NUOVA STAGIONE CONCERTISTICA DI VERONA LIRICA - INAUGURAZIONE AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 16 OTTOBRE 2016

Interpreti: Mihaela Marcu, soprano; Carmen Topciu, mezzosoprano; Mikheil Sheshaberidze, tenore; Amartuvshin Enkhbat, baritono; Giovanni Andrea Zanon, violino.

Come ogni anno ad ottobre prende il via la stagione concertistica dell’ Associazione Verona lirica che continua a registrare un numeroso pubblico di affezionati che riempiono il teatro Filarmonico della sua città. Il Presidente Giuseppe Tuppini, presentatore della serata, offre come sempre il suo saluto augurale per la nuova stagione e lascia così il palco al gradito ritorno del violinista Andrea Zanon che con il delicato primo movimento della partita BWV 1001 di Bach, ha il compito di aprire il concerto. Con movimenti sciolti e precisi e la massima concentrazione il giovane veneto ha creato la giusta atmosfera per il prosieguo della serata.

 

La vedova allegra è l’operetta di Lehácon cui la elegantissima Mihaela Marcu con l’aria ‘Vilja’   apre la parte canora del concerto. Il suo timbro dallo squillo gradevole e colorito, unito alla presenza scenica e partecipazione emotiva ne fanno l’interprete apprezzata che tutti conosciamo. Poi con ‘So anch’io la virtù magica’ dal Don Pasquale di Donizetti mostra anche il lato giocoso frizzantino del suo carattere che si giostra bene con la duttilità della voce.

Il baritono Amartuvshin Enkhbat ha eseguito dall’Andrea Chenier di Giordano l’aria ‘Nemico della patria’. Interessante color brunito è il suo timbro dotato anche di un discreto volume. Col grande duetto maschile da La forza del destino di Verdi abbiamo ascoltato uno dei pezzi più amati ed eseguiti dell’opera, in coppia con il tenore Mikheil Sheshaberidze, quasi una battaglia vocale sul palco.

Con l’ aria ‘Addio foreste’ dalla Giovanna d’Arco di Tchaikovsky  si presenta invece il mezzosoprano Carmen Topciu che pare a suo agio vocalmente in questo repertorio ed è anche piuttosto espressiva nell'esecuzione delicata e sentita. Bei colori e morbidezza d’emissione ha sfoggiato in ‘Va! Laisse couler mes larmes’ dal Werther di Massenet. Per lei infine il duetto conclusivo della Carmen di Bizet con il collega tenore, che qui mostra un bel fiato e una voce che sa schiarirsi ed aprirsi se ben scaldata.

Il tenore Mikheil Sheshaberidze ha esordito con l’aria ‘L’anima ho stanca’ dalla Adriana Lecouvreur di Cilea. Pregevole l’energia con cui affronta il pezzo, stessa cosa dicasi per la zarzuela ‘No puede ser’ da La taberna del puerto di Pablo Sorozábal.

Il baritono ed il soprano hanno inoltre interpretato le parti riguardanti Rigoletto e Gilda dalla fine del secondo atto dell’opera verdiana. Qui ancor maggiormente il baritono Enkhbat si è fatto valere per bellezza timbrica ed espressività, una bella scoperta davvero. Inoltre abbiamo ascoltato il duetto tenore/Mikheil soprano/Mihaela con Parigi o cara dalla Traviata di Verdi e poi tutti insieme  per l'immancabile brindisi dell’opera accompagnato anche da Zanon.

Il giovane violinista ha offerto ancora musiche di Bach con il secondo movimento della partita precedente, con la stessa energia e forza espressiva che lo caratterizzano sempre. Quindi una bellissima e delicata interpretazione di ‘Meditation’ da Thais di Massenet. 

Ad accompagnare gli artisti come sempre l’ottima Patrizia Quarta al pianoforte.

Pubblico felice ed impaziente di ascoltare altro ancora tra un mese.

Maria Teresa Giovagnoli