Franco Zeffirelli
Costumi Emi Wada
Movimenti coreografici Maria Grazia Garofoli
Lighting design Paolo Mazzon
Maestro del Coro Vito Lombardi
Coordinatore del ballo Gaetano Petrosino
Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese
GLI INTERPRETI
Turandot Anna Pirozzi
Imperatore Altoum Antonello Ceron
Timur Giorgio Giuseppini
Calaf Gregory Kunde
Liù Vittoria Yeo
Ping Federico Longhi
Pong Francesco Pittari
Pang Marcello Nardis
Un mandarino Gianluca Breda
Il Principe di Persia Ugo Tarquini
Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici dell’Arena di Verona
Coro di Voci bianche A.d’A.MUS. diretto da Marco Tonini
FOTO ENNEVI - FONDAZIONE ARENA DI VERONA
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