TRAVIATA, GIUSEPPE VERDI – ARENA DI VERONA, SABATO 2 LUGLIO 2016

Prima rappresentazione di Traviata all’Arena di Verona nella ripresa dell’allestimento ideato da Hugo de Ana che inaugurò il Festival del 2011. Oltre alla contingenza della partita di quarti di finale dei mondiali di calcio, che ha notevolmente disturbato lo svolgimento della rappresentazione a causa di un pubblico parecchio indisciplinato e poco attento a ciò che accadeva sul palco, ci si è messa anche la pioggia ad interrompere in più riprese lo spettacolo, fino alla definitiva sospensione dopo il secondo atto.

La Violetta concepita dal regista argentino vive nel 1890 ed è ispirata ai quadri del pittore Eugenio Scomparini, attivo proprio nella seconda metà dell’Ottocento, epoca in cui ancora risplendono lustrini e merletti ma la rivoluzione industriale ha portato notevoli cambiamenti nelle vite di tutti, compresa la protagonista, fasciata un abiti sfavillanti che mostrano una donna estremamente libera ma destinata a soffrire vittima della sua stessa libertà. Tra cornici smontate, teli e quadri enormi che compongono il setting di questa Traviata piuttosto cupa, è così rappresentato lo smantellamento di uno stile di vita che sta cambiando e si sgretola: una pinacoteca in rovina dove Violetta ed Alfredo vivono l’ultimo atto della loro esistenza insieme. Bellissimi e da sogno i costumi di Hugo de Ana e che costituiscono secondo noi l’elemento più prezioso dello spettacolo.

Solo due atti dunque per questa prima del 2 luglio che probabilmente per i succitati motivi ci è sembrata particolarmente fiacca soprattutto all’inizio, con alcuni distinguo.

Violetta è il soprano Nino Machaidze che grazie al physique du role padroneggia la scena offrendo una Violetta passionale la cui voce calda e pastosa molto esprime del lato vissuto e disilluso del personaggio. Non si avvale, come è scritto,  del famoso mi bemolle nel ‘Sempre libera’ per la gioia dei puristi della partitura. Peccato non averla sentita nell’ultimo atto ove la drammaticità del ruolo viene espressa nella sua completezza.

Il suo adorato Alfredo è un Francesco Demuro impegnatissimo nel marcare il tratto passionale del ruolo: talvolta lo sforzo nel sottolineare parole o accenti sembra eccessivo ottenendo al contrario un effetto di incertezza. Il timbro si ascolta piacevolmente ma il canto è parso talvolta sofferente in acuto.

Gabriele Viviani è un Giorgio Germont altresì caricato per azioni e resa vocale, nel tentativo di mostrare una certa autorevolezza. Clarissa Leonardi è una corretta Flora che però abbiamo sentito meglio in Carmen, mentre la fedele Annina è interpretata da Madina Karbeli.  Nella fittissima schiera di ruoli di contorno registriamo il buon Gastone di Paolo Antognetti ed il Barone Douphol  di Alessio Vernail Marchese d’Obigny di Romano Dal Zovo,  il Dottor Grenvil interpretato da Paolo Battaglia, Cristiano Olivieri nei panni di Giuseppe, e infine il Domestico/Commissionario, Victor Garcia Sierra.

L’orchestra condotta da Jader Bignamini ha sostenuto una prova altalenante fino all’interruzione: dal famoso preludio a tutto il primo atto sembra quasi guardinga con la festa di Violetta che non brilla per accenti e vivacità di colori. Nel secondo atto il meraviglioso duetto tra la protagonista e Germont padre si sviluppa con tempi piuttosto dilatati e la celebre ‘Pura siccome un angelo’ sembra non voler decollare. Molto meglio la festa a casa di Flora, ove il suono ritrova brillantezza e dinamicità con le zingarelle e i matadori.

Anche il coro preparato da Vito Lombardi ci è sembrato a tratti un po’ fiacco e talvolta distratto. Le festose coreografie sono della inossidabile Leda Lojodice.

Recita interrotta definitivamente prima del terzo atto per pioggia. Arena quasi esaurita da un pubblico che in più occasioni ha palesemente disturbato l’esecuzione a causa della partita che seguiva contemporaneamente: non ci sono parole.

Maria Teresa Giovagnoli

LA PRODUZIONE 

Direttore d'orchestra                       Jader Bignamini

Regia, scene, costumi e luci             Hugo de Ana

Coreografia                                       Leda Lojodice

Maestro del Coro                             Vito Lombardi

GLI INTERPRETI

Violetta Valéry                                 Nino Machaidze

Flora Bervoix                                   Clarissa Leonardi

Annina                                              Madina Karbeli

Alfredo Germont                             Francesco Demuro
Giorgio Germont                              Gabriele Viviani

Gastone di Letorières                      Paolo Antognetti

Barone Douphol                               Alessio Verna

Marchese d’Obigny                          Romano Dal Zovo

Dottor Grenvil                                  Paolo Battaglia

Giuseppe                                           Cristiano Olivieri

Domestico/Commissionario            Victor Garcia Sierra

 

Coordinatore del Corpo di Ballo    Gaetano Petrosino

Direttore allestimenti scenici           Giuseppe De Filippi Venezia

Orchestra, Coro, Corpo di Ballo e Tecnici dell’Arena di Verona

 

 

 FOTO ENNEVI - FONDAZIONE ARENA DI VERONA