Curioso programma quello presentato nel concerto del 25 maggio scorso al Teatro Verdi di Padova nell’ambito della stagione concertistica dell’Orchestra di Padova e del Veneto, che ha visto accoppiati nella stessa serata la luminosità del Concerto n. 1 op. 11 di Chopin con quell’inno alla sublime Morte rappresentato dalla Sinfonia n.14 di Dmitri Shostakovich.
Felicissimi di ritrovare il pianista russo-lituano Lukas Geniusas, uno dei giovani talenti del pianoforte più apprezzati nel panorama del concertismo internazionale, guidato dalla bacchetta di Oleg Caetani.
Lo Chopin di Geniusas non delude certo, soprattutto sul piano tecnico. Di una tecnica ferrea e impeccabile, il pianista lituano fa notevole sfoggio nelle complessità dei due movimenti estremi, l'Allegro Maestoso iniziale, sciorinato con vertiginosa scorrevolezza, e il Rondò terminale, esposto con energia trascinante. Nella Romanza centrale, risulta forse fin troppo misurato, piuttosto avaro di rubati e cedevolezza e dunque poco indulgente ai mielosi sentimentalismi cari a Chopin. Resta il fatto che Geniusas lavora con suono sempre plastico, giostrato con la nonchalance di chi sa esattamente quanto osare senza mai fingere o scadere nel cattivo gusto. Anzi, l'articolazione appare sfacciatamente fresca, naturale nel dominio di colori e dinamiche, inconfondibile nella personalità dell'interprete.
Abbiamo apprezzato molto come il direttore Oleg Caetani ha saputo sostenere il solista con tempi comodi, specie nel primo movimento, apparendo attento, nel complesso, a esaltare soprattutto i colori della scrittura chopiniana. Con l’Orchestra di Padova e del Veneto il risultato non può non essere di grande eleganza per il livello dei suoi strumentisti, certo, ma anche per l’esemplare trasparenza del suono della compagine Veneta esaltato in questo caso dalla nuovissima camera acustica in legno del Teatro Verdi.
La poetica della morte trova una compiuta realizzazione nella Sinfonia n.14 che Shostakovich scrive nel 1969 per la maggior parte in ospedale, dove era ricoverato per i postumi di un ictus che gli aveva bloccato completamente la parte destra del corpo. Definita “enciclopedia della morte” l’op.135 di Shostakovich può essere definita un Requiem laico, una sinfonia vocale. Unica tra le sue 15 sinfonie scritta per una compagine ridotta, dove le risorse dello stile cameristico, la forte concentrazione della lingua e il disinvolto utilizzo della scrittura seriale, rappresentano una riduzione di mezzi a cui fa riscontro una violentissima potenza drammatica. Per l’esecuzione padovana il direttore Caetani ha optato per una libera traduzione ritmica in italiano dei testi di sua scrittura, quando normalmente si adotta l’esecuzione originale di Shostakovich in russo, oppure si utilizza la notazione musicale sempre di Shostakovich delle lingue originali dei versi musicati dei vari poeti (spagnolo, francese, russo e tedesco). Il risultato non è molto convincente, e anzi fa perdere notevolmente il peso drammatico del legame ritmico originale con il dettato musicale del compositore russo, così come le implicazioni che si celano dietro ogni parola, e che possono articolare i testi con accenti autentici.
Tuttavia, Caetani ha saputo trasmettere ogni aspetto del vocabolario musicale di Shostakovich - il suo spirito sardonico, il suo lirismo sfacciato anche se non sentimentale, i suoi apici provocatori - con sensibilità consapevole, conducendo un'interpretazione eccezionalmente coerente supportata dal canto fine e idiomatico di entrambi i solisti, il basso Andrea Mastroni e il soprano Francesca Tiburzi.
L’Orchestra di Padova e del Veneto, riesce ad esaltare i sottili cambiamenti di colore, gli improvvisi raggi di dissonanza e il diretto richiamo emotivo di testi deliranti e disparati presi in prestito da Apollinaire, Lorca, Rilke, Kuchelbecker; ma ciò che forse è più impressionante è il fatto che riesca a mantenere lo stesso livello di tensione sia nella frenesia di "Loreley" o nella desolante solitudine di "La morte del Poeta", così come a comunicare un livello di ferocia senza pari in "Malagueña", nonché veemenza in "La risposta del cosacco Zaporozian al sultano di Costantinopoli".
Successo vivissimo per tutti gli interpreti al termine del concerto da parte di un pubblico concentratissimo e particolarmente festoso.
Pierluigi Guadagni
La locandina
FRÉDÉRIC CHOPIN
Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra
DMITRIJ SHOSTAKOVICH
Sinfonia n. 14
Oleg Caetani Direttore
Lukas Geniušas Pianoforte
Francesca Tiburzi Soprano
Andrea Mastroni Basso
Orchestra di Padova e del Veneto
(foto Bortolami)
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