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MARIA EGIZIACA, OTTORINO RESPIGHI – TEATRO MAILBRAN DI VENEZIA, VENERDI’ 8 MARZO 2024.

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Una altra chicca cui non potevamo sottrarci è Maria Egiziaca di Respighi in scena in questi giorni al teatro Malibran di Venezia, la cui prima è stata venerdì scorso. Un’opera brevissima, nei suoi settanta minuti circa di esecuzione, un ‘trittico’ musicale diviso in tre episodi, come le tavole dipinte che si trovavano nelle chiese medioevali e non solo, che racchiude in sé tanto echi di note arcaiche, con i cori gregoriani molto amati da Respighi e la religiosità che profende dal secondo episodio in poi, quanto un tocco di modernità con suoni che spesso costringono ad uno sforzo particolare gli interpreti, i cui stati d’animo sono protagonisti più della musica stessa. Fu nel 1932 che questa composizione debuttò a New York in forma di concerto, come molti sanno diretta dal compositore stesso in sostituzione di Toscanini. In forma scenica fu eseguita successivamente in Italia per poi scomparire via via dai cartelloni teatrali. Ma la Fondazione Teatro La Fenice la riprende per questa stagione con uno spettacolo garbato, dove in poco più di un’ora riviviamo la nota leggenda medievale narrata da Domenico Cavalca, in cui la protagonista Maria da donna di malaffare, pronta a vendersi fisicamente per un passaggio in nave che la allontani da Alessandria, passa alla santificazione attraverso l’illuminazione divina ed una vita passata ad espiare colpe tra privazioni e stenti nel deserto. 

 È questo mistero che avvolge la figura di Maria ad aver affascinato il regista Pier Luigi Pizzi, ancora in forma e felice sul palco al termine dello spettacolo, fautore di una regia rispettosissima del libretto ma dal sapore non stantio, con l’uso della tecnologia per gli sfondi e gli effetti visivi in generale, ed una delicatezza estrema nel trattare tanto le scene più sensuali quanto naturalmente la sofferenza nella consapevolezza del peccato e nel desiderio di espiazione, con piccoli espedienti scenici intelligenti e funzionali. Certo non veniamo stupiti da colpi di scena particolari e lo spettacolo per sua natura stessa necessita di un particolare attenzione, che in verità il pubblico ha mantenuto più che in altre rappresentazioni diremmo ‘popolari’, ma si tratta di un lavoro incentrato più sui sentimenti che sull’apparenza e soprattutto vi è una sorta di sacralità che ovatta lo spettacolo nella sua interezza.  I protagonisti sono soprattutto attori in questo contesto, laddove la parte di Maria è supportata anche dall’ottima ballerina Maria Novella Della Martira, alter ego del soprano che con eleganza esprime tanto la sensualità del primo episodio, quanto la remissione con la purezza del bagno purificatore successivamente.  Fabio Barettin illumina letteralmente con luci d’impatto le scene poste in essere.

Francesca Dotto è una Maria consapevole delle sue doti attoriali, che sa sfruttare ed utilizza al meglio il contesto sonoro a lei riservato convincendo a pieno. Vincenzo Costanzo è generoso vocalmente dando tutto se stesso come Marinaio, affinando maggiormente il suono poi come lebbroso, piegandosi alla sofferenza del personaggio; sempre stato un protagonista in scena per le forti capacità recitative, si conferma qui essere attore consumato Simone Alberghini nel doppio ruolo di Pellegrino ed Abate Zosimo. Buona la prova degli altri ruoli in scena, ovvero il ‘compagno’ Michele GalbiatiLuigi Morassi nei panni di altro ‘compagno’ e di un povero, ed infine interessante anche ascoltare la voce di Ilaria Vanacore, ossia la Cieca, nonché Voce dell’Angelo.  William Corrò è la Voce dal mare.

Protagonista senza riserve il Coro Feniciano diretto in galleria da Alfonso Caiani, scelta azzeccata dal momento che crea una sorta di Voce Celeste che scende sul pubblico durante lo spettacolo.  

L’Orchestra guidata da  Manlio Benzi  chiaramente si innesta in questa atmosfera a tratti sacra, a tratti dissacrante, ponendo attenzione al narrato in scena, sottolineando sfumature, piccoli giochi sonori ed i colori che esaltano le voci in scena.

Bel successo di pubblico in sala tanto per gli interpreti quanto per la regia ed il Direttore.

Maria Teresa Giovagnoli

 

PRODUZIONE E INTERPRETI

 

Direttore        Manlio Benzi
maestro del coro       Alfonso Caiani
regia, scene e costumi Pier Luigi Pizzi
light designer             Fabio Barettin

 

Maria                                                 Francesca Dotto
Il pellegrino, L’abate Zosimo          Simone Alberghini
Il marinaio, Il lebbroso                    Vincenzo Costanzo
Un compagno                                   Michele Galbiati
Un altro compagno, Il povero         Luigi Morassi
La cieca, La voce dell’Angelo         Ilaria Vanacore
Una voce dal mare                           William Corrò

 

Danzatrice                                        Maria Novella Della Martira

 

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

Clavicembalo Roberta Paroletti

Foto Roberto Moro