PRIMO CONCERTO DELLA STAGIONE SINFONICA AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA – domenica 10 gennaio 2016

Dopo la sessione autunnale al teatro Ristori la musica sinfonica si sposta al Filarmonico per proseguire per alcune tappe la stagione invernale, e dobbiamo dire che l’inizio è stato più che positivo, con un’orchestra dell’Arena veronese parecchio convincente grazie anche all’apporto dell’ottimo direttore  Federico Ferri.
Con un programma piuttosto popolare che difatti ha visto un teatro quasi esaurito, abbiamo ascoltato tre pietre miliari del repertorio sinfonico di fine settecento ed inizio ottocento, partendo da Mozart, passando per Beethoven, concludendo con Schubert.
 

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 23 K. 488 di W.A. Mozart è come si sa uno dei più ascoltati ed amati, composto nel periodo probabilmente più felice della vita musicale del compositore, quegli ultimi dieci anni viennesi, tra il 1781 ed il  1791, che lo videro richiestissimo e nei quali creò i suoi più grandi capolavori. Questo concerto composto nel periodo quaresimale del 1786 profonde gioia e lirismo in tutte le sue parti, come evidentemente il musicista voleva trasmettere dato il momento dell’anno in corso. La imminente Pasqua di resurrezione è infatti motivo di gioia, come lo sono il primo e terzo movimento, ma anche di pausa e riflessione sul proprio operato, cosa che ci avvicina al secondo e più disteso movimento. Ferri interpreta questo pezzo in modo molto asciutto, senza i troppi fronzoli che spesso vengono aggiunti a certe composizioni mozartiane, basandosi semplicemente sul fatto che esse sono ‘allegre’; il piglio del Maestro è sicuro e l’omogeneità del suono fra le sezioni è sintomo di intesa ed approfondimento della partitura. A ciò si aggiunga l’apporto fondamentale del pianoforte che qui gioca un ruolo da prima donna assoluta nelle mani di Federico Colli, anch’egli particolarmente brillante sulla tastiera, ma non esagerato: è la musica ad esprimersi, l’interpretazione sentita ha alla base tecnica e grande feeling con l’orchestra.
 
Altresì ricco di colori e con una misurata maestosità è il pezzo che Beethoven scrisse nel 1808 e che qui si avvale della partecipazione del coro areniano:  la Fantasia per pianoforte, coro e orchestra op. 80 con testo del poeta Kuffner, che dovette praticamente mettere le mani alle parole di un precedente Lied che Beethoven utilizzò per ispirarsi per suo questo lavoro. La parte corale arriva come summa conclusiva di un percorso musicale leggiadro ed inneggiante alla vita, alla poesia, alla natura, alla pace fonte di letizia, e naturalmente all’amore che ricompensa l’uomo di ogni rancore ed amarezza passati. Come detto misurata ma puntuale è stata anche la direzione di Ferri anche per questo pezzo, in cui riteniamo che Colli si sia lasciato andare ancor maggiormente sin dall’inizio, per poi fondersi man mano con l’orchestra per una dolce e generale armonia, a cui il coro si aggiunge provocando quasi una catarsi in chi ascolta. Molto buono il lavoro di Vito Lombardi che ha preparato il coro della fondazione Arena.
 
E per un crescendo in bellezza, la meravigliosa Sinfonia D. 944 in do maggiore di Schubert, eseguita postuma soltanto nel 1839, ‘grande’ non solo per nome attribuitole, ma anche per quanto a nostro avviso riesca ad emozionare al suo ascolto. Prezioso, ci piace sottolinearlo, in particolar modo il secondo movimento, in cui abbiamo apprezzato il suono dei fiati, nella dolce fusione con gli archi, davvero d’atmosfera. In questo pezzo Federico Ferri è riuscito ad ottenere un suono ancor più profondo e ricco di accenti, come se avesse programmato un climax a termine programma, con tempi giustamente morbidi e con altrettanta brillantezza sfociata nel terzo movimento, i cui ritmi di valzer avvolgono e sorprendono, per chiudere poi nella grandezza, appunto, dell’Allegro finale.  In sintesi una serata molto ben riuscita, accolta con calorosi applausi da parte del pubblico in sala.

PROGRAMMA
 
Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto per pianoforte e orchestra n. 23 K. 488 in la maggiore
 
Ludwig van Beethoven
Fantasia per pianoforte, coro e orchestra op. 80
 
Franz Schubert
Sinfonia D. 944 in do maggiore, La grande
 
Direttore        Federico Ferri
Pianoforte      Federico Colli

 
 
 
Maria Teresa Giovagnoli