Con il Trovatore procede la “Trilogia Popolare” messa in Scena dal Ravenna Festival in attesa dell’imminente anno Verdiano.
Questa celeberrima opera del grande compositore italiano fu messa in scena per la prima volta il 19 gennaio 1853 a Roma, al Teatro Apollo, tratta dal dramma ‘El Trovador’ di Antonio García Gutiérrez. Ebbe subito successo e continua ad ottenerlo ancora oggi ovunque sia rappresentata.
Per questa produzione la regia è affidata a Cristina Mazzavillani Muti che raffigura un Trovatore a tinte fosche, cupe, quasi soffocanti e claustrofobiche e che rendono perfettamente la tragicità e l’ineluttabilità della vicenda infondendo nello spettatore un senso di irrequietudine e di ansia fin dalla prima scena. A completamento di ciò, i costumi di Alessandro Lai ben si adattano a quanto descritto.
La Sig.ra Muti sa ben utilizzare il materiale umano che ha e fa destreggiare i giovani protagonisti, tutti scenicamente molto abili, facendo scorrere la storia con un ritmo incalzante e sempre molto “vivo”.
Il versante musicale vedeva alcune eccellenze italiane e straniere, tutti giovani interpreti.
Il Manrico di Luciano Ganci è pressoché perfetto. Una voce dotata di timbro magnifico, squillo in acuto che fraseggia, colora, e palpita nel tormento delle note e dei passaggi più ostici.
Risolve vocalmente con ottima tecnica e grande generosità. Il registro del passaggio è risolto con una disinvoltura tale da far pensare ai grandi tenori del passato.
Una vera scoperta per il futuro della lirica.
Il soprano Anna Kasyan interpreta Leonora. Se ne apprezza subito la lucentezza e pulizia del timbro abbinate ad una ottima tecnica di sostegno sul fiato. Commovente nell’Aria del quarto atto e davvero grintosa nel successivo duetto con il Conte di Luna. Se risolvesse alcune piccole imprecisioni di pronuncia potrebbe davvero diventare interprete di riferimento per questo tipo di repertorio.
Il Conte di Luna è Alessandro Luongo. Giovane voce schietta e “avanti” in tutta la gamma.
Canta in modo meraviglioso la sua Aria ed è interprete sensibilissimo ed attento.
La voce è perfettamente sostenuta e nei passaggi più “drammatici” non cade nella tentazione di gonfiare un centro di natura lirico, restando così sempre molto elegante e cantante di gran classe.
Note dolenti sulla Azucena di Anna Malavasi. Al contrario del collega infatti, gonfia artificialmente un centro che sarebbe anche ricco di armonici, ma quelli di un soprano lirico e non certamente di un mezzo drammatico quale Azucena dovrebbe essere. La voce corre poco in sala e la salita all’acuto è schiacciata ed afflitta da una fissità continua e fastidiosa. L’appoggio, che sull’ottava centrale è consistente, si perde totalmente sul settore medio acuto.
L’interprete è troppo caricata e sembra esagerare anche dove non dovrebbe.
Ferrando è impersonato da Luca Dall’Amico, dotato di meraviglioso materiale di basso, autenticamente italiano, senza quel “cavernoso” effetto gutturale tipico della scuola russa.
La voce è di bella pasta e ben emessa. Sarebbe interessante riascoltarlo in ruoli più importanti.
Ottimi gli interventi dei comprimari: dalla Ines di Isabel de Paoli al Ruiz di Giorgio Trucco.
La direzione di Nicola Paszkovsky è funzionale alla gestione del palcoscenico; non perde mai di vista i cantanti sacrificando per la verità un humus musicalmente più drammatico e più aderente al dettato verdiano.
Una produzione dunque di grande rilievo, che ben si inserisce nel prestigio di questo Festival e rende degno omaggio al compositore simbolo della cultura italiana nel mondo.
MTG
LA PRODUZIONE
Direttore Nicola Paszkowski
Regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti
Light design Vincent Longuemare
Costumi Alessandro Lai
Visual design Paolo Miccichè
Immagini fotografiche Enrico Fedrigoli
Sound design Alvise Vidolin
Allestimento scenico a cura di Roberto Mazzavillani
GLI INTERPRETI
Manrico Luciano Ganci
Leonora Anna Kasyan
Conte di Luna Alessandro Luongo
Azucena Anna Malavasi
Ferrando Luca Dall’Amico
Ines Isabel De Paoli
Ruiz Giorgio Trucco
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro Lirico Terre Verdiane di Piacenza
maestro del coro Corrado Casati
assistente alla regia e direzione di scena Maria Grazia Martelli
elaborazioni video Davide Broccoli maestri di sala Elisa Cerri, Davide Cavalli
service audio BH Audio proiezioni Visual Technology, Ravenna
responsabile sartoria Anna Tondini sarte Marta Benini, Manuela Monti parrucche Denia Donati, Monia Donati
trucco Mariangela Righetti, Cristina Laghi attrezzista Enrico Berini
realizzazione scenica laboratorio del Teatro Alighieri Ravenna
costumi Tirelli Costumi, Roma calzature Pompei, Roma gioielli Pikkio, Roma
coproduzione Ravenna Festival, Teatro Alighieri Ravenna, Fondazione Teatri di Piacenza